Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 12 settembre 2016

Opening progetto Lapidarium

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2016

colosseo1Roma giovedì 15 settembre 2016, ore 18.30 Piazza del Colosseo / Arco di Costantino opening del progetto Lapidarium, intervento monumentale di scultura contemporanea dell’artista messicano Gustavo Aceves e curato da Francesco Buranelli (ex Direttore dei Musei Vaticani), che si svolgeranno giovedì prossimo, 15 settembre, nella suggestiva area archeologica di Roma, in un percorso che si snoderà dall’Arco di Costantino alla Piazza del Colosseo fino ai Mercati di Traiano (la mostra proseguirà fino all’8 gennaio 2017).
Lapidarium è un progetto ‘in fieri’ molto ambizioso: un work in progress che prevede un tour intorno al mondo che crescerà di tappa in tappa, fino a comprendere in tutto 100 opere differenti. Intervengono:
– Luca Bergamo, Assessore alla Crescita culturale, Comune di Roma
– Claudio Parisi Presicce, Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali
– Juan José Guerra Abud | Ambasciatore del Messico in Italia
– Emanuele Manzitti, Consigliere degli Affari Diplomatici per i Paesi dell’America Latina della Presidenza della Repubblica
– Antimo Cesaro, Sottosegretario di Stato, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
– Francesco Prosperetti, Soprintendente speciale per il Colosseo, il Museo nazionale romano e l’area archeologica di Roma
– Francesco Buranelli, Curatore della mostra
– Gustavo Aceves, Artista
Il progetto è stato presentato nel 2014 in anteprima a Pietrasanta e poi inaugurato ufficialmente nel 2015 a Berlino, alla Porta di Brandeburgo, in occasione della commemorazione del settantesimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale.Lapidarium rappresenta il tentativo dell’artista di dare una risposta dinamica e forte a una delle questioni più pressanti e dibattute dei nostri tempi: l’emergenza migratoria. L’artista raggiunge questo obiettivo dando forma al pensiero che si tratti di una crisi dalle radici profondamente radicate nella storia, dal momento che ogni scultura in Lapidarium rappresenta un momento di una particolare diaspora della storia antica.
Lapidarium è una mostra promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dall’Ambasciata del Messico in Italia con il supporto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e curata da Francesco Buranelli.

Posted in Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre, Roma/about Rome, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Kim Rossi Stuart a Torino presenta “Tommaso”

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2016

tommasoTorino Lunedì 12 settembre ore 21 Museo Nazionale del Cinema – National Cinema Museum – Musée National du Cinéma via Montebello 22 Kim Rossi Stuart sarà al Cinema Massimo per presentare “Tommaso”, il film che lo vede impegnato nel doppio ruolo di regista e protagonista. E’ il secondo suo secondo lungometraggio da regista. Ingresso 7,5-5 euro. (foto tommaso)

Posted in Cronaca/News | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Mostra: Monte Inferno

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2016

monte-inferno2Roma AlbumArte, Via Flaminia 122 mercoledì 14 settembre 2016, ore 18.00 – 22.00 Apertura al pubblico: 15 – 30 settembre 2016 Ingresso : gratuito Orari: dal lunedì al venerdì 15-19 (o su appuntamento) Mostra: Monte Inferno Curatore: Chiara Cavallo
Il progetto, nato nel 2013 e partito da una ricerca documentaristica e fotografica, è un’indagine su quella che è tristemente nota alla cronaca come la discarica di Borgo Montello in provincia di Latina, Monte Inferno appunto, dove a partire dagli anni Settanta sono stati scaricati rifiuti tossici che hanno causato gravi danni all’ambiente e alle persone. Monte Inferno è costituito da un insieme multiforme di materiale (documentario, fotografie, website, video multimedia, giornale cartaceo, illustrazioni, suoni, cartoline, esplorazioni geografiche) che formano un osservatorio con la volontà di leggere in maniera diversa un posto condannato dalla cronaca, utilizzando l’immaginazione.
Monte Inferno è un progetto frutto di un lavoro collettivo: Patrizia Santangeli – regista, Gabriele Rossi – fotografo, Massimo Calabro – illustratore e graphic designer, Bonifacio Pontonio – graphic designer, Roberto Fanfarillo – graphic designer, Giancarlo Bovina – geologo.In occasione dell’inaugurazione si svolgerà un talk con gli autori del progetto, Patrizia Santangeli e Gabriele Rossi, e un abitante di Monte Inferno, Claudio Gatto.Per tutto il periodo di esposizione sarà disponibile un giornale cartaceo, strumento di fundraising per finanziare il progetto ma che permette anche di leggere in maniera più attenta il sito di Borgo Montello, grazie ad una mappa del luogo e a una reinvenzione dei punti geografici che si trovano intorno alla discarica, rivisitati per andare oltre la cronaca.
Il piccolo borgo vive oramai l’impossibilità di vedere quello che prima rappresentava l’identità, generando paesaggi non più visibili ad occhio nudo ma persi in un ricordo. Gli abitanti, per la maggior parte veneti ed emiliani scesi negli anni Trenta per una promessa frutto di una propaganda, oggi si ritrovano a convivere con un’ossessione e separati da appezzamenti di terra non più coltivabili.Il progetto ha ricevuto il patrocinio dell’Assessorato alle Attività Produttive, Cultura e Sport del Municipio II di Roma Capitale e del MAP – Museo Agro Pontino, che aveva ospitato nel 2015 la prima tappa di Monte Inferno.
Patrizia Santangeli scrive e dirige documentari dal 2004. Ha iniziato lavorando sei anni come dj e direttore artistico di una radio privata. Nel 1994 è arrivata al mondo della comunicazione, dove ha svolto il lavoro di copywriter e regista di spot, backstage, video istituzionali. Dal 2004 al 2010 è stata partner e direttore creativo di un’agenzia di comunicazione. Negli ultimi anni ha intensificato la sua attività di regista di documentari e filmati per il web. Interessi, capacità progettuale maturata nel tempo e competenze multidisciplinari, la spingono ad avere un approccio a più dimensioni ai lavori, dove il documentario diventa uno degli strumenti a disposizione. Vive a Roma.
Gabriele Rossi è nato a Latina nel 1979. Vive e lavora a Roma. La sua ricerca fotografica indaga sugli elementi che generano il mutamento del tessuto urbano e sociale, in particolare sui fenomeni che attivano una crisi immediata e producono nuove identità. Gabriele ha frequentato dal 2005/07 un corso biennale di fotografia presso l’ISFCI di Roma e nel 2007 un master in “Photography and Visual Design” presso NABA/FORMA a Milano. Successivamente è entrato a far parte dell’agenzia fotografica Contrasto con la quale ha collaborato per cinque anni. (foto: monte inferno)

