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Virginia Raggi: Una tempesta in un bicchiere d’acqua?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 settembre 2016

virginia raggi trasparenzaDa circa un mese il neo sindaco di Roma ha visto concentrarsi su di se il fuoco di fila dei suoi oppositori che non hanno mostrato di avere a cuore le sorti di Roma ma quello di voler dimostrare ad ogni costo che la scelta dei romani era sbagliata e che “questa donna venuta dal niente”, poco esperta e incauta è incapace di amministrare il comune più grande d’Italia. Dire che non sia partita con il piede sbagliato dovremmo negare l’evidenza. Dire, piuttosto, come osserva Giorgia Meloni: «La Raggi dice di voler amministrare Roma per cinque anni ma non dice quando ha intenzione di cominciare a farlo…» mi sembra un’osservazione ragionevole. Ma c’è anche chi osserva, come il presidente dell’associazione consumatori Aduc che, a proposito della questione dell’iscrizione nel registro degli indagati, per reati ambientali, dell’assessore alla Sostenibilità Ambientale, Paola Muraro, ha l’impressione che il sindaco non si rivolge ai romani ma a un popolo di “gnoccoloni” che si bevono tutte le stupidaggini che si dichiarano e facendosi passare nel migliore dei giudizi per una “furbetta”. Qui non diamo, di certo, per scontato che la Muraro abbia delle responsabilità penalmente rilevabili perché siamo tra coloro nel ritenere che una persona è innocente fino a sentenza di condanna definitiva, ma ci rimettiamo all’idea che si sono fatta gli italiani del Movimento Cinque stelle: la trasparenza e l’onestà. E la prima è stata compromessa. Ci resta la seconda e il timore di tutti è che anche questo baluardo possa essere violato.
Noi siamo tra coloro che credono che la svolta impressa dalla Raggi e ispirata secondo i principi guida del Movimento non vada ulteriormente messa in dubbio e che si debba dimostrare concretamente che chi amministra Roma, e non come dice Renzi “governa” perché questa parola è errata, e l’unico modo di farlo, a nostro avviso, è quello di coinvolgere la stragrande parte dei romani che amano la loro città e devono, purtroppo, riscattarla dalle politiche del malaffare che l’hanno travolta e che oggi tendono a giocarsi il tanto peggio per il tanto meglio. Crediamo che sia anche una questione di comunicazione istituzionale perché oggi assistiamo a una campagna mediatica più generata dalle illazioni che dai fatti. Vorremmo, in buona sostanza, una donna franca e aperta, che non teme di dire la verità ma che sa affrontarla, anche se spiacevole, a testa alta e con la voglia di dirci e soprattutto di trasmetterci la passione e la generosità della sua impresa. Solo così i romani potranno capire gli ostacoli che deve affrontare e anche accettare i suoi insuccessi. (Riccardo Alfonso, direttore centro studi politici)

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