Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 328

Archive for 6 ottobre 2016

In Via Margutta gli “AbitiGioello” di Alex Carelli

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

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Roma Una serata magica quella che si è tenuta il 5 ottobre in via Margutta 61, nell’atelier di Alex Carelli, nata in una famiglia di orafi e gioiellieri, vive da sempre con il desiderio di creare gioielli di concetto contemporaneo, utilizzando pietre naturali, preziose e semi preziose, nella varietà dei loro colori e riflessi.
Un vernissage esclusivo nel quale la designer romana, per la prima volta si è confrontata con il mondo degli outfits, ideando e creando una capsule nella quale l’idea innovativa e vincente è stata quella di

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abbinare creazioni di prêt-à-couture, da lei ideati, alle sue creazioni di gioielli.Eleganza e comfort per una collezione disegnata per essere perfetta in ogni occasione, realizzata con nuance delicate e raffinate che spaziano dal cammello al grigio, dal gesso al cipria, fino al giallo tenue.Giacche/copri spalla pensate in ogni dettaglio, completamente destrutturate e spesso tagliate a vivo, realizzate con materiali di pregio quali cachemire, raso in seta e chiffon impalpabili, alle quali sarà possibile abbinare accessori particolari come borse in piume, collane in pelliccia, oltre a bracciali e orecchini.“AbitiGoielli” di grande effetto leggeri e portabilissimi, senza rimandi a tendenze e spunti presi da altri creativi ed epoche, frutto della innata creatività di Alex Carelli.Partner del vernissage: l’Azienda vitivinicola Ciù Ciù di Offida (Ap) guidata da Walter e Massimiliano Bartolomei che nella loro mission hanno sempre cercato di unire qualità, tradizione e territorialità, producendo vini che rispondono ai principi bio-vegan. I Sentieri di Bacco, Brand di Beatrice Trebisacce, che da anni unisce negli eventi l’eccellenza dell’enogastronomia italiana al mondo del fashion system. L’abbinamento del vino con il food è stato curato dall’Esecutive Chef Anna Vittoria Imperatrice. (foto carelli)

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Gianluca Guidi omaggia Frank Sinatra al Teatro Nino Manfredi

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

gianlucagianluca1Ostia Lido Teatro Nino Manfredi via dei Pallottini 10 dall’11 al 16 ottobre ore 21.00, domenica ore 17.30 Biglietti: Platea: Intero 24.00, Ridotto 21.00 Galleria: Intero 21.00; Ridotto 18.00. Il Teatro Nino Manfredi di Ostia apre la sua dodicesima stagione con Thast’s Life, Sinatra Tribute. L’11 ottobre Gianluca Guidi sale sul palco accompagnato da Michele Di Martino al pianoforte, Tommaso Scannapieco al Contrabbasso e Amedeo Ariano alla batteria. Fino a domenica 16 ottobre l’attore per più di un’ora e mezza, percorre un vero e proprio viaggio/tributo in onore del grande artista americano.Francis Albert Sinatra, più comunemente noto come “Frank” Sinatra, nacque a Hoboken (New Jersey) il 12 dicembre 1915. Autori come Cole Porter, George Gershwin, Richard Rodgers, Sammy Cahn che hanno contribuito a scrivere la storia della canzone americana, sono destinati all’immortalità grazie anche alla longeva e straordinaria carriera di Frank Sinatra, che ha accompagnato, con la sua musica, almeno quattro generazioni. Sinatra è stato e rimarrà la più straordinaria voce pop che il mondo abbia ascoltato. Una vita, la sua, tra le più longeve della storia musicale mondiale. Bing Corsby ebbe a dire”…di voci come quelle di Sinatra ne nasce una ogni secolo … purtroppo io sono capitato nello stesso secolo suo…”. L’uomo Sinatra, controverso per molti motivi, capace di incantare sul palcoscenico milioni di persone in tutto il mondo. É quindi doveroso, passato il suo “secolo”, celebrarlo anche in Italia, per mano, o meglio “per voce” di chi ne è rimasto incantato fin da bambino, complici anche i numerosi dischi ben in vista nello studio della casa in cui viveva da piccolo. Gianluca vive la sua prima giovinezza e poi l’adolescenza controcorrente rispetto ai suoi amici. Il primo album trovato e ascoltato da Gianluca è “It Might as Well be Spring” con l’orchestra di Count Basie diretta da Quincy Jones.Il “suo” primo disco di Sinatra è l’album live del concerto al Madison Square Garden di New York del 1974 che Gianluca baratta con un suo amico in cambio di un album di un gruppo Rock chiamato The Ramones. Da qui in poi un “amore” eterno verso colui che lo ha fatto sognare a dispetto delle mode o tendenze più in voga. (foto: gianluca)

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Mostra “C.A. Bixio – Musica e Cinema nel ‘900 italiano”

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

bixioPescara Dal 7 ottobre al 13 novembre 2016 la mostra verrà ospitata al MAM, il luogo certamente più idoneo a valorizzare i valori artistici sia visivi che sonori di C.A. Bixio.
Inaugurazione alle ore 12.00 del 7 ottobre con la partecipazione dell’Assessore alla Cultura del Comune di Pescara Giovanni Di Iacovo, Franco e Andrea Bixio curatori della mostra insieme a Giuseppe Pasquali, il giornalista Renato Marengo coordinatore della mostra, lo scrittore e regista Italo Moscati, Maria Letizia Bixio curatrice del libro/catalogo della mostra e Federico Giangrandi presidente dell’associazione curatrice degli eventi collaterali.
La mostra gode del patrocinio e della collaborazione di importanti enti istituzionali e privati come SIAE (Società Italiana Autori ed Editori), A.F.I. (Associazione dei Fonografici Italiani), Università “Sapienza” di Roma e RaiTeche.
Durante la permanenza della mostra verrà organizzata l’iniziativa Tactus Fugit OPEN MAT. Questa prevede una serie di eventi collaterali alla mostra stessa: incontri, workshop, concerti e dj-set, oltre a un’esposizione di vinili di case di produzione abruzzesi che operano nel settore delle colonne sonore.
Mio padre – dichiara Franco Bixio, figlio del compositore – è stato, tra l’altro, l’autore delle musiche del primo film sonoro italiano. Molti dei suoi successi nascevano come musiche da film. Il cinema, infatti, è stato motivo di incontro tra lui scrittori, registi e musicisti. Uno dei più grandi compositori dell’epoca fu proprio il “pescarese doc” Alessandro Cicognini, autore, tra l’altro, delle musiche della saga di Don Camillo e di un film, del giovane regista Vittorio De Sica, come “Umberto D”. In questa occasione però mi piace ricordare il Cicognini amico di mio padre. Veniva spesso da noi in campagna, a Rocca di Papa, a trovare mio padre che per lui aveva addirittura allestito un appartamento in un villino, che noi ragazzi chiamavamo la “casa di Cicognini”. Mio padre era molto orgoglioso di essere stato l’editore di tante sue composizioni.L’obiettivo della mostra è quello di presentare l’origine della canzone italiana e celebrare Cesare Andrea Bixio, uomo dalla spiccata sensibilità creativa e figura chiave del suo tempo: artista e innovatore della cultura e dello spettacolo e, al tempo stesso, uomo dalle grandi intuizioni commerciali e imprenditoriali in campo editoriale. Nel 1920 ha fondato la prima casa editrice musicale tenuta a battesimo nel luogo che diventerà il polo della musica leggera (Galleria del Corso a Milano). bixio1Ha collaborato con artisti del futurismo, ed è stato il primo autore italiano a produrre canzoni per alcune tra le maggiori interpreti francesi del varietà, così alimentando il legame tra le città di Napoli e Parigi, a quel tempo, capitali della cultura. Ha, inoltre, composto le musiche per il primo film sonoro italiano La Canzone dell’Amore (1930) e l’amore per il cinema lo ha portato negli anni ‘60 a fondare la Cinevox Record, prima casa discografica dedicata alle colonne sonore, che nel corso degli anni ha prodotto grandi artisti come Morricone, Piovani, Goblin e tanti altri.
Come recita il sottotitolo, la mostra racconta un bel pezzo di storia del cinema e della musica italiana del ‘900. Le note di Bixio accompagnano il visitatore in un viaggio fatto d’immagini storiche, focus su avvenimenti scientifici e contributi artistici da ogni campo, strizzando l’occhio a innovazioni particolari e curiosità del secolo scorso.
Il nucleo centrale è sviluppato intorno alle copertine degli spartiti dei primi cinquant’anni del ‘900, veri e propri capolavori di grafica che rappresentano le varie epoche e tendenze artistiche dell’arte visiva. Non mancano le immagini dei film musicati da Bixio e le sequenze delle canzoni interpretate sia da attori famosi come Vittorio De Sica, Totò, Anna Magnani, Elsa Merlini, Macario, sia dalle grandi voci dell’epoca come Beniamino Gigli.
Il progetto è frutto della collaborazione del Gruppo Editoriale Bixio e dell’Associazione Musikstrasse con il Master in “Allestimento e Progettazione di Componenti” della Facoltà di Architettura dell’Università “Sapienza” di Roma, ed è stato firmato dal giovane architetto Massimo Burlina.
Raccontare di Cesare Andrea Bixio, significa anche raccontare la Storia del Novecento, secolo controverso, caratterizzato da forti divergenze ideologiche e sociali e segnato da due guerre che hanno profondamente inciso sulla vita e sui comportamenti di un intero popolo. ORARI: 09,00 – 13,00 / 15,00 – 19,00Costo del biglietto: Intero € 5,00; Ridotto (residenti) € 3,00. Info: http://www.mostra.bixio.it (foto: bixio)

