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UNICEF: nel mondo sono 50 milioni i bambini sradicati

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 settembre 2016

unicefSecondo il nuovo Rapporto dell’UNICEF “Uprooted: the growning crisis for refugee and migrants children” (“SRADICATI: la crescente crisi dei bambini migranti e rifugiati”), lanciato oggi, in tutto il mondo sono circa 50 milioni i bambini sradicati – di questi 28 milioni sono costretti a fuggire dalle proprie case a causa di conflitti di cui non sono responsabili e altri milioni di bambini si spostano nella speranza di trovare un futuro migliore ed una vita più sicura.Il rapporto mostra che:
28 milioni di bambini hanno lasciato le proprie case a causa delle violenze e dei conflitti all’interno e all’esterno dei confini dei propri paesi; questo dato include: 10 milioni di bambini rifugiati; 1 milione di richiedenti asilo in attesa di decisione; circa 17 milioni di bambini sono sfollati all’interno dei propri paesi –bambini che hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria e accesso ai servizi di base.
Sono sempre di più i bambini che attraversano le frontiere da soli. Nel 2015, oltre 100.000 minorenni non accompagnati hanno richiesto asilo in 78 paesi – il triplo rispetto al 2014. I bambini non accompagnati sono tra quelli più esposti a rischi di sfruttamento e abuso, compresa tratta e traffico di esseri umani.Altri 20 milioni di bambini migranti internazionali hanno lasciato le proprie case per diverse ragioni compresa la povertà estrema o violenze da parte di gang. Molti sono esposti al rischio di abuso e detenzione perché non hanno documenti, il loro status legale è incerto e non esiste un sistema di identificazione e monitoraggio del loro benessere.I bambini rappresentano una percentuale sproporzionato e crescente di tutti coloro che hanno cercato rifugio fuori dai propri paesi: i bambini rappresentano circa un terzo della popolazione globale ma circa la metà di tutti i rifugiati. Nel 2015, circa il 45% di tutti i bambini rifugiati sotto la protezione dell’UNHCR venivano dalla Siria e dall’Afghanistan.
Questi bambini spesso scappano traumatizzati dai conflitti e dalle violenze e devono affrontare ulteriori pericoli nel loro percorso, compreso il rischio di annegare durante la traversata via mare, la malnutrizione e la disidratazione, il traffico, il rapimento, la violenza sessuale e persino gli omicidi. Nei paesi di transito e di arrivo, spesso sono vittime di xenofobia e discriminazione.
Secondo il rapporto, la Turchia ospita il maggior numero di rifugiati recenti, e molto probabilmente il numero più grande al mondo di bambini rifugiati. Rispetto alla sua popolazione, il Libano ospita il più grande numero di rifugiati, con una enorme sproporzione: circa 1 persona su 5 in Libano è un rifugiato. In confronto, nel Regno Unito 1 persona su 530 è un rifugiato, mentre negli Stati Uniti il rapporto è di 1 ogni 1.200 persone. Analizzando i paesi che ospitano i rifugiati secondo i livelli di reddito, troviamo che la Repubblica Democratica del Congo, l’Etiopia e il Pakistan ospitano la più alta concentrazione di rifugiati.
I bambini che hanno lasciato le proprie case o che sono sfollati spesso perdono i potenziali benefici della migrazione, come ad esempio nell’ambito dell’istruzione – uno dei fattori più importanti per i bambini e le loro famiglie che decidono di migrare. Un bambino rifugiato ha 5 volte di più la probabilità di non andare a scuola rispetto a un bambino non rifugiato. Quando possono andarci, è proprio nelle scuole che i bambini hanno più probabilità di essere vittime di discriminazioni – con trattamenti diseguali e bullismo.Il Rapporto individua sei azioni per proteggere e aiutare i bambini rifugiati e migranti:
proteggere i bambini rifugiati e migranti, in particolar modo quelli non accompagnati, da violenze e sfruttamento;
porre fine alla detenzione di bambini che hanno chiesto asilo o che sono migranti introducendo una serie di soluzioni alternative;
tenere insieme le famiglie nel miglior modo possibile per proteggere i bambini e dare loro il riconoscimento legale;
dare a tutti i bambini rifugiati e migranti possibilità per l’apprendimento e dare loro accesso a servizi sanitari e altri servizi di qualità;
promuovere azioni sulle cause dei movimenti di massa di rifugiati e migranti;
promuovere misure per combattere xenofobia, discriminazione e emarginazione.

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