Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 28 agosto 2016

Alcohol related hospitalisation is associated with a doubled risk of ischaemic stroke risk in patients with non-valvular atrial fibrillation

Posted by fidest press agency su domenica, 28 agosto 2016

cardiology congress-2016Rome, Italy According to a study presented at ESC Congress 2016 today by Dr Faris Al-Khalili, cardiologist, Karolinska Institutet, Danderyd Hospital, Stockholm, Sweden. The observational study was conducted in more than 25 000 non-valvular atrial fibrillation patients at low risk of stroke. “Atrial fibrillation (AF) is the most common heart rhythm disturbance and is associated with a five-fold increased risk of ischaemic stroke,” said Dr Al-Khalili. “AF is also associated with increased mortality, reduced quality of life and a higher risk of heart failure.”Treatment with oral anticoagulants reduces the risk of stroke and is recommended according to the number of stroke risk factors. Risk is estimated using the CHA2DS2-VASc score which gives points for clinical risk factors.(3) Patients with non-valvular AF under the age of 65 and a score of 0 in men or 1 in women are considered to be at low risk for ischaemic stroke, and oral anticoagulation therapy is not indicated.Dr Al-Khalili said: “Even if the risk for stroke is low, it is not negligible, and a number of such ‘low risk’ patients do present with ischaemic stroke in clinical practice and in patient registers.” The objective of this study was to assess the incidence and predictors of ischaemic stroke among low risk patients with non-valvular AF. This retrospective study included 25 252 low risk non-valvular AF patients (age 18–64) out of a total of 345 123 AF patients identified from the Swedish nationwide Danderyd Hospitalpatient register for the period 1 January 2006 to 31 December 2012. The median age was 55 years and 72% were men.The patient register holds information about all hospitalisations and visits to hospital-affiliated open clinics in Sweden. Socioeconomic variables were obtained from a database for health insurance and labour market studies. Information about current medication was obtained from the National Drug Register, which has information about all dispensed prescription in Sweden and is 100% complete.During a median follow-up of five years, ischaemic stroke occurred at an annual rate of 3.4 per 1000 patient-years. The overall mortality was 7.5 per 1000 patient-years in patients without ischaemic stroke, and 29.6 per 1000 patient-years in patients who had suffered an ischaemic stroke during follow-up.In the multivariable analysis, the only variables that remained significantly associated with an increased risk of ischaemic stroke were age (hazard ratio [HR] 1.06, 95% confidence interval [CI] 1.05–1.08, p Dr Al-Khalili concluded: “Doctors should ask their AF patients about alcohol use and advise patients to cut down if they are drinking more than is recommended. The beneficial link between oral anticoagulant use and ischaemic stroke in this low risk population without a recognised indication for these drugs needs further investigation, including the benefit to harm (bleeding) ratio.”

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Rapporto tra diritto di accesso agli atti e libertà di informazione

