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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Archive for 17 agosto 2016

L’alta moda sbarca all’Argentario con la sfilata “Forte in Fashion”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

Locandina_Forte-in-FashionPorto Ercole. Lunedì 22 agosto l’alta moda sbarca all’Argentario con la sfilata “Forte in Fashion” organizzata da StyleBook e dalla Pro Loco di Porto Ercole, con il patrocinio del Comune di Monte Argentario.Una location eccezionale e suggestiva, Forte Stella, fortificazione costiera edificata dagli Spagnoli nella seconda metà del Cinquecento, che ha già ospitato mostre e rassegne culturali, aprirà per la prima volta le porte alla moda.Sotto la direzione artistica di Federica Bernardini sfileranno le collezioni di quattro fashion designer: Martina Ghezzi con abiti couture dalle linee sinuose che esaltano la femminilità, dettagli romantici in contrasto con silhouette pulite e grafiche, che creano un’eleganza moderna; Raffaele Stoico con abiti in bilico tra l’alta moda e il glam rock, colori esagerati, linee opulenti, per una donna sexy e seducente; Hilda Falati con la collezione Romantica, fatta di capi dai diversi tagli, con una varietà di colori neutri che vanno dal quarzo rosa, al nudo, al beige e al bianco; Lucilla Ferretti (in arte Drusilla) con creazioni ispirate alla fusione di culture diverse, colori forti e accostamenti arditi, stoffe africane mescolate con vari tipi di pizzo nero.Gli stilisti fanno parte della scuderia di StyleBook (www.stylebook.it), social network della moda e associazione culturale che promuove l’incontro e la collaborazione tra artisti ed operatori appartenenti a campi creativi diversi, con particolare attenzione alla moda, al design e alla fotografia.

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La Sapienza si conferma la migliore università italiana nella classifica mondiale della Jiao Tong University di Shanghai

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

la sapienza romaE’ stata pubblicata dalla Jiao Tong University di Shanghai la classifica che prende in esame le 500 università migliori nel mondo.
Nell’Academic Ranking of World Universities 2016 (Arwu) la Sapienza conferma il primato dello scorso anno, collocandosi in testa agli atenei italiani alla 163esima posizione con un punteggio totale di 19.23, unica università italiana nel range 151-200 insieme con l’Università di Padova in 183esima posizione con un punteggio di 18,19.Seguono nel range 201-300 il Politecnico di Milano e le università di Bologna, Firenze, Statale di Milano e Pisa. Gli indicatori presi in esame dall’Arwu sono rigorosi e comprendono premi Nobel e riconoscimenti accademici ricevuti, qualità della ricerca (paper pubblicati e ricercatori più citati) e le performance rispetto al numero degli iscritti.In particolare sono 6 i parametri su cui si basa la classifica: premi internazionali di ex studenti (10%) o di ricercatori della singola Università (20%), le citazioni di pubblicazioni scientifiche in Thomson-Reuters (20%), le pubblicazioni “Nature & science” (20%), le pubblicazioni tecnologico-sociali (20%). Questi parametri sono poi correlati con lo staff accademico, dando un ulteriore parametro di produttività pro-capite (10%).“La Sapienza conferma e consolida il suo prestigio di grande ateneo europeo, di respiro mondiale, collocandosi al la sapienza roma1primo posto tra le università italiane e tra le prime a livello europeo ed internazionale – commenta il rettore Eugenio Gaudio. A ben guardare – prosegue Gaudio – il risultato è tutto sommato abbastanza positivo anche per il sistema universitario italiano che, anche se non è rappresentato nelle prime 100 posizioni monopolizzate dalle ricche università anglosassoni, vede circa un 1/3 degli atenei del Paese (19 su 60) nelle prime 500 posizioni su 1200 università censite e su 17.000 stimate nel mondo. Questo significa che il rendimento delle nostre università pubbliche è mediamente elevato, a fronte di un cronico e drammatico sottofinanziamento da parte dello Stato, che vi destina lo 0,42% del Pil (Francia e Germania vi destinano più del doppio) e il basso numero di addetti alla ricerca, oggi meno della metà di quello degli altri Paesi occidentali. In questo quadro emerge l’ottima performance della Sapienza legata alle eccellenze dell’attività di ricerca, alla ricchezza multidisciplinare del nostro ateneo e alla sua secolare tradizione culturale e formativa. Con un maggior investimento del Paese nella ricerca e sui nostri giovani migliori – conclude Gaudio – il sistema potrebbe decollare ed essere il volano della ripresa e dello sviluppo del Paese, altrimenti è destinato a un lento ma inesorabile declino”.Posizioni e punteggi sono ricavati dai dati e dalla metodologia pubblicati sul sito http://www.shanghairanking.com (foto: la sapienza)

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Estate e la campagna antidipendenza da droghe e alcol

