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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 15 agosto 2016

Notte delle Stelle al PataPata

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

assassinSampieri (Ragusa) “Il mio primo concerto in Sicilia. Al PataPata si è sprigionata un’energia positiva unica, davvero un grande momento. Respect per la grande famiglia di Sicily Rebellious che ha voluto regalare il mio concerto per festeggiare il 13esimo compleanno, una grande famiglia impegnata nella promozione del reggae e della dancehall. La mia teoria della reggaetivity è sonorità giuste, energia positiva, vivere con rispetto e solarità la forza positiva che la nostra musica è in grado di sprigionare”.
Così Mr Assassis aka Agent Sasco dopo il concerto della notte di San Lorenzo al PataPata. Una grande festa per celebrare i 13 anni di Sicily Rebellious, ambasciatori siciliani del reggae e della dancehall, che ha richiamato a Sampieri un gran numero di persone che hanno ballato al ritmo delle canzoni del notissimo artista giamaicano.
Jeffrey Campbell, nato a Kingston (Giamaica) il 22 dicembre del 1982, è un artista reggae e dancehall considerato come uno dei più dotati come ‘liricista’ e scrittore.
Nell’estate del 1999, un anno prima di diplomarsi alla Camperdown High School di Kingston, Assassin (aka Agent Sasco) – soprannominato così dai compagni di classe perchè solito vincere con liriche da ‘killer’ gli scontri verbali cantati durante la pausa pranzo – lascia la sua prima impronta nell’industria dancehall con il testo di “Big Up All Di Shotta Dem” dedicato al suo amico Briggy, nipote di Spragga Benz che lo cantò sullo Street Sweeper riddim di Steelie & Clevie.
La discografia di Assassin degli ultimi dieci anni include, oltre che tre album (l’ultimo, “Theory Of Reggaetivity”), anche più di trecento singoli. Si è esibito sui palchi dei maggiori festival dall’Europa al Centro America, dal Nord America ai Caraibi e in Estremo Oriente. Ha collaborato con artisti di prim’ordine come Shaggy, Marcia Griffiths, Beres Hammond, Spragga Benz, Sean Paul, Josie Wales, Bounty Killer, Maxi Priest, Buju Banton, Wayne Marshall, Richie Stephens, Michael Rose, e Freddy McGregor.
Un altro evento targato PataPata che rimarrà nella storia e nel cuore di tutti coloro che amano questa struttura in grado di rendere speciale l’estate in riva al mare di Sampieri.

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“The 12th Room”: un dialogo musicale con l’amico pianoforte e gli spettatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

ezio bossoMacerata. La 52° edizione del Macerata Opera Festival volge al termine e a congedo di una stagione ricca di umanità il pianista Ezio Bosso fa tappa allo Sferisterio con il suo “The 12th room tour”, un giro della Penisola che nelle date primaverili ha emozionato 30.000 spettatori in tutta Italia registrando 22 concerti sold out con una media di due standing ovation in ogni tappa.
“The 12th Room Tour” è il tour con cui Ezio Bosso presenta l’album certificato Oro “The 12th Room” dando vita ad un dialogo musicale tra il suono dell’ ‘amico’ Pianoforte Gran coda Steinway e gli spettatori, che partecipano agli spettacoli in rapito silenzio.
“The 12th Room” (Incipit/EGEA Music) è un concept album composto da due CD: un primo disco con quattro brani inediti e sette di repertorio pianistico, ognuno dei quali vuole rappresentare metaforicamente le fasi che attraversiamo nella vita, e un secondo disco contenente la Sonata No. 1 in Sol Minore che simboleggia la dodicesima stanza. Il disco è stato registrato quasi interamente live a settembre 2015 durante i concerti al Teatro Sociale di Gualtieri (Reggio Emilia). Subito dopo l’esibizione di Ezio Bosso come ospite al Festival di Sanremo, il disco “The 12th Room” aveva raggiunto la prima posizione della classifica iTunes degli album più venduti in Italia. Ezio Bosso è un pianista, compositore e direttore d’orchestra nato a Torino. Ha studiato Composizione e Direzione d’Orchestra all’Accademia di Vienna arrivando a dirigere alcune delle più importanti orchestre internazionali come la London Symphony Orchestra, The London Strings, l’Orchestra del Teatro Regio di Torino e l’Orchestra dell’Accademia della Scala. Ha composto musica classica, colonne sonore per il cinema (per “Io non ho paura” di Salvatores, per “Rosso come il cielo” di Bortone), per il teatro (per registi come James Thierrèe) e la danza (per coreografi come Rafael Bonchela) fino a scrivere sperimentazioni con i ritmi contemporanei.
Dal 2011 Ezio Bosso convive con una malattia neurodegenerativa progressiva. Si esibisce con il suo “amico” Pianoforte Gran coda Steinway & Sons della collezione Bussotti-Fabbrini, appositamente preparato sulle specifiche del Maestro da Piero Azzola, e utilizza uno sgabello versatile e di supporto, chiamato “12” e nato dalla collaborazione con l’architetto Simone Gheduzzi di Diverse Righe Studio. (foto:ezio bosso)

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“A Rischio decine di posti di lavoro. Proclamato Sciopero dei Lavoratori”

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

bardosciaBracciano. Decine di lavoratori impiegati nei servizi Servizi di assistenza educativa scolastica, Progetto Alzheimer e assistenza domiciliare rischiano di perdere il lavoro a causa di un cambio appalto a dir poco discutibile.Lo dichiarano in una nota Cristiano Ottaviani della Cisl Fp Roma Capitale e Rieti e Pietro Bardoscia della Uil Fpl Roma e Lazio.Non sono bastati svariati incontri tra le OO.SS, la cooperativa Subentrante Anafi e quella uscente Rti Quadrifoglio/Omnia e la Responsabile Unico di Procedimento delle 2 gare del Comune di Bracciano per arrivare ad un punto di incontro che tutelasse i lavoratori attualmente impiegati.Nel Terzo incontro, previsto per Venerdì 12 Agosto, la Cooperativa Anafi non si è persino presentata perché non in possesso di documenti richiesti solo qualche ora prima. In questo incontro si sarebbe dovuto stabilire insieme come da verbale di incontro del 10 Agosto tra OO.SS- Coop Quadrifoglio/Omnia- Anafi- e Comune Bracciano, quali operatori sarebbero dovuti rimanere in carico allo RTI Quadrifoglio – Omnia e quali sarebbero dovuti passare alla Coop. Anafi, cosi come previsto tra l’altro dall’art.37 CCNL Coop.Sociali in materia di cambi appalti.Una modalità – proseguono i sindacalisti – che noi non accettiamo nella maniera più assoluta, facendoci pensare la poca volontà ad assorbire tutti i lavoratori interessati nei loro servizi. Per questo abbiamo inviato una richiesta urgente al Dipartimento Territoriale del Lavoro chiedendo la convocazione immediata delle Cooperative per il rispetto dell’art.37 CCCNL Coop Sociali ed abbiamo inviato alla Prefettura la dichiarazione dello Stato di Agitazione, annunciando una assemblea/presidio sotto il Comune di Bracciano per Mercoledi 31 Agosto 2016 e lo Sciopero di tutti i lavoratori impiegati in questi servizi il 12 Settembre. Ancora una volta nel sociale a rimetterci sono i lavoratori e gli utenti che usufruiscono di questi servizi – concludono Ottaviani e Bardoscia- per questo chiediamo il supporto di tutti, compresi i cittadini per evitare questa nuova “macelleria sociale”. (foto: bardoscia)