Posted in Uncategorized | Leave a Comment »

Galleria Civica di Modena VERSUS

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2016

august-sanderModena venerdì 16 settembre 2016 alla Galleria Civica di Modena inaugura la mostra Versus. La sfida dell’artista al suo modello in un secolo di fotografia e disegno a cura di Andrea Bruciati, Daniele De Luigi, Serena Goldoni.Pensata in occasione del festivalfilosofia, quest’anno dedicato al tema “agonismo”, l’esposizione raccoglie fotografie e disegni di 125 artisti che ripercorrono gli ultimi cento anni della storia dell’arte, dal 1915 al 2016: accanto ad opere di molti tra i protagonisti del Novecento saranno esposti lavori di artisti emergenti, nati tra il 1979 e il 1990, realizzati espressamente per l’occasione.Il concept della mostra propone una declinazione del tema “agonismo” in direzione di un tentativo di superamento dei modelli precedenti.Il percorso intreccia diversi temi: il confronto con i propri modelli artistici (dagli archetipi di Mario Sironi e Filippo De Pisis al tema del ritratto fotografico in August Sander, Walker Evans, Thomas Ruff); il paragone con i propri maestri (come nel caso di Carlo Maria Mariani, Marcello Jori e Gillian Wearing che arrivano a immedesimarsi rispettivamente con Leonardo, Max Ernst e Fox Talbot); lo scontro con le proprie certezze espressive (come nella messa in scena del proprio corpo attuata da Urs Lüthi e negli autoritratti di Roberto Cuoghi realizzati mentre indossa delle lenti deformanti); la performance che mette a dura prova il corpo dell’artista (come nelle immagini di Gunther Brüs, Hermann Nitsch, Vito Acconci o Marina Abramovic & Ulay); il conflitto linguistico fra fotografia e disegno (come nelle “Photo-Graffie” di Vincenzo Agnetti o nei paesaggi grafici di Mario Giacomelli, solo per citarne alcuni).
claudio-parmiggianimarina-abramoviculayArtisti in mostra: Claudio Abate, Marina Abramovic & Ulay, Vito Acconci, Vincenzo Agnetti, Adriano Altamira, Franco Angeli, Stefano Arienti, Eugéne Atget, Olivo Barbieri, Gianfranco Baruchello, Gabriele Basilico, Enrico Baj, Joseph Beuys, Irma Blank, John Bock, Alighiero & Boetti, Marcel Broodthaers, Günter Brus, James Lee Byars, Pier Paolo Calzolari, Giorgio Ciam, Mario Ceroli, Giorgio Colombo, Mario Cresci, Roberto Cuoghi, Hanne Darboven, Gino De Dominicis, Filippo De Pisis, Giuseppe Desiato, Walker Evans, Corrado Fanti, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Franco Fontana, Lucio Fontana, Joan Fontcuberta, Jochen Gerz, Mario Giacomelli, Sol Lewitt, Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, Luigi Ghirri, Ralph Gibson, Paolo Gioli, Claudio Gobbi, Paul Graham, Giorgio Griffa, Jay Heikes, John Hilliard, Christian Holstad, Axel Hütte, Paolo Icaro, Mimmo Jodice, Marcello Jori, Jirí Kolár, Ketty La Rocca, Sergio Lombardo, Urs Lüthi, Renato Mambor, Tancredi Mangano, Robert Mapplethorpe, Lucia Marcucci, Carlo Maria Mariani, Eva Marisaldi, Amedeo Martegani, Paolo Masi, Eliseo Mattiacci, Duane Michals, Robert Morris, Davide Mosconi, Otto Mühl, Floris Neusüss, Hermann Nitsch, Luigi Ontani, Dennis Oppenheim, Luciano Ori, Mimmo Paladino, Giulio Paolini, Claudio Parmiggiani, Ico Parisi, Pino Pascali, Luca Maria Patella, Giuseppe Penone, Lamberto Pignotti, Bernard Plossu, Anne e Patrick Poirier, Concetto Pozzati, Enrico Prampolini, Emilio Prini, Man Ray, Rosangela Rennó, Mimmo Rotella, Thomas Ruff, August Sander, Mario Schifano, Rudolf Schwarzkogler, Toti Scialoja, Gianni Emilio Simonetti, Mario Sironi, Aaron Siskind, Vivan Sundaram, Aldo Tagliaferro, Wolfgang Tillmans, Roland Topor, Davide Tranchina, Franco Vaccari, Luigi Veronesi, Gillian Wearing, Minor White, Michele Zaza.Artisti chiamati a realizzare opere ispirate ai temi della mostra: Paola Angelini, Thomas Braida, Nicolò Bruno, Elia Cantori, Luca De Angelis, Matteo Fato, Andrea Grotto, Rachele Maistrello, Davide Mancini Zanchi, Filippo Minelli, Lorenzo Morri, Paola Pasquaretta, Barbara Prenka, Agne Raceviciute, Sulltane Tusha, Lorenzo Vitturi. In occasione della giornata inaugurale di venerdì 16 settembre, all’interno del programma di festivalfilosofia, alle ore 22.30 nel Chiostro di Palazzo Santa Margherita è prevista la proiezione di Re – VERSUS, una selezione di video d’autore sul lavoro artistico tratti dall’archivio video di Careof, Milano, a cura di Martina Angelotti. (foto: August Sander, Claudio Parmiggiani, Marina Abramovic&Ulay)

Posted in Uncategorized | Leave a Comment »

