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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Referendum: uno spot governativo che è di parte

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 ottobre 2016

referendum“Lo spot referendario elaborato dal premier per le reti Rai non sta ancora sul sito del governo, nonostante sia obbligo della Pubblica amministrazione pubblicare tutte le iniziative di comunicazione istituzionale. Non ci sono neppure le relative informazioni riguardanti chi lo ha realizzato, con quali costi e in base a quale procedura. Il titolo del quesito è chiaramente falsato e tendenzioso, una forzatura inaccettabile che emerge chiaramente mettendo a confronto la scheda attuale con quella dell’analogo referendum sulla riforma della costituzione proposta dal governo di centro destra nel 2006″. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli, primo firmatario del question time rivolto oggi dal presidente Giorgia Meloni al ministro dei Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi. La stessa meloni ha, in proposito, osservato: “«È vero ministro Boschi: è il quesito referendario la vergogna a monte dello spot che il servizio pubblico, pagato dagli italiani con una apposita tassa, sta mandando in onda sulle reti Rai: da quando ci sono governi non eletti accade semplicemente che date dei titoli surreali alle leggi e poi pretendete pure che siano considerati il merito della legge stessa. Le chiedo di dirci Ministro quale sarebbe stato il quesito se si fosse votato sulla vostra “buona scuola”: volete una buona scuola, si o no?».Lo ha detto nel corso del question time al ministro Boschi sullo spot che la Rai sta mandando in onda sul referendum costituzionale, il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.«La verità è che fate pubblicità ingannevole dalla mattina alla sera e per come state conducendo questa campagna referendaria sembrate un po’ disperati. Abbiamo Renzi a rete unificate: ci manca che dica l’oroscopo; abbiamo la sistematica occupazione degli spazi di maggioranza e opposizione e questo curioso quesito referendario. Ovviamente poi ci sono le immancabili marchette promesse agli italiani: ogni giorno ce n’è una. L’ultima è quella sulle famiglie: adesso si vogliono dare i soldi alle famiglie quando in questi anni di governo le uniche famiglie di cui vi siete occupati erano le vostre. Se volete vincere il referendum lo dovete fare sui contenuti della legge e non perché dite agli italiani “se voti si ti mando a casa la batteria di pentole e la bicicletta col cambio shimano”. Perché la gente alla bicicletta vostra preferisce la libertà. Infatti il 4 dicembre vi manderanno a casa», ha spiegato Meloni.

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