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Annullo filatelico per celebrare i 20 anni del Gusta Minori

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

annullo minoriMinori (Sa) dal 26 al 28 agosto le stradine e le piazze di Minori saranno animate in occasione della XX edizione delle giornate del Gusta Minori. L’amministrazione comunale, in collaborazione con Poste Italiane, ha voluto celebrare questo importante traguardo con un annullo filatelico speciale.
Sabato 27 agosto, a partire dalle ore 19 e fino alle 23, tutti gli appassionati di filatelia potranno recarsi presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di Minori per l’annullo di una cartolina, regolarmente affrancata, con un timbro speciale realizzato per l’occasione. Le cartoline saranno gratuitamente distribuite nella tre-giorni presso il Punto Informativo sito sul lungomare della ridente cittadina costiera, mentre l’affrancatura potrà essere effettuata acquistando direttamente il francobollo presso l’URP. Un modo originale per festeggiare i venti anni della kermesse spettacolar-gastronomica del Gusta Minori e, al contempo, possedere un pezzo unico da collezione. Non nasconde la sua soddisfazione il sindaco di Minori, Andrea Reale: “L’annullo filatelico su cartoline che ricordano le 20 edizioni del Gusta Minori sono un’ulteriore sforzo che la Gusta Minori Corporation compie per lasciare un segno della piccola rivoluzione culturale che congiuntamente all’intera comunità di Minori ha svolto in questi anni nel segno della cultura, diffondendo e preservando l’identità della nostra cittadina. Contemperare l’innovazione nella tradizione è stato il successo dell’evento e per tutti noi è importante costruire il futuro sulla nostra storia. Auguri sinceri.” (foto: annullo minori)

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Luci della ribalta Parte decima: L’arte della rappresentazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

Luci della ribalta Parte decimaLa lettura è stata, per molte generazioni lo stile di vita di chi riempiva la propria solitudine con la meditazione e l’immaginazione. Quante volte, infatti, i personaggi erano soliti uscire dalle pagine di un libro e diventare reali? Era un modo per materializzare una prosa a tratti arida e che pure faceva muovere i personaggi che descriveva a volte sin nei minimi particolari e metteva a nudo i loro più riposti segreti. Forse così è nato il teatro con il guitto che scendeva nell’arena e si immedesimava nella parte del narratore recitante e chi l’ascoltava ritornava al racconto e gli dava un senso, lo vedeva materializzarsi sotto gli occhi e lo seguiva ancor meglio mentre le parole uscivano dalla loro prigione nel chiuso di una pagina tra le tante che ispessivano la pubblicazione. Oggi questa trasposizione in alcuni casi è impraticabile per via del ritmo che abbiamo imposto al nostro vivere tra il lavoro, le piccole faccende casalinghe, gli affetti familiari che richiedono tempo e attenzioni e quant’altro.
Nell’ecclettismo spaventevole del pensiero contemporaneo è sterile pretesa quella di rincantucciarsi in un angolo e di là occhieggiare umile e incapace di liberi voli perché una lettura può diventare un lusso che non possiamo più permetterci.
Mi riferisco, ovviamente, ai libri letterari, a una letteratura colta, al riaccostarsi ai classici, a farne un motivo di personale appagamento nella maturità e non certo in quel tempo dove si studia e si legge per imposta necessità e non per libera scelta.
E’ un discorso che non è rivolto solo agli altri ma include anche me. Ora credo di essere giunto a qualche pratico risultato usando razionalmente un metodo che molti praticano, ma non tutti bene. Mi servo, cioè, di una sorta di diario quotidiano, non fatto di date, di titoli e di appunti, ma di cose intime e personali, di tutto quel mondo fuggevole di impressioni e di meditazioni e di desideri e di sogni che sorge e s’illumina nelle nostre ore più inerti.
Del libro letto e del sentimento provato, non mi curerò di catalogare il tempo e la dorata e l’origine ma la intensità, la forza di gaudio o di sofferenza. Avrò come un termometro graduale e ogni giorno ascendente del mio spirito.
Allora ogni più fugace e labile lettura troverà modo di mutarsi in elemento della mia cultura e della mia intelligenza. Acquisterò una sempre più interiore abitudine all’analisi, alla scelta, alla riflessione, alla sintesi, in quel cercare e sognare ciò che più vicino mi è e più utile, e insieme una sempre più industre facilità nel rendere per iscritto i miei più minuti pensieri.
Da qui parte la voglia di dare contenuti rappresentativi che permettano di comunicare, di spiegare, di dare un senso alla vita, di saggiare i sentimenti e di renderli ove possibile condivisibili.
E qui entro immancabilmente nel suggestivo mondo dell’arte e dove ogni arte manifesta il desiderio di accostarsi all’arte sorella. I pittori introducono gamme musicali, gli scultori del colore della pittura, i letterati dei mezzi plastici nella letteratura e gli altri artisti calcano le scene e danno corpo alle nostre fantasie. Editore: Edizioni Fidest Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.(foto: luci della ribalta parte decima)

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108 anni e non li dimostra: ora in vacanza al mare

