Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Archive for 12 novembre 2016

Proiezione film ungherese Parcheggio

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

parcheggioRoma lunedì 14 novembre 2016, presso l’Accademia di Romania (Piazza José de San Martin, 1.) si terrà la proiezione del film Parcheggio di Bence Miklauzic in lingua ungherese con sottotitoli in italiano. Parcheggio (Ungheria 2014, film artistico, digitale, 91 min)Regista: Bence MiklauzicSceneggiatura: Bálint Hegedűs, Ferenc Lengyel, Bence Miklauzic Direttore della fotografia: Márton MiklauzicMontaggio: Judit Czakó Musica: Zsolt Hammer, Ádám Jávor Produttore: Iván Angelusz, Péter Reich Attori: Ferenc Lengyel, Tibor Szervét, Lia Pokorny, Zoltán Rajkai.
Il Parcheggio è situato nella giungla dei casamenti di Budapest, in una parcella vuota, gestito dal ”Legionario” che ha costruito il suo piccolo impero all’ombra dei muri maestri. Egli vive tutto l’anno in una roulotte e persegue un unico obiettivo: impedire che il mondo esterno invada la sua isola di pace, l’unico posto dove egli si sente a casa. Un giorno però arriva un cliente, Imre, un uomo d’affari ricco ma solitario, che sta cercando un posto al sicuro per la sua Ford Mustang del 1965. La caratteristica di questo parcheggio è che tutti i clienti possono parcheggiare laddove si sentono ispirati, eccetto il posto protetto da una tettoia, dove il ”Legionario” non permette a nessuno di parcheggiare. Imre però si sente ispirato proprio da quel posto. Il ”Legionario” non è disposto a svelare il motivo perchè la Ford non può sostare là, Imre invece non accetta che un semplice custode di parcheggio lo contraddica. Ha inizio un duello vivace e pieno di sorprese che pian piano svela la fragilità dei due sfidanti solitari…

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Conti pubblici: “Pessime notizie per il governo Renzi”

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

Banca d'ItaliaNon si ferma infatti l’aumento dei rendimenti dei nostri titoli di stato: il Btp a 10 anni ha sfondato la soglia del 2%, un valore che non si vedeva dal luglio 2015, mentre il BTP a 50 anni, emesso in pompa magna dal Tesoro a inizio ottobre, si è rivelato un vero e proprio flop; gli italiani che l’hanno sottoscritto e volessero riprendersi i soldi incasserebbero oggi una perdita monstre pari al -11,6% dall’emissione, commissioni escluse. Un vero e proprio disastro combinato dai tecnici del Tesoro, probabilmente assecondando l’ennesima richiesta di qualche banca d’affari che controlla il Ministero. Anche lo spread tra Btp e Bund decennali è risalito a 170 punti base. L’Italia continua a soffrire più di tutti questa ondata di svendite, dovuta alle attese per il rialzo del costo del denaro negli USA, che dovrebbe avvenire a dicembre, ma anche dal possibile annuncio da parte della Bce di mettere fine al quantitative easing già dal marzo 2017. Nel frattempo, anche l’Economist comincia a preoccuparsi seriamente della situazione italiana: ‘La prossima volta in ‘stile Trump’ tocca all’Italia?’, ha twittato l’autorevole settimanale inglese, prevedendo la vittoria del no al prossimo referendum del 4 dicembre, contro quello che è considerato l’’establishment renziano’, legato a doppio filo alla finanza speculativa che è già stata punita due volte, prima in Inghilterra con la Brexit e poi negli Stati Uniti con Trump. Ci auguriamo che, anche in questo caso, valga la regola del ‘non c’è il due senza il tre’”.

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Referendum: Arco costituzionale per il No

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

costituzione-de-nicola-de-gasperi_650x447“I sondaggi danno il No oltre il 55%, io penso che potremmo arrivare al 60%. Il referendum costituzionale è un giudizio su questo cattivo governo, su Renzi, sulla sua cattiva politica economica”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti a margine della convention ‘Le ragioni del No’, organizzata dalla Fondazione Change a Genova.“Il governo Renzi non ha fatto niente per la gente, non ha fatto niente per i giovani, non ha fatto niente per gli anziani. L’Italia è il fanalino di coda dell’Europa: bassa crescita, alto deficit, alto debito, isolati da tutti, in Ue e nel contesto internazionale. Questa è l’Italia di Renzi.Noi con il referendum diremo No alla schiforma costituzionale, No alla schiforma della legge elettorale, e soprattutto No a Renzi e a questo cattivo governo. Il fronte del No è amplissimo come devono essere i fronti referendari. Avete presente la costituente Togliatti-De Gasperi? Era un fronte ampio anche quello, si chiamava arco costituzionale. Il nostro è un arco costituzionale a difesa della nostra Costituzione dalla schiforma Renzi. Governare sarà poi un’altra cosa, governerà il centrodestra, non governerò mica con Sinistra italiana, come del resto loro non vogliono governare con me. Ma a difendere la Costituzione siamo insieme: come Togliatti e De Gasperi nel ’47”, ha sottolineato Brunetta.

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Web Summit 2016, da Lisbona la nuova rete Europea dell’innovazione

