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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 26 settembre 2016

A Verona è tempo di Marmomacc

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 settembre 2016

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Verona dal 28 settembre al primo ottobre Quartiere Fieristico di Verona mercoledì – venerdì 9.30 – 18.00 sabato 9.30 – 16.30. Sabato 1 ottobre la giuria sceglierà i tre vincitori per l’accesso alle finali per la nuova categoria dedicata al materiale litico nell’ambito di Archmarathon 2018. Nella città scaligera si rinnova l’appuntamento con la 51° edizione di Marmomacc, l’evento fieristico dedicato alla cultura del prodotto lapideo, ai molteplici utilizzi nell’ambito dell’architettura e del design nonché alle nuove tecnologie della sua lavorazione. Per il 2016 la manifestazione amplia i suoi spazi espositivi (oltre 78.000 mq) riconfermando il format connotato da b2b, formazione tecnica ed internazionalizzazione, senza tralasciare la promozione del Made in Italy. È proprio nell’ambito del Piano di promozione straordinaria del made in Italy del

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Ministero dello Sviluppo economico in collaborazione con ICE-Italian Trade Agency e Confindustria Marmomacchine che Marmomacc ripropone per il secondo anno consecutivo The Italian Stone Theatre, un intero padiglione dedicato alla cultura e alle sperimentazioni di materiali e macchinari.
Il Padiglione 1 diventerà così luogo di iniziative frutto della collaborazione tra aziende, designer e architetti appartenenti al panorama internazionale. A connotare lo spazio saranno in programma tre mostre: «The Power of Stone», a cura di Raffaello Galiotto; «New Marble Generation», a cura di Raffaello Galiotto e Vincenzo Pavan, «50 Years of Living Marble», a cura di Vincenzo Pavan.
Ad arricchire il programma sarà inoltre il calendario dello Spazio Forum che accoglierà lectio magistralis, workshop didattici, convegni (come The future of design materials, sustainability and contest organizzato con la rivista «Architectural Records»), nonché i casting per selezionare gli studi di architettura finalisti del primo Stone Archmarathon Award. ( di Veronica Rodenigo) (fonte: il giornle dell’architettura)

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Teatro: Se stasera sono qui

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 settembre 2016

se-stasera-sono-quiRoma dal 5 al 9 ottobre 2016 Teatro Trastevere venerdì e sabato h 21.00, domenica h 17:30 via Jacopa de Settesoli 3, presenta in collaborazione con ArteDrammaeSpettacolo Gabriele Cantando Pascali in “Se stasera sono qui” e con la partecipazione in scena di Lucia Bochicchio e Rosario Marotta. Testi e regia di Liliana Eritrei. Ompongono il cast Assistente alla regia Federica Tessari,
Disegno luci Andrea Busiri Vici, Scenografia Mariella Pizziconi, Vocal Coach Paolo Bianchi, Fotografia locandina Fabrizio Nardocci.
L’Associazione Culturale Teatro Trastevere ha il piacere di aprire la Stagione di Nuova Drammaturgia Contemporanea con un testo originale di Liliana Eritrei, promotrice di un Teatro all’Inverso in cui la maschera non viene più indossata ma finalmente cade e lascia vedere i due volti del protagonista, interpretato da Gabriele Cantando Pascali, artista eclettico che spazia dalla danza, al cinema, al teatro con la disinvoltura e la leggiadria che solo gli artisti performer sanno offrire. Molteplici sono i temi presi come spunto dall’osservazione della realtà quotidiana ai ricordi personali riferiti all’infanzia e adolescenza in Puglia.
“Un luogo, il palcoscenico, dove l’anima di Gabriele Cantando Pascali, accompagnata dall’autrice complice e regista Liliana Eritrei, si mette a nudo vestendosi da se stesso e da se stessa”Liliana Eritrei ha collaborato in vari settori dello spettacolo come attrice autrice e regista. Ha partecipato con il trio comico“La Tresca” a varietà televisivi come Premiatissima, Shaker e Grand hotel, ha scritto spettacoli teatrali e sceneggiati per cinema e tv. Ha pubblicato per la Minerva il romanzo “The Dancer-Storia d’amore e di pugni in 12 round” da cui è stata tratta la fiction “Il sogno di Rocco” in onda prossimamente sulla RAI.
Gabriele Cantando Pascali, danzatore, coreografo e attore per produzioni televisive e teatrali con Augusto Zucchi, Fabio Grossi, Leo Gullotta, partecipa a progetti cinematografici indipendenti, insegnante di Modern Dance presso IALS di Roma, è al suo debutto come One woMAN Show. (foto locandina: se stasera sono qui)

