Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Slow Words People and Stories from this World

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 ottobre 2016

valentino-chef-licataI was on a Venetian terrace. The best spot in town, one of the most famous hotels in town, during the Movie Festival. There was a party of an US magazine, the self proclaimed ‘bible of cinema’, and was in honour of Sam Mendes, the 2016 president of the festival jury. That was the last place where all of you would imagine to find true stories and true dreams beside the celluloid ones – beyond the mainstream, the movie industry, the wannabes and the glittering. We found it and we’re going to tell it to you.It’s the story of a young cook of Gritti Hotel who, together with other colleagues of the same hotel group designed a dinner after the scripts of the British director’s movies. He had been asked to invent something to tell Road to Perdition with the taste. He had chosen panella with milky cod and then the lemon slush just because ‘there was the possibility to prepare, by hand, also the brioches to accompany with’.I never tasted something similar, and as me, hundreds of ecstatic guests who were keeping to queue at his food stall to ask for another portion.The flavour – and the overall experience of the texture – was bringing you on a boat and you’re ready, and happy, to sail for whatever destination.The lemon, the salt and the sugar were intertwined in one, unique note making the treat different from any other slush (thanks also to the mint and to other still secret ingredients). It was as if you were on a dune or in the sun’s blaze by a seaside during the afternoons. And, or, at the same time, under a Sicilian patio few steps away from the volcan Stromboli to enjoy the breeze of the evening.
Una terrazza veneziana di un grande albergo, un party ambito: quello di una rivista americana – definita la bibbia del cinema – in onore del direttore della Giuria della mostra del cinema di Venezia, il regista Sam Mendes.E’ l’ultimo posto dove pensereste di trovare storie e sogni veri oltre a quelli di celluloide. Nonostante tutto, noi una l’abbiamo trovata – fuori dal mainstream e dall’industry, dalle salt-to-make-a-seastarlette e dal glitter. E ve la raccontiamo.E’ un giovane cuoco del Gritti, che insieme ad altri suoi colleghi ha cucinato a tema per gli invitati: a lui toccava inventarsi qualcosa per raccontare Era Mio Padre, uno dei film del regista britannico. Ha scelto di fare la panella con il baccalà mantecato, e poi la granita perché ‘c’era la possibilità di fare anche la brioche’.Non ho mai assaggiato nulla di simile, e come me, centinaia di persone estasiate continuavano a fare la fila alla sua postazione per averne ancora, di granita.Il sapore – e l’esperienza complessiva della sua texture – ti portava su una barca, eri pronto e contento a salpare. Per qualunque luogo. Il limone il sale e lo zucchero si intrecciavano in una unica nota, diversa da qualsiasi altra (complici la menta ed altri ingredienti segreti). Eri su una duna o nel calore abbacinante di un mare vero al meriggio e, insieme, al riparo sotto un patio siciliano a pochi passi dallo Stromboli, a goderti il fresco della sera.
I cannot hold such emptiness
—the only meaning, the meaning
we make & the way time tugs
the body down, the body named
bone, named brain, the color
of dust & tremor, the soft meat
& the bag it lives in. (…)
Non posso trattenere tale vuoto
– l’unico senso, l’unico significato
noi facciamo & il modo in cui il tempo strattona in basso il corpo, il suddetto
ossa, il detto cervello, il colore
della polvere&del tremore, la carne molle
e la borsa che vive dentro.(…) Renée Ashley, USA (1947 -)
(foto: Valentino chef Licata, Salt to Make a Sea)

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