Mostra Tempo Reale e tempo della realtà

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2016

orologiorologi1Firenze. E’ nata dal desiderio di richiamare per la prima volta l’attenzione del pubblico sull’importante collezione di orologi conservata nei prestigiosi ambienti di Palazzo Pitti, attraverso una significativa scelta di tali oggetti d’arte (circa sessanta orologi selezionati da un patrimonio totale di oltre 200 esemplari, la maggior parte storicamente legati al Palazzo oppure acquisiti in seguito a donazioni per le collezioni museali), selezionati in base alla forma e destinazione d’uso ed ambientati in una suggestiva scenografia di arredi e dipinti coevi.La monumentale figura marmorea di Kronos di Gherardo Silvani ci accoglierà per l’occasione nel cortile del Palazzo, per indicarci il percorso espositivo – allestito in alcune sale dell’Appartamento della Duchessa d’Aosta – alla scoperta delle molteplici forme che il tempo assunse nelle varie epoche in cui la Reggia fiorentina fu residenza di tre diverse dinastie: medicea, lorenese e sabauda. Studiati per lo più come parte dell’immenso patrimonio di arredi ed opere d’arte del palazzo, gli orologi, testimoni (quasi) silenziosi dello scorrere degli eventi, furono importanti per poter regolare i ritmi della vita a corte, oltre che simboli di prestigio per chi li possedeva. Questo studio ha inoltre consentito di apprezzare, sotto le diverse forme di realizzazione, la straordinaria qualità degli orologi sia dal punto di vista tecnico scientifico che da quello storico artistico. Questo strumento, dal valore già altamente simbolico per la sua funzione, diviene in quest’ottica l’unione di due poli solo all’apparenza opposti, la scienza e l’arte. L’insieme di due anime dunque: da una parte l’orologio vero e proprio, composto di meccanismi sempre più sofisticati e complessi, dall’altra la cassa che, nata per proteggere il delicato contenuto, si è andata trasformando in vero oggetto d’arte, dotato di un proprio valore autonomo. Per non tralasciare la parte più nascosta di tale manufatto, si è ritenuto utile per la comprensione fare introdurre la mostra da un filmato che ci fa entrare nella parte viva e pulsante degli orologi, il loro meccanismo. “Apprezzati anche a Firenze non solo come oggetti d’arte, spesso di lusso e pregio inaudito, ma anche per il fatto di essere automi meravigliosi – come si sa dalle fonti fin dai tempi di Lorenzo il Magnifico – gli orologi delle collezioni medicee e lorenesi ci restituiscono l’immagine di una corte dove le competenze meccaniche e tecniche erano ammirate non meno delle doti creative degli orafi che inserivano i meccanismi entro complesse decorazioni (molto spesso popolate di allegorie sul Tempo) e dove addirittura si stipendiava un orologiaio per mantenere in ordine i delicati meccanismi di questi oggetti preziosi.” (E. D. Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi).
orologi2Prima che l’orologio meccanico fosse messo a punto e perfezionato, la ricerca degli scienziati si servì dei mezzi il cui funzionamento era basato sulla lettura degli astri, principale punto di riferimento legato al naturale passare delle ore e dall’alternarsi del sole e della luna. Vedremo quindi esposta una ampia panoramica di strumenti scientifici, come la replica del Giovilabio di Galileo o diversi esemplari di orologio solare, utilizzati per misurare il tempo prima della nascita dell’orologio e provenienti da altri musei fiorentini quali il Museo Galileo e il Museo Stibbert. L’arte orologiaia affascinava i nobili abitanti della Reggia, che si servirono dei migliori maestri attivi in Italia, e non solo, invitandoli presso la propria corte per la creazione di importanti pendole. Esempio di questo particolare rapporto è un orologio da mensola realizzato dall’inglese Ignazio Hugford nei primi anni del Settecento per Cosimo III. Inseriti in un suggestivo e spettacolare allestimento, i segnatempo in mostra documentano stili di epoche diverse, ed i gusti di coloro che si successero sul trono del Granducato di Toscana: dalla sobria eleganza della religieuse decorata con lo stemma mediceo e con la mostra sorretta dalla figura alata e barbuta, allegoria del tempo, all’orologio raffigurante una maestosa Aurora, ogni pezzo ci dimostra quanto fosse importante dare al tempo una materializzazione simbolica. Il quadrante diviene così il centro di una composizione che avvolge l’incessante girare delle lancette; principali fonti di ispirazione per gli artigiani che decoravano questi manufatti furono le divinità mitologiche, personificazione di idee astratte legate allo scorrere delle ore, ma anche animali dal significato metaforico, come nell’esemplare di orologio da mensola allocato sul dorso di un elefante, simbolo di pazienza e longevità.
orologi3orologi4I segnatempo saranno affiancati a dipinti in cui, fra i ricchi fondali scenografici, è possibile ammirare orologi simili a quelli in mostra, permettendoci così di immaginare come dovevano apparire inseriti nel loro contesto originario. E’ questo il caso del grande Ritratto di Maria Luisa di Parma di Laurent Pécheux in cui appare una mostra d’ orologio in tutto simile allo strumento che qui si espone, ma sostenuto da un rinoceronte anziché da un elefante. O ancora, potremo osservare opere concettualmente significative, come accade nel capolavoro Le tre età dell’uomo di Giorgione, in cui l’idea del trascorrere del tempo viene affidata ad una enigmatica lezione di canto, testimoniando una volta di più lo stretto rapporto del passaggio del tempo con la musica.
Accompagnati dal ticchettio degli orologi, e suggestionati dall’idea di udire gli stessi suoni che echeggiavano nelle sale di Palazzo Pitti quando era ancora Reggia, si arriverà quindi alla sezione dedicata al rapporto fra tempo e musica. Se nella teoria musicale il concetto di tempo indica l’andamento, ovvero la velocità di esecuzione della composizione, altrettanto importante è stata l’applicazione di congegni sonori al meccanismo dell’orologio, in modo da farlo suonare allo scoccare di ogni ora, o ancor più spesso. Questa consuetudine portò a sorprendenti risultati attraverso l’utilizzo dei segnatempo per il miglior funzionamento degli strumenti musicali. Superbo esempio ne è l’Orchestrion esposto nella Sala della Musica, congegno in grado di suonare come un’orchestra, regolato dall’orologio a lira posto sulla sua sommità. Inoltre, la creazione di orologi musicali fu spesso associata all’uso di automatismi, come nel caso dell’orologio da mensola a forma di voliera con uccellini meccanici colorati, in un intreccio fra tecniche di orologeria e meccanica dagli esiti sicuramente meravigliosi per gli spettatori dell’epoca. Il tempo Reale, tradotto nelle forme dei preziosi orologi delle Collezioni Granducali e Reali di Palazzo Pitti, si conclude simbolicamente con l’opera di orologi5Piero Bernardini La partenza del Granduca Leopoldo II da Firenze nel 1859, momento in cui le sorti della Toscana e dell’intera penisola viravano verso la realizzazione dell’unità nazionale. Il palazzo avrebbe di lì a poco cambiato il suo ruolo, divenendo spazio per il tempo della realtà, perdendo la funzione di reggia per acquisire quella di museo.
A fare da anello di congiunzione fra Ottocento e Novecento, una serie di preziosissimi gioielli contemporanei ispirati al tempo, come l’anello di Fausto Maria Franchi Ore perdute, o la collana d’ispirazione surrealista L’eterno ritorno di Virginia Tentindò, oggetti dall’importante contenuto concettuale che ci mostrano forme inedite per rappresentare il tempo. Questo piccolo approfondimento ci introdurrà all’ultima, sezione della mostra, dedicata al Novecento e allestita presso il Saloncino delle Statue all’interno del percorso della Galleria d’arte moderna. In questa sala saranno esaminati alcuni aspetti del nuovo modo di percepire il tempo nel XX secolo: un tempo straniante, come può essere quello racchiuso nella figura dello Straniero di Felice Casorati, o veloce e meccanico, come testimonia il Libro imbullonato di Fortunato Depero; oppure oggetto di ossessiva attenzione, come nell’opera lirica Il diavolo nel campanile, della quale viene esposto un’ interessante interpretazione scenica di Dino Buzzati. Accezioni queste, di un tempo reale e di una concezione moderna che oramai ha preso il posto del tempo Reale, con la lettera maiuscola, tuttavia ancora presente nelle stanze di Palazzo Pitti grazie al suono dei suoi orologi.
La mostra a cura, come il catalogo edito da Sillabe, di Enrico Colle e Simonella Condemi, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei. (foto: orologi)