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Catella lead manager in planned capital raising and secondary listing of Baltic Horizon

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

catellaThe alternative investment fund Baltic Horizon, which was listed on the Nasdaq Tallinn Fund List in July 2016, is planning an additional capital raising and secondary listing on Nasdaq Stockholm. Accordingly, Baltic Horizon will become the first exchange traded alternative investment fund on Nasdaq Stockholm. In connection with the listing, the fund targets raising up to EUR 80 million in new capital.
Baltic Horizon Fund is a real estate fund with no particular lifetime (evergreen) focusing on centrally located commercial property in the capitals of the Baltic countries. The fund invests in properties with long rental contracts, often with Nordic corporate tenants. Baltic Horizon was listed on Nasdaq Tallinn on July 6, 2016, with EUR 29.7 million in equity, and is managed by Northern Horizon Capital AS.
“We are very excited that Baltic Horizon has appointed Catella as lead manager, and that they are pursuing their strategy by initiating the planned capital raising and secondary listing on Nasdaq Stockholm following the successful creation of the fund this summer.” says Andrew Smith, project head at Catella London. “Through the secondary listing on Nasdaq Stockholm, investors are offered high quality Baltic property exposure and liquidity on the secondary market,” says Martin Malhotra, project manager at Catella’s Corporate Finance.
In connection with the capital raising, Catella Bank will once again play a central role.“There was great interest in the previous issue this summer, when Catella Bank completed a focused process during two weeks in June where our clients were offered to invest in Baltic Horizon, and we are seeing continued strong interest in properties with good risk adjusted returns in the Baltics,” says Dennis Nygren, Head of Wealth Management at Catella.For several years there has been a common legal framework for alternative investment funds in the EU (the AIFM Directive), which allows funds in one EEA country to be marketed in other EEA countries.“The secondary listing of Baltic Horizon creates an opportunity for Swedish professional and retail investors to invest in a vehicle with a clear investment strategy, high transparency and tax efficiency combined with the good liquidity we have on the Swedish stock market. We see this as the beginning of a new trend with more listings of exchange traded property funds from Sweden, the Nordics and the Baltics,” says Arvid Lindqvist, Head of Research at Catella.

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Giornate Piemontesi di Medicina Clinica

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

cuneoCuneo 6-7- 8 ottobre il Centro Congressi della Provincia in Corso Dante 21 ospiterà le Giornate Piemontesi di Medicina Clinica, uno dei più importanti congressi italiani di Medicina Interna. Nate nel 2005 come Giornate cuneesi di Medicina Interna, sono oggi giunte alla dodicesima edizione con l’ideatore ed organizzatore dell’evento, Luigi Fenoglio, Direttore medico della Struttura Complessa di Medicina Interna dell’AO Santa Croce e Carle di Cuneo, Presidente eletto della Sezione Liguria – Piemonte – Valle d’Aosta della SIMI. Nella mattina di giovedi 6 ottobre si svolgeranno due corsi pre-congressuali rispettivamente sulla corretta gestione della terapia antibiotica nei reparti di medicina interna e sul percorso diagnostico terapeutico dell’insufficienza respiratoria, che vedranno la partecipazione di esperti internazionali, quali il Professor Ercole Concia, Professore Ordinario di Malattie Infettive presso l’ Università di Verona, il Professor Claudio Viscoli, Professore Ordinario di Malattie Infettive presso l Università degli studi di Genova ed il Prof Dario Cattaneo, farmacologo clinico dell’Ospedale Sacco di Milano.
La sessione di apertura pomeridiana del Convegno, con l’intervento del Professor Vincenzo Crupi, Docente di filosofia della Scienza presso l’Università degli Studi di Torino, sarà incentrata sull’errore in Medicina; perché i medici sbagliano ? Perché l’errore in medicina è considerato un taboo ? Come creare un sistema in cui sia possibile imparare dagli errori e discuterne senza sensi di colpa ? ll Professore Nicola Montano dell’Università di Milano, Presidente eletto della Federazione europea delle Società di Medicina Interna, terrà quindi una relazione sulla metodologia clinica per limitare gli errori. La giornata iniziale come ormai da alcuni anni continuerà con una serie di relazioni inerenti il tema della medicina di montagna con la partecipazione del Direttore della Scuola nazionale medica del Soccorso alpino Dottor Mario Milani di Lecco.
In chiusura il concerto inaugurale dedicato al cantautore piemontese, recentemente e prematuramente scomparso, Gian Maria Testa. Ingresso aperto al pubblico. Nel corso delle tre giornate verranno discussi argomenti di notevole attualità quali l’utilizzo appropriato delle nuove terapie con farmaci biotecnologici e biosimilari nelle patologie immunomediate reumatologiche e gastroenterologiche, le innovative molecole per il trattamento dell’epatite C, i nuovi farmaci anticoagulanti e la corretta gestione del paziente con osteoporosi. Tutti gli interventi sono affidati a relatori di elevatissimo profilo scientifico quali il Professor Carlo Maurizio Montecucco, già Presidente della Società Italiana di Reumatologia,il Professor Armando Gennazzani della Commissione tecnico-scientifica dell’AIFA, il Professor Giovanni Raimondo Direttore dell’Unità Operativa di epatologia clinica e biomolecolare dell’Università di Messina, il Professor Giancarlo Isaia, Direttore della S.C di Geriatria e Malattie Metaboliche dell’Osso della AOU Citta della Salute e della Scienza di Torino.
Due intere sessioni ed una lettura magistrale sono dedicate ed affidate agli infermieri la cui professionalitàsempre maggiormente viene ad avere un ruolo centrale nella cura e nella moderna presa in carico dei pazienti. La mattina di sabato vedrà inoltre l’intervento del Direttore generale della Sanità della Regione Piemonte, Fulvio Moirano, con una lettura sulla stato di salute del nostro Sistema sanitario, introduzione del Direttore generale dell’ A.O Santa Croce e Carle Dottor Corrado Bedogni. La lettura magistrale del Presidente nazionale della Società italiana di Medicina interna, professor Franco Perticone, introdotta dal dottor Luigi Fenoglio, verterà sulla medicina traslazionale : portare dal laboratorio di ricerca al letto del malato le migliori metodologie diagnostiche e terapeutiche.
L’Università degli Studi di Torino e quella del Piemonte Orientale da sempre promuovono scientificamente levento come testimoniato dalla partecipazione dei Presidi di Facoltà ed, anche quest’anno, dei Direttori delle Scuole di Specializzazione in Medicina Interna e Medicina d’ Emergenza –Urgenza dei due Atenei. Il Convegno che da sempre coinvolge attivamente i giovani attraverso numerose relazioni affidate a colleghi under 40, anche quest’anno riserva una sessione dedicata alla presentazione di alcuni tra i migliori elaborati tra le tesi di laurea in Medicina e Chirurgia del 2016: ormai da tre anni infatti l’AO S.Croce e Carle di Cuneo diventato Ospedale di Insegnamento è attivamente coinvolto nella formazione degli studenti del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, non solo attraverso l’attività clinica tutoriale ma anche nello svolgimento di tesi di Laurea, continuando a essere inoltre sede per il Corso di Laurea in Scienze infermieristiche e per la Scuola di Specializzazione in Medicina Interna dell’ Universita’ di Torino. Chiuderà questa tre giorni di medicina interna una lettura magistrale sui vaccini e sull’utilità delle vaccinazione nel terzo millennio; sarà tenuta dalla Professoressa Carla Zotti dell’Università di Torino: a meno di un secolo dalla più grave pandemia nella storia dell’umanità, l’influenza spagnola,100 milioni di morti, oggi si ha paura dei vaccini, una delle più grandi scoperte nella storia della medicina. Quest’anno è stato inaugurato il sito internet del Congresso http://www.medicinainternacuneo.it su cui sono reperibili tutte le informazioni inerenti il programma.