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

droghe«Basta veramente poco per superare indenni questa pausa estiva, Ferragosto compreso, uno strano giorno dove, inspiegabilmente vige l’anarchia alcolica più assoluta, il mio appello è rivolto soprattutto ai ragazzi, “cari giovani, non mixate alcol e droghe, festeggiate in strutture professionali dove possono soccorrervi in caso di bisogno ed andate a piedi oppure fate guidare chi non ha bevuto o prendete un taxi”». È l’accorato appello che ha lanciato oggi sui social network dj Aniceto, uno dei dj più impegnati nel sociale, e già membro della Consulta Antidroga presso il Dipartimento governativo a Palazzo Chigi. «I ragazzi possono divertirsi e magari anche essere ribelli, senza necessariamente rischiare la propria vita e quella degli altri, che è una e preziosa». «Amo le feste di ferragosto sul mare, organizzate in lidi e strutture professionali e spero che se ne facciano sempre di più, ma dobbiamo stare attenti e non trasformare in tragedia quella che dovrebbe essere la notte più divertente e spensierata dell’anno!. – sottolinea Dj Aniceto, promotore di campagne antidipendenza su facebook e twitter, testimonial dei sani valori in tv con Piero Chiambretti e protagonista di tante notti in discoteca, dal Nord al Sud d’Italia. “Trovo che sia davvero triste cercare la spensieratezza della bella età nello stordimento dell’alcol e della droga e non in quel che di bello il mondo ha ancora da offrire; mi piacerebbe, inoltre, che tutti gli addetti ai lavori e sto parlando anche dei troppi politici del nostro Paese – spiega Dj Aniceto – si passassero una mano sulla coscienza e tra una crisi e una spending review trovassero il tempo per lanciare iniziative e messaggi concreti soprattutto in questi giorni di festa, per ribadire un secco no a sostanze dannose come le droghe e i superalcolici a favore del sano divertimento!».

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Il presidente dell’Antimafia: “Condotta vessatoria della Siae in Sicilia”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

palermo palazzo normanni regione“L’opera vessatoria svolta dalla Siae in Sicilia nei confronti dei Comuni e delle associazioni no profit è diventata davvero intollerabile. L’accanimento di alcuni agenti contro le manifestazioni estive e l’impotenza degli organizzatori impongono un intervento fermo e deciso da parte del governo regionale sulla direzione regionale della Società e sul Ministero per i beni culturali e lo spettacolo.”Lo ha dichiarato il presidente della Commissione regionale Antimafia Nello Musumeci, che è anche componente la Commissione Cultura dell’Ars, dopo avere raccolto alcune precise segnalazioni da parte di enti pubblici e privati giunte in queste settimane estive da tutte le province dell’Isola.”Ho presentato, assieme ad altri colleghi, un’apposita mozione, che verrà discussa e votata dall’Aula alla ripresa, affinché la Regione faccia sentire la propria voce a difesa dei Comuni e di quanti vivono nell’incubo di una vera e propria “tortura fiscale”.Secondo Nello Musumeci, “non è tollerabile che per una manifestazione gratuita con tremila spettatori gli organizzatori – spesso volontari – si debbano versare più di mille euro. Così facendo, si scoraggiano le iniziative che Comuni squattrinati e comitati o associazioni di generosi cittadini promuovono con tanti sacrifici, specie nei piccoli centri dell’Isola. Senza dire che, assieme ad agenti di zona responsabili ed educati, parecchi soggetti si servono del mandato Siae per assumere atteggiamenti irragionevoli ed esercitare poteri con arbitrio e improntati ad arroganza. Una cosa è il legittimo diritto che va riconosciuto all’artista, altra cosa è la tassa che si pretende dal denaro pubblico o dal cittadino per tenere in piedi una struttura che deve invece essere agile, snella e di supporto alle attività che emergono dal territorio.”Il presidente dell’Antimafia specifica che nella mozione si chiede “di rivedere l’accordo tra Anci e Siae rinnovato nel 2013, ampliare la platea delle tariffe agevolate per le riproduzioni musicali in eventi organizzati da Comuni ed enti privati e di chiedere l’esclusione dal pagamento dei diritti Siae in caso di manifestazioni senza scopo di lucro”.“Dopo le Regioni Lombardia e Toscana, la Sicilia – conclude Musumeci – sarebbe la terza in Italia a prendere posizione ufficiale contro un balzello che scoraggia ogni tiepida iniziativa per la promozione della cultura nell’Isola”.

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Continua l’estate di solidarietà della Comunità di Sant’Egidio in tutta Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

sant'egidioIn Campania, Sicilia, Puglia, Piemonte, Lazio…. ovunque la Comunità è presente sono in corso iniziative di solidarietà con chi ha bisogno, perché le difficoltà, se vissute insieme, diventano occasione di crescita e di integrazione. Per chi aiuta come per chi è aiutato.A Roma è aperta la Mensa di via Dandolo; proseguono le “cene itineranti” nelle stazioni e in tutti quei luoghi, nel centro e nella periferia della città, dove vivono le persone senza dimora. Anzi, in questo periodo, il servizio agli amici senza dimora si arricchisce di nuove presenze: centinaia di giovani, dall’Italia e non solo, sono venuti infatti, nell’arco dell’estate, a trascorrere a Roma un periodo di vacanze con la Comunità, per incontrare e servire i poveri.Nei quartieri del centro e in periferia, durante l’estate si è intensificata la presenza e l’amicizia della Comunità di Sant’Egidio con gli anziani rimasti soli, sia nelle loro case sia nei tanti istituti in cui la Comunità visita gli anziani durante tutto l’anno. In particolare il Programma “Viva gli Anziani!” attivo nei quartieri di Trastevere, Testaccio ed Esquilino per tutti gli anziani ultraottantenni ha intensificato la sua presenza durante il periodo estivo.