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Accordo tra le aziende friulane Tecnest ed Eurotech

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2016

udine loggia del lionelloLa quarta rivoluzione industriale è sempre più vicina. E lo è ancora di più dopo l’accordo di collaborazione siglato tra Tecnest, azienda di Udine che si occupa di soluzioni informatiche e organizzative per la gestione dei processi di produzione e della supply chain, ed Eurotech, leader nella fornitura di dispositivi intelligenti e tecnologie Machine-to-Machine per applicazioni Internet of Things (IoT). «L’applicazione dell’Internet of Things nella produzione industriale ha un ruolo chiave nella cosiddetta Industry 4.0 – dice Fabio Pettarin, presidente di Tecnest -. Si tratta di una trasformazione epocale che permette di collegare macchine, prodotti e sistemi. Lo scenario che si delinea grazie alla connessione è articolato: sarà possibile analizzare i dati per prevedere difficoltà o errori e i sistemi potranno autoconfigurarsi per adattarsi ai cambiamenti. E non solo: l’industry 4.0 cambierà il modo di pensare la fabbrica e le relazioni tra fornitori, aziende di produzione e clienti». In Italia il mercato dello Smart Manufacturing nel 2015 vale quasi il 10% del totale degli investimenti complessivi dell’industria e per il 2016 prevista una crescita del 20% (dati dell’Osservatorio Smart Manufacturing della School of Management del Politecnico di Milano).Il progetto nasce da due eccellenze friulane che hanno unito le rispettive specializzazioni per promuovere una soluzione tecnologica d’avanguardia. Da una parte c’è Tecnest, realtà di Tavagnacco (Udine) da quasi 30 anni specializzata in soluzioni software per il settore manifatturiero, e dall’altra Eurotech, multinazionale con sede ad Amaro che ha messo a punto Everyware Cloud, una piattaforma software Machine-to-Machine che permette di connettere facilmente dispositivi fisici (macchine o altri device) a sistemi IT e altre applicazioni software. «I nostri strumenti e tecnologie per l’IoT sono applicabili a diversi settori: quello con Tecnest è un accordo dedicato al mondo industriale per la realizzazione di una soluzione per la Fabbrica 4.0. Si stima che la digitalizzazione spinta di una fabbrica possa portare a un 10% di recupero di efficienza» dice Roberto Siagri, presidente e amministratore delegato di Eurotech.I dati generati e raccolti dalle macchine devono poi essere interpretati e messi a disposizione delle diverse funzioni aziendali e degli attori coinvolti nella catena del valore, per tenere sotto controllo e migliorare i processi produttivi e della supply chain. Qui entrano in gioco le competenze specialistiche di Tecnest e le sue soluzioni per la gestione dei processi di pianificazione e gestione della produzione e della supply chain della suite software J-Flex.
Tecnest (www.tecnest.it) Fondata nel 1987, con sede a Tavagnacco (Udine) e a Cinisello Balsamo (MI), Tecnest è un’azienda specializzata nella fornitura di soluzioni informatiche ed organizzative per la pianificazione, il controllo e la gestione dei processi di produzione e della Supply Chain. Grazie alle competenze sui processi di produzione e alla flessibilità delle soluzioni software della suite proprietaria J-Flex, da oltre 25 anni Tecnest è in grado di elaborare progetti e soluzioni per la gestione della produzione pensati per diverse realtà aziendali, sia nell’ambito della produzione discreta sia dell’industria di processo.
Eurotech è una multinazionale quotata in borsa (ETH:IM) che progetta, sviluppa e fornisce soluzioni per l’Internet of Things, complete di servizi, software e hardware, ai maggiori system integrator e ad aziende grandi e piccole. Adottando le soluzioni di Eurotech, i clienti hanno accesso alle pile di software (stack) open-source e standard più recenti, a gateway multiservizi flessibili e robusti e a sensori sofisticati, allo scopo di raccogliere dati dal campo e renderli fruibili per i processi aziendali. In collaborazione con numerosi partner di un ecosistema mondiale, Eurotech contribuisce a realizzare la visione dell’Internet delle Cose, fornendo soluzioni complete oppure singoli blocchi “best-in-class”, dalla gestione dei dispositivi e dei dati alla piattaforma di connettività e comunicazione, dai dispositivi periferici intelligenti agli oggetti “smart”, con modelli di business idonei al mondo dell’impresa moderna. Per maggiori informazioni su Eurotech, visitate il sito http://www.eurotech.com (foto: Roberto_Siagri, Fabio_Pettarin)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Bond per la messa in sicurezza del territorio

