Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 4 agosto 2016

Roma presenta Luca Bergamo assessore alla crescita culturale

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

bergamoRoma. E’Luca Bergamo. E’ stato nominato dalla prima sindaca di Roma Capitale: Virginia Raggi. Negli ultimi quattro anni e mezzo, ha vissuto all’estero e ha fatto il segretario generale di Culture Action Europe che è la più estesa rete europea del settore culturale. Ha iniziato ad occuparsi di progettazione della conoscenza e del software con incursioni di intelligenza artificiale.Per tanti anni ha lavorato alla riorganizzazione del Comune, alle prime politiche giovanili che furono fatte a Roma, dove inventò, insieme ad altre iniziative di successo, quella forse più nota: si chiamava Enzimi, per cercare di liberare il mattatoio di Testaccio che era stato occupato per anni e abbandonato, occupato da uffici e pezzi del Comune in modo più o meno abusivo e svolgerci la prima biennale dei giovani artisti per poi consegnare finalmente le chiavi alla facoltà di Architettura, che oggi sta lì e ha reso insieme alle altre attività il Mattatoio di nuovo un posto vivibile delle città. Egli afferma che: “Una delle responsabilità enormi che ci troviamo noi oggi, addosso, è quella di restituire alla nostra città il posto che può avere nel mondo, e questo non per una questione di prestigio, ma perché questa è una condizione per consentire ai cittadini di Roma di vivere felicemente la propria città.” E soggiunge:Ciascuno di noi ha il diritto di partecipare alla vita culturale, di godere dell’arte e dei benefici del progresso scientifico. Ecco questi sono i diritti a cui una politica culturale della città deve rispondere perché questi diritti devo essere goduti da ciascuno e non solo nei centri storici, ma nelle periferie, negli angoli più remoti della città: dobbiamo essere gli interlocutori di questa città, della città fatta di persone che hanno diritto di partecipare alla vita culturale e anche di sperimentarla in quanto creatori, di quelli che professionalmente o hanno la speranza di farlo professionalmente, cercano spazi, coordinamento, relazioni con altri operatori professionali. La cura che porta anche il godimento dell’arte è una cura in cui i cittadini stessi, sto parlando dei comitati di quartiere, di gruppi di caseggiato, devono e possono avere una responsabilità. Ci saranno tanti ostacoli di carattere giuridico perché è una cosa complicata, però io penso che noi potremo superarli e superandoli, rimetterne all’interno della vita di ciascuno di noi, dei pezzi di storia, degli spazi verdi, delle cose che abbiamo abbandonato che stanno andando a sfacio, attraverso un esercizio collettivo. Personalmente penso di essere una delle pochissime persone al mondo che ha la fortuna di fare questo lavoro: è un dono che non capita a molti e intendo onorarlo ogni secondo dall’inizio alla fine. Governare significa governare con i cittadini, governare con le persone che hanno altri incarichi istituzionali, governare dando riconoscimento e forza alle persone che lavorano nell’amministrazione comunale: perché ciò che facciamo deve durare oltre noi.” (foto: bergamo)

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Women’s Ordination Conference

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

vaticanoThe Women’s Ordination Conference (WOC) welcomes and is encouraged by Pope Francis’ gender-balanced and lay-inclusive appointments to study women deacons in the early Church, including U.S. expert and 2015 Women’s Ordination Worldwide presenter, Dr. Phyllis Zagano.
The commission to study the diaconate for women is an important step for the Vatican in recognizing its own history of honoring women’s leadership. Biblical and historical evidence cites several women leaders working alongside men in the early Church, including: St. Olympias, Dionysia, St. Radegund, St. Macrina, and Phoebe, who is specifically mentioned as a deacon in the Apostle Paul’s letter to the Romans. We pray that such a commission, similar to the Pontifical Biblical Commission of 1976 that concluded there is no scriptural barrier to women’s priestly ordination, will inform a new reality for women in our Church: one that models equality and inclusion. Only when women are equally included in all ordination rites — as deacons, priests, and bishops — and at all Church decision-making tables, can we begin to restore our Gospel values of equality and justice.

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Strategic partnership between GEIMEX and CRAI to develop the LEADER PRICE banner in Italy

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

geimexGeimex and the Italian food retailer CRAI have signed a memorandum of understanding to develop together the Leader Price banner in Italy.The agreement, which initial discussions took place in 2015, aims at creating a joint company between CRAI and Geimex, which will expand the Leader Price banner in Italy through a franchise provided by Geimex.Through this partnership, Leader Price pursues its international development strategy in growing markets for the discount segment, while relying on the know-how of an independent local player.First stores openings are expected in H1 2017.
Geimex is the owner of the Leader Price brand outside France. In 2015, Geimex sales excluding taxes reached 200 million euros. On May 25th 2016, Casino Group which owned a 50% stake in Geimex has signed an agreement with the Baud family to acquire its 50% stake on the condition precedent of French antitrust authorization (press release of May 26th, 2016).
The Italian retail company CRAI relies on a network of 3500 points of sale operating in the food, home care/personal care and cash & carry segments. CRAI’s total market share accounts for 4%, and 10,6% in the 100 to 399sqm format.The group’s 2015 total sales reached 5bn€.
Created in 1990, the Leader Price banner has more than 1,100 stores in France, of which 400 are Leader Price Express stores. Leader Price is part of the Casino Group. For more information visit http://www.leader-price.fr

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Jet-lag: una dieta per evitarlo

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

aereoTempo di vacanze e in conto bisogna mettere lo sbatacchiamento (jet-lag) da volo prolungato. Ora il jet-lag puo’ essere evitato o fortemente limitato con una apposita dieta. Il jat-lag e’ il comune malessere che avverte il passeggero dei voli lunghi, che comportano cambiamento di fuso orario. Affaticamento, insonnia, irritabilita’, disordini gastrici sono i sintomi che accompagnano l’arrivo dopo una lunga trasvolata. I motivi sarebbero da ricercare nel mancato coordinamento tra l’attivita’ di due centri cerebrali, responsabili della percezione del tempo: l’uno legato al ciclo temporale di 24, ore l’altro collegato alla luce. Entrambi i centri sarebbero influenzati dalla presenza di proteine. I ricercatori della University of Chicago, Argonne National Laboratory (USA), hanno messo a punto una dieta che potrebbe risolvere i problemi dei viaggiatori. Si tratterebbe di seguire una dieta nei tre giorni precedenti il viaggio:
* a base di carne (proteine) il primo e il terzo giorno;
* molto leggera il secondo giorno e quello del viaggio (non piu’ di 700 calorie, l’equivalente piu’ o meno di 3 cappuccini);
* a base di carne il giorno successivo all’arrivo.
Il tutto deve essere accompagnato da una buona attivita’ fisica. I risultati sembrano promettenti, stando alla rivista Military Medicine che ha curato la pubblicazione della ricerca universitaria. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Libreriamo: la piazza digitale per chi ama la cultura

