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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 7 novembre 2016

Eugenio Pacelli, Pio XII, il Pontefice più amato e vituperato nella storia della Chiesa

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

pio_xiiDal 9 novembre sarà disponibile il libro “Eugenio Pacelli, Pio XII, il Pontefice più amato e vituperato nella storia della Chiesa” di Alberto De Marco e di Duilio Paoluzzi, Edizioni Movimento Salvemini. Si tratta di una pubblicazione supportata da importanti documenti ed autorevoli testimonianze che apre “uno squarcio” di luce e di verità sulla figura di un Pontefice ingiustamente e reiteratamente denigrato, con una particolare attenzione al periodo storico della seconda guerra mondiale. La pregevole pubblicazione di 336 pagine con doppia copertina plastificata, corredata da immagini inedite a colori ed in bianco e nero. Il libro è stato messo in vendita al prezzo di 5 Euro, grazie alla Casa Editrice e allo stabilimento tipografico Fusco di Salerno, che hanno rinunciato ad ogni forma di guadagno. L’intero importo dei 5 Euro del libro, nonché il ricavato dalla visione sul sito http://www.amiciditoto.it in pdf “Antonio de Curtis, Totò, il Grande Artista dalla Straordinaria Umanità”, nonché di “Eugenio Pacelli, Pio XII il Pontefice più amato e vituperato nella storia della Chiesa” e dei film documentari: relativi a questi due importanti personaggi e alla tragedia della ThyssenKrupp, saranno integralmente devoluti all’Ordine Religioso in India delle “Missionarie della Carità” di S. Madre Teresa di Calcutta, in particolare per aiutare i bambini abbandonati e per sostenere le famiglie delle donne lasciate dai mariti nella desolazione, costrette a prostituirsi per sopperire alle esigenze alimentari dei propri figli. La figura di Papa Pio XII suscita sempre un grande interesse; l’epoca tragica della guerra e le vicende che seguirono conferirono al Suo Pontificato una caratteristica di eccezionalità e di straordinario rilievo nel ventesimo secolo. Se ai difficili eventi si adeguarono il pensiero e l’azione, lo spirito che mosse il Papa nel guidare la Chiesa spazia al di là dei tempi. Conobbe i problemi che pone alla coscienza umana il rapidissimo evolversi della civiltà e della scienza e seppe risolverli in base agli irrinunciabili principi morali del cristianesimo. Si rese conto delle enormi difficoltà che una cultura secolarizzata pone al cammino e alla stessa sopravvivenza della Chiesa; seppe guardare lontano al di là delle contese degli uomini e delle potenze dell’epoca, indicando gli elementi per costruire un mondo migliore. Questi fondamenti, di natura giuridica, morale, filosofica e sociale, rimangono i cardini per la soluzione dei problemi d’oggi. L’individuo minacciato nella sua libertà, la famiglia in crisi per molteplici cause, la società dilaniata da permanenti conflitti non possono avere altra speranza che quella fondata sui valori perenni e sulla sapienza dei precetti divini. Pio XII, non ritenne possibile compromessi con lo spirito del mondo, né volle accettare alcun cedimento nell’annuncio della morale evangelica ed esautorò ogni forma di debolezza dalla missione della Chiesa. Non esitò a condannare errori che mettevano in pericolo la purezza della dottrina cattolica o la dignità della persona umana, da qualunque parte venissero: da teologi o da filosofi, da politici o da scienziati. Nessuna categoria di uomini sfuggì al suo attento sguardo e nel Suo Magistero non ignorò i problemi di natura giuridica e morale. L’insegnamento di Pio XII, pur estendendosi ai più svariati temi, si riduce sempre ad unità, facendo di continuo perno sui valori della persona. L’intuizione che Egli ebbe per i valori umani in rapporto alle esigenze del nostro tempo, la contemporaneità con cui cercò di perseguirli e di armonizzarli non in modo retorico, ma in termini di concreto dibattito dottrinale, fanno sì pio-xiiche lo si possa considerare un anticipatore per tanti orientamenti di vita cristiana, individuale e collettiva, tuttora persistenti nella nostra società. Recentemente la nostra Associazione Amici di Totò…a prescindere ! – Onlus, ha ricevuto, attraverso un lascito per fini benefici, una serie di oggetti personali del Papa Pio XII, che hanno suscitato in noi profonda commozione e insieme rinnovato interesse per il Pontefice più amato e allo stesso tempo più discusso del XX secolo, con i quali realizzeremo il Progetto Sociale e Culturale “Arcobaleno Terapia dell’Amore e del Sorriso”, come si potrà evincere nella parte finale del libro. Da queste testimonianze emerge un aspetto privato, quanto mai umano, di Eugenio Pacelli, definito l’ultimo Papa, che ha tentato di ripristinare una Chiesa unita e fortemente gerarchizzata al suo interno, tale da guidare i popoli nella sfera sia civile che religiosa. Particolarmente significativa per noi è stata la lettura di un compito di scuola di 13 pagine di 123 anni fa, svolto nel 1893 in cui Eugenio Pacelli, il futuro Pontefice Pio XII parlava ai suoi nemici. L’argomento è trattato con particolare sensibilità e con una profondità di analisi non consueta per un ragazzo di 17 anni. Questo libro non ha la pretesa di essere esaustivo nei confronti di uno dei personaggi più problematici della nostra storia recente, ma vuole presentarlo sotto una prospettiva diversa. Attraverso la raccolta di testimonianze, soprattutto di personaggi autorevoli a lui contemporanei e particolarmente implicati nelle conseguenze delle posizioni del Papa, si ricercano le sue difficili scelte nei confronti del nazismo e delle persecuzioni degli ebrei. Parlare di chiarimenti riguardo a situazioni così complesse e drammatiche, già tanto trattate, ci sembra presunzione. Speriamo infatti, con questa nostra opera, di contribuire a mantenere vivo l’interesse, nonché a spingere i lettori ad analizzare un periodo storico ed i suoi protagonisti, coloro che hanno definito un’epoca, cambiando drammaticamente il mondo. Per evitare il ripetersi di quelle atrocità, che hanno segnato la coscienza dell’uomo, dovrà sopravvivere nell’umanità il ricordo di questi avvenimenti apocalittici. Per la realizzazione di questa opera, è doveroso ringraziare: il Prof. Tito Lucrezio Rizzo, Consigliere Capo Servizio, Responsabile della Sicurezza della Presidenza della Repubblica e Docente all’Università “La Sapienza” di Roma; l’Ing. e Prof. Giovanni Adducci, scrittore ed esperto di storia e cronaca dell’America del novecento, nonché di antiquariato militare. E’ stato il consulente storico per la “Titanus” della fiction televisiva “Sacco e Vanzetti”, trasmessa dai canali “Mediaset”. Riconosciamo altresì merito: al Dott. Raffaele Cavaliere, scrittore, ha pubblicato diversi libri con importanti Case Editrici, tra l’altro con la “San Paolo” e la “Città Nuova”, psicologo e psicoterapeuta, consulente del Tribunale di Civitavecchia, che ha offerto il suo valido contributo per l’analisi psicologica del compito scolastico di Eugenio Pacelli; nonché alla Prof.ssa Virginia Martino del prestigioso Liceo Scientifico, “Francesco Sbordone” di Napoli ed infine al Dott. Loris Facchinetti e all’architetto, Dott.ssa Laura Villani per l’autorevole presentazione e prefazione del libro. Tutti hanno contribuito all’unisono e ci hanno facilitato la conoscenza del pensiero di Pio XII, che ha rappresentato nell’immaginario collettivo, il timone, il punto fermo, la guida sicura, l’unica bussola, che per anni “ha navigato a vista”, rischiando di “sprofondare nel baratro”, unitamente all’intera umanità.