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

lorenzo”Il segreto della mia longevità? Non posso dirvelo, altrimenti non sarebbe un segreto”. Scherzava così Lorenzo Berzero, mentre spegneva 108 candeline nella festa organizzata alla casa di riposo San Francesco di Novara, diretta da monsignor Ernesto Scirpoli. Nato il 2 marzo 1908 a San Germano Vercellese e trasferitosi a Novara nel ’98 assieme ai figli, Lorenzo ha un doppio primato: è l’uomo più anziano di Novara e, al contempo, di Vercelli, e sarebbe anche il più longevo del Piemonte se non fosse per un altro nonnino di Borgo San Dalmazzo, che però è di origini emiliane.108 anni e non sentirli… è davvero il caso di dirlo, visto che in questi giorni Lorenzo è in vacanza al mare, come un normale turista. Ospite della residenza ‘Casa del Nonno’ di Varazze, in Liguria, Lorenzo trascorre la giornata all’aperto godendosi il sole e l’aria fresca con la figlia e i nipoti, che soggiornano nelle strutture alberghiere del luogo. “L’aria del mare mi fa bene e mi ricorda la mia gioventù – commenta ironico – meglio qui che in città, anche se a Novara si vive bene”.Lorenzo passeggia con i famigliari e tra un gelato e una bibita, trova anche il tempo per ridere e scherzare con i passanti, increduli di fronte a tanta vitalità ed entusiasmo. Alla domanda del suo lorenzo1ricordo più bello risponde sempre allo stesso modo: “Quando ho preso moglie”. E alla sua veneranda età nonno Lorenzo non smette di guardare al futuro e spera di festeggiare i 110 anni. Un nonnino arzillo, Lorenzo, che nella sua vita ha lavorato come salariato o meglio “cavalant”, conducente di cavalli in cascina quando i trattori erano pochi. Trasferitosi nel 1955 a Vercelli venne assunto da una cooperativa, per la quale lavorò fino al compimento dei 65 anni. Alla morte della moglie Virginia, 88enne, si trasferì a Novara stabilendosi nella casa di riposo in Via Ranzoni con il figlio Giuseppe, mancato un anno fa, all’età di 78 anni.Operato un paio di anni fa dai medici dell’Ospedale Maggiore di Novara a causa di una patologia oncologica, è riuscito a sopportare l’anestesia totale e a superare brillantemente l’intervento. Da allora è ospite della casa di riposo San Francesco, dove sta bene e riceve le visite quotidiane della figlia Maria Teresa, di 71 anni, e dei nipoti. Nel lontano 1950 Lorenzo rimase coinvolto in un terribile incidente stradale a Quinto Vercellese, investito da un camion che trasportava fusti di latte. In punto di morte, ricevette l’estrema unzione dal parroco poi si salvò miracolosamente e rimase ricoverato all’ospedale Sant’Andrea di Vercelli per un anno.”Siamo felicissimi di essere qui con papà – racconta la figlia Teresa – la sua salute è di ferro, è sereno e allegro come sempre… al mare è come un bambino”. (foto: lorenzo)

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Stabilità, fisco e gioco online

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

Online Banking Computer“A PIL fermo e con una legge di stabilità che si profila come una manovra di sangue e lacrime, qualcuno comincia a chiedersi da dove arriveranno le risorse necessarie a fronteggiare i consueti costi di cui si fa carico la fiscalità generale. Secondo i pessimisti la manovra dovrebbe aggirarsi sui 40 mld, mentre per gli ottimisti potrebbe fermarsi intorno ai 30 mld, tutti, come è ovvio, a carico dei cittadini. E allora si riaffaccia l’eterna tentazione di mettere mano al gioco d’azzardo, nonostante gli equivoci e le ambiguità che negli ultimi anni hanno caratterizzato questo settore, ormai strategico per il gettito fiscale che produce. Questa volta però ci piacerebbe che i riflettori si accendessero sul gioco on line, che attualmente vanta un +13% di incremento di fatturato. Ma se a questo dato si aggiunge anche il volume di affari raggiunto da dispositivi come smartphone e tablet, il valore cresce fino al 20% del totale. Una scoperta interessante per capire come il tanto deprecato ritardo tecnologico del nostro Paese, potrebbe essere facilmente superato con una semplice operazione di maquillage linguistico, per esempio sostituendo alla parola pc il termine più generico di “mobile”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare che continua: “La spesa al gioco on line totalizzata nel 2015 è di circa 821 milioni di euro e corrisponde ad un tipo di giocatore facilmente identificabile, dal momento che sulla rete tutti lasciamo tracce bio-metriche indelebili. Si tratta in media di 730.000 giocatori attivi, in genere piuttosto giovani con uno specifico interesse verso le nuove tecnologie informatiche. Di questo campione almeno un 10%, circa 24.000 persone, spende molto di più della media e sembra candidato a contrarre una vera e propria dipendenza dal gioco d’azzardo on line. Ci piacerebbe che gli esperti del MEF questa volta si concentrassero proprio sul gioco on line, dal momento che la intrinseca tracciabilità della rete potrebbe permette di risalire facilmente non tanto al giocatore, la cui privacy va in qualche modo tutelata, ma al gestore di quei giochi, ai suoi concessionari, che da sempre si sottraggono alla pressione fiscale, diventando evasori fiscali di lusso. Non vorremmo che nella prossima legge di stabilità tra tagli e tasse fossero sempre gli stessi a pagare il conto; sarebbe bene che finisse il gioco inscenato dai signori dell’azzardo on line, per una semplice ragione di giustizia sociale”, conclude la Binetti.

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Piani d’attacco “di decine, forse centinaia” di militanti dell’ISIS attivi in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

terrorismo«“Non c’è alcun legame tra terrorismo e immigrazione. I terroristi non arrivano con i barconi”. Queste sono le dichiarazioni fatte decine di volte dallo statista Renzi e dal suo fido scudiero Alfano. Ovviamente è falso, come gran parte dichiarato dal nostro premier. I servizi segreti libici hanno dichiarato che a Sirte hanno trovato piani d’attacco “di decine, forse centinaia” di militanti dell’ISIS attivi in Italia, gran parte dei quali arrivati sui barconi. È solo l’ennesima conferma di quanto Fratelli d’Italia afferma da sempre: la politica delle porte aperte a tutti del Governo Renzi-Alfano mette in pericolo la sicurezza delle nostre città. Ora basta». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Io scrivo: Dal pennino alla tastiera del computer

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

io scrivodi Riccardo Alfonso. La mia generazione è quella che ha vissuto, nella sua prima infanzia, il tempo dell’inchiostro riposto in un calamaio per intingervi il pennino sorretto da un’asticciola. E ricordo ancora con vividezza quando la bidella, alle elementari, passava ogni mattina per riempire il calamaio, là dove era necessario, che era inserito in un foro posto alla destra in alto del piano del banco. Con quel calamaio la tentazione era forte ora per rovesciarlo, coinvolgendo il compagno che sedeva nel banco avanti al mio, ora d’intingere il pennino un po’ troppo lasciando sul quaderno una vistosa macchia, delizia e tormento per la mia maestra e magari un rimbrotto da parte della mamma. Alle medie ci fu già un significativo passo in avanti perché avevo il privilegio, allora per pochi, di possedere una penna stilografica. Seguì la prima biro e fu una vera e propria rivoluzione per il modo di scrivere e la possibilità di variare il colore della scrittura: nero, rosso, blu, ecc. Ma la penna a sfera, ad onor del vero, fu fatale per la mia grafia. Mi resi conto di peggiorarla incominciando a perdere la chiarezza e la sinuosità dei caratteri per un inchiostro che non scendeva regolarmente e lasciava segni ora troppo marcati ora sfocati.
Per mesi, in prima elementare, mi sono esercitato a scrivere solo asticciole perché allora non si era adusi fare molti progressi nella scrittura e solo dopo un “duro” tirocinio si passava alle parole, partendo dalle vocali, e inseguendo le consonanti. Ricordo che il primo impatto serio e impegnativo fu il dettato. Dovevo ascoltare e riportare sul quaderno le parole pronunciate dalla maestra e stare attento a non commettere errori storpiando le frasi che articolava.
Dopo i primi insuccessi incominciai a carburare e tutto filò liscio. Gli impegni, nel frattempo, si moltiplicarono e dal dettato si passò al tema, al riassunto e alla numerologia con problemi da risolvere e a cimentarmi con i calcoli algebrici. Vi era poi la parte orale dove il pezzo forte della didattica era costituito dal mandare a mente poesie e persino brani di prosa.
A questo punto le materie s’infittirono: storia, geografia, calligrafia, letteratura, lingue, disegno, ecc. I libri scolastici alla fine mi andarono in uggia e cercai riparo con altre distrazioni. Mi diedi ai giochi, alle compagnie “birichine” con scherzi a volte poco graditi dagli adulti e divenni un problema serio per i miei genitori e nonna materna.
Non ancora avevo trovato riparo con le letture fuori dal giro scolastico. Per alcuni anni mi acculturavo con il sapere dei miei compagni più avanti negli anni e lascio immaginare dove andavano a finire le chiacchierate. Si parlava di sesso, in un ambiente dove vigeva la severa separazione tra ragazzi e ragazze, di calcio e anche di libri “proibiti” e di religione. Ricordo che l’unica eccezione era lo scorrere le pagine illustrate del mensile Topolino con le sue avventure insieme agli altri personaggi che lo contornavano e il Corriere dei piccoli che mio padre comprava con il Corriere della Sera. Quest’ultimo era il giornale che non mancava mai in casa ma venendo da Milano, per noi che abitavamo al Centro-Sud e in una cittadina fuori dai circuiti viari e ferroviari importanti, voleva dire leggere l’edizione del giorno prima. Editore: Edizioni Fidest Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. (foto: io scrivo)