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

centro lettura brancaccioLibri donati ai ragazzi del Centro di Accoglienza Padre Nostro del quartiere Brancaccio di Palermo per sensibilizzarli all’importanza della lettura e toglierli dalla strada salvandoli dall’emarginazione che potrebbe condurli sulla strada della criminalità organizzata. Parte oggi, in concomitanza con l’inizio del campo scuola estivo, “I ragazzi del sogno di Padre Puglisi”, l’iniziativa lanciata da Libreriamo, la piazza digitale per chi ama la cultura (www.libreriamo.it), e rivolta ai ragazzi del Centro di accoglienza fondato da Beato Giuseppe Puglisi il 16 Luglio del 1991 nel quartiere Brancaccio di Palermo. I piccoli lettori saranno protagonisti all’interno di Libreriamo di un blog direttamente gestito da loro, “I ragazzi del sogno di Padre Puglisi”, nel quale saranno pubblicate le recensioni dei libri che leggeranno. Un progetto dal forte valore pedagogico, che ha come obiettivo quello di istruire all’importanza ed al piacere della lettura ed al recupero dei minori e degli adolescenti costantemente sottoposti al rischio di emarginazione e di reclutamento da parte della criminalità organizzata. L’iniziativa, resa possibile grazie al sostegno della casa editrice Mondadori, la quale ha fornito i primi 30 libri a disposizione dei 15 ragazzi che partecipano al progetto, sposa in pieno la filosofia di #ioleggoperché, la grande iniziativa nazionale di promozione del libro e della lettura organizzata dall’AIE (Associazione Italiana Editori) che quest’anno ha l’obiettivo di portare la lettura nella quotidianità di tutte le persone, contribuendo alla creazione e allo sviluppo di centinaia di biblioteche scolastiche e aziendali.“Libreriamo da oltre 4 anni si impegna a diffondere la cultura e promuovere la lettura, rendendola accessibile a tutti – afferma il fondatore di Libreriamo Saro Trovato –. Siamo consapevoli del fatto che leggere libri aiuta a sviluppare un maggiore senso civico e permette ai ragazzi di crescere diventando adulti consapevoli e capaci di interpretare la realtà. Per questo abbiamo voluto mettere a disposizione dei ragazzi del Centro di Accoglienza Padre Nostro di Palermo uno spazio all’interno del nostro sito tutto per loro, all’interno del quale essi stessi sono i protagonisti, potendo recensire i primi libri che abbiamo fornito loro e avendo la possibilità di scambiarsi opinioni e punti di vista legati alle opere che leggeranno in questo periodo”.Il Centro di Accoglienza Padre Nostro viene fondato da Beato Giuseppe Puglisi il 16 Luglio del 1991 nel quartiere Brancaccio di Palermo. L’identità e la storia del Centro di Accoglienza Padre Nostro sono fortemente legate alla memoria del suo Fondatore, che fu parroco del quartiere Brancaccio, realizzando un’azione pastorale e pedagogica, portata avanti insieme ai volontari del Centro, nel recupero dei minori e degli adolescenti costantemente sottoposti al rischio di emarginazione e di reclutamento da parte della criminalità organizzata. Il suo impegno concreto dalla parte dei giovani e dei più deboli e l’appoggio senza riserve a progetti di riscatto provenienti da cittadini onesti, sono la testimonianza di un desiderio di cambiamento, che lo ha portato ad andare incontro alla morte per mano della mafia il 15 Settembre del 1993.“Dall’amore per la lettura del fondatore del Centro di Accoglienza Padre Nostro, il Beato Giuseppe Puglisi, i ragazzi del quartiere Brancaccio, in cui spesso i sogni vengono infranti da una realtà dura e spietata, hanno imparato che anche attraverso la conoscenza e la lettura si può combattere per i propri ideali – afferma Rosalba Razzano, responsabile del progetto con il Centro di Accoglienza Padre Nostro fondato da Don Pino Puglisi – Arroganze e prepotenze, sub valori, limiti e divieti imposti da uomini crudeli, potenti e influenti, possono essere sconfitti solo attraverso la cultura, che allarga gli orizzonti e lascia intravedere alternative ad un destino che sembra segnato”.(foto: centro lettura brancaccio)

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Credito alle imprese: Factoring +2,8%

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

salva bancheNon si ferma la crescita del factoring, che anche nel primo semestre dell’anno ha continuato a sostenere le imprese italiane. La tendenza positiva del mercato del factoring, che vale circa l’11% del Pil, si era già evidenziata a fine maggio. La conferma è venuta dai dati al 30 giugno 2016 diffusi da Assifact, l’Associazione italiana per il factoring che riunisce tutti i maggiori operatori nazionali del settore: la variazione dei volumi complessivi (turnover) risulta infatti pari a +2,76% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un volume complessivo che ha superato i 93 miliardi di euro. Le previsioni per fine anno sono ancora migliori, con un incremento stimato del 3,3% al 31 dicembre 2016. Positivo a fine giugno anche l’outstanding, cioè l’ammontare dei crediti in essere nel portafoglio delle società di factoring: oltre 56 miliardi di euro, con un incremento del 2,63% rispetto al 2015.
In aumento (+3,96%) anche gli anticipi e i corrispettivi pagati, che al 30 giugno 2016 hanno superato i 44 miliardi di euro.
Nel consuntivo del primo semestre un dato appare particolarmente significativo: le operazioni “pro soluto”, ossia quelle in cui la società di factoring assume il rischio d’insolvenza del debitore ceduto, hanno superato la soglia del 70% dell’operatività complessiva.