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Miami meets Milano

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

sgarbimiamiChristian Flammia intervista Salvo Mugnes organizzatore della prestigiosa mostra su una iniziativa che sta riscuotendo enorme successo di pubblico e di critica negli Stati Uniti.
1) Come nasce l’idea di organizzare questa mostra nel cuore di Miami Beach?
Lo scorso anno, l’iniziativa ha ottenuto forte risonanza e ci ha dato grande soddisfazione. Quest’anno abbiamo pensato di ripartire con la stimolante “sfida organizzativa” che vuole congiungere simbolicamente, con un ponte virtuale di connessione, Miami e Milano, al motto trainante di rendere l’arte e la cultura accessibili a tutti e di tutelarne al meglio il loro prezioso valore. A livello mondiale, Miami e Milano, sono dei pilastri cardine nel sostegno del comparto artistico-culturale e sono dei modelli di riferimento, per l’opinione pubblica internazionale.
2) Quali opere vengono esposte e in quale sede?
La formula espositiva è concepita con un’impronta eterogenea e cosmopolita, all’insegna della libera e spontanea espressione creativa. Abbiamo selezionato e riunito insieme artisti contemporanei di talento, italiani e stranieri, più o meno noti e conosciuti, tutti quanti meritevoli di attenzione e di considerazione. Inoltre ci sarà la grande arte italiana, infatti saranno presenti anche le opere di Renato Guttuso, Fausto Pirandello, Dario Fo, Afro, Gillo Dorfles, Mario Schifano e molti altri. Nella scelta della location ospitante, si riconferma il prestigioso Hotel Victor, che si trova in Ocean Drive, accanto alla villa di Versace, in posizione strategica, nel centro della metropoli. Una sede molto adatta, per valorizzare al massimo le opere presenti.
sgarbi-a-miami3) Perché è stato scelto questo particolare periodo di svolgimento?
Il periodo scelto è dal 30 novembre al 4 dicembre 2016. Abbiamo deciso, di fare coincidere la mostra, con lo svolgimento della storica manifestazione fieristica di Miami Art Basel, che rappresenta il principale evento di settore e vede Miami testimonial e portavoce nel mondo, a favore della diffusione dell’arte e della cultura in generale, che sono considerate come dei linguaggi universali di comunicazione sociale e di aggregazione collettiva. Questa concomitanza, garantisce un ulteriore lustro alla mostra e permette di avere la miglior visibilità alle opere allestite in esposizione.
4) Cosa rappresentano per lei Miami e Milano?
Sono da sempre affascinato e attratto dalla Florida e in particolare da Miami, che con la sua unicità costituisce una parte nevralgica fondamentale della vecchia America. In essa, si ritrovano insieme, in perfetta fusione, passato e presente, antico e moderno, tradizione e innovazione. Milano, invece, è un cuore e un fulcro importantissimo, nel quale ruota una parte consistente delle mie attività nel campo artistico-culturale, che considero un po’ come la mia seconda città natale d’adozione. Entrambe, sono delle roccaforti fondamentali, per la promozione a largo raggio dell’arte e della cultura. Collegate insieme questa pregevole valenza si rafforza ancora di più, agevolando delle interessanti e vantaggiose opportunità anche per il futuro.
5) Avete ricevuto il supporto e il consenso da parte delle autorità istituzionali delle due città?
Fin dallo scorso anno, abbiamo riscosso grande approvazione da parte delle rappresentanze cittadine. I due Sindaci ci hanno sostenuto in pieno. Inoltre, sono arrivati dei significativi commenti di elogio anche da parte del Console italiano a Miami, del Presidente della regione Lombardia, del Direttore generale del Ministero degli affari esteri, di Vittorio Sgarbi, di Josè Dalì e del trio canoro Il Volo, che riscuote trionfali successi in tournée negli States. Questi consensi, ci hanno gratificato e compiaciuto tanto. (by Christian Flammia)

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“The Future is Our Only Goal”

