Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 299

Archive for 21 ottobre 2016

The gun Paul Verlaine used to shoot Arthur Rimbaud

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

gunParis – On 30 November, Christie’s Paris will feature the gun Paul Verlaine bought with the intention of killing his friend Arthur Rimbaud. This gun will be offered in The Exceptional Sale at €50,000-70,000. Paul Verlaine had bought the gun on the morning of 10 July 1873 from a gunsmith in Brussels. In the afternoon, he attempted to murder Arthur Rimbaud but only managed to reach his wrist. Rimbaud then spent ten days in the hospital, and Verlaine was sent to jail for two years. (photo: gun)

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Legge di Bilancio: Busin(LN), manovra elettorale che truffa gli italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

“La legge di bilancio 2017 presentata dal Governo Renzi (alla stampa prima che al parlamento) è palesemente una truffa. Le coperture sono in massima parte a deficit (12 miliardi su 27), soldi che dovremo restituire in futuro perché è debito che si aggiunge al debito esistente, già ora è insostenibile. Le altre sono coperture estemporanee, una tantum, molto ottimistiche perché riguardano la sempiterna lotta all’evasione fiscale, che non si sa per quale magia dovrebbe portare migliori frutti l’anno prossimo. Per il cosiddetto “condono”, cioè la voluntary, siamo alla terza o quarta “spremitura” dopo i 4 miliardi incassati quest’anno e credo uscirà molto meno succo, cioè entrate per il fisco, di quanto ipotizzato”. Così il vicepresidente del Gruppo Lega Nord Filippo Busin. “Il resto sono “mance” elettorali di poco conto e di grande effetto, basta vedere gli importi di “misure per la famiglia” o le “pensioni” o il “pubblico impiego” per rendersene conto. Interventi che fanno scena, che possono illudere il popolo, di cui Renzi e il suo governo hanno evidentemente poca considerazione, al solo scopo di guadagnare qualche SI al referendum. Illusioni, fumo negli occhi, perché i conti li dovremo comunque pagare in seguito con gli interessi. Questa volta – conclude Busin – andrà male a Renzi: si può ingannare una persona per molto tempo, tante persone per poco tempo, ma mai un popolo intero per molto tempo. E questo vale anche per il presidente del consiglio”.

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Scenario completamente nuovo nel panorama diagnostico della sincope

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

padovaPadova Il Prof. Paolo Prandoni dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova direttore del Centro Coagulopatie, autore principale della scoperta scientifica, pubblicata oggi dalla prestigiosa rivista scientifica The New England Journal of Medicine ha evidenziato come
“i risultati di questo studio aprano uno scenario completamente nuovo nel panorama diagnostico della sincope, richiedano la riformulazione di nuove linee guida nazionali ed internazionali che prevedano la ricerca dell’Embolia Polmonare (EP) in tutti in pazienti che vengono ricoverati con un episodio di sincope”. Padova è capofila degli 11 Centri italiani che hanno contribuito in modo significativo al progetto. Luciano Flor direttore generale dell’Azienda Ospedaliera riconosce l’elevata preparazione scientifica dei ricercatori universitari padovani che ha consentito di raggiungere risultati a livello internazionale e, auspica possano presto, tradursi in pratica per il bene di tutti. L’embolia polmonare è la terza malattia cardiovascolare in ordine di frequenza. In Europa circa 370.000 sono i decessi legati all’EP ogni anno. La precocità della diagnosi e della terapia ne riduce la mortalità del 75%.
La sincope è una perdita di coscienza transitoria a rapida insorgenza, di breve durata e con risoluzione spontanea e completa. E’ responsabile del 3% di tutti gli accessi al Pronto Soccorso e dell’1% di tutti i ricoveri ospedalieri. Abitualmente avviene per cause banali e facilmente riconoscibili – quale stress emotivo, dolore, vista del sangue, post-prandiale, post-esercizio fisico, post-minzionale, prolungata stazione eretta in pubblico soprattutto in ambienti chiusi, calo pressorio – frequentemente indotto dal recente uso di farmaci ipotensivi, disidratazione, vomito e/o diarrea profusi, salasso, uso di alcoolici, emorragie, uso di colletti troppo stretti, malattie neurologiche di varia natura – e tende a ripetersi anche più volte all’anno in soggetti predisposti. I casi di sincope vengono per lo più gestiti su base ambulatoriale, e se anche – come spesso accade – i pazienti si recano ad un Pronto Soccorso vengono rapidamente congedati.
Solo una minoranza – oscillante tra 1/4 ed 1/3 di tutti i pazienti con sincope – vengono ricoverati. Trattasi dei casi in cui la caduta ha provocato seri traumi, di quelli che hanno patologie concomitanti che ne richiedono il ricovero, di coloro che hanno una elevata probabilità di affezioni cardiache predisponenti (quali bradi o tachiaritmie o stenosi aortiche) e di coloro in cui non si identifica una causa plausibile della perdita di coscienza.Benchè sia noto che la sincope può essere provocata da una embolia polmonare EP (da sola od associata con trombosi venose profonde degli arti), non si conosceva prima di questo studio la reale frequenza di EP in pazienti con sincope, per questo i medici raramente la sospettavano in questi pazienti.
Ma la precoce diagnosi e cura quasi sempre diventa decisiva per favorire la sopravvivenza del paziente, dato che l’EP è una condizione grave e potenzialmente fatale.
Allo scopo di stabilire la prevalenza di EP in pazienti ricoverati per sincope, è stato avviato lo studio multicentrico, prospettico in 11 centri italiani (Padova, Roma, Camposampiero, Livorno, Faenza/Ravenna, Castelfranco V.to, Piacenza, Cosenza, Roma 2, Udine, Varese), che ha previsto l’impiego di un algoritmo diagnostico ben consolidato che accertasse o escludesse la presenza di EP nei 560 pazienti oggetto della ricerca, prescindendo dal fatto che fosse ipotizzabile oppure no una causa alternativa di sincope. In 205 pazienti non c’era una spiegazione chiara della sincope ma grazie allo studio è stata riscontrata in 52 di loro l’embolia polmonare. Negli altri 355, i clinici erano convinti di aver trovato altra spiegazione alla sincope e non embolia polmonare, in 45 di loro è stata dimostrata invece l’embolia polmonare in atto.
Entro le 48 ore dal ricovero in ben 97 pazienti è stata riscontrata l’EP – il 17.3% delle 560 persone oggetto della ricerca. L’embolia polmonare era grave in 61 pazienti e in 36 di più limitata entità. La precocità della diagnosi nei pazienti giunti al Pronto Soccorso ha consentito una tempestiva terapia salvavita.In conclusione quando non esista altra spiegazione all’episodio sincopale, è ora dimostrata la frequenza di embolia polmonare, che sommata a quella già riconoscibile, diventa in 2/3 dei pazienti che afferiscono ai Pronti Soccorso, causa certa di sincope.
Il NEJM – The New England Journal of Medicine è tra le più prestigiose pubblicazioni di medicina al mondo. Gli articoli pubblicati settimanalmente, sono fortemente selezionati da specialisti di livello internazionale. Edito dalla Massachusetts Medical Society, pubblica in lingua inglese ed ha il più alto fattore di impatto. E’ la più antica rivista di medicina al mondo e pubblica da oltre due secoli. Sul sito della rivista è visibile anche il video della scoperta http://www.nejm.org/

