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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 318

Archive for 3 ottobre 2016

Italicum: Renzi ha violentato le camere

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

renato-brunettaIl presidente del Consiglio pro-tempore, Matteo Renzi, dovrebbe solo vergognarsi. Ha imposto l’Italicum al Parlamento e al Paese con violenza, con sedute fiume, con tre questioni di fiducia alla Camera, ha fatto sostituire dieci commissari Pd in Commissione Affari costituzionali a Montecitorio solo perché non condividevano l’assurdo impianto di questa cattiva legge elettorale. Il premier mai eletto ha usato ogni mezzo, lecito o meno, per arrivare ad avere il suo Italicum approvato”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“E adesso cosa fa? Dice, ‘scusate, abbiamo scherzato, la legge elettorale si può cambiare’. Davvero un atteggiamento incommentabile. Renzi faccia di bronzo (per non dire altro) dovrebbe dimettersi. Dovrebbe andare a nascondersi per aver preso in giro gli italiani e il Paese. Invece il fiorentino prova, con la finta mossa delle modifiche al sistema di voto, di prendere in giro la minoranza Pd per tentare di raggranellare qualche voto in più al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Opportunismo allo stato puro, siamo certi che verrà respinto con perdite. Ma, entrando nel merito, cosa vuol fare Matteo Renzi. Abbia il coraggio e la correttezza di dirlo al Paese, inutile continuare a scappare dicendo ‘è una scelta del Parlamento’. In Parlamento, ahinoi, comanda il Partito democratico, del quale il premier è anche segretario politico. Vogliono rinunciare al doppio turno? Vogliono rinunciare al premio di maggioranza? Vogliono rinunciare ai capilista bloccati? Chi presenterà la proposta di legge di modifica dell’Italicum? Ci sia trasparenza almeno per questi aspetti cruciali della vicenda. Il dato di fatto è comunque uno, ed è incontrovertibile. Renzi e Napolitano – suo padre, poco nobile, politico – hanno messo sotto i piedi le Camere e adesso tentano un inaccettabile e improponibile ‘contrordine compagni’. Magari dal Colle più alto Mattarella potrebbe, una volta tanto, intervenire…”, conclude Brunetta.

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Mostra: “Camera chiara”

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

camera-chiaracamera-chiara1Milano Costantini Art Gallery Via Crema, 8 dal 6 ottobre al 12 novembre 2016 inaugurazione 6 ottobre alle ore 18 mostra Camera chiara. In mostra le opere di sette autori che hanno fatto della fotografia il punto di partenza per lo sviluppo delle loro ricerche, gli artisti di Camera chiara, piccola compagine internazionale, sono accomunati dall’operato di pre e/o post produzione quale scelta stilistica intrinseca nella loro estetica.
La camera chiara (o lucida) era uno strumento che permetteva di disegnare in maniera meticolosa, utilizzando un prisma che riusciva a proiettare sulla superficie designata i dettagli fondamentali della scena. Questo strumento dell’800 può essere visto, in parte, quale antesignano del computer che permette ai creatori di oggi di proiettare, manipolare e reinterpretare le immagini.
Dobbiamo abbandonare l’idea che la fotografia sia fatta esclusivamente di acidi, reazioni chimiche e odoranti camere oscure, infatti, la digitalizzazione del processo meccanico sta diventando dominante, in particolar modo in campo artistico, aprendo la strada a infinite varianti sia dal punto di vista tecnico, che dal punto di vista del soggetto/oggetto della foto – chiamato Spectrum nel saggio “La camera chiara” di R. Barthes pubblicato nel 1980. I soggetti o le scene, pur essendo diversi per ogni autore di questo gruppo, sono ugualmente atti a interpretare, analizzare, ipotizzare, anticipare e, a volte, fantasticare sull’attuale momento storico, scaturendo così una comprensione (Punctum – sempre secondo R. Barthes) atta a rompere e a travalicare i nostri meccanismi mentali e i nostri preconcetti.

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Melik Ohanian: portrait of duration

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

melik-ohanianLugano (CH) opening 13 Ottobre, 2016 dalle ore 18.00 mostra dal 14 Ottobre 2016 al 6 Gennaio 2017 Contemporary Art via dufour 21 (ang. via vanoni)In occasione della sua apertura a Lugano, [dip] Contemporary Art invita l’artista Melik Ohanian, vincitore nel 2015 del Prix Marcel Duchamp e del Leone d’oro per miglior partecipazione nazionale alla 56. Biennale di Venezia, per il primo appuntamento del suo programma espositivo.La ricerca artistica di Melik Ohanian indaga il mondo dell’immagine e il suo potere allegorico, tornando a riflettere costantemente su temi quali le zone desertiche, la classe lavoratrice, la fine delle utopie, la scienza, la storia e la società.La dimensione spaziale e quella temporale possono essere identificate quali nodi centrali di tutta la sua poetica. Per la mostra Portrait of Duration, l’artista riflette in particolare sul concetto di tempo – inseparabile da quello di spazio- che qui diventa il vero e proprio contesto.Invitando il pubblico a esperire il tempo attraverso il suo scorrere e quindi la sua misurazione, Ohanian propone uno scenario cosmico sospeso tra poesia e scienza, dove i due estremi dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande interagiscono su scale diverse.
Portrait of Duration include 10 fotografie prodotte in una nuova versione a partire dalla più ampia serie in bianco e nero di cui fanno parte, intitolata “Portrait of Duration – Cesium Series”, 2015/2016 e presentata a Parigi durante la FIAC 2015.
Forthisexhibitionat [dip] Contemporary Art, 10 photographsarepresented in a large, new version La serie – 60 variazioni selezionate dalle prove fatte per “Portrait of Duration – Cesium Series” – presenta i passaggi dallo stato solido a quello liquido del Cesio 133, elemento il cui decadimento radioattivo è stato usato a partire dal 1967 per stabilire la durata del secondo universale negli orologi atomici. Registrando il suo processo di trasformazione, ciascuna fotografia rappresenta il tempo attraverso la materia, e restituisce in modo speculare lo stato della materia a un certo tempo T.
Melik Ohanian investiga così l’osservazione e la rappresentazione della misura del tempo, e in particolare della sua unità di riferimento: il secondo. Sebbene il tempo rimanga un concetto relativo e astratto, queste immagini ne costituiscono “un ritratto attraverso la rappresentazione della materia che lo definisce” in una sorta di “tautologia fotografica”, come l’ha definita l’artista. Invece che semplicemente indicare o misurare il tempo, ce lo mostrano. È “una ricerca di uno stato di consapevolezza”: un’oscillazione tra scenari cosmici e mentali, che richiamano i paesaggi surrealisti di Max Ernst.
Nato in Francia nel 1969, vive tra Parigi e New York. La sua ricerca indaga l’immagine, al di là dei suoi normali confini, investendone la dimensione temporale e spaziale, e il suo potere allegorico. Lavorando con diversi media tra cui fotografia, video e installazione, la sua opera si inscrive in territori fisici e concettuali che si focalizzano sulla nozione di tempo. Ohanian fa parte della generazione di artisti cresciuti in concomitanza con l’inizio dell’attività espositiva del Palais de Tokyo dove nel 2002 ha esposto il suo progetto Island of an Island in occasione dell’inaugurazione del museo. Il suo lavoro è stato presentato in numerosi musei, esposizioni internazionali e biennali. Ha rappresentato l’Armenia (paese d’origine della sua famiglia) alla 56. Biennale di Venezia nel 2015, insieme con quindici altri artisti della diaspora armena. Il padiglione è stato premiato con il Leone d’Oro per la migliore partecipazione nazionale. Ha esposto, tra gli altri, presso: Utah Museum of Contemporary Art, Salt Lake City, USA(2013); Mumbai Art Room, India(2012); Musée National Picasso, Vallauris, Francia (2012); 10a Biennale di Sharjah, Emirati Arabi (2011); Matucana 100, Santiago, Cile (2008); Le Plateau/FRAC Ile-de-France, Parigi, Francia (2008), e CCA Kitakyushu, Giappone (2007). Per la varietà del suo programma espositivo, [dip] si pone sia come spazio d’incontro con artisti riconosciuti sia come spazio per la scoperta di nuovi.

