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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Archive for 2 settembre 2016

Christie’s: Young Hearts, An Exhibition Staged by Luke Edward Hall

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

Luke EdwardLondon This autumn, alongside the First Open | Post-War and Contemporary Art | London auction, Christie’s will present Young Hearts; works by contemporary artists under 40 and design objects staged by Luke Edward Hall. Taking the ‘Collector’s Home’ as his point of departure, artist and designer Hall will combine works by artists including Pablo Bronstein, Kerstin Braetsch, Joe Bradley, Ida Ekblad and Math Bass with design pieces by makers such as Yoichi Ohira and Carlo de Carli. The Young Hearts exhibition will take place from 24-29 September at Christie’s South Kensington, with the contemporary artworks offered in the First Open | Post-War and Contemporary Art | London auction on 29 September. The design works will be sold in the Design sale at Christie’s London on 26 October. Young Hearts marks the continued evolution of the First Open concept that offers the best of cutting-edge art and quality post-war works and has developed a reputation as an unmissable moment in the contemporary art calendar for those looking to begin or diversify their collections. Featuring works by over 100 artists, together First Open and Young Hearts will be a highlight of Christie’s autumn season. (photo: Luke Edward)

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Al via WOPART a Lugano

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

La mariéLugano Da Venerdì 2 a Lunedì 5 Settembre il Centro Esposizioni di Lugano (V.Campo Marzio) ospita la prima edizione di Works On Paper (WOP) Art Fair. La carta è uno dei supporti con cui tutti gli artisti di ogni epoca si sono confrontati: è questo il filrouge di WOPART. Un’idea semplice che ha però coinvolto un raffinato parterre di gallerie internazionali.
I visitatori potranno dunque ammirare -ed eventualmente acquistare- opere su carta di tutti i periodi della storia dell’arte: dal disegno antico al libro d’artista; dall’acquerello giapponese alla fotografia d’autore. I lavori su carta permettono infatti di avvicinarsi anche a nomi importanti: basti pensare che un disegno su carta di Picasso può costare da 300.000 dollari a 1,5 milioni contro i 30/100 milioni di dollari di un olio.
Coordinato da Giandomenico Di Marzio e Paolo Manazza il comitato scientifico di WOPART ha allestito alcune mostre tematiche coinvolgendo esperti del settore per dare vita a conferenze, presentazioni e visite guidate.
WOPART apre dalle 11 alle 20 fra Venerdì 2 e Domenica 4 Settembre. Lunedì 5 dalle 11 alle 16. Ingresso: 17 €Informazioni: http://www.wopart.eu Nell’immagine Pablo Picasso La marié 1969 oil on board 43×33 cm Courtesy by VitArt S.A. Lugano.

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A Vicenza oro 2016 un omaggio a Tina Modotti

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

giancarlo venutoVicenza. Dal 3 al 7 settembre prossimi a Vicenza l’artista Gian Carlo Venuto, pittore e decoratore nato nel 1951 a Udine, realizzerà dal vivo un murales con un soggetto dedicato alla fotografa e attivista friulana a 120 anni dalla sua nascita. Si tratta di un intervento unico e di sicuro interesse per il pubblico presente, che potrà osservare l’opera in divenire, un murales a carboncino realizzato secondo l’antica tecnica italiana dell’affresco – nello spazio espositivo di Diva Gioielli. Il marchio friulano – che nella scorsaprimavera ha vinto il premio Première2017 per il design del bracciale Galaxy – attraverso la produzione di gioielli in argento narra e interpreta una certa parte di universo femminile contemporaneo e promuovendo questo intervento dichiara di non poter prescindere dal legame con la storia e il linguaggio culturale della terra d’origine.
Con l’opera dal titolo Homenaje a Tina Modotti Venuto reinterpreta la Zantedeschia, la pianta comunemente chiamato calla che dà un fiore carnoso, dalla rotondità aperta, piena e capace di trasmettere tutta la vitalità e la forza generatrice dell’essere donna. Elegantissimo nel suo ergersi verso il cielo con lo stelo lungo, colmo di linfa, nutrito dall’acqua vitale. Sembra fragile nel suo biancore, ma la sua è una pianta perenne. Tina Modotti l’ha immortalato in fotografie sullo studio della luce, entrate nella storia della cultura mondiale.Venuto torna ad omaggiate la Modotti dopo aver realizzato un’opera con tecnica mista su legno nel 2013 in Messico – seconda patria della Modotti, a Tina ModottiMahahual nell’ambito del Festival Cruzando Fronteras.Il vasto e qualificato pubblico di VicenzaOro 2016, composto Tina Modotti1da gioiellieri, orefici e buyers internazionali avrà l’occasione per vedere in atto un artista e scoprire le origini friulane di Tina Modotti, musa e ispiratrice contemporanea.Nell’occasione di questa importante fiera internazionale Diva Gioielli devolverà il 2% del fatturato a favore della ricostruzione dei paesi terremotati in centro Italia.
September 3 to 7 Gian Carlo Venuto will create a mural for the Diva Gioielli exhibition. Gian Carlo Venuto will pay tribute to Tina Modotti at the International Vicenza Oro Jewelry Fair to be held September 3 to 7. The artist, who shares the same birthplace as Modotti (Udine, Italy), will create a mural dedicated to the photographer and fiery activist in recognition of the 120 years since her birth.This presents a unique and fascinating opportunity for the audience, who will be able to observe the work as it evolves. Venuto, using the traditional Italian technique of affresco, will compose the charcoal mural in the exhibition space of Diva Gioielli. This Italian brand (which last spring won the Première2017 design award for the Galaxy bracelet) connects tradition, art and design in the production of silver jewelry.With the work titled Homenaje a Tina Modotti Venuto reinterprets the Zantedeschia flower commonly known as the ‘calla lily,’ a voluptuous, lush flower that captures the essence and strength of womanhood–elegant as it reaches for the sky and full of a vital life force. Seemingly pale and fragile, it is nevertheless a hardy perennial. Tina Modotti immortalized the calla in her photographs on the study of light, which have entered into the history of world culture.This is not the first time Venuto has broached this subject. In 2013 in Mahahual, Mexico, Modotti’s adopted country, he created a mixed media on wood during the Festival Cruzando Fronteras.The jewelers, goldsmiths and international buyers at VicenzaOro 2016 will have the opportunity to see in situ an artist and discover the Friulian origins of Tina Modotti, muse and inspirational contemporary.On the occasion of this important international exhibition Diva Gioielli will donate 2% of sales to the reconstruction of the villages of the victims of the recent earthquake in central Italy. (foto: giancarlo venuto portrait courtesy Danilo De Marco, Tina Modotti and photo:Tina Modotti in a portrait of Edward Weston)

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Mostra: Il pittore dell’infinito