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Truppe turche e estremisti islamici mettono in fuga gli abitanti dei villaggi kurdi del nord della Siria

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

siriaL’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha rivolto pesanti accuse contro il presidente turco Recep Tayyip Erdogan secondo cui gli attacchi sferrati tra lunedì 17 ottobre e oggi dalle truppe turche insieme a milizie di estremisti islamici nella regione di Shahba a nord di Aleppo avrebbero messo in fuga circa 900 persone dei villaggi kurdi di Tal Batal e Kuaibe.Secondo l’APM, mentre i media internazionali si concentrano sull’operazione militare per la liberazione di Mosul, Erdogan continua a perseguire i propri interessi in Siria. Dopo decenni di guerra civile e una politica della terra bruciata con la quale i governi turchi hanno svuotato complessivamente 3.876 villaggi kurdi, cristiani e yezidi nel proprio paese e messo in fuga circa quattro milioni di persone, pare proprio che Erdogan abbia deciso di applicare la stessa strategia anche nel paese vicino.Chi fugge dalle truppe di Erdogan e da quelle degli estremisti islamici cerca riparo nella regione autonoma di Afrin controllata dai Kurdi dove si trova anche il campo profughi di “Robar”. Questo dista solo 18 km dalla frontiera con la Turchia ma poiché la Turchia ha chiuso la sua frontiera in direzione Siria il campo non può quasi essere raggiunto dalle organizzazioni umanitarie.I campi profughi di Robar e di Shahba hanno finora accolto migliaia di famiglie profughe e ogni giorno si aggiungono centinaia di persone. Complessivamente Afrin ha accolto finora circa 400.000 persone. La maggior parte dei profughi sono arabi-sunniti di Aleppo e dei villaggi circostanti dove la situazione umanitaria è semplicemente catastrofica. Mentre l’aviazione di Assad e del suo alleato russo continua a bombardare la regione a est di Aleppo, la Turchia, membro della NATO e sostenuta dall’Arabia Saudita e dal Qatar attacca le regioni occidentali di questa antica ma ormai quasi completamente distrutta città. A fare le spese di questa brutale guerra che da tempo ha trasformato la Siria nello scenario in cui le varie potenze si giocano i propri interessi geopolitici è la popolazione civile. Ad Aleppo non mancano solamente i medici, i farmaci e l’attrezzatura medica. I bombardamenti delle varie parti in causa hanno distrutto diverse centrali elettriche e un attacco delle truppe radical-islamiche alleate della Turchia ha infine distrutto anche un impianto di pompaggio dell’acqua, lasciando l’intera città senz’acqua.

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Ricorso questito referendum: il Tar risponde NI

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

tar-lazioIl Tar ha respinto il ricorso presentato da M5s e Si per difetto giurisdizionale, ma non ha dato alcun giudizio sul quesito, non ha assolutamente detto che il quesito è ‘neutrale’, come titolano alcune agenzie di stampa”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Nel merito il ricorso non è stato bocciato e sono certo che gli amici del fronte del ‘No’ andranno avanti con questa battaglia di verità in merito ad un quesito truffa che rischia di influenzare e disorientare l’elettorato.Renzi dovrebbe riflettere a tal proposito. Il solo fatto che ci siano così tanti ricorsi legati al quesito del referendum costituzionale rappresenta plasticamente quello che questo premier mai eletto è riuscito a causare. Ha diviso il Paese, ha spaccato l’Italia, ha creato tensioni delle quali non sentivamo assolutamente il bisogno, ha prodotto un referendum plebiscito, con un quesito ingannevole.In questo il fiorentino ha già perso, il 4 dicembre sarà respinto anche nelle urne”, conclude Brunetta.