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Cantagiro 2016: tutto pronto per la finale

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

cantagiroFiuggi dal 2 al 9 ottobre, il Teatro Comunale ospiterà le battute conclusive dell’edizione 2016 di questa kermesse canora, che già da un po’ ha superato il giro di boa dei cinquant’anni. Sono oltre 200 i concorrenti in gara e altrettanti gli inediti tra interpreti, cantautori, rapper e band pronti a contendersi il titolo, arrivato nel 2015 fino in Sardegna grazie alla grinta della 19enne Chiara Pilosu che, con la suggestiva ballata dal tipico sapore franco provenzale “Un Peu de Folie”, ha vinto sulle orme di quei grandi della musica leggera che hanno spiccato il volo proprio partendo dal Cantagiro.. E poi tantissime sorprese a cominciare da una carovana di auto d’epoca con a bordo concorrenti e vip che attraverserà la cittadina ciociara.
Dopo mesi di casting, audizioni e selezioni che, da nord a sud, hanno attraversato lo stivale toccando tutte le regioni italiane e oltre 100 città, mancano davvero pochi giorni al momento in cui sarà decretato il vincitore della kermesse musicale, che ha sempre animato le estati del bel Paese con tour live e consacrato i successi di tanti big della canzone italiana: da Adriano Celentano, che la vinse con Stai lontana da me, a Peppino di Capri, da Gianni Morandi a Rita Pavone, e poi ancora Equipe 84, Nomadi, Pooh, Caterina Caselli, Little Tony, Domenico Modugno e Lucio Battisti.
chiara-pilosuE se l’insindacabile metro di giudizio della giuria tecnica, composta da volti noti della nostra discografia, da musicisti, da esperti del settore e da personaggi del mondo dello spettacolo, prenderà in considerazione le potenzialità canore di queste nuove voci del panorama musicale italiano e la loro capacità di esibirsi in diretta su di un palco, sera dopo sera, la difficoltà dei concorrenti starà anche nel presentare brani inediti che non saranno valutati soltanto per l’orecchiabilità della melodia o per l’arrangiamento, ma anche per la qualità del lavoro che, nel suo insieme, dovrà risultare “assolutamente completo e interessante da un punto di vista musicale” – come spiega il Patron della manifestazione Enzo De Carlo – annunciando che “i migliori saranno inseriti nella Compilation del Cantagiro, la cui presentazione è prevista a Sanremo nel periodo del Festival della Canzone Italiana”.
Pressoché impossibile fare un identikit dei giovani, talentuosi partecipanti del Cantagiro: non soltanto per le diverse fasce d’età presenti alla competizione (si va dai 6 anni in poi), ma anche per i generi musicali proposti (tra cui quelli del lirico pop e del folk), per gli idiomi utilizzati (a scelta tra un dialetto, una lingua straniera o l’italiano) per la predisposizione dei brani da ciascun partecipante e per le nazionalità che li contraddistinguono.
Se in Italia, infatti, il Cantagiro Tour ha selezionato durante tutto l’anno le migliori voci da portare sul palco per le finali, in terra straniera altrettanti casting della stessa organizzazione hanno decretato i partecipanti della finale internazionale di venerdì 7 ottobre. Anche per loro, come per gli altri, requisito indispensabile sarà la presentazione dell’inedito, ma in questo caso il regolamento vuole che, a prescindere dalla lingua con la quale è scritto, contenga almeno quattro parole in italiano. “Un modo come un altro – ha detto Elvino Echeoni, direttore generale della manifestazione – per avvicinare concretamente le generazioni più giovani che non vivono nel nostro paese alla nostra lingua, magari riuscendo a fargli apprezzare la musicalità che la contraddistingue. Troppe volte, purtroppo, si dimenticano le origini: è quanto avviene per le seconde o le terze generazioni di italiani cresciuti all’estero. In questo modo tanti nipoti di emigrati troveranno uno stimolo per avvicinarsi o riavvicinarsi alla nostra cultura”.
gianni-morandiIl calendario della settimana fiuggina è incominciato domenioca scorsa con le categorie di baby e junior, che torneranno poi sul palco domenica 9 ottobre. Mentre oggi e poi martedì 4 e mercoledì 5 sarà, invece, la volta degli interpreti; mentre giovedì 6 spazio a band e cantautori. La competizione entrerà più nel vivo nel week-end: venerdì 7 con la finale internazionale e sabato 8 con la finalissima.
Tanto spettacolo, dunque, canzoni a non finire e grandi ospiti, ma anche diverse sorprese in programma. A cominciare proprio dalla carovana di auto d’epoca che, venerdì 7 e sabato 8, porterà in trionfo per le strade di Fiuggi i finalisti della gara e i tantissimi big chiamati a festeggiarla dando di nuovo vita a quel carosello di musica, colore e spettacolo a cui solo il Cantagiro sa dare vita.
Con la cittadina ciociara, del resto, questa storica manifestazione ha da sempre un legame fortissimo. Correva l’anno 1962, infatti, quando una lunga carovana di automobili con a bordo artisti, tecnici, parenti e addetti ai lavori, dopo aver percorso l’Italia e aver entusiasmato con gli spettacoli e le gare fra cantanti, arrivava nella cittadina ai piedi dei Monti Ernici. Ad accoglierla, allora, con un trionfale bagno di folla un pubblico che, nel tempo, sarebbe diventato sempre più numeroso, testimonianza dell’attenzione crescente che gli abitanti di Fiuggi, e non solo, avrebbero continuato a dimostrare nei confronti di questa manifestazione e dei suoi protagonisti.
E’ per questo che la città continua a fare da palcoscenico a questa kermesse musicale, uno dei concorsi canori più longevi d’Italia, in grado di regalare uno spettacolo eccezionale e capace di riportare in vita l’atmosfera dei mitici anni ‘60 e ‘70. (foto: Chiara Pilosu, cantagiro, gianni morandi)

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Catella financial advisor in the establishment of Solnaberg Property