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

andrea-di-camilloA cura di Andrea Di Camillo, Managing Partner del fondo di venture capital P101. 53 mila partecipanti, 15 mila società provenienti da 166 paesi, 7 mila CEO, 21 conferenze, un indotto previsto di circa 250 milioni di euro. Questo è il Web Summit 2016, in corso a Lisbona proprio in questi giorni, ovvero l’evento tecnologico più importante in Europa, in cui startup, investitori, e leader internazionali si incontrano per confrontarsi e costruire relazioni. Il Web summit nasce a Dublino ma si sposta per la prima volta quest’anno nel Sud dell’Europa, raddoppiando il numero di partecipanti rispetto al 2015: segnale inequivocabile che l’Europa meridionale non è più un fanalino di coda, ma si sta delineando sempre più chiaramente come il giovane cuore pulsante dell’innovazione nel vecchio continente.
Mentre si risolleva dall’ultima crisi finanziaria del 2000, il Portogallo si sta rapidamente facendo strada nella geografia europea del mondo startup grazie ad una comunità di imprenditori molto vivace, ma non solo: a candidare il Portogallo come la Silicon Valley europea c’è una campagna appena annunciata dal Segretario di stato all’industria João Vasconcelos, ovvero lo stanziamento di 400 milioni di euro di investimenti con Business Angel e venture capital, sgravi fiscali per gli investitori, una rete di oltre 80 incubatori certificati e un piano di sviluppo per portare la banda larga in tutta la nazione, comprese le scuole.Per questo e grazie alla rete generata dal Web Summit, la città portoghese si avvia ad essere riconosciuta a livello internazionale come polo dell’innovazione e nuovo hub per le startup. Anzi, secondo il The Guardian potrebbe essere la prossima capitale tecnologica d’Europa. Il Web Summit infatti non è solo l’occasione per assistere in prima persona ai talk di presidenti e rappresentanti di grandi nomi della tecnologia come Cisco, Facebook, Soundcloud, Blablacar, Niantic (quelli di Pokémon Go). Tra l’evento in sé e le sue diramazioni (Collision , RISE , MoneyConf), lo scorso anno le startup partecipanti hanno raccolto oltre un miliardo di dollari in investimenti e si prevede che quest’anno la cifra possa essere ancora più alta.
Noi di P101 abbiamo partecipato e siamo rimasti colpiti non soltanto dall’impressionante quantità di startup, istituzioni e investitori che questo evento è riuscito ad attirare, ma soprattutto dal fatto le oltre 50 mila persone partecipanti rappresentano l’affermazione di una nuova imprenditorialità, che va ben oltre il tema digitale/tecnologia e pone le basi per un modo del tutto nuovo di fare impresa.
Per l’Italia quello di Lisbona e in generale del Portogallo è un esempio da seguire: un Paese che fino a pochi anni fa era confinato al di fuori del radar dell’innovazione e della new economy europea, è riuscito a reinventarsi e a diventare il fulcro della futura rete delle startup continentali. Una strada che anche il nostro Paese può intraprendere e ha già iniziato a percorrere: il Web Summit è stato per l’Italia un banco di prova in cui abbiamo testato l’interesse internazionale per il nostro ecosistema e l’abbiamo trovato, senza troppa sorpresa, in crescita. Le startup del sud Europa ed italiane in particolare rappresentano oggi un’opportunità di investimento nuova, fresca, di alto livello, che le corporate nazionali ed internazionali non possono lasciarsi scappare se vogliono restare competitive. (foto: andrea di camillo)

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Lettera di Renzi agli italiani all’estero

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

respect-costituzioneDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“La notizia, lanciata ieri dalla ministra Boschi, delle milioni di lettere partire da parte del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, agli italiani residenti all’estero in merito al voto sul referendum costituzionale è di una gravità inaudita e senza precedenti. Roba da Procura della Repubblica e da reato ministeriale.Come fa il governo ad avere questi indirizzi e questi elenchi? Perché non sono accessibili anche al fronte del No? Come saranno spedite le lettere? Chi pagherà, il Partito democratico o il governo italiano? Siamo pronti a chiedere conto di tutto ciò al presidente del Consiglio, al ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, e chiederemo già nelle prossime ore un incontro al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella”.
“Le lettere inviate dal presidente del Consiglio agli italiani all’estero non sarebbero pagate dagli italiani, ma dal Pd, di cui Renzi resta Segretario nazionale. Ma questa precisazione peggiora le cose perché non si capisce come il PD abbia potuto entrare in possesso degli elenchi degli italiani residenti all’estero, con tanto di domicilio. Chi gli ha dato l’accesso? A quale titolo? Vuoi vedere che c’è la “magagna”? Perché se l’indirizzario è quello di Palazzo Chigi, quel database non può assolutamente uscire da quel ‘portone’ né fisicamente né informaticamente. Si tratterebbe di palesi violazioni della legge sul trattamento dei dati personali con pesanti conseguenze penali. Per chiarire questo episodio ho predisposto un’interrogazione al presidente del Consiglio e un esposto al garante della Privacy. Del resto l’art. 1 della legge n. 470/1988 recita: “Le anagrafi dei cittadini italiani residenti all’estero (AIRE) sono tenute presso i comuni e presso il Ministero dell’interno””. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.
“Se l’accusa del direttore del tg di La7, Enrico Mentana, fosse confermata, ci piacerebbe sapere a che titolo Renzi ha inviato le lettere contenenti le sole ragioni per il SÌ ai nostri connazionali all’estero. E’ sempre più evidente che il presidente del Consiglio sta trasformando il voto del 4 dicembre in un referendum “personale” con l’intenzione di ricavarne quella legittimazione diretta che gli è sempre mancata. Un’azione gravissima che, oltre a violare le regole della par condicio, falserebbe il risultato del voto”.
Così in una nota, Federico Mollicone, responsabile nazionale Comunicazione FdI-An
(n.r. Questa volta il Presidente della Repubblica non può continuare a tacere come sua abitudine. E’ d’obbligo un suo preciso intervento per fermare un’iniziativa che, come afferma l’on.le Brunetta, può avere di là dei risvolti penalistici una interferenza senza precedenti in un voto popolare che è destinato a mutare gli stessi ruoli istituzionali del Paese.)

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“Dall’ammuina al nuovo ordine sociale”

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

Palermo-Panorama-bjs-2Palermo lunedì 14 novembre, alle 10 (fino alle 12) nella sala conferenze dell’Associazione Siciliana della Stampa (via F.Crispi, 286). “Dall’ammuina al nuovo ordine sociale” è il titolo dell’edizione numero 31 del Report Sud, il rapporto semestrale previsionale sull’economia del Mezzogiorno, realizzato da Diste Consulting per Fondazione Curella.
Apre e coordina i lavori Pietro Busetta (Università degli Studi di Palermo, Fondazione Curella), presenta il Rapporto Alessandro La Monica (presidente Diste Consulting). Ne discutono Antonio Purpura (Università degli studi di Palermo) e Sebastiano Bavetta(Università degli Studi di Palermo). Con l’occasione saranno presentate Le Giornate dell’Economia del Mezzogiorno che si svolgeranno dal 21 al 26 novembre.

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Fertilità e Sessualità: una fragile alleanza