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Giudizio severo del Financial Times su Matteo Renzi

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

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Matteo Renzi, il primo ministro italiano, ha destato perplessità la settimana scorsa quando ha suggerito di rilanciare un progetto per collegare la terraferma con la Sicilia attraverso la costruzione del ponte sospeso più lungo del mondo, sullo Stretto di Messina. Questo progetto multimiliardario è associato a Silvio Berlusconi, che lo ha promosso durante i suoi numerosi incantesimi come primo ministro tra il 1994 e il 2011. Il piano è stato abbandonato nel 2013 a causa del suo costo, della vulnerabilità dello stretto ai terremoti e per il rischio di ingrassare i clan mafiosi con gli appalti.Perché il signor Renzi, che ha criticato il ponte nel 2012 come uno spreco di denaro, sostiene ora di vedere i suoi meriti? Una risposta sta nel rischio che sta correndo come premier per un referendum sulla riforma costituzionale che si terrà il 4 dicembre. Rilanciando un progetto caro a Berlusconi, il signor Renzi mira a ridurre la possibilità che i fedelissimi di Berlusconi e le altre forze di centro-destra possano farlo cadere nel caso in cui dovesse perdere il referendum.Se ha senso costruire un ponte sopra le onde in cui, 3000 anni fa, Omero immaginava i mostri Scilla e Cariddi attaccare Ulisse, è una questione di dibattito. Il punto è che, contrariamente alle affermazioni del signor Renzi, le riforme costituzionali proposte farebbe poco per migliorare la qualità di governo, legislazione e della politica. I poteri del Senato, la camera alta del parlamento, sarebbero drasticamente ridotti in favore della camera bassa. Il Senato non sarebbe più eletto con il voto popolare diretto, ma sarebbe composto principalmente da consiglieri e sindaci regionali. I suoi membri verrebbero ridotti da 315 a100.Renzi sostiene che il sistema di Governo impostato nel 1948 dalla Costituzione italiana è un casino che genera instabilità ricorrente. Allo stato attuale, due camere del Parlamento hanno poteri identici. Nessun disegno di legge diventa legge fino a quando non sono d’accordo su un testo comune. Secondo il premier, questo si traduce in ritardi inutili che azzoppano governi ben intenzionati, come il suo, che vogliono riforme moderne. Eppure, il record dei governi del dopoguerra, tra cui quello del signor Renzi, confutano questa argomentazione. I parlamentari italiani fanno passare più leggi di anno in anno rispetto ai parlamentari in Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti. Nonostante la mancanza di una maggioranza al Senato, il Partito Democratico del signor Renzi ha approvato tagli fiscali e una riforma del mercato del lavoro centrali per il suo programma.Non sono stati i poteri del Senato la ragione per cui ci sono stati più di 60 i governi negli ultimi 70 anni. La spiegazione principale è la frammentazione dei partiti politici italiani. Ciò riflette la frammentazione della società italiana. Ogni partito, ogni fazione di ogni partito, si distingue per una serie distintiva di interessi economici, geografici, ideologici, religiosi o sociali – o anche per l’interesse personale del suo leader, come quando Forza Italia di Berlusconi ha governato l’Italia.Con tutto il dovuto rispetto, quello di cui l’Italia ha bisogno non sono più leggi, approvate più rapidamente rispetto al passato, ma meno leggi e migliori. Devono essere scritte con cura, e in realtà applicate, piuttosto che bloccate o aggirate dalla pubblica amministrazione in Italia o da interessi particolari. Le riforme sono legate ad una legge elettorale che assegnerà un bonus al partito vincente, consegnandogli una maggioranza per un periodo di cinque anni. Questa riforma, cucinata nel 2014 dal signor Renzi e da Berlusconi, è una riforma pessima.Nelle capitali europee si ha la sensazione che il signor Renzi meriti di essere sostenuto. Un’Italia senza guida, vulnerabile ad una crisi bancaria e alla forza anticasta del Movimento 5 Stelle, significherebbe guai. Eppure una sconfitta del signor Renzi al referendum non comporta necessariamente instabilità per l’Italia. Una vittoria, d’altra parte, potrebbe mettere a nudo il fatto che l’obiettivo tattico di Renzi di sopravvivere è stato anteposto al bisogno strategico dell’Italia di avere una democrazia sana.Traduzione integrale dell’articolo del Financial Times ”Matteo Renzi’s reforms are a constitutional bridge to nowhere” (Le riforme di Matteo Renzi sono un ponte costituzionale verso il nulla), di Tony Barber – fonte blog di grillo) (n.r. per completezza d’informazione ci risulta che la direzione del Financial Times ha preso le distanze dall’articolo del suo collaboratore. Pare che vi sia stata da parte della Farnesina una protesta motivata dal fatto che a suo avviso quest’articolo rappresenta una indebita interferenza negli affari interni del paese. Abbiamo chiesto, in proposito, chiarimenti ma non siamo riusciti ad avere una conferma o una smentita in proposito.)

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“Torsten Schwarz will be made additional managing director of Intex EDV-Software GmbH on 1 October 2016”

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

saarbrucken-germanySaarbrücken, Germany, INTEX EDV-Software GmbH: On 1 October 2016, Torsten Schwarz (49) will be appointed an additional managing director at INTEX-Software GmbH, a service provider of ERP and PLM system headquartered in Saarbrücken, Germany. The graduate in business administration and father of two children will be responsible for the Sales and Marketing divisions and driving both product development and international business forward.Schwarz was co-founder of Setlog GmbH, a Bochum based company which focussed on the development of an SCM system for the fashion sector, where he was managing director and shareholder for over twelve years. His customers included Zalando, Intersport, Tom Tailor, Katag, Brax and Betty Barclay. Schwarz then spent just under two years as Chief Operating Officer at the Wünsche Group, an international trading house with its headquarters in Hamburg and over 25 subsidiaries. There, amongst other things, he was responsible for strategic restructuring and change management. Schwarz has most recently been advising well-known customers in the clothing industry with his consulting company imc-efficient on how to optimise delivery chains and integrate IT landscapes. “With his broad and specific expertise, as well as his experience of 20 years in the IT business for the fashion sector, Schwarz will be a perfect complement to our management team”, explains Klaus Weber, founder and proprietor of INTEX. Torsten Schwarz is coming to Saarbrücken just at a time when Intex is developing the 4th generation of its software, which has already been completed to 90 percent and is in productive use at three long-standing customers. The application was developed by a new team put made up of experienced programmers and “old hands” with many years of expertise in fashion, headed by Dennis Weber. The internet and cloud-based solution will be a new milestone in Intex’s history and will point the way into the future. “It can’t only be adapted to the customer’s specifications significantly faster, but it also contains a number of new modules”, announces Dennis Weber with some pride. Thus, in addition to the comprehensive ERP system specialised for the clothing sector, all PLM/PDM functions that customers both need and expect are immediately available. A large proportion of added features in the fields of acquisition, SCM, CSR and RFID have also been integrated and plan to be extended with Torsten Schwarz. “For the first time, the fashion industry will have with this a fully integrated solution at its disposal, which will map the entire supply chain in dedicated cockpits and enable interconnected thought and action in the spirit of industry 4.0”, Schwarz explains before adding, “the customers will love it!”.At the Texprocess 2017, taking place in Frankfurt am Main from 9th to 12th May 2017, Intext will be officially introducing and comprehensively explaining the software to the motto of “Move fast. Be flexible.” Interested parties can already make an appointment for a personal consultation. (photo: Torsten Schwarz, Klaus Weber)

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Referendum ricompatta centro-destra e spacca centro-sinistra

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

costituzione1“Il referendum è importante anche perché sta spaccando incredibilmente e violentemente il centrosinistra e sta coagulando il centrodestra, sta ricompattando la nostra area politica”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo al convegno “#qualecentrodestra? Referendum? Certamente NO! Un contributo di idee per riforme vere”, in corso a Roma.“A sinistra sta succedendo di tutto. Sel-Sinistra Italiana vota No, la sinistra del Pci-Pds-Ds-Pd – D’Alema, Bersani, Speranza – vota No. Si stanno spaccando. Il centrodestra, che si era diviso dopo quel novembre di cinque anni fa, si sta ricompattando dopo gli errori commessi dal 2011 in poi. Mai più centrodestra diviso, mai più. Il comunicato stampa di Milano della scorsa settimana, stilato da Berlusconi-Salvini-Meloni è assolutamente chiaro: centrodestra unito, no a governicchi, no al referendum, no ad una nuova legge elettorale prima del referendum, e dopo la vittoria del No modifica del sistema di voto ed elezioni subito”. E a questo proposito Brunetta aggiunge: “Non ne possiamo davvero più di vedere il presidente del Consiglio (si fa per dire), Matteo Renzi, in televisione dalla mattina alla sera che ci racconta balle in merito alla sua ‘schiforma’ della Costituzione. Basta Renzi in tv! Basta Renzi in giro per l’Italia a fare solo campagna pro-Sì”.
Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Ma quando lavora questo premier? Quando sta a Palazzo Chigi ad occuparsi dei reali problemi del Paese? Della crisi economica, della crisi bancaria, della disoccupazione, delle pensioni, dell’emergenza immigrazione. Per Renzi non esiste nulla.L’azione del governo è ormai bloccata da mesi, i ministri sono anch’essi costretti a girare la Penisola e non solo – basti pensare al grottesco tour della Boschi in Sud America (chiaramente a spese dei contribuenti italiani) – per raggranellare qualche voto in più che possa tener a galla un esecutivo ormai alla canna del gas.Renzi governi se ne è capace. L’Italia ha bisogno di un presidente del Consiglio, non di un propagandista che pensa solo ai fatti suoi, alle sue personali battaglie di potere, infischiandosene dei problemi e delle emergenze del Paese che dovrebbe guidare.Basta con questo Renzi, basta con questo modo irresponsabile di fare politica. Gli italiani si ribelleranno a questa violenza inaccettabile, il 4 dicembre voteranno ‘no’ al referendum costituzionale, manderanno a casa questo premier mai eletto, e tornerà la democrazia nel nostro Paese”, conclude Brunetta.

