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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

I centenari e gli affari di “cuore”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

cardiology congress-2016Roma. Sono oltre 16 mila in Italia le persone che hanno spento già 100 candeline, numero più che raddoppiato negli ultimi 10 anni (erano solo 6.100 nel 2002) a cui si aggiungono un gruppo sempre crescente di super centenari, quelli che hanno raggiunto l’obiettivo dei 110 anni d’età.“Nuovi studi prevedono che chi nasce oggi vivrà sino a 100 anni, lo credono i ricercatori del Ageing Research Centre della University of Southern Denmark” – spiega Leonardo Bolognese – Direttore Cardiologia ospedale di Arezzo e ESC Local Press Coordinator. “Un fenomeno globale giacché i centenari sono in aumento in molti paesi del mondo e il loro incremento è diventata una priorità nella pratica clinica a causa di un trend considerato inarrestabile”. Succede allora che un gruppo di cardiologi dell’ospedale San Giuseppe di Milano ha deciso di valutare la salute cardiaca di un gruppo di soggetti con più di 100 anni attraverso una ecocardiografia e paragonare i dati con un gruppo di soggetti più giovani tra i 75 e gli 85 anni. Lo studio retrospettivo caso-controllo è stato eseguito dal 2010 al 2015 e includeva 120 ‘grandi vecchi’ e 120 anziani più giovani: i centenari erano più spesso donne coerentemente con l’epidemiologia corrente che vede il sesso femminile rappresentato nell’80% con un più lieve onere in termini di malattie cardiovascolari e fattori di rischio. University of Southern DenmarkRispetto ai ‘colleghi’ più giovani mostravano una prevalenza di diabete significativamente più bassa il 19,1% contro il 41,7%, di fibrillazione atriale del 19,1% contro il 37,5% e meno della metà di malattie coronariche presenti nel 29,1% dei centenari rispetto al 56,7% dei più giovani. Ma non è tutto perché i più anziani mostravano un minor diametro del ventricolo sinistro con un relativamente più alto spessore della parete muscolare e un minor volume dell’atrio sinistro.
“Anche la frazione di eiezione del cuore si è mostrata significativamente più alta (57,2% verso 48,8%) con una minore frequenza di anormalità (33,3% verso 55,8%)” illustra il Dr. Michele Gulizia, Direttore cardiologia Ospedale Garibaldi di Catania e Local Press Coordinator del congresso europeo in corso a Roma che aggiunge “la prevalenza dell’insufficienza mitralica da moderata a severa si è mostrata più bassa nei centenari che vantavano un rateo del 9,2% rispetto al 17,5% dei più giovani con l’unica criticità rappresentata da una stenosi aortica più elevata e quantificata nel 16,7% dei casi nei centenari rispetto al 6,7% del gruppo di controllo”.

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