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Codeina per tosse e raffreddore nei bambini: Fda indaga sulla sicurezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 settembre 2016

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Healthcare and medical concept. Glass bottle with spoon and dosage cup filled up red syrup on blue background

Invitare genitori e operatori sanitari a smettere di somministrare codeina nei bambini, incrementando la formazione sui rischi e istituendo restrizioni d’uso sotto i 18 anni. Ecco l’obiettivo dell’American Academy of Pediatrics (Aap) nel documento dal titolo “Codeine: Time to Say No” appena pubblicato su Pediatrics. L’articolo cita l’uso frequente del farmaco in pediatria nonostante gli studi che collegano l’antidolorifico a reazioni avverse respiratorie gravi o fatali. «Il composto, da decenni contenuto in molti antidolorifici e in altrettanti antitussigeni da banco, viene convertito dal fegato in morfina» esordisce Joseph Tobias, coautore del documento e membro del comitato sui farmaci dell’Aap, sottolineando che, a causa della variabilità genetica che ne condiziona la velocità di metabolizzazione, la codeina fornisce scarso sollievo in alcuni pazienti, mentre in altri ha un’azione eccessiva.
«Alcuni individui, specie i bambini e le persone con apnea ostruttiva del sonno, sono metabolizzatori ultra-rapidi e potrebbero avere reazioni gravi o addirittura mortali da accumulo di morfina dopo l’assunzione di codeina a dosi terapeutiche» scrivono gli autori, ricordando che nonostante i rischi e le preoccupazioni espresse dall’Aap, dalla Food & Drug Administration e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, il farmaco è ancora disponibile in diversi antitussigeni ottenibili senza prescrizione medica in 28 stati dell’Unione e nel Distretto di Columbia. Inoltre, secondo il rapporto AAP, la codeina viene prescritta con frequenza nei bambini dopo procedure chirurgiche come la tonsillectomia e l’adenoidectomia. A più di 800.000 bambini sotto gli 11 anni è stata prescritta codeina tra il 2007 e il 2011, secondo quanto si legge nel documento. Gli otorinolaringoiatri sono i più frequenti prescrittori di codeina/paracetamolo in formulazione pediatrica, seguiti dai dentisti, dai pediatri e dai medici di famiglia. «Un’efficace gestione del dolore nei bambini resta un obiettivo difficile, in quanto il loro organismo elabora i farmaci in modo diverso da quello degli adulti» spiegano gli autori dell’articolo, chiedendo di migliorare l’informazione ai genitori e agli operatori sanitari sui rischi del consumo di codeina nei bambini. «Servono anche restrizioni formali sul suo utilizzo in pediatria, nonché ulteriori ricerche sul trattamento del dolore nei bambini» concludono gli esperti. (fonte Doctor33 Pediatrics 2016. doi: 10.1542/peds.2016-2396https://dx.doi.org/10.1542/peds.2016-2396) (foto: codeina)

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Ottavo festival francescano

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 settembre 2016

festival-francescano“Ottava edizione del Festival, la seconda da Bologna che si conferma una città estremamente sensibile ad accogliere le nostre tematiche. Circa 50.000 le persone che in queste tre giornate hanno partecipato a conferenze, workshop, momenti di confronto e di preghiera, interrogandosi e riflettendo su un tema non facile, quello del perdono, ma che si è rivelato essere di grande attualità e di forte interesse. Abbiamo avuto interventi importanti, Don Giovanni Nicolini e Gian Carlo Caselli come anche Massimo Cacciari o Andrea Riccardi; abbiamo chiuso le tre giornate con un intenso momento di preghiera interreligiosa, nel segno della pace e dell’uguaglianza: tutti momenti molto partecipati che hanno arricchito il pubblico di nuovi “bagagli” da portare a casa. Il prossimo anno saremo di nuovo qui e speriamo di fare ancora meglio, con un tema molto diverso da quello di questa edizione, ma altrettanto insidioso, ovvero “Il Futuro”.” Fra Giordano Ferri, direttore di Festival Francescano.In collaborazione con la Diocesi e il Comune di Bologna e con il sostegno di Landi Renzo, Centergross, BPER Banca e Pilot Pen. (foto: festival francescano)