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

catella275 clients of Catella Bank and its partner have subscribed for shares in a newly formed company, Solnaberg Property AB, which has in turn acquired the Bladet 3 property from CapMan Real Estate. The property is situated in attractive location in Solna, Stockholm, and consists of a total of 31,325 square metres of offices and a parking garage, with If Skadeförsäkring as its largest tenant. Torbjörn Wiberg has been appointed CEO of Solnaberg Property, which is eventually planned to be listed on Nasdaq First North.
Catella’s corporate finance department acted as financial advisor in the transaction and, in cooperation with Catella Bank, conducted a capital raising of SEK 376 million and arranged financing of the acquisition. Martin Malhotra was responsible for implementing and steering the project on behalf of Catella.The deal is part of Catella’s strategy to advise eligible owners, buyers and sellers of property in the real estate sector and to offer wealth management clients unique high-quality investment opportunities in the property sector, based on Catella’s thorough analysis.
“It is extremely gratifying to see how our strategy is being put into practice through close cooperation between our advisory activities in property and our wealth management advisory services within Catella Bank. There is large demand among our clients for investments in high-quality real estate projects. The transaction represents yet another example of how we work to create business opportunities for corporate finance clients and opportunities for alternative returns for our wealth management clients,” say both Robert Fonovich, head of Catella’s corporate finance operations in Sweden, and Tord Topsholm, Managing Director of Catella Bank, in a joint statement on the deal.
Solnaberg Property is the owner of the Bladet 3 property. The property consists of a total of 31,325 square metres of offices and a parking garage. One of the buildings is constructed over the E18, and partly acts as a bridge over the highway, linking central Bergshamra and southern Bergshamra.www.solnabergproperty.se (photo: catella)

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UCV-FaCES: Programa del C​iclo de Foros y Conferencias

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

caracasCaracas 5 y 6 octubre 2016. FaCES-UCV / Goethe Institut-Caracas. Sala de Conferencias del Piso 7 del Edificio de FaCES-UCV. ste evento, organizado por el Goethe-Institut Caracas en alianza con la Facultad de Ciencias Económicas y Sociales (FaCES) de la Universidad Central de Venezuela con el apoyo de ciudadanos alemanes y venezolanos, pretende impulsar el conocimiento de experiencias de las economías colaborativa, social y solidaria mediante reflexiones y diálogos directos con los actores a partir de reflexiones teóricas acerca de cómo “el común” se organiza para enfrentar con valores, esfuerzos propios y autonomías sus variados problemas.El evento se realizará en dos días. En el primero, luego de las reflexiones teóricas señaladas y expuestas por participantes alemanes y nacionales, se presentarán experiencias que por sus impactos merecen ser conocidas; durante el segundo se constituirán paneles de especialistas para, a partir de introducciones al objeto de las mesas, generar intercambios.A lo largo del evento se contará con relatores que resumirán las presentaciones para posterior difusión.
PROGRAMA.PRIMER DÍA 8:30 am. – ACTO INAUGURAL.
Presentación de objetivos y programa: Prof, Oscar Bastidas Delgado.
Salutacion por el Goethe-Institut Caracas: Sr. Ulrich Gmünder, Director.
Palabras de instalación: Profa. Adelaida Struck, Decana de FaCES-UCV.
– PRESENTACIÓN DE EXPERIENCIAS.
– Del individualismo a la solidaridad. Los valores del emprendimiento como eje para definir las economías. Prof. Oscar Bastidas Delgado (UCV).
– Co-crear comunes: Más allá de la producción de mercancías. Nuevas expresiones y tendencias de la Economía Alternativa. Visión de conjunto. Invitada alemana: Silke Helfrich, Commons Strategies Group.
– Parque Cultural Tiuna El Fuerte. Un esfuerzo colectivo en lo cultural. María Eugenia Freitez, activista del Parque Cultural Tiuna.
– Bautizo de libros: “La Identidad Cooperativa” y “Emprendimiento, Constitución y Gestión de Cooperativas”. Autor: Oscar Bastidas Delgado.
TARDE. 2:00. p.m.
– Empresa de Propiedad Social Directa de Servicios Comunitarios El Junquito. Empresa constituida por consejos comunales. Adelaida Lira, cofundadora.
– El Núcleo de Desarrollo Endógeno Socialista Palital-Bañador de la Comunidad Indígena Kariña Palital. Jonas Guárez, Cacique de Palital.
– Las Ferias de Consumo de Lara y sus mecanismos de solidaridad. Representantes de las Ferias. Yadira Oliveros y Ender Alexis Duarte.
SEGUNDO DÍA.8:30. a.m. PANEL: EDUCACIÓN PARA UNA ECONOMÍA ALTERNA: ¿HACIA UN INSTITUTO NACIONAL DE FORMACIÓN EN ECONOMÍA SOCIAL?.
Introducción y presentación: Prof. David Esteller Ortega (UCV).
Panelistas: Cooperativista Franklin Piña, Cooperativa Gestión Participativa; Ana María de Sandoval, Ex – Superintendente Nacional de Cooperativas y Gerente de la Cooperativa Consumo Paraguaná.
– PANEL: ASOCIACIONISMO Y SALUD: ¿ES POSIBLE UNA RED COMUNITARIA DE SALUD?.
Introducción y presentación: Dr. Máximo Barrios.Panelistas: Yadira Oliveros y Ender Alexis Duarte representantes del Centro Integral Cooperativo de Salud de Cecosesola; Cooperativista Ingrid Flores, co-emprendedora en salud comunitaria; Cooperativista Rafael Viloria, Servicio Médico Cooperativo (Sermecoop, Central Cooperativa de Barinas).
PANEL: LAS COMUNAS COMO OPCIÓN PRODUCTIVA.
Introducción y presentación: Prof. Iván Zambrano (UCV).
Panelistas: María Eugenia Freitez, activista comunal; Adelaida Lira activista comunal; Migdalia Muñoz. Cooperativista y especialista en trabajo comunitario.
– ¿Por qué fracasan numerosos emprendimientos colectivos?. Prof. Oscar Bastidas Delgado (UCV).
2:00. p.m. PANEL. COOPERATIVISMO DE CONSUMO: ¿ALTERNATIVA ANTE LA ESCASEZ?.
Introducción y presentación: Prof. Nelson Freitez (UCLA).
Panelistas: Tulio Serrano, representante de la Cooperativa Corandes, Tovar, Edo. Mérida; Ana María de Sandoval, Ex – Superintendente Nacional de Cooperativas y Gerente de la Cooperativa Consumo Paraguaná.
– Conferencia de cierre: Límites y potencial de la Economía Colaborativa. Invitada alemana: Silke Helfrich, Commons Strategies Group. Prof. Oscar Bastidas Delgado. Coordinador. (photo: caracas by Wikipedia)

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Brexit e Uk: Governare guardando al passato. E uccidendo il futuro?

