Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 2 novembre 2016

Nella terra dei campanili spezzati, l’Italia è un Paese in balia dei soldi buttati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

basilica-di-san-benedettoSe con la prima scossa di quest’estate, secondo il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini gli edifici storici danneggiati erano stati 293 nella zona di Amatrice, prima ancora della terribile scossa di domenica mattina erano già diventati più di cinquemila, tra Lazio, Marche e Umbria, compresa la cupola Borromiana di Sant’Ivo della Sapienza a Roma. I morti sono stati quasi trecento. E gli sfollati avevano già toccato la soglia dei centomila.
Ma il vero scandalo è che questa terribile tragedia, con comunità intere cancellate dalla mappa geografica e chiese e monumenti sbriciolati al suolo, è avvenuta «di fronte a eventi sismici tutto sommato modesti», come non smette di sottolineare a più riprese, e con forza, il geologo, ricercatore del Cnr, Mario Tozzi. Nella terra dei campanili spezzati, siamo un Paese in balia dei soldi buttati dalla finestra, quando non vengono intascati belli e pronti da politici e imprenditori corrotti, senza che nessuno abbia mai affrontato e nemmeno abbozzato un piano di difesa e salvaguardia dei nostri beni e delle persone. (foto: basilica di san benedetto) (fonte: arts life)

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Elezioni Usa: il mercato dice che vincerà Trump

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

trumpNEW YORK (WSI) – La Borsa dice che vincerà Trump. Misurando la serie storica dell’andamento dei mercati nell’anno delle elezioni, si scopre che la performance di Wall Street tra il 31 luglio e il 31 ottobre ha indovinato il risultato del voto con una grande accuratezza. Quest’anno il sistema quasi infallibile indica che la vittoria andrà al candidato Repubblicano.
Sam Stovall, chief investment strategist di CFRA, dice che il calo dei mercati visto in autunno non promette bene per la candidata dei Democratici. Hillary Clinton continua ad avere un vantaggio di sei punti di media stando agli ultimi sondaggi ma Trump ha ridotto il distacco dopo che l’Fbi ha deciso a sorpresa di riaprire l’inchiesta sulla creazione da parte dell’ex Segretario di Stato di un account di email personale anche per gestire faccende di lavoro. (fonte: Wall street italia) (foto: trump)

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As far as the view goes

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

as-farViterbo, Giovedì 3 novembre ex chiesa di sant’Egidio, corso Italia ore 21 “As far as the view goes (I lavoratori della montagna nera)”. Scritto e diretto da Arpad Schilling As far as the view goes (I lavoratori della montagna nera) è l’ultimo lavoro di Arpad Schilling, uno dei più apprezzati e originali registi dell’attuale panorama europeo. Lo spettacolo, realizzato dal Teatro Reale di Zetski Dom – teatro nazionale del Montenegro – arriva al festival Quartieri dell’Arte pochi giorni dopo la sua prima mondiale a Cetinje, come parte del progetto EU Collective Plays! co-finanziato dal Programma Creative Europe dell’Unione Europea.“Tra le montagne nere la lotta è per la sopravvivenza.” – dichiara l’autore e regista – “La fabbrica sta chiudendo, la banca sta andando a rotoli, i politici raccontano le solite balle, la gente nelle strade è piena di rabbia, e i giovani se ne vanno. Noi analizziamo questa dura condizione e tentiamo di affrontare le nostre paure. La violenza non è mai una soluzione, ma che si può fare quando tutte le speranze sono finite? Riceviamo ogni giorno dal mondo notizie terribili, ma siamo in grado di capirle davvero solo se ne sentiamo il peso. Stiamo annegando in una condizione di crisi permanente: vogliamo vendetta, abbiamo bisogno di ridere o di morire in fretta. Il teatro non è la realtà. Teatro significa esagerazione, errore, satira. Il teatro è una trappola, e noi ci siamo dentro.”
Classe 1974, Arpad Schilling lavora in teatro dall’età di 17 anni. Ha fondato la compagnia Krétakör nel 1995, prima di cominciare gli studi di regia presso l’Accademia di Teatro di Budapest. Durante gli studi ha continuato a lavorare con Krétakör, ma ha anche messo in scena diverse produzioni presso il teatro Katona József, noto a livello internazionale, e il Platonov di Checov (1999) con gli studenti del Teatro Nazionale di Strasburgo.
Il suo lavoro più importante con Krétakör in questo periodo è stato il Baal di Brecht (1998), il cui successo internazionale ha fatto conoscere il nome di Schilling al mondo del teatro europeo. Dopo essersi laureato all’Accademia nel 2000 – dove è stato allievo di Gábor Székely – insieme a Máté Gáspár e ad un gruppo di attori ha trasformato Krétakör in una compagnia stabile, realizzando da due a tre spettacoli a stagione per un pubblico sempre crescente. La sua carriera internazionale al di fuori as-far1di Krétakör è stata segnata da produzioni presso lo Schaubühne di Berlino, il Piccolo Teatro di Milano, e il Casino del Burgteather di Vienna. Nel 2003 Schilling ha diretto un’apprezzatissima versione de Il Gabbiano (Siráj) di Checov, premiata a livello internazionale. Quest’opera ha rappresentato un vero e proprio passo avanti e ha fatto sì che Krétakör – ancora indipendente – ottenesse un riconoscimento nel teatro professionale ungherese e fosse acclamata in tutto il mondo. Con il suo ruolo di guida artistica della compagnia, ne ha assicurato lo sviluppo invitando altri registi, senza mai abbandonare la propria ricerca di costante rinnovamento.
Nel 2007 una riduzione per tre attori dell’Amleto di Shakespeare, pensata principalmente per essere messa in scena nelle scuole superiori, ha segnato la fine di un periodo artistico. Negli ultimi anni Schilling si è discostato dalle forme teatrali più note, per concentrarsi su progetti educativi e su esperienze site-specific e ibride. Nell’estate del 2008 la compagnia di repertorio Krétakör è stata sciolta. Schilling e un paio di nuovi collaboratori stanno intraprendendo attività nuove, basate su progetti che riguardano il tema dell’ “escapologismo”. Tra i molti premi e riconoscimenti che ha ricevuto, uno dei più importanti è il Premio Stanislavski, conferitogli nel 2005. Nel 2008 è stato nominato Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere dal Ministero della Cultura Francese.
Anche nel corso del 2016, le sue produzioni di repertorio sono andate in scena all’interno delle maggiori istituzioni teatrali europee, come il KunstenFestivalDesArts di Bruxelles, la Zollverein di Essen, il Dublin Theatre Festival, il Festival d’Automne a Parigi e i Muenchner Kammerspiele, a Monaco di Baviera. (foto: as far)