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

alexander-rodchenkoMiami Beach Convention Center November 30 – December 4, 2016 Galerie Gmurzynska at Art Basel Miami Beach 2016. The careful selection of works across all sorts of media will feature artists such as: Kazimir Malevich, Alexander Rodchenko, Varvara Stepanova, Ilya Chashnik, Sonia Delaunay, Mikhail Larionov, Lyubov Popova, El Lissitzky, Olga Rozanova and Nikolai Suetin among many others.Realizing this special exhibition (after unique Art Basel Miami Beach projects with Zaha Hadid, Baz Luhrman and Germano Celent to name but a few) continues Galerie Gmurzynska’s commitment to art historically curated exhibitions, not only in its gallery spaces, but at the venues of the Art Basel fairs, setting standards for contemporary presentations and displaying the enduring legacy of classic avant-gardes constantly from a novel perspective as well as intertwining it with the present.
“Within the 50 year history of the Galerie Gmurzynska and its specially curated exhibitions for the Art Basel Miami, it is our pleasure to announce, at the eve of the 100 year anniversary of the 1917 Russian Revolution, a special presentation of Russian Avant-Garde works curated by renowned curator and scholar Norman Rosenthal featuring an exclusive booth design by Claude Picasso, whose love for the Russian Avant-Garde has been a continued inspiration.The history of collaborations with Claude Picasso dates back to the mid-nineties with shows such as “Picasso Ceramics” in 1997, as well as the “Picasso” presentation at FIAC in Paris leading the way to the extraordinary ARCO Madrid booth in 1998, uniquely presenting the works of the Russian avant-garde in a red cube resembling “the form of modernity as a rectangle” (Malevich). In view of next year’s major Russian Avant-Garde surveys around the world by leading museums such as the MoMA, New York and the Tate Modern, London, we see our presentation at ABMB as a timely introduction. Galerie Gmurzynska, being known as the prime gallery for introducing Eastern European Avant-Gardes and their scholarly discourse to Western collectors and scholars alike since the 1960s, strives to reintroduce the emphasis of the freshness as well as the timelessness of Suprematist and Constructivist work in Miami.The avant-garde masterpieces curated by Norman Rosenthal together with the constructivist booth design realized by Claude Picasso will feature several creative narratives such as: Abstraction, Advertising, Architecture, Cinema, Construction, Design, Fashion, Figuration, Music, Photography, Poetry and Posters. This comprehensive selection resembles Tatlin’s famous quote to seek “not the old, not the new, but the necessary”, underlining the substantial fusion of art and life thus merging artistic practices and everyday life into a hybrid autonomy of a new art – and a new being. The Russian avant-garde was at the beginning of the 20th century by far the most advanced movement of its time.” (by Norman Rosenthal) (photo:Alexander Rodchenko)

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Referendum e la “pezza” del rinvio

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

costituzione1Pericolo scampato, problemi persistenti. L’idea, senza paternità certa e destinata a rimanere orfana, di rinviare all’anno prossimo il referendum costituzionale, per fortuna non è passata ed è ormai archiviata, salvo sorprese (improbabili ma non impossibili, considerato che le argomentazioni sono tutt’altro che infondate) che dovessero arrivare dal ricorso dell’ex presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida presso il Tribunale di Milano, che chiede di accogliere la richiesta di sollevare davanti alla Consulta l’eccezione di legittimità della legge istitutiva del referendum, laddove non prevede l’obbligo di scissione del quesito quando la riforma riguardi più temi. Non che l’idea fosse sbagliata in sé: fummo tra i pochi ad applaudire il Nobel per l’economia Joseph Stiglitz quando nell’agosto scorso (prima del terremoto di Amatrice) suggerì a Matteo Renzi di “cancellare” la consultazione paventando che si sarebbe potuta rivelare un cataclisma per l’eurozona, figuriamoci se ci poteva spaventare l’ipotesi di un rinvio alla prossima primavera. Ma un conto era prendere decisioni drastiche – l’economista americano temeva non tanto il risultato quanto la speculazione finanziaria che sulla consultazione si poteva innestare, e quindi chiedeva che il governo rinunciasse al referendum adottando quelle decisioni politiche che l’avrebbe reso superfluo – e prenderle in quel momento, quando la prospettiva era ancora di votare ai primi di ottobre e sull’Italia pesavano “solo” 4 mesi di campagna elettorale (da aprile in poi, con le ferie estive di mezzo), e un altro conto sarebbe stato decidere un rinvio a 30 giorni dal 4 dicembre, dopo altri tre mesi di scontri furibondi.L’attesa infinita porta solo nuove incognite, ha scritto giustamente Massimo Franco sul Corriere della Sera. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum, aggiungiamo noi: fu un errore far slittare da ottobre a dicembre la data del referendum, ora sarebbe stato un orrore. Lo diciamo sapendo che ad oggi viene accreditata una vittoria del No, lo avremmo detto allo stesso modo se i sondaggi suggerissero il contrario. Senza contare che se si fosse voluto smontare l’effetto politico, per carità, la motivazione era anche nobile – ritrovare la coesione per far fronte ai drammi del terremoto – ma semplicemente si era ormai fuori tempo massimo. Perché quegli esiti che Stiglitz paventava si sono già in certa misura prodotti – il Paese bloccato in attesa del responso delle urne, con lo spread oltre i 160 punti e l’Istat che è costretta a certificare che i consumi e l’economia rallentano e che, soprattutto, non c’è nessuna prospettiva di accelerazione nei prossimi mesi – anche se per fortuna non (ancora) in misura così drammatica, e perché oggi il rinvio finirebbe con l’allungare i tempi della campagna elettorale, anziché pacificare gli animi, moltiplicando gli effetti perniciosi del referendum. Che, come abbiamo già detto nelle scorse settimane e che ribadiamo con forza, sono molto più legati alla lunghezza e alle modalità dello scontro elettorale – trasformato per colpa di tutti, ma di Renzi in primis, in una sorta di giudizio universale sul governo e sul primo ministro – piuttosto che alla prevalenza del Sì o del No.Detto questo, rimane la necessità di evitare che l’ultimo mese che ci separa dal voto finisca per dar ancor più fuoco alle polveri di quanto già non sia stato fin qui. L’altissimo numero di coloro che restano incerti sul da farsi – se andare a votare e quale delle due risposte eventualmente dare al quesito – ci conferma che è stato un errore madornale trasformare il referendum in un surrogato delle elezioni politiche, e che ora il rischio è che i cittadini frastornati e scocciati da questo scontro senza logica finiscano per restare a casa, nauseati. Così come il rischio post referendum, quale che ne sia l’esito, potrebbe rivelarsi quello di non riuscire a rimettere insieme i cocci del sistema politico – si pensi, per esempio, alla tenuta del Pd – a tutto vantaggio delle forze populiste.Dunque, se lo spirito pacificatore con cui è nata (e subito abortita) l’idea del rinvio era sincero, se ne recuperi l’essenza e si dia una svolta a questo ultimo mese di campagna elettorale. Prima di tutto ce lo aspettiamo da Renzi. E non solo perché porta le maggiori responsabilità di aver voluto per primo trasformare il referendum in un plebiscito politico, e perché è presidente del Consiglio. Noi ce lo aspettiamo perché dare una svolta a questa deriva sarebbe nel suo interesse personale. Sia che vinca il Sì, perché eviterebbe di drogarsi del risultato finendo per commettere gli stessi errori che ha commesso dopo l’inebriante ma fuorviante risultato delle elezioni europee (il famoso 40%, l’inizio della parabola discente del giovane premier), sia che vinca il No, che indubbiamente sarebbe per lui una sonora sconfitta anche se dovesse restare a palazzo Chigi.Come fare a sparigliare il gioco e mettere il referendum su un binario diverso da quello su cui sta camminando? Sprecata l’occasione della suddivisione in più quesiti della domanda referendaria, restano altre due possibilità. La prima è fare subito una proposta di radicale cambiamento dell’Italicum, che consenta di evitare la bocciatura della Corte Costituzionale e di catturare il consenso di Berlusconi e di quella parte del centro-destra che lo segue (tanto di guadagnato se Salvini si metterà di traverso). Qui non si tratta di prendere impegni, magari generici per il dopo voto, ma di prendere un’iniziativa che dia certezze prima di tutto agli italiani e poi al parlamento di dove s’intende andare a parare. Pensiamo che rifarsi al sistema tedesco sarebbe oltremodo saggio, ma ci metteremmo la firma anche se si facesse il copia e incolla del modello di voto (e quindi istituzionale) francese. Seconda possibilità: dire fin d’ora cosa Renzi intende fare, sul piano delle iniziative e delle alleanze politiche, sia nello scenario di prevalenza dei Sì che dei No. Difficile? Troppo poco tempo davanti? Certo, partendo prima sarebbe stato tutto più facile. Ma volendo, si può. E sarebbe – finalmente – la prima dimostrazione che Renzi si è trasformato da abile politico a statista. Ora o mai più. ( Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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Lavorare all’estero, ci provano sempre più medici. Ecco come si fa