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Dolore pelvico cronico

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

doloreDolore pelvico cronico, sono in molte a soffrirne – ben una donna su 4 in Italia – può essere molto debilitante e può limitare anche le più semplici attività quotidiane. “Secondo un’indagine promossa da Onda, per esplorare la conoscenza e la consapevolezza della malattia” spiega la sua Presidente Francesca Merzagora “su un campione di 600 donne dai 18 ai 50 anni, il dolore pelvico impatta fortemente sin dall’inizio su molteplici dimensioni della vita quotidiana delle donne, come umore (48%) e intimità di coppia (48%). Il dolore viene paragonato da chi ne soffre per lo più alla puntura di tanti spilli (17%), a una coltellata (12%), a un martello che picchia (10%) o un fuoco che brucia dentro (10%). È considerato quindi come qualcosa di pervadente, che genera nervosismo, che intacca la felicità della donna, la fa sentire a disagio, stanca e depressa. Nonostante questo la donna spesso tarda ad andare dal medico. Trascorrono infatti 7 mesi tra la comparsa dei sintomi e il primo consulto”.Il primo medico interpellato è il medico di famiglia anche se il ginecologo rimane la figura di riferimento per questa malattia, consultato da 7 donne su 10. Degno di nota il fatto che il 46% ha dichiarato di aver consultato 2 figure mediche e il 30% di essere stata visitata da 3 o più medici.“Pur trattandosi di un fenomeno che, se trascurato, è in grado di portare a conseguenze anche gravi, la multifattorialità delle cause di questo disturbo – la pelvi accoglie non soltanto gli organi dell’apparato riproduttivo, ma anche urinario, gastroenterico, muscolo-scheletrico e nervoso – insieme a un ‘percorso a ostacoli’ tra gli specialisti, generano importanti ritardi diagnostici” afferma Monica Sommariva, Dirigente medico dell’Unità Operativa di Urologia e Unità Spinale dell’Ospedale G. Fornaroli di Magenta.“La diagnosi è in genere ‘da esclusione’, continua l’esperta. Non sempre si riesce a identificare una causa vera e propria e spesso più cause, anche di diversa competenza specialistica, interagiscono nell’insorgenza della sintomatologia dolorosa. Quando il dolore diventa cronico, si crea come un ‘cortocircuito’ a livello delle strutture nervose deputate alla sua elaborazione, responsabile dell’auto-mantenimento della sensazione dolorosa. Il dolore si trasforma così in vera e propria malattia, diventando un inseparabile compagno di viaggio pervasivo in tutti gli ambiti della vita: affettivo-familiare, socio-relazionale e lavorativo. Il dolore pelvico cronico oggi può essere trattato con un insieme di terapie mediche e comportamentali di alto livello ottenendo un controllo efficace. Il dolore peggiore è tuttavia quello di chi non viene capito nella sua sofferenza, ma ora qualcuno è in grado di ascoltare e ciascun paziente non è più solo ma può vincere e sorridere alla vita”, conclude. I dati evidenziano inoltre come in generale internet rappresenti, sia per donne sane che affette dalla malattia, la prima fonte di informazione (40% circa). Ben 9 donne che ne soffrono su 10 infatti esprimono il desiderio di avere maggiore informazione sulla malattia. “Risulta fondamentale però rivolgersi a strutture specializzate, gestite da équipe multidisciplinari, composte da diverse e specifiche figure professionali tra loro complementari, in grado di cogliere, attraverso un approccio globale, tutti gli aspetti che la complessità di questa patologia tende a generare, indagando tutte le possibili cause e per individuare le misure terapeutiche più indicate”, aggiunge Francesca Merzagora.
Per questo motivo Onda ha deciso, col contributo incondizionato di IBSA Farmaceutici, di organizzare un (H) Open Week sul dolore pelvico cronico dal 24 al 28 ottobre 2016 con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione femminile sull’importanza della prevenzione e del riconoscimento precoce dei sintomi, agevolando nella scelta del luogo di cura. Si tratta di un progetto che coinvolgerà quattro ospedali ubicati in 4 diverse regioni italiane (Campania, Lombardia, Sardegna e Toscana), in rappresentanza delle differenti realtà territoriali a livello sanitario. Gli ospedali coinvolti, che offriranno una settimana di servizi gratuiti sul tema del dolore pelvico cronico come visite, esami, incontri informativi, consulenze e materiale informativo, sono: l’Azienda Ospedaliera Giuseppe Moscati di Avellino, l’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, il Presidio Ospedaliero Giovanni Paolo II di Olbia e l’Azienda Ospedaliero Universitaria Senese di Siena.

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Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

fiera libroRoma dal 7 all’11 dicembre Palazzo dei Congressi quindicesima edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria. All’illustratore Guido Scarabottolo il compito di interpretare il claim di quest’anno: Sono tutte Storie di Più libri più liberi. Il valore inestimabile del lavoro di ogni editore risiede infatti nell’inesauribilità delle storie che racconta ai propri lettori: romanzi, poesie, graphic novel, saggi, narrativa per l’infanzia e per i ragazzi, inchieste sull’attualità, volumi illustrati, libri di cucina e altri manuali, musica – sono tutte storie, diverse, dinamiche, fantasiose, nelle quali immedesimarsi.Dopo Olimpia Zagnoli nel 2014 e Alessandro Sanna nel 2015, la creatività dell’immagine guida della quindicesima edizione di Più libri più liberi è stata affidata alla matita eclettica e funambolica dell’illustratore Guido Scarabottolo (QUI la video intervista), che ha realizzato una serie di 30 copertine immaginarie – ciascuna delle quali rimanda a un libro o ad un autore famoso – e un’altra che ritrae alcune tipologie di lettori – donne, uomini, bambine, bambini, persino cani e gatti. Combinando i due gruppi di grafiche giocando ad assegnare un libro a testa per ciascun tipo di lettore, si ottiene quella ricchezza di variazioni che aiuta a comprendere sino in fondo il significato del claim: sono tutte storie e ci sono storie per tutti.Con le immagini di Guido Scarabottolo è online da oggi, mercoledì 19 ottobre, la nuova versione del sito ufficiale di Più libri più liberi http://www.plpl.it, rinnovato nella grafica e nei contenuti. Guido Scarabottolo (Sesto San Giovanni, 1947). Architetto, lavora come illustratore e grafico. Attualmente i suoi disegni appaiono su Domenica del Sole 24 Ore, sul New York Times e sul New Yorker. Negli ultimi dodici anni ha progettato tutte le copertine Guanda illustrandone gran parte. Con lo stesso editore ha pubblicato il graphic novel Una vita. Romanzo metafisico con testi di Giovanna Zoboli. Per i tipi di La Grande Illusion ha pubblicato Macchie Solari, Prontuario iconografico per il designer contemporaneo e Smarrimenti. Con Tapirulan Elogio della pigrizia e Sotto le copertine. Ai suoi lavori sono state dedicate numerose mostre in Italia e all’estero. Tra le più recenti: WISH, presso la Galleria L’Affiche di Milano, incentrata sulla scultura realizzata per Expo e Cover revolution, collettiva di illustratori all’Istituto Italiano di Cultura di New York. Vive a Milano.

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I rating non sono infallibili, ma la tecnologia ci aiuta a migliorarli