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

torinoTorino Sabato 19 novembre 2016 – 8,30-18,30 Centro Congressi Museo dell’Automobile di Torino Corso Unità d’Italia 40. L’incontro nasce dall’idea di approfondire la relazione che oggi intercorre tra fertilità e sessualità, tematica generalmente ignorata. L’introduzione della pillola anticoncezionale e il conseguente impedimento della procreazione hanno rivoluzionato la sessualità nei paesi occidentali, rompendo questo binomio secolare: la sessualità per la fertilità. Con la maggior libertà sessuale ottenuta si è spostato in avanti il momento della ricerca prole, che se nel passato era collocato tra i 18 e 22 anni, ai giorni nostri si è spostato ormai oltre i 30 anni. Nelle statistiche mondiali il maschio italiano in cerca di prole è tra i più vecchi al mondo: nel 2014 superava i 35 anni (dati ISTAT).
Nello studio della coppia infertile raramente l’aspetto sessuale viene valutato in maniera approfondita. Con le tecniche attuali di procreazione l’aspetto sessuale dell’infertilità può essere assolutamente ignorato. Però, l’infertilità stessa può essere causa di disturbi sessuali. Nel maschio la sessualità e la fertilità sono più strettamente collegate che nella donna. Il meccanismo dell’eiaculazione, infatti, indispensabile per la procreazione, necessita di un orgasmo, mentre la donna può rimanere gravida anche senza provare alcun piacere sessuale. L’obbligo assoluto da parte del maschio di raggiungere un’eccitazione massimale ed un orgasmo a comando sia nella diagnostica (esame seminale) sia nei frequenti rapporti mirati, crea spesso un disturbo del piacere e secondariamente del desiderio. Nei casi più severi si arriva ad un deficit erettile secondario. E’ necessario quindi che chi opera nel campo dell’infertilità abbia anche una competenza sessuologica per riconoscere quei casi in cui è necessaria un’attività di counselling per impedire un peggioramento nel rapporto sessuale (Giorgio Del Noce).
L’intento è quello di cercare di unire le diverse professionalità e mettere in luce i problemi che spesso sono trascurati da coloro che si occupano di fertilità e anche di sessualità. L’incontro è rivolto a tutte le professioni sanitarie.
L’incontro ha ottenuto il patrocinio di: Società Italiana di Andrologia (SIA), Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS), Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica (FISS), Scuola Superiore di Sessuologia Clinica (SSSC), Associazione Scuola di Sessuologia Torino (ASST), Istituto Scientifico di Psicosessuologia Integrata (ISPSI).

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Aumenta lo spread ma il referendum non c’entra

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

La_Borsa_-_Dettaglio_-_Foto_di_Giovanni_Dall'OrtoDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Come sempre Renzi gira la frittata. Non è il timore che vinca il No al referendum la causa dell’aumento fino a 170 punti base dello spread tra i rendimenti dei titoli di Stato italiani rispetto agli equivalenti titoli tedeschi: sono le sue promesse non mantenute, i suoi imbrogli, il suo azzardo morale, la sua cattiva politica economica, le sue mance e mancette distribuite negli anni per comprarsi il consenso ad aver creato l’instabilità in Italia. La sua non credibilità, tanto a livello interno che internazionale, ha portato all’aumento del deficit fino a livelli pericolosamente vicini al 3% (per il 2016 era previsto a -0,9% nel Def 2014, invece finirà per chiudere, se va bene, a -2,3%, con un Delta negativo di 1,4 punti di Pil); il debito pubblico a picchi mai visti, lievitato di 127 miliardi da quando Renzi è al governo, toccando il record di 2.225 miliardi; la pressione fiscale alle stelle (44,2% nel 2016) e la spesa pubblica fuori controllo, continuando ad aumentare dagli 826 miliardi del 2015 agli 849 del 2019, con un aggravio di 23 miliardi in 5 anni. Tutte cifre certificate dal governo stesso nella Nota di aggiornamento al Def e a cui fa riferimento l’Europa nel manifestare le proprie, gravi, perplessità. Questo stanno scontando i mercati in questi giorni: il cattivo operato dell’esecutivo italiano da febbraio 2014 a oggi, le baruffe di Renzi con l’Europa, gli impegni non mantenuti sui conti pubblici, le mezze riforme o le riforme sbagliate, come quella della Pubblica amministrazione e il Jobs act, che ha creato una bolla nel mercato del lavoro, la finta Buona scuola, la pessima riforma della Costituzione. E la già fallita, prima ancora di essere applicata, Legge elettorale. I nodi del malgoverno di Renzi sono venuti al pettine e i mercati ne stanno semplicemente prendendo atto. Per questo quanto prima Renzi va a casa meglio è. Per favore, la si smetta di dire in giro che quello che sta avvenendo è legato all’eventuale vittoria del No al referendum. Se mai è vero il contrario: la vittoria del No al referendum ha il compito di riportare la stabilità e l’equilibrio in Italia dopo le follie di Renzi”.

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Young Business Talents

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

scuola-del-futuroÈ in pieno corso la fase di recruiting delle scuole italiane per Young Business Talents, simulatore d’impresa che permette ai giovani di prendere decisioni all’interno di un’azienda. Com’è ormai consuetudine – il progetto è giunto alla quarta edizione – i ragazzi sono invitati a partecipare a una competizione nazionale la cui finale si disputerà a Milano, presso Palazzo Mezzanotte, venerdì 7 aprile in un evento full-day organizzato dal main sponsor Nivea.
Il simulatore di impresa utilizzato nel programma Young Business Talents è realizzato dalla spagnola Praxis MMT, e ha caratteristiche uniche nel suo genere: non giudica in assoluto le decisioni, ma le classifica come “migliori” o “peggiori” rispetto a quelle dei rivali, come nella vita reale. Chi lo utilizza compete non contro una macchina ma contro le altre imprese che interferiscono nei risultati dei partecipanti, come avviene nella realtà.
Il simulatore non è teorico: i dati descritti nello scenario non sono inventati, è un’emulazione di un settore reale e del suo comportamento, e riproduce il processo decisionale con estrema fedeltà, arrivando a contemplare ben 113 decisioni.
In questo senso offre ai ragazzi una concreta possibilità di sperimentarsi sul campo, affrontando – con tutti i vantaggi dell’ambiente ludico – situazioni e sfide che un domani saranno chiamati a vincere nella vita.
Questa quarta edizione di Young Business Talents è la prima a tenersi in Italia dopo l’entrata in vigore della nuova legge di riforma n° 107/15 (altrimenti detta “la buona scuola”), che all’art. 1 dal comma 33 al comma 44 introduce e regolamenta l’obbligo di alternanza scuola-lavoro per tutti gli alunni del triennio delle scuole secondarie di secondo grado nella misura di 200 ore nei licei e 400 ore negli istituti tecnici e professionali, fruibili anche durante il periodo di sospensione dell’attività didattica e all’estero.
L’utilizzo del simulatore e la partecipazione al concorso valgono 120 ore nel contesto del programma Impresa Formativa Simulata.
Ricordiamo che, ai sensi della legge, in sede di esame di Stato i progetti di Alternanza Scuola Lavoro e Impresa Formativa Simulata peseranno ben 40 punti contro i 25 attuali, e le prove scritte potranno valere un massimo di 20 punti ciascuna (oggi le tre prove scritte valgono 15 punti a testa e nel colloquio si può arrivare a un massimo di 30).
Il concorso si svolge da novembre a marzo. Ad aprile, come detto, la finale.
Tutti i semifinalisti otterranno un diploma. Le 15 squadre finaliste, che saranno invitate a partecipare all’evento di Milano, si divideranno un montepremi di 11.670 euro. In dettaglio, le 15 squadre meglio classificate in ognuna delle 15 simulazioni della finale otterranno 400 euro ciascuna.In aggiunta, le cinque finaliste che raggiungeranno il massimo profitto otterranno 600 euro (la prima), 480 euro (la seconda), 360 euro (la terza), 280 euro (la quarta) e 200 euro (la quinta).Gli insegnanti e gli istituti scolastici riceveranno a loro volta dei premi.Nel 2014-2015 si iscrissero 189 scuole, tra licei e istituti tecnici e professionali, per un totale di 3488 studenti divisi in 1041 squadre. A vincere fu la squadra Quelle giuste dell’IIS Salvemini di Lecce; seconde classificate le Prosecchine dell’ITT Da Collo di Treviso, seguite da Top player dell’ITC Frammartino di Roma, Future managers dell’ITC Bonelli di Cuneo e The businessmen del Liceo Marconi di Sassari.La competizione si svolge anche in Spagna, Messico, Portogallo e Grecia.
Young Business Talents è un simulatore d’impresa rivolto a ragazzi da 15 a 21 anni; permette di esercitarsi a prendere decisioni di ogni tipo all’interno di un’azienda. Il concorso a esso legato è a più livelli, regionale, nazionale e internazionale. Co-organizzato da Nivea e da Praxis MMT, si svolge ogni anno in Spagna, Italia, Messico, Portogallo e Grecia e dà ai giovani l’opportunità di sperimentarsi in decisioni di general management. La finale italiana è in programma a Milano venerdì 7 aprile 2017.
La quarta edizione di Young Business Talents è la prima a tenersi in Italia dopo l’entrata in vigore della nuova legge di riforma n° 107/15 (altrimenti detta “la buona scuola”), che all’art. 1 dal comma 33 al comma 44 introduce e regolamenta l’obbligo di alternanza scuola-lavoro per tutti gli alunni del triennio delle scuole secondarie di secondo grado nella misura di 200 ore nei licei e 400 ore negli istituti tecnici e professionali, fruibili anche durante il periodo di sospensione dell’attività didattica e all’estero. L’utilizzo del simulatore e la partecipazione al concorso valgono 120 ore nel contesto del programma Impresa Formativa Simulata.
Nel 2014-2015 si iscrissero 189 scuole, tra licei e istituti tecnici e professionali, per un totale di 3488 studenti divisi in 1041 squadre.