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2016

terremotoLe devastazioni e la perdita di tante vite umane, a causa dei disastri che ripetutamente colpiscono il territorio del nostro Paese, naturalmente provocano emozioni forti, suscitano diffusa solidarietà e spingono gli stessi governanti ad assumere impegni. Ciò è quanto è accaduto anche a seguito del recente terremoto.
In verità la messa in sicurezza anti sismica è un problema antico che riguarda la gran parte del territorio italiano. La semplice ricostruzione delle aree colpite e la ristrutturazione anti sismica in tutto il territorio nazionale interesserebbero non meno di 12 milioni di unità abitative con investimenti prevedibili di circa 100 miliardi di euro.
Se si aggiungesse anche l’improcrastinabile intervento di stabilità idrogeologica dell’intero Paese, allo scopo di evitare le continue e devastanti alluvioni, frane e altri deterioramenti del territorio, bisognerebbe aggiungere almeno altri 40-50 miliardi di investimenti.
Indubbiamente si tratta di cifre molto importanti. Soprattutto se si considerano anche i costi delle perdite di vite umane e delle distruzioni di proprietà e di ricchezze provocate dai vari cataclismi.
Secondo l’ufficio studi della Camera dei Deputati in 48 anni sarebbero stati spesi circa 121 miliardi di euro per ricostruire ciò che i terremoti hanno distrutto!
Ovviamente il ruolo dello Stato, anche in questi casi, è insostituibile. Non c’è libero mercato che tenga. E’ compito dello Stato garantire la sicurezza ai propri cittadini. Perciò è sacrosanto, come fa il nostro presidente del Consiglio dei ministri, chiedere che gli investimenti per la ricostruzione e per la messa in sicurezza del territorio siano posti fuori dai ristretti parametri del Trattato di Maastricht.
La dimensione degli investimenti richiesti non potrebbe essere soddisfatta da una semplice flessibilità di bilancio!
Lo Stato, secondo noi, potrebbe emettere specifiche “obbligazioni per la ricostruzione” al fine di creare liquidità da destinare esclusivamente alla realizzazione del programma di investimenti. Potrebbe essere la Cassa Deposti e Prestiti a farsene carico, al fine di non farli rientrare nell’alveo del debito pubblico. Del resto la stessa Germania usa in tale senso la sua Kreditanstalt fuer Wiederaufbau, la gigantesca banca di sviluppo tedesca che, con attivi per oltre 500 miliardi di euro, è da sempre considerata fuori dal bilancio statale. La KFW è stata il motore della ricostruzione e dello sviluppo dell’economia tedesca.
Tale scelta non potrebbe che essere condivisa perché, come noto, il debito sarebbe strettamente legato a politiche di sviluppo che creano non solo unità abitative sicure ma anche produzione, occupazione, aumento della produttività e maggiori introiti fiscali. Così lo stesso debito iniziale verrebbe in parte ripagato e creerebbe allo stesso tempo nuova ricchezza.
Ai sottoscrittori delle obbligazioni si potrebbe estendere la garanzia dello Stato fino al valore di 100.00 euro, così come avviene per i conti correnti bancari. Sarebbe una forma di forte incentivazione.
Importante che detti titoli siano di lungo termine, almeno 10 anni, con capitale nominale garantito, ad un tasso di interesse basso ma comunque superiore al tasso zero di oggi.
Un secondo strumento per sostenere i menzionati investimenti potrebbe essere simile a certi contratti di assicurazione sulle vita. Il risparmiatore verserebbe un capitale, ad un tasso di interesse stabilito, mantenendolo bloccato per un certo numero di anni. Alla scadenza avrebbe diritto alla restituzione del capitale investito più gli interessi maturati, oppure ad una rendita commisurata. In questo caso non si avrebbe alcuna emissione di obbligazioni ma si tratterebbe di “assicurazioni sulla stabilità del territorio”. Anche questo strumento potrebbe essere gestito dalla stessa CDP.
Per incentivare tali “polizze assicurative”, lo Stato potrebbe anche qui offrire una garanzia fino a 100.000 euro e altri eventuali incentivi.
Purtroppo i governi preferiscono creare un debito anonimo, e non mirato a settori specifici di intervento, perché in questo modo possono gestirlo come meglio credono, anche per coprire altri buchi di bilancio. Ma il disegno che dovrebbe stare alla base delle messa in sicurezza dell’intero territorio rappresenta una grande sfida ma anche l’opportunità di indirizzare e programmare l’economia in un modo differente dal passato, compatibile con la difesa della natura e dell’ambiente.
Naturalmente i controlli di qualità, di trasparenza e di rispetto delle regole sono fondamentali per la riuscita del progetto. Così come è indispensabile il coinvolgimento delle popolazioni interessate. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Sicilia sanità, Musumeci: Scelta sbagliata dell’asse Renzi-Crocetta”