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

teresa-may

Londra. Dopo il referendum che ha stabilito la Brexit, dopo i primi contatti diplomatici per capire come e quando funzionera’ il processo di abbandono del’Unione Europea entro marzo 2017, e la sottolineatura agli scozzesi indipendentisti riottosi che il procedimento di abbandono sara’ come Regno Unito, tocchiamo con mano un fenomeno politico, economico, culturale e sociale che gia’ conosciamo e abbiamo conosciuto in passato. Lo stesso di chi auspica la vittoria del referendum ungherese contro l’arrivo di immigrati sul loro territorio, e di tanti altri che ci ricordano ad ogni pie’ sospinto che l’Ue ci fa male e che staremmo meglio senza.
Niente di nuovo, per carita’, ma fa sempre specie sentire queste affermazioni del premier Theresa May per ribadire il tipico “God save the Queen” che ha fatto la storia di questi ultimi secoli… visto che il Regno Unito e’ stato innegabilmente uno dei maggiori e piu’ importanti protagonisti nella storia degli ultimi secoli (ricordiamo -per i piu’ disattenti- che anche noi italiani, se oggi siamo un Paese libero, lo dobbiamo all’alleanza atlantica che ci libero’ dal Fascismo e da una monarchia inetta, e i britannici ne erano parte importante al pari degli americani).
Fa specie perche’ ci eravamo un po’ abituati ai britannici, ma ora hanno deciso quello che hanno deciso. E ben vengano tutti i procedimenti di rispetto del voto popolare, delle norme comunitarie, cosi’ come ben vengano coloro che non hanno intenzione di fare nessuno sconto o favore a questa loro scelta (2): il fatto che sono britannici e’ si importante, e continueranno a svolgere un ruolo molto importante in Europa e nel mondo, ma non per questo si devono aspettare remissione o attesa o paura da parte di chi, continuando nella sfida verso gli Stati Uniti d’Europa, non ha intenzione di dover aspettare o dipendere da loro e da politiche come le loro.
La riflessione che ci e’ stato stimolata da questo calendario delle norme comunitarie per l’addio definitivo dell’United Kingdom al nostro sogno, e’ di questo tipo: cos’e’ la politica e il governo della stessa? Mera gestione dell’esistente o, a partire da questo, costruzione del futuro per se stessi in quanto esseri umani che condividono il Pianeta con gli altri?
La nostra capziosa domanda e’ evidente che ci porta alla seconda opzione. Non siamo ideologici, mondialisti e comunitari e unitari per posizione presa, ma proprio per aver fotografato il presente e cercare di imparare le lezioni della storia. Il secolo scorso e’ stato il culmine di una storia tragica per l’Europa: ce le siamo date di santa ragione in ogni confine e i profughi di un Paese europeo meno libero di un altro hanno popolato fino al secolo scorso i borghi e i sobborghi di tante capitali di Stati nazionali del nostro continente. L’Ue ha significato -e significa- prima di tutto questo superamento. E se a qualcuno sembra poco, si faccia avanti e ci dica il suo perche’: lo ascolteremo pronti a controbatterlo. Poi c’e’ il resto, anche quello brutto: l’eurocrazia al primo posto, seguita dalla mancanza di unita’ diretta di decisione dei popoli europei, e poi la lentocrazia, le assurdita’ di vario tipo, etc. Poi c’e’ il resto bello, quello che ha reso -noi ed altri- un Paese
moderno e ricco e ‘piu’ libero e con piu’ diritti. Ma non e’ di questo che vogliamo qui parlare. Ora ci interessa un discorso solo politico e culturale, di quei discorsi senza i quali non si costruisce nulla che non assomigli a qualcosa tipo accordi di scambi bi o multilaterali, quelli che portano a far fare sgambetti ad ogni pie’ sospinto al tuo partner perche’, prima di tutto, devi svolgere il servizio di far fede alla tua nazione, a qualunque prezzo.
A noi ci basta il riferimento alla sparizione delle guerre del secolo scorso sul nostro continente, al sangue e ai morti che sono stati rimpiazzati con le parole, per capire che quella e’ la strada da seguire. Aggiungendo anche che, rispetto al secolo scorso, siamo oggi protagonisti di una delle piu’ grandi migrazioni umane degli ultimi secoli. Migrazioni a cui, se non diamo una risposta politica e territoriale ampia, corriamo il rischio di dare spazio e continuare a lasciare sangue e vita proprio a quei Paesi non europei da cui provengono i migranti, e/o quei Paesi la cui ricchezza e politica prospera e si sviluppa su questo sangue e questi corpi e queste menti straziate (Paesi ricchi del petrolio del Golfo, prima di tutti, insieme a color che ci giocano a carte mentre, nel contempo, siedono anche su altri tavoli dicendo il contrario -Russia tra questi).
Torniamo ai nostri amici dell’United Kingdom. Loro sono sicuri -e in base a questa sicurezza che si muove ora il loro primo ministro Theresa May- di fare bene a se stessi e al mondo tornando ad uno di quei modelli del secolo scorso di cui abbiamo gia’ detto. Bene! Che ci sbattano il grugno. Noi, intanto, lotteremo anche per loro: con tanti difetti, tante parzialita’ e tante assurdita’, ma partendo da un presupposto da cui loro sono scesi tirando i remi in barca e rilanciando in mare quei famosi velieri che nei secoli scorsi hanno reso gloriosi e famosi i loro naviganti/colonizzatori…. Dimentichi che non siamo piu’ nel periodo in cui i galeoni servivano per portare dei liberi verso i nostri Paesi perche’ fossero schiavi, ma le bagnarole (i galeoni di oggi) portano schiavi (in tutti e diversi sensi, soprattutto politici ed economici e culturali) che anelano a vivere ed essere liberi…. e forse qualcosa da dare e insegnare loro ce l’abbiamo…
1 – Londra negozierà l’uscita dall’Unione europea “come Regno Unito e lasceremo l’Ue come Regno Unito. Non ci sarà nessuna deroga alla Brexit”. E’ quanto ha dichiarato oggi la premier britannica Theresa May al Congresso dei Tories, facendo chiaro riferimento alla Scozia che ha votato per rimanere nell’Ue e ha più volte dichiarato di non voler lasciare l’Unione. Immediata la replica su Twitter della leader scozzese Nicola Sturgeon secondo cui per May “la voce e gli interessi della Scozia non contano”. “Strano approccio per qualcuno che vuole tenere unito il Regno Unito”, ha commentato. (Askanews del 02/10/2016)
2 – ci e’ piaciuta un’intervista del ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda che, sul Corriere della Sera del 30/09/2016, ha detto:Boris Johnson mi ha detto che vuole mantenere l’accesso al mercato unico e poter alzare le tasse per gli studenti italiani che sono a Londra. Gli ho risposto che se lo può scordare». E lui (domanda l’intervistatore). Calenda risponde: «Dice che venderemo meno spumante nel Regno Unito. Gli ho risposto che venderanno meno fish e chips in 27 Paesi» (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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La musica dei Nomadi per San Petronio

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

san-petronioBologna Lunedì 3 ottobre alle ore 20.15 partirà da piazza Maggiore la Bologna Bike Night 2016, passeggiata ciclo turistica notturna “intorno a San Petronio” organizzata dalla Associazione no profit Nuova Agimap. L’itinerario si snoderà nel centro storico per circa 15 km. Iscrizioni in loco a partire dalle ore 19.30. Sarà possibile noleggiare le biciclette. È previsto un ristoro all’arrivo.
Martedì 4 ottobre alle ore 13.00 si svolgerà nel cortile di Palazzo d’Accursio il tradizionale pranzo offerto ai meno abbienti cui seguirà alle ore 14,30 uno spettacolo teatrale incentrato sul tema della povertà.
Alle ore 16.00 in piazza Maggiore lo spettacolare atterraggio dei paracadutisti sul Crescentone, seguito alle ore 17.00 in San Petronio dalla celebrazione della Messa Solenne con S.E. Mons. Zuppi cui sarà imposto il pallio dal Nunzio Apostolico, Mons. Adriano Bernardini. Il pallio è una striscia di lana bianca che simboleggia la pecora sulle spalle di Gesù Buon Pastore. Il Papa lo concede agli Arcivescovi Metropoliti come simbolo non solo della giurisdizione papale, ma anche come segno esplicito e fraterno di condivisione di questa giurisdizione e della collegialità e sussidiarietà nell’esercizio del governo della Chiesa.
Dopo il concerto dal vivo dei Nomadi, in piazza Maggiore alle ore 23.00 i fuochi d’artificio concludono le celebrazioni per il Santo patrono.
I Nomadi sono la più longeva band italiana che ha contrassegnato la storia della nostra canzone: dai primi brani nati dalla collaborazione con Francesco Guccini contro la guerra e la pena di morte nella loro lunga carriera hanno continuano a trattare temi etici in musica. Inoltre è noto il loro impegno umanitario che li ha visti promuovere numerose iniziative di solidarietà come, tra le altre, il Concerto per l’Emilia a favore delle zone colpite dal terremoto.

