Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Archive for agosto 2016

Esposizione di Amanda Lear a Montecarlo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

amanda learhotel_metropoleMontecarlo dal 2 al 4 settembre 2016 Hotel Metropole. Il vernissage inaugurale, è fissato per venerdì 2 settembre, alle ore 18.00. Un’occasione particolare quella che vede la tanto amata Amanda Lear regina della Tv e della canzone, questa volta protagonista di una grande mostra dove espone cinquanta dei suoi lavori attraversando gli ultimi trent’anni della sua pittura. L’esposizione, organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, verrà allestita presso l’esclusivo Hotel Metropole, nel centro di Monte Carlo, adiacente alla famosa Piazza del Casinò. Vittorio Sgarbi commenta: “È una figura interessante nel mondo dell’arte, direi che il suo stile si avvicina alla transavanguardia, ne è un’anticipazione”. Achille Bonito Oliva: “La sua arte appare liberatoria e disinibita, in un’alchimia che attira”.Philippe Daverio: “I suoi dipinti corrispondono appieno alla sua singolare ed intensa vita”.
Nello spiegare le principali fonti d’ispirazione della sua pittura, la Lear ha dichiarato “Prendo sempre spunto dalla mitologia e dalle creature mitologiche come Pegaso, il leggendario cavallo alato. Altri riferimenti importanti sono la Provenza e la natura. Non mi cimento in forme di pittura triste e neanche in quella pittura realista, che trasmette un senso di malinconia alle gente, perché io penso sia molto importante avere appeso sul muro della propria casa un’opera allegra, che ci tira su il morale, piuttosto che fare piangere. Dunque, io dipingo sempre cose colorate”.
E ancora ha proseguito rimarcando “Per me la pittura è colore. Io vado matta per Bonnard, per Gauguin, per i Nabis e per tutti quegli artisti di inizio Novecento, che hanno scoperto il colore puro, addirittura distribuito direttamente dal tubetto. Il mio approccio al mondo dell’arte, è avvenuto fin da bambina, perché volevo sempre dipingere. Per me, la pittura è come un bisogno incalzante, una necessità. Io torno a casa, mi metto tranquilla con i miei gatti a dipingere ed è una cosa, che mi fa veramente bene. Un quadro e questo ti apre un’ po’ la mente. Penso, che l’opera d’arte deve fare qualcosa, provocare un emozione, un sentimento semplicemente. Dire -Ah è bella- non è abbastanza, non è importante, bisogna stimolare e dare un qualcosa alla gente”. (Christian Flammia) (foto: amanda lear, hotel_metropole)

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WEST: 5 year contract with Stargroup to distribute next generation payment solutions in Australia and New Zealand

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

australiaWest International and Stargroup Ltd (ASX:STL) have signed a five year agreement for the delivery of a card payment solution for the Australian and New Zealand markets. The deal marks a significant increase in West’s international presence.
Australia represents an advanced and vital payment market. The installed base is close to one million card payment (EFTPOS) terminals, with an annual market amounting to 60,000 new and 200,000 replacement terminals. Australia was one of the first countries in the world with contactless payments. Contactless cards have reached a penetration of 66 per cent, including support for digital wallets such as Apple Pay and Android Pay.Stargroup is a leading independent service operator of ATMs and EFTPOS terminals in the merchant market in Australia. The company is the only ASX listed ATM operator deploying ATMs in Australia and more importantly is the only ATM operator that has a direct ownership interest in its manufacturer, namely NeoICP, a South Korean private company.Stargroup’s objective is to become the largest ISO in the payment technology industry in Australia. Not only does this involve controlling the cash in and cash out cycle via its ATMs, but to also be a dominant player in the EFTPOS terminal and services markets. The current dominant ISO player has circa 15,000 EFTPOS terminals.
The companies have signed a five year agreement. At signing, West has received a first pilot order with a value of approx. USD 500 000. Stargroup has committed to acquire at least 2,000 EFTPOS terminals annually. Required certifications are expected to be completed in late 2016 and in early 2017 the deliveries will commence.

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Corsi della scuola di musica e canto di Palermo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

gattuso luigiMario TarsillaPalermo. Un corpo docente che vanta le figure di maggiore spicco del panorama musicale palermitano. Decine di corsi: tra musica, canto e non solo. Un gran numero di progetti in cantiere. Un nuovo sito in fase di costruzione. Sono i numeri a rendere forte la stagione 2016-2017 del CAST, la scuola di canto, musica e non solo di via Maggiore Tommaso De Cristoforis 8 a Palermo, sotto la responsabilità di Luigi Gattuso e Mario Tarsilla.Tra i nomi nuovi nella squadra docenti spiccano Claudio Terzo e Ferdinando Moncada dei Tre Terzi, che si sommano così ad altri insegnanti come Chiara Minaldi, Giorgia Meli, Manfredi Tumminello, Umberto Porcaro, Davide Campione, Diego Tarantino, Fabrizio Francoforte e tanti altri.Altra forza è la sede, ispirata architettonicamente alle scuole anglosassoni, con aule dedicate allo studio della musica, alla danza e alla recitazione; con studio di produzione musicale, sale per la propedeutica, aree dedicate ai laboratori ludico-musicali. Così, ai corsi di canto e musica, si sommeranno quelli tecnici di audio tech e daw, per chi vorrà imparare il mestiere di chi sta dietro le quinte. Allo studio dello strumento musicale si accompagnano inoltre i corsi di solfeggio, armonia, composizione e analisi. Il tutto ha l’obiettivo di scoprire giovani talenti, guidarli inserirli nel variegato e multiforme mondo dello spettacolo, dove CAST è diventato un punto di riferimento internazionale al centro del Mediterraneo.
Accanto al lavoro di CAST si è inoltre sviluppata CAST Agency, agenzia di management e distribuzione musicale che si occupa dello sviluppo del lavoro degli allievi sui palchi di tutto il mondo, attraverso il supporto di professionisti del settore della musica e della comunicazione.
Le iscrizioni al CAST sono già in corso. La scuola è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20. Il sabato dalle 9 alle 13. Per ulteriori informazioni il sito Internet è: http://castgattuso.jimdo.com/www.facebook.com/ castgattuso/?fref=ts. (foto: gattuso luigi, Mario Tarsilla)

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La cantante siciliana finalista del premio “Bianca D’Aponte – Sono un’isola”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

chiara minaldiirene grandiLa Sicilia della musica e del canto che conta puntella un nuovo obiettivo da star, cercando di conquistare il cuore di Irene Grandi. La cantante agrigentina Chiara Minaldi è tra le dieci finaliste del premio “Bianca D’Aponte – Sono un’isola”, che si terrà il 28 e 29 ottobre nella città di Aversa, in provincia di Caserta in Campania, arrivato alla sua dodicesima edizione.
Chiara Minaldi, cantante di formazione jazz, porterà il brano “Un’anima”, scritto per lei da Francesco Cusumano, paroliere per l’artista da due anni. La stessa Minaldi ha prima composto la musica, seguita dal testo di Cusumano.
«Posso definirla – dice Chiara Minaldi – una canzone leggera. Quasi un acquerello, che parla di emozioni nascoste, come i brividi più intimi dell’innamoramento».
Madrina della serata e presidente della giuria – formata da giornalisti, produttori, autori e musicisti, tra i più importanti del mondo musicale italiano – sarà Irene Grandi. La direzione artistica è di Fausto Mesolella. (foto: chiara minaldi, irene grandi)

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Un viaggio attraverso le lenti di Instagram