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“Gli ultimi cinque minuti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

gravinaRoma dal 4 novembre all’11 dicembre debutta la compagnia di Fabio Gravina al teatro Prati via degli Scipioni 98. E’ un grande classico del commediografo e sceneggiatore Aldo De Benedetti torna in scena nella riduzione di Fabio Gravina con “Gli ultimi cinque minuti”.
E’ stato rappresentato in tantissimi teatri italiani e poi è sbarcato al cinema dove ha ottenuto grandi consensi di pubblico nella prima versione di Giuseppe Amato (1955) con Vittorio De Sica, Linda Darnell, Peppino De Filippo, Rossano Brazzi, e in quella più recente di Marco Vicario (1982) con il titolo “Scusa se è poco” nella quale i protagonisti erano Monica Vitti ed Ugo Tognazzi. Il talento di Fabio Gravina e la sua ironia pungente ancora una volta regaleranno al pubblico un mix di emozioni e risate, insieme agli altri protagonisti: Paola Riolo, Mara Liuzzi, Titto Manganelli, Matteo Micheli e la partecipazione di Giulio Gravina. La storia narra le vicende di Renata e Carlo che s’incontrano per caso, mentre visitano lo stesso appartamento da affittare. Ciascuno dei due, deciso ad avere per sé l’appartamento, rivendica diritti di precedenza. Mentre aspettano il proprietario, incominciano a parlare tra loro e Renata accenna alla sua vita di ragazza moderna, indipendente, che vuol vivere del proprio lavoro: essa infatti vuole l’appartamento per installarvi una sartoria. Il suo modo di fare e di parlare colpisce Carlo, che è un ricco industriale, ed egli le propone di prendere l’appartamento in comune per viverci insieme. Renata rifiuta, ma poi ci ripensa, ed è disposta ad accettare la proposta, che le consentirebbe di vivere per un certo tempo senza preoccupazioni. Ma ora Carlo ritira la primitiva proposta: sempre più affascinato, chiede a Renata di divenire sua moglie. Ella accetta, ma pone una condizione: Carlo deve prometterle di lasciarla libera, s’ella un giorno dovesse incontrare il grande amore. I due si sposano e sono apparentemente felici; ma Carlo, sempre più innamorato della moglie, è sempre in apprensione e si dà da fare per scoraggiare le eventuali simpatie di Renata per quelli che la corteggiano. Ma un giorno egli comprende che Renata, uscita nel pomeriggio, si è recata ad un appuntamento in casa di un dongiovanni. Dopo un finale ricco di colpi di scena sul palco salirà Vittorio De Benedetti per dare vita ad un importante momento celebrativo, ovvero la prima edizione del premio intitolato a suo zio “Aldo De Benedetti, il valore della cultura”, assegnato quest’anno a Gigi Proietti e Paola Quattrini per la brillante carriera artistica. (Federica Rinaudo) (foto: gravina)

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Il bluff di Renzi: Equitalia cambia solo nome, i pignoramenti rimangono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

EquitaliaSe la minestra è rancida non basta cambiare l’etichetta sul barattolo per renderla commestibile. Il governo, su Equitalia, sceglie il principio gattopardesco del ‘tutto cambi per non cambiare nulla’. Sparisce il riscossore di Stato? No, sparisce il nome, ma resta un soggetto non integrato ed esterno all’Agenzia delle entrate che eredita e incorpora tutto il carrozzone Equitalia, che si prende baracca, burattini (e burattinai), compresi i famigerati aggi e gli spietati obiettivi quantitativi di riscossione.Al di là della sanatoria sulle vecchie cartelle, senza una modifica strutturale delle norme rimarranno balzelli pesantissimi sui nuovi ruoli e rimarrà lo sbilanciamento delle prerogative nel rapporto cittadino-fisco. Il M5S ha presentato una proposta di legge in tal senso, a prima firma Carlo Sibilia accanto a quella di Azzurra Cancelleri, che abolisce davvero Equitalia e che riporta le funzioni in seno ad Agenzia delle Entrate. Con il decreto del governo, invece, dal 2017 ci saranno le stesse problematiche che ci sono oggi: resterà il carrozzone clientelare, resteranno i favori agli amici degli amici, le cartelle insabbiate e quelle pazze, le ganasce facili e i pignoramenti veloci.E tempo qualche mese, i cittadini chiederanno l’abolizione anche di Agenzia delle entrate-Riscossione. La sanatoria delle cartelle, poi, è un condono per i grandi evasori, perché saltano le sanzioni. Un vero favore a chi non dichiara affatto (tipico dei furbetti, mentre invece l’artigiano che non ce la fa a pagare, di norma dichiara ma non versa). Inoltre, una rateazione così serrata, in appena quattro soluzioni al massimo, non può essere allettante per professionisti e piccole imprese che comunque hanno problemi di liquidità. Mentre non rappresenta un problema per i grandi soggetti che evadono in modo fraudolento cifre molto alte. Al premier piacerebbe copiare il M5S. Ma non può, perché ha le mani legate da lobby e potentati. La propaganda non funziona, gli italiani non abboccano. Noi invece andremo al governo, e renderemo finalmente lo Stato a misura di cittadino. (fonte: blog grillo)

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Constructing the future: creating a Paris Agreement-proof building sector