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

grande alberoMantova dal 3 al 15 settembre 2016 via Ippolito Nievo 10 e via Cappello 17 Galleria “Arianna Sartori” Giuseppe De Luigi il pittore dell’infinito Mostra a cura di: Elena De Luigi e Arianna Sartori. La mostra sarà inaugurata Sabato 3 settembre alle ore 18.00 con presentazione di Giovanni Telò.(Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Domenica 11 settembre: 15.30-19.00. Chiuso festivi) La mostra “Giuseppe De Luigi il pittore dell’infinito”rappresenta una nuova interessante retrospettiva realizzata sul Maestro.
Giuseppe De Luigi è nato a Stradella di Bigarello (Mn) il 4 ottobre 1908. Nel 1926, grazie all’interessamento di Mario Nuvolari e del pittore Arturo Raffaldini, si aggiudica le borse di studio del Comune di Bigarello e dell’Istituto mantovano Giuseppe Franchetti, per corsi di perfezionamento di pittura a Firenze dove soggiorna fino al 1930. Prima di lasciare Mantova, dedica loro l’affresco “San Martino” sulla facciata della Chiesina di Canedole. A Firenze, diventa allievo del pittore Focardi, frequenta lo studio del pittore Giovanni Costetti. Al “Caffè delle Giubbe Rosse”, conosce intellettuali ed artisti tra i quali Giansiro Ferrata, Ardengo Soffici, Giovanni Papini, Piero Bargellini. Si impiega a Fiesole presso una “bottega” dove apprende l’arte della ceramica. Nel 1932, Sandro Bini include un saggio su De Luigi, tra quelli su Manzù, Tomea, Sassu, Lorenzetti e Giorgi nel volume “Artisti” edizioni “Libreria del Milione” di Milano. Nel 1936 apre uno studio a Mantova con lo scultore Albano Seguri. Frequenta la “Bottega” di Giordano Di Capi e l’“atelier” di A. Giuseppe Facciotto. Nel 1960 ordina la sua prima mostra personale a Milano alla Galleria D’Arte Totti, curata dal Prof. Mario Monteverdi; partecipa alla Ragazza castana2a Mostra di Pittura Nazionale “Il Po”, di Casalmaggiore (Cr). Nel 1964 ordina la sua prima mostra personale a Mantova, alla Casa del Mantegna, curata dai critici Mario Monteverdi e Mario Portalupi e una nuova personale a Milano alla Galleria del Tornese. Nel 1965, allestisce a Milano la mostra “Pitture Neometafisiche di Giuseppe De Luigi” alla Galleria Balestrieri-arte moderna, a cura di Spartaco Balestrieri. Nel 1969 ordina la personale a Mantova alla Galleria d’Arte “I Tre Laghi”. Alcune gallerie d’arte milanesi, la Galleria Cortina, il Centro Internazionale Arte Oggi, la Galleria Chianese e la Galleria Balestrieri-arte moderna espongono in permanenza le sue opere. Gli viene conferito nel Salone d’Onore del Circolo della Stampa a Milano il “Diploma per Meriti Artistici” al 1° Gran Premio della Stampa – Concorso Mostra Internazionale di Pittura 1975, organizzato e patrocinato dall’Assessorato all’Istruzione-Cultura-Turismo della Provincia e del Comune di Milano presso il Palazzo del Turismo di Milano. Nel 1979 viene invitato ad esporre alla 1a Mostra Permanente Pinacoteca Internazionale d’Arte Antica e Moderna al Palazzo delle Manifestazioni di Salsomaggiore Terme. Gli viene conferito il Premio Nazionale d’Arte e Cultura dell’Accademia, nel Palazzo dei Principi Pignatelli a Roma. L’8 febbraio 1982 muore a Genova-Quarto.
Dopo la morte, le sue opere vengono esposte su invito alle più qualificate rassegne espositive dedicate alla pittura del Novecento e del Chiarismo. (foto: grande albero,Ragazza castana)

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ING Bank: Marco Bragadin nominato CEO per l’Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

ING Direct italy.jpgMilano. Far crescere ING nel mercato italiano focalizzandosi su innovazione e customer experience. Queste le parole chiave attorno alle quali si articola il mandato di Marco Bragadin, che dal 1° ottobre 2016 assumerà il ruolo di CEO di ING Bank Italia, branch del gruppo olandese che in Italia si articola nel business Wholesale Banking, presente nel nostro Paese dal 1979, e nel business Retail ING Direct, avviato nel 2001.Bragadin si unisce a ING dopo tre anni trascorsi in Banca Monte dei Paschi di Siena, dove attualmente ricopre la carica di Direttore Retail Banking e Distribuzione. In questo ruolo la sua responsabilità include la definizione della strategia, dell’approccio al cliente e delle attività commerciali per clienti retail, corporate e private. Bragadin è anche responsabile dell’innovazione e della gestione dei canali, includendo filiali, internet, contact center e ATM.Prima di entrare in Banca Monte dei Paschi di Siena, Bragadin ha trascorso 11 anni in Vodafone Group PLC. I suoi ruoli hanno incluso la Direzione dello Sviluppo Business per alcune macro-aree geografiche e, dal 2007 al 2012, il ruolo di CEO di TeleTu Spa in Italia. Esperienza precedente a Vodafone, quella in Boston Consulting Group, dove Bragadin ha iniziato il suo percorso professionale.
Bragadin ha conseguito una laurea in Economia presso l’Università di Bologna, un Dottorato in Financial Economics presso l’Università di Bergamo e un MBA presso la Booth School of Business di Chicago.Come CEO di ING Bank Italia, Bragadin riporterà direttamente ad Aris Bogdaneris, membro dell’MBB di Amsterdam e Head of Challengers & Growth Markets.ING è un’istituzione finanziaria globale di origine olandese con forte presenza in Europa, che offre prodotti e servizi bancari. L’esperienza dei professionisti ING, l’impegno all’eccellenza del servizio e la scala globale sono al servizio di un’ampia base clienti che include individui, famiglie, PMI, grandi corporation, istituzioni private e governative.
Gli oltre 52.000 dipendenti offrono servizi di retail e wholesale banking a clienti ad oltre 35 milioni di clienti in 40 Paesi.
In Italia ING Bank è presente dal 1979 con la divisione Wholesale Banking che offre servizi e finanziamenti a grandi imprese ed enti, e dal 2001 con la divisione Retail ING DIRECT, la banca on line leader in Italia per numero di clienti (oltre 1.100.000), che offre oggi una gamma di prodotti che include oltre al conto deposito, servizi di pagamento, mutui, investimenti, assicurazione e prestiti personali. (foto: ING Bank Italia)

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E’ boom di biologico nei saloni di bellezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

trattamento bio

Bottles on a wooden surface decorated with fresh green leaves, organic cosmetics concept

È boom di biologico in ogni settore; anche per la bellezza. Secondo un’indagine di Uala.it, sito italiano dedicato al mondo beauty che raccoglie i migliori saloni di hairstyling ed estetica, l’aumento di prenotazioni di trattamenti bio dal 2015 al 2016 è stato pari al 60%.
L’analisi è stata realizzata confrontando le prenotazioni giunte nei primi sei mesi del 2015 con quelle dello stesso periodo dell’anno corrente; a sorpresa si è scoperto che se le richieste crescono, non lievitano i costi, stabili con una media pari a 38 euro, anche se il trend del 2016 è di decrescita dei prezzi che si stanno abbassando di fronte ad una richiesta sempre maggiore.
«Da qualche anno a questa parte sono sempre più i saloni di bellezza che si stanno interrogando su cosa veramente si aspetti chi desidera impattare meno sul Pianeta – ha dichiarato Alessandro Bruzzi, CEO di Uala – Se anni fa le donne che – non riuscendo a trovare una risposta adeguata alla propria domanda – preferivano ricorrere al fai da te erano davvero tantissime, la nostra indagine dimostra che oggi gli sforzi fatti dai saloni in questa direzione stanno portando a risultati ottimali anche in termini di offerta e il tutto senza impatti sostanziali sui prezzi».
Ma quali sono i trattamenti biologici più scelti e desiderati dalle donne italiane? Partendo dalla cura del corpo sono sempre più numerose sia le richieste sia le offerte di manicure o pedicure con prodotti a base di estratti biodinamici e smalti vegani; ma anche trattamenti anti-age ricchi di ingredienti naturali come la mora artica, isoflavoni di soia, ginseng e ginkgo biloba per ritrovare luminosità e splendore e peeling naturali per viso e corpo.
Dal corpo ai capelli, che tutte vogliono setosi e lucenti, mai sciupati e disidratati. A questo scopo per la piega bio in un numero sempre maggiore di saloni si utilizzano dispositivi elettrici eco-friendly, ma soprattutto si offre la possibilità di vivere un vero momento di relax grazie ad essenze e aromi profumati privi di nichel, chrome e cobalt. Anche per il colore si richiedono prodotti naturali al 100%, privi di ammoniaca che hanno il doppio vantaggio di non irritare il cuoio capelluto e rispettare ambiente ed animali. (foto: trattamento bio)