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

lenti instagramRoma Dal 3 settembre al 13 novembre 2016 SALA DEL BRAMANTE – Piazza del Popolo. ADAYINITALY propone un viaggio virtuale di un giorno in Italia, attraverso gli occhi e gli scatti di alcuni tra i protagonisti più affermati e seguiti nella community Instagram. Cinque sezioni espositive per un itinerario ideale, dalla mattina alla notte, dove gli ospiti potranno ammirare la bellezza mozzafiato del paesaggio urbanistico, archeologico e naturalistico d’Italia, osservare le interpretazioni degli artisti su design, architettura, food, tradizioni e tendenze italiane. Più di 80 scatti per visitare in una sola giornata il nostro Paese, una passeggiata di conoscenza virtuale tra immagini suggestive, colori e sapori.
SymmetryBreakfast è un fenomeno online che coinvolge cucine di tutto il mondo, design contemporaneo e l’amore per il primo pasto del mattino. Pubblicato su importanti testate giornalistiche quali «Guardian», «Washington Post», «Tele­graph» e «Sunday Times», citato dallo chef e conduttore televisivo Jarnie Oliver, è anche uno degli account preferiti di Kevin Systrom, amministratore delegato e co­ fondatore di Instagram. Michael Zee ha studiato fotografia all’Arts Institute a Bournemouth. Ha creato Sym­metryBreakfast per ilsuo compagno Mark, nel loro appartamento di Hackney, nel 2013. Il lavoro di Mark come stilista maschile comportava numerose nottate e wee­ kend trascorsi in ufficio, dunque all’inizio della loro relazione la colazione era dive­ nuta un momento “sacro” in cui stare insieme. Michael cominciò dunque a impegnarsi affinché ognuna di queste colazioni fosse memorabile.
Gnambox nasce dalla voglia di condividere una passione e agire in libertà. Idue creatori, Riccardo e Stefano, si sono innamorati della bellezza delcibo, della semplicità della buona cucina e della felicità di conoscere nuove persone attorno a un tavolo. Hanno messo tutto online, raccontando gusti, ricette e incontri. Hanno viaggiato, conosciuto persone, mangiato in risto­ ranti, baracchini, spiagge e mercati. Hanno inventato un modo per comu­ nicare le loro ricette e la loro filosofia in cucina.
The Curious Pear è un duo formato dalla fotografa Issy Croker e dalla scrittrice Megan Abbott, che si sono conosciute tra i banchi di scuola e sono amiche ormai da undici anni. Dopo aver trascorso due mesi a viag­ giare attraverso l’India, hanno trovato un modo per combinare le loro pas­ sioni: la scrittura, la fotografia, il cibo, la gente e la reciproca compagnia. Durante l’inverno 2015, trascorso a Brooklyn, New York, si sono innamo­ rate dell’idea di raccontare le storie di coloro che lavorano nel mondo del food e della ristorazione. Incontrando e conoscendo chef, proprietari di piccole attività, pescatori, fornai e addetti ai lavori, hanno iniziato a scri­ vere su magazine come «Time Out», «Food&Wine» e «Life&Thyme», oltre
Fabio Massimo Zappulla nasce a Roma il12 agosto 1982. Sin dal­ l’infanzia mostra uno spiccato interesse per l’archeologia, la natura e l’escursionismo. Intraprende gli studi universitari in Giurisprudenza e la­ vora nell’ambito giuridico per diverso tempo. La fotografia nasce come una curiosità, ma si trasforma ben presto in una travolgente passione; e anche in un’opportunità lavorativa capace di coniugare il suo amore per la natura con quello per i viaggi. Vincitore di diversi premi, insieme al suo compagno di avventure fotografiche, Paolo Rubeo, crea ExplorEye, un’or­ ganizzazione che si propone di valorizzare la biodiversità, il patrimonio ar­ cheologico e architettonico della regione Lazio, organizzando una serie di workshop fotografici sul campo.
Mauricio de la Garza nasce il5 Giugno 1986 a Monterrey, Messico. Studia Architettura e partecipa a diversi programmi di scambio intercul­ turale a Firenze e Roma, dove approfondisce l’arte e l’architettura classica, rinascimentale e barocca. In questo contesto conosce l’Italia, che è sempre stata per lui una fonte di grande ispirazione: la sua cultura, la sua luce, la sua bellezza sono tutti elementi che possiamo trovare nella simmetria del lavoro di Mauricio. Mal de Mar è una casa multidisciplinare dove archi­ tettura, interior design, fotografia e progetti di viaggio si mescolano in un un1co concetto.Matteo Acitelli nasce a Roma il13 ottobre 1992. Da sempre appassio­nato di social media e comunicazione, nel20 11inizia un’avventura legata a Instagram, fondando la community lnstagramers Roma, nota sulla piatta­ forma come @igersRoma, con l’obiettivo di riunire gli instagramer della ca­ pitale. Inizia inoltre a sviluppare progetti di portata nazionale con numerosi brand di primo piano. Nel2016 crea Gnamltaly, la community Instagram nazionale specializzata in food photography presente in tutte le principali città italiane (@GnamRoma, @GnamMilano, @GnamNapoli, ecc.).
Giovanni Attili è professore associato in Urbanistica presso l’Univer­ sità La Sapienza di Roma. Da anni la sua ricerca si pone l’obiettivo di in­ tercettare forme di urbanità in divenire, pratiche di vita degli abitanti, processi di appropriazione degli spazi e conflitti d’uso che contraddistin­ guono un paesaggio urbano estremamente fluido ed eterogeneo. Paralle­ lamente il suo interesse è volto alla costruzione di sperimentazioni progettuali capaci di coinvolgere attivamente abitanti e attori sociali attra­ verso la predisposizione di opportuni dispositivi comunicativo-relazionali.
Whatltalyls mostra il lato più brillante e bello dell’Italia, attraverso le storie e le immagini di chi la vive e la ama. Momenti irripetibili catturati e condivisi con il mondo intero. Un’Italia raccontata da una collettività di au­ tori, che fanno convergere le proprie identità artistiche e le proprie visioni personali in un progetto unico, valorizzando l’individualità senza sacrificare la coerenza. Un viaggio nella nostra storia, nella nostra cultura e nelle sue meraviglie. Un’Italia raccontata attraverso dettagli, esperienze e sensazioni, inquadrata da prospettive nuove ed inusuali, che stupiscono e catturano qualunque tipo di osservatore.
Apertura: tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00 (ultimo ingresso ore 19.30) Biglietto intero €7, ridotto €5 (under 18, studenti, over 65) (foto: lenti instagram)

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Il capitale umano: Tra consolazioni e desolazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

capitale umanoModena Galleria Antonio Verolino, 16 settembre – 24 ottobre 2016 la Galleria Antonio Verolino inaugura nel suo spazio espositivo modenese, a pochi passi da Palazzo Ducale, la personale di Bertozzi & Casoni “Il capitale umano. Tra consolazioni e desolazioni”. La mostra, curata da Franco Bertoni, architetto, critico d’arte ed esperto di ceramica del Novecento, è inserita nell’ambito del programma del festivalfilosofia di Modena (16-18 settembre 2016). Partendo dal tema della manifestazione, l’agonismo, l’esposizione si sviluppa a partire da Polar Bear, un’installazione raffigurante un gigantesco orso bianco che i maestri della ceramica Giampaolo Bertozzi e Stefano Dal Monte Casoni hanno immaginato ingabbiato, prigioniero e a rischio di estinzione a causa dei mutamenti determinati dall’attività umana.Attorno a questa figura emblematica della lotta evolutiva, altre opere (cestini stracolmi di cartacce e lumache, pile di piatti sporchi, tubature in cui si incastrano oggetti d’uso comune e didascalie) indicano la dialettica di composizione e decomposizione, morte e rigenerazione che attraversano l’esistenza di individui e società, in un continuo pendolo tra consolazioni e desolazioni: sono i rifiuti che ciascuno lascia dietro di sé, piccole estinzioni locali che agitano il mondo delle cose anche nell’epoca dell’abbondanza.Particolarmente significativa per la mission e l’identità della galleria, l’opera tessile nata da un disegno di Giampaolo Bertozzi e realizzata manualmente dalle maestranze attivate da Antonio Verolino, il quale ha ereditato la passione per tappeti e arazzi preziosi dal padre Raffaele, l’antiquario che indiscutibilmente rappresenta in questo campo il punto di riferimento in Italia e non solo. La competenza acquisita negli anni, ha già portato Antonio Verolino a collaborare con artisti storicizzati del calibro di Enzo Cucchi, David Tremlett e Luigi Ontani, i quali hanno saputo sapientemente coniugare le proprie suggestioni visive con quest’antica arte decorativa dando origine a manufatti tessili che sono vere e proprie opere d’arte. La nuova opera tessile di Bertozzi & Casoni, raffigurante un alveare che a sua volta disegna un teschio, è interamente annodata a mano in seta, materiale che le dona un particolare “movimento” grazie al cambiamento del colore in base alla luce. Completa l’opera una cornice in ceramica che riproduce anch’essa un alveare da cui nascono più di 1000 fiori in ceramica.
Bertozzi & Casoni, maestri di ceramica, fin dagli anni Novanta hanno riscosso l’interesse della critica e di importanti galleria d’arte nazionali e internazionali. Nel 2004 sono invitati a esporre alla Tate Liverpool e alla XIV Quadriennale di Roma. Del 2007 è la personale a Cà Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia e del 2008 quella al Castello Sforzesco di Milano e al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza. Nel 2009 i loro lavori sono esposti al Padiglione Italia della Biennale di Venezia, nel 2010 al All Visual Arts di Londra, alla Galleria Sperone Westwater di New York e alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano. Nel 2011 espongono al Musée des Beux Arts di Ajaccio, al Padiglione Italia della Biennale di Venezia. Del 2013 sono le mostre personali al Museum Beelden aan Zee all’ Aia, alla Galleria Beck Eggeling di Düsseldorf e nelle sale monumentali di Palazzo Te a Mantova.
Franco Bertoni, architetto di formazione, ha affiancato alla libera professione un’attività di critica e di ricerca storica i cui principali interessi sono l’arte e la ceramica del Novecento italiano ed europeo, il Minimalismo e l’architettura moderna. Dal 2003 al 2010 è stato Curatore delle Collezioni Moderne e Contemporanee del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza.
Orari: da lunedì a sabato dalle 9,00 alle 19,30 Apertura straordinaria in occasione del festivalfilosofia: venerdì 16 settembre: 09,00-23,00; inaugurazione su invito alle ore 18,00 alla presenza degli Artisti sabato 17 settembre: 09,00-24,00; domenica 18 settembre: 09,00-21,00