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Cous Cous Fest: Palestina vince campionato del mondo. Nuovo record per la rassegna

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 settembre 2016

cous-cous-festSan Vito Lo Capo (Trapani). E’ la Palestina il paese vincitore del Campionato del mondo del cous cous, svolto nell’ambito del Cous Cous Fest, il festival internazionale dell’integrazione culturale organizzato dall’agenzia di comunicazione Feedback di Palermo con il Comune di San Vito Lo Capo, la cui 19\esima edizione si chiude stasera (domenica) a San Vito Lo Capo. E’ stata la ricetta degli chef George Suheil Srour, del ristorante Hareer a Ramallah ed Elias Bassous, che lavora al Jacir Palace Hotel, un hotel 5 stelle a Betlemme, la preferita dalla giuria tecnica tra quelle degli altri 9 paesi in gara: Angola, Francia, Israele, Italia, Marocco, Mauritius, Perù, Stati Uniti e Tunisia. Nel panel tecnico, presieduto da Claudio Sadler, chef 2 stelle Michelin, undici tra giornalisti, chef e food blogger. Alla delegazione palestinese il premio offerto da Unicredit e consegnato dal sindaco di San Vito Lo Capo, Matteo Rizzo e da Nicola Vitello, responsabile del distretto Castellamare del Golfo di UniCredit. Secondo la giuria il cous cous palestinese con finocchio e melograno crumble servito con filetto di orata alla griglia su un letto di coulis di finocchio e una spolverata di sommacco selvaggio infuso in olio d’oliva, “è di immediata comprensione pur avendo una struttura di molti sapori; è armonioso, equilibrato, molto godibile e in sintonia con il tema del Cous Cous Fest”. Gli chef sono stati accompagnati sul palco da Magdouline Salameh, responsabile dei rapporti con l’Italia per il Ministero del turismo e dei beni storici della Palestina. “Il mio augurio – ha detto Salameh – è che possa arrivare presto quel giorno in cui possiamo regalare un momento di pace ad ogni persona che vive nella Terra Santa: palestinesi, israeliani, arabi e che soprattutto per i bambini si possa costruire un futuro di serenità”. La giuria popolare, composta dai visitatori della rassegna, anche quest’anno ha premiato l’Italia, rappresentata da due chef sanvitesi, Giorgio Graziano, il capitano, e Antonino Grammatico e due sardi, Alberto Sanna e Federico Floris, vincitori del Campionato italiano di cous cous Bia. La loro ricetta, un cous cous di cernia e tenerumi (i fiori di zucchina), è stata premiata con il riconoscimento offerto da Bia e consegnato da Luciano Pollini, amministratore delegato dell’azienda. Agli Stati Uniti è andato uno dei due premi speciali assegnati dalla giuria tecnica, quello per la migliore presentazione del piatto, “per il modo unico in cui evocava il paese d’origine: la tradizione del sud degli Stati Uniti sposata al meglio con la millenaria tradizione de cous cous”. Ai due chef, Mary Sue Milliken, alla guida di tre ristoranti a Santa Monica, Los Angeles e Las Vegas, e Bob Blumer, il premio offerto da Conad e consegnato dal direttore generale, Natale Lia. “Questo festival – ha detto Lia – è un appuntamento che va ben oltre la dimensione gastronomica e musicale, perché si misura giorno per giorno con i valori e lo spirito solidale che caratterizza e contraddistingue il modello di impresa cooperativa Conad”. Sul palco della rassegna anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici “Questa manifestazione – ha detto – ogni anno lancia un grande messaggio di fratellanza a tutti i popoli ed è una grande vetrina internazionale per i prodotti di punta dell’agroalimentare siciliano. L’anno prossimo festeggerà il suo ventennale e contiamo di sostenerla perché lo merita, per diventare un appuntamento sempre più internazionale”.
Al Perù, per la prima volta partecipante al Festival, è andato invece il premio per l’innovazione del piatto, definito di grande armonia. “Con grande impegno – ha spiegato Claudio Sadler – lo chef ha dimostrato l’introduzione di questo prodotto in un paese che non lo conosce, sintetizzando con maestria il cous cous con l’immensa biodiversità dei prodotti del proprio territorio”. Lo chef peruviano Rafael Rodriguez, consulente gastronomico per importanti alberghi e ristoranti italiani, è stato premiato con il riconoscimento offerto da Electrolux Professional e consegnato da Giuseppe Pappalardo, della chef Accademy dell’azienda. Con lui a premiare anche Baldo Gucciardi, assessore regionale alla salute che alla rassegna ha promosso un progetto di sicurezza alimentare, cous-cous-fest2valorizzazione della dieta mediterranea e prevenzione. A calare il sipario sulla manifestazione il cabaret (domenica sera) di Roberto Lipari con lo spettacolo “Battipanni…Lipari tutto”.
Il cous cous, piatto povero nato tra le dune dei deserti del Maghreb, è stato ancora una volta il pretesto per parlare di pace e solidarietà tra popoli all’insegna del motto “make cous cous not war”. “Ad estate ormai conclusa – ha detto Matteo Rizzo, sindaco della cittadina – San Vito ha continuato la sua stagione turistica registrando migliaia di presenze che rivelano l’efficacia di un progetto che colleziona da diversi anni risultati importanti”. Il Cous Cous Fest ha attirato nella cittadina trapanese migliaia di persone con un programma di dieci giorni che ha visto oltre 40 cooking show con i maggiori protagonisti della cucina italiana, da Giancarlo Morelli a Sonia Peronaci, da Pino Cuttaia a Chiara Maci, Filippo La Mantia e Giorgione e grandi artisti della musica italiana internazionale, da Alvaro Soler a Edoardo Bennato, da Luca Carboni a Giusy Ferreri. “Anche quest’anno – spiegano dall’agenzia Feedback di Palermo, organizzatrice e producer dell’evento- il festival ha segnato un nuovo record, superando ancora una volta i biglietti di degustazione venduti l’anno scorso e registrando un incremento a due cifre. Siamo orgogliosi di questo bilancio, frutto di un lavoro molto intenso che coinvolge per un intero anno tutta l’agenzia”.

