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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Ersilio Fausto Fiorentini: Cattolici piacentini al servizio della Repubblica

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

Altare della patria (3)2 giugno 1946: Settant’anni fa nasceva la Repubblica italiana. Testo “Piacentini dello Scudo Crociato nel Parlamento italiano” di Ersilio Fausto Fiorentini. Presentazione di mons. Gianni Ambrosio Vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio: Le figure qui presentate, al di là delle diversità legate allo stile e alle caratteristiche personali, come anche al di là dei limiti di fronte a scelte non facili e a situazioni complesse, testimoniano la passione del servizio, in coerenza con la fede professata e con la testimonianza del rigore morale. Per questo lo spaccato di storia, che qui viene presentato, non solo si configura come emblematico del più ampio scenario italiano, ma si presenta anche come stimolo per il nostro tempo”.
“È una pagina della nostra storia che merita di essere riletta per capire i tempi moderni”, così scrive Fausto Fiorentini nel presentare le ragioni di questo suo libro. Sì, è vero, lo scenario è locale e riguarda la nostra storia piacentina. Ma le vicende tratteggiate e la passione per il bene comune di alcune persone impegnate in politica travalicano i confini provinciali. È viva la sensazione, leggendo quest’opera, di trovarci di fronte ad uno spaccato locale che tuttavia interpreta in modo efficace la storia italiana. Più precisamente, interpreta la vicenda di molti cattolici che, per le loro convinzioni di fede, hanno avvertito il dovere di operare come cittadini che hanno a cuore la politica e si pongono al servizio del bene comune con idealità e valori e con la concretezza di chi cerca soluzioni. Nella nostra storia locale e italiana, la presenza pubblica e l’impegno sociale, culturale e politico dei cattolici hanno generato energie intellettuali e morali che hanno concorso, attraverso la discussione e il confronto a volte anche aspri, all’edificazione di una società più giusta, rispettosa della persona umana e della sua libertà, animata dalla solidarietà e dalla giustizia. Le figure qui presentate, al di là delle diversità legate allo stile e alle caratteristiche personali, come anche al di là dei limiti di fronte a scelte non facili e a situazioni complesse, testimoniano la passione del servizio, in coerenza con la fede professata e con la testimonianza del rigore morale.
Per questo lo spaccato di storia che qui viene presentato non solo si configura come emblematico del più ampio scenario italiano, ma si presenta anche come stimolo per il nostro tempo. D’altronde, “la storia, come affermava Cicerone, è testimone dei tempi, vita della memoria e maestra della vita”. Sappiamo bene che, nel giro di pochi decenni, la situazione è radicalmente cambiata. Siamo di fronte ad un mondo non facilmente governabile dai tradizionali mezzi e metodi della politica: la situazione esige la ricerca di nuova luce e di nuovi strumenti per essere interpretata e governata. Questo impegno non facile, che deve coinvolgere tutti, interpella ogni cristiano che non può stare al margine della vita sociale, culturale e politica. Coloro che sono illuminati dalla fede cristiana e, in particolare i cattolici che si dedicano ‘professionalmente’ alla politica, debbono avvertire con forza la necessità di sostenere che la politica non è un potere o una struttura che si sovrappone alla vita dei cittadini, bensì è anzitutto la dimensione interna al vivere civile, alla vita sociale, al bene comune, alla giustizia. Proprio questa viva e forte consapevolezza è in grado di superare le sempre incombenti tentazioni dell’interesse e dell’ideologia.
Punto sicuro di riferimento dei cattolici impegnati in politica presentati in questo libro, è stata la Dottrina sociale della Chiesa.
Ad essa si sono ispirati, come evidenzia l’autore, traducendo l’insegnamento in scelte concrete e pratiche, mettendosi in gioco con coraggio. Oggi Papa Francesco, in particolare nel capitolo IV dell’Evangelii gaudium e nell’enciclica Laudato sì, offre un ampio approfondimento sull’atteggiamento dei credenti e della Chiesa nei confronti della vita sociale e politica, con un’attenzione particolare all’inclusione sociale, alla pace sociale, alla casa comune, all’ascolto del grido dei poveri, di interi popoli, dei popoli più poveri della terra. L’ascolto del grido dei poveri e la riflessione a partire dai poveri evangelicamente intesi sono un’esigenza che vale per tutti: “La dignità di ogni persona umana e il bene comune sono questioni che dovrebbero strutturare tutta la politica economica, ma a volte sembrano appendici aggiunte dall’esterno per completare un discorso politico senza prospettive né programmi di vero sviluppo integrale (203)”. L’appello di Papa Francesco stimoli l’impegno di tutti, in particolare dei cattolici, perché la politica e l’economia rimettano al centro la persona umana e l’autentico bene comune, lottando contro il primato tecnocratico e la globalizzazione dell’indifferenza. (Gianni Ambrosio Vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio) (Fonte: rilevato da Ciani Vittorio x l’Ufficio Documentazione Diocesi Piacenza-Bobbio)

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