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

energiaThe building sector accounts for around 20% of climate-changing emissions, and its energy demand is likely to double by mid-century without action, according to a Climate Action Tracker (CAT) analysis released today. While the technologies required to make new buildings zero-emissions are all available, the sector is not taking up those technologies as fast as it could and renovation rates are low, says the analysis. Delayed action would put pressure on other sectors to cut emissions, or require negative emissions to keep global warming within the Paris Agreement’s temperature limit.The CAT analysis of the building sector – “Constructing the Future: Will the building Sector Use its Decarbonisation Tools” – is the second in the CAT’s decarbonisation series that examines specific energy-intensive sectors. It looks at how emissions can be reduced to be in line with the Paris Agreement’s warming limit.
The CAT analysis sets out a 1.5˚C-compatible scenario that would see all new buildings zero-energy in the OECD by 2020 and by 2025 in non-OECD countries, combined with very high rates of deep renovation of older buildings. This would enable the sector to almost completely phase out emissions by mid-century, in line with a 1.5°C pathway.
“We have to start building ‘Paris Agreement-proof’ buildings today,“ said Karlien Wouters of Ecofys. “Given the long lifetimes of buildings, rapid action is especially important in this sector. Any inefficient buildings we construct today will have to be renovated at greater cost later, adding to the challenge we’re already facing in renovating the majority of the existing building stock.”
From 1990–2010, emissions from buildings more than doubled, and now represent 20% of global emissions. Under current policies, energy demand from the building sector is expected to be 50 percent higher in 2050 compared with 2010.Past growth has overwhelmingly come from increased electricity use. This is mainly driven by population and economic growth, improved access to electricity, and higher use of electrical appliances and space cooling resulting from increasing living standards, especially in developing countries.These trends will continue in the future, and the way to reduce these indirect emissions is through renewable energy on the supply side, and through improving building and appliance efficiency on the demand side. Much higher efficiency of electricity and energy use will result in lower emissions. Building design and operations improvements lead to higher efficiency of energy use, lower environmental footprint and reduced emissions from burning fuels, e.g. for space heating.“The continued growth of emissions in the building sector is in direct contrast with the maturity of the technological solutions available—the tools have been there for decades, but the sector’s using them far too little,” said Sebastian Sterl of NewClimate Institute. Analysis of per capita emissions shows that the developed world is largely showing a downward trend in emissions from the building sector. Per capita emissions from EU buildings are half those of the US, primarily due to smaller building sizes.The developing world has far lower emissions from buildings per capita, but in both China and India, emissions are rising fast. For China, for example, this growth needs to be curbed within the next 15 years if China wants to avoid overshooting 2˚C, and even earlier to stay on a 1.5˚C-compatible pathway. The barriers to transforming the building sector are largely financial, with higher up-front investment costs (but lower running costs), and incentives and regulatory support are required. Another barrier is the landlord-tenant issue, where the landlord doesn’t get a direct benefit from reducing a building’s energy use. This calls for innovative financing schemes.

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The 5th Responsible Business Forum on Sustainable Development

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

singapore-marinaSingapore 22 – 24 November will bring together business and government leaders from across the Asia Pacific region, to discuss national frameworks for the SDGs and catalyse this critical conversation.Participating Government Ministers and senior officials include:
Lawrence Wong, Minister for National Development, Singapore
Bambang Brodjonegoro, Minister for National Development & Planning, Indonesia
Sathasivam Subramaniam, Minister of Health, Malaysia
U Tin Htut, Permanent Secretary, Ministry of Agriculture and Irrigation, Myanmar
Helen Potiki, Principal Policy Analyst, Ministry for Women, New Zealand
Bambang Widianto, Executive Secretary, National Agency for Poverty Reduction, Indonesia
Ty Sokhun, Secretary of State, Ministry of Agriculture, Forestry and Fisheries, Cambodia
Emmeline Verzosa, ‎Executive Director, Philippines Commission on Women & Chair, ASEAN Committee on Women
Rueben Reinoso, Assistant Director General, National Economic and Development Authority, Philippines
Ismail Ibrahim, Chief Executive, Iskandar Regional Development Authority, Malaysia
Aaron Maniam, Director, Industry Division, Ministry of Trade and Industry, Singapore
Participating companies include:
GlaxoSmithKline, Coca-Cola, Unilever, Huawei, Herbalife Nutrition, ANZ Bank, Sodexo, Interface, Autodesk, City Developments Limited, KKR, Dow Chemical, Ericsson, ING Bank, Amcor, APRIL Group, DSM, Singtel, Syngenta, Visa, Microsoft, NTUC FairPrice, Foundation Footprint, Olam, Philips and Facebook among many others.

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Mostra “NOVUS”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

novusnovus1Roma 5 novembre 2016 alle ore 18.30 presso le Case Romane del Celio mostra “NOVUS”. Eduardo Fiorito/Paolo Torella, a cura di Lorenzo Canova. Le Case Romane del Celio continuano ad ospitare mostre di arte contemporanea con artisti di rilievo e curatori di fama nazionale e internazionale. Le fotografie di Eduardo Fiorito sono state pubblicate dalle principali testate nazionali e l’artista ha esposto in gallerie ed istituzioni in Italia e all’estero, Mosca, Brasile, Croazia, Malta e nel 2015 Rai Arte ha dedicato un servizio all’approfondimento del suo lavoro. Paolo Torella orafo, scultore e fotografo ritrattista, da 15 anni collabora con istituzioni e musei, prediligendo, per la presentazione delle proprie opere, siti antichi o luoghi archeologici. (foto: novus)

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Progetto: giornalismo e migrazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