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Governo: Brunetta, Renzi abbia coraggio sue azioni o vada a casa

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 settembre 2016

padoan“Pioggia di indiscrezioni, alcune anche in contraddizione fra loro, sulla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def) che il governo approverà in Consiglio dei ministri. Ma la linea è chiara: mentire, per il terzo anno consecutivo, sui conti pubblici agli italiani e all’Europa. Il governo inserirà, infatti, un tasso di crescita del Pil dell’1%, quando sa già che al massimo raggiungerà lo 0,7%; un rapporto deficit/Pil al 2,3%, quando sarà del 2,4% se non ancora più pericolosamente vicino al 3%; e un debito/Pil al 131%, quando invece supererà il 135%. Cifre, quelle vere, note a tutti da tempo, su cui concordano tutti gli istituti di previsione nazionali e internazionali. Ma il duo Pinocchio Renzi-Padoan procede imperterrito sulla sua strada, come se nulla fosse, pensando di prendere in giro gli interlocutori. Come ha fatto, tra l’altro, sempre nei suoi 30 mesi di governo. Non solo: questa politica renziana per cui da un lato aumenta il deficit ma dall’altro contemporaneamente rivendica il rispetto delle regole e il pareggio di bilancio entro i prossimi tre anni delinea la confusione mentale che regna sovrana tra palazzo Chigi e il ministero dell’Economia e delle finanze, per cui si vorrebbe fare un manovra espansiva ma non troppo, si vorrebbero infrangere le regole europee ma senza sforare, si vorrebbe ribaltare il tavolo in Europa ma solo un po’. Un governo che non ha il coraggio delle proprie scelte, di prendere una posizione e perseguirla fino alla fine. Se davvero Renzi pensa che il Fiscal Compact non abbia funzionato, abbia il coraggio di non rispettarlo, e se davvero vuole fare una Legge di bilancio espansiva vada oltre il 2,3% di deficit, fino al 3%, ignorando il vincolo del pareggio di bilancio che è il simbolo della tanto contestata austerità. E usi le ingenti risorse che così si liberano, tanto dal maggior deficit quanto soprattutto dal taglio della cattiva spesa pubblica, facendo davvero le riforme che servono al paese: un vero piano di riduzione della pressione fiscale, che passa per la Flat tax e non per gli 80 euro; una vera riduzione del cuneo fiscale, che non è il Jobs act; e un vero piano di attacco al debito pubblico, per recuperare credibilità fuori e dentro l’Italia. Decida finalmente, dopo trenta mesi di governo, cosa vuole fare dell’economia del nostro paese. Se ha un piano lo esponga ai cittadini e all’Europa, e lo porti avanti fino in fondo. Non facendo un passo avanti e tre indietro. Altrimenti dimostra solo di far la voce grossa, ma di avere paura delle sue stesse azioni. E allora vale anche per lui: se ha paura cambi mestiere.”