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“Changing the Face of Modern Medicine”

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

laserflorenceFlorence (Italy) 18-21 October Tuesday, October 18th 2016, 12.30 am Press Room (Caravaggio), Ground Floor Fiera Congress Center, Piazza Adua, 1 press conference. The meeting will introduce the most relevant news and topics of the Congress. Speakers names will be confirmed.
A light lunch will be offered after the press conference at 1.30 pm. The working language will be English. Leading researchers, scientists and Key Opinion Leaders from around the world will share and present the latest developments in the field of stem cell research and gene editing and therapies, discussing new understandings of diseases and therapeutic applications to face great healthcare challenges such as Cancer, Haemophilia, Neural, Skeletal, Cardiovascular, Ocular and Alzheimer’s diseases. Promoted by the European Society of Gene & Cell Therapy (ESGCT) and the International Society for Stem Cell Research (ISSCR), in collaboration with the Associazione di Biologia Cellulare e del Differenziamento (ABCD), the Congress is a landmark scientific event, as – for the first time in history – gene therapy has become available to patients as a Standard Marketed Therapy approved by Agencies and Institutions at international level.
Il congresso sarà l’occasione per ospitare interventi di ricercatori e massimi esperti a livello nazionale e internazionale, che faranno il punto su tutte le principali novità nel settore:
– studi e casi clinici
– farmaci in sviluppo
– frontiere e orizzonti che si configurano in aree terapeutiche importanti e che rappresentano le grandi sfide sanitarie dei prossimi anni, come Alzheimer, Cancro, patologie Cardiovascolari
– implicazioni etiche della ricerca
– modelli innovativi di business e collaborazioni pubblico-privato, ruolo dello start-up, numeri e investimenti

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Intervista a Sgarbi: parla di Spoleto Arte, il suo laboratorio sull’arte contemporanea

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

vittorio sgarbiChristian Flammia intervista Vittorio Sgarbi:
1. “Spoleto Arte incontra Venezia”: come nasce l’idea di coniugare questi due poli?
L’idea di coniugare simbolicamente due poli centrali, per la diffusione dell’arte e della cultura, come sono Spoleto e Venezia, nasce con la mostra di “Spoleto Arte” considerata un osservatorio sull’arte contemporanea e si rinnova con “Spoleto Arte incontra Venezia” con un approfondimento dell’indagine sullo stato dell’arte in Italia. Salvo Nugnes, ha voluto unire Spoleto e Venezia, città di antica storia e cultura, per ospitare, dare forza e importanza all’arte contemporanea.
2. Cos’ha di diverso questa mostra e a chi è rivolta?
La mostra si rivolge a un bacino eterogeneo di pubblico. Come a Spoleto, anche a Venezia vengono esposte opere di artisti contemporanei sia di nomi già affermati sia , emergenti, all’insegna della libertà creativa e della libera espressione. Io andrò a prendere atto dell’offerta e farò le mie valutazioni.
3. L’esposizione si terrà presso il secolare Palazzo Giustinian Faccanon a Venezia. Come ha scelto questa location?
Il palazzo ospitante gode di ottima fama, essendo stato la prima sede ufficiale del gazzettino. È un luogo di lunga tradizione, un contesto bellissimo, che merita di essere valorizzato. Chiunque può sentirsi onorato di esporre in questo luogo.
sgarbi4. Sia Venezia che Spoleto sono luoghi di grande fascino. Lei cosa ama di queste città?
Spoleto e Venezia, due città sempre pronte ad accogliere nuovi stimoli, sono ora avvicinate in un progetto concorde: da palazzo Leti Sansi a palazzo Giustinian Faccanon. A Venezia, c’è una particolare attenzione per l’arte contemporanea, quindi il pubblico e il privato si incrociano e non esiste una distinzione tra luogo pubblico e privato, come accade invece in altri contesti.
5. Pensa che l’arte sia bistrattata in un paese come il nostro, che detiene un vasto patrimonio artistico? Nelle scuole viene dato poco spazio alla storia dell’arte. Cosa ne pensa?
La storia dell’arte e l’arte in generale viene poco considerata in ambito scolastico, perché non rientra nelle discipline ideali legate allo spirito, portando con se’ le reminiscenze e gli strascichi di materialità che ha insiti dentro.
6. Oltre che poco inclini all’arte in generale, gli italiani leggono poco. Perché?
A scuola si è obbligati a leggere e a studiare, perché si viene interrogati, mentre quando si è liberi di scegliere e di decidere, bisogna saper trovare i testi più giusti, che possano risvegliare l’interesse e la curiosità.
7. Quale sarebbe, secondo lei, il modo migliore per avvicinare i giovani all’arte?
I giovani e le nuove generazioni, andrebbero coinvolti con attività culturali e artistiche stimolanti, portandoli a mostre, spettacoli, iniziative, eventi che possano fare da traino all’arte e alla cultura. Le mostre mercato e le fiere dell’arte, dimostrano quanto si è trovato nel passato, che viene recuperato e valorizzato ai giorni nostri. Anche la mia mostra ad Osimo e il mio spettacolo sul Caravaggio, possono essere adatti per coinvolgere e avvicinare le nuove generazioni.
8. Si dice che l’artista lavori più per gloria che per denaro. E’ vero?
E’ un dato di fatto dimostrato, che gli artisti che diventano ricchi vengono guardati con aria di sospetto. In linea generale, l’artista preferisce di gran lunga la fama e la gloria al denaro, perché vuole distinguersi per le sue capacità e per il talento e diventare importante, piuttosto che ricco.
9. Ci racconta il suo rapporto con la tv?
Mi sono avvicinato alla tv quando venne messo in onda un ciclo di film dedicato a Buster Keaton. Da lì in avanti non ho più seguito niente in tv e adesso ho ripreso guardando “Grande Fratello Vip” perché partecipa la Casalegno che in passato era mia e adesso non lo è più…tra i film di Keaton e Grande Fratello Vip c’è uno spartiacque cronologico lungo in mezzo, in cui non mi ha interessato vedere niente.
10. Lei ha un carattere piuttosto particolare, qualcuno lo definirebbe fumantino. Cosa la fa arrabbiare? Mi fanno arrabbiare le interviste di vero…risata ironica di battuta…porti i miei saluti a Spadoni, direttore del Vero e del Veritiero. (foto: sgarbi)(Christian Flammia)

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Campidoglio: la sindaca Virginia Raggi ha ricevuto il presidente dell’Etiopia Mulatu Teshome Wirtu

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

raggi-malatuRoma. La sindaca Virginia Raggi ha ricevuto ieri mattina in Campidoglio il presidente della Repubblica Federale Democratica di Etiopia, Mulatu Teshome Wirtu. Si tratta della prima visita di un capo di Stato alla sindaca a Palazzo Senatorio. Nel corso dell’incontro, durato circa un’ora, è stato affrontato il tema dei rifugiati nel Paese africano e dell’assistenza a coloro che fuggono da situazioni critiche. La sindaca Raggi ha ricordato il recente incontro del presidente della Repubblica Sergio Mattarella con l’omologo dell’Etiopia durante il quale è stata ribadita l’importanza dell’accoglienza, tema per il quale il Paese sub-sahariano rappresenta un modello positivo grazie alle politiche adottate nei confronti delle persone in fuga da guerra e povertà. I due si sono soffermati anche su altre priorità di governo, come l’istruzione e il turismo. In questi ambiti ci sono già diverse aree di cooperazione tra Roma e Addis Abeba e quest’ultima guarda a Roma come esempio per la promozione del settore raggi-malatu1turistico auspicando un dialogo di collaborazione tra i due Paesi e in particolare con la Città Eterna. La sindaca Raggi ha sottolineato la condivisione di idee nell’ambito della sostenibilità ambientale affermando che l’Etiopia rappresenta un laboratorio per le energie rinnovabili e che l’amministrazione capitolina vede questo settore come volano per lo sviluppo e la crescita della città. La delegazione che ha accompagnato il presidente etiope era composta da Regasa Kefale, ministro per gli Affari Esteri; dall’ambasciatore della Repubblica Federale Democratica di Etiopia, Mulugeta Alemseged Gesese, dal presidente della Commissione per Investimenti etiope, Fitstum Arega, dal direttore Generale per gli Affari Europei del ministero degli Esteri etiope, Kassa Gebreyohannes Gebremechael, dal capo dell’Ufficio della Presidenza della Repubblica, Biruk Gizaw Adera, dal ministro Consigliere dell’Ambasciata di Etiopia in Italia, Solomon Zekie Gargn, dal funzionario per l’Italia del Ministero degli Affari Esteri etiope, Seifu Chacho Hamda e dal consigliere per la Comunicazione del Presidente della Repubblica etiope, Abreham Girmay Degefe. Ad affiancare la sindaca Giuseppe Mistretta, l’ambasciatore d’Italia ad Addis Abeba, Marcello De Vito, presidente dell’Assemblea capitolina; Laura Baldassarre, assessore alla persona, Scuola e Comunità Solidale; Andrea Mazzillo, assessore al Bilancio; Carola Penna, presidente Commissione Turismo, Moda e Relazioni Internazionali e Salvatore Romeo, capo della segreteria del sindaco. (foto: raggi-malatu)

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Swedish electric car reaches 63% of crowdfunding goal within first hours