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

unicreditA cura dell’Ufficio Studi di BorsadelCredito.it. In Italia il caso più eclatante fu quello di Parmalat, un’azienda solida – almeno sulla carta – che il 27 dicembre 2003 dichiarò fallimento, un crack da € 14,3mld, lasciando con il cerino in mano 145mila piccoli risparmiatori italiani a cui le banche avevano venduto le sue obbligazioni societarie considerate sicure. Nell’ottobre 2001, una dinamica simile aveva travolto oltre oceano il colosso dell’energia Enron, fallito lasciandosi dietro un buco da $ 10mld. Fino a quattro giorni prima era considerato un emittente a basso rischio. Nel 2008 succede ancora, stavolta a Lehman Brothers, la banca Usa simbolo della crisi subprime, che fino al giorno della sua bancarotta pareva solidissima.Ciò che accomuna queste 3 e tante altre storie di fallimenti è una valutazione errata della rischiosità da parte di agenzie specializzate a valutare le prospettive di solidità delle aziende. Spesso tutto si riduce a una singola lettera. Eccolo, il rating: una specie di bussola per orientarsi nel mondo degli investimenti e non solo. Ma non sempre questo tipo di valutazioni si rivelano predittive.
Prendiamo il contesto del credito alle imprese. Tutte le banche o le società finanziarie usano dei rating interni per classificare il merito creditizio dei propri clienti e guidare così le politiche del credito. Un rating è costruito sulla base dell’analisi di tanti parametri, sia quantitativi che qualitativi, che descrivono lo stato di salute di un’azienda. L’affidabilità del sistema di rating è data quindi dal mercato: minori sono i crediti che finiscono in sofferenza (non recuperabili), tanto più predittivi sono i sistemi di analisi del merito creditizio.Secondo i dati elaborati dall’ABI e relativi a fine 2015, l’incidenza delle sofferenze lorde rispetto al totale dei finanziamenti alle imprese è pari a oltre il 17 per cento in Italia – con circa 200 miliardi di euro di sofferenze nell’intero sistema bancario.Un sistema simile viene usato per determinare il merito di credito delle aziende anche nel marketplace lending. In questi casi, rispetto alle metodologie degli istituti tradizionali, si tratta di un processo che sembra più semplice perché molto più rapido – uno dei grandi vantaggi per i clienti delle piattaforme di lending è la velocità di risposta: in poche ore si ha una risposta definitiva. In realtà la velocità è data semplicemente dallo sfruttamento intelligente delle tecnologie digitali: grazie ad integrazioni con servizi sul web e algoritmi complessi è possibile interrogare una enorme mole di dati in pochi click, per cui i tempi “morti” delle analisi vengono eliminati.Solitamente, in questo tipo di piattaforme, il processo è diviso in step, per permettere una estrema facilità di accesso per i clienti e un efficientamento del lavoro. L’analisi inizia a partire dall’inserimento della pratica a sistema con la documentazione completa e procede con un esame quantitativo, che prende in considerazione dapprima le evidenze sui sistemi di informazione creditizia (quelle banche dati che tracciano i nostri comportamenti nel mondo del credito). Quindi si analizza ogni voce del bilancio, dall’andamento del fatturato, alla capacità di rimborso, all’incidenza degli oneri finanziari sul fatturato, all’indipendenza finanziaria, all’indice di liquidità, alla copertura degli oneri finanziari, al cashflow sul totale dei debiti e sul fatturato, ai mezzi propri sui debiti e sulle immobilizzazioni, all’utile sui mezzi propri. Se l’azienda supera questo esame si passa all’analisi qualitativa che si svolge in due fasi. Si comincia dalla “web reputation”. Gli analisti valutano quanto l’azienda sia presente sul web, quanto sia performante sui social media, e anche come sia percepita online e sui media in generale: questi sono aspetti troppo spesso trascurati dagli istituti tradizionali, ma che i marketplace lending hanno saputo sfruttare a loro favore per migliorare la predittività delle valutazioni. Una verifica ulteriore viene svolta con un’intervista all’imprenditore, in cui emergono aspetti di profilo dell’imprenditore e di prospettive dell’azienda.Alla fine a ogni azienda viene assegnato un rating (o scoring) sintetico, identificato da una lettera; mentre qualità dell’azienda emittente e durata del prestito determinano il rendimento. La metodologia – fare un’analisi e trovare un indicatore di rischiosità – in fondo non è troppo dissimile da ciò che si è sempre fatto. Ci sono tuttavia due sostanziali differenze: lo sfruttamento della tecnologia (su cui presto faremo un focus ad hoc) che permette alle aziende di ottenere in poche ore una risposta definitiva; e i risultati in termini di crediti in sofferenza rispetto al totale dei finanziamenti.Funding Circle, il player principale in Europa attivo dal 2010, stima che circa il 4% del suo portafoglio finirà in sofferenza, ma dal 2012 i dati effettivi ci dicono che ha meno del 3% di sofferenze in portafoglio. BorsadelCredito.it, l’unico marketplace lending attualmente operativo in Italia, pur con un track record di un solo anno finora ha un livello di sofferenze in portafoglio inferiore all’1%.Informazioni su BorsadelCredito.it

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Calabria: informazione regionale della Rai

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

reggio-calabriaIn Calabria, nell’ultimo anno, l’informazione regionale ha assunto una veste nuova ed un taglio nettamente diverso con la guida di Alfonso Samengo, ora destinato ad un ruolo importante in Rai parlamento.L’ultima sua ‘creatura’, la rubrica settimanale “Agricoltura 2.0”, dimostra come si possa fare un’informazione positiva, valorizzando le migliori e più moderne aziende agricole della nostra terra.
Ma hanno avuto un’eco importante le inchieste sull’ambiente: dal canalone dei veleni di San Ferdinando che la Testata giornalistica regionale ha denunciato per prima, agli scarichi abusivi nel reggino e a tutta la questione dell’emergenza ambientale in Calabria.
Problemi reali, concreti, molto sentiti come la sanità negata, con l’assalto quotidiano alle strutture di pronto soccorso. E l’annosa questione delle strade incomplete con le inchieste e i servizi sulla statale 106, la trasversale delle Serre, la 18 tra Campora e Falerna. E poi il mare inquinato.Un taglio forte dell’informazione regionale pubblica, la voce della gente, la denuncia, la protesta, la proposta. Samengo ha spinto sui tasti più vicini e sentiti dai cittadini, dando così un taglio netto alle stanche liturgie e alla consuete accondiscendenza alle quali, negli anni, Rai regione ci aveva in qualche modo abituato. E’ quanto ha dichiarato l’on.le franco Laratta.