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Soppressione squadre nautiche della polizia

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 settembre 2016

polizia-nauticaIl dado è tratto. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che sancisce la soppressione delle Squadre Nautiche della Polizia di Stato. Ebbene, il nostro giudizio non può che continuare ad essere contrario e fortemente critico di fronte all’atteggiamento impassibile ed immobile del Dipartimento della Pubblica Sicurezza che subisce la chiusura di un settore che sicuramente necessitava di una razionalizzazione e riorganizzazione ma non certamente di una chiusura totale. Adesso chiediamo che almeno in questa fase di dismissione siano chiariti i tempi e le modalità dello smantellamento di un settore che a parere del COISP era strategico per l’espletamento delle funzioni istituzionali assegnate alla Polizia di Stato. Il Dipartimento dovrà incontrarci per chiarire tempi, modi e garanzie per la mobilità del personale in servizio ad oggi presso le Squadre Nautiche.
Da chiarire anche altre previsioni contenute nel Decreto Legge. Oltre alla vigilanza dei litorali con le moto d’acqua, è infatti prevista la permanenza operativa dei mezzi nelle isole minori, nelle acque interne ecc.., pertanto è necessario al più presto precisare quando saranno emanati i decreti ministeriali per determinare come verrà strutturata, organizzata e pianificata l’operatività di questi uffici.Una serie di quesiti ai quali pretendiamo al più presto delle risposte e delle garanzie, cominciando dalla tutela del personale che ha operato per anni con dedizione e sacrificio in una specialità che ora viene dismessa senza alcuna remora e con l’acquiescenza incomprensibile dei vertici del Dipartimento. Come più volte denunciato, gli effetti negativi di tale provvedimento sono molteplici e sono tutti “oggettivi” ovvero non possono essere visti in altro modo.
Chiusura di Presidi di Polizia in luoghi particolari e dislocati sulle coste italiane; spostamento ad altri incarichi di personale specializzato e con comprovata esperienza nel settore nautico, lasciando così sguarnito un settore che in molte Questure non può essere considerato di secondo piano.Questo provvedimento legislativo sembra solo uno spot del Governo per far vedere che si stanno effettuando risparmi di spesa, ma andrebbe spiegato ai cittadini che razionalizzare, tagliare e/o accorpare Corpi di Polizia, non può essere fatto così senza un vero piano alternativo.
Nel decreto le competenze della Polizia di mare passano ad esclusiva competenza della Guardia di Finanza. Bene, ma a noi non risulta che verranno implementate le basi navali della stessa Guardia di Finanza, né tantomeno le dotazioni organiche. Dove verrà soppressa una Squadra Nautica rimarranno meno persone, meno imbarcazioni e quindi meno controllo del territorio!
Il Decreto cita: “…Fermo restando le funzioni e le responsabilità di ciascuna Forza di Polizia…”, quindi nel trattare alcune questioni come l’Ordine Pubblico, l’immigrazione ed i conseguenti controlli di stranieri l’Autorità di Pubblica Sicurezza non potrà operare autonomamente ma dovrà ogni volta interfacciarsi con il Corpo della Guardia di Finanza, con innegabile ritardi sull’immediatezza di intervento. Non smetteremo mai di cercare di far comprendere l’irragionevolezza di questo provvedimento!!

