Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 28 n° 340

Referendum: Non sempre le guide ti portano a destinazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 ottobre 2016

cane-guidaL’idea che votare Si al referendum costituzionale significa essere dei progressisti e che il suo contrario vuol dire ancorarci al passato con tutte le sue contraddizioni è un ragionamento che ci affascina ma è un’attrazione momentanea che presto si dilegua. Ricordo in proposito quel ragionamento fatto nel Gattopardo dove si diceva che il vento nuovo che accompagnava i garibaldini nel liberare l’Italia dai Borboni e a renderla unitaria e più civilmente evoluta non era altro che l’illusione del “tutto cambiare per nulla cambiare”. E se ora guardiamo quanto sta accadendo con la muova riforma costituzionale notiamo, ad esempio, che non è stato certo abolito il Senato ma semplicemente trasformato conferendo a certi consiglieri regionali la nomina a senatori, mentre avrebbero potuto restare tali senza la “patacca” senatoriale e con tanto di immunità allo stesso modo dei deputati. Non sarebbe andata meglio abolire del tutto il senato e al suo posto lasciare il consiglio delle regioni, rafforzandone i poteri, dove si potessero discutere gli eventuali conflitti di competenze e territoriali dai quali, con le nuove norme introdotte, il governo ha per altro di fatto abolito tali contrappesi? Avremmo preferito che la Camera dei deputati avesse ridotto il numero dei suoi membri portandoli dagli attuali 630 a 400 o anche meno. Non è il numero che fa la qualità ma è la qualità dei suoi componenti che prescindono dai numeri. Ci limitiamo a questo dettaglio, per noi non da poco, lasciando il restante discorso ai sostenitori del No anche se non tutto ci convince. E’ che questa riforma è una specie di minestrone dove la molteplicità degli aromi ci stordisce ma non convince i nostri palati. Sono stati introdotti troppi odori e non conciliabili tra di loro perchè non molta probabilità il fine non era quello d’offrirci una nuova costituzione al passo dei tempi ma un semplice rimescolio delle carte per favorire interessi di parte e ridurre drasticamente la volontà popolare sino al punto che basta governare solo con il 33% del consenso elettorale per avere la maggioranza assoluta e per giunta avvalersi di una forza politica dove gli eletti sono una minoranza e i nominati dagli oligarchi di partito una maggioranza. (Riccardo Alfonso del Centro studi politici della Fidest) (foto di Aldo Longinotti)

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