immigrazione-via-mareChiaramonte Gulfi e Pozzallo (RG) 4-5 novembre 2016 Si svolgerà in due luoghi-simbolo degli sbarchi e della prima accoglienza di migranti in arrivo dalla sponda meridionale del Mediterraneo, a Chiaramonte Gulfi e Pozzallo (RG), il quinto appuntamento – unico in Italia – del progetto “Giornalismo e migrazioni” promosso da NetOne, rete internazionale di professionisti della comunicazione diffusa nei cinque continenti, che opera a servizio del dialogo e della pace tra i popoli.Obiettivo del percorso è l’apertura di una via originale di interpretazione e di narrazione del fenomeno migratorio, che metta in rapporto di collaborazione fattiva giornalisti, operatori dei media, esperti di comunicazione, politici ed amministratori e rappresentanti di ONG, accademici ed operatori sociali, per meglio chiarire i contorni di questo macro-fenomeno. Il metodo è quello dell’ascolto e dell’interesse reciproco (tra giornalisti, tra giornalisti ed esperti e tra giornalisti e migranti), recandosi insieme sui luoghi della crisi per viverne la realtà, analizzarla e comunicarla.
Tali simposi professionali si sono svolti sinora in alcuni luoghi caldi della crisi migratoria: Budapest (Ungheria), Atene (Grecia), Man (Costa d’Avorio), Varsavia (Polonia). I prossimi in programma saranno a Beirut (Libano), dal 24 al 27 novembre e Bruxelles (Belgio) dal 26 al 28 gennaio.La tappa italiana del percorso sarà in Sicilia, a Chiaramonte Gulfi e a Pozzallo, in collaborazione con il Centro Mediterraneo di Studi e Formazione Giorgio La Pira. La due giorni di lavoro che prenderà il via presso la Sala Sciascia di Chiaramonte Gulfi (RG), il 4 novembre prossimo prevede, oltre a momenti seminariali, anche una visita alle comunità SPRAR per conoscere il modello di accoglienza diffusa
La tavola rotonda, dal titolo “Giornalismo e migrazioni”, in programma il 5 novembre, nella sede del Centro mediterraneo di studi e formazione “Giorgio La Pira” (via San Giovanni, Pozzallo), proporrà un approfondimento di queste tematiche e un’analisi-compendio dell’esperienza vissuta. È aperto alla partecipazione della città e di quanti (istituzioni, amministratori, operatori del sociale, ONG, cittadini) vogliano condividere questa esperienza e vogliano approfondire i temi ad essa collegati.Interverranno il segretario provinciale dell’Assostampa di Ragusa, Gianni Molè e il direttore del periodico Città Nuova Michele Zanzucchi. Relatori: Pal Toth, giornalista, responsabile internazionale NetOne (Ungheria); Stefania Tanesini, giornalista, responsabile comunicazione Loppiano-Firenze (Italia); Giulio Meazzini, giornalista Città Nuova (Italia); Cristina Montoya (Colombia), sociologa della comunicazione, Ist. Univ. Sophia di Loppiano (FI).

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From Conflict to Communion: CEC message on the occasion of historic Lund meeting

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

pope francisToday a historic meeting takes place between Catholic and Lutheran leaders to mark the one year countdown to the 500th anniversary of the reformation. In Lund and Malmö (Sweden) Pope Francis of the Catholic Church will join Bishop Munib Younan and Rev. Dr Martin Junge, who represent the 145 churches of the Lutheran World Federation, at a service of common prayer at the Lund Cathedral. Decades of dialogue have led to this historic meeting, the first of its kind in history.On this occasion, CEC President Rt Rev. Christopher Hill KCVO, DD and CEC General Secretary Fr Heikki Huttunen have sent the following message:The Conference of European Churches, with a membership of Anglicans, Old Catholics, Protestant, and Orthodox churches knows within itself the historic divisions of the Reformation period. It also knows the God-given gift of reconciliation, which has transformed the configuration of the Churches in Europe from conflict towards communion. We therefore send greetings of the Conference on the historic celebration of the Catholic-Lutheran dialogue personified by the visit of His Holiness Pope Francis to the ancient university and cathedral of Lund. As we join our Lutheran and other Protestant brothers and sisters in this year of celebrating the Reformation, it is good to remember the original will and inspiration of Martin Luther to reform the Catholic Church from the inside. Today, we can recognise together the urgency and intention of this refomatory inspiration, and identify with it, thanks to the ecumenical pilgrimage of reconciliation which enables us to appreciate the different traditions we are coming from and which takes us from conflict to communion. The Lutheran World Federation has prepared a website for today’s events, including a live stream of the common prayer, which takes place at 14:30 CET. You may also wish to follow social media posts using the togetherinhope hashtag.

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Nuovo corso di fondazione Furla

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

museo-del-novecentoMilano. Prende forma l’ambizioso percorso di rinnovamento intrapreso da Fondazione Furla, che nel giugno scorso ha scelto la direzione artistica di Peep-Hole, centro per l’arte contemporanea di Milano, per ridefinire le proprie attività.La nuova formula con cui Fondazione Furla prosegue nel suo impegno a sostegno dell’arte contemporanea consiste nella partnership siglata con il Museo del Novecento, la principale istituzione museale della città di Milano dedicata all’arte moderna e contemporanea, con cui verrà organizzato nella stagione 2017-2018 un ciclo di progetti di alcuni tra i più significativi artisti contemporanei nazionali e internazionali.
Il percorso intrapreso da Fondazione Furla con la nuova direzione artistica di Peep-Hole sarà dunque la concretizzazione di una visione inedita per l’Italia: un sodalizio tra un museo pubblico, una fondazione privata e un centro indipendente alla base del quale c’è la volontà condivisa di farsi promotori di nuove sinergie istituzionali a più livelli, e di condividere expertise e risorse verso l’obiettivo di arricchire e implementare la scena dell’arte contemporanea nel nostro Paese.“La decisione di legarsi a un’istituzione pubblica italiana – sottolinea Bruna Roccasalva, Direttore e Curatore di Peep-Hole – conferma l’obiettivo sempre perseguito da Fondazione Furla di svolgere un ruolo attivo nelle politiche di promozione e di sviluppo culturale del Paese. Il lavoro svolto negli ultimi quindici anni a sostegno dei giovani talenti del nostro Paese trova ora una sua evoluzione in un progetto che indirizza questo sostegno alla sfera istituzionale, attraverso lo sviluppo di una collaborazione che possa supportare il ruolo di produttore culturale dell’istituzione”.
Il Museo del Novecento occupa una posizione di primo piano tra le istituzioni italiane e rappresenta il luogo nel quale trova spazio e visibilità l’arte del secolo che ha visto nascere e svilupparsi quella che ora definiamo arte contemporanea. La volontà di guardare al futuro che ha contraddistinto il Ventesimo secolo, dalle Avanguardie in poi, trova il suo perfetto corrispettivo nella missione dell’istituzione museale come luogo di produzione di nuovi significati per le generazioni del futuro.
La partnership tra Fondazione Furla e il Museo del Novecento auspica dunque un fertile incontro tra passato, presente e futuro. Il desiderio di creare un dialogo tra i maestri del passato e i più attivi artisti contemporanei è una delle caratteristiche del progetto, che cercherà di stabilire un confronto a più livelli degli artisti coinvolti con i capolavori del secolo scorso in collezione al Museo, una riflessione che si fonda nella storia dell’arte per ipotizzarne traiettorie future. Il primo appuntamento del ciclo è previsto per settembre 2017.
Fondazione Furla’s ambitious redefinition of its activities is beginning to take concrete shape, following its decision in June to rely on the Milanese contemporary art center Peep-Hole for artistic guidance in this undertaking.The new strategy through which Fondazione Furla will continue its commitment to contemporary culture is based on a partnership with the Museo del Novecento, Milan’s leading museum of modern and contemporary art, where it will co-organize a series of projects for the 2017/2018 season featuring some of the foremost Italian and international artists of our era.Fondazione Furla’s new path under the artistic direction of Peep-Hole is thus an innovative concept for Italy: a collaboration between a public museum, a private foundation, and an independent art center, brought together by the desire to foster institutional alliances on more than one level, and pool their expertise and resources to enrich and foreground the country’s contemporary art scene.“The decision to forge ties with an Italian public institution is in keeping with the goal that Fondazione Furla has always pursued: to play an active part in policies aimed at developing and promoting the cultural life of this country,” explains Bruna Roccasalva, Director and Curator of Peep-Hole. “The contribution it has made to the Italian art scene over the last fifteen years by fostering new talent has now evolved into a project that channels support towards the institutional sphere, by developing a kind of partnership that will bolster the museum’s role as a cultural incubator.”The Museo del Novecento has taken on a leading role among Italian institutions, giving space and visibility to the cultural output of the period that witnessed the birth and growth of what we now call contemporary art. The urge towards the future which characterized that entire century, beginning with the earliest avant-garde movements, is perfectly reflected by the museum’s mission to produce new meaning for future generations.
The partnership between Fondazione Furla and the Museo del Novecento is therefore aimed at cultivating a fertile encounter between past, present, and future. The desire to weave a conversation between yesterday’s masters and the most active figures of today is a hallmark of the project; by bringing contemporary artists into a multi-tiered dialogue with twentieth-century masterpieces from the museum’s collection, it aims to spark a reflection that draws on the history of art to envision its future.
The first event in the series is planned for September 2017. photo: Museo del Novecento, exterior facade diThomas Pagani)