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

doctorDei 90 mila italiani che si sono trasferiti all’estero nel 2014, 2363 erano medici contro i 396 di cinque anni prima. Il tasso di incremento, per uno spopolamento che colpisce soprattutto il Nord, si arriverebbe a 5 mila richieste in tre anni. Per andare dove? In Gran Bretagna, dove c’è carenza di camici, ma non solo: anche in Germania e Scandinavia. Al di là dei requisiti della conoscenza della lingua, materia dove ciascun paese alza e abbassa l’asticella secondo necessità, esistono regole fisse per chi dall’Italia vuol trasferirsi per esercitare fuori, le ricordiamo con l’aiuto degli Uffici Estero – Legale e Legislativo della Federazione degli Ordini. Le Autorità estere chiedono ai nostri camici una domanda di riconoscimento di laurea e specialità, un “attestato di conformità” per la libera circolazione nei paesi dell’U.E, in Svizzera o nell’Area SEE (Islanda, Liechtenstein, Norvegia) e un certificato di onorabilità professionale (“good professional standing”). Quest’ultimo è rilasciato dal Ministero della Salute per i paesi europei citati mentre per gli altri paesi può essere rilasciato in alternativa anche dagli Ordini provinciali e/o dalla Fnomceo.
Autocertificazioni – La domanda di riconoscimento si fa come medico specialista (modello G1) o come medico di medicina generale (modello G3), la modulistica è scaricabile dal portale del Ministero della Salute. Va presentata al Ministero della Salute, Direzione Generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del S.S.N. Uff. VII, Viale G. Ribotta 5, Roma o consegnata all’Ufficio Accettazione Corrispondenza allo stesso indirizzo. Alla domanda su modello G1 si allegano fotocopia della carta identità più autocertificazione (dpr
445/2000 art 46) che attesta il possesso del titolo di laurea, la denominazione, l’elenco degli esami sostenuti, date di immatricolazione e di conseguimento del diploma di laurea, informazioni sulla durata legale del corso e sull’Università che lo ha rilasciato, se si è svolto interamente in Italia (non lo fosse va allegata documentazione della delibera dell’Università di convalida degli esami sostenuti all’estero con firma del Rettore più elenco esami sostenuti in Italia). In autocertificazione vanno poi indicati il possesso del titolo di abilitazione con data di conseguimento; l’iscrizione all’Ordine con data e numero, eventuali cancellazioni precedenti da altri Ordini. Bisogna infine indicare se si sono riportate misure o sanzioni disciplinari “o amministrative”. Su ogni domanda a uno stato estero si paga una marca da bollo di 16 euro.
Particolarità – I medici specialisti di cui al modello G1 in autocertificazione devono indicare anche il possesso del titolo di specialità con denominazione, date di immatricolazione e conseguimento del diploma, durata legale del corso, Università che lo ha rilasciato e stato di servizio specificando le strutture pubbliche dove si è lavorato e, per le strutture private, si allega la documentazione direttamente prodotta. Se il corso di specializzazione è iniziato entro il 1983 o ci si è specializzati in oncologia medica con un corso di 4 anni anziché 5 (durata “Ue”), si deve dimostrare di avere lavorato in Italia almeno 3 anni consecutivi negli ultimi 5 nella specialità per la quale si chiede il rilascio dell’attestato. Chi aspira a fare il medico di famiglia Oltralpe deve compilare il modulo G3, inviando carta d’identità ed autocertificazione dove attesta la laurea, l’abilitazione, l’iscrizione all’ordine e il possesso dell’attestato di formazione triennale indicando denominazione e data di conseguimento del titolo e della regione che lo ha rilasciato.
Per chi viene dall’estero – Sia i medici e gli odontoiatri con titoli di laurea e/o specializzazione conseguiti sia in Paesi comunitari, Svizzera o in Paesi SEE sia quelli di paesi “non comunitari”, devono fare domanda al Ministero della salute e sottoporre il loro titolo di studio all’esame di una Conferenza dei Servizi. La procedura di riconoscimento della qualifica professionale è molto più rapida per i medici provenienti da Paesi comunitari. E’ invece più lunga per i medici provenienti da Paesi non comunitari e può concludersi con un rinvio ad una specifica prova attitudinale – questionario scritto ed esame orale – o con l’obbligo di seguire un tirocinio in una struttura sanitaria pubblica.
Tessera professionale alle porte – Per medici e odontoiatri con un titolo comunitario conseguito in un Paese UE, della Confederazione svizzera o dell’Area SEE (Norvegia, Islanda, Liechtenstein), o riconosciuto da un Paese comunitario, la situazione cambierà in un prossimo futuro quando entrerà a regime anche per la professione medica l’European professional card che certificherà la legittimità dei titoli posseduti dal professionista ed è la prova elettronica che il professionista ha superato i controlli amministrativi e ottenuto il riconoscimento delle proprie qualifiche professionali nel paese ove intende esercitare, o che risponde alle condizioni necessarie per prestare temporaneamente i suoi servizi in tale paese. (Mauro Miserendino – fonte Doctor33)