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Ottava edizione della Scuola Internazionale di Fisica Teorica

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

parma universitàParma Da domenica 4 a sabato 10 settembre si svolgerà, al Centro Sant’Elisabetta (Campus Universitario di via Langhirano), l’VIII edizione della Parma International School of Theoretical Physics,: “Decoding the Path Integral: Resurgence, Lefschetz Thimbles and Non-Perturbative Physics”. Giovani ricercatori, in maggioranza studenti di PhD in Fisica Teorica, arriveranno a Parma da tutto il mondo per arricchire la loro formazione scientifica grazie alle lezioni tenute da esperti riconosciuti a livello internazionale e alla mutua interazione in un ambiente giovane e stimolante.Nata nel 1991 come Seminario Nazionale di Fisica Teorica e organizzata dal gruppo INFN-Istituto Nazionale di Fisica Nucleare del Dipartimento di Fisica (ora Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra “Macedonio Melloni” – DiFeST), la Scuola ha esplicitamente assunto dal 2006 carattere internazionale. Rivolta agli studenti di dottorato in Fisica Teorica, ha affrontato nel corso delle sue edizioni diversi temi di attualità in Fisica Teorica delle Interazioni Fondamentali. Il tema di quest’anno riguarda aspetti non-perturbativi delle teorie quantistiche di campo, e in particolare un formalismo che si propone di fornire nuovi strumenti per la comprensione di problemi fondamentali delle teorie di campo.Le lezioni saranno tenute dai prof. G. Dunne (Connecticut University), A. Cherman (INT Seattle), A. Pineda (U.A. Barcellona), Y. Tanizaki (RIKEN Tokio), S. Cremonesi (King’s College Londra) e R. Schiappa (Università di Lisbona). È prevista la partecipazione di una trentina di studenti, provenienti da scuole di dottorato italiane e internazionali.

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Festivalfilosofia 2016: un mondo “in gara”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

lezioni magistraliModena, Carpi e Sassuolo dal 16 al 18 settembre in 40 luoghi diversi delle tre città, mette a tema la dimensione agonistica e competitiva che pervade non solo gli ambiti della vita collettiva, ma anche le forme di vita dei singoli. La sedicesima edizione del festival prevede lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, giochi per bambini e cene filosofiche. Gli appuntamenti saranno quasi 200 e tutti gratuiti.Il festival è promosso dal “Consorzio per il festivalfilosofia”, di cui sono soci i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Fondazione Collegio San Carlo di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Piazze e cortili ospiteranno oltre 50 lezioni magistrali in cui maestri del pensiero filosofico si confronteranno con il pubblico sulle varie declinazioni dell’agonismo: specifica attenzione sarà data alla tensione tra competizione e collaborazione, rintracciandone anche il portato evoluzionistico nel comportamento animale e sondando alcune delle principali passioni umane coinvolte, come l’invidia o l’aggressività. Si indagheranno le valenze della concorrenza economica e ci si concentrerà sul valore positivo che il conflitto può rivestire nella vita delle democrazie. Si darà inoltre rilievo alla “gara” per eccellenza, discutendo i significati antropologici e culturali dello sport. Quest’anno tra i protagonisti si ricordano, tra gli altri, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Roberto Esposito, Umberto Galimberti, Michela Marzano (lectio “Gruppo Hera”), Salvatore Natoli, Federico Rampini, Massimo Recalcati, Stefano Rodotà, Emanuele Severino, Carlo Sini, Julio Velasco (Lectio “Rotary”), Stefano Zamagni (Lectio “Confindustria Modena”) e Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio. Nutrita la componente di filosofi stranieri: tra loro i francofoni Chantal Mouffe, Jean-Luc Nancy, Jean-Nöel Missa, Georges Vigarello e Marc Augé, che fa parte del comitato scientifico del Consorzio; il tedesco Peter Sloterdijk e lo statunitense Hans-Ulrich Gumbrecht, i britannici Zygmunt Bauman e Ellis Cashmore, il francese di origine argentina Miguel Benasayag. Sedici in totale i volti nuovi che l’edizione convoca. Alessandro Bergonzoni consiglierà come non avere incidenti al “passaggio a livello” agonistico.
Il programma filosofico del festival propone anche la sezione “la lezione dei classici”: esperti eminenti commenteranno i testi che, nella storia del pensiero occidentale, hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti per il tema dell’agonismo: dall’anima in conflitto del Fedro di Platone alla concordia civica nella Politica di Aristotele fino al conflitto nelle volontà nelle Confessioni di Agostino. Per l’età moderna si discuteranno l’elogio dei tumulti di Machiavelli e la neutralizzazione del conflitto sostenuta da Hobbes. Una lezione ricostruirà la lotta di classe teorizzata da Marx, mentre si discuterà anche il Così parlò Zarathustra di Nietzsche. L’idea che la politica sia rapporto tra amico e nemico verrà rintracciata nella teoria di Schmitt, mentre Se questo è un uomo di Primo Levi fornirà indicazioni sulla natura della violenza.
Se le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, un vasto programma creativo coinvolge performance, reading e spettacoli che avranno per protagonisti Ernesto Assante e Gino Castaldo, Ugo Cornia, Marina Massironi, Gregorio Paltrinieri, Marina Senesi, Andrea Zorzi e Beatrice Visibelli, Andrea Scanzi. Non mancheranno i mercati di libri e le iniziative per bambini e ragazzi. (foto: lezioni magistrali)

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A Firenze un congresso internazionale sui tumori del sangue/ “Recent Advances in Understanding and Treating Myeloid Neoplasms”s