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Terrorismo e scalata del Colosseo

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

Colosseo (interno)“Che qualcuno riesca ad entrare al Colosseo senza controlli è certamente un fatto che colpisce di questi tempi, e che ben si presta alla discussione se per la sicurezza si stia facendo abbastanza o no in Italia. Ma è necessario rilevare che si tratta, tutto sommato, di un fatto per così dire ‘di colore’ che suscita l’attenzione dei media e la partecipazione al dibattito sui social, ma che rappresenta in realtà solo la punta di un iceberg che dovrebbe essere alquanto evidente e che solo chi non può o non vuol vedere può negare. Che per la sicurezza non si faccia abbastanza, che le continue rassicurazioni dei nostri politici e governanti siano solo bufale pubblicitarie, e che le Forze dell’Ordine siano letteralmente al collasso è una cosa talmente evidente che la montagna di ghiaccio che ha affondato il Titanic al confronto è un cubetto da freezer”.
E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, a seguito della discussione nata dopo che il tedesco Flavius Vasily ha documentato con un video la propria scalata al Colosseo, data dopo aver scavalcato i cancelli d’accesso al monumento ed eludendo ogni controllo, e poi ha pubblicato il video su Youtube. Le riprese hanno scatenato una vera e propria discussione, anche dopo che su twitter è partito l’hashtag #colosseo, in cui è emersa con chiarezza la preoccupazione per il fatto che al posto dell’innocuo scalatore potesse trovarsi qualche malintenzionato o un terrorista, visto che la vicenda ha dimostrato come sia possibile accedere ad un luogo come il Colosseo senza controlli.
“Viviamo in tema di sicurezza un’emergenza senza precedenti – insiste Maccari – perché siamo costretti a confrontarci con la minaccia terroristica oramai consolidata che rischia di tenerci sotto scacco per anni e anni, e non solo dobbiamo sopportare le bugie di Alfano e compagni sull’assetto, sul funzionamento e sul finanziamento dell’Apparato sicurezza; non solo dobbiamo continuare a stringere la cinghia in una maniera indegna lottando con carenze e con ingiustizie che ci costringono a sacrificare un’intera esistenza senza neppure poter contare su un contratto di lavoro adeguato dopo anni di illegittima sottrazione di quanto ci sarebbe spettato; non solo dobbiamo subire l’onta di leggere che gli argomenti urgenti da trattare in Parlamento sono, ad esempio, la proposta di legalizzare l’uso della droga; ma adesso dobbiamo anche assistere allo sbigottimento della gente che si chiede come sia mai possibile entrare al Colosseo nottetempo senza controlli…”.
“La gente – conclude il Segretario generale del Coisp – dovrebbe insorgere sapendo che, al di là delle bugie clamorose di chi ci governa, abbiamo un turn over ancora bloccato, abbiamo un’età media degna di un Paese di soli ‘vecchietti’, abbiamo attrezzature e dotazioni che cadono a pezzi e che dobbiamo prestarci uno con l’altro per andare in servizio; abbiamo una formazione non all’altezza e una preparazione generale non adeguata all’emergenza terrorismo; non abbiamo ciò che ci servirebbe in termini di protocolli operativi, preparazione fisica, aggiornamento, mezzi e risorse; non siamo abbastanza per fare ciò che dobbiamo e, beffa delle beffe, si accingono a chiudere ulteriori presidi sul territorio… e potrei continuare ancora molto molto a lungo. E stiamo qui a discutere di uno scalatore solitario che si fa beffe dell’apparato sicurezza su youtube…”.

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Protom cresce e punta all’assunzione di 40 nuove figure nell’ambito IT

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

sistemi informaticiNapoli. Analisti e sviluppatori Java, sia senior che junior, ma anche esperti in Network&Security, sistemisti Microsoft, analisti Tibco, sviluppatori .Net C# e QLikView, analisti e sviluppatori K2 e User Interface Designer. Queste sono alcune delle figure che entro 6 mesi entreranno nel team di Protom (http://www.protomgroup.com), realtà leader a livello europeo nei servizi avanzati di ingegneria e consulenza nello sviluppo di progetti e soluzioni ad alto grado di innovazione.L’azienda continua la sua crescita e cerca figure da inserire nel proprio organico su progetti lanciati a Napoli, Milano, Verona, Bologna e Torino. Un trend che riflette i dati di bilancio, che vedono i ricavi aumentare di oltre il 20%, per un totale di più di 14 milioni di euro e l’Ebitda raddoppiare, attestandosi a 3,5 milioni di euro, pari al 25% dei ricavi.L’azienda conserva un cuore napoletano, ma assume una dimensione sempre più internazionale con la sua sede francese a Tolosa e l’ufficio commerciale e di comunicazione in Inghilterra a Londra.“Siamo orgogliosi – dichiara il fondatore di Protom Fabio De Felice- di riuscite ad attrarre e trattenere così tante figure altamente qualificate sul territorio e in Italia. La nostra forza è la capacità di integrare competenze interne ed esterne, costruendo team eterogenei, con background differenti. È questa impostazione che ci rende capaci di soluzioni altamente innovative, senza perdere l’approccio tailor-made per una realizzazione personalizzata e ottimale di ciascun progetto.
La sede direzionale a Napoli è un valore aggiunto: la città si candida a diventare una delle capitali italiane dell’IT, grazie alla presenza di competenze di alta qualità formate dagli atenei del mezzogiorno, che oggi attraggono anche colossi come Ibm, Microsoft, Cisco e, ultima in ordine di tempo, Apple”.Le figure ricercate, per le quali sono necessarie competenze digitali e di programmazione, andranno ad arricchire l’area IT di Protom, guidata da Giuseppe Santoro e cresciuta negli anni grazie all’ingresso nell’azienda di un nucleo fondante di manager e professionisti di Olivetti Ricerca e di numerosi e brillanti giovani provenienti dal mondo Universitario Campano che hanno trovato nel nostro gruppo l’opportunità di esprimere il loro talento.“L’area It- dichiara Giuseppe Santoro- ha saputo capitalizzare le competenze accumulate negli anni, sviluppando soluzioni ad alto grado di innovazione negli ambiti della System Integration e della realtà virtuale e immersiva, sia con ambiziosi progetti in partnership con player internazionali del settore, sia con il rilascio di innovativi prodotti sviluppati al nostro interno, ottenendo in pochi anni riconoscimenti nei mercati della PA, delle imprese e delle telecomunicazioni.”
Fondata nel 1995 dall’imprenditore Fabio De Felice come società di consulenza specializzata nella formazione, oggi Protom è una realtà complessa, che ha diversificato le proprie attività determinando la nascita di altre tre Business Unit oltre all’ IT: Advanced Engineering, PA Consulting e Training.Comune denominatore è la capacità di garantire i più alti livelli di qualità nei servizi offerti grazie all’impiego di tecniche di total quality e di project management applicate a processi complessi. Il suo punto di forza è la multidisciplinarietà e la coesistenza di competenze di eccellenza.L’Advanced Engineering opera nei settori Aerospace, Railway ed Automotive con approccio Integrated & Make it work, puntando sulla capacità di team-working di tecnici e ingegneri con know-how ed esperienze differenti ed è in grado di coprire l’intero ciclo di progettazione di un aereo.
Le BU Training e PA Consulting hanno acquisito una posizione di leadership a livello nazionale. La prima si è imposta sia sul mercato corporate che su quello delle scuole, specializzandosi nella formazione legata ai settori IT e Aerospace, che sfrutta il know-how maturato all’interno del Gruppo.La seconda si è dedicata allo sviluppo di programmi nell’ambito della gestione dei fondi europei erogati alle pubbliche amministrazioni.

