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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Cresce l’attesa per la prossima sentenza della Corte costituzionale sull’Italicum

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 agosto 2016

corte costituzionale“Potrebbe essere in fondo un buon regalo per il governo. Dichiarare incostituzionali quelle parti su cui alleati e opposizione chiedono di intervenire per modificarlo, lasciando al premier il ruolo di chi modifica la legge elettorale suo malgrado, dal momento che lui è convinto di vincere, anzi di stravincere su tutti fronti. Cosa di fatto ancora possibile se la Corte gli toglie qualche castagna dal fuoco, come ad esempio il famoso premio di maggioranza. Renzi ha bisogno dei suoi alleati di Area popolare, anche se i rapporti non sono stati sempre facili e se su alcuni punti ci sono state divergenze non risolte, ma la migliore maggioranza di governo per la prossima tornata elettorale non può che essere, ancora una volta, un governo di larghe, anche se non di larghissime, intese”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area Popolare. “Disconosce la realtà chi non vede come siano allineate lungo una stessa direttiva tre tappe fondamentali: la revisione della legge elettorale, chiunque la faccia il governo, il Parlamento o la Corte costituzionale; il referendum e la legge di stabilità. Tre passaggi chiave che gli italiani percepiscono come uno stesso punto di svolta in cui la loro vita può cambiare in meglio o in peggio. Non è un approccio riduttivo, né tanto meno banalizzante della realtà politica – prosegue Binetti – ma è solo la dimensione esistenziale della politica, se e quando si occupa davvero della gente. Non servono bizantinismi, né teorie particolarmente sofisticate per spiegare cosa avverrà nel prossimo 2017, che si voti o no. La gente sa, sperimenta, capisce, che la situazione economica non migliora; che la ripresa non è affatto percettibile, né in termini di potere d’acquisto né di miglioramento dell’occupazione. Qualunque riforma, costituzionale o no, è accettabile se migliora la condizione economica della propria famiglia, se diventa possibile curarsi in modo adeguato all’età e ai bisogni; tutto il resto è noia. Noia di parole ripetute con la falsa idea che possano sembrare più vere se le si ripete più spesso, magari nelle feste di partito, per convincere i dissidenti interni. Ma la stragrande maggioranza degli italiani – conclude Binetti – cerca risposte reali, concrete, positive per se e per la propria famiglia. Dopo di che giudicherà: come sale e come scende la pressione fiscale, il sì o il no al referendum di novembre, il partito da scegliere entro il 2018. Tre punti attraverso i quali passa una sola retta”.

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