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Libro: I sette cavalieri dello spazio

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

 

i sette cavalieri dello spaziodi Riccardo Alfonso. La prima domanda che mi pongo, e la stessa, direi, se la pensa il lettore, è perché ho scelto il numero sette e non altri? Dovrei, a questo punto, in perfetto stile iniziatico, chiedermi il perché ne parlo ora, al declinare della mia esistenza, e chi sono io per farlo? Se a questo riguardo avvaloro la tesi sul “Grande architetto dell’Universo”, secondo le Sacre Scritture, devo anche pensare, di conseguenza, all’immortalità dell’anima e che il pianeta terra non sia altro che la casa comune di tutti i viventi e che i popoli, le nazioni e gli stati del mondo costituiscono la grande famiglia in cui intercorra la spirito di Cooperazione e di solidarietà per far fronte alle proprie necessità e per sostenere i più deboli. Per contro tutta la storia dell’umanità sembra voler negare questo principio di partecipe affiliazione e avvalorare la tesi dell’homo homini lupus.
Può l’uomo, a questo punto, che si è eretto a somiglianza divina, venire meno al rispetto dei valori etici tradizionali che guidano al superamento dell’utile individuale o di parte e negare quel richiamo forte al bene comune, fisico e morale, della collettività presente e ipotecando, di conseguenza, le generazioni future verso un percorso tanto accidentato?
L’antinomia è, decisamente, stridente se da una parte si pone l’uomo quale creatura di somiglianza divina e dall’altra constatare che i suoi atti procedono in controtendenza. Eppure siamo stati educati all’onestà, all’altruismo, all’ideale della trascendenza, allo spirito di servizio per accostarci al prossimo con spirito di fraternità e per innalzarci insieme alle dimensioni del sublime. Da dove, invece, è spuntata tanta malvagità e perché essa ha attecchito pur avendo avuto un buon seminatore e il terreno è stato fertile e ospitale? Editore: Edizioni Fidest Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. (foto: I sette cavalieri dello spazio)

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Consorzi bonifica: Pronti alla politica del fare

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

vincenzi

Presidente Associazione Nazionale Bonifiche ed Irrigazioni (ANBI)In the pictures: Francesco Vincenzi Photo by Stefano MICOZZI

“L’attività dei Consorzi di bonifica a servizio del territorio non va ovviamente in ferie ma, volendo scherzare con il periodo corrente, possiamo dire che quest’anno andiamo in vacanza contenti per l’impegno dimostrato dal Governo a sostegno dell’agricoltura, attività d’eccellenza nel nostro Paese e perno del nuovo modello di sviluppo, indispensabile per la ripresa economica dell’Italia; questo grazie soprattutto all’impegno del Ministro, Maurizio Martina, che ringraziamo.”
Commenta così Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio (ANBI), la decisione del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (C.I.P.E.) di assegnare, al Mi.P.A.A.F., 400 milioni di euro per i contratti di filiera e di distretto, per interventi nel campo delle infrastrutture irrigue, per il piano “Agricoltura 2.0”, per le multifunzionalità della foresta, per l’uso sostenibile delle risorse rinnovabili nelle aree rurali.
“Ci riempie d’orgoglio il riconoscimento del ruolo svolto dai Consorzi di bonifica soprattutto nel campo delle infrastrutture irrigue nell’ambito di una strategia indirizzata a ridurre i processi di desertificazione, salvaguardare gli ecosistemi, adeguare le aree agricole ai cambiamenti climatici, migliorare la qualità delle acque superficiali e sotterranee. I Consorzi di bonifica – conclude il Presidente ANBI – si assumono ora la responsabilità di realizzare quanto hanno progettato, perché utile al made in Italy agroalimentare, al reddito delle imprese agricole, alla sicurezza dei territori, all’occupazione, alla tutela di quel patrimonio inclonabile, che è il paesaggio italiano.”
“L’evoluzione del sistema irriguo Irriframe o la realizzazione di un’esperienza innovativa come il campo di sperimentazione applicata Acqua Campus stanno a dimostrare il costante impegno dei Consorzi di bonifica nel campo della ricerca e dell’innovazione – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – L’arrivo delle tanto attese nuove risorse finanziarie, frutto di un grande lavoro di squadra, non ci coglie certo impreparati; è una sfida, che raccogliamo, forti dei nostri progetti e di un’esperienza quotidiana, che mettiamo a disposizione del Paese.”