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La Maddalena, tra peccato e penitenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

la maddalenaLoreto (An) 3 settembre 2016 ore 11:00 Sala Paolo VI Vicolo degli Stemmi. Inaugurazione 3 settembre 2016 ore 18:30 Loggione del Palazzo Apostolico di Loreto (Primo Piano). “La Maddalena, tra peccato e penitenza”, curata da Vittorio Sgarbi, è promossa dalla Regione Marche in collaborazione con la Conferenza Episcopale Marchigiana, La Prelatura Territoriale della Santa Casa di Loreto, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, l’Anci Marche e il Comune di Loreto.
L’iconografia della Maddalena ha destato l’interesse dei maggiori artisti dal Medioevo al Neoclassicismo, e questa mostra, attraverso una selezione di capolavori che illustrano vari momenti della sua vita, intende presentarne gli episodi più significativi. (foto: la maddalena)

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Birra FORST sul Red Carpet al Festival del Cinema di Venezia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

birra forstLagundo (BZ). La passione per il cinema, l’importanza di sostenere sempre la cultura e le tradizioni, l’amore per il proprio territorio e la natura: sono questi i motivi fondamentali per cui Birra FORST ha deciso di sponsorizzare “Monte“, un film basato sulla sfida di vivere in alta quota e girato sulle montagne altoatesine e friulane, che vede come protagonisti gli attori italiani Claudia Potenza e Andrea Sartoretti. La presenza pluriennale di Birra FORST al Festival del Cinema di Venezia si arricchisce quest’anno anche di “gloria”. Infatti, il 5 settembre, alle ore 14,00 in Sala Grande (al Palazzo del Cinema), prima della proiezione Fuori Concorso in anteprima mondiale del suo nuovo film Monte, il grande regista iraniano Amir Naderi (Vegas, Manhattan by Numbers, Davandeh – Il corridore), ritirerà il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker della 73° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Dopo la proiezione del film, presso il Centurion Palace, il cast, Rai Cinema e un parterre di giornalisti e selezionati invitati del mondo della cultura, della stampa e della politica saranno ospiti di Birra FORST per un rinfresco accompagnato dai suoi prodotti birrari.
Sempre partecipe e in prima fila durante eventi culturali e sportivi di prestigio, è da molte edizioni che Birra FORST partecipa al Festival di Venezia con i suoi prodotti.
Quest’anno, oltre alla presenza “straordinaria“ in occasione del film Monte, Birra FORST 1857 e la Kaiserwasser saranno offerte agli ospiti dello Spazio Cinema House@Davidia e dell’Hotel Hungaria al Lido di Venezia, negli spazi interviste e durante i numerosi eventi collaterali delle case di produzione cinematografiche.
Inoltre, nella Gift Room dell’Hotel Centurion Palace i Vip di passaggio alla Mostra del Cinema di Venezia autograferanno, come di consuetudine negli anni passati, le bottiglie FORST 1857 da destinare all’asta di beneficenza promossa da Birra FORST.
Sempre nell’ambito delle attività sociali di Birra FORST e dell’impegno nel sostenere le onlus, lo scorso dicembre, durante un evento di beneficienza nella Foresta Natalizia di Birra FORST, un grosso martello (utilizzato nel film) è stato battuto all’asta e il ricavato devoluto in beneficenza. Il martello ha svolto un ruolo chiave nel film Monte, assumendo il forte valore simbolico della “liberazione” e offrendo un forte connotato positivo all’intera trama. In questo senso il martello, ha quindi “spaccato” per davvero, permettendo al film di ottenere l’importante riconoscimento Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker, prima citato; a dimostrazione del fatto che a “chi fa del bene torna sempre del bene”. (foto: birra forst)

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La vita di Cristo in 33 immagini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

improntaMilano spazio espositivo di Palazzo Lombardia,20 settembre – 31 ottobre 2016. (lunedì – venerdì dalle h. 13.00 alle h.19.00 Ingresso libero) Il progetto è incentrato sulla figura più rappresentata nella pittura occidentale, Gesù, celebrata attraverso un dialogo fra il mondo antico e contemporaneo nelle opere originali o riprodotte di Giovanni della Robbia, Beato Angelico, Zeitblom Bartholomaeus, Francesco Pignatelli e molti altri.
Oltre ad una terracotta invetriata di Giovanni Della Robbia rappresentante il Redentore proveniente dalla Casa Museo Ivan Bruschi di Arezzo, il percorso propone anche delle riproduzioni 1:1 di scene del ciclo dell’Armadio degli Argenti dipinto dal maestro toscano Beato Angelico e dal Baldovinetti, una copia della Madonna con il Bambino del Correggio, il Battesimo di Cristo del Bartholomaeus e diversi altri lavori di pittori italiani e fiamminghi della collezione della Fondazione Cariplo, che si affiancano all’opera in 33 episodi – quanti gli anni della vita di Cristo – realizzata dall’artista visivo contemporaneo Francesco Pignatelli.
Pignatelli ha selezionato e reinterpretato fotograficamente una selezione di capolavori provenienti da musei di tutto il mondo, in prevalenza del XV e XVI secolo, dall’Annunciazione del Beato Angelico alla Pesca Miracolosa di Raffaello, alla Resurrezione di Giovanni Bellini, per raccontare la storia di Gesù, creando un dialogo fra il linguaggio pittorico e fotografico, la visione e la percezione.Il progetto è ideato e sviluppato dall’artista Francesco Pignatelli, con la Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus e Nicoletta Rusconi Art Projects, in collaborazione con la Regione Lombardia e il sostegno della Fondazione Cariplo, ed è accompagnato da un saggio del filosofo Salvatore Natoli e un testo della storica dell’arte Elena Chernyak.Le fotografie raffigurano i momenti più significativi della vita di Gesù, espressione della sua natura umana e non di quella divina, e inducono il visitatore ad avvicinarsi alla sua figura come fonte di ispirazione nella vita quotidiana, lo invitano alla riflessione e alla riscoperta di valori quali l’amore, l’accoglienza, la responsabilità, che accomunano tutti gli uomini, a prescindere da sesso, razza e credo religioso.In questa mostra Gesù viene presentato come uomo tra gli uomini. Compiere un “viaggio” attraverso gli episodi più significativi della sua vita, offre al visitatore l’opportunità di riflettere, mediante la forza e la bellezza delle opere in sé quanto sul suo messaggio di amore universale. Come scrive Salvatore Natoli nel suo saggio, quella di Gesù è “una vita che, almeno nella storia d’Occidente, ha segnato una cesura, ha diviso il tempo – prima di Cristo e dopo Cristo – ma soprattutto ha conferito ad esso senso e meta. Una meta, per taluni, fatta coincidere con la vita venturi saeculi con l’altro mondo e la fine di questo, per altri, più laicamente, come quel magistrale insegnamento su come vivere in questo mondo per viverci bene”.
Il corpus delle 33 immagini realizzate da Francesco Pignatelli con la tecnica di elaborazione di luci e cromie del negativo, segue due percorsi espositivi ben distinti, insieme collegati dalla visione dell’Annunciazione (del Beato Angelico) che è anche l’immagine che apre la mostra.
Seguendo il disegno architettonico della grande sala espositiva al primo piano di Palazzo Lombardia, il progetto espositivo si apre e si divide in due parti. Mentre alla destra dell’Annunciazione troviamo le immagini, in ordine cronologico, che raccontano la nascita, l’infanzia e la crescita spirituale di Gesù, alla sua sinistra è possibile entrare nel mondo dell’Uomo adulto, dove le opere, in ordine sparso, raccontano della sua maturità intellettuale e spirituale fino a culminare nell’immagine della Crocifissione (del Perugino).Al termine di quest’ultima sala, come in un ciclo senza fine, il visitatore può ripercorrere la drammatica scena del Compianto sul Cristo Morto (di Botticelli), e ammirare la celebre immagine del Cristo Morto del Mantegna, fino ad arrivare alla Resurrezione (di Giovanni Bellini), che ricollega la morte alla vita. “Una tomba vuota: al di là di ogni facile buonismo essere cristiani è difficile, ma ciò non toglie che il cristianesimo rappresenti una via per liberare la potenza del divino che è in noi, far sì, come scrive Spinoza, che ogni uomo sia homo homini Deus, un Dio per l’altro uomo. Il che vuol dire riconoscere e rispettare in ogni uomo la sua umanità.” (Salvatore Natoli)
A conclusione del cammino, lo spettatore è introdotto nella terza sezione, dove sono esposte le opere antiche appartenenti alla Fondazione Cariplo e alla Casa Museo Bruschi di Arezzo, e dove viene data importanza alla figura femminile che completa la figura di Cristo Gesù. Le scene della vita di Cristo nel ciclo dell’Armadio degli Argenti e dipinto dal maestro toscano Beato Angelico e dal Baldovinetti e riprodotto in scala 1:1 sono rappresentative perché mostrano il percorso inverso, tipico dell’epoca, di dedicare più attenzione all’aspetto divino che a quello umano.La mostra ‘UOMO’ si pone tre obiettivi principali. La scoperta di Gesù, attraverso gli episodi della sua vita terrena, e come modello di valori da riscoprire e al quale ispirarsi ancora ai nostri giorni.
La necessità di riportare l’uomo al centro, svincolandolo da modelli effimeri imposti dalla nostra società, per puntare su valori quali l’amore verso il prossimo, la responsabilità e la condivisione.
La presentazione ai giovani, a volte poco attratti dall’arte antica, del patrimonio artistico rinascimentale, presentato in chiave contemporanea. Una lettura maggiormente vicino alla nostra sensibilità.Infine, un’opera interattiva dal titolo Permanent Blackboard, raccoglierà le osservazioni dei visitatori: una lavagna su cui essi potranno lasciare un segno in risposta alla domanda “Cosa significa Uomo?”. L’opera rimarrà a testimonianza del percorso interiore intrapreso e quale spunto per un futuro progetto espositivo. (foto: impronta)

