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Quotidiano di informazione – Anno 28 n° 340

Docenti, cade un altro tabù: i docenti del Sud si assentano meno di tutti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cDocenti, cade un altro tabù: i docenti del Sud si assentano meno di tutti. Invalsi: servono politiche scolastiche differenziate in base alle esigenze del territorio e delle scuole. L’Istituto nazionale di valutazione ha pubblicato il Rapporto nazionale “I processi e il funzionamento delle scuole”: non solo nel Meridione e nelle Isole ci si assenta poco, ma si ricorre anche “meno all’utilizzo di altri docenti per coprire le ore scoperte”. Anche sulla distribuzione del fondo per incentivare le funzioni aggiuntive, da Roma in giù “è utilizzato in modo più mirato, assegnando più soldi a un numero inferiore di persone”. Il tanto bistrattato Sud, quindi, almeno da questo punto di vista è più avanti delle altre parti d’Italia. Pure sul fronte delle strumentazioni scolastiche, l’Invalsi cancella delle convinzioni errate sulla geografia dell’offerta formativa dell’istruzione italiana: perché è nelle scuole “del Sud e Isole del II ciclo che si registra un numero superiore di scuole (35%) in cui sono presenti più di 2 laboratori ogni 100 studenti”. Chi pensava che in queste regioni la scuola fosse all’anno zero è servito.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è un dato di fatto che gli studenti delle scuole del Nord hanno una scelta più ampia di aziende, dove svolgere percorsi di alternanza scuola-lavoro, ma se il territorio è carente di lavoro e quelle esistenti non credono nella formazione scolastica, c’è solo una cosa da fare: farla finita con la determinazione precostituita degli organici del personale, docente ma anche Ata, sulla base del numero ‘secco’ di iscrizioni di alunni. In determinate situazioni, sono altri i fattori che pesano: difficoltà del territorio, bassa presenza di agenti culturali, ridotto livello di studio delle famiglie di provenienza. Bisogna, quindi, incrementare il numero di insegnanti a Ata in quelle regioni, dove non a caso è più alto il livello di dispersione scolastica, con punte del 40 per cento. Ora a dirlo non è solo l’Anief ma anche l’Invalsi. È anche per questi motivi che l’Anief ha deciso, il 14 novembre, di scioperare e indire un presidio davanti a Montecitorio.

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