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Referendum: La bulimia comunicativa

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

Paola-Binetti“Difficile capire cosa intendesse Renzi quando qualche settimana fa aveva sostenuto che a garanzia del Referendum e del suo buon esito, avrebbe voluto esporsi meno nel dibattito sulla Riforma costituzionale. In realtà più passano i giorni e più la sorte del Referendum fa un tutt’uno con quello che il Premier dice e fa; con le sue azioni e reazioni: dovunque. In teatro, in piazza, in TV, nei dibattiti nazionali ed internazionali, nella polemica interna al Pd e nella polemica tra Pd e gli altri; nelle interviste ai giornali, sui social, ovunque è Renzi Show con i suoi interventi sul Referendum. Anche l’ultimo incontro-scontro con Napolitano ne registra fedelmente le debolezze e la disperata volontà di vincere a tutti i costi questo benedetto Referendum.”
Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che continua: “Diverso l’atteggiamento in casa Ap. C’è un dichiarato sostegno a favore del Si; pochi i no, anche se dubbi ed incertezze ce ne sono molte, ma riguardano soprattutto la legge elettorale. C’è la diffusa convinzione che il governo terrà anche davanti ad un eventuale insuccesso. Ma il Premier farebbe davvero bene a stare un passo indietro, ad evitare quella sindrome di bulimia comunicativa che sta facendo fare indigestione agli italiani delle sue parole, dei suoi diktat, delle sue interpretazioni dei risultati economici, ecc. Presidente, un pò più di sobrietà potrebbe farle davvero bene. Ci pensi e lasci a noi il lavoro concreto sui quesiti: su quelli referendari e su quelli elettorali”, conclude la Binetti.

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Lo sguardo dell’Oriente nel cinema

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

oriente-cinemaoriente-cinema1Carpi 11/16 ottobre 2016 Cinema Eden, alle 20.45 presso la Biblioteca Multimediale Arturo Loria, è “Rouge” il capolavoro del regista di Hong Kong Stanley Kwan, a cui il festival dedica una retrospettiva di sei film fra le sue opere più significative.
Con sedici lungometraggi in concorso, di cui molte anteprime italiane ed europee, importanti pellicole fuori concorso, una sezione newcomers e tante novità l’Asian Film Fest, diretto da Antonio Termenini, sbarca, dall’11 al 16 ottobre prossimi, per la prima volta, a Carpi con un tris di locations: Cinema Eden (via Curta S. Chiara 22), l’Auditorium della Biblioteca Loria (via Rodolfo Pio 1) e il Mattatoio (Via Rodolfo Pio 4).Particolarmente ricca la programmazione dei film tra i cui titoli spicca l’anteprima del film “A tale of three cities” (Cina) diretto dalla regista Mabel Cheung, ospite d’onore dell’Asian Film Festival (giovedì 13 ottobre ore 20,40 Cinema Eden) . Una intensa storia d’amore che prende le mosse dalle vicende reali di una coppia la cui sofferta relazione si snoda tra le città di Wuhu, Shanghai e Hong Kong nel corso della Seconda Guerra Cino-giapponese e della Guerra civile cinese.
Tra gli altri film vanno anche segnalati “Nobi” (Giappone) di Shinya Tsukamoto (venerdi 15 alle ore 22,30 al Cinema Eden) che ha destato forte interesse a Venezia nel 2014 per la forza delle immagini, un inno al pacifismo che fa del regista ancora una volta interprete delle inquietudini del Giappone contemporaneo.
oriente-cinema2oriente-cinema3Molto attese sono anche tre anteprime italiane ed europee. La prima “Hong Kong trilogy” (Hong Kong) di Christopher Doyle (sabato 15 ottobre alle ore 22,30 presso il Cinema Eden) è un film a tre episodi, presentato con successo al festival di Toronto del 2015, che raccontano, tra ansie e paure, cosa significhi essere adolescenti a Hong Kong. Con “Journey to the shore” di Kyoshi Kurosawa (sabato 16 ottobre alle ore 18,30 al Cinema Eden) l’AsianFilmFestival fa un omaggio al genere Horror giapponese con venature filosofiche religiose in cui i morti tornano in vita, più che per spaventare, spinti dal bisogno di fare un bilancio della propria esistenza. Infine “The virgin psychics” di Sion Siono, (sabato 15 ottobre alle ore 16,40 al Cinema Eden) non smentisce la vena iperdemenziale e surreale del regista giapponese che per il suo film questa volta s’ispira all’omonimo manga di Kiminori Wakasugi
Infine occorre ricordare da Taiwan “The laudryman” una black comedy opera prima del giovane regista Lee Chung, l’anteprima italiana del voyeuristico film tailandese “Motel mist” diretto da Prabda Yoon e il catartico “Zinnia flowers” (Taiwan) per la regia di Tom Shu-Yu.
L’Asian Film Festival, con le sue sezioni competitive, i focus, le retrospettive, i cortometraggi, gli incontri e i dibattiti con il pubblico, rappresenta un appuntamento consolidato per gli appassionati di cinema in particolare dell’Estremo Oriente e del Sud-Est Asiatico, e un momento fondamentale di conoscenza, di apertura al confronto.
La tredicesima edizione della rassegna cinematografica registra il gemellaggio con l’omonimo festival di Portland (Usa) e viene realizzata grazie al sostegno di: Comune di Carpi, Regione Emilia Romagna, HKETEO Bruxelles, Ufficio di Rappresentanza di Taipei in Italia, Hong Kong Film Development Council., e con la collaborazione dell’ Istituto Confucio Ca’ Foscari di Venezia e di numerose associazioni culturali del territorio. (foto: oriente cinema)

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Cremona guarda alla Cina nel segno della musica