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Magie d’Inverno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

nuoroNuoro da venerdì 4 a domenica 6 novembre a Nuoro presso il Museo Etnografico Sardo, la splendida e innovativa struttura museale dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico (ISRE).A tagliare il nastro sarà nientemeno che l’On Gianfranco Ganau, Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna, a sottolineare l’assoluta importanza della manifestazione, che è una delle principali ambasciatrici della cultura e delle tradizioni sarde in Italia e all’estero, e favorisce un’importante ricaduta nella domanda dei prodotti locali, valorizzando il meglio dell’imprenditoria sarda e fungendo da punto di riferimento culturale. Alla cerimonia del taglio del nastro, in programma presso il Museo sabato 5 alle ore 16.00, parteciperanno anche l’Arch. Giuseppe Matteo Pirisi, Presidente dell’ISRE, e numerose autorità e giornalisti da tutto il mondo.

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Sant’Egidio in Iraq

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

iraq-MMAP-mdÈ atterrato ieri mattina all’aeroporto di Bagdad il primo volo dell’Aeronautica militare italiana con un carico di medicinali donati dalla Comunità di Sant’Egidio, che in questi giorni ha inviato una delegazione in Iraq. Questi primi aiuti, cui si aggiungerà nei prossimi giorni un container di tende, generatori elettrici e cisterne per l’acqua, messi a disposizione dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, sono destinati ai profughi di Falluja, teatro nei mesi scorsi di una sanguinosa battaglia.
L’invio degli aiuti umanitari è stato possibile grazie all’accordo firmato a Roma lo scorso 21 giugno tra la Suprema Commissione per la Riconciliazione dell’Iraq e la Comunità di Sant’Egidio, e oltre a portare sollievo alle popolazioni di Falluja, che hanno sofferto durante l’occupazione del Daesh e nella battaglia per la liberazione della città, costituisce un passo importante per ricostruire la pace e favorire la coabitazione tra le varie componenti etniche, sociali e confessionali della popolazione irachena.
Durante la visita in Iraq, la delegazione di Sant’Egidio ha incontrato il presidente della Repubblica, Fuad Masum, e il presidente del Parlamento, Salim al-Jabouri. Nel corso dei colloqui è stato sottolineato il ruolo positivo che le religioni possono avere per la pace, aiutando le varie componenti del paese a sentirsi garantite dallo Stato e a contribuire al processo di riconciliazione.

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Sisma Italia centrale: anche la protezione civile della Città metropolitana sui luoghi del terremoto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

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Search and rescue forces search through a destroyed building with the help of rescue dogs.

Un esperto in gestione delle emergenze sismiche della protezione civile della Città metropolitana, accompagnato da un tecnico del Csi esperto in Tlc, è partito questa mattina, su richiesta della Commissione speciale della protezione civile nazionale alla volta della sala operativa integrata (Soi) di Macerata.La Città metropolitana di Torino si è resa subito disponibile a rispondere alla richiesta urgente di ieri del coordinamento Dicomac (Direzione comando e controllo) a fornire esperti nella gestione di emergenze sismiche, in stretto coordinamento con la Regione Piemonte a supporto della Regione Marche e dei Comuni interessati dal sismLa protezione civile della Città metropolitana, ancora come Provincia, ha già operato durante i terremoti all’Aquila e a concordia sulla Secchia nel modenese, sia a supporto degli sfollati che delle amministrazioni coinvolte.Nei prossimi giorni si valuterà, in accordo con il Dipartimento di protezione civile e la Regione Marche, se saranno necessarie anche le strumentazioni tecnologiche mirate che la protezione civile della Città metropolitana ha a disposizione (l’unità mobile).La squadra partita per Macerata è in contatto anche con la Croce rossa di Settimo torinese, di stanza ad Ascoli Piceno, per fornire eventualmente i collegamenti satellitari come già fatto anche nel mese di agosto ad Amatrice.