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Time for Creation: Let’s Pray Together to Appreciate and Care for the Gift of Creation

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

Respect, appreciation and contemplation of Creation are the common concern of Christian Churches. The Council of European Bishops’ Conferences (CCEE) and the Conference of Europeaneuropean churches(CEC), on the occasion of the Day for Creation, call for common prayers and to strengthen ecumenical work to care for Creation. According to the Gospel, responsibility for the environment can never be detached from responsibility for other human beings: for our neighbour, for the poor, or the forgotten, all in a true spirit of solidarity and love. Respecting Creation means not only protecting and safeguarding the earth, water and other parts of the natural world. It is at the same time expressing respect for human beings who share those gifts and bear responsibility for them. Therefore, together with all Christians, we endeavour joyfully to witness Jesus Christ, «for in Him were created all things in heaven and on earth» (Col. 1, 16).We remember Dietrich Bonhoeffer’s thought that the most urgent problem besetting our Churches is the way in which we live our Christian life in the face of contemporary cultural and social challenges. This means we must relate to each other within the context of the world we all live in. This is an original definition of “oikos”, meaning “the house”. The “common house” we care for, is made up of both the natural world and of human relationships.Time for Creation from 1st September – 4th October (the feast day of St. Francis of Assisi in the Western tradition) is a special period in the liturgical calendars in a growing number of Churches in Europe. In this period we remember the gift of Creation and our relation to it. Celebration of this Time and its place in the cycle of Christian prayers and worships was commended by the 3rd European Ecumenical Assembly in Sibiu 2007. The European Christian Environmental Network (ECEN) has been instrumental in promoting and encouraging Christians to pray together in spirit of ecumenical cooperation and to promoting action to care for Creation. The initiative to celebrate a day of prayer for God’s Creation on 1st September which, in the Byzantine tradition is the beginning of the Church Year, started in 1989 by Ecumenical Patriarch Dimitrios. Similarly, in 2015 Pope Francis decided that 1st September be the World Day of Prayer for the Care of Creation in the Catholic Church.We face urgently challenges of environmental degradation and climate change, and encouraged by the words of Pope Francis’ Encyclical letter Laudato si’ acknowledge our shared responsibility. We warmly invite all European Christians, member churches of CEC and bishops’ conferences of CCEE, parishes and Church communities and every person of good will to join in Time for Creation, to celebrate Time for Creation together, within your own liturgical traditions and to uphold the common Christian faith in God the Creator. We urge you, in your respective settings, to offer, prayers for gift of Creation, and join us in praying together:
O Lord, teach us to care for the whole Creation,
to protect all life and to share the fruits of the earth.
Teach us to share our human work with our brothers and sisters,
especially with the poor and those in need.
Grant us to remain faithful to your Gospel
as to joyfully offer to our society in different countries across the continent
the horizon of a better future
filled with justice, peace, love and beauty.

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Aumento di prestiti per acquisto di auto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

casa-vivaNel primo semestre dell’anno il numero dei prestiti finalizzati all’acquisto di auto richiesti da privati ha fatto registrare un incremento del +20,0% rispetto al pari periodo del 2015 malgrado un rallentamento del tasso di crescita rilevato negli ultimi mesi.
Questa la principale evidenza che emerge dall’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF che rileva con cadenza mensile le domande di prestiti finalizzati (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi) raccolte dagli istituti di credito e contribuite in EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi ad oltre 78 milioni di posizioni creditizie. La dinamica positiva che continua a caratterizzare il comparto, sostenuta anche dalle offerte a tassi promozionali delle case automobilistiche e delle reti, emerge in modo inequivocabile anche dal confronto del dato aggregato relativo ai primi 6 mesi del 2016 rispetto al medesimo periodo degli anni precedenti.
Altro aspetto interessante che emerge dall’analisi di CRIF è rappresentato dal fatto che negli ultimi mesi di osservazione è andata via via consolidandosi il progressivo recupero verso valori più elevati dell’importo medio dei prestiti richiesti, che nel mese di giugno si è attestato a 13.609 Euro (contro i 13.160 Euro del mese di giugno 2015). Tuttavia, nell’aggregato relativo al I semestre dell’anno in corso l’importo medio richiesto è risultato pari a 13.083 Euro, con una flessione del -2,9% rispetto al corrispondente periodo 2015.
In generale, il fatto che l’importo medio richiesto si mantenga su livelli ancora contenuti trova riscontro nella consolidata tendenza da parte degli italiani – comune anche ad altre forme tecniche di finanziamento – a cercare soluzioni di indebitamento che gravino il meno pesantemente possibile sul reddito disponibile.
Relativamente alla distribuzione per fascia di età, nei primi sei mesi del 2016 la classe in cui si è concentrata la maggior parte delle richieste si è confermata essere quella compresa tra i 45 e i 54 anni, con il 26,7% del totale, seguita ancora una volta da quella tra i 35 e i 44 anni, con il 22,0%.
“Questa prima metà dell’anno ha confermato l’andamento della domanda di prestiti finalizzati all’acquisto di auto in ulteriore crescita, sostenuta dal trend positivo delle immatricolazioni e trainata dalle promozioni a tassi particolarmente vantaggiosi delle case automobilistiche e dei propri concessionari – commenta Elisabetta Pancaldi, Channel Director di CRIF -. Il rallentamento della dinamica registrato negli ultimi mesi suggerisce però di attendere i dati relativi al secondo semestre per poter meglio valutare l’effettiva evoluzione del comparto”. http://www.Burson-Marsteller.com

