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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Appalti Atac e logiche di spartizione clientelari

Posted by fidest press agency su domenica, 7 agosto 2016

atac trasporti romaMentre si torna a parlare dello scandalo degli appalti Atac e le ingenti somme sperperate negli anni, circa mille lavoratori impiegati in un appalto Atac per le pulizie e manutenzione di infrastrutture e mezzi, sono stati assunti dalla società Roma Multiservizi Spa, partecipata del Comune di Roma, dopo la scadenza naturale al 31 luglio scorso del precedente appalto con la Cometa Srl e il Consorzio Nazionale Servizi. “Nonostante le nostre molteplici richieste per la piena reinternalizzazione dei servizi e della forza lavoro, il passaggio dei lavoratori alle dipendenze della Società Partecipata del Comune appare una rassicurazione solo su carta” dichiara Attilio La Mura dell’Unione Sindacale di Base.”La Multiservizi ha già comunicato che darà in sub appalto due dei tre lotti acquisiti, alle società Cometa Srl e Manutencoop Facility Managment Spa.
In sintesi la Cometa Srl perde l’appalto diretto con Atac, ma continua a garantirsi le lavorazioni tramite il subappalto con la Multiservizi. Senza contare che la Cometa Srl è stata spesso oggetto di denunce da parte della nostra O.S. per reiterate inadempienze contrattuali e di legge. Un altro dato preoccupante è rappresentato dal contratto di solidarietà che RMS e Manutencoop hanno aperto per 550 lavoratori e che la Multiservizi non intende revocare, nonostante il cospicuo ampliamento delle attività derivante dalla totale acquisizione dei lotti Atac.Queste sono solo alcune delle ragioni per le quali abbiamo richiesto un incontro urgente all’Assessore alla Riorganizzazione delle Partecipate Minenna e per il quale ad oggi non abbiamo ottenuto alcuna convocazione.
USB Lavoro Privato non può restare a guardare mentre i lavoratori subiscono l’ennesima speculazione ai loro danni. Per questo intraprenderemo sin da ora qualsiasi azione sindacale e di lotta riterremo opportuna, a tutela delle condizioni di lavoro e della piena occupazione” conclude La Mura.

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