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

stoccolma1Stockholm. Sweden’s first urban electric car, Uniti, today launched its global equity crowdfunding round on FundedByMe with a goal to raise €500.000 for 5,1% ownership in the company. The company, which is developing a lightweight electric city car that combines holistic sustainability, a futuristic user experience and is developed in an open-source manner, reached 63% of its investment goal from 68 crowd investors in the first 4 hours after launching to the public. The Uniti crowdfunding campaign will run until November 15, 2016 and a total of 50,000 shares are available for crowd ownership – at a minimum of €500 per investment.“We decided on crowdfunding as it’s the funding method that complies closest with who Uniti is as a company – open and innovative,” says founder and CEO Lewis Horne. And FundedByMe co-founder and CEO Daniel Daboczy agrees, “Uniti is pushing for change in an industry where things have been done in a certain way forever, which strongly appeals to the FundedByMe mindset of changing the status quo and allowing everyone to become a shareholder.”
This round will provide the seed funding required for Uniti to build a production-ready prototype, which is scheduled for 2017. Uniti began as an open innovation research project at Lund University where the team studied the underlying logic of modern mobility, the core problems that need to be solved, and the emerging technologies that should form the basis of the next generation of automotive. “Our findings show that city streets don’t need to be dominated by heavy combustion engine vehicles, or even oversized electric vehicles, as they typically only carry an average of 1.2 people for short distances at low speeds,” Horne continues.And so Uniti was created – an electric city car that is designed to match the needs of the modern urban commuter, with a light and lean construction designed to maximize the benefits of electric car technology, utilizing sustainable materials and the highest quality ‘off-the-shelf’ solutions from leading suppliers. Uniti’s main source of revenue in the short-term will be through licensing the core technologies to other auto manufacturers, while in the long-term it will be through the direct sale of Uniti-branded vehicles.

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Il fantastico mondo di Ivanilda

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

giovanna-lombardiRoma dal 14 al 21 ottobre 2016 teatro Stanze Segrete Via Della Penitenza, 3 Orari Spettacoli: da Martedi’ a Sabato Ore 21.00 – Domenica Ore 19.00 Biglietti: Intero 17 Euro – Ridotto 12 Euro – Tessera Obbligatoria 3 Euro va in scena lo spettacolo: “Il fantastico mondo di Ivanilda. La poesia, la dolcezza, il coraggio, l’amore, le emozioni, i ricordi, la sfrontatezza, l’audacia, la tenerezza…tutta la bellezza che una donna straordinaria può contenere dentro di sé. Questo è molto altro è IL FANTASTICO MONDO DI IVANILDA scritto diretto ed interpretato da Giovanna Lombardi. Le musiche originali e le voci sono di Vittorio Stagni, in scena al Teatro Stanze Segrete dal 14 al 21 ottobre. Un viaggio in una dimensione spesso volutamente nascosta: la nostra profonda interiorità. Lo spazio teatrale diviene un involucro dove tutto diventa occasione di fantasticherie che aiutano a vivere la grigia e monotona realtà. “Prendimi per mano. Il sogno va e annulla il tuo dolore”. Tutto è concesso nel mondo di Ivanilda. La ricerca di sé stessa, il sognare ad occhi aperti, alimentano l’entusiasmo di vivere tra colori, sapori, musiche e rumori, profumi, alchimie, filastrocche e profezie. Il risveglio della coscienza fa spiccare il volo con l’istintività di un bambino… chi ama la vita e mette il cuore una soluzione la trova sempre. Scrive il regista e interprete Giovanni Lombardi: “Eroina contemporanea, che non accetta un fato schiacciante ma con il suo entusiasmo rivoluziona la propria vita. Ivanilda nel suo mondo di specchi mostra, senza paura, le mille sfaccettature di un singolo volto. Tra rabbia, pianto, sorrisi, nostalgie…nel suo fluire incessante di emozioni arriva ad una guarigione. Il conflitto con i propri fantasmi interiori, frutto di una lucida immaginazione, giunge, “adocchi aperti, dopo un viaggio all’interno della propria coscienza, ad una consapevolezza. La fame costante d’amore si placa come per incanto. Una Cassandra moderna, che attraverso i suoi oracoli, filastrocche e profezie narra una tragicommedia, ai limiti della fantasia, alle volte più “vera” del reale. Alle volte sopra le righe altre volte sotto tono, come un’altalena, alterna momenti di ilarità ad attimi di drammaticità esasperata. Ivanilda, con il suo sguardo ironico, riesce, però, a smorzare anche l’atmosfera più pungente. Lo spazio magico prende forma e si muove costantemente come un prisma illuminato grazie alla semplicità di messa in scena, affidata alle voci di passanti, rumori effetti che giungono ininterrottamente da “fuori”, dalla finestra, unico collegamento tra Ivanilda e l’esterno. “Cerco di alzarmi dalla sedia, ma le gambe non vogliono e non hanno forza di sorreggermi, per permettermi di scappare da quella finestra e assaporare la libertà che tanto mi manca”. Nulla imprigiona più dei pensieri. Il mondo interiore della protagonista si alimenta con la solitudine, l’immobilità e la voglia di vivere. “Chi la dura la vince” dice una voce fuori campo, chissà di un passante o voce della sua coscienza. Il tempo fermo, bloccato si accende e si spegne di nuovo nei pensieri di Ivanilda, che vive di piccole cose, nella semplicità, tra un canto di un gallo, il gatteaux di patate e mille ricette. Nel mondo di Ivanilda tutto è concesso “Meglio la felicità che si fa o non si fa”. Lo spettatore entra in sinergia con la protagonista, condotto nel molteplice gioco di specchi che la “Stanza segreta” offre; “prendimi per mano. Il sogno va da sé e annullo il tuo dolore”. Ivanilda approda ad un porto sicuro, dopo tanto navigare per mare con una barca al largo, spicca il volo con l’impulsività di un bambino, attraverso la spontaneità, giunge allo straordinario delle sue predizioni, coronando il suo sogno in un finale fiabesco”. (foto: giovanna lombardi)

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La doppia personale di Marcella Persichetti e Rujunko Pugh

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

marcella-persichettirujunko-pughRoma Giovedì 13 ottobre, alle ore 19.00 avrà luogo presso Makemake Spazio e Arte via del Boschetto 121 l’inaugurazione della mostra “Dreamscape: visioni in precario equilibrio”, la bi-personale di Marcella Persichetti e Rujunko Pugh.L’evento espositivo romano, a cura di Andrea Amatiste, propone la recente produzione artistica di Marcella Persichetti e Rujunko Pugh, due donne di diversa nazionalità, formazione ed esperienza, ma accomunate dal medium della fotografia e della grafica.
Nello specifico, all’interno della mostra saranno allestiti e condivisi due progetti: quello fotografico della Persichetti, Panama non è in Francia – che rappresenta l’approdo ad una ricerca di tipo autobiografico e introspettivo, innescata da una perdita delle coordinate – e quello grafico Hereafter di Rujunko Pugh – già presentato a Sydney – dalle inquietanti implicazioni socio-culturali-ambientali.Come sottolineato da Sveva Mandolesi, “nonostante lo spettatore si trovi di fronte ad opere materialmente e contenutisticamente diverse, è portato a riflettere sulla precarietà della condizione umana contemporanea, sui suoi delicati e minacciati equilibri, ora da una prospettiva più “interiore”, intima, privata, ora da un punto di vista più “esteriore”, pubblico e socio-culturale”.Da un lato della galleria, le nove sapienti inquadrature a colori della serie fotografica di Marcella Persichetti ritraggono l’artista smarrita e disorientata, in contesti urbani degradati e paesaggi naturali quasi incontaminati, alla difficile conquista di un precario equilibrio su piani inclinati in cui è facile precipitare in “verticale” verso il basso, oppure cogliere un ideale bilanciamento di quiete “in orizzontale”. Protagonista indiscusso delle fotografie, il corpo è indagato nella sua intimità, “nelle sue conflittualità, […] nella sua instabilità, attraverso azioni simboliche di stati d’animo e mediante la profondità di uno sguardo che ipnotizza e coinvolge lo spettatore nello spazio dell’immagine”.Sull’altro versante espositivo, le stampe su carta ed i lavori grafici di Rujunko Pugh “proiettano lo spettatore in un mondo iconografico e stilistico di chiara matrice giapponese”. Gli elaborati grafici di Pugh sono il prodotto finale di un processo creativo in cui la fotografia gioca un ruolo importante, di avvio della creazione artistica: nascono infatti dalla combinazione e dal “collage digitale” di immagini fotografiche appartenenti a periodi storici diversi, dalla sovrapposizione di immagini relative alla bonifica dei rifiuti nucleari di Fukushima su ritratti precedenti, e su cui l’artista lavora meticolosamente, sino alla traduzione e riduzione in termini grafico-lineari tipicamente giapponesi.Il visitatore è infine invitato da entrambe le protagoniste della mostra a interagire lungo il percorso espositivo con le opere stesse, che, nel caso di Marcella Persichetti si fanno installazione, e, nel caso di Rujunko Pugh si fanno murales invadendo le pareti stesse della galleria.
Come evento collaterale alla Rome Art Week, all’interno degli spazi espositivi di Makemake spazio e arte, venerdì 28 ottobre alle ore 19.00 sarà proiettata una video intervista della durata di circa 10 minuti ad entrambe le protagoniste della mostra, per analizzare i “perché” ed i punti di contatto e-o di divergenza della doppia personale. (foto: marcella persichetti, Rujunko Pugh)