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Zucchero ai bambini, Aha: non più di 25 grammi al giorno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

glass of milk with spoon and sugar cubes

glass of milk with spoon and sugar cubes

Dai due ai 18 anni il consumo di zucchero non dovrebbe superare i 25 grammi al giorno, circa sei cucchiaini da the. La raccomandazione arriva dall’American heart association (Aha) che ha recentemente pubblicato nuove linee guida in materia di prevenzione cardiovascolare, a partire dalla prima infanzia. Il documento nasce dal lavoro di un team di esperti che ha compiuto una revisione analitica della letteratura disponibile sugli effetti dell’eccesso di zuccheri nella dieta dei bambini e degli adolescenti.Secondo gli esperti americani non si tratta di una restrizione eccessiva e le famiglie possono gestirla con molta facilità. «La quantità di 25 grammi al giorno» ha affermato Miriam Vos, prima firma del documento e professore associato di Pediatria presso la facoltà di Medicina della Emory University di Atlanta, in Georgia «è tarata su ragioni scientifiche ma è anche pensata per essere gestita dai genitori senza troppi sforzi. Riteniamo che per la maggior parte dei bambini non assumere più di sei cucchiaini di zucchero aggiunto ai cibi al giorno sia un obiettivo possibile e soprattutto fonte di salute».
Secondo l’Aha, infatti, un elevato consumo di zucchero aggiuntivo nella dieta è strettamente legato all’aumento del rischio di patologie cardiovascolari innescate anche nei giovani adulti da obesità e pressione arteriosa elevata. «I bambini e gli adolescenti che consumano abitualmente grandi quantità di zucchero» ha aggiunto Vos «tendono ad alimentarsi in maniera poco sana in generale, trascurando cibi che invece favoriscono la salute cardiovascolare come frutta, verdura, fibre e latticini a basso contenuto di grassi».Nel documento si sottolinea con chiarezza che l’obesità infantile, soprattutto in presenza di un forte consumo di zuccheri aggiunti, può con molta facilità aprire le porte allo sviluppo dell’insulinoresistenza e quindi al diabete di tipo 2. Un fenomeno, questo, che negli Stati Uniti l’Aha riferisce essere ormai epidemico, dal momento che il bambino americano medio consuma zucchero in misura almeno tripla rispetto alla dosa raccomandata». (Gianluca Casponi – fonte doctor33) (foto: zucchero tazza)

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Alcol in gravidanza pericoloso per il bambino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

ospedale bergamoBergamo. In occasione della Giornata mondiale della sindrome feto-alcolica, che si celebra in tutto il mondo il 9 settembre di ogni anno, il Dipartimento delle dipendenze dell’ASST Papa Giovanni XXIII organizza uno stand informativo nell’Hospital Street dell’Ospedale di Bergamo, tra Torre 1 e Torre 2, con l’obiettivo di promuovere la campagna internazionale Too Young To Drink e sensibilizzare le future mamme a non bere durante la gravidanza.L’esposizione all’alcol durante la vita prenatale, infatti, è l’unica causa della Sindrome Alcolica Fetale (FAS), una condizione prevenibile al 100% ma che colpisce circa 70 milioni di persone in tutto il mondo (l’1% della popolazione mondiale). Oltre alla FAS, che è la manifestazione più grave del danno causato dall’alcol al feto, bere in gravidanza può causare anche una serie di altre anomalie fisiche e mentali, come malformazioni cranio facciali, rallentamenti della crescita, disturbi dello sviluppo neurologico e disabilità comportamentali.“Il 9 settembre è una data molto significativa per questa ricorrenza perché contiene due volte il numero 9, che richiama i mesi di gestazione, durante i quali le future mamme dovrebbero evitare di bere alcolici – spiega Marco Riglietta, direttore del Dipartimento delle dipendenze dell’ASST Papa Giovanni XXIII -. L’alcol ingerito dalla madre giunge dopo pochi minuti nel sangue del feto, ma il feto non può metabolizzarlo perché è privo degli enzimi adatti a questo compito. L’alcol si accumula così nel sistema nervoso e negli organi del bambino, danneggiandoli progressivamente e in maniera irreversibile. Il nostro consiglio, visto che è molto difficile accorgersi immediatamente dell’inizio della gravidanza, è di smettere di consumare alcolici fin dal momento in cui si decide di avere un bambino, perché sono proprio le prime settimane di gravidanza le più importanti per il suo sviluppo”.Allo stand saranno presenti gli operatori del Dipartimento delle dipendenze e del Dipartimento materno infantile e pediatrico dell’ASST Papa Giovanni XXIII e i rappresentanti del gruppo di lavoro che in questi mesi ha collaborato alla realizzazione della campagna: i volontari del Consiglio delle donne del Comune di Bergamo e dell’Associazione Genitori Atena, le ostetriche del Collegio delle ostetriche di Bergamo e le studentesse della sezione di Bergamo del Corso di Laurea in Ostetricia dell’Università di Milano Bicocca.Nella stessa giornata di venerdì 9 settembre gli operatori dei SERD di Bergamo e del Carcere sensibilizzeranno le donne che accedono agli ambulatori organizzando momenti informativi mirati.L’evento è patrocinato dal Ministero della salute, dall’Ordine dei medici della Provincia di Bergamo e dall’Associazione Italiana Donne Medico della provincia di Bergamo AIDM.Uno stand informativo verrà organizzato anche di fronte al Comune di Bergamo, in Piazza Matteotti, sabato 17 settembre dalle 9 alle 18.

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First European standards for management of heart attack patients

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

cardiology congress-2016Rome, Italy The first European standards for the management of heart attack patients are launched today by the European Society of Cardiology-Acute Cardiac Care Association (ESC-ACCA). The quality indicators for acute myocardial infarction (AMI) are published in European Heart Journal: Acute Cardiovascular Care, ACCA’s official journal, and presented at ESC Congress together with the results of the inaugural implementation.1,2“Evaluating quality of care is part of modern healthcare but measuring it is difficult and does not solely rely on patient outcomes,” said first author Professor François Schiele. “For this reason it has become common practice to use quality indicators (QIs).”The first QIs in Europe for assessing the quality of care provided to patients admitted for AMI were developed by the ACCA, a registered branch of the ESC.The 20 QIs are in seven domains which cover the entire patient pathway: centre organisation, reperfusion-invasive strategy, in-hospital risk assessment, antithrombotic treatment during hospitalisation, discharge treatments, patient satisfaction, and composite QIs (CQIs) and mortality. There are 12 main and eight secondary QIs.Professor Schiele said: “The QIs are in line with current ESC guidelines3,4 and were designed with the goal of improving the quality of care for AMI patients across Europe. A second aim is to use them to evaluate how well centres are currently performing and which domains could be improved.”The QIs were implemented for the first time in two French nationwide registries of AMI patients admitted to a coronary or intensive care unit within 48 congress cardiologyhours of symptom onset. The analysis included 7839 patients, of whom 3670 participated in FAST-MI 2005 and 4169 participated in FAST-MI 2010.5For each patient, data was identified that would enable the calculation of the 20 QIs. The researchers also investigated the association between the QIs and three-year mortality. Overall, 12 QIs could be calculated from existing data in FAST-MI 2005 and 14 in FAST-MI 2010. Professor Schiele said: “None of the QIs we calculated showed performance above 90%, which means there is room for improvement in all domains.”The opportunity-based CQI was calculated by dividing the number of times particular care processes were performed by the number of opportunities to provide them. The average score was 52% in 2005 and 72% in 2010. Professor Schiele said: “This suggests that only half of the appropriate care processes were provided to patients admitted with a heart attack in 2005, which rose to 72% in 2010.”Performance on the opportunity-based CQI was divided into quartiles: 0%, 0–40%, 40–80%, and above 80%. The investigators found a decrease in mortality with increasing quartiles of the CQI. Compared to those with a score of 0%, patients with a score between 0 and 40%, 40% to 80%, or above 80% had a 17%, 27%, and 32% lower risk of death, respectively.6Centres with more than 20 patients in the study were benchmarked by comparing their opportunity-based CQI score to the national average in 2005 or 2010. Centres were classified as “low” (below national average), “intermediate” (not significantly different) or “high” quality (above). Twelve centres achieved “high” in 2005 and 22 in 2010, while 16 were classified “low” in 2005 and 17 in 2010.Professor Schiele said: “The opportunity-based CQI was related to survival, which provides further justification for assessing quality of care. The CQI also made it possible to classify centres as having high, average or low quality of care.”