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Terrorismo: allerta nei porti ma gioverno smantella vigili del fuoco

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

vigili del fuoco“Mentre da una parte il governo dispone nei porti l’innalzamento delle misure di sicurezza al livello 2 per il rischio terrorismo, dall’altra sta’ continuando ad attuare lo smantellamento del servizio antincendio portuale e del servizio sommozzatori dei vigili del fuoco. Al fine di rispettare i vincoli della spending review il ministro Alfano a fine luglio 2015 ha emanato un decreto che prevede la riduzione del numero dei vigili del fuoco in tutti i distaccamenti a protezione dei porti, che arriva quasi al dimezzamento dei vigili del fuoco nei porti di Napoli, Venezia e Livorno. E’ prevista anche la chiusura di sette nuclei sommozzatori e la rottamazione delle unità navali antincendio di grosse dimensioni ritenute troppo onerose seppur funzionali, per sostituirle con imbarcazioni piu’ piccole e non adatte a grossi incendi. E’ paradossale. Se ci aggiungiamo che hanno tagliato anche i fondi per la formazione e gli addestramenti auguriamoci che non accadano mai atti terroristici perché i tagli sulla sicurezza e sul soccorso pubblico poi si pagano. Chiediamo una urgente inversione di tendenza” Lo dichiara Antonio Brizzi segretario generale del Conapo, il sindacato autonomo vigili del fuoco. (fonte: Ufficio stampa CONAPO Sindacato Autonomo Vigili del Fuoco) (foto: conapo logo)

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Unicef: Vittime del bullismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

BullismoSecondo un nuovo sondaggio realizzato dall’UNICEF, più di nove giovani su 10 credono che il bullismo sia un problema diffuso nelle loro comunità; due terzi dicono di averlo subito in prima persona. Altri risultati del sondaggio U-Report:
• Un terzo degli intervistati ha ritenuto normale essere stato vittima di bullismo, così ha pensato di non dirlo a nessuno.
• La maggior parte degli intervistati che ha riferito di essere stato vittima di bullismo ha detto di aver subito bullismo a causa del loro aspetto fisico.
• Il bullismo è stato collegato anche al sesso, all’orientamento sessuale e all’origine etnica.
• Un quarto delle vittime ha dichiarato di non sapere con chi confidarsi.
Il sondaggio è stato realizzato attraverso U-Report, uno strumento di partecipazione dei giovani in rapida crescita, che fornisce una piattaforma ad oltre 2 milioni di giovani “U-Reporter” di più di 20 paesi. Attraverso il sondaggio sono state poste ai giovani via SMS, Facebook e Twitter, una serie di questioni relative all’impatto del bullismo nella loro comunità, le proprie esperienze personali di bullismo e quello che pensano si possa fare per porre fine a questo tipo di violenza. Più di 100.000 U-reporter, reclutati da partner come gli Scout e le Girl Guides, con un’età stimata tra 13 e 30 anni, hanno partecipato al sondaggio, con giovani provenienti da Senegal, Messico, Uganda, Sierra Leone, Liberia, Mozambico, Ucraina, Cile, Malesia, Nigeria, Swaziland, Pakistan, Irlanda, Burkina Faso, Mali, Guinea, Indonesia, Zambia e attraverso il canale Global U-Report.
“Il bullismo, compreso quello on-line, rimane un rischio in gran parte incompreso per il benessere dei bambini e dei giovani”, ha detto Theresa Kilbane. UNICEF Senior Adviser per la protezione dei bambini. “Per porre fine a questo tipo di violenza, dobbiamo migliorare la consapevolezza del pubblico sugli effetti nocivi del bullismo, fornire a insegnanti, genitori e coetanei competenze per identificare i rischi e segnalare violazioni, e fornire assistenza e protezione alle vittime”.
L’UNICEF lavora per coinvolgere i bambini e gli adolescenti sull’impatto del bullismo come parte dell’iniziativa #ENDViolence. L’UNICEF, insieme ai suoi partner, lavora anche per rafforzare i sistemi di istruzione nelle scuole e per stabilire sistemi di riferimento forte per il benessere dell’infanzia.

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Siglato accordo tra Centaurus Credit Recovery e il Gruppo IREC

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

soldi-pubbliciL’intesa ha come obiettivo quello di realizzare una sinergia tra le due società, leader nel settore dei NPL e del recupero credito, che intendono nei prossimi mesi intensificare la loro offerta alle tante imprese private italiane che richiedono sempre più un supporto di garanzia ai loro crediti. “Il grande problema per le imprese nella gestione dei pagamenti legati a forniture di beni o servizi, viene risolto da strumenti, come quello che proponiamo, attraverso i quali le imprese riescono a ridurre di molto il carico di gestione delle fatture non pagate e di aver maggiore possibilità di veder pagate le loro fatture generando flusso di denaro da reinvestire. Strumenti che oltre a garantire gli incassi, liberano l’imprenditore da queste incombenze e gli permettono di dedicarsi tranquillamente al suo business” sono le parole di Ubaldo Palmidoro, co-fondatore del Gruppo Centaurus Credit Recovery.
“Vista la nostra grande esperienza nel recupero del credito, sappiamo quali sono le cause scatenanti di un insoluto e conosciamo gli effetti disastrosi che una cattiva gestione del proprio credito aziendale potrà portare. Per queste ragioni, il nostro Gruppo ha studiato un prodotto che va a supporto di tutte quelle imprese che sono state “dimenticate” dal nostro settore. Noi riteniamo invece che proprio le PMI devono essere oggetto del nostro impegno e fornire uno strumento di alto profilo, ma accessibile a chiunque sarà l’obiettivo dei prossimi mesi, divenendo assieme a Centaurus, il partner ideale per prevenire l’insoluto. A settembre lanceremo una serie di pacchetti per rispondere alle esigenze delle piccole, medie e grandi imprese” conclude Victor Khaireddin, l’amministratore del Gruppo IREC.

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Se Renzi vuole smarcarsi dalla cattiva politica smonti il referendum e proponga un’assemblea costituente

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

Enrico Cisnetto, “Cortina InConTra”

Enrico Cisnetto, “Cortina InConTra”