Posted by fidest press agency su domenica, 28 agosto 2016

consiglio di statodi Barbara Ruggiero. È necessario evitare ogni generalizzazione sul rapporto tra diritto di accesso agli atti e libertà di informazione. Lo ha stabilito una pronuncia del Consiglio di Stato – riportata nei giorni scorsi da una interessante analisi di Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera. In particolare, il Consiglio di Stato precisa che «non si ravvisa nell’articolo 21 della Costituzione il fondamento di un generale diritto di accesso alle fonti notiziali, al di là del concreto regime normativo che di volta in volta, e nell’equilibrio dei molteplici e talvolta non conciliabili interessi in gioco, regolano tale accesso». Non esiste, in pratica, un unico globale diritto soggettivo di accesso agli atti in nome della libertà di informazione. Un brutto colpo per tutti coloro che hanno da sempre individuato il diritto di accesso agli atti come presupposto necessario della libertà di informare. Secondo il Consiglio di Stato, infatti, «il riconoscimento giuridico della libertà di informare, in base alla concreta regolazione del diritto di accesso, diviene il presupposto di fatto affinché si realizzi la libertà di informarsi».La pronuncia è della quarta sezione giurisdizionale del Consiglio di Stato, presieduta dall’ex ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi, estensore Silvestro Maria Russo.
I fatti: nel 2015 il giornalista di Wired Guido Romeo aveva chiesto, in base alla legge 241/1990, al Ministero del Tesoro di visionare 13 contratti di prodotti finanziari derivati tra lo Stato e alcune banche internazionali. Alla richiesta non era seguita alcuna risposta da parte del Ministero. Il Consiglio di Stato, nella pronuncia di metà agosto, prima bacchetta il Tar Lazio che aveva in primo grado condannato il giornalista a pagare le spese di giudizio, prendendo per buona la difesa del silente Ministero che paventava danni per il bilancio statuale dalla eventuale pubblicazione dei dati. Poi, nel merito, conferma il no del Tar Lazio, specificando che non esiste «un unico e globale diritto soggettivo di accesso agli atti e documenti in possesso dei pubblici poteri», ma «un insieme di diversificati sistemi di garanzia per la trasparenza» non attivabili «dalla mera curiosità del dato» ma sottoposti «alla rigorosa disamina della posizione legittimante del richiedente». In pratica, il richiedente deve «dimostrare un proprio e personale interesse (non di terzi, non della collettività indifferenziata) a conoscere gli atti e i documenti richiesti». In soldoni, il diritto di cronaca in sé non basta, in quanto «presupposto fattuale del diritto ad essere informati, ma non è di per sé solo la posizione che legittima chi chiede l’accesso». (fonte: Barbara Ruggiero da “I confronti” di Andrea Manzi)

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A settembre gli Stati generali del centrodestra di Governo

Posted by fidest press agency su domenica, 28 agosto 2016

renato-brunettaFaremo a settembre gli Stati generali del centrodestra di Governo, come stabilito dalle intese fra Berlusconi e Matteo Salvini. Una grande assemblea per definire tutto, anche le regole per la leadership”.Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “Italia Oggi”. “Quella di Parisi è un’iniziativa di un privato cittadino, non è nel calendario del centrodestra. È un brain storming, di cui lo ringrazio, promosso da un consigliere comunale…”. Gli Stati generali del centrodestra di Governo “saranno l’occasione per una definizione di una identità di governo, di un proprio programma. Saranno assolutamente inclusivi, ci saranno dai neodemocristiani di Gianfranco Rotondi all’Udc di Lorenzo Cesa, dai Liberali e conservatori di Raffaele Fitto e Daniele Capezzone a Mario Mauro, dal movimento di Gaetano Quagliariello ai liberali di Stefano De Luca…”. Tutte anime del vecchio Pdl… “Infatti, c’erano anche i Fratelli d’Italia. Ma noi faremo la ricostruzione del centrodestra a partire da FI, Lega e Fdi, più tutte le anime che si riconscono nei valori”, sottolinea Brunetta.