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La Repubblica di De Benedetti ordina: Renzi esegue

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

scalfari_eugenio13Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica 3 novembre 2016: “Scrivo a Renzi, e glielo dico pure quando abbiamo occasione di vederci e di telefonarci, di abolire il ballottaggio perchè sennò finiamo di essere governati dal M5S”. “La Commissione del Pd che doveva fare una proposta sulla legge elettorale, ha prodotto un risultato che ha come caratteristica fondamentale quella di eliminare il ballottaggio, che era un modo certo per Renzi per perdere, quindi a questo punto non ho nessun motivo per non fare ciò che ho sempre detto, cioè se cambiano voto sì”. Questa è la dimostrazione che le cosiddette “riforme” da quella della Costituzione a quella della legge elettorale, vanno bene fino a che fanno gli interessi delle elite del sistema e servono ad escludere dal governo il Movimento 5 Stelle. (foto: debenedetti)(fonte: blog Grillo)

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Referendum 4 dicembre: sorteggio informatico per reperimento scrutatori seggio. Garantita parità di genere

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

campidoglioRoma. In occasione del referendum costituzionale di domenica 4 dicembre 2016, la nomina dei 7.800 scrutatori nei 2.600 seggi elettorali di Roma Capitale avverrà mediante sorteggio informatico tra tutti gli iscritti nell’apposito albo capitolino, nel rispetto delle quote di genere (50% uomini e 50% donne) e riservando i due terzi delle nomine ai giovani di età inferiore ai 30 anni. “Questa modalità ci permette di garantire la massima trasparenza, dare spazio ai giovani e assicurare condizioni di accesso, superando le logiche di ‘ripartizione politica’ come da prassi spesso finora utilizzate”, dice l’Assessora a Roma Semplice Flavia Marzano nonché Presidente della Commissione elettorale. Inoltre, per garantire l’effettiva costituzione dei 1.500 seggi presso il Centro Polifunzionale di Castelnuovo di Porto (RM) – sede presso la quale si scrutinano le schede votate per corrispondenza dagli Italiani che si trovano all’estero – l’Assessorato a Roma Semplice rende noto che è stato pubblicato un avviso esplorativo, rivolto a tutti gli iscritti nell’Albo degli scrutatori di Roma Capitale, in modo che possano dichiarare la propria disponibilità alla nomina e, contemporaneamente, garantire la massima presenza ai seggi attraverso candidature volontarie. Nelle Sezioni elettorali della denominata “circoscrizione estero”, si scrutinano, infatti, i voti espressi per corrispondenza dagli Italiani all’estero e non è possibile, per il Presidente del Seggio, sopperire alle eventuali assenze degli scrutatori nominando in surroga il primo elettore che si presenta per il voto. Per avanzare la propria candidatura, si può rispondere all’avviso, tramite sito web di Roma Capitale. Tutti gli interessati e le interessate potranno compilare una scheda di adesione, allegando copia di un documento di riconoscimento in corso di validità (carta di identità, patente, passaporto, ecc.), in modo da dare piena validità alla candidatura e alla dichiarazione.
Il compenso previsto per chi svolge le funzioni di scrutatore all’interno dei seggi della Circoscrizione Estero è identico a quello degli scrutatori delle sezioni ordinarie presso le scuole di Roma Capitale, ed è pari ad € 104,00 esenti da tasse.

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The European Journalism Centre announces over €1.6 million in new grants to support innovative development reporting

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

GiornalistiThe European Journalism Centre (EJC) is pleased to announce a new round of over €1.6 million in funding for innovative development journalism projects that will be awarded in 2017-2018 via its Innovation in Development Reporting (IDR) grant programme. The funding is part of a two-year extension of the grant programme that the EJC has secured from the Bill & Melinda Gates Foundation.Over the next two years, the grant programme will continue to award financial support to journalists and media houses alike with the aim of developing experimental and compelling storytelling on topics related to the United Nations’ Sustainable Development Goals (SDGs). The funded projects must also address issues in one or more of the world’s Least Developed Countries (LCDs) and/or the key European donor countries’ development relations with LDCs.“With our grants we want to contribute to keeping the sustainable development goals and the challenges that come with implementing them on the public agenda. We are very fortunate, and proud, to be able to continue to support the international journalism community in their innovative storytelling approaches. We would like to thank all the journalists who have so far contributed to the success of the programme, and, moreover, would like to thank the Bill and Melinda Gates Foundation for its continued trust and support.”, said EJC Director Wilfried Ruetten.Eligible for applications are journalists and media outlets targeting mainstream audiences in at least one of Europe’s top five Official Development Assistance donor countries in absolute terms: France, Germany, the Netherlands, Sweden, and the United Kingdom. Secondary outlets may cater to any other European country, while publications outside Europe are most welcome for supplemental dissemination.Over the coming two years, the EJC will run another special funding round for media outlets as well as four topical calls for applications centred on a varied selection of international development topics.The first deadline to submit an application is 15 February 2017 (22:00 CET). Applications will be accepted on issues related to gender equality (SDG5).Interested journalists can pitch story ideas free of charge at this online application form. Award decisions, based on journalistic quality and merit, will be taken in complete editorial independence from the Gates Foundation.Funding will be up to €20.000 per grant and will cover direct expenses for journalistic research and study trips, possible technical costs for crews and equipment, data acquisition and analysis, visualisation, etc. Interested candidates may apply for full or partial grants, excluding, however, salaries of permanent staff. More detailed information on the application procedure, deadlines, and the aims of the project can be found at http://www.journalismgrants.org.