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

delegazione-cinese“Cremona, capitale mondiale della liuteria, allarga il proprio orizzonte verso la Cina: nella giornata inaugurale di Cremona Musica International Exhibitions – la manifestazione numero 1 al mondo per gli strumenti musicali professionali, in scena a CremonaFiere fino al 2 ottobre – anche una delegazione proveniente dal Paese del Dragone ha incontrato il presidente di CremonaFiere Antonio Piva e il direttore Massimo Bianchedi per gettare le basi di ulteriori rapporti di respiro internazionale. Il fascino eterno della tradizione liutaria che fa riferimento ai nomi di Stradivari, Amati e Guarneri del Gesù attira l’interesse non solo dei buyes cinesi, ma anche degli operatori professionali.“Cremona è un luogo magnifico: essere qui è per noi una grande emozione – ha dichiarato il vice presidente esecutivo della CMIA – China Musical Instrument Association, Zeng Zemin –. Con la sua straordinaria storia musicale, Cremona è per noi un importantissimo punto di riferimento sia per il sistema educativo che ruota attorno agli strumenti musicali sia per l’eccezionale artigianalità liutaria che rende il ‘brand Cremona’ unico al mondo. E la fiera di Cremona è uno degli attori con i quali intendiamo dialogare per la sua riconosciuta capacità di attrarre un pubblico internazionale intorno agli strumenti musicali di alta gamma”.
Tra i partecipanti all’incontro anche Li Shu, titolare della Jiangsu Fengling Musical Instruments, music factory che conta circa 30mila dipendenti, che ha sottolineato: “Gli strumenti cremonesi sono i più famosi al mondo e siamo onorati di poterli ammirare e toccare con mano. La nostra visita è anche l’occasione per approfondire i contatti con i liutai eredi di quel patrimonio culturale dell’umanità che Unesco ha ufficialmente riconosciuto, rendendoli ancor più noti anche in Cina”.Il presidente di CremonaFiere Antonio Piva, che ha accolto la delegazione cinese, ha affermato: “Siamo stati molte volte in Cina per promuovere il mercato degli strumenti musicali d’alto artigianato, perciò è ora un onore ricevervi neIla nostra città. La vostra presenza qui è preludio all’opportunità per Cremona di stringere nuovi legami e approfondire le relazioni già intavolate in passato”.
Internazionalizzazione è la parola chiave dell’attività che CremonaFiere sviluppa nell’intero arco dell’anno per promuovere Cremona Musica International Exhibitions e costruire importanti occasioni di business, anche attraverso una serie di azioni mirate di co-marketing in sinergia con i propri espositori. Proprio in quest’ottica in tempi recenti si sono moltiplicate le missioni d’affari e le visite di rappresentanza in quei Paesi che, a livello globale, si dimostrano più attenti e vivaci nei confronti del mercato degli strumenti musicali. (foto: delegazione cinese)

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“Women for Women against violence – PREMIO Camomilla”

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

womenRoma. Il The Church Village, suggestivo complesso, situato nelle immediate vicinanze del parco di Villa Doria Pamphili, capitanato dall’architetto Pietro Di Pierri, ha ospitato la II edizione di “Women for Women against violence – PREMIO Camomilla”, charity event organizzato da Donatella Gimigliano, vicepresidente del Consorzio Umanitas Onlus, in collaborazione con lo Studio Immagina, con l’obiettivo di sostenere le donne che lottano contro il tumore al seno e promuovere il contrasto alla violenza di genere.
Beneficiarie della manifestazione, Patrocinata dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Consiglio Regionale del Lazio, due associazioni da anni impegnate nell’attività di sostegno e sensibilizzazione sulle tematiche, la Salvamamme che, da oltre quindici anni interviene nei momenti cruciali dell’abbandono e della solitudine delle donne vittime di violenza e delle famiglie in condizioni di grave disagio socio economico, e l’A.N.D.O.S. (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno) che promuove e sostiene ogni iniziativa che possa favorire una completa riabilitazione delle donne che hanno subito un intervento al seno e che, proprio quest’anno, celebra i suoi 40 anni di attività.
La serata si è svolta nell’Auditorium Broadway Avenue allestito con una ricca scenografia curata da Filippo Rocca dello Studio Immagina, con un talk, presentato dalla giornalista del Tg1, Emma D’Aquino, durante il quale sono stati presentati alcuni contributi video, sul tema della violenza alle donne il cortometraggio “Malamore” di Alessandro Carrieri, e su quello del tumore al seno due progetti: in anteprima nazionale, lo spot con protagonista Simona Izzo per la regia di Ricky Tognazzi sul libro di Rita Fantozzi “Malata di vita – un anno con la chemioterapia” (Imprimatur) i cui diritti saranno devoluti per il progetto della Banca della Parrucca dell’ Associazione Amici Università Campus Bio-Medico Onlus e realizzato grazie alla collaborazione con la Dott.ssa Giusy Giambertone e la Fondazione Prometeus, e Kemioamiche, programma di Chiara Salvo, scritto con Sabrina Bacalini, prodotto da Kimera e realizzato per TV2000 e Discovery Real Time con il sostegno di Susan G. Komen Italia, regia di Giuliano Capozzi. Al termine la consegna del “PREMIO Camomilla” (in fitoterapia il fiore di camomilla viene travasato accanto a piante malate perché ha il potere di rinvigorirle) realizzato dal Maestro Orafo Michele Affidato assegnato ad una selezione di personaggi che si sono distinti per il loro impegno nel sociale e nelle campagne di sensibilizzazione.
I premiati di quest’anno: Daniela Alleruzzo (Presidente Accademia l’Arte nel Cuore Onlus), Alessandro Carrieri, Cristina Chiabotto, Ivana Ciabatti (Presidente Confindustria Federorafi), Mariolina Coppola (ideatrice e curatrice per Soroptimist International Italia del progetto SHAW – Soroptimist Help Application Women), Barbara De Rossi, Maria Pia Dionisi (Presidente Abbraccio Rosa Onlus Dragon Boat – Donne in canoa), Francesca Romana Grippaudo (ideatrice del reggiseno Magic – per le donne operate al seno), Cinzia Leone, Paola Minaccioni, Maria Grazia Passeri (Presidente Salvamamme), Polizia di Stato, rappresentata dal Primo Dirigente Giovanna Petrocca (per la campagna #questononèamore), Nicoletta Romanoff, Paolo Ruffini (Direttore programmi TV2000), Chiara Salvo (CEO Kimera Produzioni), Adriana Volpe. Tre le esibizioni live con le singer Ilenia Volpe e Symo (Simona Barbui) e del violinista ed entertainer Andrea Casta. (foto: women)

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Hillary Clinton writes

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

hillary-clintonWhen we launched this campaign 17 months ago, I knew how difficult the road would be. But no matter how tough things have gotten, you’ve stood by my side.We’ve dealt with a lot of hatred and divisiveness. But like my friend Michelle Obama says, when they go low, we go high. In the face of bigotry and anger, you’ve stayed committed to our promise to fill this world with more love and kindness.America is great because Americans are good. Think of the proud moments we’ve shared in the past 17 months: couples embracing outside the Supreme Court after winning the right to get married, new citizens raising their hands at their swearing-in ceremonies, little girls on their fathers’ shoulders waving to me at rallies, telling me that when they grow up, they’re going to run for president.We’re still working toward that more perfect union our founders imagined, that civil rights heroes bled and died for, that our brave veterans protected, and that you have said you want to fight for by being a part of this campaign.In some states, we’re already taking that fight to the ballot box. Two days ago, I was lucky enough to visit an early voting location in Iowa to watch a very special supporter cast her vote: her name is Ruline, and she is 103 years old. When I met her last February, she told me that though she was born well before women won the right to vote, she was really looking forward to electing our first woman president. I promised I’d do my best not to let her down. In the final five weeks of this campaign, I’m going to fight my heart out for the values that define our country and humanity, for our families and our future. (photo: hillary clinton)