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Referendum: un motivo per votare NO

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

costituzione1Quando mi capita di vedere (o subire) la presenza in un qualche servizio televisivo di Matteo Renzi, mi si risveglia l’amara sensazione di sentirmi “ingannato” e “truffato”.
L’inganno ha origini più remote e si riferisce alla campagna elettorale per le primarie del PD. Allora votai per Renzi, fiducioso della sua affermazione: “Mai più larghe intese”; praticamente ebbi fiducia e fui tra quelli che lo votarono. L’inganno si svelò molto presto; quell’affermazione serviva solamente a carpire la buona fede di quanti non accettavamo l’ipotesi di una qualsiasi forma di incontro politico con la destra liberista di Berlusconi, nonché aprire la strada per la conquista di Palazzo Chigi, grazie a “furbate” indegne di un metodo democratico.La presidenza del consiglio diventò un premio alla scorrettezza e permise di occupare il vertice del governo ad una persona non avallata dalla volontà popolare degli elettori.
Non appena seduto nella tanto anelata poltrona, Renzi rivelò l’inganno e si gettò con entusiasmo nell’esperimento dei “patti del nazareno”, affidando proprio a Berlusconi l’onere di dettare le regole del gioco e i termini degli accordi, tra i quali la legge elettorale di nominati, escludendo il diritto degli elettori ad esprimere la propria volontà. Il gioco era riuscito e quanti lo abbiamo votato siamo rimasti truffati.
Arrivò, quindi, la truffa, nella quale non mi sono trovato coinvolto personalmente, ma solo immedesimandomi in quel migliaio di piccoli risparmiatori ai quali vennero proditoriamente sottratti i risparmi di una vita operosa di lavoro, per sanare una situazione bancaria provocata da personaggi discutibili che si erano serviti della medesima banca, la Banca Etruria, per appropriarsi di ricchi appannaggi e favorire “clienti” amici e amici degli amici, che non avrebbero mai rimborsato i prestiti concessi. Fu chiaro a tutti che la manovra del Governo mirava non solamente a salvare la Banca, ma principalmente salvare dalla doverosa galera, i personaggi implicati nel default.
A pagare furono chiamati gli ingenui piccoli risparmiatori, colpevoli di aver creduto alle lusinghe di un maggior utile acquistando titoli della medesima Banca, destinati, coscientemente,a diventare carta straccia.
Mi chiedo come si fa a prestare, ancora, fiducia ad un simile personaggio che guarda alla sua insaziabile fame di potere, e alla protezione “ope legis” dei personaggi che ruotano intorno all’universo renziano?
Se il referendum sullo stravolgimento della Costituzione dovesse veramente diventare un plebiscito che chiede l’allontanamento di Renzi dalle posizioni apicali usate a sproposito, allora varrà bene la pena presentarsi al seggio, affrontando il rischio di essere assimilati a gente come la Lega e Forza Italia, per votare NO a tale stravolgimento. (Rosario Amico Roxas)

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Referendum: La Rai favorisce il SI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

Rai: sede di roma“Nei giorni scorsi ho denunciato la vergognosa faziosità dello spot di Politics, la nuova trasmissione di Rai3 condotta da Gianluca Semprini. Un promo tutto schierato in maniera subliminale e quindi ancora più scorretta sulle posizioni filogovernative del referendum costituzionale del prossimo autunno. La Rai avrebbe dovuto scusarsi e ritirare lo spot. Non lo ha ancora fatto e si è guardata bene dall’emettere un comunicato ufficiale”. Lo afferma, in una nota, Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia.
“Quel che successo poi – continua – ha dell’incredibile: ieri pomeriggio non ben precisate fonti dell’azienda hanno dichiarato che il promo di Politics dedicato all’argomento referendum è solo il primo di una serie di spot multi-soggetto e multi-tema. Parole al vento visto che non è mai pervenuto alcun documento e programma ufficiale sull’argomento. La Rai non risponde nel merito della questione da me sollevata confermando implicitamente che lo spot che stanno mandando in onda è di parte”.
“Dopo il buco – sottolinea Brunetta – ecco però la toppa, come sempre peggiore. Gianluca Semprini mi invita a mezzo stampa alla prima puntata, anche se da parte del servizio pubblico invitare a una trasmissione televisiva esponenti del ‘si” e del ‘no’ al referendum costituzionale è un atto dovuto, non una scelta giornalistica a compensare una brutta figura. Peggio la toppa del buco. Oggi – prosegue – la stragrande maggioranza dei giornali riprendono questa vicenda e dalle parti di Viale Mazzini continua imperterrito un imbarazzante silenzio assordante. Il problema resta: la Rai deve chiedere scusa e ritirare lo spot, Bignardi e Semprini devono chiedere scusa e applicare le regole della corretta ed equilibrata informazione, anche fuori i periodi di par condicio”.
“Basta dilettantismi, basta ideologia pregiudiziale e servo encomio nei confronti del governo. I cittadini hanno il diritto a un’informazione imparziale (a cominciare dai promo, visti da tantissimi italiani) come si addice al servizio pubblico e al buon giornalismo. La Rai si scusi e ritiri lo spot. Mi aspetto una risposta immediata da Maggioni e Campo Dall’Orto, in ogni caso ci rivedremo in Commissione parlamentare di vigilanza”, conclude Brunetta.

