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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

In Italia redditi delle famiglie più bassi del 20% della media UE-15

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2016

soldi-pubbliciQuanto spende una famiglia tipo italiana rispetto alle altre famiglie europee? E quanto incidono le spese quotidiane sul reddito? Secondo un’indagine dell’Adoc le spese mensili di una famiglia italiana raggiungono la cifra media di 1.789 euro, pari al 64% del reddito netto disponibile. Un impatto sul reddito più alto del 7% rispetto alla media della UE-15, nonostante le spese complessive siano, di media, inferiori dell’8,3%, una differenza di 179 euro. Com’è possibile? A fare la differenza è la minore capacità reddituale della famiglia italiana, inferiore del 20% alla media europea, pari a circa 565 euro in meno, per cui ogni singola voce di spesa ha un peso maggiore sul reddito disponibile. Nel Bel Paese una famiglia dispone, in media, di 2.806 euro mensili, contro i 3.371 euro della media europea. E’ il caro vita all’italiana.
Mediamente la famiglia Rossi spende circa 443euro mensili per la spesa alimentare, a cui vanno aggiunti circa 65 euro per un paio di cene fuori casa. Una spesa, a livello di costi, inferiore del 2,5% rispetto alla media europea, ma che impatta per il 18% sul reddito, contro il 16% della media UE. La famiglia Jensen (Danimarca) è quella che spende maggiormente per l’alimentazione, investendo in questo settore il 16% (810 €) del proprio reddito, seguita dalla famiglia Johansson (Svezia, 17% del reddito, pari a 639 €) e dalla famiglia Dubois (Francia, 17% del reddito, 557 € di spesa).
Per quanto riguarda la spesa per i farmaci e le visite mediche private, l’Italia presenta una spesa in linea con la media UE, pari a circa 36 euro. La famiglia Papadoupolos (Grecia) è quella che spende di più, 50 € al mese, per un impatto sul reddito pari al 4%.
TRASPORTI: trasporto locale economico, ma usare l’auto è carissimo
Nell’analisi condotta si è ipotizzato l’utilizzo sia di un mezzo privato, misurato attraverso le voci per il carburante (tre pieni al mese) e per l’assicurazione obbligatoria, sia del trasporto pubblico, misurato attraverso il costo per un abbonamento alla rete cittadina su base mensile. Se in quest’ultimo caso la spesa media della famiglia Rossi (35 euro) è considerevolmente inferiore alla media europea (56 euro), con una differenza del 60%, sono le spese per il trasporto privato a pesare sui bilanci familiari. La spesa per la benzina è superiore dell’11,5% alla media europea, solo la famiglia De Jong (Olanda) ha una spesa maggiore, seppure in minima percentuale. Mentre le famiglie Bech (Lussemburgo) e Gruber (Austria) sono quelle che affrontano spese minori, spendendo rispettivamente 160 e 168 euro.
Dal punto di vista assicurativo, rispetto alla media UE-15, il costo sostenuto è in linea (50 € contro i 52 € di media), con la famiglia Gruber (Austria) a fare da capofila nelle spese, con 90 euro di costi mensili da sostenere. A livello di impatto sul reddito, ad ogni modo, le spese sostenute dalla famiglia Rossi per il trasporto sono maggiori del 3% rispetto alla media europea.
In Italia il peso dell’RCA è molto spesso insostenibile per le famiglie, tanto da generare la presenza di oltre 4 milioni di veicoli c.d. fantasma, sprovvisti di tagliando di assicurazione o con RCA scaduta. Con tutte le gravi ripercussioni sul piano della sicurezza stradale.
L’indagine ha preso in esame i costi vivi sostenuti dalle famiglie, in particolare i costi per l’affitto o rata del mutuo, le bollette (di luce, acqua, gas e rifiuti), le spese per telefonia e connessione a internet e i costi del canone TV.
Per quanto riguarda i costi sostenuti per l’affitto/mutuo, la media italiana è inferiore del 27,9% alla media europea. La spesa per la famiglia Rossi è mediamente pari a 604 euro mensili, contro, ad esempio, i 698 euro della famiglia Müller (Germania), gli 898 euro della famiglia De Jong (Olanda), i 916 euro della famiglia Smith (Gran Bretagna) e i 1.128 euro della famiglia Murphy (Irlanda). Ma a soffrire di più tale voce di spesa è la famiglia Gomes (Portogallo), per cui investono il 30% del reddito, il 7% in più della media europea.

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