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Ricola al Vittoriano di Roma per la mostra dedicata ad Edward Hopper

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

hopperRoma fino al 12 febbraio 2017 Complesso del Vittoriano – Ala Brasini. Ricola celebra la grande arte del XX secolo partecipando alla personale dedicata ad Edward Hopper. L’esposizione si accosta al pittore newyorchese mostrando al grande pubblico opere note insieme a studi preparatori meno noti per guidare lo spettatore a comprendere il percorso artistico del pittore. Passeggiando tra i suoi personaggi solitari e isolati si potrà percepire l’influenza dell’Impressionismo tanto amato dall’artista che lo ha trasformato e reso proprio e unico. Alcune delle opere in mostra sono frutto di prestiti dell’illustre Whitney Museum of American Art. Uno scambio simbolo della cura e dell’impegno con cui Arthemisia Group lavora alle sue mostre. Ricola da tanti anni è impegnata nella sponsorizzazione di grandi esposizioni. Grazie alla collaborazione con Arthemisia Group le caramelle Ricola faranno compagnia a tutti i visitatori durante l’intera durata della personale di Edward Hopper. Le caramelle svizzere, caratterizzate dalla speciale miscela di 13 erbe officinali coltivate in territorio elvetico, entrano nell’Ala Brasini del complesso del Vittoriano per una nuova grande esposizione che rimarca l’interesse dell’azienda a sponsorizzare eventi di alta cultura e di arte. Ricola, azienda familiare Svizzera di lunga tradizione, è da più di 85 anni sinonimo di qualità nella produzione di specialità a base di erbe svizzere officinali naturali. Ricola ha saputo diventare leader del mercato, mantenendo salde nel tempo le sue posizioni, riconoscendo

Hopper, Edward

Hopper, Edward

che il successo commerciale non è uno scopo fine a se stesso ma, seguendo la filosofia aziendale, il successo acquisito deve spingere l’azienda maggiormente ad assumersi delle responsabilità. L’obiettivo di Ricola è di offrire un costante impegno nei confronti dei consumatori, della natura e dell’ambiente. Come azienda profondamente legata alla natura, Ricola attribuisce molto valore all’eccellente qualità delle materie prime e per questo motivo le erbe da trasformare provengono esclusivamente da colture controllate e rispettose dell’ambiente. Tali erbe, coltivate in esclusiva per Ricola da circa un centinaio di aziende agricole, non hanno solamente una forza aromatica, ma posseggono anche una forza interiore: la forza corroborante della natura. L’impegno aziendale si estende anche ad aspetti non esclusivamente economici che si concretizzano, ad esempio, nel mantenimento e nella promozione di valori culturali legati all’arte e all’architettura.
La Ricola Holding AG colleziona arte contemporanea svizzera sin dagli anni Settanta e la collezione è esposta negli edifici della sede del Gruppo Ricola. Nel corso degli anni si è formata una raccolta di notevole spessore qualitativo, in cui sono rappresentati molti artisti affermati con le loro opere giovanili. La collezione comincia con dipinti di Richard Paul Lohse, Max Bill, Camille Graeser e Verena Loewensberg, divenuti famosi col nome di “Zürcher Konkrete”, e riunisce in particolare svariati dipinti costruttivisti e teorici, fotografie e lavori su carta, nonché opere di matrice espressionista riferite al corpo. Fra le acquisizioni più importanti si contano opere, o gruppi di opere, firmate da Christoph Büchel, Jacques Herzog, Bruno Jakob, Karim Noureldin, Vaclav Pozarek, Shirana Shahbazi, Anselm Stalder e Erik Steinbrecher. L’attività collezionista della famiglia Richterich, iniziata dal fondatore Emil Richterich-Beck, è un aspetto molto vitale della cultura aziendale, che continua così a sostenere in particolare l’attività artistica contemporanea in Svizzera. In occasione di corsi interni di formazione, il personale viene introdotto al linguaggio dell’arte, presentata nei suoi contesti storici, sociali ed artistici. Inoltre, una biblioteca offre a tutti i collaboratori la possibilità di consultare le più recenti ed importanti pubblicazioni relative agli artisti presenti nella collezione del Gruppo Ricola. Infine, vengono proposte anche visite guidate aperte al pubblico, per dare l’occasione a tutti i visitatori di conoscere le opere della collezione. http://www.ricola.com/it-ch/L-azienda/Arte (foto: hopper)

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Il poliedrico Jonathan Stockhammer alla guida dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna per Brahms, Haydn e Nielsen

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

Jonathan Stockhammer, Dirigent / 17.06.2012 / Koelner Philharmonie

Jonathan Stockhammer, Dirigent / 17.06.2012 / Koelner Philharmonie

Bologna Teatro Comunale, venerdì 7 ottobre 2016, ore 20:30 Differita radiofonica su Radio3. È dedicato alla musica di Brahms, Haydn e Nielsen il decimo appuntamento della stagione sinfonica del Teatro Comunale di Bologna. Sul podio dell’Orchestra del Comunale è impegnato il versatile direttore americano Jonathan Stockhammer, interprete curioso tanto della musica classica quanto di quella moderna e contemporanea. Tra le sue incursioni nel repertorio novecentesco e contemporaneo si ricordano I sette peccati capitali, Il volo di Lindbergh e L’opera da tre soldi di Kurt Weill, L’uomo che scambiò sua moglie con un cappello di Michael Nyman e l’incisione del cd Greggery Peccary & Other Persuasions – con musiche di Frank Zappa – in cui lo sperimentalismo e l’esplorazione del genere pop-rock sono valsi a Stockhammer il prestigioso premio Echo Klassik. Nella prima parte del concerto Stockhammer propone le Variazioni su un tema di Haydn in Si bemolle maggiore Op.56a (1873), una sorta di “prova generale” nella carriera di Johannes Brahms prima delle quattro grandi sinfonie (la numero uno sarebbe stata ultimata nel 1876, tre anni dopo). Si prosegue quindi con la Sinfonia n.100 in Sol maggiore “Militare” (1794) di Joseph Haydn, così denominata per i colori vagamente militareschi che ne caratterizzano il secondo movimento e il rondò finale. Il programma è completato dalla Sinfonia n.4 Op.29 “The inextinguishable” (1916) di Carl Nielsen, fra le più eseguite e forse anche la più complessa delle sinfonie di Nielsen, in cui il compositore danese voleva esprimere “tutto ciò che si muove, che vuole vivere… Soltanto la vita e il moto, complessi – molto complessi – eppure strettamente intrecciati, come se non fossero mai in quiete, ma sempre in moto o in un eterno fluire”. Il concerto bolognese sarà registrato e trasmesso in differita su Rai Radio3.
Prossimo appuntamento sempre al Teatro Comunale il 13 ottobre 2016 con l’Orchestra del Comunale diretta da Nikolaj Znaider, con il pianista Carlos Roqué Alsina – che propone in prima assoluta il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra da lui composto nel 2014 – e la violinista Arabella Steinbacher – che interpreta il Concerto per violino “Alla memoria di un angelo” di Berg. Chiude il programma la Sinfonia n. 5 in Re maggiore op. 107 “Riforma” di Mendelssohn.
Jonathan Stockhammer unisce una vasta esperienza nel campo della musica contemporanea a un approccio appassionato con il repertorio classico. Dopo aver completato gli studi di composizione e direzione d’orchestra a Los Angeles, si è nuovamente stabilito in Germania dove ha diretto l’Ensemble Modern, MusikFabrik e l’Ensemble Recherche, fra gli altri. Ha lavorato con compagini prestigiose come Los Angeles Philharmonic, Opéra di Lione, Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, Orchestre Philharmonique de Radio France, Sydney Symphony Orchestra. (foto: Jonathan Stockhammer)

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Mostra: Pier Luigi Ghidini “La città ideale”