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35° Congresso Nazionale di Antibioticoterapia in età pediatrica

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

antibioticiMilano. Il 35° Congresso Nazionale di Antibioticoterapia in età pediatrica si è aperto a Milano con un ampio dibattito sull’importanza dell’utilizzo appropriato del paracetamolo nei bambini con sindromi influenzali e sulle emergenze tossicologiche derivate dal suo abuso.
Secondo uno studio realizzato dall’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura del Policlinico dell’Università degli Studi di Milano e recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista International Journal of Medical Science, febbre e dolore sono generalmente frequenti nei neonati e nei bambini di ogni età e rappresentano oltre il 30% dei motivi che spingono i genitori a rivolgersi al pediatra. Ma non solo. I dati emersi evidenziano che oltre l’80% dei ricoveri in ambito ospedaliero pediatrico è dovuto a patologie che presentano, fra i vari sintomi, anche il dolore.Al fine di gestire correttamente la febbre e comprendere l’importanza del trattamento del dolore nel bambino, qui i consigli di WAidid per mamme e papà:
· Non utilizzare nei bambini farmaci a dosaggi per adulti
· Gli antipiretici e gli antinfiammatori vanno somministrati sempre in base al peso e non all’età
· E’ importante somministrare gli analgesici a orario fisso al fine di evitare l’insorgenza di “buchi” di dolore. L’intervallo fra le dosi dovrebbe essere determinato in accordo con l’intensità del dolore e la durata dell’effetto analgesico del farmaco utilizzato
· I farmaci antipiretici devono essere impiegati nel bambino febbrile solo quando alla febbre si associ un quadro di malessere generale
· Paracetamolo e ibuprofene sono gli unici antipiretici raccomandati in età pediatrica, sono farmaci generalmente sicuri ed efficaci
· Il paracetamolo è indicato come farmaco di prima scelta nel trattamento del dolore lieve-moderato
· La somministrazione di paracetamolo per via orale è preferibile a quella rettale in quanto l’assorbimento è più costante ed è possibile maggiore precisione nel dosaggio in base al peso corporeo; la via rettale è da valutare, però, in presenza di vomito o di altre condizioni che impediscano l’impiego di farmaci per via orale
· Nei pazienti con asma persistente lieve, l’utilizzo di paracetamolo al bisogno non è stato associato ad una più alta incidenza di esacerbazione d’asma o peggioramento del controllo dell’asma
· L’ibuprofene, in quanto FANS, è il farmaco di scelta per la cura delle patologie dolorose con componente infiammatoria
· L’ibuprofene non è raccomandato in bambini con varicella o in stato di disidratazione; è raccomandata cautela nei casi di grave insufficienza epatica o renale o in soggetti con malnutrizione grave
· Paracetamolo con dosaggio 15 mg/kg/dose 4-6 volte al giorno e ibuprofene con dosaggio 10 mg/kg/dose 2-3 volte al giorno sono efficaci nel trattamento della cefalea acuta, “La febbre e il dolore nel bambino – conclude il prof. Diego Fornasari, professore associato di Farmacologia, Università degli Studi di Milano – creano sempre un forte stato d’ansia nei genitori che, in generale, tendono a sovratrattare la febbre magari ravvicinando le dosi o somministrandole in quantità maggiore rispetto a quelle previste oppure a sottovalutare il dolore. Per questo è fondamentale rispettare i dosaggi e gli intervalli indicati nella somministrazione del paracetamolo, ricordando che agisce sul sistema nervoso centrale e non ha un’azione antinfiammatoria come invece l’ibuprofene.Entrambi sono farmaci sicuri ed efficaci nei bambini ma è importante sapere che il loro uso non appropriato o, peggio, l’abuso può avere effetti collaterali con un rischio di gastrolesività nel caso dell’ibuprofene o di disfunzioni a livello epatico nel caso del paracetamolo”.

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Milano, Bologna e Venezia sul podio delle Smart City

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

milano10Milano sempre più internazionale e in volata rispetto alle altre, Bologna salda al secondo posto e punta di diamante nella smart governance e Venezia, la new entry che sale sul podio spingendo Firenze in quarta posizione: sono queste le città più smart d’Italia. A rivelarlo è ICityRate 2016, l’indagine realizzata da FPA che stila la classifica delle città italiane analizzando 106 Comuni capoluogo sulla base di 105 indicatori statistici (in aumento netto rispetto agli 84 dello scorso anno) e sette dimensioni tematiche: Economy, Living, Environment, People, Mobility, Governance e Legality.
Milano tiene stretta la testa della classifica e registra un’ulteriore fuga in avanti, determinata dall’eccellenza nelle dimensioni Economy, People e Living. Nella dimensione Economy il capoluogo lombardo si distanzia dalle altre città in maniera decisa: è il luogo con il più alto valore aggiunto pro capite, la maggiore intensità brevettuale, la principale sede di imprese di grandi dimensioni, e ha visto nascere negli ultimi anni il maggior numero di Fablab e maker space. Gli artigiani digitali scelgono Milano, e soprattutto la città sceglie di investire su un modello nuovo di innovazione urbana che sposta l’asse della strategia di sviluppo verso forme nuove di economia collaborativa e social innovation; un modello che si realizza attraverso la concessione di spazi, il sostegno economico a progetti e imprese, la creazione di reti di innovatori e la definizione di nuove ed articolate politiche urbane.
Bologna, che pure vede allargarsi la forbice che la separa da Milano (60 punti di distanza contro i 25 del 2015), conferma il secondo posto nella classifica generale grazie soprattutto all’eccellenza nella Governance (dimensione che la vede al primo posto), fatta di partecipazione, open data, nuovi strumenti di programmazione, stabilità economica e capacità gestionale.
Al terzo posto della classifica compare Venezia, che cresce di 2 posizioni rispetto al 2015 per effetto, oltre che dell’ottimo posizionamento nella Mobilità (dove è 2°), di un miglioramento significativo nelle dimensioni del capitale umano (People), della Governance e della struttura economica (Economy).
Firenze scende di una posizione ma la sua distanza da Venezia è veramente minima: la capitale toscana è prima nella dimensione People, nella quale supera Milano e Torino, ma perde terreno sulle aree dell’ambiente e della legalità.
Per quanto riguarda le altre aree metropolitane, Roma e Napoli continuano a restare arretrate dal gruppo di testa, mentre la capitale è ferma in 21° posizione, Genova sale di tre posizioni e arriva al 26° e poi le città del Sud, con Cagliari in 54° posizione, Bari 65°, Palermo 86°. Napoli scende in 89° posizione, seguita solo da Catania (95°) e Reggio Calabria (104°).
Milano rimane ben salda in vetta alla classifica mentre Roma è bloccata al 21° posto, ma il distacco tra le due città in termini di punteggio aumenta: la distanza tra le due città era di 127 punti lo scorso anno, quest’anno sale a 155. Una forbice che si allarga sempre di più a discapito della capitale che non riesce a raggiungere il capoluogo lombardo in nessuna delle dimensioni analizzate, tenendo testa a Milano solo per la qualità del proprio capitale umano.
Le cinque aree metropolitane più performanti sono del Nord: Milano, Bologna, Venezia, Firenze e Torino, che si configurano sempre di più come un sistema grazie alla forte crescita dei centri urbani di medie dimensioni come Padova, Parma, Trento, Modena e Ravenna (tutte fra le prime dieci città del rating generale) che fungono da elementi di connessione tra le diverse polarità.
Il Sud è ancora lontano dalla top ten, ma la distanza con le altre aree geografica si è ridotta. A partire dal dato di Cagliari, la prima città del meridione (che sale di 6 posizioni rispetto al 2015) grazie ad un miglioramento significativo in diverse aree (People, Governance, Living e Legalità), per continuare con Matera (+12), Pescara (+5), Bari (+4), Lecce (+5), Oristano (+1), Potenza (+2). Appare, inoltre, tra le prime 15 città del Sud, una città siciliana: Siracusa, che sale di ben 16 posizioni dall’anno passato superando Palermo e Catania ed esprimendo le migliori performance in indicatori quali la dispersione idrica, l’equilibrio occupazionale di genere, l’accessibilità degli istituti scolastici, la bassa presenza di giornalisti e amministratori minacciati.