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As America decides, The Economist informs

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

hillary-trump.gifAs a tumultuous presidential election draws to a close, the American people have a choice to make. Whichever candidate they select, the decisions taken in the Oval Office will have an impact far beyond the country.Hillary Clinton has ideas The Economist disagrees with. But we also believe that she is the right choice in this contest and would merit consideration even against a more appealing Republican rival than Donald Trump.But what do you think? Before America votes, make sure you get the facts on the contenders vying for one of the world’s most powerful jobs. Explore our free article hub on Election 2016. Here you’ll find The Economist’s analysis of the candidates, their policies and what to expect from America’s 45th president. Click on the image below to read now or subscribe to get full access to The Economist as the results of the election unfold. (font: the economist)

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New EWG study: Germany falls behind on its climate targets Zero-carbon economy needed to meet Paris Agreement

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

berlinoBerlin – Germany’s current climate targets are too weak and fall short of meeting the Paris Climate Agreement. Meanwhile, the German government is on track to missing even these weak climate targets, a new study by the Energy Watch Group and the Association for the Study of Peak Oil and Gas (ASPO) Germany shows.The Paris Agreement is entering into force today. Yet, the former climate leader Germany is most likely to take off to the world climate conference COP22 in Marrakesh without a Climate Action Plan in place – and is turning into a climate sinner.“The federal government needs to completely rewrite its Energy Concept and climate targets. The greenhouse gas emission reduction target of 80-95% by 2050 compared to 1990 levels is inadequate to meet the Paris targets”, Hans-Josef Fell, co-author of the study, President of the Energy Watch Group, and Member of the German Parliament 1998-2013 says.
“Current climate protection measures do not bring about any significant emissions reduction. Global temperature is increasing at unprecedented speed. Given the consequences we already observe today, any further increase of global temperatures – 1.5°C or less – should be unacceptable. The target should be a cooling to preindustrial levels”, Fell adds.
The new study ‘German Climate Policy – From Leader to Laggard’ proves that the emissions reduction pathway in Germany has been surpassed every year since 2010. Especially the transport, electricity and agricultural sectors have contributed to this transgression. According to the government projections, in its most ambitious scenario, the transport sector for example will exceed the set 2035 targets by a striking 91%.“The emissions reduction pathway from 2010 was already exceeded years ago. With the new more ambitious targets of the Paris Agreement in place, additional and stronger measures are now needed. The aim should be a zero-carbon economy by 2030”, Jörn Schwarz, author of the study and chairman of ASPO Germany says.
A global zero-carbon economy should go hand in hand with the creation of effective carbon sinks and requires a range of measures on the policy and technical level. The study shows that 100% renewable energy as well as a functioning circular economy is essential. The study authors recommend including climate protection into the constitution; creating incentives for private investments into climate change protection; and promoting research and education in this field.
“This study clearly shows that the current German energy policy removes any possibility to meet the Paris climate targets. Compared to the ambitious measures of other countries, Germany is increasingly lagging behind on its climate protection action. The federal government is jeopardizing the livelihoods of current and future generations, and the competitive advantage of the country“, Dr. Volker Quaschning, Professor for regenerative energy systems at HTW Berlin, and peer reviewer of the study says. The study is currently only available in German. You can find it here.

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Gara di circumnavigazione in solitaria Vendée Globe