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

ghidiniMantova dall’8 al 20 ottobre 2016 Inaugurazione: Sabato 8 ottobre, ore 17.00. Galleria “Arianna Sartori” Pier Luigi Ghidini. La città ideale Presentazione in galleria: Marta Mai Mostra a cura di: Arianna Sartori Orario di apertura:dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30. Chiuso festivi. Scrive la professoressa Marta Mai: “Colori brillanti e ammalianti, linee precise sezionanti spazi, o armoniosamente attorcigliate in percorsi, paesaggi naturali ed ambienti trasformati dall’uomo in cui la natura s’intrufola, s’inerpica e sporge rinata e generosa, caratterizzano la produzione artistica di Pier Luigi Ghidini. È abbondante, e ci viene incontro annunciando da subito un artista entusiasta, che contempla con compiacimento un mondo naturale in perpetuo movimento, che si trasforma e non degrada, che concede spazio all’uomo e a tutte le sue esigenze abitative e lavorative, ma non si lascia soverchiare e spunta là, dove meno te l’aspetti, là dove domina il cemento ed il mattone si congiunge al mattone in un’ascesa verticale, che, metaforicamente resa da scale, indica la sua presenza ovunque le costruzioni hanno coperto prati e colline, o hanno addentato la montagna per farsi largo e dilatarsi.
Tutte le opere di Pier Luigi Ghidini constatano che la forza vitale della natura è inalienabile e trova sempre il modo per proclamare la sua sovranità, e risorgere forte. E allora…, ecco l’albero che cresce sul tetto, il fiore, che, gigantesco, pencola da una feritoia, ecco mille variopinte corolle, che si ammassano dove la rugiada irrora il prato, o dove la mano operosa dell’uomo, nutrendo il seme, ne attende la sua esplosione; e ancora là, dove una fantasmagorica fioritura culmina in un gigantesco vaso, che, padrone della scena, quale cornucopia dell’abbondanza, varia la sua offerta, trasbordando frutti succosi ed esprimendo riconoscenza all’uomo che l’ha accudito con amore. E dall’amore, filo guida della produzione artistica di Pier Luigi Ghidini, tutto consegue. L’artista lo dice con metafore, che, inconfondibili, appaiono ora appartate, ora in prima fila. Sono piccoli o grandi cuori, che proiettano qui un’aiuola profumata, là sono preziosa teca per i tesori della natura, e ancora altrove, quale cornice leggera, contornano una visione paesaggistica.
Se trafitti dalle frecce di Cupido, i cuori sono un simbolo universale: sussurrano le gioie del talamo e svelano il mistero della vita. E noi, presi d’amore, quali trottole aspirate nel vortice della danza, ci solleviamo leggeri ed esultiamo con l’artista per i doni della terra. E ancora, con lui, come aquila, voliamo per conquistare alte vette, simbolo di rettitudine morale, e, da lassù, ammiriamo le bellezze del Creato con il cuore gonfio di soddisfazione, per contribuire a mantenerle. Nell’azzurro squillante del cielo, raramente interrotto da affusolate e garbate nuvolette bianche, che non possono presagire burrasca, gli astri dominano incontrastati. Suggeriscono quiete e serenità. Concorrono a mostrare la sensibilità dell’artista, sempre affascinato dall’armonia della natura, che riserva infinite e inesauribili risorse.Il sole, per la gradualità dei toni, che dal bianco, attraverso il giallo, divampa nel rosso, rimanda alle stagioni e ai raccolti. La luna, spesso impressionata a falci degradanti, intenerisce il cuore e rinnova stupore e meraviglia. Nell’alternarsi delle sue fasi crescono le piante, si gonfiano le acque, si alternano gli umori degli esseri umani, che a lei si rivolgono per comunicare emozioni e decidere operazioni.L’artista, quando con il suo reiterante filo rosso e bianco allaccia la luna ad elementi del paesaggio naturale o a oggetti inseriti negli ambienti modificati, alla sua forza generatrice e misteriosa, alla sua luce magnetica, che aspira e fa crescere il seme, fa riferimento; nel contempo lascia intuire il profondo significato del saettante filo, che è metafora di forza. Si trascina, si arrotola su se stesso, avvolge, si distende, s’innalza e s’interra, per poi emergere come d’incanto e ricominciare il suo percorso fantasioso e sorprendente, che non ha fine.Quel filo rosso e bianco è la linfa, che nutre ogni elemento della terra, è la natura che si risveglia e germoglia, è la speranza di vita, che alberga in tutti gli esseri viventi, che solo per il loro esistere assolvono una funzione, è l’uomo che opera con considerazione e coglie i frutti del suo lavoro in un ciclo incessante di corsi e ricorsi. E quando l’uomo appare nel quadro e domina o, quale sipario che si apre svela la scena per invitare allo spettacolo della natura, ha coscienza del suo ruolo determinante e della responsabilità dei suoi interventi.
Nella produzione di Pier Luigi Ghidini ci sono ancora immagini simbolo, che riportano all’infanzia, ai giochi all’aperto, ai posticipati momenti del rientro. La libertà attiva e creativa del bambino, che indaga la natura e la vive, rifugge dal chiuso delle pareti. La pittura dell’uomo adulto, che rivive la situazione e ricorda gli entusiasmi infaticabili e le restrizioni imposte, trova espressione in quelle grandi finestre aperte sulle facciate delle case, che mostrano astri, cielo, natura, e tutta la smania di chi, crescendo ed esplorando, sente attrazione ed interesse per gli alberi, i fiori, i frutti, i prati, gli animali compagni di gioco, o guardati con timore a distanza.Quando Pier Luigi Ghidini seziona l’opera, e accosta molteplici scene ricomposte come in puzzle, indugia sui ricordi di una vita. Sono ricordi legati alla natura e alla sua trasformazione, immagini riaffiorate alla memoria e rese in un magico mosaico, che, rasentando il sogno e andando oltre il reale, proclamano la creativit. artistica.
Nella libera interpretazione ritornano le metafore. Le architetture pittoriche, quali piramidi, tendono a svettare verso l’alto e a sfondare in orizzontale la prospettiva: nell’elevazione c’è il richiamo al valore del rispetto, nella dilatazione c’è l’affettuoso abbraccio di ciò che l’occhio percepisce o intuisce. I toni pastello, sfumati sui muri esterni delle case, fanno affiorare sentimenti delicati: sono lusinghe di affetti e dolcezze domestiche, che le piccole finestre con inferriate proteggono.
Nelle opere di Pier Luigi Ghidini non c’è mai tensione. Anche le ciminiere innalzano esili pennacchi di fumo bianco, che si dissolvono presto in quei cieli tersi, dove è bello sostare. È rassicurante concordare con l’artista che la natura, in forza dell’amore per cui è stata creata e grazie alla cura degli uomini, si rinnova e, puntualmente, rinasce per donare. È un messaggio di fede, che trova riscontro nel filo rosso e bianco, firma “artistica” di Pier Luigi Ghidini. Questo filo, in ultima analisi, è corrispondenza di “amorosi sensi”, è dialogo complice, che unisce l’essere umano al suo habitat, in funzione di benessere reciproco. A conclusione della presentazione, ci piace complimentarci con Pier Luigi Ghidini per la sua originale espressione artistica, di cui diffondiamo la comunicazione per coralmente condividerne la valenza. (foto: ghidini)

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Rapporto UNICEF-Banca Mondiale: 385 milioni di bambini vivono in povertà estrema

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

povertàSecondo un nuovo rapporto dell’UNICEF e della Banca Mondiale, a livello globale, circa 385 milioni di bambini vivevano in condizioni di povertà estrema. Ending Extreme Poverty: A focus on Children mostra che nel 2013 il 19,5% dei bambini nei paesi in via di sviluppo viveva in famiglie che sopravvivevano con 1,90 dollari o meno in media a persona al giorno, rispetto al 9,2% degli adulti.I bambini sono colpiti in una percentuale sproporzionata: infatti rappresentano circa un terzo della popolazione presa in esame, ma la metà di quella che vive in condizioni di povertà estrema. I bambini più piccoli sono quelli più a rischio – con oltre un quinto dei bambini sotto i 5 anni di età nei paesi in via di sviluppo che vive in povertà estrema.“I bambini non solo hanno più probabilità di vivere in condizioni di povertà estrema, ma gli effetti della povertà su di essa sono più dannosi. Questi bambini hanno le peggiori probabilità – e i più piccoli hanno peggiori possibilità rispetto a tutti gli altri, perché le deprivazioni colpiscono lo sviluppo fisico e mentale,” ha dichiarato Anthony Lake, Direttore generale dell’UNICEF. “È scioccante che metà di tutti i bambini dell’Africa Sub Sahariana e che 1 bambino su 5 nei paesi in via di sviluppo crescano in condizioni di povertà estrema. Non è solo un limite per il loro futuro, ma anche per le loro società.”La nuova analisi, viene lanciata in seguito allo studio della Banca Mondiale Poverty and Shared Prosperity 2016: Taking on Inequality, secondo cui circa 767 milioni di persone a livello globale vivevano con meno di 1,90 dollari al giorno nel 2013, la metà di loro avevano meno di 18 anni.Le stime globali sulla povertà estrema infantile sono basate sui dati di 89 paesi che rappresentano l’83% della popolazione dei paesi in via di sviluppo. L’Africa Sub Sahariana ha sia i tassi più alti di bambini che vivono in povertà estrema che si attesta ad appena sotto il 50%, sia la più alta percentuale al mondo di bambini in povertà strema, ad appena oltre il 50%. L’Asia Meridionale è al secondo posto con circa il 36% – con oltre il 30% dei bambini poveri che vivono soltanto in India. Più di 4 bambini su 5 in povertà estrema vivono in aree rurali.“Il numero totale di bambini in povertà estrema indica la reale necessità di effettuare degli investimenti specifici durante i loro primi anni di vita – ad esempio in servizi come assistenza prenatale per le donne in gravidanza, programmi per lo sviluppo della prima infanzia, scuole di qualità, acqua pulita, servizi igienico sanitari e cure mediche universali”, ha dichiarato Ana Revenga, Senior Director, Poverty and Equity del World Bank Group. “Migliorare questi servizi e assicurare che i bambini di oggi possano avere un accesso a opportunità lavorative di qualità, è l’unica strada per rompere il ciclo di povertà intergenerazionale che oggi è così diffuso.”
L’UNICEF e la Banca Mondiale chiedono ai Governi di:
Misurare con costanza i livelli di povertà infantile a livello nazionale e regionale e porre l’attenzione sui bambini nei piani nazionali per la riduzione della povertà come parte degli impegni per ridurre la povertà estrema entro il 2030.
Rafforzare i sistemi di protezione sociale per i bambini, compresi i programmi di trasferimento di denaro che aiutano direttamente le famiglie povere a pagare cibo, sistemi sanitari, istruzione e altri servizi che proteggono i bambini dall’impatto della povertà e migliorano le loro opportunità di rompere il ciclo di povertà nelle loro vite.
Dare priorità agli investimenti su istruzione, salute, acqua pulita, servizi igienico sanitari e infrastrutture di cui beneficiano i bambini più poveri, così come quelli che aiutano le persone a non ritornare nel ciclo di povertà dopo esser state colpite da siccità, malattie o instabilità economica. Individuare azioni politiche che possano portate i bambini più poveri a beneficiare della crescita economica.L’UNICEF e la Banca Mondiale lavorano con i loro partner per interrompere il ciclo di povertà e promuovere lo sviluppo della prima infanzia – con programmi che prevedono il trasferimento di denaro, programmi per la nutrizione, i servizi sanitari e l’istruzione.