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Dedagroup insieme alle Credit Unions americane per favorire l’inclusione finanziaria

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

banche americaneDedagroup, tra i principali player dell’ICT made in Italy, annuncia di aver siglato, attraverso la società controllata EPL, un accordo con la Federazione Nazionale delle Credit Unions (CDCU) per lo sviluppo di CU Impact, una piattaforma software bancaria che consentirà alle cooperative di credito americane di offrire servizi finanziari a costi accessibili ai consumatori a basso reddito.Aprire il sistema finanziario alle fasce sociali più deboli, liberando il loro potenziale economico e supportare la Federazione nell’evoluzione del proprio modello di business permettendole di offrire nuovi servizi, questo in estrema sintesi l’obiettivo del progetto, realizzato con il sostegno di Citi e Kellogg Foundation.Ogni anno, 90 milioni di americani che vivono in famiglie che non accedono o quasi ai servizi bancari pagano più di 90 miliardi di dollari in commissioni e interessi su prestiti a istituti di credito a breve termine e ad altri intermediari al di fuori dei circuiti finanziari tradizionali. CU Impact permetterà ai membri della CDCU di ampliare l’offerta di prodotti e servizi bancari a prezzi accessibili, e di raggiungere un numero più ampio di famiglie attualmente scarsamente servite.”Dedagroup e EPL, in collaborazione con la Federazione Nazionale delle Credit Unions rivoluzioneranno il modo in cui le cooperative di credito saranno in grado di servire le comunità a basso reddito negli Stati Uniti, grazie ad una tecnologia che ha la capacità di innovare, sviluppare, e trasformare in modo flessibile i prodotti e servizi che le Credit Unions possono offrire. Una tecnologia che incorpora l’esperienza italiana del credito cooperativo” afferma Gianni Camisa, CEO di Dedagroup e Chairman of the Board EPL.Lo sviluppo di CU Impact combinerà il know-how della Federazione Nazionale delle Credit Unions nel rapporto con i consumatori con nessuno o scarso accesso ai servizi bancari con le competenze tecnologiche e l’esperienza di Dedagroup ed Epl nell’accompagnare l’evoluzione digitale dei modelli di business dei propri clienti.”CU Impact – spiega Cathie Mahon, Presidente e CEO della Federazione CDCU – cambierà la percezione di cooperative di credito, partner della comunità, finanziatori, governi locali e autorità di regolamentazione della capacità del nostro settore di migliorare la vita dei consumatori a basso reddito. Le cooperative di credito di ogni dimensione saranno in grado di condividere e replicare l’impatto di programmi locali di successo, e la Federazione potrà concentrarsi su innovazioni di prodotto e investimenti con impatto a livello nazionale”.CU Impact in particolare servirà le cooperative associate alla Federazione CDCU, che forniscono accesso al credito, risparmio, servizi di intermediazione e consulenza finanziaria a più di 5 milioni di residenti di comunità a basso reddito nelle città e comunità rurali in tutti gli Stati Uniti, gestendo asset per oltre 52 miliardi di dollari.Il progetto CU Impact è stato avviato nel 2013, quando Citi Community Development, la fondazione no profit del gruppo Citi, ha fornito sostegno finanziario e competenze alla Federazione CDCU per determinare la fattibilità dello sviluppo di un sistema di core banking dedicato a supportare la crescita e il ruolo delle cooperative di credito. Citi continua a sostenere con convinzione questo progetto.
“Fino ad ora – ha dichiarato Bob Annibale, Global Director di Citi Inclusive Finance and Community Development – le cooperative di credito che servono le famiglie a basso reddito hanno utilizzato sistemi di elaborazione frammentati e ad alto costo, limitando la loro capacità di lanciare prodotti e servizi scalabili progettati per rafforzare il patrimonio di soci a basso reddito. La nuova soluzione tecnologica, modulare e flessibile, fornirà alle cooperative di credito uno strumento capace di garantire qualità e affidabilità nei processi interni, nel trattamento, reporting e analisi dei dati, mentre condivisione dei costi ed efficienza derivanti da una piattaforma comune permetteranno ai soci di concentrare le risorse sui servizi ai clienti.”La Federazione CDCU ha recentemente annunciato l’adesione al progetto anche da parte di Kellogg Foundation, che ha fornito un finanziamento di circa 600 mila dollari finalizzata a sostenere miglioramenti a CU Impact nel campo dell’automazione di piccoli prestiti in dollari e conti di risparmio assistiti.”Siamo entusiasti di supportare questo progetto” – dichiara Carla D. Thompson, Vice President of program strategy della W.K. Kellogg Foundation – “CU Impact permetterà alle famiglie un migliore accesso a servizi finanziari sostenibili e contribuirà alla loro sicurezza finanziaria, che sappiamo essere la premessa necessaria per permettere ai bambini di ottenere successo nella scuola e nella vita.”In uno scenario che vede le istituzioni finanziarie impegnate nell’innovare le modalità di erogazione del credito anche attraverso la ricerca di nuovi modelli di business, si rafforza dunque l’impegno di Dedagroup al fianco dei propri clienti in importanti progetti che vedono la collaborazione di diversi operatori del sistema.Come in Messico, dove il gruppo ha sostenuto l’evoluzione dei modelli di business degli istituti finanziari locali con l’introduzione di sistemi avanzati di pagamento, tutelando gli interessi e la sicurezza dei consumatori grazie alla riduzione della circolazione di contanti e mitigando al contempo il rischio di riciclaggio.