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

vendee-globevendee-globe1Il marchio norvegese sarà fornitore ufficiale della famosa gara di circumnavigazione in solitaria Vendée Globe per la stagione 2016-17.
Conosciuta come “Everest dell’oceano”, la Vendée Globe è la più famosa sfida nautica del mondo. E’ una navigazione intorno al mondo in solitaria senza alcuna assistenza e senza mai fermarsi. Questi tre parametri determinano il carattere unico dell’evento e fanno parte del suo Dna. Fin da quando venne creata nel 1989, la Vendée Globe ha acquisito lo status leggendario con oltre sette edizioni piene di gioia, prodezze ma anche lacrime e, purtroppo, qualche dramma. Ogni quattro anni, i principali velisti in solitaria del mondo partono da Les Sables d’Olonne a bordo dei loro monoscafi di 60 piedi, IMOCA60. Si trovano lì per condividere un’avventura eccezionale e per darsi battaglia in una competizione di altissimo livello. Navigano lungo l’Oceano Atlantico, poi attraversano l’Oceano Indiano e Pacifico prima di tornare verso l’Atlantico, dopo aver circumnavigato i tre Capi leggendari, Good Hope, Leeuwin e Horn.
Senza assistenza e senza stop, le condizioni e le avversità della gara si sposano perfettamente con la filosofia Helly Hansen: realizzare prodotti di assoluto livello che aiutino la gente a stare bene e a sentirsi viva.
Michael Uhl, Direttore Marketing Europa di Helly Hansen, esprime tutto l’entusiasmo dell’azienda: “La Vendée Globe è la sfida nautica più difficile e più conosciuta al mondo. Non vediamo l’ora che attraverso questa partnership i nostri prodotti possano proteggere tutti i professionisti impegnati a terra e in mare e contribuiscano ad assicurare il successo della gara. Helly Hansen è una garanzia per i professionisti, sia in mare che sulla neve”.La scelta della fornitura ufficiale dell’abbigliamento è stata semplice per Yves Auvinet, Presidente del Comitato Organizzatore della Vendée Globe: “Tutto il nostro team lavora duro e in condizioni estreme, a terra e in acqua per star vicino ai velisti in gara. Scegliendo l’equipaggiamento Helly Hansen siamo sicuri che saranno tutti ben protetti dai loro indumenti. Considerato che il marchio norvegese produce equipaggiamento di livello sin dal 1877, siamo certi che Helly Hansen sia per noi il partner ideale”.Secondo Yves Auvinet, questa edizione della Vendée Globe sarà eccezionale: “Già sulla linea di partenza la gara 2916 batterà un record, grazie a 10 nazionalità diverse presenti – la più internazionale Vendée Globe di sempre. La gara ha raggiunto poi una nuova dimensione a livello di copertura media, grazie ai nuovi strumenti editoriali e digitali, al nuovo headquarter situato proprio di fronte alla Tour Eiffel e alle 1000 ore di trasmissioni nel mondo”.
I testimonials, così come tutto il personale della Vendée Globe, vestirà l’abbigliamento testato dai professionisti. Più di 200 persone dell’organizzazione e 130 velisti che lavorano per l’evento saranno quindi equipaggiati con capi Helly Hansen. La Vendée Globe 2016-17 parte il 6 novembre, giorno in cui Helly Hansen presenta nel Villaggio Vendée Globe la sua esperienza nella realizzazione di capi nautici. (foto: Vendée Globe)

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Massimo Ranieri al San Carlo

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

massimo-ranieriNapoli Giovedì 20 novembre, alle ore 20.30 l’atteso ritorno di Massimo Ranieri al Teatro di San Carlo con Malìa, un concerto fuori abbonamento, in cui l’amatissimo e poliedrico artista si esibirà con un quintetto all star del jazz italiano: Enrico Rava alla tromba, Stefano Di Battista ai sassofoni, Rita Marcotulli al pianoforte, Riccardo Fioravanti al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria.
Malìa, ultima produzione discografica di Massimo Ranieri e Mauro Pagani, è una rilettura in chiave jazz della grande canzone napoletana degli anni ’50 e ’60.
Ammaliante ed incantevole, il progetto ha preso forma attraverso una sorprendente avventura musicale, a partire da quell’epoca così magica per la canzone napoletana più ballabile e coinvolgente, raccontata oggi da Ranieri, ed il suo favoloso gruppo di veri e propri Maestri del jazz internazionale con rinnovata ed elegante essenzialità.
Massimo Ranieri, classe ’51, napoletano del quartiere Pallonetto-Santa Lucia, una carriera lunga 40 anni, in cui sono stati riconosciuti unanimemente e consacrati il suo grande talento di cantante, ballerino, interprete, mattatore, artista completo. Ranieri torna al Lirico della sua città con cui ha da sempre un rapporto unico ed indelebile.
Il pubblico del San Carlo lo ha più volte applaudito negli anni in diversi concerti (nel 1988, nel 2005 e nel 2007), e di apprezzarne anche la doti da regista (L’elisir d’amore nel 2005 e La traviata nel 2007). (foto: massimo ranieri)

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Giubileo delle persone detenute

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

carcereRoma 24 novembre Mario Marazziti (Demo.s-CD) dichiara: “saremo a Regina Coeli per parlarne con i detenuti. Lo immagino come una risposta concreta all’appello di papa Francesco alla misericordia”. Marazziti è il presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati, promotore alla Camera dell’Intergruppo “Carcere, Umanizzazione, Esecuzione della Pena, Riabilitazione” e primo firmatario dei disegni di legge per l’abolizione dell’ergastolo ostativo e per l’amnistia e l’indulto parteciperà alla Santa Messa celebrata da papa Francesco assieme alle persone detenute per lo speciale Giubileo della misericordia dedicato alle persone in carcere. Una piccola delegazione di Montecitorio, con Fabio Porta (PD) e Marta Grande (5Stelle), in rappresentanza dell’Intergruppo che si è costituito anche al Senato per iniziativa dei senatori Manconi e Corsini sarà a San Pietro., mentre si avvierà la Marcia da Regina Coeli al Vaticano, promossa dal Partito Radicale per chiedere un provvedimento di amnistia.
“Nessuna pena può escludere la possibilità della riabilitazione e la speranza” – ha detto Marazziti in occasione del Giubileo dei detenuti – “o si trasforma nel contrario. Purtroppo un tasso di recidività del 67 per cento per chi sconta tutta la pena è l’indice più evidente di una trasformazione della pena e della sua utilità, fino a trasformarsi nel suo contrario. Se due persone su tre tornano in carcere dopo avere scontato tutta la pena è una intera società che deve chiedersi cosa cambiare e come cambiare il sistema carcerario e giudiziario”.
“Aspetta da due anni il mio disegno di legge sulla abolizione del cosiddetto “fine pena mai”, che riguarda più di mille persone legate al crimine organizzato. Mentre ho depositato con Fabrizio Cicchitto e altri colleghi un disegno di legge realistico per l’amnistia e l’indulto non indiscriminati, per i reati che non creano allarme sociale, che non incrina il concetto della certezza della pena, ma che anticiperebbe il tempo del recupero sociale delle persone che hanno sbagliato per reati non gravi.
Senza mettere in discussione la definitività della pena occorre immaginare un patto educativo anche con chi ha compiuto i crimini più gravi, che permetta, a condizioni chiare, se rispettate, la possibilità di riconsiderare le modalità della pena stessa, riaprendo la porta alla speranza. E al cambiamento in meglio della persona”
All’indomani della morte di Marco Pannella, quando un coro trasversale di lodi al leader radicale si è alzato tra tutte le forze politiche mi sono permesso di suggerire una iniziativa concreta per dare corpo all’apprezzamento dell’azione politica, discussa e non sempre condivisibile, ma comunque straordinaria di Marco Pannella. Proprio attraverso una “tregua parlamentare” che permettesse di approvare un provvedimento di amnistia interpretato in maniera nuova, come riconciliazione e come premessa al recupero dei detenuti a una funzione sociale e un’occasione per il sistema giudiziario per ritrovare la sua fisiologia” – ha continuato in una nota Marazziti.
All’indomani del Giubileo, il 16 novembre, alla Camera, assieme al Cortile dei Gentili e al Cardinale Ravasi, con il ministro Orlando, deputati e senatori, testimoni e esperti, affronteremo in maniera concreta proposte per una esecuzione della pena più capace di riabilitazione, sotto il titolo “Pena e Speranza”, e il 24 novembre saremo a Regina Coeli per parlarne con i detenuti. Lo immagino come una risposta concreta all’appello di papa Francesco alla misericordia”.