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The Economist: The Trump era

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

the-economist-trumpBy Zanny Minton Beddoes, Editor-in-Chief. THE fall of the Berlin Wall, on November 9th 1989, was when history was said to have ended. The fight between communism and capitalism was over. After a titanic ideological struggle encompassing the decades after the second world war, open markets and Western liberal democracy reigned supreme. In the early morning of November 9th 2016, when Donald Trump crossed the threshold of 270 electoral-college votes to become America’s president-elect, that illusion was shattered. History is back—with a vengeance.
The fact of Mr Trump’s victory and the way it came about are hammer blows both to the norms that underpin politics in the United States and also to America’s role as the world’s pre-eminent power. At home, an apparently amateurish and chaotic campaign has humiliated an industry of consultants, pundits and pollsters. If, as he has threatened, President Trump goes on to test the institutions that regulate political life, nobody can be sure how they will bear up. Abroad, he has taken aim at the belief, embraced by every post-war president, that America gains from the often thankless task of being the global hegemon. If Mr Trump now disengages from the world, who knows what will storm through the breach?
Anger has sown hatred in America. Feeling themselves victims of an unfair economic system, ordinary Americans blame the elites in Washington for being too spineless and too stupid to stand up to foreigners and big business; or, worse, they believe that the elites themselves are part of the conspiracy. They repudiate the media—including this newspaper—for being patronising, partisan and as out of touch and elitist as the politicians. Many working-class white voters feel threatened by economic and demographic decline. Some of them think racial minorities are bought off by the Democratic machine. Rural Americans detest the socially liberal values that urban compatriots foist upon them by supposedly manipulating the machinery in Washington (see article). Republicans have behaved as if working with Democrats is treachery.
Mr Trump harnessed this popular anger brilliantly. Those who could not bring themselves to vote for him may wonder how half of their compatriots were willing to overlook his treatment of women, his pandering to xenophobes and his rank disregard for the facts. There is no reason to conclude that all Trump voters approve of his behaviour. For some of them, his flaws are insignificant next to the One Big Truth: that America needs fixing. For others the willingness to break taboos was proof that he is an outsider. As commentators have put it, his voters took Mr Trump seriously but not literally, even as his trumpcritics took him literally but not seriously. The hapless Hillary Clinton might have won the popular vote, but she stood for everything angry voters despise.The hope is that this election will prove cathartic. Perhaps, in office, Mr Trump will be pragmatic and magnanimous—as he was in his acceptance speech. Perhaps he will be King Donald, a figurehead and tweeter-in-chief who presides over an executive vice-president and a cabinet of competent, reasonable people. When he decides against building a wall against Mexico after all or concludes that a trade war with China is not a wise idea, his voters may not mind too much—because they only expected him to make them feel proud and to put conservative justices in the Supreme Court. Indeed, you can just about imagine a future in which extra infrastructure spending, combined with deregulation, tax cuts, a stronger dollar and the repatriation of corporate profits, boosts the American economy for long enough to pacify the anger. This more emollient Trump might even model himself on Ronald Reagan, a conservative hero who was mocked and underestimated, too.Nothing would make us happier than to see Mr Trump succeed in this way. But whereas Reagan was an optimist, Mr Trump rails against the loss of an imagined past. We are deeply sceptical that he will make a good president—because of his policies, his temperament and the demands of political office.
Abroad Mr Trump says he hates the deal freezing Iran’s nuclear programme. If it fails, he would have to choose between attacking Iran’s nuclear sites and seeing nuclear proliferation in the Middle East (see article). He wants to reverse the Paris agreement on climate change; apart from harming the planet, that would undermine America as a negotiating partner. Above all, he would erode America’s alliances—its greatest strength. Mr Trump has demanded that other countries pay more towards their security or he will walk away. His bargaining would weaken NATO, leaving front-line eastern European states vulnerable to Russia. It would encourage Chinese expansion in the South China Sea. Japan and South Korea may be tempted to arm themselves with nuclear weapons.
The election of Mr Trump is a rebuff to all liberals, including this newspaper. The open markets and classically liberal democracy that we defend, and which had seemed to be affirmed in 1989, have been rejected by the electorate first in Britain and now in America. France, Italy and other European countries may well follow. It is clear that popular support for the Western order depended more on rapid growth and the galvanising effect of the Soviet threat than on intellectual conviction. Recently Western democracies have done too little to spread the benefits of prosperity. Politicians and pundits took the acquiescence of the disillusioned for granted. As Mr Trump prepares to enter the White House, the long, hard job of winning the argument for liberal internationalism begins anew. (abstract from The Economist) (photo: the economist)

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Forum imprenditoriale el Salvador-Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

el-salvadorRoma martedi 22 novembre alle ore 9,30 presso l’IILA (Via Giovanni Paisiello 24) avrà luogo il FORUM IMPRENDITORIALE EL SALVADOR-ITALIA, un’iniziativa promossa dal Governo della Repubblica di El Salvador attraverso il Ministero degli Affari Esteri, ľAmbasciata di El Salvador in Italia e l’Istituto Italo Latino Americano (IILA) di Roma. L’evento, realizzato in collaborazione con Easy Diplomacy, è una preziosa opportunità per conoscere da vicino questo affascinante Paese che gode di numerose ricchezze e altrettanti privilegi nell’ambito del lavoro e dell’attività produttiva che hanno contribuito allo sviluppo sociale, economico e culturale. Nel corso dell’incontro, rivolto alla stampa e alle aziende che desiderino investire in El Salvador, si illustreranno le principali caratteristiche del Paese, analizzandone i principali settori, dall’industria tecnologica alle avanguardie nel settore medico, dal manifatturato tessile alle moderne infrastrutture, senza tralasciare argomenti legati all’energia rinnovabile, al turismo e al settore alimentare. Un particolare approfondimento sarà incentrato sulle agevolazioni fiscali in corso e sugli accordi bilaterali con l’Italia in diversi campi.
Saranno presenti all’incontro Mario Giro (Vice Ministro degli Affari Esteri), Jaime Alfredo Miranda Flamenco (Vice Ministro degli Affari Esteri per la Cooperazione allo Sviluppo), Pierferdinando Casini (Presidente della Commissione Esteri del Senato), Sigfrido Reyes (Presidente di PROESA, Agenzia di Promozione e Investimenti di El Salvador) e Massimo Bellelli (Ministro Plenipotenziario, Direzione della Cooperazione allo Sviluppo). Programma:
10.00 Apertura dei lavori Ambasciatore Dr. Giorgio Malfatti Di Monte Tretto, Segretario Generale dell’IILA, Ambasciatore Dr. Juan Fernando Holguín Flores, Presidente a.i. dell’IILA, Ambasciatore di El Salvador Dott.ssa Sandra Elizabeth Alas Guidos
10.20 Intervento del Vice Ministro degli Affari Esteri d’Italia Dr. Mario Giro (da confermare)
10:30 Intervento del Vice Ministro degli Affari Esteri di El Salvador Dr. Jaime Alfredo Miranda Flamenco
10.40 Intervento del Presidente della Commissione Esteri del Senato Dr. Pierferdinando Casini
10.50 Intervento del Presidente di PROESA Dr. Sigfrido Reyes
11.20 Intervento del Ministro Plenipotenziario, Direzione della Cooperazione allo Sviluppo Dr. Massimo Bellelli
Esposizione dell’Art. 27 della Legge di Cooperazione allo Sviluppo 125/2014
12.30 Chiusura dei lavori