Non sappiamo (ancora) chi e cosa rappresenti Stefano Parisi nello sgangherato mondo del centro-destra, ma se fossimo in Matteo Renzi prenderemmo al volo la sua proposta di convocare un’Assemblea Costituente per dare sbocco alle riforme istituzionali – allargandone il fronte e cambiando verso alle (troppe) stupidaggini che l’attuale riforma contiene – e “smontare” il maledetto referendum che da mesi blocca l’Italia e altrettanto è destinato a fare nei prossimi, prima e dopo che si sarà tenuto. Per la verità, come Terza Repubblica gli ha suggerito fin dall’inizio della sua avventura di governo, Renzi avrebbe dovuto essere lui il promotore dell’operazione Costituente. Per la precisione gli suggerimmo un progetto-paese “ri-costituente”, che da un lato affidasse alla solennità e al distacco dalla routine politico-parlamentare di un’Assemblea le riforme di tipo costituzionale, anzi la riscrittura (laicamente, senza tabù né pulsioni stravolgenti) della Carta suprema, e dall’altro predisponesse una sorta di piano Marshall per uscire in modo radicale dal declino economico e sociale. Nulla di tutto questo è stato fatto fin qui. Ma in politica non è mai troppo tardi per definizione, e dunque ora che sembra definirsi l’esistenza di una possibile sponda nel centro-destra, Renzi – per salvare se stesso, oltre che per il bene del Paese – dovrebbe avere la sveltezza di saltare sul tram che gli sta passando davanti. Che è l’ultimo, sia perché ci siamo ormai persi l’altra via d’uscita che era lo “spacchettamento” dei quesiti referendari, sia perché non ci sarà più tempo se non per una campagna lacerante. Sappiamo che, per ragioni di carattere, non gli è facile arrivare secondo, ma dovrebbe una volta per tutte imparare che saper esercitare l’arte dell’umiltà è cosa utile, oltre che opportuna. A incoraggiarci in questo nostro ennesimo appello a Renzi – d’altronde, a chi altro dovremmo farlo? – c’è il fatto che il primo ministro nei giorni scorsi, dopo un periodo di salutare low profile (per le sue abitudini, tutto è relativo), ha finalmente detto di avere sbagliato a personalizzare il referendum. Bene, fare ammenda è stato saggio. Peccato, però, che subito dopo lui abbia sparato che se passa il Sì i 500 milioni (boom, al massimo saranno 150) risparmiati con le sue riforme verranno dati ai poveri, e il ministro Boschi se ne sia uscita definendo chi propone di votare No irrispettoso del lavoro del Parlamento (dichiarazione talmente azzardata che ha richiesto una successiva riformulazione correttiva). Il tutto con i renziani di provata fede che continuano a ripetere il ritornello che se vince il No si apre una crisi politica senza sbocco, che l’economia deperisce (perché finora è stata rigogliosa?) e che la Costituzione non si potrà più cambiare (chissà perché, visto che dal 1948 ha già subito ben 35 modifiche e che gli stessi propagandisti del Sì dicono che la riforma non è perfetta ma poi si potrà aggiustare). Ergo, il referendum come linea di demarcazione tra il bene e il male, tra la prosperità e la tragedia. Senza contare l’altra intollerabile modalità in cui la propaganda si è esibita (da entrambe le parti, ad essere sinceri), e cioè le liste di proscrizione di coloro che si sono espressi pro o contro. Della serie “non vorrai mica votare come Tizio o Caio?”, che è un modo di argomentare a dir poco barbaro.Insomma, gli italiani vanno in ferie, ma la (cattiva) politica no. Sono molti i problemi che incombono su di noi, dall’economia che non va (siamo ritornati alla “crescita zero”, mentre la deflazione non schioda e le banche rimangono nel mirino della speculazione) alle gravi tensioni internazionali (terrorismo, Libia, Turchia, ecc.), dalla permanente impasse dell’Europa alla complicata gestione del flusso dei migranti, per finire con lo spettacolo indecoroso offerto da Roma, sepolta dai rifiuti e umiliata nell’offerta dei servizi essenziali. Eppure la politica guarda ad altro e parla d’altro. La penosa querelle sulla Rai, vicenda nella quale il più pulito ha la rogna. Il truffaldino annuncio che la politica economica si occupa di ridistribuire ricchezza (pensioni minime, poveri, ecc.) che non produciamo, anziché porsi l’obiettivo di far crescere il pil di almeno due punti l’anno per rendere meno eterno il tempo di recupero del reddito perduto dal 2008 in poi. Il surreale dibattito sulla data del referendum costituzionale. Il demenziale braccio di ferro, in Campidoglio, sulla figura dell’assessore Muraro, di cui i romani sentivano certo il bisogno per essere rassicurati che la signora Raggi sarà un buon sindaco e che i problemi della città saranno prontamente aggrediti. Ma si può sentir dire dal sindaco grillino che doveva rottamare la cattiva amministrazione che c’è un “rischio sanitario dietro l’angolo” per la sporcizia nelle strade e poi offrire come soluzione il fatto che chiederà chiarimenti alla municipalizzata preposta? Ma, Campidoglio a parte, a fare mostra di pochezza non è solo il governo, da mesi ormai inspiegabilmente ridotto all’ordinaria amministrazione e alla politica degli annunci, o i pentastellati, che misurano la distanza siderale che passa tra vellicare l’anti-politica e lo sporcarsi le mani con i problemi da risolvere. No, anche l’opposizione fornisce il suo bravo contributo al disfacimento generale. Di quella grillina basta osservare il dilettantismo con cui si muove a Roma per capire di che pasta sia fatta. Quella del centro-destra non esiste (Brunetta a parte) perché il tema è tutto interno a Forza Italia e Lega e nelle dinamiche delle possibile alleanze tra le diverse componenti. Mentre è quella interna al Pd a dare spettacolo: priva di idee da sempre, ora tocca l’apice della sua evanescenza proponendo nomi come Bianca Berlinguer, Michele Santoro e Roberto Saviano (li abbiamo scritto in ordine di crescente demenzialità) per lanciare il guanto di sfida a Renzi. Ma possibile che a Bersani, Speranza o Cuperlo non venga l’idea di spiazzare Renzi con la proposta dell’Assemblea Costituente?Tutto ciò è sconsolante, avvilente, demoralizzante. Ed è così preoccupante che, contrariamente agli altri anni quando TerzaRepubblica staccava per qualche settimana di riposo, in questo desolante agosto abbiamo deciso di tenere aperta la bottega, nel tentativo – se è disperato, ditecelo voi, cari lettori – di alimentare quello che ci piace definire il “buonsenso del buongoverno”. Buon Ferragosto. (Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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Ersilio Fausto Fiorentini: Cattolici piacentini al servizio della Repubblica