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Renzi e Padoan prendono in giro gli italiani, mai come oggi

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

padoanNon si era mai visto un decreto-legge che ha effetti nel 2016, dichiarato collegato ad una manovra valida per il triennio 2017-2019 che deve essere ancora esaminata e votata. Un decreto fatto per fare cassa (le norme sulla definizione agevolata sono fatte solo per avere effetti nel 2017, e non aiutano affatto i contribuenti vessati e in difficoltà, ma premia solo chi ha soldi ‘pronti’) e per coprire ‘marchette’ pre-elettorali, con coperture aleatorie che contraddicono di fatto l’intera riforma del bilancio portata avanti in questi anni. La confusione nei saldi e nelle disposizioni di spesa è inimmaginabile. Non si era mai visto che in una relazione tecnica presentata alla Camera il 24 ottobre, un decreto-legge collegato contiene una disposizione (quella sulla voluntary disclosure) che non viene quantificata, e poi, guarda caso, all’interno della manovra di bilancio presentata qualche giorno dopo (teoricamente approvata dal Consiglio dei ministri lo scorso 15 ottobre) sbuca un articolo che quantifica proprio quella disposizione (con 1,6 miliardi di euro), giusto per far tornare i conti, messo quasi come ‘pezza a colori’ di un puzzle che purtroppo non torna. Per non parlare della presa in giro sull’aumento Iva e sulla presunta sterilizzazione delle clausole di salvaguardia. E’ noto come la manovra, rinvii l’aumento Iva solo di un anno, senza disinnescare una volta per tutte tale aumento. Ma il governo fa di più: come si evince dalla relazione tecnica dell’articolo 85 della manovra, addirittura nel 2019 aumentano i costi per 3,6 miliardi, portando l’aumento del’Iva addirittura al 25,9%: un’autentica follia! Questo governo continua a lasciare al Paese un’eredità pesante che sconteranno le generazioni future”.

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L’EVOO può influenzare la genesi e l’esito di alcune patologie tumorali e la loro terapia

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

olio-olivaI polifenoli dell’olio extravergine di oliva di qualità possono influenzare la genesi, lo sviluppo e l’esito di alcuni tumori e la loro terapia. È quanto emerso da una recente ricerca sulle attività biologiche dei polifenoli dell’EVOO pubblicata sulla rivista internazionale Oncology Reports, gestita dalla Lilt di Latina in collaborazione con il Capol di Latina, realizzata dal Dipartimento di Scienze e Biotecnologie della facoltà di medicina dell’Università La Sapienza Polo Pontino, e finanziata dalla Fondazione Terzo Pilastro.Nei laboratori universitari di Latina sono stati analizzati i campioni di olio da monocultivar Itrana dei produttori pontini partecipanti alle ultime 8 edizioni del Concorso Provinciale ‘L’Olio delle Colline’. Si è riscontrato che i polifenoli dell’olio extravergine di oliva, inibiscono la capacità delle cellule tumorali di riprodursi ed hanno effetti di riduzione della tossicità dopo il trattamento terapeutico con farmaci chemioterapici potenti e di potenziamento delle proprietà benefiche di altri. L’esperimento è stato condotto in vitro, estraendo i polifenoli da oli di alta qualità, e mettendoli a contatto con le cellule colturali tumorali della vescica. Il risultato è che la proliferazione delle cellule malate rallenta. È stato anche dimostrato che i polifenoli riducono lo stress ossidativo indotto da agenti alchilanti come la Mitomicina, un farmaco altamente tossico usato per il trattamento chemioterapico di vari tipi di neoplasie; e al contrario potenziano l’attività di altri tipi di farmaci utilizzati per la terapia, come il Tassolo, andando a modulare positivamente alcuni processi biologici. È il secondo studio sulle proprietà antitumorali dell’olio extravergine d’oliva gestito dalla Lilt di Latina e dal Capol di Latina, effettuato dal Dipartimento di Scienze e Biotecnologie della facoltà di medicina dell’Università La Sapienza Polo Pontino col finanziamento della Fondazione Terzo Pilastro. Il primo, pubblicato su Nutrition and Cancer nel 2013, ha mostrato che l’estratto fenolico di EVOO è in grado di inibire la motilità di cellule tumorali. Quest’ultimo invece ha definito alcuni meccanismi biologico-molecolari che suggeriscono che il consumo di EVOO può agire da agente preventivo delle lesioni neoplastiche. (fonte. olio oliva)

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Consumatori su pensioni: 800 mln su quattordicesima buttati dalla finestra

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

pensionatiLa spesa per gli interventi in materia previdenziale sarà di 6,8 miliardi tra il 2017 e il 2019 ma raggiungerà fino al 2026 in totale 24,3 miliardi di euro. Solo per la quattordicesima si stima una spesa annuale di 800 milioni di euro.
“Il Governo sulle pensioni sta facendo l’opposto di quello che bisognerebbe fare: regala la quattordicesima anche a chi non ne ha bisogno, non proroga il contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro, che scade a fine anno e non rispetta la sentenza della Consulta sul blocco della perequazione delle pensioni per gli importi bassi, pari a quattro volte il minimo, che hanno avuto finora solo un rimborso parziale” afferma Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Se, come sostiene il presidente dell’Inps, in sette casi su dieci la quattordicesima va a persone che non ne hanno alcun bisogno, andrebbe data in base al reddito Isee. Altrimenti si buttano i soldi dalla finestra, come si è già fatto per Tasi ed Imu. Poi andrebbe rinnovato il contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro e, infine, andrebbero adeguate al 100% del costo della vita le pensioni pari a quattro il minimo” conclude Dona.