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Referendum bugiardo

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

renzi-berlusconiAdesso basta, fermiamoci in tempo. La più lunga campagna elettorale della storia repubblicana, quella per il referendum costituzionale, che invece di iniziare oggi e durare due mesi (e già sarebbero troppi) è in atto da almeno un semestre, si è via via caricata di una quantità industriale di fesserie che è urgente e indispensabile gettare al macero – nella speranza che di qui al 4 dicembre non se ne producano di nuove – se si vuole che quale sia il risultato della consultazione non si producano nefaste conseguenze per il Paese. Proviamo a sgombrare il campo, elencandone schematicamente alcune, nell’auspicio che serva ad una riflessione più meditata in vista del voto.
La prima e più grave scempiaggine che circola, alimentata in egual misura da entrambi i fronti, è che la vittoria del Sì e del No produrrà effetti a dir poco drammatici. Non è così: non cadrà la democrazia se vincerà il Sì, l’Italia non precipiterà nel caos se prevarranno i No. Sono entrambe forzature propagandistiche indegne di un paese moderno (per quanto anche quelle cui assistiamo per merito di Donald Trump e Hillary Clinton non scherzano). La posta in palio del referendum non è la fine del mondo. Tra l’altro si tratta di argomenti così forzati da suscitare l’effetto opposto a quello che ciascuno di quelli che li maneggiano si propongono di ottenere. Per dirla più brutalmente: il rancore di D’Alema e la difesa della Costituzione così com’è in nome dei valori della Resistenza (vedi il ruolo giocato dall’Anpi) portano acqua al mulino del Sì; l’evocazione di una nuova Brexit che procurerà all’Europa il collasso definitivo, con le Borse che crollano e gli spread che volano, porta acqua al mulino del No. A questo è collegata una seconda bufala che circola allegramente: votate a favore perché altrimenti rimarremo senza governo e a Renzi non c’è alternativa. A parte che anche quest’argomento (ricatto) ci sembra più favorire la tesi avversa che quella per la quale milita, ma la cosa è priva di fondamento. Il giorno dopo il referendum, se vincerà il “no”, ci sarà crisi di governo se e nella misura in cui Renzi d'alemaavrà fatto coincidere la traiettoria sua e del suo esecutivo con questa riforma – ed è scelta sua, che non può essere messa moralmente in conto a chi ha intenzione di votare No – e se riterrà di rimettere il mandato nelle mani del Capo dello Stato. Il quale, per cultura istituzionale e stile personale, non ha alcuna intenzione di imporglielo. Si dice: ma così Renzi sarà comunque debole, e gli italiani non hanno interesse ad avere un presidente del Consiglio debilitato. Vero. Ma pensate forse che un politico che avesse imposto al Paese una riforma di tale portata (e che sia di grande portata lo sostiene Renzi stesso, ricordandocelo un giorno sì e l’altro pure) non perché sia convincente nel merito ma perché da essa si fa ricavare la sopravvivenza del governo (anche questa per scelta del medesimo) sia davvero un leader forte? E non c’è argomento come quello della (presunta) insostituibilità per certificarne l’estrema debolezza: sto al governo perché non c’è nessun altro. Come a dire che appena si palesasse uno che dicesse “eccomi qui” (come fece Renzi dopo aver detto di stare sereno a Letta) giocoforza lui si dovrebbe fare da parte. No, non è così che si costruisce la stabilità e la governabilità.
Un’altra “forzatura doppia” è poi quella di dire che chi vota No è a favore dell’attuale bicameralismo (leggi Angelo Panebianco) e, viceversa, quella di dire che chi vota Sì intende violentare la Costituzione, che invece va assolutamente mantenuta così com’è (leggi Gustavo Zagrebelsky). Nel primo caso valga la nostra posizione: noi siamo più che favorevoli al superamento dell’attuale sistema parlamentare, ma riteniamo che il modo proposto per cambiarlo sia sbagliato e che possa produrre danni maggiori di quelli che pure si hanno a conservarlo. Non è un caso che ben prima che a Renzi venisse in mente di fare questa (sgrammaticata) riforma abbiamo proposto (e continuiamo a proporre) un’Assemblea Costituente con lo scopo di rivedere – organicamente, non a pezzi – l’intero impianto istituzionale, ormai obsoleto. Dunque, caro Panebianco, non ci sentiamo affatto conservatori, né per il solo fatto che rispondiamo No all’appello referendario dobbiamo essere messi a forza nello stesso “partito” di coloro che votano contro perché ritengono che comunque la carta fondamentale sia inviolabile. Tra l’altro, è falsa sia la storia che se non si fa questa riforma non ce ne potrà più essere un’altra per secoli – non si fa questa per farne una migliore – sia la favola dell’irreversibilità del nuovo sistema se dovesse prevalere il Sì, perché una revisione più ampia della Costituzione e degli assetti istituzionali rimarrebbe comunque necessaria. Basti pensare a questo: se passa la riforma, avremo (giustamente, anche se debolmente) controriformato in chiave meno federalista il titolo V della Carta, ma ci saremmo inventati il Senato delle autonomie locali. Una contraddizione che andrebbe comunque sanata.Infine, una riflessione attenta merita la questione della legge elettorale e del suo incrocio con la riforma costituzionale. Anche qui si sparano balle a raffica. Dai sostenitori del Sì abbiamo sentito dire sia che le due cose sono assolutamente disgiunte e indipendenti, sia l’esatto contrario. Altrettanto da quelli del No. Inoltre si ipotizza che il fronte del No sia proporzionalista (anche questa è un’apodittica affermazione di Panebianco) e quello del Sì favorevole al sistema maggioritario. Forse questo vale per i partiti – fermo restando che da ciascuno di loro nel corso degli anni abbiamo sentito proporre ogni tipo di modalità di voto – ma non certo per gli elettori, che solo in un’esigua minoranza hanno interesse a tecnicalità da addetti ai lavori. Ma al di là di questo, vorremmo che qualcuno ci spiegasse quale relazione c’è tra un cattivo bicameralismo, come quello che uscirebbe dalla riforma, e il maggioritario, e viceversa quale tra il bicameralismo paritario di oggi e il aula senatoproporzionale (che oggi non c’è). Noi per esempio, siamo per una Camera e un Senato elettivi e con funzioni differenziate, e per una legge elettorale alla tedesca, in cui la rappresentanza piena viene mitigata da una soglia di sbarramento alta (che rappresenta la migliore e più equa forma di premio di maggioranza, seppure indiretto): dove stiamo nello schema rigido che ci viene propinato? Da nessuna parte.La realtà è che il dibattito politico odierno, anche quando coinvolge esimi professori, è intriso di preconcetti e falsità. Il referendum non è affatto una svolta epocale. In nessuno dei due casi, e a maggior ragione se il Sì e il No dovessero prevalere per un pugno di voti, magari con la quota di astensioni ancor più alta delle ultime consultazioni. Né può esserlo, epocale o anche solo importante, un appuntamento in cui una parte ci chiede di votare Sì usando biechi argomenti dell’anti-politica e l’altra di votare No per regolare i conti con l’attuale inquilino di palazzo Chigi o, peggio ancora, del Nazareno. Noi, come dimostra la livida condizione della nostra economia, ci stiamo sempre più avviluppando in un declino inesorabile, ma ci viene raccontato – e taluni ci credono – che la chiave per fermarlo stia nella scheda in cui dovremo rispondere ad un quesito, peraltro scritto in modo ridicolo. Non è così. Anzi, la pochezza della riforma e degli argomenti pro e contro che la circondano è il segno che il declino prosegue inarrestabile.(Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it

