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Quotidiano di informazione – Anno 28 n° 340

Anselmi: sempre dalla parte delle donne

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

tina-anselmi“E’ morta a 89 anni, a casa sua a Castelfranco Veneto, Tina Anselmi, prima donna in Italia ad aver ricoperto nel 1976 la carica di ministro del Lavoro e della Previdenza sociale. Quasi adolescente aveva partecipato alla Resistenza con coraggio e determinazione, facendo la staffetta partigiana in bicicletta e, come lei ricordava spesso, con le ruote bucate. Al termine della guerra, prima di iniziare il suo impegno politico in difesa dei diritti delle donne, si laurea in lettere alla Cattolica e inizia ad insegnare come maestra. Davanti alle ingiustizie che subivano molte donne della sua zona che lavoravano in industrie tessili, decide di impegnarsi nel mondo del sindacato, prima nella CGIL e poi contribuisce a fondare la CISL. Solo successivamente si candida con la Dc ed entra in Parlamento. La sua foto campeggia all’ingresso della Sala della Regina, in uno spazio declinato tutto al femminile, intensamente voluto dalla Presidente Boldrini per ricordare i 70 anni del voto alle donne. E’ la sala delle prime donne: prime per impegno civile e impegno politico, prime perché prime ad occupare ruoli di grande responsabilità: la Anselmi per l’appunto, primo ministro della Repubblica italiana, la Jotti primo presidente della Camera, e la Di Giovanni primo presidente di Regione; ci sono poi le prime 10 donne sindaco e le 21 donne che hanno contribuito a scrivere la Costituzione”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare. “Non è rimasta quasi più nessuna di loro. E con l’Anselmi si chiude una fase della storia politica delle donne che hanno radicalmente invertito una tendenza, che identificava il femminile con la sottomissione alla autorità prima paterna e poi coniugale. Ma anche una interpretazione delle qualità femminili che precludeva l’accesso ad una serie di professioni, come ad esempio la magistratura e prima ancora l’avvocatura. Oppure una prassi prolungata nel tempo che considerava giusto remunerare il lavoro femminile meno di quello maschile, pur a parità di condizioni. L’Anselmi, ministro della Sanità oltre che ministro del Lavoro, ha contribuito alla creazione del SSN con la legge 833 del 1978; forte punto di riferimento nelle battaglie delle donne, ha saputo collaborare trasversalmente con le colleghe parlamentari di tutti i partiti, per difendere la condizione femminile da una serie di pregiudizi e di stereotipi, qualcuno dei quali esiste ancora oggi, e meriterebbe battaglie della stessa portata e dello stesso coraggio”, conclude Binetti.

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