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Referendum: Il no per mandare a casa Renzi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

De benedetti“Gli italiani voteranno per il referendum con le tasche, il no sarà per mandare a casa l’usurpatore per conto di Napolitano e dei poteri forti: da Fiat e De Benedetti, da Financial Times a J.P. Morgan. Che ancora oggi si prestano alla propaganda renziana per cui si fa credere che se dovesse cadere la riforma costituzionale trascinando con sé Renzi, si abbatterebbero sull’Italia le dieci piaghe d’Egitto più il diluvio”. Lo dice Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia.
“Andrà esattamente a rovescio di come predicono Renzi e i suoi mandanti e altoparlanti. Con la vittoria del no tornerà la stabilità della democrazia, rivedrà la luce alla guida del Paese la politica come responsabilità. La vittoria del sì invece porterebbe al baratro, cioè alla vittoria del M5S: perché rimarrebbe in vita l’Italicum e consegneremmo l’Italia a Grillo e compagni. Bel lavoro hai fatto, poco caro Renzi, con questa tua smania di potere”, e Brunetta conclude: “L’agenda politica è il Paese che non va, il suo essere devastato dall’incertezza e dalla confusione, un presente caotico e il sentimento di un futuro che scivolerà verso il peggio. I problemi degli italiani hanno un moltiplicatore disastroso: ed è l’ inadeguatezza di questo governo, guidato da un leader (si fa per dire) mai eletto”. Lo dice Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, in un’intervista ad Affaitaliani.it.
“Renzi – aggiunge – non ha saputo affrontare i guai del nostro Paese, anzi li ha aggravati, giocando come uno sciocco stregone a combinare a colpi di maggioranza un riforma elettorale a sua immagine e somiglianza, combinandola alla mutazione genetica della nostra Costituzione in senso antidemocratico, cambiando con inciuci e intrallazzi e forzature regolamentari 47 articoli”.
“Il modo per cambiare il corso delle cose, il più pratico e rapido è vincere il referendum, bocciando le divisive schiforme di Renzi e del suo Pd malato. Non vedo altre chiavi di soluzione dei guai. Una volta sconfitto Renzi si potrà tornare alla politica buona, fatta di elezioni, consenso non drogato da mance, Parlamento. Maggioranza e opposizione; e nella trasparenza, quando come oggi la situazione è drammatica come ora, essendo capaci di scelte condivise”

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“Il centrodestra in Italia non si rilancia con invenzioni estemporanee”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

salvini“ma con la consapevolezza che il centrodestra negli ultimi 20 anni ne ha governati insieme dieci, che il centrodestra unito grazie a Berlusconi ha una storia, una cultura, una classe dirigente, un palmares di successi straordinari, costituito da oltre 40 riforme fatte insieme”. Lo dice Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia.
“E da questa storia, dalla cultura vissuta in questi anni – continua – che viene il no al referendum del centrodestra unito, la volontà di mandare a casa Renzi. E questione elemento unificante è condito non solo di no, di opposizione forte al disastro, ma è carico di tanti sì. Sì alla legge elettorale da farsi subito, sì alla grande riforma costituzionale con un Parlamento costituente dopo le elezioni, sì a un’Europa non sotto il tallone tedesco, sì alla Flat tax, alle privatizzazioni, sì all’attacco al debito e ai tagli della cattiva spesa pubblica, sì, con le risorse rinvenienti, all’abbassamento della pressione fiscale. Sì al contrasto attivo agli scafisti e ai mercanti di morte. Sì a una nuova Pratica di mare”.
“Io penso che – sottolinea Brunetta – da subito il centrodestra unito, con il ritrovato protagonismo di Berlusconi, debba dare vita a un programma di governo fatto di risposte immediate alla situazione di crisi. E bisogna perciò dare seguito subito al cantiere iniziato da Salvini a Parma così che possa prendere la forma degli Stati generali del centrodestra di governo. Un cantiere allargato a tutte le forze di centro disponibili, da Rotondi a Cesa, da Fitto a Mario Mauro, a Quagliariello e Gargani, e a chi volesse abbandonare la nave dell’Ncd che affonda. Radunare gli uomini e le donne di buona volontà. Poi – conclude Brunetta – si decideranno insieme la natura del nuovo soggetto politico federato e le relative regole interne e quelle per la leadership”.