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

firenzeFirenze dall’8 al 10 settembre 2016 Aula Magna – Università degli Studi di Firenze – Piazza San Marco, congresso “Recent Advances in Understanding and Treating Myeloid Neoplasms”s i svolge dieci anni dopo la scoperta della prima mutazione JAK2 nei pazienti con neoplasia mieloproliferativa e cinque anni dopo l’approvazione del primo inibitorie JAK2 per il trattamento della mielofibrosi. Molti degli scienziati che hanno contribuito a queste scoperte interverranno a questo congresso per presentare le ultime novità e confrontarsi sui progressi futuri.
Il congresso è organizzato da Università degli Studi di Firenze – Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi ed è promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
Le Malattie Mieloproliferative Croniche sono una famiglia di tumori che colpiscono colpiscono le cellule staminali emopoietiche del midollo osseo, ossia le cellule progenitrici dei globuli bianchi, dei globuli rossi e delle piastrine circolanti nel sangue periferico.
La prevalenza di queste malattie è in aumento per cui il rapido progredire delle conoscenze in questo settore richiede un continuo adeguamento delle tecnologie diagnostiche con l’obiettivo di effettuare diagnosi più precoci e accurate per favorire scelte terapeutiche mirate nello spirito della “medicina personalizzata”
La scoperta delle mutazioni genetiche ricorrenti in questi tumori, che è rappresentata dalla mutazione del gene JAK2 e più recentemente dai geni calreticulina e MPL hanno permesso di capire alcuni meccanismi di queste malattie e ne hanno migliorato l’impatto diagnostico.
The conference entitled “Recent Advances in Understanding and Treating Myeloid Neoplasms”, that will be held at the University of Florence from 8 to 10 September 2016, holds the promise to be a very successful event for the growing community of researchers and clinicians involved in the field, and we do hope it will attract as well as colleagues from related basic and clinical disciplines. This convention happens just 10 years after the discovery of the first recurrent mutation in JAK2 in patients with chronic myeloproliferative neoplasms and 5 years after the approval of the first JAK2 inhibitor for the treatment of myelofibrosis. Remarkably, it took as long as 50 years of efforts to shed light on the molecular basis of these disorders after the original theorization by W. Dameshek in 1951. Many of the scientists and clinicians that have been instrumental in this process will intervene to the conference presenting the latest news and discussing the next steps. Indeed, although we now know a lot of these disorders and are able to more effectively managing them and improving the quality of life of the patients, much remains to be understood and the ultimate goal of a cure still appears sadly far.
The knowledge accumulated in the last years in chronic myeloid neoplasms is an excellent example of how basic researchers, research scientists and clinicians can successfully collaborate and integrate their own skills to generate new approaches for understanding the molecular basis of diseases, improving diagnosis, refining prognostication methods and developing a framework for innovative therapies.On behalf of the scientific committee, the speakers and chairs, I look forward to welcome you in Florence for a very productive conference.

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Concerto di Maria Hinojosa e “Arianna Art Ensemble”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

Maria_Hinojosa_MontenegroTrapani, Venerdì 2 settembre, alle ore 21.00, nella Chiesa di Sant’ Alberto, in Via Garibaldi, a Trapani, il concerto di Maria Hinojosa e “Arianna Art Ensemble”, con Maria Hinojosa Montenegro, soprano, Francesco Colletti e Victoria Melik, violini, Raffaele Nicoletti, viola, Alessandro Nasello, fagotto barocco, Andrea Rigano, violoncello, Paolo Rigano, arciliuto, Cinzia Guarin, clavicembalo. Il programma del concerto è un viaggio attraverso la musica settecentesca dei regni di Sicilia, Napoli e della Spagna.
Protagonista, la soprano Maria Hinojosa Montenegro, artista che interpreta i ruoli principali del repertorio barocco, classico e contemporaneo e vincitrice di prestigiosi concorsi internazionali, collabora con affermati gruppi di musica antica ed è considerata tra le nuove interpreti europee di riferimento per la musica barocca; si esibirà insieme all’ “Arianna Art Ensemble”, gruppo siciliano fondato nel 2007 dal liutista Paolo Rigano e dalla clavicembalista Cinzia Guarino, che promuove la diffusione del repertorio vocale e strumentale prevalentemente sei – settecentesco, attraverso le proprie esecuzioni con strumenti d’epoca e la scelta di rifarsi alla corretta prassi esecutiva storica, ma anche attraverso la sperimentazione e l’esecuzione di brani di musica contemporanea con strumenti antichi.
Un’ora prima del concerto sarà possibile fare il biglietto. Costo del biglietto: intero euro 7.00, ridotto euro 5.00 (studenti fino a 24 anni, Soci Fondazione Pasqua 2000 per l’anno 2016, abbonati Amici della Musica 2016 e Stagione Luglio Musicale Trapanese).
Prossimo concerto giovedì 8 settembre con Alberto Grammatico, mandolino, Rino Pinzino, tastiere e chitarra e gli arrangiamenti di melodie popolari siciliane di A. Grammatico.

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“L’inerenza e l’altrove”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