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Ludopatia e salute cittadini

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

slot machines“Anche stamattina un nuovo Convegno sul Gioco d’azzardo: la location è significativa, in piazza Montecitorio, ma non a Montecitorio. Come dire: vicini ma non troppo. Lo promuove AGCAI, l’Associazione di gestori e costruttori di apparecchi da intrattenimento ed ha un titolo accattivante: Stop all’Azzardo, analisi e proposte per un gioco responsabile. Bisogna dire che in questi ultimi anni la sensibilità di quanti si occupano di gioco d’azzardo, a molteplici livelli, è cresciuta notevolmente, almeno nella sua interfaccia pubblica, nella qualità della comunicazione con i potenziali utenti. A conti fatti, però, quella che non è cresciuta in modo adeguato è la sensibilità istituzionale verso il gioco d’azzardo. Nettamente prevalente resta l’ottica del MEF, che considera l’azzardo una sorta di bancomat, a cui attingere per le più diverse necessità della fiscalità generale”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti, di Area popolare.“L’azzardo, le sue dinamiche legali e illegali, il gettito che se ne ricava, la fantasia con cui vengono proposti continuamente nuovi giochi, tutto fa notizia e si converte velocemente in una operazione di marketing per incoraggiare le persone a giocare di più, a sperimentare nuovi giochi, a tentare la fortuna. Restano sistematicamente sullo sfondo le domande che mettono a fuoco i problemi sociali e culturali, l’impoverimento delle famiglie, la perdita di coesione familiare, la pluri-dipendenza dall’alcol, dal fumo, da alcune droghe; la perdita di tempo e di lavoro; la microcriminalità dei piccoli furti, che a volte sembrano diventare indispensabili per poter continuare a giocare e a sognare. Ciò che non fa notizia, che non interessa la stampa, a meno che non si tratti di genitori che dimenticano il figlio in macchina per andare a giocare, è l’emorragia quotidiana, sistematica, con cui i giocatori perdono soldi e dignità, ed entrano in un loop pericolosissimo di usura, di perdita di lavoro e di sfascio progressivo della famiglia. Mai sentito il governo intervenire su questo punto in questa chiave. Ci sono voluti molti morti, perché lo Stato mettesse a fuoco il rapporto acciaio-salute; amianto-salute; terra dei fuochi-salute. La salute è sempre rimasto un bene residuale rispetto alle dinamiche produttive, alle logiche economiche. E con l’azzardo sta accadendo la stessa cosa: il più distratto, il più indifferente, solo apparentemente, è il governo, che si ostina a non voler vedere quanto il gioco nuoccia gravemente alla salute, quanto sia contraddittorio proporre un gioco responsabile in un contesto culturale in cui si incentiva la dipendenza dalle droghe, a cominciare dalla cannabis”. “E il MEF continua a farla da padrone, finchè i giocatori affetti da GAP non tenteranno una gigantesca class action, per ottenere la salute che gli è stata rubata al tavolo da gioco, da qualcuno che barava tra promesse e tristi conseguenze”, conclude Binetti.

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Incontinenza urinaria, nuovi modelli e terapie

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

tumore vescicaRoma Lunedì 26 settembre 2016 Ore 15.00 – 16.30 Residenza di Ripetta Via di Ripetta, 231. L’Incontinenza urinaria è tra le 5 patologie più costose (e diffuse) al mondo. Ne soffre un numero compreso tra il 20 e il 30 per cento di tutte le donne italiane e tra il 5 e il 10% degli uomini. Sono i numeri, con molti zeri, dell’Incontinenza urinaria, una patologia per la quale, nelle sue diverse forme, si prova vergogna e imbarazzo e per questo molto spesso chi ne soffre non va dal medico. Al centro della Conferenza Stampa i nuovi possibili modelli di assistenza sul territorio e le ultime novità terapeutiche poste a carico del Servizio Sanitario nazionale. Parteciperanno:
Prof. Enrico Finazzi Agrò – Presidente SIUD, Società italiana di Urodinamica
Prof. Antonio Carbone – Direttore UOC Urologia, Università La Sapienza, Roma
Prof. Roberto Carone – Direttore Neuro-Urologia Città della Salute, Torino
Prof. Mauro Cervigni – Segretario scientifico AIUG, Società Italiana di Urologia Ginecologica
Prof. Andrea Tubaro – Direttore UOC Urologia Azienda ospedaliera Sant’Andrea, Roma

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Agricoltura molisana: Tanto tuonò che …piovve

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

agricolturaLa manifestazione della “Guerra del grano”, quella di venerdì 29 luglio scorso tenutasi a Termoli, così come in tante parti d’Italia, indetta dalla Coldiretti regionale, ha avuto il suo effetto mediatico.L’augurio è che con oggi il mondo agricolo, tutto, abbia davvero avviato quel dialogo costruttivo con i rappresentanti istituzionali. Per quanto si è sentito dal palco termolese, tutti hanno dato il via per un segnale forte che lascia ben sperare circa la predisposizione di una piattaforma di iniziative che verrà sottoposta e discussa con le rappresentative agricole dei produttori e, di più, con gli operatori del settore agricolo e che non potrà, come nel passato, essere ignorata o disattesa.Le parole dovranno essere poi supportate dai fatti, atti a formulare quel pacchetto di iniziative in grado di fornire nuova linfa al vero mondo agricolo regionale.
Era ora che qualcosa accadesse. Il Comitato spontaneo agricolo “Uniti per non morire”, come sempre, era presente.E’ giunto il momento di segnare la storia sia nelle nostre coscienze “agricole” sia nel fatto di comprendere che se uniti si può davvero far sentire la nostra voce.Lo stesso direttore regionale della Coldiretti Molise, Saverio Viola, lo ha affermato: “ Dobbiamo ascoltare tutti e difendere tutti, per il bene dei nostri prodotti e della nostra economia”.Il Comitato, coerente dalla sua nascita, lo sta facendo da anni ed i fatti pare gli stiano dando ragione visto che tanti argomenti,anche se con ritardo, sono stati poi discussi ed accettati dalla politica agricola regionale.Tutti insieme, senza farci dividere dalle varie bandiere, potremo sicuramente avere la capacità di sensibilizzare, di portare a conoscenza i nostri problemi e poter essere addirittura condivisi e sostenuti dagli stessi consumatori.Bisogna evitare di cadere in sterili ed inopportune polemiche, non cedere a quei pseudo-amici, a chi tenta di dividere il mondo agricolo, di non lasciarsi condizionare, perché la terra ha un solo ed unico colore e le bandiere disunite non l’appartengono.
E’ ora che terminino queste divisioni; al mondo rurale, quello vero, non l’interessano.
Le confusioni, l’inerzia voluta, l’aspettare che qualcosa cambi o che altri cerchino di far qualcosa non dovranno più appartenerci. E neppure svenderci, per restare in tema, per qualche quintale di grano visto che sia un piatto di pasta o di lenticchie (canadesi?), ora, costano certamente di più.E’ arrivato il momento di ricompattare il mondo rurale e controllare da vicino, attenzionare chi vuole rappresentarlo, politici compresi. BASTA DELEGHE IN BIANCO!
Queste azioni pacifiche e democratiche, queste civili manifestazioni sono la conferma che qualcosa sta cambiando; poco può interessare chi le abbia proposte, se prima o dopo.Una cosa è certa, e su questo non si può che esprimere soddisfazione: l’impegno di tutti ad adoperarsi per la questione agricola.E’ importante che si prosegua, con la dovuta attenzione di controllo, nel percorso intrapreso e si mantenga quella libertà d’azione scevra da secondi fini perché di persone che ne hanno approfittato per i propri interessi ne abbiamo conosciute tante. I mercanti di deleghe non ci servono.Si deve, allo stesso tempo però, fare mente locale e ricordarsi di non cadere in quegli errori commessi in tutti questi anni di crisi e vedere il bicchiere mezzo pieno; possono sembrare sconfitte ma nel contempo ci hanno forgiato lo spirito.Restare uniti è l’ unica arma in nostro possesso. Non facciamoci disarmare. Dobbiamo, con i nostri limiti, non demordere ed incamminarci uniti verso questa strada intrapresa, verso l’obiettivo di salvaguardare l’agricoltura, la salubrità alimentare, il territorio. Per il bene di tutti.Il nostro bel Molise se lo merita. (By Giorgio Scarlato – fonte sito di Pasquale Di Lena)