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Loriana Lana firma un brano per il nuovo disco di Mina e Celentano

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

loriana-lanaSi chiama “Quando la smetterò” il brano scritto da Loriana Lana, inserito nell’album “Le migliori” di Mina Celentano uscito oggi, 11 novembre. Dopo aver firmato testi per i Premi Oscar Ennio Morricone e Luis Bacalov e per noti cantanti, la cantautrice romana conferma il suo talento di scrittrice con quest’autentica perla scelta ed eseguita magistralmente dalla Signora della musica italiana.
Loriana Lana (Premio Massimo Troisi alla carriera) è una delle pochissime autrici ad aver scritto per Mina e a vantare collaborazioni tanto prestigiose e di respiro internazionale in un campo troppo spesso appannaggio dei soli uomini. Si è fatta notare anche per aver musicato dieci poesie della letteratura italiana (da Foscolo a Leopardi) trasformandole in canzoni pop (cd Musica&Parole distribuito in 70.000 copie nelle scuole). L’opera, definita dal Ministero della Pubblica Istruzione “un progetto di grande valenza culturale”, conquistò anche Alda Merini, la quale, esprimendo complimenti sull’iniziativa, fece pervenire all’autrice alcuni suoi aforismi inseriti poi nel libretto dell’album. Sicuramente Loriana Lana è un’autentica punta di diamante nel panorama autorale italiano come lo è stato Aldo Donati, (scomparso prematuramente), compositore della musica di “Quando la smetterò”, amico fraterno dell’autrice con il quale ha collaborato per lunghi anni. Donati, già compositore per Mina, firmò insieme a Mogol “Canzoni stonate”, brano portato al successo da Gianni Morandi, inciso successivamente dalla stessa cantante di Cremona e da Andrea Bocelli in coppia con Stevie Wonder (l’album vendette oltre cinque milioni di copie solo negli Stati Uniti). (foto: Loriana Lana)

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“Essenziale: Certe volte sogno”

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

essenzialeMadrid 15 novembre 2016 alle ore 18.30, (Dal 15 al 22 novembre 2016) presso Espacio B Buenavista, 39 prende il via il primo appuntamento di “Essenziale. Certe volte sogno”, un progetto a cura di Roberta Melasecca.“Essenziale. Certe volte sogno” è l’incontro con il mondo del pensiero, attraverso gli occhi di vari protagonisti della cultura e dell’arte.Indaga quel luogo di confine dove lo spazio mentale, interiore, delle idee entra in relazione con l’esterno e con l’altro: l’esatto momento in cui l’idea “diventa”, prende corpo, risulta visibile e si confronta con la realtà fisica, con il quotidiano e con le nuove frontiere tecnologiche.Esplora i processi della creazione, nelle sue molteplicità di livelli, prospettive, stratificazioni, complessità; come tali processi traslano dagli universi interiori a quelli esteriori e come, in un procedimento inverso, vengono percepiti e vissuti.“Essenziale è il segno, la parola, la scrittura, il gesto. Essenziale è quello che ci porta a trascendere dalla visione di noi stessi e dal contesto in cui viviamo. Essenziale ma anche indispensabile o inevitabile. Necessario. L’anima vaga e si immerge in mondi quanto mai reali dove vigono le leggi degli opposti e dei contrasti. Dove la bellezza è nell’imperfezione. Dove i desideri rimangono inespressi. Dove il pensiero è complesso. Ogni cosa si rivela nella sua indeterminatezza e rimane tale. I particolari emergono dall’indefinito. Essenziale è la rappresentazione di una dimensione sospesa che contiene l’estratto più puro di “una essenza amorosa” (cit.Paolo Aita). Essenziale è un viaggio nella mente e nel pensiero. Pensiero libero che si protende ed entra in intima relazione con l’altro da sè. E nell’incontro si trasforma inevitabilmente. Essenziale. E certe volte sogno.” (Roberta Melasecca)
“Essenziale. Certe volte sogno” vuole coinvolgere artisti, critici, letterati, scrittori, operatori nei settori della cultura, della scienza, dell’arte. Si sposta, parte e raggiunge luoghi diversi; è sempre alla ricerca ed è assetato di sapere; cerca il dialogo e il confronto. Incontra, si scontra, vuole comprendere; assume sempre nuove e diverse forme. Cambia continuamente per ritrovare e riconoscere se stesso. Sperimenta nuove tecnologie nel settore della scienza e dell’arte.
Ad Espacio B “Essenziale. Certe volte sogno” inaugura con un confronto ed un dialogo tra le opere di Arianna Bonamore e Pamela Ferri da una parte, e Lea Contestabile e Primarosa Cesarini Sforza dall’altra. Rappresentazione di due mondi, profondi e complessi, che si manifestano attraverso lo sviluppo di una matrice che varca il tempo e lo spazio nel lavoro di Pamela Ferri e Arianna Bonamore, pur con caratteri diversi; e attraverso elementi animati da ricerche oniriche, ludiche, intrise di una propria armonia e identità interiore nel lavoro di Lea Contestabile e Primarosa Cesarini Sforza.“Essenziale. Certe volte sogno” è un progetto ideato e promosso da Roberta Melasecca_Melasecca Arte, con la collaborazione di Ignorarte, di Superficial_culture based creative studio, di Interno 14, con la mediapartnership di Ignorarte e, in questo appuntamento a Madrid, con la collaborazione di Espacio B.
Dopo la presentazione a Madrid, il progetto si sposta a Roma per un secondo appuntamento previsto per il mese di marzo 2017 presso Interno 14 a Roma. (foto: essenziale)

