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La paura di Renzi e quella della Raggi

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2016

machiavelliQualcuno ha definito Renzi una sorta di erede di quel Machiavelli, di origine toscana, che ha lasciato passare, dalla generazione del suo tempo sino ai giorni nostri, l’idea di un personaggio che non avesse scrupoli pur di predicare il culto del potere a qualsiasi prezzo. E questa spregiudicatezza renziana è il frutto maturo delle sue paure e l’ambito posto a palazzo Chigi ha un valore troppo alto per perderlo. Per contro preferisce allontare questo suo assillo scaricando sugli altri l’ombra nefasta della paura. In questo senso se la prende con la Raggi rea di aver detto no alle Olimpiadi di Roma del 2024. Finge, innanzitutto, d’ignorare che tutta la campagna elettorale dell’attuale sindaco di Roma, a costo di diventare impopolare, è stata imperniata sul suo No alle Olimpiadi e brucia a Renzi il fatto che nonostante questa scelta azzardata il suo successo elettorale è stato quasi plebiscitario. Non può certo Renzi capire la ragione che a valle ha convinto i romani a questa rinuncia. Sono i debiti del comune di Roma che più volte ha rischiato il fallimento e che oggi li stanno pagando tutti gli italiani e per i romani è il doppio con l’addizionale Irpef al massimo del prelievo. In questo caso le Olimpiadi avrebbero fatto la fortuna di chi è già ricco ma avrebbe affossato chi è già povero togliendo risorse a molti servizi utili per la città. Dimentica forse Renzi che se vi è un disservizio nel servizio trasporti la causa è anche quella che non si hanno soldi per comprare i pezzi di ricambio a centinaia di bus fermi nei depositi per guasti vari, dimentica Renzi che taluni amici del suo partito hanno fatto parte di mafia Capitale rendendo impossibile una seria politica per ripulire Roma dai rifiuti. Dimentica Renzi che sono stati anche gli amministratori del suo partito a non muovere un dito per evitare le periodiche inondazioni di alcuni quartieri romani dopo le forti piogge. Allora Renzi si renda conto che ci vuole molto coraggio per diventare sindaco di una città così disastrata e con un debito da capogiro e con una povertà sempre più marcata. Renzi si tenga pure le sue paure e non si metta, anche in questo caso, a fare lo scarica barile. (Riccardo Alfonso direttore centro studi politici della Fidest)

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