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Morte cardiaca improvvisa

Posted by fidest press agency su domenica, 28 agosto 2016

cardiology congress-2016I programmi di primo soccorso hanno aumentato esponenzialmente la disponibilità di defibrillatori automatici (AEDs) nei luoghi pubblici, ma ci sono ancora pochi dati sull’effettivo utilizzo. Al Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Girona (Spagna) hanno svolto una analisi dell’uso di questi dispositivi da quando ne è stato implementato l’uso nella Regione.
“I dati epidemiologici dell’OMS – afferma Franco Romeo – Direttore Cardiologia Policlinico Tor Vergata di Roma e ESC Local Press Coordinator – parlano di un caso ogni mille abitanti l’anno per un totale di 350mila morti negli Stati Uniti e 50mila in Italia, circa 1200 al giorno. Tra questi si contano anche circa 1000 giovani con meno di 35 anni. Circa l’80% dei decessi improvvisi è attribuibile alla cardiopatia ischemica”.
Nello studio che sarà presentato al Congresso ESC 2016 della Società Europea di Cardiologia sono state prese in esame sia unità fisse che mobili, in una analisi retrospettiva eseguita tra il 2011 e il 2015. Dei 231 dispositivi disponibili, è stato possibile ottenere informazioni complete su 189, il 71,4% erano portatili.
L’alterazione più frequentemente identificata era l’asistolia (l’assenza della sistole cardiaca, ossia la mancanza di attività elettrica del cuore che comporta il blocco della circolazione sanguigna), presente nel 42% dei casi, mentre è stato identificato un primo ritmo defibrillabile nel 24% dei tracciati. Gli AEDs hanno dimostrato una specificità del 100% nell’individuare le aritmie per le quali era indicato eseguire la defibrillazione con solo 8 casi ‘falsi negativi’ di fibrillazione ventricolare.
Individuato il ritmo per cui vi è indicazione al trattamento di emergenza, il defibrillatore si è dimostrato efficace nel ripristinare il ritmo sinusale, ossia il battito imposto al cuore dal ‘nodo seno-atriale’, (pacemaker naturale che si trova nell’atrio destro, in congiunzione con la vena cava superiore).
L’analisi del ritmo e dello status cardiopolmonare ha permesso ai volontari di intervenire nel 79% dei casi. Il 42,5% dei pazienti trattati con il dispositivo di emergenza recuperava la circolazione spontanea, contro il 47% dei soggetti con alterazioni senza indicazioni al trattamento. La ricerca ha mostrato che solo 1 su 4 era candidato all’uso del defibrillatore ma soprattutto ha mostrato l’eccellente livello di sicurezza e specificità: la metà dei pazienti sottoposti a shock sono stati successivamente trattati con successo dei dipartimenti di emergenza. Unico neo: l’incapacità dei dispositivi ad identificare alcune fibrillazioni lievi/sottili, un problema da risolvere per non rischiare l’under-treatment.
“Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la principale causa di morte in Italia, essendo attribuibile a queste patologie oltre il 41% dei decessi registrati ogni anno, ben oltre la percentuale ascrivibile a tutte le patologie tumorali (28.4%)” – spiega Leonardo Bolognese – Direttore Cardiologia ospedale di Arezzo e, considerando gli anni potenziali di vita perduti (ovvero gli anni che ciascun deceduto avrebbe vissuto, se fosse morto ad un’età pari a quella della sua speranza di vita), le malattie cardiache causano ogni anno la perdita di oltre 300 000 anni di vita della popolazione con meno di 65 anni (1)”-
“Le aritmie fatali più spesso colpevoli di arresto cardiaco sono le aritmie ventricolari – aggiunge Michele Gulizia – Direttore Cardiologia Ospedale Garibaldi di Catania e, tra queste, la fibrillazione ventricolare. La malattia coronarica, con una prevalenza dell’80%, rappresenta di gran lunga la causa più frequente di Morte Cardiaca Improvvisa (MCI) (circa il 63% della mortalità totale), e tale percentuale non è significativamente diversa tra i due sessi (62.9% nei maschi e 63.8% nelle femmine. L’incidenza della MCI continua a crescere proporzionalmente con l’età, ma si evidenzia come oltre il 45% delle MCI interessi soggetti con meno di 65 anni. È fondamentale il luogo in cui avviene l’evento MCI. La localizzazione è importante per determinare le modalità più opportune di intervento (la cosiddetta “catena della sopravvivenza”) e l’organizzazione delle risorse”.
Secondo lo studio Maastricht, l’80% degli arresti cardiaci extra ospedalieri è avvenuto a domicilio ed, in quasi la metà dei casi, in assenza di testimoni. Il 20% circa degli eventi avviene, invece, in strada od in ambienti pubblici, dando luogo pressoché in tutti i casi (93%) ad un tentativo di rianimazione. Secondo la legge n.120 del 2001 la sopravvivenza dopo arresto cardiaco è del 2%, ma se la defibrillazione avviene entro 5 minuti, la percentuale schizza al 50%.
Dei 50.000 casi italiani l’anno, ¼ potrebbe salvarsi con il defibrillatore. La maggiore efficacia si registra se l’intervento viene somministrato entro 5 minuti dall’evento: ogni minuto che passa si riduce la possibilità di sopravvivere del 10%.
G Ital Cardiol Vol 9 Suppl 1-11 2008
LA DEFINIZIONE: MCI Morte naturale, preceduta da improvvisa perdita della conoscenza, che si verifica entro 1 ora dall’inizio dei sintomi, in soggetti con o senza cardiopatia nota preesistente, ma in cui l’epoca e la modalità di morte sono imprevedibili.

