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Terremoti e rischi edifici scolastici

Posted by fidest press agency su sabato, 29 ottobre 2016

camerinoIn seguito al terremoto avvenuto il 26 Ottobre nel centro Italia, sono state chiuse scuole in moltissime città per verificare le condizioni delle strutture. A Camerino evacuati i collegi universitari e chiuse le sedi dei dipartimenti: studenti senza sede.
Prendono posizione l’Unione degli Studenti e Link, da sempre impegnati sul fronte dell’edilizia scolastica e universitaria. E’ inaccettabile che gli edifici in cui quotidianamente si svolgono le lezioni versino in condizioni così precarie.“Questa vicenda ci fa riflettere su quanto sia precaria la condizione delle strutture didattiche e residenziali del nostro sistema universitario, privo dei finanziamenti necessari per una messa in sicurezza capillare” dichiara Andrea Torti di Link Coordinamento Univeristario “Il governo faccia tutto il necessario per garantire la ripresa immediata delle attività dell’Università di Camerino, che è il cuore pulsante della città.”“Chiudere le scuole il giorno seguente ad un terremoto in territori sismici è indice di una totale assenza di sicurezza. Siamo preoccupati rispetto alle condizioni strutturali delle stesse, evidentemente non a norma.” afferma Francesca Picci, Coordinatrice nazionale dell’Unione degli studenti, e prosegue: “I controlli non sono negativi in sé, ma il fatto che siano state chiuse delle strutture ci dimostra che non è ancora stato raggiunto lo stato di sicurezza necessario per queste strutture.”.“Oltre agli slogan, il Governo non ha ancora preso delle misure importanti rispetto al necessario investimento in edilizia scolastica che richiederebbe il nostro paese. Nell’ultimo anno si sono registrati 117 crolli nel paese, e il 60% delle scuole italiane sono a rischio di crollo. Inoltre innumerevoli strutture universitarie si trovano in edifici storici che non hanno mai avuto un controllo antisismico. È una condizione inaccettabile che richiede un piano serio: non possiamo più accettare le condizioni fatiscenti e precarie delle strutture. Abbiamo bisogno di scuole e università sicure e adeguate alla didattica”. Concludono Link e Unione degli studenti.

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