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Personale romana di Enrico Benetta “Aqua Virgo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

aqua-virgoRoma Inaugurazione sabato 15 ottobre, ore 18.00 Galleria Russo, Via Alibert 20. (durata della mostra: dal 15 ottobre al 5 novembre).
Ingresso gratuito Orari: lunedì dalle 16.30 alle 19:30; dal martedì al sabato dalle 10 alle 19.30. La mostra, curata dal critico Gabriele Simongini, è innanzitutto un omaggio all’acqua e ai suoi molteplici significati. Viene infatti esposta per la prima volta The beginning of time: un’installazione site specific costituita da una serie di anfore in terracotta che contiene al suo interno vetro soffiato di Murano in cui sono state fuse lettere bodoniane. E infatti il carattere di stampa per eccellenza, il Bodoni, è la cifra stilistica di Benetta, fondamento per la creazione di un’originale e casuale trama visiva. È come se la lettera per l’artista non fosse l’elemento primario della parola, ma vada contemplata in sé, come pensiero costitutivo dell’opera stessa. L’artista – osserva Simongini – vede le lettere “come cose e forme, come fatti, come segni concreti nello spazio e nel tempo dell’agire e del creare”. “…Enrico Benetta” – osserva ancora il curatore – “è una sorta di demiurgo fabbrile (…), capace di concretizzare nel linguaggio assolutamente autonomo e specifico delle arti visive (fra pittura, scultura e installazione, con un’ibridazione assai ben calibrata) una metamorfosi poetica delle parole e delle lettere in forme, colori, strutture plastiche che si intrecciano, si connettono, si perdono e cercano senso al tempo stesso, memori anche delle parole in libertà di Marinetti e delle ironiche istruzioni di Tristan Tzara Per fare una poesia dadaista, ma anche di alcune esperienze della Poesia Visiva”. Le lettere, infatti, si succedono creando nuove storie, nuove avventure che l’immaginazione dello spettatore rielabora e conclude, dando ogni volta un diverso significato all’opera. Ecco che allora il vetro e le lettere insieme alludono all’acqua come fonte di vita e di rinascita, come elemento archetipico in grado di dissetare l’anima. Le anfore divengono un ventre materno che contiene un pensiero fluido, liquido, in continuo divenire.
Dopo The Beginning of time la mostra continua con una serie di tele che rappresentano cielo, aria e terra, realizzate con la consueta tecnica mista su tela e l’inserimento di lettere in acciaio cor-tèn tipiche dell’artista; si arriva poi a “Stromboli”, in cui le lettere sono avvolte nelle bende ed immerse in un magma nero e blu, come pensieri e parole donati al mare che rappresentano la rinascita che segue la rottura.In mostra anche l’imponente clessidra bianca in acciaio cor-tèn proveniente dall’esposizione del Macro Dall’oggi al domani.Il percorso espositivo prosegue con le opere che rappresentano l’ultima ricerca dell’artista: il vetro soffiato di Murano realizzato dalla fornace Berengo (Murano) torna nelle gocce incastonate su lastre di lamiera nera brunita, gocce sulle quali sono state impresse a caldo ancora una volta le lettere bodonianeInfine una cascata di lettere si racchiude in “SublimAzioni”: scenografiche gocce di acciaio cor-tèn che scendono dall’alto. Con una sua performance dedicata all’acqua Enrico Benetta sarà anche fra i protagonisti di Rome Art Week (24-29 ottobre): la manifestazione innovativa che coinvolge la città di Roma attraverso gli eventi negli spazi espositivi e gli open studio degli artisti professionisti (www.romeartweek.com). (foto: aqua virgo)

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Chi è cacciatore difficilmente diventa preda. Si immedesimano in esse per giocare di anticipo

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

siriaTra Russia e Stati Uniti siamo gia in guerra anche se è combattuta per interposta persona, Assad da un lato e i fondamentalisti islamici dall’altra. Credete che l’Isis se avessero voluto non lo avrebbero distrutto? È tutto un pretesto, “al lupo al lupo” funziona sempre per confondere il popolino, più pietanze ci sono e più la pancia si riempie rendendo difficile la digestione spesso accompagnata da torpore mentale. Il Penta-Cia sta giocando con Putin al gatto e il topo. Mosca sta affrontando una campagna militare in Siria costosissima che sta intaccando le riserve del paese. Quello che si prefigge il Penta-Cia è allungare il più possibile la campagna militare russa in Siria per indebolire la figura di Putin in casa. Putin non ha la forza economica di reggere i costi di anni di guerra in Siria e di questo se ne è reso conto, tanto che ha inviato i caccia che possono mettere fine alla guerra in Siria, oggi sono arrivati i Gladiator è più di qualche voce parla di batterie missilistiche S-500. Putin è furbo ha sempre un piano di riserva per spiazzare il Penta-Cia. Non avete capito che Bashar è solo la pagliuzza loro vogliono il tronco Maestro, Putin che impedisce il disegno del dominio euroasiatico. La frase che viene ripetuta in ambienti militari è “he must go out”. Putin è uomo di caccia sa bene come stanare le prede nella fredda Siberia figuriamoci quando le prede si nascondono nelle temperate stanze della White House e del Pentagono. Lui ha capito tutto e tiene duro in Siria, sta giocandosi la credibilitá anche in casa. Putin è uomo di parola vuole dimostrare al mondo che per lui una parola data è sacra. L’impegno preso con Bashar va avanti e questo innervosisce la Casa Bianca a cui Putin sta tenendo testa. La UE avalla questa sporca guerra degli Stati Uniti, forse credono che in virtù dell’alleanza che gli lega agli Stati Uniti, saranno invitati alla divisione della ricca torta. Non hanno capito che agli europei toccheranno sempre le briciole o peggio gli avanzi. Ho riletto tante volte la dichiarazione emanata ieri dal Cremlino è molto precisa: “Chiedo che gli Stati Uniti. Combatte per Assad ma anche, forse soprattutto, per se stesso: per non essere costretto a cedere a Mosca. Leggete attentamente la dichiarazione diramata ieri dal Cremlino: “Chiedo che gli Stati Uniti, abbandonino la politica ostile nei confronti della Federazione Russa, intendendo con questo: l’abolizione della cosiddetta Legge Magnitskij (sanzioni decise a Washington contro i protagonisti del caso dell’avvocato Serghej Magnitskij, morto in carcere a Mosca nel 2009) e delle sanzioni imposte per il ruolo assunto dai russi nella crisi ucraina ; e la compensazione dei danni subìti dalla Federazione Russa come conseguenza delle sanzioni. Mosca, è pronta a riprendere l’implementazione delle intese nucleari se Washington eliminerà completamente le ragioni dello squilibrio politico, militare ed economico nel mondo. I passi che la Russia è stata costretta a compiere non intendono peggiorare le relazioni con gli Stati Uniti. Vogliamo che Washington capisca che non puo con una mano introdurre sanzioni contro di noi, relativamente indolori per gli americani, e con l’altra mano continuare a cooperare nei settori in cui fa comodo. L’amministrazione Obama ha fatto di tutto per distruggere l’atmosfera di fiducia che avrebbe incoraggiato la cooperazione. Mosca delinea con straordinaria chiarezza la propria posizione, è finito – Washington – il tempo dei distinguo diplomatici e che non accetteremo il doppio linguaggio di Washington. O la pace è globale e totale o non se ne fa nulla”. Queste sono parole che non lasciano ad interpretazione. Mosca ha aperto la porta a Washington ora sta al Penta-NATO prendere posizione. Siamo nel punto del non ritorno, il Mediterraneo pullula di navi da guerra, tutte le capitali europee sono target degli ICBM di Mosca, in questo momento così delicato per il mondo e con gli Stati Uniti in vuoto di potere dove tutto è accentrato all’NSA-CIA-Pentagono e Biden c’è poco da sorridere. È proprio con il vuoto di potere che è decisioni terribili vengono prese. (Maurizio Compagnone Opinionista de “La Gazzetta italo brasiliana”)

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