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Cervello a rischio se la pressione è alta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

cardiology congress-2016Roma. Il declino cognitivo è, per alcuni, il prezzo che pagano alla longevità, ma un mix di fattori genetici, ambientali e personali a mantenere una mente lucida anche in tarda età è una vera conquista. Ecco perché è così importante conoscere e analizzare ogni elemento che possa interferire con il buon funzionamento del cervello.
“Studi sull’ipertensione hanno messo questo disturbo sul banco degli imputati” – spiega Franco Romeo – Local Press Coordinator dell’ESC e Direttore Cardiologia Policlinico Tor Vergata di Roma – “nonostante diversi studi abbiano cercato di analizzare l’impatto della pressione alta sulle funzioni cognitive, la maggior parte ha confrontato i pazienti non trattati con quelli in terapia mentre sono più scarse le ricerche che hanno messo in relazione soggetti in terapia con i normotesi”.
La nuova ricerca presentata all’ESC 2016 ha preso in esame 48 adulti di età compresa tra 65 e 85 anni, divisi poi in due gruppi: 26 normotesi e 22 con ipertensione controllata da farmaci. Ogni partecipante ha accettato a sottoporsi ad una valutazione neuropsicologica orientata a determinare i livelli di memoria, attenzione, linguaggio e funzioni esecutive, insieme ad un monitoraggio pressorio delle 24 ore e ad analisi del sangue (sodio, potassio, calcio, creatinina, glucosio, trigliceridi, funzionalità tiroidea). Per ogni valore è stata condotta l’analisi di varianza (una tecnica che permette di confrontare gruppi di dati con la variabilità interna ai gruppi e tra i gruppi, nota con l’acronimo ANOVAs).
cervelloI risultati hanno rilevato una differenza significativa tra i due gruppi nei tempi di risposta al Color Word Interference Test (CWIT) in cui bisogna leggere il nome del colore con cui è dipinto il nome di un colore (es. YELLOW scritto con inchiostro ROSSO, quindi la risposta giusta è ROSSO, in psicologia viene chiamato ‘effetto stroop’).
“E’ interessante notare come in questo test i pazienti in trattamento mostravano performance peggiori rispetto a quelli del gruppo con pressione nella norma. La ricerca ha anche evidenziato una correlazione positiva tra valori pressori di 135mmHg e i risultati del Trail Making Test parte B che valuta la capacità di pianificazione spaziale in un compito di tipo visuo-motorio: consiste ad esempio nell’unire con una linea lettere e numeri sparsi su un foglio in una sequenza definita A1,B2,C3 ecc e il punteggio è basato sul numero di secondi impiegati a completare il test” aggiunge il dottor Michele Gulizia, Local Press Coordinator dell’ESC e Direttore Cardiologia Ospedale Garibaldi di Catania – che aggiunge “Il gruppo di ricercatori canadesi ha quindi preso atto che una pressione sistolica maggiore di 135 mmHg è un fattore di rischio per prestazioni cognitive, rinforzando l’ipotesi che l’ipertensione debba essere attentamente monitorata e controllata per proteggere anche il cervello”.
“Problema non di poco conto se pensiamo che l’ipertensione interessa milioni di connazionali ed è causa di numerose complicazioni cardiovascolari e non” avverte Leonardo Bolognese – Direttore Cardiologia ospedale di Arezzo e Local Press Coordinator di ESC “l’hanno definita il killer silenzioso che ha lasciato una scia di 240mila morti solo nel nostro Paese, pari al 40% di tutte le cause. La correlazione con la funzione cerebrale risiede nel fatto che nonostante esistano terapie efficaci, solo 1 paziente su 4 riceve un trattamento adeguato e controlla i valori efficacemente. La compliance infatti è un ‘nodo gordiano’ molti soggetti non assumono la terapia in modo corretto, altri non la assumono affatto, che spiega come alcuni casi definiti ‘resistenti’ dipendono invece da problemi di aderenza”.
Controllare l’instabilità pressoria (e non solo il valore medio) è una strategia per proteggere le funzioni cognitive, così come sottolineato anche da una ricerca pubblicata quest’anno su Hypertension. Da ricordare inoltre è che la pressione alta è il fattore di rischio numero uno per l’ictus e nei soggetti tra 40 e 61 anni il rischio di mortalità cardiovascolare raddoppia ogni 10/20 mmHg in più.

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Il “virus” della sedentarietà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

cardiology congress-2016Roma. La sedentarietà e il non fare attività fisica durante la giornata hanno raggiunto ormai proporzioni epidemiche e rappresentano la 4° causa di mortalità e disabilità nel mondo occidentale, contribuendo a 5 milioni di decessi l’anno. “Gli italiani ad esempio – spiega Michele Gulizia – Direttore Cardiologia Ospedale Garibaldi di Catania e ESC Local Press Coordinator – dicono si allo sport, ma solo se da guardare alla tv. Appena il 33,2% tra i 18 e i 69 anni infatti può essere considerato realmente ‘attivo’, il 35,8% lo è ‘parzialmente’ (ossia fa qualche attività nel tempo libero senza però raggiungere i livelli raccomandati) e il 31% è completamente sedentario. Perfino nei minori, un recente rapporto (2) ha evidenziato un quadro drammatico e tutt’altro che confortante: il 23% non svolge regolarmente attività motorie nel tempo libero, l’11% nemmeno a scuola e il 63% cammina globalmente non più di mezz’ora al giorno”.
Se i programmi sportivi in televisione non motivano a praticare sport – aggiunge Leonardo Bolognese – Direttore Cardiologia ospedale di Arezzo e ESC Local Press Coordinator-, le strategie attuali per promuovere l’attività fisica hanno scelto di muoversi verso programmi personalizzati. Lo svolgimento individuale dell’attività fisica è infatti assai eterogeneo e multidimensionale oltre che complesso da misurare, tanto che una discrepanza nello status di attività che ciascuno si attribuisce è ben presente nella nostra esperienza quotidiana. È vero che esistono molti metodi per stabilire la spesa energetica minuto per minuto ma non esiste ancora un qualcosa capace di catturare tutte le informazioni e i parametri rilevanti per l’attività fisica. Creare dunque un algoritmo funzionante che incorporasse i fattori dell’attività fisica, necessari a migliorare la fitness cardiorespiratoria e ridurre in maniera sostanziale il rischio di mortalità cardiovascolare a lungo termine, è stato esattamente lo scopo dello studio presentato al Congresso ESC 2016.
sedentarioPer determinare l’algoritmo – chiamato PAI, acronimo di Personal Activity Index – è stato utilizzato l’HUNT Fitness Study, basato su una serie di domande relative alla frequenza, alla durata e all’intensità dell’esercizio in modo da definire il grado di intensità: bassa, media e alta – rispettivamente il 44%, il 73%, e l’83% della riserva cardiaca. Per validare il dato, son state valutate oltre 39,000 persone, uomini e donne appartenenti alla popolazione sana pari e l’indice è stato diviso in tre gruppi di attività: meno di 50, tra 51 e 99, e più di 100 rispetto al valore zero usato per indicare l’inattività assoluta. Dopo un follow-up significativo di ben 28 anni e 7 mesi si erano verificate 10,062 morti, delle quali 3867 causate da malattia cardiovascolare, ma gli uomini e le donne con un livello PAI maggiore di 100 avevano un rischio ridotto di mortalità cardiovascolare – comparata al gruppo di inattivi – pari al 23%.
La riduzione di rischio corrispondente, per la mortalità da tutte le cause, è stata del 13% per gli uomini e del 17% per le donne. Ne segue una conclusione determinante: il PAI è in grado di predire la mortalità cardiovascolare a lungo termine e si tratta di un algoritmo che potrebbe essere utilizzato come strumento motivazionale per cambiare il proprio stile di vita. Si pensa quindi di incorporarlo in un dispositivo portatile che possa essere indossato dal soggetto che fa attività in modo che sia misurata in maniera standardizzata e incentivi il movimento mostrando i progressi e l’abbassamento del rischio.
Un’altra ricerca – aggiunge Franco Romeo – Direttore Cardiologia Policlinico Tor Vergata di Roma e ESC Local Press Coordinator – ha voluto indagare gli effetti dell’attività fisica amatoriale sul rischio cardiovascolare in una popolazione di soggetti anziani. L’idea è stata sviluppata da un’equipe di ricercatori finlandesi dell’Università di Oulu studiando retrospettivamente un gruppo di 2409 uomini e donne tra i 65 e i 74 anni. Questi avevano partecipato, anni prima, ad una indagine sui fattori di rischio e l’equipe finlandese nel corso dello studio ha incrociato i dati sui decessi intercorsi dai registri anagrafici nazionali. Il livello di attività fisica era auto-dichiarato ed è stato classificato in tre livelli: basso, moderato e alto. Il rateo di rischio per mortalità cardiovascolare è stato individuato in 0.40 per i soggetti che facevano attività moderata, 0.29 per quelli che eseguivano un’attività intensa e rispettivamente 0.65 e 0.50 per il rischio di mortalità paragonato agli ‘oziosi’. I ricercatori sono così giunti alla conclusione che l’attività fisica sia inequivocabilmente associata alla riduzione del rischio cardiaco anche se eseguita in età avanzata e sia indipendente dai maggiori fattori di rischio noti.