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Parisi e il nuovo centro-destra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

parisi“Nessuno capirebbe una divisione del centrodestra e tantomeno una spaccatura in Forza Italia, che deve rimanere unita più che mai per essere perno e catalizzatore di un rinnovato centrodestra di governo. Se il mio amico ultra-trentennale Stefano Parisi ha questo programma nel cuore e nella testa, le braccia sono aperte, per lui e le sue convention”. Lo dice Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia.
“Se invece magari inconsapevolmente diventa strumento dei poteri forti espressi dai giornaloni che vogliono dividere tutti noi, no grazie. E devo dire che qualche cattivo pensiero l’ho fatto. Visti gli spazi, e tutti profumati di incenso, se fossi al suo posto mi preoccuperei”, conclude Brunetta.

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Oltre la vita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

oltre la vita. Il tema bruciante che ha fatto tanta parte dei miei lavori resta immanente per tutte le generazioni e le sue epoche.  E’ quello che precede la vita e va oltre la morte. In quest’arco di tempo sono stati spesi fiumi di parole, scritti innumerevoli libri, trattati, riflessioni, per spiegare, chiarire, cercare d’intendere perché la vita viene e poi ci sfugge e non è solo, purtroppo, il logoramento di un’esistenza che da giovane si matura e poi declina nella vecchiaia sino alla sua naturale conclusione ma può anche spezzare un’esistenza nel pieno della sua giovinezza e della sua maturità se non in tenera età o da poco nati.
Ora nel corso delle mie riletture ho ripreso il tema, leggendo le note critiche di Enzo Robaut, sulla poetica di Jacopone da Todi.
Per Jacopone il dramma fu personale con la tragica morte della moglie. Egli aprì gli occhi a una nuova visione della vita.
La sua figura di mistico e di poeta ben si adatta, a mio avviso, alla problematicità esistenziale. Il mistico lo fa per coerente atto di fede, il poeta per appassionato moto di fantasia. “Entrambi vivono in una dimensione spirituale che risolve in una parola di speranza la cifra così meschina e inespli-cabile della vicenda corporea.”
Questa codificazione espressiva per quanto possa essere valida non mi soddisfa. Ho cercato d’andare oltre ricorrendo ad altri supporti culturali da quelli scientifici ai filosofici e allo stesso mondo esoterico. D’altra parte la meraviglia del primo essere vivente, consapevole della sua identità e portato a formulare i primi perché, si è concentrata soprat-tutto sull’idea trascendentale della vita e nel cercare di capire se vi fosse un futuro di là della sua esistenza. Editore: Fidest press agency Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. (foto: oltre la vita)

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La terra dei figli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

la terra dei figli. Ho scritto un libro su mio figlio titolato: “Chi sei? Dove vai?” e i due interrogativi li ho posti intenzionalmente per rappresentare la meraviglia di una vita che nasce e un’altra che scompare. Vi ho aggiunto alcune mie riflessioni e ho dato ancor più spazio agli scritti di mio figlio così come li ho raccolti dalle sue e-mail. Ora, con questo mio nuovo lavoro, intendo ampliare il discorso e, al tempo stesso, renderlo più tematico nell’analizzare quella parte che si misura nel rapporto generazionale tra chi “nasce e vede” e chi è “nato e ha visto” e a un certo punto della loro storia esistenziale si accingono a un confronto critico.
Mio figlio prima di morire, a trent’anni, ha vissuto momenti che potrei indicare come passaggi di conoscenza e di verifica del suo modo d’essere e di vivere.
Il primo periodo l’ha portato dalla nascita all’adolescenza e in tale intervallo ha avuto modo di verificare una relazione familiare ovattata dall’affetto che avevano per lui i genitori e la relativa cerchia di parenti e amici.
Non ha subito gli effetti deleteri di chi avrebbe potuto trovarsi in una famiglia dagli accesi contrasti caratteriali o dall’assillo economico.
Ha avuto modo di confrontare i suoi rapporti con i genitori e quelli analoghi dei suoi amici e rendersi conto che le diversità esistenti non erano solo economiche ma anche culturali, sociali e relazionali. Ciò non di meno si è trovato con genitori molto impegnati nel lavoro. Ha significato un trend di vita condizionato dagli orari e dei vari spostamenti che lo rendevano dipendente da quello dei genitori che andavano a portarlo e a prelevarlo a scuola.
Credo, quindi, che il primo punto di osservazione fosse stato la famiglia e, di riflesso, il suo modo di esprimersi nella società e nel gestire la quotidianità con un figlio che doveva essere necessariamente affidato ad altri dall’insegnamento scola-stico, al dopo scuola, agli incontri con gli amici e alle frequentazioni con i compagni di scuola e agli impegni sportivi.
Sono proprio, infatti, i primi legami affettivi che formano il carattere e la stessa visione della vita tant’è che gli stessi studiosi ne riconoscono l’importanza. Editore: Fidest press agency Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. (foto: la terra dei figli)

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Schegge della mia vita: Note autobiografiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