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L’umanesimo cristiano

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

pontificia università gregorianaRoma martedì 25 ottobre 2016, ore 18:00 Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4. Il tema scelto per l’anno accademico 2016-2017 sarà “Chiamati a vivere l’umanesimo cristiano”, rifacendosi al V Convegno Nazionale della Chiesa Italiana. «L’umanesimo cristiano che siete chiamati a vivere – ha ricordato papa Francesco a Firenze il 10 novembre 2015 – afferma radicalmente la dignità di ogni persona come Figlio di Dio, stabilisce tra ogni essere umano una fondamentale fraternità, insegna a comprendere il lavoro, ad abitare il creato come casa comune, fornisce ragioni per l’allegria e l’umorismo, anche nel mezzo di una vita tante volte molto dura». Parole che tracciano una strada e chiamano tutti a immaginare, riflettere e agire per promuovere un’umanità “sempre più umana”.
Aprirà il ciclo la conferenza di Mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale della C.E.I., il prossimo 25 ottobre; l’8 novembre interverrà l’Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Daniele Mancini, su Unione europea tra ideali e realtà.
Oltre alle conferenze consuete, il calendario annuale prevede un momento di preghiera animato dalla comunità di Taizé, una lezione-concerto del Maestro Michele Campanella, e il ritorno nelle aule della Gregoriana del teologo benedettino Elmar Salmann.
Il programma completo è consultabile online: http://www.unigre.it/Univ/eventi/documenti_16_17/161025_PUG_CFC_ciclo_v2_it.pdf

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Melanoma e terapie mirate

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

melanoma-sulla-pelleI dati clinici presentati durante il recente Congresso annuale ESMO (European Society for Medical Oncology), hanno dimostrato per il trattamento di prima linea con la combinazione di dabrafenib + trametinib, rispetto alla monoterapia con vemurafenib, dopo tre annni di trattamento, un miglioramento in termini di sopravvivenza globale (45% vs 31%) e di sopravvivenza libera da progressione (24% vs 10%).
E’ una neoplasia molto aggressiva della pelle, con un’incidenza in continua crescita, che in Italia si stima presenti circa 13.800 nuovi solo nel 2016. I Numeri del Cancro in Italia, Rapporto AIOM-AIRTUM 2016. Si tratta del melanoma cutaneo, nel nostro Paese il terzo tumore più frequente al di sotto dei 50 anni I Numeri del Cancro in Italia, Rapporto AIOM-AIRTUM 2016, ma che per l’opinione pubblica non rientra tra i tumori più conosciuti.
Secondo un’inedita indagine SWG condotta su un campione di 1.000 cittadini italiani, uomini e donne, presentata oggi a Milano, infatti, solo il 28% degli intervistati ritiene di conoscere il melanoma, rispetto al 45% che si ritiene molto informato sul tumore al seno, al quale seguono le leucemie (35%), il tumore al polmone (33%) e il tumore alla prostata (33%). Informazioni, quelle sul melanoma, reperite principalmente (72%) grazie ai media (Tv 44%; giornali e riviste 32%; internet 29%) ma anche da amici/conoscenti (39%), dal medico di famiglia o specialista (29%) e grazie a iniziative e campagne di sensibilizzazione e prevenzione (26%). La maggioranza degli intervistati ritiene comunque importante poter avere maggiori informazioni su questa patologia.
“E’ interessante vedere come 1 italiano su 3 dichiari di essere entrato in relazione con qualcuno, persona amica o conoscente, colpito da melanoma mentre la metà delle persone intervistate dichiara di saperne poco o niente – precisa Guja Tacchi, Direttore Ricerca SWG – Un dato che va ulteriormente interpretato alla luce del fatto che tra le principali cause che concorrono alla comparsa del melanoma, gli intervistati individuano nel 78% dei casi l’esposizione solare, seguita dal 63% per la presenza di nei”.
Inoltre, solo il 26% riconosce come fattori di rischio le caratteristiche fenotipiche (colore dei capelli, tipologia di pelle etc.) e addirittura un residuo 15% associa la patologia ad eventuali modificazioni del DNA della cellula tumorale.
“Il melanoma rappresenta il 3% di tutti i tumori sia negli uomini sia nelle donne. Nonostante sia il tumore meno frequente tra le neoplasie della pelle, è potenzialmente il più maligno, ossia quello con maggiori probabilità di metastatizzare – afferma il Prof. Giuseppe Palmieri, Oncologo Medico, Primo Ricercatore CNR, Responsabile dell’Unità di Genetica dei Tumori del CNR di Sassari e Presidente Eletto IMI – Intergruppo Melanoma Italiano – Le modificazioni del DNA individuate in questi ultimi anni possono essere di diversi tipi e ciò rende dunque possibile affermare che, dal punto di vista genetico e biologico, i melanomi non sono tutti uguali”.
I progressi compiuti dalla ricerca scientifica, in termini di individuazione di specifiche mutazioni a carico del DNA della cellula tumorale, hanno permesso lo sviluppo di trattamenti a bersaglio molecolare che agiscano direttamente sulla mutazione specifica. Aspetti complessi, questi, che aprono interessanti sfide per il progresso della medicina e, allo stato attuale, poco chiari alla popolazione italiana. Il 59% degli intervistati, infatti, dichiara di non essere a conoscenza del fatto che alcune tipologie di tumori siano contraddistinte da questo tipo di mutazioni della cellula “malata” e il 72% non ha mai sentito parlare di terapie mirate per la cura dei tumori.
L’obiettivo delle terapie nel trattamento del melanoma metastatico è quello di rallentare la progressione della malattia, prolungando la sopravvivenza del paziente. Durante il recente Congresso ESMO (European Society for Medical Oncology) i dati dello studio Combi-v, con follow-up a 3 anni, hanno dimostrato per il trattamento di prima linea con la combinazione di dabrafenib + trametinib rispetto alla monoterapia con vemurafenib un miglioramento in termini si sopravvivenza globale – che riguarda il 45% dei pazienti rispetto al 31% trattati con vemurafenib – e di sopravvivenza libera da progressione (24%vs10%).
“Si tratta di dati clinici molto importanti che confermano una maggiore sopravvivenza a lungo termine dei pazienti con melanoma metastatico rispetto alla monoterapia con vemurafenib – conclude la Prof.ssa Paola Queirolo – A questo, si aggiungono significativi risultati in termini di durata mediana delle risposte complete, che si attesta a circa 3 anni e mezzo. Dati che rinforzano il valore di questa terapia mirata di combinazione nel trattamento di una patologia così complessa”.

