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Quotidiano di informazione – Anno 28 n° 340

Perché votare NO al Referendum sulle modifiche alla Costituzione

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 novembre 2016

costituzione-de-nicola-de-gasperi_650x4474 ragionamenti, che non condivido, per votare NO o SI
1) “Voto no perché sono contro Renzi” oppure “Voto sì perché sono a favore di Renzi”, “Perché voglio indebolire questo Governo” oppure “lo voglio sostenere”, e altre ragioni di questo tipo. Il referendum è sulla Costituzione e non su Renzi. Il Governo Renzi (così come qualsiasi altro eventuale governo), piaccia o no, durerà al massimo qualche anno; le modifiche alla Costituzione dureranno decenni.
La Costituzione è molto più importante di qualsiasi Governo o contingenza politica: a seconda di quello che vi è scritto può irrobustire la democrazia o renderla fragile e precaria, può garantire efficacia ed efficienza o creare inefficienze ecc. Se nella Costituzione della Repubblica di Weimar non fosse esistito l’articolo che permetteva al Presidente della Repubblica di emanare decreti validi anche senza l’approvazione del Governo e del Parlamento probabilmente Hitler avrebbe avuto seri problemi a instaurare il nazismo.
2) “Perché si è cercato varie volte di cambiarla e poi non se ne è fatto niente”, oppure “La riforma costituzionale fa schifo, ma meglio che restare fermi” (Cacciari)Il cambiamento (e il non cambiamento) non sono valori in sé: se il cambiamento modifica la situazione in meglio è un valore, se la cambia in peggio è una iattura. Quindi bisogna entrare nel merito e valutare i possibili effetti della modifica della Costituzione.
3) “Con tante cose che non vanno proprio la Costituzione devono cambiare?” Si può essere di opinioni diverse sulla necessità o meno di modificare la Costituzione e se è o no una priorità, ma ora c’è una proposta di cambiamento sul tappeto e bisogna esprimersi nel merito. Se fosse una buona riforma sarebbe stupido rigettarla per tale motivo.
4) Ce lo chiede l’Europa Quello che chiede l’Europa non è detto che sia la cosa migliore per noi e per gli europei. Varie cose che l’Europa ha chiesto e ottenuto in questi anni, come la restrizione della spesa pubblica (anche per investimenti), il pareggio di bilancio come priorità assoluta (anche rispetto alla lotta alla disoccupazione), l’ossessione per una possibile ripresa dell’inflazione, ci hanno affossato in una crisi economica che dura da 9 anni, hanno determinato un enorme aumento della povertà e delle disuguaglianze, una tale deflazione, o un’inflazione talmente bassa, da comprimere consumi e investimenti, hanno portato a un vasto movimento anti UE e alla fine della coesione tra i suoi Paesi membri.
respect-costituzioneIn realtà queste politiche hanno avvantaggiato solo gli speculatori (oggi è chiamato “investitore” chi gioca in borsa), cioè i ricchi (infatti le disuguaglianze e la ricchezza dei ricchi sono aumentate in tutta Europa). Quindi che ce lo chieda l’Europa, la Confindustria, la BCE e la JP Morgan non è un motivo per mettere mano alla Costituzione. Questi soggetti (o i gruppi di potere che essi esprimono) hanno interesse che gli Stati mettano in atto i loro desiderata, prima che le informazioni raggiungano vaste fasce della popolazione, si crei un’opposizione e le scelte rientrino nel gioco democratico (e ciò nel campo della Politica con la P maiuscola), in modo da favorire l’informazione dei cittadini, fare esprimere le diverse posizioni (frutto di diversi interessi, bisogni, opzioni) e cercare di trovare una sintesi o una mediazione, avendo come faro il bene comune. Lo stop al TTIP (il trattato di libero commercio tra USA ed Europa) è avvenuto proprio perché non sono riusciti a chiuderlo subito, e quindi la popolazione ne è venuta a conoscenza, in modo che soggetti sociali ed economici (p. es. i piccoli agricoltori e produttori) capissero che era contro i loro interessi ecc.Un criterio importante da utilizzare per giudicare la bontà di qualsiasi Costituzione (e proposta di riforma): “Le Costituzioni sono catene con cui gli uomini si legano nei loro giorni di saggezza per non commettere suicidio nei loro giorni di follia” (JP Stockton). Quando si scrive o si modifica una Costituzione bisogna sempre ipotizzare la possibilità di “giorni di follia”. Se la Costituzione di Weimar o lo statuto albertino fossero stati più accorti, probabilmente nazismo e fascismo avrebbero avuto molte più difficoltà ad instaurarsi. Da ciò deriva che argomentazioni quali: “Non bisogna essere pessimisti”, “Ormai siamo una democrazia consolidata”, “I cittadini non permetteranno mai tali assurdità”, “Sono scenari da fantapolitica” ecc. sono argomentazioni prive di valore. E lo sono ancor più oggi che con le tecnologie e i saperi a disposizione e la presenza di soggetti con un’enorme ricchezza è molto facile guadagnarsi un ampio consenso in tempi anche molto brevi (si pensi alla discesa in campo di Berlusconi, alla Lega, a Grillo, a Orban, alla Polonia di Kaczyński e Szydło ecc.). Se ci avessero detto di Berlusconi politico prima della sua “discesa in campo”, avremmo pensato che fosse fantapolitica, e invece …
La Costituzione non è una legge qualunque. E’ il patto tra cittadini che costituisce uno StatoHa una “funzione ordinatrice e unificante”, cioè è la legge che:
a) dà un assetto allo Stato;
b) è la fonte per le altre leggi, fungendo da criterio di legittimità o meno;
c) unisce i diversi attori sociali e politici, in conflitto tra loro, in un quadro di valori e regole condivise (almeno dalla stragrande maggioranza dei soggetti), in modo tale da impedire che il conflitto possa diventare “distruttivo”.
Per garantire tutto ciò le Costituzioni moderne sono scritte da “Assemblee costituenti”, cioè organi preposti esclusivamente a tale scopo (non fanno leggi contingenti e non controllano/sostengono il Governo). Esse cessano di esistere al momento dell’approvazione della Costituzione, e sono elette con suffragio ampio e proporzionale (non dovendo garantire la “governabilità”, ma la rappresentatività).
Viceversa l’attuale modifica della Costituzione è stata scritta da un Parlamento non eletto con sistema proporzionale e, per di più, con una legge dichiarata incostituzionale. Il testo di modifica è stato redatto dal Governo, e non da una Commissione parlamentare, ed è stato approvato a maggioranza semplice, e per di più con una maggioranza che, a causa della legge elettorale anticostituzionale utilizzata, rappresenta meno del 40% dei cittadini votanti. Inoltre l’approvazione della riforma è avvenuta sotto la minaccia di crisi di governo e nuove elezioni. (di Pio Russo Krauss in abstract)

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