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Referendum: Brunetta, Renzi non ha consultato nessuno su data

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 settembre 2016

Giornalisti“Il 5 settembre, nel corso della conferenza stampa al termine del G20, rispondendo alla domanda di un giornalista in merito alla data del referendum, Matteo Renzi diceva: ‘Nei prossimi giorni, ascoltando i soggetti interessati il Cdm fissera’ la data, ragionevolmente nei tempi gia’ previsti’. Bene domani, lunedì 26 settembre, il Consiglio dei ministri finalmente deciderà la data in cui gli italiani potranno esprimersi sulla schiforma renziana, ma a noi non risulta che Renzi si sia consultato con nessuno. Per lo meno, su quale possa essere la data migliore, non si è consultato con le opposizioni di governo. Nessun telefono ha squillato, nessun invito è stato ricevuto, nessun parere è stato chiesto. Ancora una volta Matteo Renzi dice una cosa e poi ne fa un’altra. Ancora una volta Matteo Renzi finge di voler coinvolgere democraticamente tutte le parti politiche e poi invece decide in base ai suoi interessi. Ancora una volta Matteo Renzi si dimostra uno spudorato imbroglione.”

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Campidoglio: apertura palazzo senatorio

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 settembre 2016

visite-campidoglio2visite-campidoglioRoma Anche ieri grande successo di pubblico per l’apertura del Palazzo Senatorio in Campidoglio. Dalle 10 alle 18 le storiche sale del Palazzo, dagli spazi istituzionali a quelli archeologici, sono rimaste aperte per le visite guidate. Ad accogliere romani e turisti oggi, per la seconda domenica di aperture ai cittadini, il vicesindaco di Roma Capitale Daniele Frongia. Il percorso della visita guidata, durata 20 minuti, è iniziato dall’ingresso di piazza del Campidoglio (Sisto IV) e si è concluso nella Sala della
Protomoteca. Tra le sale visitate: la Sala del Carroccio, la Galleria Sisto IV, il Tempio di Veiove, l’anticamera e lo studio del Sindaco, il Salotto dell’Orologio, la Sala dell’Arazzo, quella delle Bandiere, l’Aula Giulio Cesare, la Piccola Protomoteca e la Sala della Protomoteca.
“L’apertura, fortemente voluta dalla Sindaca, diventa ordinaria e visto il successo si terrà l’ultima domenica di ogni mese. Roma e turisti continueranno quindi ad essere i benvenuti”, commenta così il vicesindacoDaniele Frongia, intervenuto oggi in Campidoglio.

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“Il crollo dell’Urss poteva essere evitato”

