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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Legalizzazione droga: E’ solo una resa dello Stato

Posted by fidest press agency su domenica, 21 agosto 2016

droga cannabis-vicino“La legalizzazione della droga non servirebbe assolutamente a nulla per combattere la criminalità, sarebbe solo un modo per mascherare l’ennesima resa dello Stato. Siamo veramente e profondamente scioccati dalle dichiarazioni di Raffaele Cantone a proposito della legalizzazione della droga.Lo siamo una volta di più perché dice di farle nelle sue vesti di padre, senza contare il fatto che è un magistrato e che occupa un ruolo di altissima responsabilità istituzionale, che non dovrebbe consentirgli di indulgere a proposte che, di fatto, porterebbero lo Stato ad ‘aprire’ per debolezza e per convenienza a compromessi dannosi per la salute pubblica”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo le dichiarazioni di Raffaele Cantone, a capo dell’Autorità Anticorruzione, che ha detto di aver cambiato posizione rispetto alla proposta di legalizzare le droghe leggere e di essere ora a favore, soprattutto nelle sue vesti di padre.
“Legalizzare le cosiddette droghe leggere – insiste Maccari – non darebbe alcun serio colpo all’economia della criminalità che guadagna le cifre più consistenti con le sostanze cosiddette pesanti, e che comunque manterrebbe praticamente intatto il suo mercato illegale anche di cannabinoidi considerato che li venderebbe a prezzi inferiori e senza alcuna restrizione. Inutile dire che il solo ed unico risultato reale che si otterrebbe con la legalizzazione sarebbe di alleggerire un po’ il lavoro di procure e tribunali, che oggi combattono, o dovrebbero combattere senza sosta lo spaccio. Ed è altrettanto inutile sottolineare quanto ciò sia vergognoso, proprio come ogni indulto, ogni svuota carceri, ogni altro folle provvedimento che per alleggerire il carico di lavoro di un sistema ingolfato, inefficiente e senza mezzi, non fa che arretrare nelle sue responsabilità, nel suo ruolo, nella sua credibilità”.
“Da ultimo – conclude Maccari -, visto che siamo Poliziotti e molti di noi anche padri, non possiamo che tornare a rilevare quanto certe dichiarazioni abbiano il brutto tanfo di una sorta di incertezza e di una specie di timore di essere inadeguati rispetto al proprio ruolo genitoriale. Se il fenomeno dell’uso delle droghe leggere è sempre più diffuso fra i giovanissimi, ciò dovrebbe indurre una seria riflessione sulla capacità di educare in un certo modo i propri figli e di fornirgli determinati ‘mezzi’ per affrontare una realtà sempre più complessa e subdola, non cadere nel solito tranello di dover considerare come ‘normale’ una cosa che è sbagliata e che non dovrebbe trovare spazio in un contesto sano e sicuro. Non è che se una cosa sbagliata è molto diffusa allora diventa giusta. Sbagliata è e sbagliata resta. E l’unica vera risposta dovrebbe essere combatterla con sempre maggiore determinazione”.

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