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Quotidiano di informazione – Anno 28 n° 340

In Italia 1 vigile del fuoco ogni 15.000 abitanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 ottobre 2016

vigili-fuocoAncora una volta il Ministro non ascolta USB e fiducioso affida l’emergenza ai burocrati del risparmio facendo i conti con la politica del riordino. Non ci sono parole davanti ad una strategia di intervento di questo evento sismico basato di fatto sul risparmio. Già dalle prime battute dell’agosto di quest’anno abbiamo sottovalutato la forza di impatto, messa in atto dal corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, agendo con 465 unità (poi portate a 930) rispetto alle 2700 unità che furono presenti a L’Aquila. Siamo in piena applicazione del riordino, cioè la riforma Monti per intenderci. E questo governo, attraverso l’opera diretta del ministro e del capo dipartimento, non è da meno applicando alla lettera il risparmio di spesa ed inviando di continuo “sezioni operative” invece che la vera “colonna mobile nazionale”. Siamo nelle mani di “incompetenti” che risparmiano sulla pelle dei cittadini ingessando il corpo nazionale dei Vigili del Fuoco ed evitando un processo di crescita generale in favore della cultura della salvaguardia (legge 225). La ricerca, la previsione grandi rischi, la prevenzione, l’investimento della macchina del soccorso, le assunzioni al fine di raggiungere il paramento europeo di 1 vigile del fuoco ogni mille abitanti (invece che l’attuale proporzione di 1 vigilie del fuoco ogni oltre 15000 abitanti) sono stai accantonati e si è di fatto cannibalizzata la macchina del soccorso svendendo a favore dei privati un patrimonio che deve essere pubblico. Oggi viviamo le emergenze con gli occhi rivolti allo schermo e ci angustiamo nel constatare che nessuno applica di fatto il buon senso. Fasi mescolate… invii dal territorio senza logica… ritardi e sovraccarichi di lavoro… insomma siamo terremotati tra i terremotati!!! Non è cosi che si fa soccorso… non è cosi che il corpo nazionale deve agire. Dobbiamo fare tesoro di emergenze continue che affrontiamo ed abbiamo affrontato. Non possiamo agire, oggi, in maniera disomogenea sul territorio nazionale sperando che le cose vadano per il verso giusto. Il soccorso è imprevedibile ed è per questo che dobbiamo a monte preparare la macchina ad essere il più possibile efficiente e pronta…

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