luca vernizziMilano, giovedì 22 settembre alle ore 18:30 presso La Triennale di Milano un’ampia mostra di Luca Vernizzi dal titolo “L’inerenza e l’altrove”. La rassegna è composta da dodici opere di grandi dimensioni e dai relativi studi preparatori, ed è accompagnata dai testi in catalogo di Sandro Mancini, Elena Pontiggia ed Elisabetta Sgarbi.
“Luca Vernizzi, attivo fin dal 1968, è un artista capace di costruire atmosfere e di emozionare attraverso la padronanza di spazi, dimensioni, forme e colori. Un artista che non ha imprigionato il proprio sguardo in una torre d’avorio, ma ha mantenuto un dialogo continuo nei confronti della società e del suo tempo”. Così introduce la mostra in catalogo Claudio De Albertis, Presidente della Triennale di Milano.
Ad aprire la mostra l’opera da cui l’esposizione prende il titolo: “L’inerenza e l’altrove”, una tela monumentale (278×350), che è anche installazione: una sedia collocata a “guardare” metaforicamente il paesaggio della tela e che sembra riassumere il senso delle segrete corrispondenze dell’io e del mondo.
Le dodici opere che compongono il percorso espositivo alternano le tecniche della tempera e del collage e gli studi preparatori arricchiscono la rassegna. Il tema della mostra ruota intorno al rapporto tra l’io e il mondo, in cui “rientrano non solo le percezioni sensoriali, ma anche quelle immaginative, la realtà e l’irrealtà, l’esterno e l’interno, reciprocamente avviluppati” come narra il Prof. Sandro Mancini nel suo saggio in catalogo (ed. Skira) “Il segreto di una finestra illuminata”.
Ed è grazie alla lettura attenta e minuziosa di Sandro Mancini che si compie un percorso significativo fra le opere esposte. Nella seconda opera – il primo pannello del trittico “Destini” – assistiamo allo schiudersi della scatola raffigurante il destino, dinanzi allo sguardo veggente e trasognato del vecchio, immerso nel suo rimemorare, e a quello concentrato ed energetico del giovane adulto, proiettato verso l’attuazione dei possibili che premono in lui. Mentre il secondo è colto nel suo sforzo di scrutare gli eventi che verranno incontro a lui dal destino, il primo tiene serbata in sé la sua interiorità: si volge, forse, a una dimensione trascendente il tempo, a una possibile, irrappresentabile, vita intemporale oltre la morte, che chiama e attira a sé. Questo enigmatico rinviare si rilancia nel secondo, e ancor più metafisico, pannello, “Solstizio d’estate”. Quindi nell’ultimo pannello del trittico, “Comparse”, due motivi si contrappongono: sullo sfondo, le finestre illuminate delle case di una città rinascimentale, non però chiusa nell’ordine geometrico di un’asettica città ideale, ma viva e pulsante di creative energie umane; in primo piano, invece, un gruppo di persone, ciascuna coi suoi contorni bene definiti, osserva una misteriosa figura, umana o forse no, che pare emergere da una dimensione segreta e chiama a inoltrarsi verso un cammino sconosciuto.
La quinta opera, “Il sonno”, apre il secondo percorso ideale della mostra. In questo pannello l’inerire e il trascendere si condensano nella pregnanza dell’inconscio, con il ribollire delle pulsioni e i fantasmi del desiderio, impossibile a essere colmato: nella nostalgia angosciosa per un amore della trascorsa gioventù si schiude uno squarcio di inatteso azzurro, a evocare i paradisi perduti di Proust, custoditi nell’indistruttibile forziere della memoria.
L’ altrove può decentrare l’immediatezza del ‘qui e ora’ anche nella dimensione delle labili ombre, in cui si stempera la vividezza del vissuto. A ciò potrebbe alludere il secondo pannello del trittico dedicato alle Assenze: mentre l’osservatore si sforza di aderire alla realtà percepita, il cielo e la luna alle spalle evocano una trascendente potenza di sfuggimento dalla gabbia situazionale che lo imprigiona, e restituiscono al suo sguardo la sua inconsistente umbratilità, in un gioco di spinte e controspinte che palesano l’instabile, doloroso dimorare su questa terra e sotto questo cielo. Lo stesso tema ritorna nell’ultimo dei pannelli del trittico, la settima opera esposta (“Assenze – così come prima, dopo”). Qui la condizione umana è tratteggiata nei gesti della vita quotidiana, in tutta la sua corposa fatticità, delimitata da una genesi oscura, il momento del ‘prima’, e da un’ altrettanto misteriosa, ma solo possibile, ricapitolazione trasfigurante, il momento del ‘dopo’.
Nel terzo ciclo di pannelli, dal titolo riassuntivo “L’antico albicocco morto d’estate”, il primo ricorda come l’albicocco, che nell’infanzia del pittore fioriva e ombreggiava i giochi dei bimbi, adesso è rinsecchito sotto un perentorio sole estivo, continua a fruttificare nella memoria del pittore, dimorando in essa, sottratta al rovinoso fluire del tempo. La nuvola che interrompe l’omogenea calura di quell’opprimente cielo estivo schiude un varco a un altrove ultratemporale, di cui l’indistruttibilità esistenziale della memoria è sigillo e viatico. Nell’undicesima opera, “Neve”, ciò si ripresenta nel contrasto tra l’intatta bianchezza del senza-tempo e senza-luogo, e la nerezza screziata e corrosa di quanto è destinato a tramontare.
Infine, nell’ultima opera, “Finestra nella nebbia”, il segreto fin qui cercato prende la forma di una finestra illuminata, che squarcia il buio fitto della notte. Forse al di là di quella finestra non c’è niente, forse c’è qualcosa. Ma anche nel primo caso, quel niente cui ineriremmo e in cui sfocerebbe il rinviare all’altrove sarebbe pur sempre indicato dall’enigmatico lumeggiare attraverso la finestra, e dunque si paleserebbe in filigrana come un Nulla pregno di luminose promesse, custodente ulteriori, celate simmetrie. A esse la pittura di Luca, fin dal suo esordio artistico, dà forma e vita. (foto: luca vernizzi)

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Curare una malattia genetica con una pillola

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

Pharmacist giving pill bottle to customer

Parma. Lo studio sulla genesi delle malattie genetiche negli ultimi anni ha aperto le porte a nuove terapie impensabili fino a qualche decennio fa, quando ipotizzare di trattare una malattia genetica con un farmaco per via orale avrebbe fatto per lo meno sorridere.
Alcune di queste malattie genetiche presentano alterazioni per cui la sostanza che viene prodotta alterata dall’organismo in realtà può ancora essere utilizzata dall’organismo con l’aiuto di farmaci. Ne è l’esempio lo studio condotto a livello mondiale sulla malattia di Fabry, pubblicato sull’autorevole New England Journal of Medicine, a cui ha partecipato il prof. Claudio Feliciani, docente del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Parma e Direttore della Clinica Dermatologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.La malattia di Fabry è caratterizzata dall’alterata formazione di un enzima che serve alle cellule per eliminare scorie cellulari. Queste scorie (ceramidi) si accumulano nelle cellule determinando danni irreversibili a carico dei reni, del cuore e del sistema nervoso. La malattia di Fabry è una malattia relativamente rara che colpisce circa 1 persona su 60.000 con esordio lento e subdolo, tanto che spesso la diagnosi viene posta con circa 10 anni di ritardo.Finora si è riusciti a ricostruire in laboratorio l’enzima, per cui i pazienti vengono infusi in ospedale, dove ricevono una quantità di enzima in endovena utile per due settimane. Lo studio condotto in multicentrica mondiale ha dimostrato che un farmaco orale simile a uno zucchero ha proprietà “chaperoniche”, ovvero, legandosi all’enzima non funzionante, lo riabilita a espletare le proprie funzioni di “spazzino” endocellulare.

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Su “Scientific American” citato uno studio del gruppo di ricerca del prof. Nonnis Marzano

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

parma universitàParma. La prestigiosa rivista americana “Scientific American” ha citato nei giorni scorsi uno studio del Gruppo di ricerca del prof. Francesco Nonnis Marzano, docente del Dipartimento di Bioscienze dell’Università di Parma.Lo studio, pubblicato nel 2015 nella rivista “Journal of Biosciences”, riguarda geni in grado di influenzare prestazioni sportive in atleti olimpici. “Scientific American” gli ha infatti dato risalto durante il periodo delle Olimpiadi di Rio: “Olympic Gold May Depend on the Brain’s Reward Chemical” il titolo dell’articolo, uscito lo scorso 5 agosto (http://www.scientificamerican.com/ article/ olympic-gold-may-depend-on-the-brain-s-reward-chemical/). Ma al di là del collegamento con i Giochi olimpici, la ricerca del gruppo dell’Università di Parma ha stimolato l’interesse di “Scientific American” perché per la prima volta mette in evidenza caratteristiche genetiche degli atleti associate più ad aspetti comportamentali che ad aspetti di sviluppo fisico. L’associazione tra una variante genica del trasportatore della dopamina (un importante neurotrasmettitore) e prestazioni sportive di élite apre infatti prospettive interessanti nella pratica sportiva, orientata anche alla gestione di aspetti biochimico-comportamentali e non solo allo sviluppo di metodologie di allenamento tecnico-atletico.