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Effetto crisi: I poveri hanno il cuore più malato

Posted by fidest press agency su domenica, 28 agosto 2016

cardiology congress-2016La sopravvivenza attesa a lungo termine dopo un infarto del miocardio è aumentata grazie trattamenti migliori. Non è chiaro se la valutazione del rischio per le malattie cardiovascolari in soggetti sani sia applicabile anche al numero crescente di soggetti con malattie cardiache. Valgono le stesse regole? Sono stati identificati quindi nuovi fattori di rischio per meglio identificare i pazienti che potrebbero beneficiare di una prevenzione secondaria, tra questi l’associazione tra status socioeconomico e disturbi cardiovascolari aterosclerotici. I ricercatori del Karolinska Institute hanno investigato la forza di questa relazione analizzando un totale di quasi 30,000 uomini e donne tra i 40 e i 76 anni identificati nei registri nazionali svedesi del SEPHIA (Secondary Prevention After Heart Intensive Care Admission) e sottoposti ad una nuova visita tra gli 11 e i 15 mesi dopo il loro primo infarto del miocardio. I dati clinici sono stati incrociati con dati relativi al reddito dell’anno precedente all’infarto, lo status familiare, il livello di educazione e la condizione cardiovascolare definita dalle linee guida ACC/ AHA del 2013.
Durante il periodo di controllo di 4,1 anni, l’8% dei pazienti era andato incontro ad un secondo evento cardiaco (N= 2405) ed è stata evidenziata una associazione indipendente tra il livello economico e gli accidenti cardiovascolari. Allo stesso modo si è visto come i divorziati correvano un rischio maggiore di un nuovo evento acuto. Avere un reddito basso ed essere divorziati quindi sono indicatori di rischio in una popolazione con una malattia coronarica stabile successiva ad infarto.
I redditi disponibili sono stati divisi in cinque diversi livelli: Da Q1 che indicava lo status economico più basso a Q5 che indicava i redditi maggiori. Il rateo di incidenza di eventi cardiovascolari secondari su 1000 persone l’anno era più alto è pari a 25.9 proprio nella fascia più povera e decresceva progressivamente verso i gruppi e a più alto reddito per arrivare a 14.3 per 1000 nei soggetti economicamente più avvantaggiati. Sono un milione e 470mila le famiglie residenti in Italia che vivono in condizioni di povertà assoluta, si tratta di 4 milioni e 102mila persone pari al 6,8% dell’intera popolazione del Paese (Fonte: “Rapporto sulla povertà in Italia”, Istat 2016). La povertà assoluta è sostanzialmente stabile anche sul territorio, si attesta al 4,2% al Nord, al 4,8% al Centro e all’8,6% nel Mezzogiorno.
“La crisi economica degli ultimi anni ha di fatto aumentato questa fascia della popolazione lasciandosi alle spalle una schiera di disoccupati, famiglie in difficoltà ed anziani con pensioni che non consentono di provvedere adeguatamente alle proprie cure. Si tratta di una situazione che potrebbe in pochi anni rappresentare una vera e propria emergenza di salute pubblica, si stima infatti che proprio le malattie cardiache saranno maggior problema sanitario dei prossimi anni nei paesi occidentali” ha dichiarato Michele Gulizia – Direttore Cardiologia Ospedale Garibaldi di Catania e ESC Local Press Coordinator.