Schegge della mia vita. Questo libro racconta la storia dell’autore che fin dall’età di undici anni aveva il chiodo fisso: fare lo scrittore e incominciando a far pratica scegliendo la via del giornalismo. Detto fatto, poiché nel suo tempo non vi erano computer e la stessa macchina da scrivere aveva un costo che la sua famiglia non solo non si poteva permettere ma anche avrebbe trovato assurdo che potesse servire al proprio figlio undicenne, prese due grosse rubriche e intingendo la penna nel calamaio incominciò a trascrivere tutti gli articoli e le citazioni utili per documentarsi. Ora questa raccolta, opportunamente riesumata sia pure in parte, narra la storia di una cultura parallela agli studi scolastici che hanno permesso all’autore di documentare e arricchire di citazioni i suoi ottantamila articoli, mille editoriali, duecento studi di fattibilità e 86 libri che attraversano tutto lo scibile. E’ una documentazione insolita, ricca di utili notizie e dove gli uomini illustri di tutti i tempi sono messi con pochi tratti di penna in evidenza e svelati alcuni loro retroscena sui loro lavori e la vita familiare e nei rapporti affettivi. E lo stile è quello del giornalismo: essenziale, vivace, con colpi di scena e ben documentato. Editore: Fidest press agency. Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. (foto: Schegge della mia vita)

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Schegge del mio pensiero: parte seconda

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

Schegge del mio pensierodi Riccardo Alfonso. Riprendo il discorso dalla prima parte di questo lavoro per affrontare gli argomenti che mi sono proposto di trattare da un’altra visuale. In questo senso ritengo di poter affermare di aver toccato il punto centra¬le nel quale l’homo solaris deve scoprire la sua vera identità per confrontarsi e realizzarsi.
E’ vitale per l’intera umanità, posta alle soglie dei nuovi traguardi scientifici e tecnologici, uscire dai tanti falsi che ci ha propinati la cultura tradizionale ed aprirsi la strada verso il futuro partendo da quel “segmento di vita” che le appartiene.
Non vi sono altre vie d’uscita, altre soluzioni possibili. E’ l’atto creativo che, nel suo insieme controlla per impedire di attentare al creato distruggendolo: “Fin qui giungerai – dice il Creatore al mare, bloccandolo sulla battigia del litorale – e non oltre, qui s’infrangerà l’orgoglio delle tue onde.” Lo stesso libro della Sapienza, sorto nell’ambito del giudaismo ellenistico di Alessandria d’Egitto, rielaborerà questa impostazione ricorrendo alla teoria platonica dell’ἁ-morphos hŷle, ossia della materia informe considerata come eterna . Emergono qui tre simboli di loro natura negativi:
1.E’ in ebraico onomatopeico perchè la sua rozza e informe sonorità evoca ciò che è amorfo, confuso, indefinito, inconsistente e infecondo come è, ad esempio, il deserto, superficie vuota, squallida, che dice assenza di vita, silenzio, morte.
2.Le tenebre sono la negazione della positività e vitalità della luce e quest’ultima sarà appunto l’oggetto primo della creazione divina.
3.L’abisso, in ebraico tehòm, che allude al dio mesopotamico del caos, Tiamat, e implica un vuoto, un’assenza di materia.
E’ una simbologia negativa già presente nella concezione metafisica greca, ma che vuole solo porre dei distinguo, da chi l’ha ripresa per trasformarla in un messaggio religioso, tra ciò che vediamo e l’ignoto che pure ci sovrasta. Editore: Fidest press agency Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. (foto: Schegge del mio pensiero)

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Schegge del mio pensiero parte prima

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

Schegge del mio pensiero parte primadi Riccardo Alfonso. Il titolo che ho dato al presente lavoro rappresenta il frutto giunto a maturazione delle mie letture e delle mie riflessioni e degli appunti presi e rivisitati e che ora mi propongo di riprodurre. Non costituisce un testo organico nel senso tradizionale della parola, ma tante brevi esposizioni su particolari argomenti e che sono stati da me affrontati nel tempo. E’ un modo di fare il punto della situazione volgendo il mio sguardo alla pila di libri che mi contornano e rigurgitano dagli scaffali delle mie due librerie. A essi vi aggiungo quanto ho scritto e conservato nel mio computer compresi i miei 85 libri elaborati e di tanto in tanto riletti e corretti con pazienza certosina. Mi rendo perfettamente conto che non si tratta di scritti “originali” poiché essi sono il risultato di quanto ho appreso qua e là e poi elaborato ricercando una mia personale interpretazione e logica connessione tra loro. Le trattazioni che mi accingo a esporre in questo libro risente dei miei particolari interessi che s’imperniano in massima parte nel sociale e nello scientifico. Vorrei per chi ha la bontà di leggermi che queste “schegge” possano diventare una sorta di stimolo per un approfondimento. Per questo motivo cerco, per quanto possibile, di citare gli autori e gli editori nelle note a piè di pagina. Un tema, fra tutti mi è molto caro e vorrei che fin dalle prime battute fosse ben presente al lettore. Esso ruota intorno a quelli che ritengo i due sommi diritti: alla vita e al vivere. Alla vita che noi vogliamo sia consentita a tutti senza discriminazioni di sorta, ma che non dove impedire di rispettare la seconda condizione che è quella del vivere. L’assunto è ovvio, a mio avviso. Io che ti dono la vita devo anche fare di tutto perché nel prosieguo sia garantita la sua continuità nel migliore dei modi. Questi due diritti oggi sono sbilanciati. Si nasce ed è giusto, ma l’iniquo è nel non rispettare la vita che si evolve. Editore: Fidest Press agency Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. (foto: Schegge del mio pensiero parte prima)