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Sopravvivenza a lungo termine dei pazienti a cui era stato impiantato un defibrillatore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

cardiology congress-2016Roma. Il sesso femminile è stato storicamente sottorappresentato nel panorama degli studi clinici ma in parte questo gap viene colmato con un ampio studio retrospettivo americano che ha preso in esame oltre 329.000 pazienti di entrambi i sessi. L’obiettivo era valutare la sopravvivenza a lungo termine dei pazienti a cui era stato impiantato un defibrillatore (ICD) o un defibrillatore per la terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT-D).
I dati presentati all’ESC sono stati estratti da un ampio database di monitoraggio, la mortalità è stata dedotta incrociando i dati del Social Security Death Index. Gli oltre 300.000 soggetti avevano un età media di 64 anni, erano maschi nel 73,5% e avevano un defibrillatore impiantabile nel 70,6%. La sopravvivenza a 10 anni si è rivelata a favore del sesso femminile, interessando il 66,9% delle donne rispetto al 61,7% degli uomini, mostrando un outcome migliore di 1,18 volte (p<0,0001).
Il defibrillatore impiantabile, noto con la sigla ICD, è un piccolo dispositivo in titanio che viene impiantato sotto la cute ed è alimentato a batteria, il suo compito è quello di monitorare il ritmo cardiaco e somministrare una lieve scarica elettrica se necessario. In uso nella pratica clinica da oltre vent’anni è stato sviluppato a Baltimora (USA) negli anni ’70. Il CRT-D invece è un dispositivo impiantabile per la terapia di resincronizzazione cardiaca che unisce la funzione pacemaker-resincronizzatore a quella di defibrillatore.
defibrillatore“Viene utilizzato in genere in pazienti con scompenso cardiaco, soggetti ad aritmie ‘maligne’ che portano a morte improvvisa ma anche per condizioni più rare come la Sindrome da QT lungo o la Sindrome di Brugada” spiega al Congresso il Dottor Michele Gulizia – Direttore Cardiologia Ospedale Garibaldi di Catania e Local Press Coordinator ESC, “In Italia ogni anno ne vengono impiantati oltre 45mila tra pacemaker CRT e ICD, che ricerca e innovazione hanno reso sempre più efficaci, sicuri e longevi in termini di durata della batteria che li alimenta. Una necessità data anche dalla maggiore aspettativa di vita della popolazione e anche i pazienti chiedono nel 73% dei casi informazioni proprio sulla durata della batteria, per sapere se e quando dovrà affrontare un secondo intervento. Evenienza, quella di dover sostituire il dispositivo per scarica del generatore, che interessa una volta il 70% dei pazienti e due o più volte il 40%”.
Lo scompenso cardiaco è una condizione patologica che interessa circa 3 milioni di persone nei 5 principali paesi Europei (Francia, Germania, Italia, Spagna, Gran Bretagna): “di questi uno su 3 è a rischio arresto cardiaco e rischia da 6 a 9 volte di più rispetto ai soggetti sani” precisa il dottor Franco Romeo – Direttore Cardiologia Policlinico Tor Vergata di Roma e Local Press Coordinator ESC. Il suo uso ha mostrato un rischio di morte di oltre il 20% in meno rispetto ai soggetti trattati con farmaci”.

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I centenari e gli affari di “cuore”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

cardiology congress-2016Roma. Sono oltre 16 mila in Italia le persone che hanno spento già 100 candeline, numero più che raddoppiato negli ultimi 10 anni (erano solo 6.100 nel 2002) a cui si aggiungono un gruppo sempre crescente di super centenari, quelli che hanno raggiunto l’obiettivo dei 110 anni d’età.“Nuovi studi prevedono che chi nasce oggi vivrà sino a 100 anni, lo credono i ricercatori del Ageing Research Centre della University of Southern Denmark” – spiega Leonardo Bolognese – Direttore Cardiologia ospedale di Arezzo e ESC Local Press Coordinator. “Un fenomeno globale giacché i centenari sono in aumento in molti paesi del mondo e il loro incremento è diventata una priorità nella pratica clinica a causa di un trend considerato inarrestabile”. Succede allora che un gruppo di cardiologi dell’ospedale San Giuseppe di Milano ha deciso di valutare la salute cardiaca di un gruppo di soggetti con più di 100 anni attraverso una ecocardiografia e paragonare i dati con un gruppo di soggetti più giovani tra i 75 e gli 85 anni. Lo studio retrospettivo caso-controllo è stato eseguito dal 2010 al 2015 e includeva 120 ‘grandi vecchi’ e 120 anziani più giovani: i centenari erano più spesso donne coerentemente con l’epidemiologia corrente che vede il sesso femminile rappresentato nell’80% con un più lieve onere in termini di malattie cardiovascolari e fattori di rischio. University of Southern DenmarkRispetto ai ‘colleghi’ più giovani mostravano una prevalenza di diabete significativamente più bassa il 19,1% contro il 41,7%, di fibrillazione atriale del 19,1% contro il 37,5% e meno della metà di malattie coronariche presenti nel 29,1% dei centenari rispetto al 56,7% dei più giovani. Ma non è tutto perché i più anziani mostravano un minor diametro del ventricolo sinistro con un relativamente più alto spessore della parete muscolare e un minor volume dell’atrio sinistro.
“Anche la frazione di eiezione del cuore si è mostrata significativamente più alta (57,2% verso 48,8%) con una minore frequenza di anormalità (33,3% verso 55,8%)” illustra il Dr. Michele Gulizia, Direttore cardiologia Ospedale Garibaldi di Catania e Local Press Coordinator del congresso europeo in corso a Roma che aggiunge “la prevalenza dell’insufficienza mitralica da moderata a severa si è mostrata più bassa nei centenari che vantavano un rateo del 9,2% rispetto al 17,5% dei più giovani con l’unica criticità rappresentata da una stenosi aortica più elevata e quantificata nel 16,7% dei casi nei centenari rispetto al 6,7% del gruppo di controllo”.

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Studio su nicotina e rigidità dell’aorta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