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Rassegna di Arte, Cultura e Tradizioni popolari

Posted by fidest press agency su domenica, 28 agosto 2016

passeriniCivita D’Antino (AQ) Torna InQuadrando Paesaggi la rassegna di Arte, Cultura e Tradizioni popolari prevista per sabato 3 e domenica 4 settembre. L’evento giunto alla settima edizione, si propone di celebrare l’incontro dei pittori danesi guidati da Kristian Zahrtmann e il suggestivo paesaggio di Civita D’Antino. La manifestazione, promossa dal Comune di Civita D’Antino e diretta da Cinzia Pace, Antonio Santilli, Emanuele D’Andrea e Anna Persia, si aprirà sabato 3 settembre con un calendario ricco di spettacoli teatrali, musicali e culturali, tra i quali il progetto fotografico ‘Little Human Artworks’, nato dall’unione sinergica tra il fotografo Alessandro Passerini, fotografo contributor per Art+Commerce/VOGUE e curatore artistico del Premio Nazionale di Fotografia e Pittura ‘B. Cascella’, e la performer Elisa Mucchi. Coadiuvati dalla fotografa Giulia Pesarin e dalla fashion designer Elena Massari, inizialmente il progetto fu pensato per gli spazi della Galleria del Carbone di Ferrara è stato poi presentato in altre gallerie e rassegne in Italia e all’estero.“Il corpo è segreto e continua e inevitabile rivelazione contemporaneamente; il nudo sui libri faceva palpitare, faceva discutere poi è arrivato il momento della fotografia, dello schermo poi dell’esibizione reale e palpabile del corpo. Si è imparato quindi a sfidare il corpo, a celebrarlo, ad usarlo per creare scompiglio e distruggere le regole finché la nuova legge è diventata il corpo stesso. Il suo potere immenso, una volta svelato, lo ha reso una merce di scambio ma è una moneta che vale poco quando chiunque la esibisce, la tratta e lo mostra. Il corpo appartiene all’Uomo e lo possiede, il corpo è l’opera più maestosa.Da sempre il corpo, comunque sia interpretato, risulta un indicatore esemplare della società, nel Medioevo la Maternità, emblema della primigenia corporalità, era esibita e carnale, nella Modernità le regole si sono fatte ferree e la Madonna divenne diafana, irreale e trasparente.Qui vediamo un corpo che scappa da quell’immagine delle tendenze artistiche degli anni Settanta, dove l’impellenza era maltrattare e abusare il fisico, che doveva essere fruito, agito e agente, veicolo e messaggio, al contempo, del travagliato periodo storico.
I corpi fotografati da Passerini, nella loro definizione precisa e didascalica, ricercano l’interazione con elementi ambientali per essere invasi dall’input vitale. Nonostante la Natura sia onerosa e l’intervento tecnologico inglobante, il corpo nelle fotografie di Passerini riempie se stesso e ne diventa protagonista indiscusso, si nasconde, non per vergogna ma per rappresentare la condizione più generalmente umana.Il corpo presentato da Passerini è l’emblema di un post-moderno stanco di rappresentare la trasgressione ricercata a tutti i costi, dedicandosi invece a una tecnica impeccabile, che esprime una grande consapevolezza corporea e che implica un rinnovamento sempre presente”. (Michela Malisardi) (foto: passerini)

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VI edizione di AMBIART: Concorso Internazionale Artistico Letterario