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La soluzione finale tra politica e religione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

La soluzione finaledi Riccardo Alfonso. Tanto il mistico quanto il politico sono intimamente commossi dalla loro esperienza e tale coinvolgimento abbraccia la totalità del loro essere. Questo concetto lo considero appropriato dove vi è, nei rispettivi casi, la fede nel suo valore più alto. Non vi è, tuttavia, motivo di mescolanza, senza distingui, poiché il mistico mira all’unione spirituale con Dio mentre il politico guarda alle cose terrene e, quindi, più collimanti con il suo prag-matismo culturale.
E’ un aspetto da non sottovalutare se si pensa a quel mix che germoglia schietto nell’animo umano e concorre a riempire una parte senza trascurare l’altra. Penso, ad esempio, a Jacopone da Todi che condusse vita di società e alla sua formazione culturale concorse sicuramente, oltre allo studio della legge, la conoscenza di molte altre cose e alla fine nel ritrovarsi in una sua feconda e legittima ragione di vita. Il suo pathos lirico emozionale accoglie e sublima i risvolti umani in armonia con la viva sostanza dello spirito francescano. Lo stesso potrei dire di un altro perso-naggio, ma questa volta del nostro tempo, Luigi Sturzo che fece della fede il suo primo amore ma nel bel mezzo del cammino si ritrovò con un’altra passione: quella della politica.
In lui non vi fu contraddizione ma l’intima convinzione che esiste una predicazione sociale che vuole saggiare la sua capacità di trovare sbocchi utili attraverso un fondante messaggio spirituale nel cuore della stessa politica.
L’uomo, con il suo corpo e la sua psiche, è in definitiva, un produttore di beni. Egli è tendenzialmente portato a volare alto per sentirsi libero dai coinvolgimenti psicologici che poteva essersi costruito e in cui per anni si era identificato per poi riconoscersi nella sua originaria identità di homo transcendens, ritrovando il filo d’Arianna smarrito della sua esistenza.
Per cogliere, quindi, l’uomo nella sua globalità, unità, essenza, occorre oltrepassare la logica delle culture separate e ricercarvi una sintesi. Editore: Fidest Press Agency Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. (foto:La soluzione finale)

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Medicina online undicesima parte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

Medicina online undicesima partedi Riccardo Alfonso. la medicina se la vedo attraverso il web devo convenire che è affrontata non sempre con competenza e accortezza per evitare che nel pubblico, dei non addetti ai lavori, s’ingenerasse indebita aspettativa salvifica o, al contrario, giudizi sommari per taluni pur gravi ma¬lanni. C’è da chiedersi, a questo punto, nell’era del Web 2.0, come deve adeguarsi il modo di comunicare dei professionisti dell’informazione su temi fondamentali come quello della salute? La comunicazione giornalistica in ambito medico-scientifico risponde ancora ai bisogni dei suoi fruitori?
Vi è, inoltre, un altro genere di conoscenza medica fondata sulla riflessione e sull’intento di preparare i potenziali lettori a valutare i fatti prima delle suggestioni, delle mode e a prepararli alla consapevolezza che la più efficace cura dobbiamo trovarla in noi stessi nel comprendere ciò che non va nel nostro organismo e di renderci conto che alla base dei nostri mali vi può essere un regime alimentare sbagliato, dei comportamenti non virtuosi, come l’eccessiva sedentarietà, e un uso inappropriato di taluni farmaci assunti non da prescrizione medica ma dal si dice delle comari. A tutto questo si aggiunge la figura del cronista che partecipa ai convegni e ai congressi medici e che ha il delicato compito di riportare gli studi, le ricerche e le relazioni degli esperti su un determinato ambito medico. D’altra parte in tali meeting vi è lo sforzo corale di chi cerca di puntare verso nuove frontiere nella terapia di talune malattie nell’intento, se non proprio di debellarle, di limitarne i danni e gli stessi effetti collaterali a volte tanto insidiosi da colpire altri organi del corpo fondamentalmente sani. A questo riguardo la mia esperienza mi porta a riconoscere spesso nel relatore, negli stessi ricercatori, non solo il genuino entusiasmo per una sperimentazione che ha superato la prova dei vari controlli che sono stati messi a punto, ma anche il legittimo dubbio che di là della bontà del farmaco prodotto vi possa sempre essere una intolleranza strisciante che finisca con l’appalesarsi tardivamente e che il suo uso, alla lunga, diventi controproducente. Un capitolo a parte andrebbe ascritto alla false innovazioni in medicina. Editore: Fidest Agenzia stampa Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. (foto: Medicina online undicesima parte)