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Doppia prova della Costituzione per il NO

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

per-noi-e-noBologna 19 Novembre all’Estragon, tempio della musica live noto in tutta Italia e sede di un’altra memorabile chiusura di campagna, quella di Giuseppe Civati del 2013 si terrà la doppia prova della Costituzione e del «che cosa» fare dopo il terremoto invita la politica a ritrovare se stessa, recuperando il giusto tono e dando il giusto peso alle questioni profonde, davvero importanti.” Per Civati: ” abbiamo affrontato la campagna referendaria, che abbiamo portato avanti con serietà e responsabilità, senza eccessi verbali, senza tatticismi.Esponendo le ragioni del no in maniera ragionata, consapevole, unitaria. Ed è con questo stesso spirito che vogliamo ribadire ancora una volta che “Per noi è NO” L’appuntamento è per il 19 Novembre a Bologna all’Estragon, tempio della musica live noto in tutta Italia e sede di un’altra memorabile chiusura di campagna, quella di Giuseppe Civati del 2013″. Ospiti di Elly Schlein e della consigliera regionale Silvia Prodi, con Giuseppe Civati e con tutti noi avremo alcune tra le più importanti personalità del mondo costituzionale, che come noi hanno scelto di sostenere il NO, quali Giovanni Maria Flick, Gianfranco Pasquino, Carmela Salazar, Barbara Randazzo, Maurizio Viroli e Roberto Zaccaria, coordinati come sempre dal nostro Andrea Pertici. Inoltre, la giornata avrà tra i suoi invitati gli esponenti di tutti i comitati per il NO che in questi mesi si sono attivati nel campo progressista. (foto: per noi è no)

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Le Guide Ambientali Escursionistiche Italiane dai luoghi del Sisma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

ambiente“La situazione è completamente compromessa. Le chiese, le chiesette che erano lungo i sentieri e rappresentavano delle tappe importanti per i turisti che guidavamo nei percorsi, sono praticamente rase al suolo o gravemente danneggiate. Parlo della zona di Norcia dove tali chiesette completavano le nostre passeggiate ed invece adesso non c’è quasi nulla”. Lo ha dichiarato Leonardo Perrone, Coordinatore delle Guide Ambientali Escursionistiche AIGAE delle Marche. “La piana di Castelluccio era invece il sentiero che si percorreva in ogni stagione – ha proseguito Perrone , mentre c’è un’altra scossa – e adesso vederla ridotta in quelle condizioni , per noi guide è una ferita al cuore. Ora non c’è nulla da poter raccontare. Erano tutti sentieri ricchi di bellezze e monumenti praticamente rasi al suolo . Ho visto da vicino Arquata rasa al suolo. Per noi, per il turismo , per la gente, per l’Italia non è importante che venga tutto ricostruito e basta ma è importante che venga ricostruito tutto csì come era prima del terremoto. Dobbiamo ritrovare le chiesette del ‘400 oppure Santa Maria in Pantano sul colle di Montegallo ai piedi del Vettore e che è addirittura dell’anno 1000 . Altrimenti crollerà tutto l’indotto turistico. Santa Maria in Pantano era il simbolo per le Guide Ambientali Escursionistiche. Tutte noi siamo sempre passati per la Chiesa di Santa Maria in Pantano. Le immagini che mi giungono dalle Guide Ambientali Escursionistiche sono drammatiche e vedo Santa Maria in Pantano quasi tutta distrutta. Era il sentiero dei mietitori, in uno scenario a dir poco spettacolare. La gente marchigiana partiva la mattina di buon ora, passava sotto il Monte Vettore e scendeva nella piana di Castelluccio entrando così in Umbria. Era il sentiero della transumanza. All’interno di Santa Maria in Pantano i bellissimi affreschi che ritraggono le Sibille Appenniniche. Spero che si riescano a salvare. Oggi guardo i volti della gente lungo queste strade e sono volti pieni di paura , tanta paura”. “In questi giorni ritorneremo lungo i sentieri, ma possiamo farlo anche ora con la stampa e per la stampa – ha concluso Perrone – per raccontare come erano quei sentieri e fornire una testimonianza storica fondamentale . Anche questo è il ruolo delle Guide Ambientali Escursionistiche , perché noi narriamo il territorio in tutto e per tutto , dalla geologia ai beni culturali”.

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UNICEF: 300 milioni di bambini respirano aria molto inquinata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