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Scuola: Inizia l’anno, peggio di così non si poteva

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

ministero pubblica istruzioneÈ da non crederci, ma la messa a regime della Legge 107/15 ha fortemente allungato la lista dei problemi che affliggono l’istruzione pubblica e che contrassegnerà l’inizio delle lezioni: si va dal sottodimensionamento degli organici, docenti e Ata, alla conferma, se non all’incremento, della supplentite; dalle disfunzioni del concorso a cattedra al divieto dei contratti sino al 31 agosto all’illegittima chiamata diretta da parte del dirigente scolastico; dal pasticcio della mobilità, che ha prodotto migliaia di trasferimenti errati, all’assenza di circa 1.500 dirigenti scolastici e Dsga con altrettante scuole ancora una volta in reggenza; dal mancato adeguamento dell’organico di fatto in organico di diritto, con decine di migliaia di cattedre ancora nel limbo, ad iniziare da quelle di sostegno, all’individuazione di tanti docenti senza titolo. Per non parlare dei docenti inviati negli istituti senza tenere conto del Piano dell’offerta formativa e delle effettive esigenze scolastiche.
Marcello Pacifico (presidente Anief): ecco perché la scuola è sempre più in crisi. Ci sono quasi 100mila posti liberi, di cui solo un terzo andrà alle immissioni in ruolo. Un altro paradosso deriva poi dal conferimento di tanti posti vacanti curricolari a docenti non abilitati, mentre chi era titolato non è stato ammesso al concorso a cattedra. A destare scompiglio sul nuovo anno scolastico c’è pure la chiamata diretta che riguarda anche i 32mila prossimi assunti, oltre che i soprannumerari e altri 56mila assunti con la Legge 107: tutti finiti su ambiti territoriali, alle prese con algoritmi impazziti e troppi presidi che personalizzano i requisiti di scelta. E che dire del flop del ‘potenziamento’ scolastico, con una miriade di docenti inviati alle scuole diversi da quelli richiesti dai collegi tramite i Ptof? Continua a essere trascurato il problema del sostegno, con l’aggravante del pasticcio sulla mobilità 2016: i posti vacanti sono stati negati agli specializzati che hanno chiesto trasferimento e ora vanno assegnati a personale non specializzato in assegnazione provvisoria. Intanto, i precari storici con oltre tre anni di supplenze non vengono assunti, disattendendo Corte europea e Consulta. Largo, infine, a 1.500 reggenze che, con l’autonomia, sono diventate sempre più difficoltose da attuare.

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Torna l’estate romana

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

RomaRoma. Sino all’11 settembre, tutti i giorni dalle 17,00 alle 23,00 torna con l’Estate Romana – al Parco degli Scipioni in via di Porta Latina, 10 – La città in tasca, Cultura, spettacolo, gioco con i bambini e i ragazzi di Roma, organizzata dall’Arciragazzi Comitato di Roma e oggi alla Sua XXII edizione. La manifestazione è realizzata con il contributo di Roma Capitale, in collaborazione con la SIAE, è inserita nell’edizione 2016 dell’ESTATE ROMANA: “Roma, una Cultura Capitale”; ed è riconosciuta come Festival di particolare interesse per la vita culturale della Città per il periodo 2014/2016.
In questo scorcio di fine estate, sino all’11 settembre, torna al Parco degli Scipioni, con un ricchissimo programma di teatro, musica, cinema, danza, laboratori, letture e tantissimi giochi, “La Città in Tasca”, il festival organizzato da Arciragazzi di Roma con il contributo di Roma Capitale, dedicato ai bambini dai 3 ai 12 anni, giunto alla 22^ edizione. Come sempre molte novità. A cominciare dal bando con cui l’Associazione si è rivolta a giovani artisti per selezionare l’immagine della manifestazione di quest’anno: ha vinto l’illustrazione della giovane Cristina Basile.
Tutti i giorni, dalle 17.00 alle 23.00, bambini e genitori potranno scegliere fra numerose proposte, ludiche e culturali, tutte di grande qualità. Il teatro è quest’anno grande protagonista della manifestazione con ben 27 spettacoli di teatro di figura e di attore. Alcuni sono frutto di una ricerca artistica raffinata come “Trucioli” di Coppelia Theatre, spettacolo di microteatro da camera e marionette da polso. Altri propongono temi di attualità come “Un dito contro i bulli” della Compagnia Anfiteatro, uno spettacolo ispirato a “Il dito magico” di Roald Dahl. Oppure “Diario di bordo – Le avventure di un bastimento carico di uomini” della Compagnia L’Asina sull’Isola, per i bambini più grandi, che affronta il problema dei migranti. Per l’anniversario della morte di Shakespeare non poteva mancare “Sogno di una notte di mezza estate” della Compagnia T.E.A. con marionette a bastone. La tradizione più avvincente sarà invece presente con “Storie dei Paladini di Francia” con i “pupi” della Compagnia Vaccaro – Maugeri di Siracusa.Anche quest’anno La Città in Tasca ospiterà una prima assoluta prodotta da Arciragazzi Roma, Associazione Culturale Carpet e Associazione Culturale Pescatori di Poesia, che presentano “Lupetto & Rosso Cappuccetto – Tuttaunaltrafavola”. Da un’idea di Anna Maria Berardi, Alessia D’Anna, Simone Fraschetti e Riccardo Sinibaldi hanno creato uno spettacolo che propone una divertente lettura completamente rivisitata della celebre favola.Il Concerto del Coro Cantering, diretto dal M.° Ludovico (Dodo) Versino, presenterà canti popolari da tutto il mondo o quasi. Il Gruppo “SharabBallo”, diretto da Antonella Potenziani e Giovanni Tribuzio concluderà la manifestazione con uno spettacolo interattivo di danze popolari e musica dal vivo salentine, che coinvolgeranno bambini e genitori in pizziche, tammurriate, saltarelli e tarantelle.
La Biblioteca de La Città in Tasca offre come sempre uno spazio per sfogliare i libri a disposizione e organizza con Il Semaforo blu una serie di incontri con autori e letture animate. Letture animate anche dell’Apelettura delle Biblioteche di Roma e di Bibliolibrò, letture itineranti su furgoni coloratissimi pieni di libri bellissimi.
Anche i laboratori propongono alcune novità e danno spazio a giovani talenti come Cristiano Quagliozzi che con “Tutti sulla stessa barca” costruirà una grande arca con materiali di riciclo e inviterà i bambini a farvi salire personaggi da loro modellati affrontando anche qui il tema dell’accoglienza e dell’immigrazione.
Milena Scardigno (Mila Gno’) nel Cantiere della Street Art realizzerà con i bambini una o più istallazioni per arricchire il Parco degli Scipioni, mentre i bambini potranno costruire anche quest’anno con Roberto Capone coloratissimi animali giganti. La Città delle Artingioco è ormai un must dei laboratori de La Città in Tasca: questa volta si giocherà con la luce e i colori degli Impressionisti. La musicista francese Claire Chevrolet , con il metodo e i materiali Orff, proporrà ai bambini un approccio ludico alla conoscenza della musica.Un’altra novità aspetta i bambini a La Città in Tasca: Il Villaggio Digitale, realizzato da un artigiano, Alvaro Romei, e da un ingegnere, Alberto Ferrara. Una città ideale dove si impara a … risparmiare energia.
L’ingresso alla manifestazione è gratuito.

