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Quotidiano di informazione – Anno 28 n° 340

Ben Vida/Lucio Capece

Posted by fidest press agency su martedì, 1 novembre 2016

ben-vidaBologna Mercoledì 2 novembre alle 22.00 Via Ca’ Selvatica 4/d Xing presenta a Raum Phenomena as compositional form, sound performance nata dalla collaborazione tra ii compositore newyorkese Ben Vida e del sound artist argentino-berlinese Lucio Capece. Phenomena as compositional form, è una nuova composizione per elettronica, Shruti Box, Slide Saxophone e Mini Speakers, che nasce da un’inedita collaborazione recente tra Lucio Capece e Ben Vida, sound artists già invitati separatamente in occasioni diverse da Xing e Live Arts Week. Partendo dalla costruzione di un linguaggio musicale comune basato su strutture armoniche microtonali, in Phenomena as compositional form Capece e Vida utilizzano ed espandono i fenomeni sonori prodotti dalla distorsione dell’orecchio interno, i battimenti e le divaricazioni tonali. Su questo substrato illusorio, le onde sonore si sovrappongono in una continuum inestricabile di ascese e discese, per dare vita ad un live che utilizza i fenomeni fisici e meccanici, non più apprezzabili in sé, come vera forma compositiva. Grazie a questa ricerca, Lucio Capece e Ben Vida creano uno spazio unitario in cui la musica diventa uno strumento per ascoltare come ascoltiamo, per percepire come percepiamo. Uno spazio acustico in perenne trasformazione, dove ogni dettaglio è parte fondamentale di un tutto.
Ben Vida è un artista e compositore di Brooklyn. Per un ventennio è stato membro attivo della comunità internazionale di musica sperimentale con una lunga serie di collaborazioni e uscite discografiche. A metà degli anni ’90 ha co-fondato il quartetto minimalista Town & Country e ha lavorato in solo come Ben Vida o con lo pseudonimo di Bird Show – pubblicando con etichette come PAN, Alku, Thrill Jockey e Kranky – e con la Drag City band Singer. Ha presentato il suo lavoro negli Stati Uniti, Canada, Europa, Australia, Sud Corea e Giappone, in ambito musicale e visivo, partecipando a mostre e festival: a New York, al Guggenheim, The Artist’s Institute, The Kitchen; a Londra, al ICA Institute of Contemporary Art e al The Royal Festival Hall e Meltdown Festival; a Chicago, al Museum of Contemporary Art; così come al Sydney Opera House, alla Leap Gallery Berlin, a MAMbo/Live Arts Week Bologna. Tra le esposizioni monografiche: [Smile on.]. . . [Pause.]. . . [Smile off.], Lisa Cooley New York; Microramp Boombox, Waterfront Gallery, New York; Damaged Particulates (Undersong Edition); Slipping Control al Audio Visual Arts di Manhattan; Bloopers #0 presentato da Triple Canopy/Performa a New York; e in collaborazione con l’artista Jeff Degolier, Metal Fatigue Music (music for Boom Car) al NADA Miami. Ha collaborato con Marina Rosenfeld, Luke Fowler, Hisham Bharoocha, Nadia Hironaka e Mathew Suib, e ha suonato in ensemble diretti da Tony Conrad, Rhys Chattam, e Werner Dafeldecker. Vida ha ricevuto diversi premi e commissioni dal MACBA di Barcellona, Unsound Festival New Works Commission, ed è stato Artist In Residency al ISSUE Project Room Brooklyn, a The Clocktower Manhattan, EMPAC Troy, e agli EMS Studios di Stoccolma.
Lucio Capece, musicista di origine argentina, vive a Berlino dal 2004. Con un percorso formativo di musicista classico e jazz, tra Buenos Aires e New York, si dedica dal 2000 all’improvvisazione elettroacustica, ‘preparando’ i suoi strumenti a fiato (clarinetto basso, sax soprano e Shruti Box), utilizzando elettronica analogica (sintetizzatori, equalizzatori, feedback) e applicando tecniche ed estensioni di sua invenzione, come i diffusori volanti appesi a palloni ad elio. Questi dispositivi gli consentono di realizzare costruzioni polifoniche semplici, basate su rumori e suoni, che sottolineano un approccio olistico all’ascolto. Prosegue poi in un’ulteriore riduzione dell’utilizzo strumentale concentrandosi su armonici e microtonalità, mantenendo una certa attenzione per le caratteristiche acustiche degli spazi che ospitano i suoi concerti. Proprio come approfondimento di questo approccio nasce nel 2012 il progetto Conditional Music, un modulo che intende creare un’esperienza di ascolto profondo utilizzando tecniche spettralistiche e psicoacustiche. Capece ha inoltre diretto un progetto sono-illumino-acusmatico presso il Bauhaus Archive di Berlino nel 2007, utilizzando il Light-Space Modulator, la leggendaria scultura cinetica ideata da László Moholy-Nagy nel 1922. Tra i progetti condivisi e le coproduzioni audio, ha collaborato in questi anni con Mika Vainio, Toshimaru Nakamura, Axel Dorner, Kevin Drumm, Robin Hayward, Rhodri Davies, Burkhard Beins, Mattin, Julia Eckhardt, Franz Hautzinger, Domenico Sciajno, Radu Malfatti, Keith Rowe, Taku Sugimoto, Sean Meehan, Christian Kesten, ed ha partecipato come performer a progetti di Peter Ablinger, Antoine Beuger, Michael Pisaro, Phill Niblock, Christian Wolff e Pauline Oliveros, nel Q-O2 Ensemble e nel gruppo Konzert Minimal. E’ stato membro del Vladislav Delay Quartet. Ha pubblicato con etichette internazionali: Mego (Austria), PAN (Germania), B-Boim (Austria), Potlatch, Drone Sweet Drone (Francia), Another Timbre, Leaf, Hideous Replica (UK), Formed (USA), Mikroton, Intonema (Russia), Organized Music from Thessaloniki, Absurd (Grecia).
http://www.luciocapece.blogspot.com Col supporto di: Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Cheap On Board, Edizioni Zero. (foto: ben vida)

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