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

Altare della patria (3)2 giugno 1946: Settant’anni fa nasceva la Repubblica italiana. Testo “Piacentini dello Scudo Crociato nel Parlamento italiano” di Ersilio Fausto Fiorentini. Presentazione di mons. Gianni Ambrosio Vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio: Le figure qui presentate, al di là delle diversità legate allo stile e alle caratteristiche personali, come anche al di là dei limiti di fronte a scelte non facili e a situazioni complesse, testimoniano la passione del servizio, in coerenza con la fede professata e con la testimonianza del rigore morale. Per questo lo spaccato di storia, che qui viene presentato, non solo si configura come emblematico del più ampio scenario italiano, ma si presenta anche come stimolo per il nostro tempo”.
“È una pagina della nostra storia che merita di essere riletta per capire i tempi moderni”, così scrive Fausto Fiorentini nel presentare le ragioni di questo suo libro. Sì, è vero, lo scenario è locale e riguarda la nostra storia piacentina. Ma le vicende tratteggiate e la passione per il bene comune di alcune persone impegnate in politica travalicano i confini provinciali. È viva la sensazione, leggendo quest’opera, di trovarci di fronte ad uno spaccato locale che tuttavia interpreta in modo efficace la storia italiana. Più precisamente, interpreta la vicenda di molti cattolici che, per le loro convinzioni di fede, hanno avvertito il dovere di operare come cittadini che hanno a cuore la politica e si pongono al servizio del bene comune con idealità e valori e con la concretezza di chi cerca soluzioni. Nella nostra storia locale e italiana, la presenza pubblica e l’impegno sociale, culturale e politico dei cattolici hanno generato energie intellettuali e morali che hanno concorso, attraverso la discussione e il confronto a volte anche aspri, all’edificazione di una società più giusta, rispettosa della persona umana e della sua libertà, animata dalla solidarietà e dalla giustizia. Le figure qui presentate, al di là delle diversità legate allo stile e alle caratteristiche personali, come anche al di là dei limiti di fronte a scelte non facili e a situazioni complesse, testimoniano la passione del servizio, in coerenza con la fede professata e con la testimonianza del rigore morale.
Per questo lo spaccato di storia che qui viene presentato non solo si configura come emblematico del più ampio scenario italiano, ma si presenta anche come stimolo per il nostro tempo. D’altronde, “la storia, come affermava Cicerone, è testimone dei tempi, vita della memoria e maestra della vita”. Sappiamo bene che, nel giro di pochi decenni, la situazione è radicalmente cambiata. Siamo di fronte ad un mondo non facilmente governabile dai tradizionali mezzi e metodi della politica: la situazione esige la ricerca di nuova luce e di nuovi strumenti per essere interpretata e governata. Questo impegno non facile, che deve coinvolgere tutti, interpella ogni cristiano che non può stare al margine della vita sociale, culturale e politica. Coloro che sono illuminati dalla fede cristiana e, in particolare i cattolici che si dedicano ‘professionalmente’ alla politica, debbono avvertire con forza la necessità di sostenere che la politica non è un potere o una struttura che si sovrappone alla vita dei cittadini, bensì è anzitutto la dimensione interna al vivere civile, alla vita sociale, al bene comune, alla giustizia. Proprio questa viva e forte consapevolezza è in grado di superare le sempre incombenti tentazioni dell’interesse e dell’ideologia.
Punto sicuro di riferimento dei cattolici impegnati in politica presentati in questo libro, è stata la Dottrina sociale della Chiesa.
Ad essa si sono ispirati, come evidenzia l’autore, traducendo l’insegnamento in scelte concrete e pratiche, mettendosi in gioco con coraggio. Oggi Papa Francesco, in particolare nel capitolo IV dell’Evangelii gaudium e nell’enciclica Laudato sì, offre un ampio approfondimento sull’atteggiamento dei credenti e della Chiesa nei confronti della vita sociale e politica, con un’attenzione particolare all’inclusione sociale, alla pace sociale, alla casa comune, all’ascolto del grido dei poveri, di interi popoli, dei popoli più poveri della terra. L’ascolto del grido dei poveri e la riflessione a partire dai poveri evangelicamente intesi sono un’esigenza che vale per tutti: “La dignità di ogni persona umana e il bene comune sono questioni che dovrebbero strutturare tutta la politica economica, ma a volte sembrano appendici aggiunte dall’esterno per completare un discorso politico senza prospettive né programmi di vero sviluppo integrale (203)”. L’appello di Papa Francesco stimoli l’impegno di tutti, in particolare dei cattolici, perché la politica e l’economia rimettano al centro la persona umana e l’autentico bene comune, lottando contro il primato tecnocratico e la globalizzazione dell’indifferenza. (Gianni Ambrosio Vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio) (Fonte: rilevato da Ciani Vittorio x l’Ufficio Documentazione Diocesi Piacenza-Bobbio)

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Libro: “Gli Orari del Cuore”

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

cuoreLa casa editrice Leonida annuncia l’uscita del volume “Gli Orari del Cuore” scritto dall’autore epoeta Stefano Labbia. Prima raccolta di liriche del giovane scrittore, classe 1984, di origine brasiliana ma nato nella Capitale d’Italia, che ha composto e raccolto le poesie scritte di suo pugno tra l’adolescenza e la maturità.Amore, satira politica, vita e città che hanno avuto un’importanza nella crescita dell’autore, si intrecciano in maniera perfetta e vengon da lui così soavemente descritte da risultare profonde e vivide agli occhi di chi legge.Dicono di lui: “con le sue composizioni, Stefano Labbia rende il sentimento del suo oscuro sentire – attorno a cui si affastellano brani di memoria, considerazioni e interrogativi continui – così tangibile, da donare ogni volta parte di sé nelle sue liriche. Tutto tra apparizioni di luoghi, persone,natura incontaminata e paradisiaca, emozioni ritrovate o perdute per sempre, evitando qualunque forma di retorica, caratteristica dei poeti del millennio in cui viviamo.”La prefazione del volume è a firma del filosofo Valerio Di Lorenzo, che introduce caparbiamente la poetica dell’autore.
Il libro è in vendita sul sito della Casa Editrice Leonida (http://www.editrice-leonida.com/), presso le librerie su territorio italiano e nei principali store online.

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Controlli nei porti: “Ma la Guardia costiera non ha armi, né strumenti di Polizia

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

“L’allarme terrorismo impone di aumentare il livello della sorveglianza ovunque, soprattutto in mare e nei porti in questo periodo estivo. E l’Italia risponde prontamente! Come? Ma è logico: sopprimendo le Squadre nautiche della Polizia di Stato, che sono addestrate e dotate almeno il minimo indispensabile per svolgere i compiti di Polizia giudiziaria. La solita schizofrenia! La sorveglianza è aumentata dal livello 1 al livello 2, ma nei porti viene affidata alla Guardia Costiera che svolge un lavoro encomiabile ed importantissimo, ma il cui Personale non è dotato di armamento individuale, e di norma non ha neppure accesso alle banche dati delle Forze dell’Ordine per il controllo di Polizia su persone e veicoli. Quindi, viste le solite fasulle rassicurazioni che si propinano ai cittadini su tv e giornali, vorremmo domandare: per innalzamento del livello di vigilanza cosa si intende, forse il solo controllo sulla congruità delle dotazioni di sicurezza dei natanti e la regolarità dei documenti di chi li conduce? E se qualcosa risulta fuori posto che accede esattamente?”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, a proposito delle notizie che da due giorni riempiono i titoli dei media in merito all’innalzamento del livello dei controlli di sicurezza nei porti per contrastare i rischi di terrorismo. Notizie che si incrociano con quelle della paventata chiusura delle Squadre Nautiche della Polizia di Stato contro la quale si sta battendo con veemenza il Coisp che oggi sottolinea come “la Capitaneria di Porto è l’eccellenza per la sicurezza in mare, ma non poco centra con l’attività di anti-terrorismo non essendo Forza di Polizia” insiste Maccari. “Nel lontano aprile 2010 – ricorda il Segretario Generale del Coisp – un ufficiale della Guardia Costiera, Delegato Cocer della Marina Militare, denunciava esasperato: ‘L’unica arma in nostro possesso è la buona volontà’. Nel suo intervento evidenziava che gli uomini della Marina Militare appartenenti alla Guardia Costiera sono chiamati a svolgere attività come fossero Ufficiali ed Agenti di Polizia Giudiziaria compiendo molteplici attività di polizia marittima: contrasto all’immigrazione clandestina ed al traffico di stupefacenti in mare, sicurezza ambientale, sicurezza della navigazione, antiterrorismo nei porti, controlli in mare ed a terra sulla regolarità e salubrità del pescato ecc… ma ‘nonostante tutto ciò – scriveva – gli Appartenenti alla Guardia Costiera non hanno lo status di pubblica sicurezza, non hanno l’arma individuale in dotazione, le manette, i giubbetti antiproiettile al fine di ben operare professionalmente e soprattutto per poter tutelare la propria sicurezza’. Non sfugge a nessuno che dopo sei anni la situazione non è certamente mutata, se non per il fatto che il livello di rischio terrorismo è aumentato vertiginosamente e che l’allerta impone una risposta ferma e decisa per garantire la sicurezza. Eppure si pensa di chiudere le Squadre Nautiche della Polizia di Stato, unica Forza di Polizia ad ordinamento civile operante in mare, confondendo le idee alla gente cui si dice che la Guardia Costiera ha innalzato il livello di allerta nei porti italiani, intensificando la vigilanza su persone e veicoli in transito per gli scali, senza ricordare che, per l’appunto, come sottolineato dallo stesso ufficiale, la Guardia Costiera non é una Forza di Polizia”.