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Rainald Goetz: Johann Holtrop: Ascesa e declino

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

rainald-goetzArriva finalmente in Italia l’eccezionale romanzo che è valso a Goetz il premio Georg-Büchner, il più importante riconoscimento letterario in Germania. Ispirato alla storia vera del manager Thomas Middelhoff, Johann Holtrop racconta l’ascesa e la caduta dell’onnipotente amministratore delegato della Assperg Spa, impero editoriale che dalla profonda provincia di una Germania appena unificata protende nel mondo i suoi tentacoli con un solo imperativo aziendale: crescere. Ma con l’arrivo della crisi niente sarà più come prima. Con la sua lingua ricercata e possente Johann Holtrop racconta la parabola di un uomo che non coglie i segni del terremoto imminente e che – al termine di una vicenda dietro la quale vediamo il laconico sorriso della Storia – dovrà riconoscersi per ciò che non sospettava di essere: un furfante. Racconta l’abisso dei nostri anni dalla prospettiva inedita dell’alta società tedesca: quel corrotto, criminale, sfrenato impero che attraversa sottopelle l’intera economia mondiale ma ha i suoi gangli vitali molto vicino a noi, nel motore trainante e cuore finanziario della giovane Unione Europea.(Fazi editore) (foto: Rainald Goetz)

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Stoner: La fragile essenza della vita

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

stonerA cura di Barbara Carnevali. «Ma se Stoner ci piace perché è un uomo come tutti noi, resta aperta la questione di perché questa affinità si sia imposta all’attenzione del pubblico solo negli ultimi dieci anni, mentre per la prima generazione di lettori non era così evidente, o non sembrava così importante. Cosa hanno visto i lettori degli anni Duemila che i lettori degli anni Sessanta non potevano o non volevano vedere? Perché la vita privata dell’uomo medio ci interessa particolarmente oggi? Cosa ci dice il successo recente di Stoner sullo stato della nostra società?» È per rispondere a domande come queste che la Scuola di Francoforte ha concepito questo ‘dossier’ speciale all’interno della rivista “WestEnd”, dedicando appunto a Stoner una serie di brevi saggi filosofici, che offrono nuovi e illuminanti spunti di riflessione.(Fazi editore) (foto: stoner)

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Sarah Bakewell: Al caffè degli esistenzialisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

sarah-bakewellDopo il successo di Montaigne. L’arte di vivere, Sarah Bakewell torna a parlare di filosofia raccontando, con uno sguardo fresco e vigoroso, l’affascinante storia di uno tra i più importanti movimenti intellettuali del XX secolo e dei rivoluzionari pensatori che lo animarono.
Al caffè degli esistenzialisti esplora l’esistenzialismo come una storia di incontri tra idee e personaggi, dai maestri Sartre e de Beauvoir, passando naturalmente per Husserl e Heidegger, fino al circolo di amici, discepoli e antagonisti, tra cui lo scrittore Albert Camus e il filosofo Maurice Merleau-Ponty. Attraverso le pagine di questo libro, l’autrice intreccia filosofia e biografia creando un meraviglioso ed erudito affresco dove anche un semplice caffè può rivelarsi più misterioso di quanto appare. (Fazi editore) (foto: Sarah Bakewell)

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Chiara Rapaccini: Baires

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

baires«Baires è un romanzo autobiografico ma è anche un noir, un libro di avventura e, perché no, un mistery. Non ultimo, è una storia per bambini». Così l’autrice, compagna di una vita di Mario Monicelli, descrive questo suo libro insolito, originalissimo e pieno d’atmosfera che narra la perdita di sé e le conseguenti disavventure di una donna in crisi. Il racconto si dipana tra Buenos Aires, la provincia argentina e Roma. La protagonista, alter ego della scrittrice, è una donna di mezza età, Frida, stilista e disegnatrice per bambini che, annientata dal lutto per la perdita del marito, fugge dalla sua città verso un territorio misterioso e contradditorio. Un romanzo sensuale, femminile, ipnotico, scritto da un’artista d’eccezione con lingua scrupolosa, ironica e ricca di suggestioni. (Fazi editore)(foto: baires)

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Il bacio della principessa

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

il-bacio-della-principessaA sentir parlare di principesse, il pensiero corre facilmente a splendide fanciulle, con abiti sontuosi e preziosi gioielli. Qui invece si parla di una principessa rospa, ma pur sempre principessa, discendente unica di genitori che l’amano sopra ogni cosa e le metterebbero il mondo ai piedi. Ma quando le chiedono qual è il dono che maggiormente desidera, non riescono ad accontentarla. Anzi, la sua risposta fa quasi venire un colpo al re, suo padre. Giammai!, lui dice, mentre la regina si perde in un fiume di lacrime. Ma cosa avrà mai chiesto Rospina? Riuscirà a realizzare il suo desiderio?
Una fiaba delicata, divertente, tenera, che racconta di sogni e di tenacia, di amore, paure e libertà. Una narrazione leggera, pulita, fresca, perfetta per le prime letture in autonomia. Ideale anche per educare i bambini e le bambine a non abbandonare I sogni che arrivano dal cuore, per quanto strani e fuori dall’ordinario possano sembrare, perché in fondo, l’universo, i sogni veri, è pronto a realizzarli. Anche se non ci è dato sapere prima attraverso quali strade, percorsi o… situazioni. E una storia che aiuta anche noi adulti e adulte a spiegare ai nostri bimbi e bimbe che scegliamo in base al nostro sentire, per quello che pensiamo essere il loro massimo bene, ma non sempre riusciamo a cogliere e accettare i desideri profondi che brillano nel loro cuore, perché molto lontani dal nostro modo di concepire la vita. Testo di Fernando Almena. Illustrazioni di Ulrike Muller Traduzione di Luisa Staffieri Numero di pagine: 48 Data di pubblicazione: Ottobre, 2016 (foto: il bacio della principessa)

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Charles Shields: l’uomo che scrisse il romanzo perfetto

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

luomo-che-scrisse-il-romanzo-perfettoQuale storia si nasconde dietro Stoner? Chi era lo scrittore schivo e riservato che, come il suo alter ego letterario, ha vissuto una vita apparentemente insignificante eppure eccezionale?
In anteprima mondiale esce la prima biografia autorizzata di John Williams, che ricostruisce l’intera esistenza dello scrittore e il caso internazionale del successo delle sue opere, che dopo cinquant’anni incantano ancora milioni di persone in tutto il mondo.
Charles Shields, apprezzatissimo autore di importanti biografie come quelle Kurt Vonnegut e Harper Lee, tra gli altri – racconta per la prima volta le luci e le ombre di un autore ormai considerato di culto. (Fazi editore) (foto: l’uomo che scrisse il romanzo perfetto)

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