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Italian Tapas apre le porte a Firenze

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

firenzeFirenze a partire da domenica 27 novembre Italian Tapas è a Firenze in via Sant’Agostino 9 rosso. Si trova in un edificio del XVI secolo, Palazzo Panattoni, in uno spazio molto ampio dove un tempo abitava una storica pasticceria fiorentina, oggi riportato a nuova vita grazie al titolare di Italian Tapas Marco Laporta e a nEmoGruppo. Marco, insieme allo studio di architettura fiorentino, hanno voluto giocare, nell’allestimento degli spazi, sul concetto di dualismo: antico e moderno, colori scuri e colori chiari, tradizione e sperimentazione, servizio informale e servizio attento, così da dare vita ad uno luogo che prende spunto ed energia dal passato per mirare al futuro.
Italia Tapas è un concept dei fratelli Laporta; Marco, giovane e entusiasta chef e Matteo, da molti anni nel modo del marketing.
Una sera Marco e Matteo, spostandosi in Toscana fra un cocktail bar ed una rosticceria, a distanza di pochi metri gli uni dagli altri, e mangiando e bevendo su sgabelli alquanto scomodi, si ritrovano a pensare alle taperie spagnole: luoghi versatili dove è possibile gustare piatti sfiziosi in un ambiente rilassante, divertente e poco impegnativo. Ed ecco nascere l’idea: far vivere in Italia la ristorazione delle taperie spagnole con una cucina italiana.

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Ipofisi: la ghiandola che regola tutte le altre

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

ipofisiL’ipofisi è una ghiandola piccola ma con una grande funzione: non solo produce ormoni fondamentali quali l’ormone della crescita, la prolattina, cioè l’ormone che stimola la produzione di latte dopo il parto, ma regola il funzionamento di tutte le altre ghiandole endocrine del corpo, quali tiroide, ghiandole surrenali e gonadi (testicoli e ovaie). Quando ci sono problemi all’ipofisi, questi si presentano con sintomi molto vaghi e aspecifici, tra i quali disturbi visivi, nausea, cefalee, affaticabilità, diabete, depressione, inspiegabile perdita o aumento di peso, ipertensione arteriosa e alterazioni del ciclo mestruale. Delle malattie associate a questa importante ghiandola si sta discutendo al 15° Congresso Nazionale AME in corso a Roma. «I malfunzionamenti dell’ipofisi sono rappresentati nel 90% dei casi da tumori, spiega Renato Cozzi Coordinatore Attività Editoriale AME, S.C. Endocrinologia A.S.S.T. “Grande Ospedale Metropolitano Niguarda” di Milano. Nonostante siano una malattia rara e si presentino in 8 casi su 100.000 individui, rappresentano ben il 10% di tutti i tumori della testa. Tali tumori molto raramente (solo nello 0,2 % dei casi) sono dei carcinomi, mentre nel 99,8% dei casi sono benigni, detti adenomi. Gli adenomi ipofisari possono essere secernenti, ossia possono produrre ormoni causando malattie dovute all’eccesso di ormoni quali la sindrome di Cushing dovuta ad un eccesso di cortisolo o l’acromegalia dovuta a un eccesso di ormone della crescita, oppure non secernenti. In quest’ultimo caso i problemi principali possono essere dovuti alla crescita dell’adenoma e alla compressione degli organi circostanti (quali i nervi della vista oppure il sistema nervoso centrale) oppure, in alcuni casi, si può verificare una ridotta produzione degli ormoni ipofisari da bilanciare con una terapia ormonale sostitutiva. Inoltre, per la sede in cui si sviluppano e le loro caratteristiche biologiche sono malattie severe, che danno gravi complicazioni, non reversibili, spesso croniche e che influenzano la qualità di vita del paziente. La difficoltà nel trattamento di questi tumori è principalmente legata alle difficoltà diagnostiche e alla possibilità che il paziente e i suoi familiari si abituino ai sintomi, tanto che spesso alcuni trovano una spiegazione solo dopo la diagnosi.»
È stato recentemente pubblicato uno studio, condotto su 126 pazienti con tumori ipofisari, che ha mostrato come alcune caratteristiche sia qualitative sia quantitative dei dermatoglifi, ossia le pieghe, le creste e i solchi presenti sulle mani e sulle dita, possono essere dei marcatori per indicare la predisposizione a sviluppare questa malattia1. «Lo studio pubblicato recentemente, commenta Renato Cozzi, ha trovato differenze nei tratti dei dermatoglifi tra persone sane e pazienti con tumori ipofisari suggerendo che queste caratteristiche possano costituire un potenziale strumento diagnostico. Purtroppo lo studio presenta diversi limiti, quali il numero esiguo di pazienti e la mancata analisi genetica per valutare i geni coinvolti nello sviluppo di questi tumori. Proprio per questi motivi, al momento il principale strumento di prevenzione è quello di migliorare la conoscenza su questa malattia. Di fondamentale importanza risulta essere la figura del medico di base che davanti alla difficoltà da parte degli specialisti di trovare una spiegazione a sintomi generici quali la riduzione della vista o un’alterazione del ciclo mestruale possa facilitare la diagnosi».Se da un lato l’adenoma ipofisario “conclamato” è una malattia rara e di difficile diagnosi, dall’altro i recenti progressi nelle strumentazioni diagnostiche permettono di identificare tumori e lesioni all’ipofisi di piccole dimensioni prima che possano dare sintomatologie, i cosiddetti incidentalomi ipofisari.«Una delle più grandi analisi condotte su 18.902 autopsie ha mostrato che gli incidentalomi all’ipofisi hanno una prevalenza di circa l’11%, continua Renato Cozzi, e sono rappresentate in più del 90% dei casi da adenomi ipofisari o cisti della tasca di Rathke2. Così come per altre malattie, come ad esempio i noduli tiroidei, anche i tumori all’ipofisi subiscono un eccesso di diagnosi dovuta al miglioramento delle tecniche strumentali che comporta anche un eccessivo trattamento terapeutico. Questo fenomeno è in questi casi ancora più accentuato rispetto a quanto si verifica ad esempio con i noduli alla tiroide, perchè il paziente reagisce in modo grave dopo una diagnosi di tumore all’ipofisi, nonostante nel 99,8% dei casi si tratti di una forma benigna, in quanto ritiene di avere un tumore al cervello e predilige quindi un approccio attivo piuttosto che attendere l’evoluzione del tumore. Generalmente, l’approccio terapeutico di elezione per i tumori ipofisari è la neurochirurgia e proprio per la delicatezza di questo tipo di interventi chirurgici è necessario porre una particolare attenzione per evitare operazioni chirurgiche non necessarie. L’Endocrine Society ha fornito delle linee guida proprio per aiutare la valutazione e il trattamento degli incidentalomi ipofisari3. In particolare, prima di decidere se ricorrere alla chirurgia o se preferire un approccio maggiormente conservativo come il follow up con la risonanza, è necessario valutare diversi parametri tra i quali la natura del tumore, la dimensione, i danni visivi, la sintomatologia ed eventuali alterazioni del profilo ormonale. Ovviamente laddove non sia necessaria la rimozione del tumore è necessario tenere monitorato il tumore e la salute del paziente, in modo da poter intervenire tempestivamente in caso di crescita significativa dell’incidentaloma, perdita della funzione endocrina dell’ipofisi oppure lesioni per la compressione al nervo ottico.»