World Health OrganizationSecondo un nuovo rapporto dell’UNICEF, circa 1 bambino su 7 nel mondo – 300 milioni – vive in aree con i più alti livelli di inquinamento esterno – 6 o 7 volte più altro rispetto alle linee guida internazionali. “Clear the Air for Children” utilizza immagini satellitari e mostra per la prima volta quanti bambini sono esposti ad inquinamento esterno – che supera gli standard contenuti nelle linee guida globali, realizzate dall’OMS, e dove questi bambini vivono in tutto il mondo. Le immagini satellitari confermano che circa 2 miliardi di bambini vivono in aree dove è presente l’inquinamento esterno, causato da fattori come emissioni da parte di veicoli, ampio uso di carburanti fossili, polvere, incendi di rifiuti, che supera i livelli minimi di qualità dell’aria secondo le linee guida internazionali dell’OMS. In Asia del Sud si trova il numero più alto di bambini, 620 milioni; in Africa il secondo con 520 milioni di bambini. Nella regione dell’Asia dell’Est e del Pacifico ci sono 450 milioni di bambini che vivono in aree che superano i limiti compresi nelle linee guida. I dati vengono lanciati una settimana prima del COP22 che si terrà a Marrakech, in Marocco, dove l’UNICEF chiederà ai leader del mondo di intraprendere azioni urgenti per tagliare l’emissione di agenti inquinanti nei propri paesi.
“L’inquinamento è il principale fattore che contribuisce alle morti di circa 600.000 bambini sotto i 5 anni ogni anno – e minaccia le vite di altri milioni di bambini ogni giorno”, ha dichiarato Anthony Lake, Direttore generale dell’UNICEF. “Gli agenti inquinanti non solo danneggiano lo sviluppo polmonare dei bambini – ma possono superare la barriera emato-encefalica e danneggiare permanentemente il cervello e il loro futuro. Nessuna società può ignorare l’inquinamento dell’aria.”
Lo studio esamina anche le conseguenze dell’inquinamento all’interno (soprattutto delle abitazioni), comunemente causate dall’uso di carburanti come carbone e legna da ardere, che colpisce maggiormente i bambini nei paesi a basso reddito e nelle aree rurali.
L’inquinamento all’interno e all’esterno sono direttamente legati alla polmonite e ad altre malattie respiratorie che causano la morte di circa 1 bambino su 10 sotto i 5 anni di età, rendendo l’inquinamento uno dei principali pericoli per la salute di un bambino.
I bambini sono molto più sensibili rispetto agli adulti ad entrambe le tipologie di inquinamento, dato che i loro polmoni, il loro cervello e il sistema immunitario si devono ancora sviluppare in maniera completa e le loro vie respiratorie sono più permeabili. I bambini più piccoli respirano anche più velocemente rispetto agli adulti, e inspirano più aria rispetto al loro peso corporeo. I più svantaggiati, che tendono già ad avere cattive condizioni di salute e un accesso non adeguato ai servizi sanitari, sono i più vulnerabili a malattie causate dall’inquinamento dell’aria.
L’UNICEF chiede ai leader del mondo che parteciperanno a COP 22 di agire il prima possibile nei propri paesi per proteggere i bambini dall’inquinamento:
– Ridurre l’inquinamento: tutti i paesi dovrebbero lavorare per rispettare le linee guida globali sulla qualità dell’aria dell’OMS per migliorare le condizioni di sicurezza e il benessere dei bambini. Per raggiungere questo obiettivo, i governi dovrebbero adottare misure come il taglio delle combustioni di carburanti fossili e investire in fonti di energia efficienti e rinnovabili.
– Ampliare l’accesso dei bambini alle cure mediche: investire nell’assistenza sanitaria per i bambini a livello globale – comprese le campagne di vaccinazione.
– Ridurre al minimo l’esposizione dei bambini: le fonti di inquinamento come le industrie non dovrebbero essere collocate vicino alle scuole e ai parchi giochi. Una miglior gestione migliore dei rifiuti può ridurre la quantità di rifiuti bruciati all’interno delle comunità. Fornelli più puliti possono contribuire aiutare a migliorare la qualità dell’aria in casa. Ridurre l’inquinamento a livello globale può contribuire a ridurre l’esposizione dei bambini all’inquinamento.
-Monitorare l’inquinamento: è stato provato che un miglior monitoraggio può aiutare i bambini, i giovani, le famiglie e le comunità a ridurre la loro esposizione all’inquinamento, informando sulle cause e chiedendo un cambiamento che possa rendere concretamente l’aria più pulita.
“Noi proteggiamo i nostri figli quando proteggiamo la qualità dell’aria che respiriamo. Entrambi sono fondamentali per il nostro futuro,” ha concluso Lake.L’UNICEF chiede livelli di inquinamento d’aria più bassi, e allo stesso tempo lavora sul campo per proteggere i bambini dagli effetti dannosi. Per esempio, l’UNICEF sostiene lo sviluppo dei bambini, la distribuzione e l’utilizzo di fornelli più puliti in Bangladesh, Zimbawbe e altri paesi, e lavora in molti di questi paesi per ridurre l’impatto dell’inquinamento all’aperto sulla salute dei bambini. L’UNICEF supporta anche i programmi per ampliare l’accesso dei bambini a centri sanitari di qualità e per vaccinarli contro malattie come la polmonite.

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Docenti, cade un altro tabù: i docenti del Sud si assentano meno di tutti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cDocenti, cade un altro tabù: i docenti del Sud si assentano meno di tutti. Invalsi: servono politiche scolastiche differenziate in base alle esigenze del territorio e delle scuole. L’Istituto nazionale di valutazione ha pubblicato il Rapporto nazionale “I processi e il funzionamento delle scuole”: non solo nel Meridione e nelle Isole ci si assenta poco, ma si ricorre anche “meno all’utilizzo di altri docenti per coprire le ore scoperte”. Anche sulla distribuzione del fondo per incentivare le funzioni aggiuntive, da Roma in giù “è utilizzato in modo più mirato, assegnando più soldi a un numero inferiore di persone”. Il tanto bistrattato Sud, quindi, almeno da questo punto di vista è più avanti delle altre parti d’Italia. Pure sul fronte delle strumentazioni scolastiche, l’Invalsi cancella delle convinzioni errate sulla geografia dell’offerta formativa dell’istruzione italiana: perché è nelle scuole “del Sud e Isole del II ciclo che si registra un numero superiore di scuole (35%) in cui sono presenti più di 2 laboratori ogni 100 studenti”. Chi pensava che in queste regioni la scuola fosse all’anno zero è servito.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è un dato di fatto che gli studenti delle scuole del Nord hanno una scelta più ampia di aziende, dove svolgere percorsi di alternanza scuola-lavoro, ma se il territorio è carente di lavoro e quelle esistenti non credono nella formazione scolastica, c’è solo una cosa da fare: farla finita con la determinazione precostituita degli organici del personale, docente ma anche Ata, sulla base del numero ‘secco’ di iscrizioni di alunni. In determinate situazioni, sono altri i fattori che pesano: difficoltà del territorio, bassa presenza di agenti culturali, ridotto livello di studio delle famiglie di provenienza. Bisogna, quindi, incrementare il numero di insegnanti a Ata in quelle regioni, dove non a caso è più alto il livello di dispersione scolastica, con punte del 40 per cento. Ora a dirlo non è solo l’Anief ma anche l’Invalsi. È anche per questi motivi che l’Anief ha deciso, il 14 novembre, di scioperare e indire un presidio davanti a Montecitorio.