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Caution urged in the use of blood pressure lowering treatment for heart disease patients

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

Rome, Italy – 30 August 2016: Caution has been urged in the use of blood pressure lowering treatment for heart disease patients after a study in more than 22 000 patients with coronary artery disease found that too low blood pressure was associated with worse outcomes. The analysis from the CLARIFY registry is presented today at ESC Congress and published in The Lancet.1-3 Professor Philippe Gabriel Steg, principal investigator of the CLARIFY registry, said: “The optimal blood pressure target in patients with hypertension continues to be debated, especially in those with coronary artery disease (CAD). ESC guidelines recommend lowering blood pressure to values within the range 130–139/80–85 mmHg for patients with CAD to reduce the risk of further cardiovascular events.”4He added: “Some argue ‘the lower, the better’ but there is a concern that patients with CAD may have insufficient blood flow to the heart if their blood pressure is too low.” The current analysis of the CLARIFY registry assessed the relationship between blood pressure (BP) achieved with treatment and cardiovascular outcomes in CAD patients with hypertension.
The study included 22 672 patients with stable CAD who were enrolled between November 2009 and June 2010 from 45 countries into the CLARIFY registry and treated for hypertension. The primary outcome was the composite of cardiovascular death, myocardial infarction, or stroke. Secondary outcomes were each component of the primary outcome, all-cause death, and hospitalisation for heart failure.
Systolic and diastolic BPs before each cardiovascular event were averaged and categorised into 10 mmHg increments. Hazard ratios (HRs) were estimated with multivariable adjusted Cox proportional hazards models, using the 120–129 mmHg systolic BP and 70–79 mmHg diastolic BP subgroups as reference.The investigators found that after a median follow-up of five years, a systolic BP of 140 mmHg or more and a diastolic BP of 80 mmHg or more were each associated with an increased risk of cardiovascular events.Professor Steg said: “These results were expected, and are in line with ESC recommendations to reduce blood pressure below these levels in patients with CAD.” Systolic BP less than 120 mmHg was also associated with increased risk for the primary outcome (adjusted HR 1.56 [95% confidence interval (CI) 1.36–1.81]) and all secondary outcomes except stroke. Likewise, diastolic BP less than 70 mmHg was associated with an increase in the risk of the primary outcome (adjusted HR 1.41 [1.24–1.61] for diastolic BP 60–69 mmHg and 2.01 [1.50–2.70] for less than 60 mmHg) and in all secondary outcomes except stroke.“We found that systolic blood pressure less than 120 mmHg was associated with a 56% greater risk of the composite primary outcome of cardiovascular death, myocardial infarction, or stroke,” said Professor Steg. “Diastolic blood pressure between 60 and 69 mmHg was associated with a 41% increased risk of the primary outcome, with risk rising to two-fold when diastolic blood pressure fell below 60 mmHg.” He added: “This large study of hypertensive CAD patients from routine clinical practice found that systolic BP less than 120 mmHg and diastolic BP less than 70 mmHg are each associated with adverse cardiovascular outcomes, including mortality. The findings support the existence of a J-curve phenomenon, where the initial lowering of BP is beneficial but further lowering is harmful.” Professor Steg concluded: “Our results suggest that the ESC recommendation remains valid and physicians should exercise caution when using BP-lowering treatment in patients with CAD. This should however not detract from our efforts to diagnose and treat hypertension which remains massively underdiagnosed and undertreated worldwide.”

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Inquinamento da rumore nuova minaccia per la salute cardiaca

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

cardiology congress-2016Roma. Da qualche anno rumore ed inquinamento da rumore sono considerati “indagati speciali” e messi sul banco degli imputati per avere effetti negativi sulla salute. Suoni, ronzii, rumori di fondo apparecchi elettrici, godere di momenti di puro silenzio sembra impossibile, ma il fastidio è l’ultimo dei problemi, ci sono infatti crescenti evidenze che il rumore ambientale, continuo o al di sopra di un certo livello, possa avere effetti negativi sulla salute.
Uno dei meno investigati è il rumore determinato dal traffico aereo e sino ad oggi sono stati raccolti diversi dati che suggeriscono la sua influenza sui ritmi biologici e i sistemi regolatori umani. Lo studio dell’Università di Cracovia (Polonia) presentato all’ESC 2016 (escardio.org), ha indagato gli effetti del rumore aereo sui livelli di pressione sanguigna degli abitanti nei pressi di aeroporti, sulla prevalenza di ipertensione arteriosa e danni d’organo asintomatici come rigidità delle arterie, ipertrofia ventricolare sinistra e funzione diastolica. Per svolgere lo studio sono stati arruolati 101 residenti nei pressi di aeroporti esposti ad oltre 60 dB di rumore. Mentre il gruppo di controllo di 100 persone è stato reclutato in aree a basso livello di rumore o comunque inferiore al limite di 55 dB. I criteri di inclusione erano una età compresa tra 40 e 65 anni e la durata dello studio è stata di 3 anni. Un questionario ha profilato le caratteristiche antropo-demografiche dei partecipanti tra cui la valutazione della pressione arteriosa dal braccio non dominante dopo un riposo di 10 minuti, la misurazione della rigidità arteriosa e la velocità delle pulsazioni a livello delle carotidi femorali, oltre all’ecocardiogramma e alla determinazione dell’indice di massa corporea. L’analisi dei risultati ha rivelato che la pressione sanguigna misurata in ambulatorio era più alta nei soggetti esposti a rumore rispetto al gruppo di controllo con una prevalenza del 40% contro il 24%. Inoltre gli indicatori di danno d’organo asintomatici risultavano significativamente alterati tra un gruppo e l’altro permettendo di definire come l’esposizione a lungo termine al rumore del traffico aereo è associata a valori pressori elevati e prevalenza di ipertensione arteriosa insieme ad una incidenza maggiore di danni all’organo cardiaco.
Che il rumore degli aerei o traffico stradale specialmente nelle ore notturne, potesse aumentare il rischio di ipertensione arteriosa, era stato confermato da uno studio svolto nei dintorni dell’aeroporto inglese di Heatrow che aveva correlato gli alti livelli di rumore prodotto dagli aeromobili ad un maggior numero di ricoveri ospedalieri e di morte per ictus, malattie coronariche e cardiovascolari degli abitanti (BMJ, 2013;347). È stato poi stimato che una riduzione del rumore anche di soli cinque dB potrebbe ridurre la prevalenza di ipertensione dell’1,4% e di disturbi coronarici dell’1,8%, con un beneficio economico quantificato in 3,9 miliardi di dollari l’anno solo negli Stati Uniti.
Un’altra ricerca durata 15 anni ha calcolato che ogni 10 dB in più di esposizione al rumore, infarti ed ictus aumentino del 7-17% e effetti negativi si verificano anche sull’umore con un incremento di irritabilità, fastidio e nervosismo. Circa 20 ricerche inoltre sono concordi nel rilevare effetti sulle capacità cognitive dei più piccoli con disturbi di memoria e attenzione e rallentamenti nell’apprendimento scolastico. Negli Stati Uniti circa 100 milioni di persone sono esposte a livelli di rumore “malsani”, in Europa l’esposizione continuata al rumore atmosferico, cittadino, dal traffico automobilistico o aereo è responsabile del 3% delle morti per cause cardiache, per un totale di 210,000 decessi evitabili.
Sono 112, in Italia, gli aeroporti operativi. Di questi, 90 sono aperti al solo traffico civile (43 aperti a voli commerciali, 47 a voli civili non di linea); 11 militari aperti al traffico civile (3 scali aperti a voli commerciali, 8 a voli civili non di linea), 11 esclusivamente a uso militare. Il rumore del traffico secondo l’OMS interessa 1 persona su 3. Un europeo su cinque è regolarmente esposto a livelli notturni che potrebbe danneggiare in modo significativo la salute.
Ma in che modo, esattamente, il rumore danneggia il cuore? “Il rumore cronico o eccessivo interferisce innalzando i livelli di ormoni dello stress come cortisolo, adrenalina e noradrenalina che a loro volta influiscono a cascata il sistema endocrino immunitario e quello nervoso autonomo” spiega il dottor* spiega Franco Romeo – Direttore Cardiologia Policlinico Tor Vergata di Roma.