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2016

sicilia-regione-default-120718100156_big“È una scelta politica sbagliata quella voluta dai governi a guida Pd di Roma e Palermo per privare intere aree dell’Isola del diritto alla sicurezza sanitaria”. A dichiararlo il deputato dell’opposizione all’Ars Nello Musumeci.“In particolare, basterebbe guardare una cartina geografica – rileva Musumeci – per capire come, dopo il riordino del Piano sanitario, diversi ospedali dell’entroterra e i bacini circostanti resterebbero tagliati fuori da ogni rete di emergenza e urgenza. Come si fa, ad esempio, a sopprimere i Pronto soccorso in strutture che da decenni assicurano un servizio efficiente e insostituibile a livello regionale? Come si fa a non capire che in questa proposta del governo Crocetta non c’è alcuna sinergia tra ospedale e territorio?”
“Ho già inviato all’assessore Gucciardi una nota di protesta – conclude l’esponente dell’opposizione – proponendo di modificare la Rete. Lo farò ancora in commissione Sanità e in Aula, con la nostra ferma e convinta opposizione. Questo ulteriore scippo a danno dei territori “non raccomandati” non può essere tollerato”.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Pentastellati: Ben arrivati al club degli inciuci?

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2016

campidoglioIl popolo dei pentastellati con molta probabilità non ha del tutto la consapevolezza dei danni che sono stati compiuti con i due mesi di amministrazione Raggi a Roma. Non è solo una questione d’immagine ma anche tutto quel che ne segue con assessori che vengono nominati e poi destituiti, assessori che solo dopo ci si accorge che sono inquisiti e il tutto pavesato da una mancanza di trasparenza che è uno dei caposaldi, con l’onestà, dei principi guida del movimento. Concordiamo con quanti ci dicono che tutto questo poteva capitare a chiunque e che la grancassa dei media ha gonfiato a dismisura questa “grana” pentastellata, ma ciò non toglie che il movimento avrebbe fatto fuoco e fiamme se fosse capitato agli altri.
Vale tuttavia la pena di fare una riflessione più generale. Nella storia sappiamo bene che persino le ideologie fondate da un substrato filosofico, sociale e di costume molto radicate sul territorio hanno dovuto subire un tracollo per colpa di chi si è posto, ad un certo punto, alla loro guida salvo poi farsi trovare con le mani nella marmellata. I pentastellati nati dalla consapevolezza che la gente per bene è stanca del malgoverno del paese, dalla corruzione imperante, dai traffichini di turno ha saputo attirare questa grossa fetta dell’opinione pubblica e a trasformarla in elettori consapevoli e determinati. Proprio per questi suoi ideali oggi ci chiediamo se l’errore più grave del movimento non sia stato proprio quello di aver “pescato nel mazzo” dove non sempre troviamo le persone giuste e che queste hanno finito con il remare contro, osiamo credere in buona fede per i loro limiti culturali, ma non escludiamo in altri casi la malafede. Se è così non contorniamoci delle sanguisughe di turno e mettiamo insieme un “gruppo di saggi” che sappia valutare meglio le persone da lanciare nell’agone politico. (Riccardo Alfonso del Centro studi politici)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La sanità va a rotoli

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2016

Ministero saluteLa sanità va a rotoli, ci sono province italiane che contano 2 posti letto ogni mille abitanti, pari alla media dei paesi africani, e nessuno si è mai accorto che la Menarini, un colosso farmaceutico di Firenze, ha frodato il sistema sanitario nazionale aumentando il prezzo dei suoi prodotti farmaceutici con false fatturazioni, per oltre trenta anni.Si legge dalla stampa, che il tribunale ha condannato la Menarini anche a risarcire la Presidenza del Consiglio in re…lazione ad uno specifico addebito corruttivo.
Dunque la Presidenza del Consiglio era costituita parte civile nel processo contro i fratelli Aleotti, proprietari della Menarini.
Eppure il Presidente del Consiglio Renzi, circa un anno fa, in viaggio a Berlino, ha visitato gli stabilimenti Menarini, con grande compiacimento della Presidente Aleotti, oggi condannata a dieci anni.
La Aleotti proprio un anno fa dichiarava la propria soddisfazione alla stampa, tronfia della sensibilità mostrata dal Governo presieduto da Renzi nel comprendere le loro “necessità”.Curioso che mentre Renzi dichiarava di comprendere le esigenze della Menarini, nel contempo la Presidenza del Consiglio era costituita parte civile nel processo per frode contro la medesima casa farmaceutica.E’ improbabile che Renzi non fosse stato informato della vicenda, è verosimile che lo sapesse e che, nella sua incommensurabile arroganza politica, non si sia posto nemmeno il problema della prudenziale inopportunità di incontrare e abbracciare amichevolmente chi stava sotto processo per aver frodato il servizio sanitario nazionale. (fonte: http://www.democrazia-atea.it)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Scuola: – Concorso a cattedra 2016, un danno più vasto di quanto si pensasse

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2016

ministero pubblica istruzioneBen il 61,43% dei posti è concentrato, invece, nell’area Centro-Nord, tra la Lombardia, il Piemonte, il Veneto. Come se non bastasse, i posti che il Miur ha individuato per le assunzioni, in alcuni casi, risultano in misura inferiore rispetto a quelli effettivamente liberi: sembra che l’accantonamento sia stato attuato, in modo cautelativo, laddove vi sono dei contenziosi in corso, relativi principalmente ai ricorsi al giudice del lavoro presentati dai docenti di ruolo collocati dall’algoritmo impazzito su ambiti con ogni probabilità errati. Inoltre, dal Lazio in giù, fino alla Sicilia compresa, non è rimasto nemmeno un posto di scuola elementare. Lo stesso vale per le cattedre riservate ai docenti specializzati per l’insegnamento ai disabili: in 14 regioni, con migliaia di posti in origine messi a concorso, sono rimaste la miseria di tre cattedre libere.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è un disastro, da un incrocio delle disponibilità e dei docenti vincitori di concorso o rimasti in GaE risulta che vi sono anche posti disponibili in province dove non figurano candidati della stessa classe di concorso. In pratica, poiché non c’è stato uno straccio di programmazione ministeriale risulta che dove ci sono i posti mancano i docenti e, dove ci sono insegnanti vincitori di concorso o inseriti in GaE, non ci sono più cattedre. Il futuro non promette nulla di buono, perché abbiamo un turn over fortemente rallentato, per colpa della riforma Fornero. Senza contare che i posti che si libereranno, anche nei prossimi anni, saranno ad appannaggio di chi chiede trasferimento: un’operazione che precede sempre le immissioni in ruolo. La verità è che anche la partita delle stabilizzazioni dei docenti è stata gestita in modo pessimo; sempre a spese dei docenti, stavolta pure vincitori del concorso, ai quali non rimane altro che fare ricorso al Tar.