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Lavoro autonomo

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

opportunita-lavoroIl 27 luglio la Commissione Lavoro del Senato ha approvato il disegno di legge sul lavoro autonomo che introduce alcune regole sul lavoro agile subordinato. Si tratta di una misura che può incentivare realmente lo smart working, strumento ancora poco utilizzato nel nostro Paese: se che nel 2015 il 17% delle grandi imprese italiane ha già avviato dei progetti organici di Smart Working, nelle PMI, che caratterizzano il tessuto imprenditoriale italiano, questo dato si riduce al 5%, con oltre una su due che non conosce ancora questo approccio o non si dichiara interessata.Un segnale forte che, secondo l’Avvocato Bernardina Calafiori, socio fondatore dello Studio Legale Daverio & Florio, rappresenta “Un ripensamento del lavoro in un’ottica più intelligente, con una messa in discussione dei tradizionali vincoli legati a luoghi e orario, e ad una maggiore responsabilizzazione quanto ai risultati.”
“Inoltre, seppur rivolto a tutti i lavoratori, senza differenza di genere, andrebbe ad affiancare le politiche specifiche e mirate a supporto delle esigenze della donna “multitasking” che sempre più spesso si trova a dover conciliare ruoli plurimi tra casa, famiglia, lavoro e cura di genitori anziani.”
Cosa prevede il disegno di legge?
“Con riguardo al lavoro subordinato – commenta l’Avvocato Bernardina Calafiori – il disegno approvato in Commissione ribadisce la promozione del lavoro agile previo accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli ed obiettivi e senza vincoli di orario o luogo di lavoro, con possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa. Essa può essere eseguita in parte all’interno dell’azienda e in parte all’esterno, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.” “L’accordo relativo al lavoro – prosegue l’Avvocato Calafiori – l’agile deve individuare i tempi di riposo del lavoratore, nonché misure tecnico organizzative per assicurare la disconnessione dagli strumenti tecnologici. Inoltre al lavoratore impiegato in forme di lavoro agile può essere riconosciuto il diritto all’apprendimento permanente, in modalità formali o informali e alla periodica certificazione delle competenze.”

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Campidoglio: E lucevan le stelle

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

planetario romaRoma. Dall’ 8 agosto al 30 settembre 2016, dalle 21 alle ore 24, il Planetario di Roma invita dunque tutti – astronomi, astrofili e semplici cittadini curiosi delle stelle, di tutte le età – di Roma a partecipare a quest’emozionante percorso di riconoscimento, attraverso le 8 osservazioni astronomiche gratuite, ad occhio nudo e con il telescopio, dal centro storico alla Tuscolana, dall’Aurelia alla Nomentana fino al Gianicolo.
Una nuova e misteriosa costellazione sta per essere scoperta e ‘battezzata’ nel cielo di Roma. Per individuarla, tra le tante altre costellazioni che illuminano le notti d’estate, partirà un emozionante percorso attraverso 8 diverse location, la cui disposizione geografica ne definisce il tracciato: collegando tra loro – come se fossero stelle – le piazze, i parchi e gli altri luoghi pubblici dislocati in diversi quartieri, dal centro alla periferia, si otterrà una rete dalla forma suggestiva. Spetterà al pubblico “battezzare” questa nuova costellazione sui social networks, collegandola all’hashtag Elucevanlestelle.
Grandi e piccini potranno di volta in volta ammirare all’oculare magnifici gioielli del firmamento come la Luna, Saturno, Giove, Nettuno, Marte, le stelle cadenti, tanti altri astri e sarà anche l’occasione per individuare anche la Stazione Spaziale Internazionale Le serate saranno animate da visite guidate al cielo, in cui gli astronomi illustreranno stelle e costellazioni con un apposito puntatore laser e con un amplificatore portatile. La narrazione spazierà dalle mitologie delle costellazioni alla natura dei fenomeni celesti più attesi (es. stelle cadenti), alle notizie più recenti riguardanti i corpi celesti. Ogni serata affronterà un tema storico – astronomico, al quale si farà riferimento sia nella narrazione delle visite guidate, sia nella scelta degli astri da osservare con il telescopio. Le osservazioni di “E lucevan le stelle” si ispirano in parte al progetto urbanistico di Papa Sisto V che, secondo alcune fonti storiche (piuttosto controverse), intendeva allacciare le principali basiliche romane riproducendo sulla pianta della città il disegno della costellazione dell’Orsa Maggiore, con la Basilica di San Pietro in posizione da Stella Polare.
Un invito dunque ad una grande osservazione collettiva del cielo, per creare una sorta di arena astronomica, un ‘occasione di svago ed emozione ma anche di condivisione culturale e di aggregazione sociale. “Con le linee programmatiche abbiamo preso l’impegno di dedicare alla scienza e alle sfide che ci pone, un ruolo importante nella crescita culturale di Roma. E’ un impegno cui abbiamo dedicato lavoro e incontri già in questi primi giorni di mandato. Con E lucevan le stelle facciamo un primo, piccolo ma significativo passo per iniziare nuovamente ad alzare lo sguardo verso il cielo. Non per dimenticare i mali che affliggono Roma e le nostre società, ma per ricordarci che la voglia di esplorare, inventare, di costruire il futuro sono indispensabili per cambiare il nostro tempo. E per cominciare a raccontare a cittadini romani e turisti che la scienza è di casa a Roma.” Dichiara l’assessore alla Crescita culturale Luca Bergamo.