Posted by fidest press agency su domenica, 28 agosto 2016

ambienteIl Premio AMBIART nasce dalla volontà di promuovere e diffondere arte e letteratura come forme etiche e sostenibili di fare cultura ambientalista sana e costruttiva. Il Concorso, giunto alla sesta edizione, ha visto crescere di anno in anno il numero dei partecipanti, sino ad arrivare agli oltre 300 artisti che si sono dati “battaglia” nell’edizione 2015, a “colpi” di poesia, pittura, scultura, scrittura, ecc. .. Come sottolinea il Prof. Alessandro Miani, Presidente di SIMA – Società Italiana di Medicina Ambientale, “L’ambiente è lo spazio che ci circonda, esso è dunque fatto di aria, acqua, terra ma anche di spazi antropizzati e di artefatti creati dall’uomo, come case, industrie, infrastrutture, edifici di culto, monumenti, opere d’arte e oggetti di ogni tipo. In quest’ottica la promozione di forme di arte che già nella loro creazione siano sintesi tra natura, uomo e ambiente, è occasione di portare avanti una cultura della prevenzione oggi più che mai necessaria”.Coordinatore del Concorso AMBIART è la Dott.ssa Adriana Zammarrelli.

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Geologi Unicam ad Accumoli

Posted by fidest press agency su domenica, 28 agosto 2016

geologi unicamgeologi unicam1Camerino. L’Università di Camerino ha voluto fin da subito mettere a disposizione dei territori colpiti dal sisma dello scorso 24 agosto le competenze e le professionalità dei propri ricercatori.
Poche ore dopo il sisma, infatti, i geologi del Corso di laurea in Geologia, coordinati dal prof. Emanuele Tondi, si sono recati in area epicentrale per i rilievi geologici, per poter comprendere quale sia stata esattamente la faglia che ha causato il terremoto e per registrare tutti quei dati che sono necessari per comprendere al meglio le dinamiche di quanto accaduto.Il prof. Tondi e il dott. Marco Materazzi hanno poi incontrato nella mattinata di oggi il Sindaco di Accumoli Stefano Petrucci, Comune con il quale la Scuola di Scienze e Tecnologie ha attivo da qualche anno un accordo di collaborazione per progetti e ricerche.
“Il Sindaco Petrucci ci ha chiamati – ha affermato il prof. Tondi – perché hanno necessità di avere la presenza di geologi per gestire questa prima fase di emergenza. Ci siamo subito attivati e stamattina abbiamo avuto la prima riunione ad Accumoli. Lavoreremo in collaborazione con i geologi della Regione Lazio per individuare le aree più idonee in cui poter posizionare i moduli abitativi e poter collocare il materiale crollato, ed altri aspetti geologici”.Unicam ribadisce dunque la propria mission che la vede al servizio del territorio e mette a completa e totale disposizione le proprie competenze: massima disponibilità ed impegno sono stati espressi oltre che dai geologi, dagli architetti e dagli ingegneri del corso di laurea in Architettura e dai veterinari, come pure dall’intera comunità universitaria. (foto: geologi unicam)

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Economia: quando la verità è brutta solo…

Posted by fidest press agency su domenica, 28 agosto 2016

Palazzo chigi1“Forza Renzi al buio, io non lo dico. Se Renzi vuole solidarietà, in questo momento difficile per il Paese, se la deve meritare. E noi siamo disposti a dargliela a una sola condizione: venga in Parlamento a dire la verità”.Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “Italia Oggi”.La verità “sull’economia italiana di questi tre anni, sugli errori tragici del suo Governo in politica economica, perché si sono bloccati gli investimenti, non si sono ridotte le tasse né tagliata la cattiva spesa pubblica, né si è diminuito il debito, anzi si è usato il deficit per comprare consenso elettorale, con i vari 80 euro, i bonus, fino ai 500 euro ai giovani. Né d’altra parte, si sono messe in sicurezza le scuole, come aveva promesso sin dal primo giorno. E dunque il premier venga a dire la verità su un Paese bloccato da due riforme, quella costituzionale e quella elettorale, inaccettabili, finalizzate solo al suo potere, per rimanere in sella per i prossimi 20 anni, col rischio, per la perversione della storia, di far vincere Beppe Grillo. Se vuole coesione, venga a dire la verità”.
Vabbé, un attimo dopo una simile confessione, dovrebbe dimettersi. “Esatto. Ma noi non siamo quelli del tanto peggio, tanto meglio, come fece la sinistra col terremoto de L’Aquila. Né, però, diciamo ‘forza Renzi, al buio’, lo ripeto. Credo che il silenzio del presidente Berlusconi non vada mai interpretato. In 20 anni di libera e leale collaborazione con lui, io non l’ho mai fatto. Sono abituato a pensare con la mia testa di dirigente politico, che non fa sconti a nessuno, senza retro-pensieri”, aggiunge Brunetta.