Posted in scuola/school, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Voci dal carcere: Oggi mi hanno concesso sei giorni di permesso

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2016

gocce-di-libertaPrima di uscire dalla mia cella, lancio uno sguardo alle foto dei miei due nipotini che ho attaccato alla parete accanto al letto. Mi sorridono. E sembrano dirmi: “Nonno ti aspettiamo”. La guardia mi chiama: “Musumeci… è pronto?” E penso: “Sono pronto dalle quattro del mattino e mi sono fumato già sei sigarette”. Esco dalla mia cella. E mi dirigo con decisione al cancello della sezione. Scendo le scale. Prendo il corridoio principale. Mi prende in consegna la guardia dell’ufficio matricola. Continuo a camminare in silenzio, perso nei miei pensieri. Mi sforzo di rimanere calmo e distaccato. Desidero dare l’impressione alla guardia che mi accompagna e al mio cuore che sono un duro come mi ha sempre descritto l’Assassino dei Sogni (il carcere come lo chiamo io) nelle sue carte tutte le volte che mi mandavano alle celle di rigore o mi trasferivano da un carcere all’altro. La verità invece è che me la sto facendo addosso dalla felicità. Mi viene persino la voglia di fare un centinaio di salti di gioia e di urlare a squarciagola.Arrivo nel grande cortile che porta all’ultima porta. Alzo lo sguardo. Il sole mi acceca. Mi sembra di uscire da una tomba. Il cielo è alto, immenso, celeste, diverso da quello che si vede dietro le sbarre. Allungo una gamba per varcare il cancello. Ad un tratto, faccio una pausa di qualche frazione di secondo come se volessi immortalare nel mio cuore e nella mia mente quell’istante che ricorderò miliardi di volte quando sarò di nuovo dentro ad aspettare il mio fine pena che sarà nell’anno 9.999.Poi attraverso il cancello che divide il mondo dei vivi da quello dei morti. Per un attimo mi sento spiazzato, incapace di capire se sono ancora dentro o fuori. Il cuore mi batte forte per l’emozione. Chiudo forte gli occhi.Respiro lentamente perché mi manca il fiato. Poi prendo una grande boccata d’aria. Penso che sono di nuovo fuori. E mi ricordo che, per un quarto di secolo, sono sempre stato convinto che di me sarebbe uscito solo il cadavere. Mi muovo lentamente. Respiro a pieni polmoni. E penso che è bellissimo trovarsi negli spazi aperti.Fuori le emozioni del giorno mi tengono sveglio per gran parte della notte. Per questo fuori dormo poco, perché sono troppo felice per riposare o perché, quando si è felici, si soffre di più. Avverto che le persone del mondo vivo sono libere ed è bellissimo muoversi fra loro.Mi accorgo che è difficile controllare le emozioni che provo, per questo mi commuovo per nulla. Mi basta un sorriso dei miei figli o dei miei nipotini o un piatto di spaghetti con le cozze che mi prepara la mia compagna, e il mio cuore si scioglie come neve al sole. Vengo attratto e mi stupisco delle cose più semplici, come veder girare la lavatrice, toccare i bicchieri di vetro e le posate di acciaio. Rimango affascinato ad ascoltare il rumore delle onde del mare, le voci della gente e le grida dei bambini. La cosa che mi sembra più strana, e che non mi va proprio giù, è vedere mia figlia vestirsi e truccarsi da donna; forse perché l’avevo lasciata venticinque anni fa che giocava con le bambole. Alla mattina, quando apro gli occhi, per un attimo penso che non so proprio più a quale dei due mondi appartengo. Poi penso che probabilmente non appartengo più a nessuno dei due perché, ormai, appartengo al mondo dei sopravvissuti.Senza quasi che me ne accorga è già il giorno di rientrare in carcere. Mi sento malinconico. E penso: chissà se mai riuscirò di nuovo a riprendere in mano il mio destino? Ogni volta che entro in carcere dopo un permesso mi sembra di entrare in un altro universo e in un altro mondo. Poi, per alcuni giorni, sto continuamente sdraiato sulla branda con gli occhi fissi al soffitto, a ricordare le gocce di libertà che ho trascorso fuori dall’Assassino dei Sogni.
In realtà ho solo sognato. Queste emozioni che ho descritto sono frutto dei precedenti permessi di cui ho usufruito. Sì, è vero, avevo chiesto sei giorni di permesso da trascorrere a casa per festeggiare con i miei familiari la mia terza tesi di laurea con il risultato di 110 e lode. Ma, nonostante che il Magistrato di sorveglianza me l’avesse concesso, la Procura della Repubblica ha impugnato il provvedimento e non sono potuto uscire. Adesso devo aspettare che si pronunci il Tribunale di Sorveglianza di Venezia. Nel frattempo continuo a sognare. Che altro posso fare?È stato difficile spiegare alla mia famiglia che la legge prevede, anche senza nessuna motivazione logica, che la Procura possa bloccare il permesso anche se già concesso dal Magistrato di sorveglianza. Sono dovuto rincorrere ad un’aforisma dicendo che, se fuori due più due fa quattro, in carcere fa cinque. Ma loro non hanno capito ugualmente. E allora ho detto che, purtroppo, la legge è fatta di norme strane e che, a volte, neppure i giudici possono fare nulla. (Carmelo Musumeci) (n.r. Dura lex sed lex… ma con quanta amarezza) (foto: gocce di libertà)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Una candidatura mai presentata mai richiesta