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Speciale rivista S.Francesco sul perdono di Assisi

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

assisi1Assisi. Ad 800 anni dall’indulgenza della Porziuncola concessa al Santo di Assisi da Papa Onorio III la rivista san Francesco dedica 64 pagine, in edizione speciale, al Perdono di Assisi: la storia, i pensieri, i gesti e gli sguardi di misericordia di Francesco.
Il mensile riporta il commento ai testi delle fonti francescane, di autorevoli firme del mondo della cultura nazionale ed internazionale. “Santo Padre, piaccia alla vostra santità concedermi, non anni, ma anime” queste le parole di san Francesco riportate dal Diploma di Teobaldo, commentato da Cardini e Rusconi, che segnano l’inizio dell’indulgenza. La Lettera ad un Ministro: “che non ci sia alcun frate al mondo, che abbia peccato, quanto è possibile peccare, che, dopo aver visto i tuoi occhi, non se ne torni via senza il tuo perdono”, che è uno dei testi più significati di Francesco sul Perdono, spiegato da autorevoli firme del francescanesimo e dall’Arcivescovo di Palermo, Mons. Corrado Lorefice.Nella esclusiva rivista dei Frati di Assisi vengono riportate anche le sensazioni di Eraldo Affinati “La grande maggioranza di noi è come il figlio di Bernardone prima del cambiamento:avanziamo a tentoni, nel buio fitto. Siamo ‘nei peccati’. Andiamo a sbattere”; Aldo Nove: “Con “timore e tremore” e dunque con compartecipe sottomissione Francesco si è fatto prendere dal Padre fino a perdersi in Lui, al limite di quanto noi possiamo comprendere”; e Oliviero Toscani che lamenta una “prematura” nascita di Francesco: “Purtroppo Francesco è nato troppo in anticipo”. Ma anche Ben Moussa che invoca una preghiera per l’umanità e lo scrittore Pietrangelo Buttafuoco: “Ogni solitudine è un plurale nell’incontro col prossimo si dischiude la strada della misericordia”.Il mensile si apre con l’editoriale del direttore, padre Enzo Fortunato, che citando Manzoni ricorda che “Dio perdona tante cose per un’opera di Misericordia”; e con le parole dei custodi, padre Mauro Gambetti, della Basilica di San Francesco, e padre Rosario Gugliotta, di Santa Maria degli Angeli.Per maggiori informazioni su come riceverla e scaricare la versione digitale visitate il sito http://www.sanfrancesco.org.

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60.000 persone in fuga dalla violenza in Sud Sudan nei Paesi vicini

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

sud sudanIl numero di rifugiati in fuga dal Sud Sudan verso l’Uganda è raddoppiato negli ultimi dieci giorni. In totale, più di 52.000 persone sono fuggite in Uganda nelle ultime tre settimane. Nello stesso periodo, il Kenya ha registrato l’arrivo di 1.000 rifugiati, mentre 7.000 sono fuggiti in Sudan.In totale, 60.000 persone sono fuggite dal paese da quando, il mese scorso, Juba è stata investita da un’ondata di violenza, portando il numero totale di rifugiati sudsudanesi nei Paesi confinanti a circa 900.000 da Dicembre 2013.Alcuni rifugiati riferiscono che gruppi armati impediscono alle persone di fuggire dal Sud Sudan, bloccando le strade verso l’Uganda. Altri rifugiati provenienti da Yei affermano di aver ricevuto lettere che li avvertivano di abbandonare la città prima dello scoppio del conflitto fra ribelli e forze governative. Le persone fuggite riportano inoltre che gruppi armati in diverse parti del Sud Sudan stanno saccheggiando villaggi, assassinando civili e reclutando con la forza giovani e bambini.Più dell’85% dei rifugiati accolti in Uganda sono donne e bambini sotto i 18 anni. Molti bambini hanno perso uno o entrambi i genitori. La maggior parte di loro proviene dall’Equatoria Orientale, in numero minore, dalla capitale Juba e dalla regione dell’Alto Nilo. Molti sudsudanesi sono fuggiti approfittando dei convogli organizzati dall’esercito ugandese per evacuare i propri connazionali.
La priorità è migliorare le condizioni e la capacità di accoglienza dei centri in Uganda. I centri di raccolta lungo il confine sono stati notevolmente decongestionati, ma la pressione rimane alta nei centri di transito e di accoglienza. Inoltre sono in corso i lavori per aprire rapidamente una nuova struttura di accoglienza nel distretto di Yumbe, capace di ospitare fino a 100mila rifugiati.
Sia in Kenya che in Uganda sono stati riportati casi di malnutrizione acuta, soprattutto fra i bambini più piccoli. I casi identificati sono stati inseriti in programmi di riabilitazione nutrizionale, perchè tornino rapidamente in forma. Le Organizzazioni Umanitarie sono seriamente preoccupate dall’impossibilità di consegnare aiuti di emergenza per la popolazione a rischio all’interno del Sud Sudan dove il collasso generalizzato delle attività di protezione dei civili sta inoltre colpendo molti dei 250.000 rifugiati provenienti soprattutto da Sudan, Etiopia ed RDC. Dallo scoppio dei combattimenti a Juba, l’accesso dell’UNHCR al campo di Gorom, che si trova vicino alla capitale ed accoglie 2.000 rifugiati etiopi si è drasticamente ridotto. L’accesso ridotto è dovuto alle precarie condizioni di sicurezza lungo la strada e alla militarizzazione della zona attorno al campo, e rende i rifugiati estremamente vulnerabili. Il campo è circondato da caserme militari, e i rifugiati segnalano movimenti di soldati dentro il campo e colpi d’arma da fuoco.
Nei campi rifugiati di Maban, nello stato dell’Alto Nilo, tre team medici sono temporaneamente fuori servizio, dopo che lo staff tecnico è rimasto bloccato a Juba. Nonostante ciò, i rifugiati si sono potuti rivolgere ad altre strutture sanitarie nei rispettivi campi.L’UNHCR ricorda a tutte le parti coinvolte nel conflitto in Sud Sudan che richiedere asilo è un diritto umano fondamentale. In un momento in cui il numero di rifugiati nei paesi circostanti ha raggiunto livelli record, l’UNHCR esorta inoltre ad assicurare adeguate condizioni di sicurezza per la popolazione civile in fuga.Con oltre 2,6 milioni di sudsudanesi costretti alla fuga, lo Stato più giovane del mondo si colloca tra i Paesi con il più alto livello di migrazione forzata a causa di un conflitto. Metà della popolazione del Sud Sudan è dipendente dagli aiuti umanitari.