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Libro: Luci della ribalta parte undicesima

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

luci della ribalta parte undicesimadi Riccardo Alfonso. Confesso di non essere stato capace di leggere per intero Le mille e una notte per via di quell’intrecciarsi frenetico di una storia dentro un’altra vicenda e che finiva per farmi smarrire il filo iniziale del discorso.
Solo il cinema e a qualche rappresentazione teatrale mi ha permesso di riavvicinarmi a questa storia fantastica e a provare, sia pure a tratti alla sua lettura.
Questa premessa la faccio pensando alle origini della letteratura spagnola e a quel mix che ne è derivato tra l’elemento letterario latino e l’influenza araba.
Non vi è dubbio che il popolo musulmano, per otto secoli dominatore della penisola iberica ha influito grandemente allo sviluppo dell’arte e della scienza spagnole prevalendo con la fresca e vasta sua lirica, con l’abbondanza delle composizioni didattico-morali, con la dottrina derivata dai greci, con le ricerche filosofiche, matematiche, fisiche. Basterebbe consultare il lessico castigliano per convincerci con i molti vocaboli introdotti dall’arabo nel lessico militare, agricolo e nell’amministrazione della giustizia.
Eppure la stessa Spagna vinta dall’Islam non dimenticò la gloria che ebbe dal suo Quintiliano, il quale aveva legiferato e dominato nella prosa di Roma come critico e come oratore, dall’epica di Lucano, dalla satira di Marziale, dalla filosofia di Seneca e tutti generati dal suo suolo. La viva tradizione romano-spagnola è derivata dal vasto e importante contributo che ancora oggi gli spagnoli portano al mondo cattolico latino. In proposito il Sanvisenti osservava: “Aquilino Juvenco rinchiude in esametri sonanti l’istoria evangelica e l’ingemma di reminiscenze virgiliane. Damaso celebra nelle epigrafi i trionfi dei martiri cristiani e primi tra gli spagnoli ascende la cattedra di San Pietro. Eugenio di Toledo ospita le muse atterrite dalla invasione dei Goti. Orosio assurge al concetto d’una filosofia della storia, soggiogando a un solo principio la svariata e affannosa successione degli eventi umani. Isidoro di Siviglia apre con la sua enciclopedica opera ampi orizzonti a tutte le genti dell’Occidente, avide di soddisfare la loro ansia di sapere infinita e tumultuosa,” Va anche precisato che i primi monumenti della letteratura spagnola risentono di una influenza venuta dalla Francia. Sulle prime manifestazioni letterarie spagnole campeggia la poesia epica rappresentata dal Poema del Cid. Il prezioso poema tratta le imprese dell’eroe spagnolo durante l’esilio, nonché il matrimonio delle sue due figlie con gli Infantes de Carriòn, dimostrando nella robusta semplicità della narrazione una felice intuizione del carattere eroico, nonché dei sentimenti spontanei dell’anima umana, e un ben delineato vivo senso di nazionalità. Inevitabile è il parallelo tra questo primo poema spagnolo e il primo francese la Chanson de Roland.
Così è possibile identificare dei tratti comuni per una ricerca appassionata nel trarre dalle esperienze vissute la vis vitale per una creazione artistica che ebbe i suoi inevitabili risvolti nel teatro e a dimostrare l’intensa simpatia per i misteriosi prodigi della sensibilità.Editore: Edizioni Fidest Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. (foto: luci della ribalta parte undicesima)

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Storia di pittori Volume ottavo

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

storia di pittori volume ottavodi Riccardo Alfonso Riprendo i lanci d’agenzia dalla fine del mese di ottobre del 2014 e per poi seguirli lungo il tratto dell’anno successivo. La mia iniziativa vuole dare un’insolita continuità, se considero che avrei voluto contenerla entro i sei volumi e tralasciare gli anni più recenti. E’ che mi son lasciato prendere la mano ed è stato forte il desidero di riportare il più possibile all’attualità la mia raccolta per offrire a chi ha la ventura di leggermi e ancor più di seguirmi di avere un quadro degli eventi artistici che vanno dalla pittura, alla scultura e alla fotografia e con qualche scorreria nel campo della musica soprattutto se essa è stata chiamata in causa da un autore abbinandola ai suoi dipinti. Nelle mie diverse presentazioni credo di aver spiegato ampiamente il significato che ho voluto attribuire a un’arte che si è valsa di più strumenti per esprimersi dai graffiti dei cavernicoli agli artisti di strada che non riescono a fermarsi davanti a un piano stradale o ai muri delle case o agli esterni delle carrozze della metropolitana per lasciare una loro personale impronta con una loro pittura.
Oggi come ieri e come l’altro ieri la voglia di dare un senso a un tratto di penna per traccia-re un profilo, fissare un’immagine, rappresentare un tramonto o descrivere un particolare di una storia che si richiama agli eventi biblici o della mitologia greco-romana, è stato tanto forte che l’impronta di tutto questo oggi la ritroviamo un po’ ovunque. Lo stesso posso dire per la fotografia che, a mio avviso, riprende la natura o anche la subordina a certi effetti di luce e controluce per esaltare un’immagine e asservirla al gusto dell’autore. Oggi come ieri gli appartamenti dai più modesti ai più lussuosi hanno attaccati alle loro pa-reti dei quadri. Saranno per lo più delle riproduzioni, delle litografie e persino delle croste che possono essere state regalate da un amico o da un parente che si sentiva ardere den-tro di sé il fuoco dell’artista e pensava di poter condividere con le persone a lui care questa sua passione. Se poi andiamo a qualche mostra e vediamo con quanto interesse un gruppetto di persone si raccoglie davanti a un quadro per fissare alla mente quei tratti segnati da pennellate di vari colori e che nel loro insieme vogliono manifestare un qualcosa per darne una forma de-finita e un significato che a volte può anche andare in contro tendenza alle volizioni dell’au-tore.
Ma che importa? Conta non solo il messaggio ma il come lo si recepisce. Guai, invece, se non riesce a provocare una sia pur piccola emozione, una sua pure giudizio critico. Editore: Edizioni Fidest Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. (foto: storia di pittori volume ottavo)

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