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Scuola: Legge di Stabilità, beffa cosmica per il sostegno

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

scuolaNel testo della Legge di Bilancio presentato alla Camera, negli articoli 52 e 53, a proposito di stabilizzazione di posti, si parla soltanto di accorpamento degli spezzoni di cattedra che prevede, quindi, una vera e propria ‘aggregazione’ degli spezzoni di orario, anche tra più scuole, fino a formare una cattedra o un posto intero. Non c’è traccia, invece, della stabilizzazione dei posti di sostegno: 9 mila alunni disabili e le loro famiglie non avranno, pertanto, la stabilizzazione sperata. Vengono confermati in pieno, dunque, gli oltre 32mila posti precarizzati per legge la cui supplenza annuale al 30 giugno, malgrado si tratti di cattedre libere, obbliga 60 mila ragazzi disabili ad avere ogni anno docenti precari che, per gli effetti delle graduatorie, mutuano quasi costantemente.
Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): basta ‘tira e molla’ sul sostegno: decine di migliaia di posti in deroga costituiscono un’emergenza formativa nazionale. Se si vuole uscire dalla “babele” sul sostegno, cui pure quest’anno abbiamo assistito, con tanti supplenti annuali ancora da nominare a novembre inoltrato, occorre dare seguito alla sentenza pilota n. 80/10 della Corte Costituzionale e superare i laccioli messi sull’art. 40, comma 1, della Legge 27 dicembre 1997 n. 449, in base al quale è possibile assumere insegnanti di sostegno, in deroga al rapporto docenti-alunni. Proprio a tutela dei diritti degli studenti disabili e delle loro famiglie, per avere più docenti di sostegno, per l’adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto, oltre che per cancellare il vincolo quinquennale per i neo-assunti, Anief ha deciso di scioperare e indire un presidio davanti Montecitorio il prossimo 14 novembre.

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Quanto ci costano gli immigrati?

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

immigrati«Oggi dal Governo arrivano due notizie. La prima: il ministro degli Esteri Gentiloni dice che ben due terzi delle persone che sbarcano in Italia sono illegali. La seconda: il ministro Padoan fa sapere che l’Italia spenderà nel 2017 la somma di 4 miliardi per l’accoglienza. Facciamo una sintesi: l’anno prossimo 4 miliardi di euro delle tasse pagate dagli italiani verranno spesi da chi ci governa per dare vitto e alloggio a migliaia di immigrati clandestini che non scappano dalla guerra e non dovrebbero essere sul nostro territorio. Parliamo di un enorme fiume di denaro che in molti casi finirà nelle tasche delle cooperative rosse e bianche amiche di Renzi e Alfano invece di essere usato per aiutare i poveri e i disoccupati. Prima ci liberiamo di questo Governo e meglio sarà per tutti: il 4 dicembre gli italiani voteranno no e lo manderanno a casa». Lo scrive su facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. (n.r. Forse la gente non ha capito che i soldi per gli immigrati li tirano fuori gli italiani facendo più debiti e non certo l’unione europea che si limita a permetterci d’indebitarci sempre di più)

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Terroristi tra gli immigrati

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

terroristi“Il pericolo che con gli sbarchi dei clandestini arrivino in Italia anche terroristi è serio e concreto, come sosteniamo da tempo, specie perché i due fenomeni sono strettamente connessi, e non solo i rapporti dell’intelligence, ma anche i risultati investigativi emersi con numerose inchieste giudiziarie lo confermano. Oggi l’ennesima, e dopo tutte le scemenze su inesistenti abusi attuati con inesistenti mezzi di tortura contro gli immigrati da parte della Polizia, aspettiamo di vedere quale attenzione sarà riservata alla notizia che un siriano, già arrestato come scafista dopo uno sbarco, è finito di nuovo dentro, dopo ben due anni, per terrorismo! Ecco chi ci mettiamo in casa, ecco da dove nasce l’esigenza dei fondamentali riconoscimenti a cui la maggior parte dei clandestini si oppone, ecco con quale subdolo ed atroce percolo ci misuriamo ogni giorno. Altro che chiacchiere. Chi non capisce nulla di questo lavoro rimanga zitto invece che sollevare scandali fasulli a detrimento della sicurezza nazionale, e si cominci invece ad attuare serie soluzioni per impedire gli ingressi indiscriminati di chiunque in Italia”. Questo il commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, alla notizia che in Calabria, su disposizione del Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, la Guardia di Finanza ha eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di un siriano accusato di terrorismo. L’uomo era già stato arrestato, nel 2014, come presunto scafista dopo uno sbarco di clandestini e, secondo quanto reso noto dagli investigatori, questa nuova operazione rappresenta una delle “indagini in cui è stato verificato il collegamento diretto tra soggetti che pianificano il traffico di migranti ed organizzazioni terroristiche islamiche”. “E’ già intollerabile che un soggetto del genere fosse ancora sul nostro territorio nazionale – incalza Maccari -. Con il rischio anzi la certezza, evidentemente, di poter continuare a fare i propri comodi anche in favore, magari, delle organizzazioni terroristiche che minacciano il mondo intero e l’Europa soprattutto. Questa materia non è più una questione di mera solidarietà o di inutili chiacchiere sull’inclusione o sullo spirito di umanità. Garantire la sicurezza richiede precise regole e presupposti che, di questo passo e di fronte ad un’invasione senza filtri e senza freni, saranno totalmente disattesi. Se ne ricorderanno certi politicanti travestiti da difensori dei diritti umani quando salterà in aria una scuola, un centro sportivo o una chiesa?”.

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