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Anselmi: sempre dalla parte delle donne

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

tina-anselmi“E’ morta a 89 anni, a casa sua a Castelfranco Veneto, Tina Anselmi, prima donna in Italia ad aver ricoperto nel 1976 la carica di ministro del Lavoro e della Previdenza sociale. Quasi adolescente aveva partecipato alla Resistenza con coraggio e determinazione, facendo la staffetta partigiana in bicicletta e, come lei ricordava spesso, con le ruote bucate. Al termine della guerra, prima di iniziare il suo impegno politico in difesa dei diritti delle donne, si laurea in lettere alla Cattolica e inizia ad insegnare come maestra. Davanti alle ingiustizie che subivano molte donne della sua zona che lavoravano in industrie tessili, decide di impegnarsi nel mondo del sindacato, prima nella CGIL e poi contribuisce a fondare la CISL. Solo successivamente si candida con la Dc ed entra in Parlamento. La sua foto campeggia all’ingresso della Sala della Regina, in uno spazio declinato tutto al femminile, intensamente voluto dalla Presidente Boldrini per ricordare i 70 anni del voto alle donne. E’ la sala delle prime donne: prime per impegno civile e impegno politico, prime perché prime ad occupare ruoli di grande responsabilità: la Anselmi per l’appunto, primo ministro della Repubblica italiana, la Jotti primo presidente della Camera, e la Di Giovanni primo presidente di Regione; ci sono poi le prime 10 donne sindaco e le 21 donne che hanno contribuito a scrivere la Costituzione”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare. “Non è rimasta quasi più nessuna di loro. E con l’Anselmi si chiude una fase della storia politica delle donne che hanno radicalmente invertito una tendenza, che identificava il femminile con la sottomissione alla autorità prima paterna e poi coniugale. Ma anche una interpretazione delle qualità femminili che precludeva l’accesso ad una serie di professioni, come ad esempio la magistratura e prima ancora l’avvocatura. Oppure una prassi prolungata nel tempo che considerava giusto remunerare il lavoro femminile meno di quello maschile, pur a parità di condizioni. L’Anselmi, ministro della Sanità oltre che ministro del Lavoro, ha contribuito alla creazione del SSN con la legge 833 del 1978; forte punto di riferimento nelle battaglie delle donne, ha saputo collaborare trasversalmente con le colleghe parlamentari di tutti i partiti, per difendere la condizione femminile da una serie di pregiudizi e di stereotipi, qualcuno dei quali esiste ancora oggi, e meriterebbe battaglie della stessa portata e dello stesso coraggio”, conclude Binetti.

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Quali sono i corretti livelli di pressione arteriosa?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

pressione arteriosaBerlino. Avere livelli di pressione nella norma, i famosi 80-120 mmHg che quasi tutti conoscono, aiuta a prevenire problemi cardiovascolari, infarti e ictus. Ma cosa fare se i livelli sono più alti, anche di poco? Il dibattito è aperto tra i medici, ed è stato recentemente rilanciato da uno nuovo studio, lo SPRINT (Systolic Blood Pressure Intervention Trial) realizzato dal National Heart, Lung and Blood Institute statunitense. Gli americani sono convinti che la pressione elevata vada trattata con aggressività, i medici europei sono più cauti, e il confronto tra le due visioni si è sviluppato anche in occasione del simposio “Bringing Cardiovscular Medicine Center Stage: New Trends Today and Tomorrow”, organizzato dalla Charité University Medicine di Berlino e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. «Lo studio SPRINT suggerisce che un approccio aggressivo per abbassare la pressione è benefico per ridurre gli eventi cardiovascolari. Vi sono numerose evidenze di come il trattamento antipertensivo si accompagni a una riduzione del rischio cardiovascolare e renale. Lo stesso discorso vale per la riduzione della della pressione per sé, a prescindere da come si ottiene» commenta Giuseppe Mancia, Direttore del Centro di Epidemiologia e Trial Clinici dell’Istituto Auxologico Italiano di Milano. «Nonostante decenni di ricerca, però, le informazioni non sono ancora conclusive su quale dovrebbe essere il valore di pressione da raggiungere con la terapia per massimizzare la protezione renale e cardiovascolare». Secondo lo studio SPRINT, più si abbassa il livello di pressione più si incrementano i benefici per tutte le età, sia grazie a un trattamento farmacologico sia con modifiche allo stile di vita, per esempio con dieta, attività fisica, eliminazione del fumo di sigaretta. «Però alcuni dati dello studio non sono così chiari: per esempio la sola riduzione elevata della pressione non ha effetti benefici sull’ictus mentre sembra ridurre il rischio di ictus se è accompagnata da una terapia antipertensiva, per cui quest’ultima potrebbe amplificare alcuni effetti benefici» aggiunge Mancia. «Si è poi osservato un marcato incremento di effetti collaterali nei pazienti trattati intensivamente, aspetto che al di fuori di uno studio, cioè nella vita reale, potrebbe provocare la discontinuità e la scarsa aderenza al trattamento da parte dei pazienti, con un conseguente incremento di rischio cardiovascolare che può attenuare, se non annullare, ogni teorico beneficio».
I dati dello studio poi non sono danno indicazioni definitive su come comportarsi con i pazienti che presentano una pressione appena più alta del normale, cioè tra i 121 e i 134 mmHg, quindi in definitiva resta aperto il dibattito per definire quale deve essere il livello di pressione da raggiungere. «Saranno necessari nuovi studi che esplorino in particolare le possibili differenze nel livello ottimale di pressione secondo le caratteristiche demografiche, incluse quelle etniche, e i fenotipi clinici, come la presenza o assenza di danno d’organo, la durata di malattia, le caratteristiche di eventuali eventi cardiocircolatori». Quindi i target di pressione arteriosa raccomandati dovranno essere abbassati per seguire le indicazioni dello studio SPRINT? Alla domanda risponderanno le future linee guida europee e statunitensi, che sono in preparazione. «Le linee guida europee con le indicazioni per il controllo della pressione sono in revisione e saranno pronte nel 2018 e anche gli americani stanno aggiornando le loro linee guida. La mia opinione è che gli americani siano più propensi a seguire le indicazioni dello studio SPRINT, anche perché lo studio è stato realizzato dal National Heart, Lung and Blood Institute, che è un loro ente statale. Gli europei invece guardano ai differenti aspetti dello studio, per cui le due linee guida potrebbero differire». La questione quindi non è così semplice, e il cardiologo oggi deve valutare se dire al paziente che deve abbassare la pressione a 120 mmHg assumendo farmaci ogni giorno e per diversi anni per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari, però aumentando il rischio di effetti collaterali. Una indicazione che spesso il paziente inizia ma poi non segue. «Abbiamo farmaci efficaci, ma i pazienti non li usano. La pressione è sotto controllo solo in un paziente su tre. A volte un trattamento non funziona perché il paziente non lo assume. Il primo intervento da fare riguarda quindi la corretta informazione ai pazienti, per ridurre il rischio di infarti, ictus e altri eventi cardiovascolari» conclude Mancia.

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