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Graziella Paolini Parlagreco: La ricerca della bellezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

paoliniMantova Dal 22 ottobre al 3 novembre 2016 Galleria “Arianna Sartori” via Cappello 17 Graziella Paolini Parlagreco. La ricerca della bellezza Mostra a cura di: Arianna Sartori.L’inaugurazione si svolgerà Sabato 22 ottobre alle ore 17.00 alla presenza dell’artista.
“Nel percorso evolutivo, che appartiene alla vivace esperienza artistica, di cui è protagonista Graziella Paolini Parlagreco si evince un’espressione pittorica di elevato contenuto introspettivo. Attraverso le immagini riprodotte sulle tele, vengono raffigurate composizioni eleganti, di intensa profondità emozionale, che racchiudono una sintesi narrativa dotata di un linguaggio di poetico e delicato lirismo e possiedono una grande comunicatività verso il fruitore.
L’indagine condotta è di matrice realista e tocca talvolta l’impronta iperrealista, con influssi provenienti anche dal surrealismo. Questa ricerca le permette di muoversi in una dimensione di spazialità, in cui poter esternare liberamente la propria sfera emotiva, all’interno di un cammino interiore dell’anima, che la proietta dentro i quadri, inserendola virtualmente tra i soggetti rappresentati, per suggerire emozionanti sentimenti all’osservatore.L’atmosfera scaturita dalle opere della Paolini Parlagreco esorta a carpire aspetti intimi di sorprendente verità. Il mondo dell’universo femminile è posto in primo piano e assume una centralità focale nel messaggio trasmesso, alimentando curioso interesse e fantasiosa propensione. Il corpo, il portamento, la postura, la gestualità, la suggestiva nitidezza delle figure invitano ad un’attenta riflessione. Gli sfondi, che fungono da cornice ambientale, non sono mai casuali, ma vengono appositamente scelti per intrecciarsi e fondersi in armoniosa sinergia con le soavi rievocazioni”. (Elena Gollini giornalista e curatrice d’arte) (foto: paolini)

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La nostra prima vera estate: il nuovo romanzo di Riccardo Bassi

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

locandina1Peschiera Borromeo (Mi) Giovedì 24 novembre 2016, ore 20,50 via Don L. Sturzo 25 Cinema teatro Vittorio de Sica, Riccardo Bassi è lieto di presentare il suo nuovo libro “LA NOSTRA PRIMA VERA ESTATE”, in compagnia di ospiti speciali. Nel corso della serata C7 ART & MUSIC srls (www.csette.com), consegnerà al cantautore MARCO FERRADINI la targa artistica alla carriera, realizzata in vetro dal LABORATORIO DARRA di Cavriana (MN) Seguirà uno special guest con: CHARLOTTE FERRADINI, GIORGIA CANEVESE, HENRY ZAFFA, LUCA BONAFFINI, MAGO ETA BETA, PAOLO BALDONI, E con la partecipazione straordinaria di: Marco Ferradini. Infatuazioni fatali, figure classiche e situazioni anomale, a cavallo tra realtà quasi impossibili e fantasie pressoché realizzabili, trascinano il lettore dentro una specie di giallo che, tutto sommato, si converte nel solito rosa, colore ormai assegnato al genere narrativo di questo scrittore decisamente romantico.
Un libro per tutti, da annoverare nella migliore tradizione di quella che, negli anni ’60, chiamavano “narrativa per ragazzi”.
Ma anche una ventata di astratto ottimismo che, come nelle favole, lascia il dolore nelle stanze buie della realtà, collocando la bellezza e il piacere nei giardini luminosi del sogno.

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Fourth year for: “You are not an enemy!”

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

carlo climatiAt the Università Europea di Roma (the European University of Rome) the fourth year of the Communication Workshop activity has started, entitled “You are not an enemy!”, established by the journalist Carlo Climati. The goal of the Workshop is to make youngsters aware that there is a new way of communicating based on dialogue and serene reception of others without considering them enemies.
The workshop, theoretical and practical, is part of the social responsibility activity of the Università Europea di Roma. It explores the various ways to communicate in today’s world ranging from journalism to social networks, from music to radio-broadcasting, from tv-broadcasting to daily life dialogue. “You are not an enemy!” is the motto, i.e. the catch phrase of the Workshop. Youngsters are encouraged to see others with a new glance, to create communication languages representing a link with everyone, thereby contributing to breaking walls, obstacles, suspicion and distrust. At the end of the academic year, the articles written by youngsters are published in the collection “Uer Magazine”, supervised by the students themselves. “You often think that communication is based upon torrent of words and opinions. Actually, the basic rule of good communication is not to be able to talk but to listen,” Carlo Climati stated.
“Each human being is praiseworthy . Meeting and listening to him, means to open one’s heart to a genuine communication nourished by a serene dialogue.” However, to do this, we need to defeat the non-culture of prejudice. It is that feeling which leads us not to communicate with others because, inside us, we have already judged and labelled them putting them aside and sending them away.
Very often we have this type of attitude, withdrawing from our fellow neighbour. We don’t approach him because he has different ideas from ours. God knows what he might have that causes us to have a prejudice against him. “The prejudice is a terrible thing because, as the word itself says, it is a pre-judgement. A judgement expressed before knowing the person really, before hugging each other and looking into one’s eyes,” Carlo Climati explained. “Sometimes, the prejudice can be a death sentence, because it kills communication, dialogue, and the possibility of finding a new friend. This is how walls are built as well as wars, silence, and unsolved conflicts of daily life. Defeating prejudices means to find our most genuine nature to communicate as human beings, serenely ready to welcome and to dialogue with everyone.”