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Referendum: “Matteo stai sereno”

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

matteo renziAdesso l’ondivago Renzi cambia nuovamente idea. In un’intervista rilasciata alla Cnbs il premier mai eletto torna alla personalizzazione (‘non è facile perdere il referendum e tornare il giorno dopo come se non fosse successo niente’) e alla drammatizzazione spicciola (‘con no instabilità e stop crescita’).
Siamo alle comiche finali, Renzi è andato via di testa. Probabilmente il viaggio in Brasile non gli sta facendo bene. Evidentemente il suo paraguru Jim Messima deve avergli cambiato menù referendario”.
Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
“E gli impegni che aveva preso con il Capo dello Stato? Il referendum equilibrato? Una campagna referendaria nel merito della riforma (‘schiforma’, dico io)? Tutto disatteso. Mattarella preso in giro ancora una volta.
Renzi dice: ‘se perdo vado a casa’ e ‘dopo di me il diluvio’. Questo è un ricatto che noi non accettiamo.
No al referendum e Renzi, dopo la vittoria del no, a casa. E poi la storia riparte… #matteostaisereno”, conclude Brunetta.

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Palermo: Ridimensionamento delle poste

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

Palermo-Panorama-bjs-2Palermo. “Il drastico ridimensionamento delle Poste a Palermo non trova eguali in nessuna delle grandi città italiane. Non riesco a comprendere la ragione di una scelta così punitiva per la Sicilia e voglio sperare che il governo della Regione e tutte le istituzioni si attivino per impedire una misura che inevitabilmente comporterà una drastica riduzione dei posti di lavoro”. Lo ha dichiarato il presidente della Commissione Antimafia dell’Ars, Nello Musumeci.“La mia vicinanza a tutti i lavoratori del comparto non deve apparire come uno stanco rito di solidarietà con chi rischia il proprio posto di lavoro. Intendo impegnarmi direttamente e voglio poter contribuire alla causa certamente nei limiti delle mie competenze di un deputato dell’Ars, ma con il desiderio di vivere questa battaglia a fianco ai lavoratori della città di Palermo e della Provincia”.Secondo Musumeci, “periodicamente si affacciano disegni imprenditoriali che penalizzano la Sicilia e mortificano i suoi lavoratori. Anche l’incombente ulteriore tranche di privatizzazione rappresenta una scure che non fa certo ben sperare per il futuro della più grande azienda italiana. Quando ciò accade in un territorio già caratterizzato da una disoccupazione a livelli altissimi, la reazione delle istituzioni nazionali e locali deve essere dura: il capitale non può venire prima del diritto al lavoro!”.

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Il futuro del centro destra

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

Fabio_Rampelli_daticamera“Noi guardiamo con interesse al dibattito dentro Forza Italia che è ovviamente libera di scegliere il proprio leader con i metodi che preferisce. Ma non può certo decidere per conto di altri e anzi appare sempre più necessaria una correzione alla legge elettorale per introdurre le elezioni primarie nel nostro ordinamento in modo che siano i cittadini a scegliere la linea politica di una coalizione e il leader più convincente. A tutti i potenziali alleati diciamo quindi che non ci faremo imporre decisioni da nessuno. Parisi? Intanto dica subito in via definitiva se è disposto o no a fare un governo con la sinistra, a prescindere dal l’esito del referendum”.
Sul simbolo di FDI AN, l’alleanza con la Lega e il rapporto con la Le Pen solo due constatazioni: alla gente non interessa nulla di tutto questo, tranne un limitatissimo circuito di ‘appassionati’ che su tali temi rischia oltretutto di implodere.
I simboli poi sono cose serie, non marchi di dentifricio da modificare ogni tanto per motivi commerciali e, al limite, cambiano con il modificarsi dei processi politici, rappresentandoli, non assecondano sbalzi umorali. Un partito serio e fresco guarda criticamente alla realtà non replica dibattiti che erano stucchevoli già vent’anni fa”.È quanto ha dichiarato il co-fondatore e capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati Fabio Rampelli interpellato da giornalisti sul futuro del centrodestra.

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Referendum: No di Forza Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

parisi“Conosco Stefano Parisi da 33 anni, lavorava con me, curriculum bellissimo. È stato incaricato dal presidente Berlusconi di redigere un rapporto sullo stato di salute di Forza Italia, cosa che sta facendo, sta lavorando per questo. Bravo Stefano, grazie dell’aiuto che ci stai dando. Ma in questo frangente la posizione di Berlusconi e di Forza Italia è chiarissima: no al referendum, senza se e senza ma, via Renzi dal governo dopo la vittoria del no”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo a “In Onda”, su La7.
“Dopodiché si cambi l’Italicum, secondo il modello che il Parlamento riterrà opportuno, e si cambi la Costituzione, magari anche attraverso un’assemblea costituente eletta con il proporzionale. Questa è la linea di Forza Italia: no al referendum e Renzi a casa. Altre linee non ce ne sono”.
“Per il resto io dico no alla melassa di centro, no a quello che sta facendo il mio amico Alfano che con il suo 2% ci spiega che Salvini non deve far parte della coalizione e che si deve fare il centro. Il centro con chi? Con Verdini? Con il 2%”.
“Berlusconi un grande merito: sta facendo parlare di Forza Italia, del rilancio di Forza Italia al 20-22%. Adesso Parisi sta lavorando, a Milano non è andata benissimo, per un soffio. Ma Berlusconi è un genio, sa quello che fa, e non ci sono malumori. Stiamo tutti contenti e felici, basta tenere la linea politica. Ripeto: no al referendum, Renzi a casa”, ha sottolineato Brunetta.

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