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2016

antonio di pietro1Da un po’ di giorni (oggi compreso) vari organi di informazione riportano la notizia che io sarei uno dei candidati a diventare assessore al Comune di Roma (addirittura al Bilancio).
Non so chi per primo abbia inventato una simile panzana ma – visto che la telenovela continua anche oggi sui giornali – è ora di finirla perché lo scherzo è bello quanto dura poco. Le uniche due persone abilitate ad esprimersi su una tale eventualità siamo io e il Sindaco di Roma.
Ebbene, né io né – per quanto ho potuto verificare sui vari organi di informazione – la sindaca Raggi abbiamo mai detto una cosa del genere. Al riguardo voglio essere chiaro: per quanto mi riguarda, non ho nemmeno mai pensato né mi interessa fare l’assessore al Comune di Roma (ed infatti non ho mai presentato alcuna candidatura né ufficialmente né sottobanco)!
Buon lavoro alla signora Raggi, verso la quale (e verso il Movimento M5S) rinnovo la mia solidarietà invitandola a non dar retta a chi la tira per la giacchetta e pensare piuttosto a cosa fare per risollevare le sorti della Capitale, imbrattata dall’ingordigia di chi l’ha governata prima e non già dall’inesperienza degli amici del Movimento M5S (cosa del tutto naturale, essendo la prima volta che provano a governare e non essendo nessuno nato “imparato” (termine che utilizzo appositamente per la felicità di chi mi critica per il mio italiano!) (Antonio Di Pietro)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Quando si dice “Cambiamo la costituzione”

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2016

logo-fidest-jpgLa nostra Costituzione è stata redatta in un periodo storico molto importante per gli italiani in particolare. Eravamo da poco usciti da una guerra fratricida, con immani distruzioni e da una dittatura che aveva scavato un solco profondo tra le due anime del paese: i fascisti e gli antifascisti. E’ nata, quindi, con la forte idea di trasmetterci i sani principi di una democrazia, nella libertà, nella giustizia e nella salvaguardia dei più deboli. Tutto questo si ottiene se sono garantiti il buon governo e i necessari contrappesi per evitare l’arbitrio del potere. Non possiamo dimenticare che Mussolini è andato al governo del paese mentre c’era la democrazia e gli italiani potevano esprimere la loro volontà politica con il voto e fare le loro scelte partitiche. Questo lo sapevano bene i nostri padri costituenti tanto che hanno pensato a una costituzione che sapesse scongiurare tale evenienza con opportuni bilanciamenti tra i vari poteri dello stato. Tutto questo oggi con la proposta di un nuovo modello costituzionale non c’è più garantito. E’ questo il pericolo, la vera ragione per dire No all’avventurismo e agli interessi di parte. (Riccardo Alfonso Centro studi Fidest)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Italicum: Una legge elettorale figlia di nessuno

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2016

matteo renzi

napolitano“Adesso l`Italicum sembra orfano. La cosa, però, è surreale e spudorata, perché questa legge è a immagine e somiglianza del disegno di Renzi e Napolitano. Due smemorati, direi”.
Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “la Repubblica”.
“Renzi ha messo tre volte la fiducia sull`Italicum: se vuole cambiarlo, dovrebbe prima dimettersi. Se invece lo cambia la Corte, dovrebbe comunque lasciare. Non può dare le carte lui, né mai siederò allo stesso tavolo di un baro. E in ogni caso non prima del referendum. Perché ‘cà nisciun è fess’. Lui è capace di riunire tutti attorno a un tavolo, abbassare la tensione sul referendum, vincerlo e poi farci il gesto dell`ombrello. Se invece vincerà il No, come spero, allora questo Parlamento dovrà approvare necessariamente una nuova legge. Che io vorrei garantisca due pilastri: rappresentanza, con una forte base proporzionale, e governabilità”. Insomma, è un no su tutta la linea a Napolitano. E dire che voi siglaste proprio il patto del Nazareno.
“Quel patto prevedeva tre condizioni, e la terza era l`elezione condivisa del Presidente della Repubblica. Sempre quel patto prevedeva anche un`ampia maggioranza per la riforma costituzionale, in modo da ovviare a un Senato senza maggioranza politica e a una Camera con un premio di maggioranza giudicato illegittimo dalla Consulta. Non è andata così. Sarà la prossima, la legislatura costituente. Alla faccia degli smemorati, Renzi e Napolitano. La storia li giudicherà”, conclude Brunetta.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Brunetta: La vittoria del No ci aiuta a voltar pagina

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2016

costituzione1Se vince il ‘no’ al referendum “cambia tutto il panorama politico italiano: collasserà il Pd renziano, il Parlamento dovrà impegnarsi a fare una nuova legge elettorale con una forte base proporzionale e si aprirà una fase costituente nel centrodestra: noi non possiamo continuare come abbiamo fatto negli ultimi cinque anni”. In cui c`era Berlusconi. “C`è ancora”. Non come candidato premier. “Si vedrà. In ogni caso, di fronte alla nuova fase politica il centrodestra deve allargare il suo perimetro e ragionare sulle regole per la leadership per via legislativa”.
Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista al “Quotidiano Nazionale”.
Parla di primarie per legge? “Bisogna aprire una discussione su come definire la leadership nei partiti e se poi questa avrà effetto a livello istituzionale. Non bastano le regole interne ai movimenti, altrimenti rischiamo di aver leader scelti in rete o con primarie con il valore delle elezioni di un presidente di una bocciofila, come quelle che hanno incoronato Renzi, che diventano premier”, sottolinea Brunetta.” Per me la vittoria del ‘sì’ – che può arrivare solo grazie all`appoggio di Goldman Sachs, dei poteri forti e delle tivù – non dara stabilità al Paese ma aprirà la strada al trionfo dell`antipolitica. Malgrado ciò che sostiene Napolitano solo con una vittoria del ‘no’ ci potrà essere una nuova stagione costituente. Ed io ritengo che possa candidarsi a governare quella parte politica che meglio saprà interpretare la fase referendaria”. Vale a dire?
“Intanto, con la difesa della Costituzione. E poi dando risposte agli italiani in termini di sicurezza dal terrorismo, dall`immigrazione incontrollata e di tutela del risparmio”.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »