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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Polemiche sessiste su Boschi e Renzi

Posted by fidest press agency su domenica, 14 agosto 2016

maria elena boschirenzi“E’ esplosa in questi giorni la polemica sulla satira sessista, anche perché ha come oggetto privilegiato una delle ministre più influenti del Governo, intestataria della legge sulla riforma costituzionale e quindi leader naturale del prossimo Referendum, in cui lei rappresenta il sì per antonomasia. Bisogna riconoscere che la Boschi in questa legislatura ha colpito tutti, sostenitori ed avversari, fin dall’inizio, per la naturalezza e la competenza con cui si è mossa, nonostante la giovane età: perché è oggettivamente molto giovane nel ruolo che ricopre e l’inesperienza, tenuto conto che è alla sua prima esperienza parlamentare. La satira di questi giorni avrebbe potuto avere il semplice sapore di un complimento che si deve ad una donna giovane e bella, che comunque suscita una qualche invidia tra colleghe e colleghi, tra maggiorana di governo e opposizione sempre più agguerrita. Nessuno nega l’eleganza con cui ha affrontato questioni tutt’altro che facili e dinamiche relazionali più che complicate, quasi da missione impossibile, ma oggi nella prossimità del referendum bisogna attendersi che gli animi si surriscaldino e che tutti possano scivolare in una qualche gaffe, più o meno istituzionale”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Anche oggi c’è una vignetta che potrebbe essere interpretata in modo più o meno malevolo, o che più semplicemente potrebbe far sorridere i più. Tutti infatti sono convinti che una parte delle fortune del premier, almeno nei suoi rapporti con il Parlamento, sia dovuta al sodalizio strettissimo con la ministra Boschi, che per l’appunto è ministra dei rapporti con il parlamento. La vignetta non richiede né spiegazioni né apparati interpretativi complessi, mette insieme due persone che condividono il peso di una legislatura che sta andando sempre più in salita e che si sostengono reciprocamente. Nessuna malizia – prosegue Binetti – ma una battuta che rievoca quella di pochi giorni fa e accentua il senso della polemica nella satira politica. In realtà tra un Paese ancora in deflazione, come riportano le prime pagine dei quotidiani più attenti alla realtà economica e meno concentrati sul gossip, e i segnali d’allarme sempre più forti, su di una eventuale vincita del No al referendum, meriterebbero una riflessione più profonda e più concreta da parte del governo ora che le vacanze volgono al termine. Gli sforzi combinati del duo Renzi-Boschi dovrebbe dare al parlamento risposte assai più oggettive, realiste alla situazione economica del paese che appare tutt’altro che risolta, perché anche questo nfluirà moltissimo sull’esito del referendum. E a chi chiede che c’entri la riforma costituzionale con l’indice di deflazione diremo con tutta semplicità che agli italiani il secondo interessa più del primo perché è esattamente quello che percepiscono giorno per giorno. Quello con cui le famiglie dovranno fare i conti alla prossima riapertura delle scuole e si troveranno nell’impossibilità di affrontare i costi che comporta. Dovranno misurarsi con la frustrazione dei figli che non potranno soddisfare i loro desideri; con l’irritazione dei docenti che non avranno allievi con tutti i libri necessari fin dal primo giorno; con le bollette da pagare e con i redditi sempre più esigui. Il referendum – conclude Binetti – si vince o si perde anche su questo fronte di pura e semplice economia domestica, che non ha nulla di sessista, ma che rimanda alle preoccupazioni della famiglia media italiana”.

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