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Colombia: annuncio della pace tra governo e Farc

Posted by fidest press agency su domenica, 28 agosto 2016

colombiaLa Comunità di Sant’Egidio esprime gioia e soddisfazione per l’annuncio della pace in Colombia. Finisce una guerra che dura dal 1964. E’ una buona notizia che dà speranza in un momento così difficile per il mondo.
La vicenda della ricerca della pace in Colombia è lunga e complessa, avvenuta in varie fasi, fino a quella che si è svolta dal 2012 a Cuba e che giunge ora a una felice conclusione. In tutti questi anni la Comunità di Sant’Egidio è stata vicina ai protagonisti, coinvolta in vari momenti importanti, cooperando e sostenendo sempre a favore della scelta del negoziato, che si è alla fine rivelata l’unica via percorribile. La pace in Colombia è un messaggio per tutti: anche laddove le ragioni del conflitto paiono perdersi nel tempo e la distanza tra le parti sembra incolmabile, è sempre possibile giungere a un ragionevole compromesso. La pace è sempre possibile. Ora inizia l’altrettanto lungo e complesso tempo della riconciliazione e dell’applicazione dell’accordo, ma è decisivo che siano cessate le ostilità. Dopo immani sofferenze, oltre 200.000 morti e 5 milioni di sfollati, giunge un tempo nuovo anche per la Colombia. Siamo tutti chiamati a sostenere questa pace e il popolo colombiano che tanto ha sofferto e ora chiede solo questo. La Comunità di Sant’Egidio, rallegrandosi per la felice conclusione del negoziato, conferma la sua vicinanza e disponibilità a sostenere con amicizia le ragioni della convivenza e continuerà ad adoperarsi per il successo dell’accordo.

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Non c’è spazio per la Costituente di cui parla Parisi?

Posted by fidest press agency su domenica, 28 agosto 2016

costituzione1“Parisi ha una certa inesperienza parlamentare, come ho detto. Ci sarebbero da cambiare 36 articoli e quattro norme transitorie, non ce ne sarebbe il tempo”.Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “Italia Oggi”.
Qual sarebbe la via, allora? “Se vincesse il ‘No’, travolgerebbe qualsiasi compromissione di fine legislatura. Accadrebbe una cosa semplice: si farebbe una legge elettorale su base proporzionale anche per la Camera, o semplicemente si estenderebbe il Consultellum vigente al Senato, e poi, nel 2017 o nel 2018, si andrebbe a votare. Quel Parlamento, legittimo perché eletto proporzionalmente, farebbe le riforme. Basterebbe una bicamerale. Per la Costituente non ci sono né i tempi né le condizioni politiche, anzi… Anzi se la Consulta dichiarasse incostituzionale l’Italicum il prossimo 4 ottobre, Renzi dovrebbe fare i conti con la bocciatura del suo esecutivo, visto che ha posto più volte la fiducia su una norma contro la Costituzione. Me le ricordo io le sedute notturne, l’emendamento del piddino Stefano Esposito al Senato e tutto il resto. E quella sfiducia costituzionale, si riverberebbe sull’imminente referendum”, aggiunge Brunetta.

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