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Premio “Sfera 1932”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

veneziaVenezia. A partire dalla 73. edizione della Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il Consorzio Venezia ed il suo Lido ha deciso di assegnare un premio speciale, il Premio “Sfera 1932”, alla pellicola che saprà comunicare con la maggior forza evocativa la necessità di progettare il nostro futuro in modo sostenibile, ovvero che meglio saprà rappresentare la necessità di orientare ogni scelta di sviluppo verso l’innalzamento della qualità della vita delle persone.Il premio verrà presentato in data 9 settembre ore 18.00 presso il Grande Albergo Ausonia & Hungaria. Il Premio “Sfera 1932” è un’opera in vetro ideata e creata da “Seguso Vetri d’Arte – Murano dal 1397” che rappresenta la sapienza secolare e il valore dell’arte muranese. Realizzata in cristallo diamantato, l’opera si ispira a un prezioso modello dell’Archivio Storico Seguso, più precisamente al globo in vetro creato da Flavio Poli per la realizzazione dei lampioni del gran viale del Lido di Venezia nei suoi anni d’oro, e che ancora oggi si possono ammirare. “La sostenibilità, è uno dei quattro pilastri della nostra filosofia, insieme a integrità, maestria e bellezza. Per noi la sostenibilità è a 360°: ambientale, culturale e sociale e il futuro del nostro pianeta è garantito solamente con il rispetto dell’ambiente, delle persone, del territorio – afferma Gianluca Seguso, Presidente Seguso Vetri d’Arte –. Ciò può avvenire attraverso il corretto atteggiamento nella vita di ogni giorno, quando ognuno di noi ne ha compreso il reale valore. E’ dunque per me un onore omaggiare questo premio al film che meglio trasmette i valori legati alla cultura dell’ambiente e al benessere psico-fisico delle persone.”Con questa iniziativa il Consorzio Venezia ed il suo Lido vuole rinnovare, anche in occasione della più autorevole rassegna di arte cinematografica, il proprio impegno per uno sviluppo dell’Isola all’insegna della sostenibilità e del recupero e della valorizzazione delle straordinarie risorse naturali, storiche ed artistiche del Lido: proprio sul tema del take care si sta sviluppando – in collaborazione con Confindustria, Pro Loco del Lido e Pellestrina ed altre associazioni ed organizzazioni- il progetto Green Lido, un piano di rilancio turistico, ma anche residenziale dell’Isola, attraverso la esaltazione delle straordinarie risorse di un territorio assolutamente unico, attivando il coordinamento delle attività sportive e la promozione di percorsi di benessere e remise en forme.Il progetto Green Lido ha ottenuto, nello scorso mese di luglio, il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed è attualmente in corso l’iter per ottenere il patrocinio da parte del Comune di Venezia e della Regione Veneto. (Michela Cafarchia Presidente del Consorzio Venezia ed il suo Lido)

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Con Cogito Risk Watcher, Expert System vince in USA il Premio “Prodotto di Tendenza 2016”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

Un’altra importante conferma per il mondo dell’Intelligenza Artificiale e dell’innovazione “made in Italy”: Expert System, società leader nello sviluppo di software semantici per la gestione strategica delle informazioni e dei big data, quotata sul mercato AIM di Borsa Italiana, si aggiudica la vittoria ai “Trend-Setting Products of 2016”, il prestigioso riconoscimento statunitense, a cura degli esperti del magazine KM World, dedicato alle soluzioni più efficaci per la gestione della conoscenza.Ad aggiudicarsi la vittoria all’edizione 2016 del Premio è Cogito Risk Watcher, il software ideato da Expert System per supportare le organizzazioni nelle attività di qualificazione di profili di rischio di fornitori e terze parti. Cogito Risk Watcher sfrutta l’intelligenza di Cogito per monitorare, analizzare e selezionare informazioni provenienti da fonti diverse, interne o esterne all’azienda, utili a sviluppare, arricchire e mantenere aggiornati i profili di rischio alla base di attività di mitigazione di rischi operativi, di reputazione e di compliance.Sandra Haimila, redattrice di KMWorld, fra i giudici della commissione dei Trend-Setting Products del 2016, ha così commentato: “Ogni anno andiamo alla ricerca dei software più innovativi, in grado di rompere gli schemi per le caratteristiche d’innovazione e di efficienza con cui si differenziano nell’aiutare le aziende a raggiungere gli obiettivi strategici legati alla gestione della conoscenza. I “trend-setting” sono prodotti di tendenza, ideati e sviluppati per anticipare le esigenze delle aziende: offrono flessibilità e funzionalità sempre più avanzate, risolvono problemi ancor prima che diventino un’esigenza imprescindibile per gli utilizzatori, e hanno tutte le caratteristiche per non disattendere le aspettative del marcato.”
“Crediamo nelle potenzialità di Cogito Risk Watcher e siamo perciò contenti di aver ottenuto questo importante riconoscimento”, ha dichiarato Luca Scagliarini, CMO di Expert System. “Per un’azienda come Expert System, impegnata a supportare alcune delle più grandi organizzazioni del mondo in diversi settori, l’impegno nell’innovazione è l’asse portante di una strategia volta ad assicurare un vantaggio competitivo basato su una gestione davvero intelligente, più efficace, delle informazioni.”

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Informazione tra web e carta stampata

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

GiornalistiDimmi come ti informi e ti dirò quanti anni hai. Secondo una recente ricerca del Pew Research Center, ripresa e sintetizzata da NiemanLab, una delle differenze più evidenti tra giovani e meno giovani in America si trova nella modalità e nei mezzi scelti per informarsi. Il 54% dei giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni dichiara di preferire la ricerca di notizie sul digitale, una percentuale che si abbassa al crescere dell’età anagrafica, passando al 38% tra i 30-49enni e al 15% nella fascia 50-64enni.
Guardando all’uso del mobile, il solco diventa ancora più marcato. Mentre il 70% degli under 30 dichiara di informarsi solo usando dispositivi mobile, la quota scende al 53% per chi ha tra i 30 e i 59 anni, per poi restringersi ulteriormente, fino al 29%, tra gli adulti di età compresa tra i 50 e i 64 anni.Un gap generazionale che potrebbe rappresentare una brutta notizia per le tv. Il report ha infatti confermato quanto molti network televisivi hanno già notato analizzando i numeri delle loro audience, con il numero di spettatori giovani che si sta sempre più riducendo. Mentre il 72% delle persone tra i 50 e i 64 anni, e addirittura l’85% degli over 65, si informa attraverso la tv, solo il 29% degli under 30 fa lo stesso.Indipendentemente dall’età però la tv risulta essere il mezzo più scelta da chi si informa guardando video news, con una fetta pari all’80%. In questo caso il ruolo del web è marginale: chi lo utilizza per informarsi preferisce leggere piuttosto che guardare.Passando ai giornali, scende ancora del 27% rispetto a tre anni fa la quota di chi la sceglie la carta stampata. Una quota che rappresenta il 26% del totoale di chi si informa leggendo.
In generale il giudizio che le persone hanno dei media, conclude il report, non è particolarmente positivo, con solo il 20% degli americani che esprime fiducia verso di loro. La considerazione negativa è più marcato tra chi si informa principalmente online, rispetto a chi usa altre piattaforme. Solo il 67% degli utenti web guarda con occhio positivo ai media, contro l’81% di chi utilizza tv o giornali. (primaonline) (fonte: notiziario http://www.francoabruzzo.it)

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