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Berlusconi: Votare No e rilanciare presidenzialismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

camera deputati2Dichiarazione dell’onorevole Elio Vito, deputato di Forza Italia e capogruppo azzurro in Commissione Difesa a Montecitorio: “Il Presidente Berlusconi ha, ieri sera, spiegato bene le nostre ragioni per il No al referendum costituzionale. Sono ragioni di merito, che riguardano una riforma sbagliata, inefficace e pericolosa.Ma il Presidente Berlusconi ha anche rilanciato l’esigenza di una vera riforma costituzionale, che preveda innanzitutto l’elezione diretta del Presidente della Repubblica e la riduzione del numero dei parlamentari, con l’abolizione del Senato. Proprio sulle ‘Ragioni del NO’ e sulla proposta riformatrice del Presidenzialismo si terrà una Conferenza stampa martedì 25 ottobre alle ore 11,30 presso la sala stampa della Camera dei deputati. Interverranno Elio Vito, Capogruppo di Forza Italia in Commissione Difesa e Silvia Pispico, responsabile giovanile del Comitato Presidenzialisti per il NO”.

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Se Obama avesse saputo…

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

obamanobel1_int“Se Renzi avesse detto a Obama tutta la verità, il presidente degli Stati Uniti d’America avrebbe scelto il no. Non c’è l’elezione diretta né nel capo dello Stato né del presidente del Consiglio. Non c’è il limite sulla tassazione per famiglie e imprese, non c’è la norma a tutela dei giovani per impedire che paghino loro il debito pubblico, non c’è la norma antiribaltone che impedisca ai parlamentari eletti di passare dall’opposizione al governo, non c’è la difesa della sovranità nazionale minacciata da potentati e organismi europei. Non c’è nulla della democrazia decidente americana. Per questo motivo, siamo sicuri Obama avrebbe fatto un’altra scelta”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli. (n.r. Non credo che Obama non fosse a conoscenza della situazione italiana. La verità, probabilmente, è un’altra. E’ che le multinazionali americane stanno facendo enormi pressioni per poter avere il via libera per esercitare in posizione egemone in Europa e si ritiene che l’appoggio italiano possa funzionare da grimaldello per scardinare l’opposizione degli altri paesi comunitari. Ciò spiega l’accoglienza al nostro presidente del Consiglio ma rischia di diventare un prezzo molto elevato per le nostra già dissestate economie e per lo status già precario dei nostri lavoratori che finiranno con l’essere letteralmente schiacciati dal bulldozer statunitense.)

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Andamento campagna referendaria: ruolo dei media

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

Rai: sede di roma“Sulla campagna referendaria in questi mesi la Rai ha dato una preponderante e inaccettabile presenza a Renzi e al fronte del sì, ora corretta dalla par condicio. Al di là delle posizioni espresse dai due fronti resta l’assenza di un’informazione terza che faccia capire ai cittadini gli aspetti positivi e negativi della riforma costituzionale. È oggettivamente negativo che il futuro Senato potrebbe essere politicamente all’opposizione della Camera, innescando un conflitto istituzionale senza precedenti. Si tratta di una probabilità tutt’altro che remota, basterebbe applicare gli attuali orientamenti politici di Regioni e Città metropolitane al nuovo Senato per constatarne una maggioranza di sinistra imbarazzante. Nell’ipotesi di una vittoria alle politiche del centrodestra quindi la frittata sarebbe fatta. Questo vuoto nell’informazione dovrebbe essere colmato la testata ‘ammiraglia’ della Rai deve avere. Abbiamo assistito a confronti interessanti, più legati però alla politica spettacolo che alla politica tout court. Se viene dal servizio pubblico nella sua imparzialità e in special modo dal tg1 a cui è sempre stato chiesto di indagare la realtà e raccontarla con l’equilibrio che ospitato Renzi la contro parte non può essere né un giornalista né un costituzionalista, ma una personalità politica dell’opposizione. Va rispettata l’omogeneità e non si può consentire a Renzi di scegliersi gli avversari”. È quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli durante l’audizione del direttore del tg1 Mario Orfeo commissione di Vigilanza della Rai.

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Referendum: La Meloni per il NO

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

costituzione1«La riforma della Costituzione di Matteo Renzi non produce risparmi reali, non semplifica l’iter legislativo, non diminuisce i conflitti di competenza tra Stato e Regione, non mette fine alla vergogna dei governi nominati e dei parlamentari voltagabbana. Questa riforma serve solo a Renzi per togliere agli italiani il diritto di scegliersi i senatori. È il motivo per il quale il 4 dicembre voteremo no, indipendentemente da quello che dicono Barack Obama, la grande finanza, le burocrazie e tutti i burattinai di Matteo Renzi».
È quanto ha detto interpellata dai giornalisti alla Camera il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
Il centrodestra riparte da Roma e dal ‘No’ al referendum. E lo fa con una due giorni a partire da venerdì 21 presso la presso la Città dell’Altraeconomia a Testaccio (Ingresso da Lungotevere Testaccio) dove si svolgerà la Festa del No grazie, organizzata dal comitatatoNOgrazie. Tra i partecipanti, il presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Giorgia Meloni che interverrà venerdì alle 18,30, introdotta dal coordinatore regionale Marco Marsilio.
Sabato 22 alle 17 tavola rotonda sulle proposte del centro destra per la riforma costituzionale con gli interventi del capogruppo alla Camera dei deputati di Fdi-An Fabio Rampelli, del capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta e il senatore di Idea Gaetano Quagliariello, moderati da Federico Mollicone, responsabile nazionale comunicazione di Fdi-An.
Durante la due giorni, si svolgeranno incontri anche con i rappresentanti romani di Fdi, Forza Italia e Gruppo Misto che spiegheranno come la riforma incida negativamente sul governo del territorio. Parteciperanno Andrea De Priamo, Fabrizio Ghera, Davide Bordoni, Ignazio Cozzoli, Marco Silvestroni e Fabrizio Santori.
Venerdì alle 20 è invece prevista l’Amatriciana di solidarietà a favore dei Comuni colpiti dal terremoto.

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