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Medicina sociale 2015: Annali di medicina sociale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

medicina sociale 2015di Riccardo Alfonso. Quest’anno la pubblicazione è dedicata essenzialmente alla figura dell’anziano. E’ un aspetto dell’essere umano variamente affrontato tra chi sul piano della ricerca punta all’allungamento della vita e al suo benessere e chi pensa solo a rottamarlo. La risposta a questo riguardo l’ho già data in più occasioni in altri miei scritti facendo notare, per lo più, che si tratta di un problema che si cerca di risolvere seguendo un procedimento sbagliato.
In altri termini noi abbiamo trascurato un fondamentale se partiamo dal diritto alla vita ma dimentichiamo l’altro diritto che è quello di vivere. Ci siamo così morbosamente avvitati sulla logica del “crescete e moltiplicatevi” che abbiamo di¬menticato, o voluto intenzionalmente ignorare, che vi è un limite invalicabile in tutto ciò e lo ha dimostrato la stessa natura stabilendo la catena alimentare non solo per nutrire ma anche per livellare una crescita abnorme di alcuni esseri a danno di altri.
L’uomo che è riuscito a insidiarsi stabilmente al vertice di questa catena non sembra avere chi possa sopraffarlo se non da parte dei suoi simili. E’ qui il primo punto debole. Significa che la selezione deve essere spinta verso il genocidio se vogliamo che gli attuali sette miliardi non diventino nel 2050 nove e addirittura 12 nel 2070.
L’altro aspetto appare ancora più insidioso perché non puntiamo solo sulla qualità della vita, sia pure a livello selettivo per una logica che mi appare avvelenata dal primato razziale, ma tendiamo a sfrut¬tare l’essere umano per fini meramente di profitto come accade per talune società farmaceutiche che non pensano solo a prodotti salvavita ma anche a una loro variante “perversa” che crea dipendenza trasformando molti di noi in malati cronici. Editore: Fidest Agenzia stampa; 1 edizione Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. (foto: Medicina sociale 2015)

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Medicina sociale 2014

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

medicina sociale 2014di Riccardo Alfonso. “La medicina coniugata al sociale” è stato il titolo del mio primo libro che ha riguardato il sociale e il suo rapporto con la pratica medica. Da allora sono passati alcuni anni contrariamente alla mia intenzione di pubblicare ogni anno un suo aggiornamento. Ora con questa pubblicazione intendo riprendere il discorso e devo dire che lo devo per intero a Namir che mi ha inviato una corposa e-mail sul tema che è oggi drammaticamente presente nella storia contemporanea della medicina e riguarda i tumori. Il giornale Namir, online, ebbi già modo d’apprezzarlo nel corso delle mie riflessioni politiche e sociali e ora lo ritrovo nel lato più sofferto, dove non vi è famiglia che non abbia avuto un congiunto o anche e solo un amico o un conoscente, malato di cancro. Mi sembra giusto, in questa circostanza, rendere con più forza, e con una documentazione a dir poco inattaccabile, ciò che è stato già un mio cavallo di battaglia quel lato “oscuro” della sofferenza umana.
Il discorso, tuttavia, non si può fermare a un caso particolare anche se molto importante e che per molti versi condiziona la vita nostra e quella di chi ci è accanto in maniera a volte traumatica. Esso, inevitabilmente, si amplia e ci pone al cospetto di quella costellazione di valori che sono parte intrinseca di ciascun essere umano e di ciascuna comunità. Quest’aspetto va necessariamente focalizzato attraverso momenti di discussione, dibattito e formazione che consentano a tutti noi di poter interagire sulla base di una cultura condivisa. Editore: Fidest Press Agency Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. (foto: Medicina sociale 2014)

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Medicina online dodicesima parte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

Medicina online dodicesima partedi Riccardo Alfonso. La medicina online con questa dodicesima parte chiude la sua serie. A mio avviso non credo che si possa dire di più e di diverso di quanto è stato scritto. La ricerca medica, la pratica che ne segue, l’esperienza clinica che la supporta dimostrano che abbiamo toccato un punto di non ritorno.
Se vogliamo che si compia il grande passo che c’induce a ritenere la risoluzione del ruolo sino ad oggi svolto da tutte le componenti dell’universo sanitario nella prevenzione e nella cura dei mali che ci affliggono, dobbiamo volgere lo sguardo altrove.
La medicina non potrà più essere appan-naggio di speculazioni commerciali, di profitti a be-neficio d’interessi personali o di gruppi cosi come accade oggi con quelle società farmaceutiche che producono farmaci e la ricerca scientifica che opera dentro le loro strutture e spesso è finalizzata a ben diversi scopi rispetto a quello primario in difesa della salute umana.
Oggi, forse, i segnali in questo senso sono ancora molto deboli per avere qualcosa di più di una percezione che ci possa permettere di vedere con chiarezza quanto si sta maturando sotto i nostri occhi. E’ perché siamo ancora troppo accecati dalle logiche del profitto, dall’avidità dei singoli, dagli in-teressi di bottega, dal concetto che la salute non sia un diritto universale ma un bene accessibile solo per chi dispone di un reddito, di una posizione sociale di riguardo. Uscire da questo tunnel non è facile perché occorre superare molti tabù, radicate convinzioni, la logica di chi continua a credere fermissimamente in un mondo diviso in due distinte parti tra chi ha e chi è. Tra la massa dei servus servorum dei e la schiera degli eletti e ai quali tutto è dovuto, niente è precluso. Editore: Fidest Agenzia stampa Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. (foto: Medicina online dodicesima parte)

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