cardiology congress-2016Roma In corrispondenza con una diagnosi di malattia cardiaca è quasi d’obbligo, se fumatori, di sentirsi caldeggiare di smettere con le sigarette. Cuore e nicotina sono acerrimi nemici e studi sui benefici dalla cessazione hanno mostrato benefici a breve termine sui parametri cardiaci. Il fumo infatti è la causa principale di infarto e di malattie coronariche in uomini e donne e si associa al 30% delle morti causate da malattie coronariche, ad un aumentato rischio di morte improvvisa, ad una aumentata mortalità peri operatoria in pazienti con by pass coronarico.
Sebbene il consumo di tabacco sia la prima causa di morte eliminabile, attualmente nel mondo vi sono oltre un miliardo di fumatori. “Nello studio INTERHEART, spiega Leonardo Bolognese – Direttore Cardiologia ospedale di Arezzo – il fumo di sigaretta era responsabile del 35.7% del rischio attribuibile su popolazione per un primo infarto miocardico acuto. Dati più recenti indicano che nel 2011 il fumo è stato direttamente responsabile nel mondo della morte di 6 milioni di persone, di cui ben 600 000 all’anno per esposizione a fumo passivo. Secondo i calcoli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nei fumatori la percentuale di decessi attribuibili al consumo di tabacco varia tra il 25% e il 50% e, in media, ogni fumatore abituale perde circa 15 anni di vita”. Smettendo di fumare il rischio si riduce dopo solo un anno di astinenza. Dopo 20 anni diventa simile, ma sempre un po’ superiore a quello di chi non ha mai fumato. Continuare a fumare dopo un evento vascolare acuto aumenta notevolmente le possibilità di recidiva. L’indagine Euroaspire IV della Società Europea di Cardiologia, condotta in 78 centri cardiologici di 24 Paesi sul continente che nel biennio 2012-2013 ha revisionato oltre 16 mila cartelle cliniche e monitorato salute e abitudini di 8 mila europei dopo un acuto evento coronarico ha dimostrato che almeno un paziente su due che fumava prima dell’infarto del miocardio e continuava a farlo anche dopo. Altro aspetto di grande attualità di cui tenere conto è che il fumo di tabacco depotenzia l’efficacia di molti farmaci utilizzati dai cardiopatici.
ospedale garibaldi cataniaEppure i fumatori colpiti da un evento cardiovascolare acuto ricominciano a fumare nel giro di qualche mese. “Dati recenti – spiega Michele Gulizia – Direttore Cardiologia Ospedale Garibaldi di Catania – che rispecchiano maggiormente la realtà italiana, riportano che oltre la metà dei fumatori dimessi dopo sindrome coronarica acuta riprende a fumare e gran parte lo fa già nelle prime 3 settimane dopo la dimissione. I fumatori mostrano un rischio di nuovi eventi acuti nel primo anno di 3 volte superiore a coloro che abbandonano le ’bionde’, mentre in chi riprende nei primi 10 giorni dalla dimissione il rischio è addirittura quintuplicato”.
“L’abitudine al fumo, aggiunge Franco Romeo – Direttore Cardiologia Policlinico Tor Vergata di Roma – ha tra i suoi effetti nocivi l’aumento della rigidità dell’aorta (la più importante arteria del corpo umano) che rappresenta un importante predittore del rischio cardiovascolare di mortalità per tutte le cause”. Nonostante la direzione sia quella di aiutare il fumatore a cessare la propria dipendenza con un aiuto guidato dell’elettronica, l’effetto di questo dispositivo sullo stato di salute dell’aorta però non era stato ancora studiato nel dettaglio”. Hanno pensato di indagare questo specifico aspetto i medici e ricercatori dell’Hippokration General Hospital di Atene che hanno valutato l’effetto del fumo elettronico e di quello tradizionale su questo grande vaso. L’analisi è avvenuta su 24 soggetti senza altri fattori di rischio se non il fumo di sigaretta: ogni partecipante è stato visitato in quattro differenti occasioni tor vergata universitàdurante le quali ha fumato una sigaretta ogni 5 minuti, una sigaretta elettronica ogni 5 minuti e poi di nuovo la e-cig ogni 30 minuti. Le prime due simulazioni servivano a fare un paragone diretto con il rateo di rilascio di nicotina tra i due dispositivi, mentre la terza simulava il modello comune con cui viene fumata l’elettronica e in cui i livelli plasmatici di nicotina sono paragonabili a quelli del fumo di sigaretta ogni 5 minuti. Infine, è stata misurata la velocità delle pulsazioni delle carotidi-femorali (PWV) usate per stimare la rigidità del grande vaso.
Entrambi i tipi di fumo hanno determinato un incremento in entrambi i valori, sistolici e diastolici della pressione sanguigna, e le differenze non sono state significative tra uno e l’altro, ma la sigaretta elettronica ha avuto un effetto più debole nell’aumento del PWV a 5 minuti e comparabile a quello delle bionde se usata ogni 30 minuti (p=0.030). Questo effetto specifico quindi suggerisce che in pazienti selezionati la sigaretta elettronica debba essere usata sotto controllo medico e non come strumento alternativo di fruizione del fumo, bensì come passaggio verso l’utilizzo senza nicotina. È proprio questo l’elemento nocivo da cui allontanarsi.
Ma la sigaretta elettronica, strumento di grande interesse nella gestione clinica della ‘risk reduction’, ha certamente il pregio di eliminare almeno due letali componenti del fumo di tabacco: il catrame ed il monossido di carbonio. Il primo contiene almeno 83 elementi cancerogeni è possiede una azione diretta sulla salute dell’endotelio, mentre il monossido di carbonio sottrae ossigeno dal sangue determinando una sofferenza al muscolo cardiaco.
Nei fumatori resistenti che hanno avuto un evento vascolare cardiaco acuto e che non riescono a smettere di fumare la sigaretta elettronica costituisce una buona arma per ridurre consistentemente i rischi relativi a catrame e monossido di carbonio. Il Ministero della Salute della Gran Bretagna considera la tossicità media della sigaretta elettronica (indipendentemente da uno specifico modello) del 95% inferiore alla normale sigaretta. Ridurre precocemente la somministrazione di nicotina nei fumatori elettronici puri aumenta la possibilità di un ritorno al più dannoso fumo di sigaretta.

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Sisma: ad Amatrice emergenza minori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

Auscultazione spalle bambino

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«Assistenza farmaceutica a carico della regione anche nel Lazio dopo il terremoto? Sarebbe auspicabile. In particolare ad Amatrice a differenza che nelle altre località segnate dal sisma, c’è una popolazione di almeno 30 bambini sfollati negli accampamenti, più un’altra trentina rimasti nelle case, in condizioni spesso di precarietà o parziale inagibilità degli immobili». Antonio Masetti colonnello e pediatra vicepresidente dell’Associazione Pediatria per l’Emergenza Onlus, di fronte a una precisa domanda di DoctorNews, dice la sua da pediatra, al termine di una disamina degli sforzi compiuti dai pediatri di libera scelta sui due fronti del sisma. Le Marche hanno sospeso fino al 30 novembre la compartecipazione dei residenti nelle zone colpite alla spesa farmaceutica (consistente nella differenza tra prezzo del farmaco branded e del generico equivalente) e dietro presentazione di ricetta erogheranno a proprio carico anche i medicinali di fascia C che in tempi “normali” i cittadini pagano di tasca propria. Inoltre sospendono la richiesta di verificare l’autorizzazione per i bambini celiaci le cui famiglie acquistino alimenti speciali.
«Proprio quest’ultima iniziativa sarebbe auspicabilissima nell’immediato ad Amatrice dove, ripeto, i minori sono tanti», spiega Masetti. «È difficile che una famiglia accampata abbia la disponibilità delle cartellette con le esenzioni, e gli alimenti per celiaci andrebbero in questa fase di emergenza resi disponibili previa autocertificazione a voce». Masetti, laziale, è peraltro cosciente della difficoltà, anche burocratica, della sua regione in piano di rientro a derogare anche su limitati capitoli di spesa come invece hanno fatto le Marche. Si limita a sottolineare come le Marche siano all’avanguardia in molti campi: «Per esempio, sono una delle pochissime regioni insieme a Veneto e qualcun’altra a pagare il sostituto al medico che si rechi a titolo volontario ad aiutare le popolazioni colpite da catastrofi, agendo nell’ambito di associazioni coordinate dalla Protezione Civile. Per dire, i pediatri di libera scelta laziali pagano il sostituto di tasca loro. Comunque – ribadisce Masetti – eccoci pronti, in entrambi versanti dell’Appennino i pediatri si sono attivati per stilare un elenco di disponibilità ampio». L’associazione Pediatria per l’Emergenza Onlus guidata da Masetti, con cui la Federazione Italiana Medici Pediatri ha un rapporto di collaborazione (molti medici Fimp sono “pilastri” della Onlus) mette a disposizione della Protezione Civile circa 60 iscritti, prioritariamente per prestare assistenza nei Pass, i posti di assistenza sociosanitaria, cioè i poliambulatori allestiti nelle tendopoli. «Occorre distinguere due fasi nell’intervento sanitario post-terremoto», sottolinea Masetti. «La prima è l’emergenza, le 48-72 ore successive all’evento principale. In questa fase ci siamo attivati con la Croce Rossa Italiana, che ha scarsa disponibilità di pediatri, per dare assistenza a chi si presentava. Ci voleva un pediatra di supporto 24 ore su 24 in aggiunta alla pediatra locale, anche lei colpita dal crollo (ma poi rimasta in prima linea!) che ci ha indicato le famiglie dove potevano verificarsi emergenze. Ad Amatrice ad esempio c’era anche una neonata di 14 giorni che abbiamo reperito e assistito a domicilio. Poi c’è la fase post-emergenza: per questa l’Asl di Rieti ha programmato l’invio di pediatri dell’area provinciale, uno al giorno. Questi colleghi però hanno anche la loro popolazione da assistere e nel caso vi fossero difficoltà di reperimento di pediatri siamo pronti a garantire nostri volontari ove necessario». In modo analogo funziona l’assistenza dei medici di famiglia. In merito, ci viene innanzi tutto segnalata la grande disponibilità dimostrata dal medico di Arquata del Tronto che ha operato sia sul campo sia in reperibilità per la protezione civile e praticamente chiunque lo chiamasse per informazioni o aiuto. Per i Mmg dell’area è in prima linea, coordinata con la Protezione Civile, l’Associazione Nazionale Medici di Famiglia Volontari per le Emergenze-Amfe guidata da Domenico Barbati e da Vito Albano, responsabile della centrale operativa. Sono a disposizione per eventuali sostituzioni otto medici volontari posti a garantire la continuità dell’assistenza soprattutto ad anziani e malati cronici. (Mauro Miserendino – fonte doctor33) (foto: Auscultazione spalle bambino)

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