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 settembre 2016

copertina-siglo-xxiputinmagesLo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin incontrando ieri al Cremlino i leader dei partiti presenti nella nuova Duma (dove il partito del presidente si è aggiudicato tre seggi su quattro).
“Sapete come la penso sul crollo dell’Unione Sovietica. Non era assolutamente necessario. Si potevano condurre delle riforme, comprese quelle di natura democratica, ma senza il suo crollo”, ha detto Putin, citato dall’agenzia Interfax. Putin ha però accusato il Pcus (Partito comunista dell’Unione sovietica) di aver governato male il paese promuovendo “idee di nazionalismo ed altre ideologie distruttive che sono devastanti per qualsiasi Stato.”
Da questo lancio di agenzia dell’agenzia Ansa da Mosca del 24 settembre scorso, il giornalista Agostino Spataro aggiunge una nota: “Fa piacere leggere punti di vista così autorevoli, a conferma di un dubbio che nutro da tempo. Ne abbiamo scritto nel nostro recente libro messicano dove è indicata anche l’occasione da taluni ritenuta attendibile, in cui i capi delle due superpotenze Usa e Urss (Reagan e Gorbaciov) avrebbero “concordato” il crollo dell’Urss e dei regimi statalisti dell’Est europeo e l’importo del corrispettivo “non corrisposto”.
(Dall’introduzione – testo italiano per traduzione del libro di cui si riporta l’immagine della copertina) “Appare necessaria un’analisi più puntuale, più precisa dei sanguinosi conflitti aperti in varie parti del pianeta; vere e proprie guerre locali che provocano morte e distruzioni, specie laddove più si concentrano le principali riserve minerarie, di energie fossili (petrolio e gas), di acqua e di beni alimentari. Con questo libro abbiamo cercato di analizzare, in particolare, la situazione di due aree urss-salvarefondamentali del Pianeta, ricche di materie prime e di contrasti sociali, dove tali processi sono in corso d’opera: l’America Latina e la regione Mena (acronimo di “Middle East North Africa” comprendente il Medio Oriente e il Mediterraneo) nelle loro relazioni con le nuove superpotenze dell’economia e della finanza. C’è chi sostiene che tale conflittualità sia propedeutica al “nuovo ordine internazionale” e pertanto necessaria per garantire la transizione dal vecchio ordine al nuovo. Eppure, dal crollo dell’Urss e del sistema dei Paesi a economia socialista (Comecon) è passato un quarto di secolo e la “transizione” può dirsi compiuta, almeno sul terreno politico ed economico. Tuttavia, il “nuovo ordine” non è arrivato o, peggio, si presenta come un nuovo, pericoloso disordine internazionale. Ideologicamente, il neo-liberismo ha vinto ed è dilagato anche nei territori ex socialisti. A cominciare dalla Cina che si ostina a proclamarsi socialista seppure la sua economia sia perfettamente inserita nel sistema globale di produzione capitalista. Sul campo non restano più forze antagoniste organizzate, potenze rivali capaci di contrastare il disegno del vincitore. A seguito di una guerra così lunga e snervante (anche se “fredda”), finita senza spargimento di sangue e con la resa incondizionata del “campo socialista”, (per la prima volta nella storia un “impero” si arrende al nemico senza colpo ferire!), era lecito attendersi che “scoppiasse” la pace, che seguisse un periodo di grande fervore costruttivo, di crescita compatibile con l’integrità degli eco-sistemi e ri-equilibratrice degli storici divari fra Nord e Sud, di benessere condiviso, ecc. Invece, sta accadendo, esattamente, il contrario. Dopo la “vittoria” del campo neoliberista, probabilmente truccata, sono scoppiate le guerre regionali, religiose, tribali che insieme fanno una guerra più grande, micidiale, una “ guerra infinita” che per Papa Francesco è la “terza guerra mondiale” non dichiarata. Venti di guerra soffiano in ogni direzione e alimentano conflitti che sembrano divenuti insanabili, specie in alcune regioni del mondo meno sviluppato (Medio Oriente, Africa, ecc), disegnano scenari terrificanti che generano e alimentano paure e smarrimenti nei popoli. La globalizzazione neoliberista procede decisa e spietata, senza tener conto delle gravissime conseguenze sociali e ambientali, degli squilibri politici e territoriali prodotti”.
A tutto questo aggiungiamo un’altra testimonianza da me raccolta sul finire del XX secolo da un giornalista ucraino incontrato per caso presso la Sala stampa estera di Roma e rivisto di nuovo più volte in seguito. Da lui ho appreso di una riunione segreta tenutasi al Cremlino dove i massimi esponenti del gotha sovietico convennero sulla necessità di provocare una crisi profonda del sistema politico dell’Urss per rimescolare le carte e attendere i tempi migliori per una revanche. All’epoca si riteneva senza futuro il braccio di ferro instaurato tra i due blocchi. Una eventuale guerra sarebbe stata nucleare e i vincitori avrebbero finito con il governare un pianeta invivibile. Ora sembra si stia avvicinando il tempo della “riscossa” e le armi messe in campo non sono solo provenienti dagli arsenali convenzionali o batteriologici o chimici. (Riccardo Alfonso centro studi politici della Fidest)

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