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Soldi alla Clinton dal Ministero dell’ambiente

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

ministero-ambienteMalan aveva già presentato una interrogazione al ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti, facendo notare che «The Italian Ministry For The Environment, Land, & Sea» compare tra i “donors” sul sito della Fondazione con accanto l’indicazione che si tratta di un contributo governativo, destinato alle attività della Clinton Global Initiative. La cifra donata è tra i 101 mila e il 250 mila dollari.Così il senatore di Forza Italia, Lucio Malan, si è rivolto al presidente del Senato Pietro Grasso in chiusura dei lavori di Palazzo Madama, prima della pausa estiva, il 4 agosto. Ad oggi, tuttavia, ancora nessuna risposta. Tale assenza di risposte lascia ancora più sconcertati dal fatto che questi soldi appartengono al popolo italiano, e nessuno sapeva di ciò. Il Codacons chiede chiarimenti al Ministero dell’Ambiente e, più specificatamente, al Ministro On. Galletti, affinché chiarisca la situazione.

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14 novembre: Giornata mondiale del diabete 2016

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

diabete_21-300x224E’ passato un anno dall’ultima Giornata Mondiale del Diabete, insieme ai tanti buoni propositi e alle dichiarazioni di intento di fare qualcosa per questa che sembra un’epidemia inarrestabile, col suo carico di malattia e di mortalità. Ma i ‘numeri’ del diabete non accennano a diminuire, come ribadiscono anche gli ultimi dati epidemiologici. L’International Diabetes Federation (IDF) stima che nel mondo vivano al momento 415 milioni di soggetti affetti da diabete, che potrebbero arrivare a 642 milioni nel 2040 con gli attuali trend di crescita. Il Global Burden of Disease 2015 Study ha recentemente pubblicato l’analisi della cause di mortalità relativa a 249 malattie in 195 Paesi incluso l’Italia: il diabete causa nel mondo oltre 1.5 milioni di morti con un incremento del 32% nell’ultimo decennio (2002-2015).Tema della giornata 2016 è ‘Eye on Diabetes’, che ha il doppio significato di non perdere di vista questa patologia così devastante nei numeri e nelle conseguenze, ma anche di non trascurare una delle principali complicanze del diabete, la retinopatia, che può arrivare a far perdere la vista. “La dimensione del problema, la diffusione a tutte le fasce d’età, la gravità delle complicanze associate alla malattia, i costi dei ricoveri – afferma il professor Giorgio Sesti, presidente della Società Italiana di Diabetologia – fanno del diabete mellito uno dei principali problemi sanitari su scala mondiale. Per questi motivi, la lotta al diabete è una delle tre emergenze sanitarie identificate dall’ONU e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), insieme alla malaria e alla tubercolosi, unica delle tre ad essere malattia non trasmissibile”.In Italia, i dati ISTAT 2015 indicano che il diabete colpisce il 5,5% dei cittadini, per un totale di 3,3 milioni di persone. A questi va aggiunto un altro milione di persone che ignorano di avere già la malattia. I dati più recenti dell’Osservatorio ARNO Diabete, nato da una collaborazione tra Società Italiana di Diabetologia (SID) e CINECA, documentano che il tasso di prevalenza totale del diabete in Italia è pari al 6,2%. “Il diabete rappresenta un grave onere a carico dei bilanci economici dei sistemi sanitari nazionali. Uno studio dell’Osservatorio ARNO Diabete – prosegue Sesti – ha stimato che il costo medio annuo per paziente è pari a 2.792 euro, una cifra generata dalle spese di assistenza ospedaliera ( 51%), di spesa farmaceutica (32%) e di assistenza ambulatoriale (17%). A questi vanno aggiunti i costi indiretti. Uno studio della London School of Economics ha stimato che costi indiretti della malattia ammontano a 12 miliardi di euro e derivano per lo più da prepensionamenti e assenze dal lavoro.La maggior parte della spesa associata alla malattia diabetica è comunque determinata dal trattamento delle complicanze, ivi compresa la retinopatia, tema della giornata mondiale 2016. “Il diabete – ricorda Sesti – è la prima causa di cecità prevenibile nei paesi industrializzati e sta diventando tale anche nei paesi in via di sviluppo. La parola chiave è ‘prevenibile’. Le complicanze sono conseguenti a sofferenza dei vasi capillari e arteriosi, dovuta ai livelli troppo alti di glucosio nel sangue. La prevenzione consiste quindi nel mantenere la glicemia quanto più vicina possibile ai valori dei soggetti non diabetici, con stili di vita più sani (alimentazione corretta e attività fisica moderata ma continua) e utilizzando i farmaci quando necessario. Ma il vero cardine della prevenzione è la diagnosi precoce delle complicanze che deve essere proattiva. La retinopatia diabetica può infatti progredire verso gli stadi più gravi senza dare segno di sé fino a quando il danno alla vista diventa irreversibile”.Lo strumento per prevenire danni irrimediabili indotti dalle complicanze oculari è effettuare lo screening, che deve essere eseguito con cadenza regolare dal medico diabetologo. Lo screening delle complicanze non è una procedura complessa né costosa, e dovrebbe essere eseguito annualmente nei centri di diabetologia. “Fin dalla diagnosi del diabete – ricorda il professor Francesco Purrello, presidente eletto della Società Italiana di Diabetologia – occorre controllare la retina, con un esame del ‘fondo oculare’, perché in diversi casi è già presente un danno iniziale. In questo modo si possono adottare i provvedimenti necessari, in particolare un controllo efficace della glicemia e della pressione arteriosa, per impedire che il danno peggiori. In caso di lesioni iniziali – prosegue Purrello – può essere utile fotografare la retina (retinografia) in modo di avere a disposizione un’immagine da confrontare con immagini successive e valutare l’andamento della patologia nel tempo. Un altro esame che può essere prescritto è la fluorangiografia, che prevede una serie di fotografie della retina dopo iniezione di un mezzo di contrasto”.“Il diabete quando ben curato – rassicura il professor Enzo Bonora, presidente della Fondazione Diabete Ricerca – permette una vita lunga e senza ostacoli al raggiungimento di qualsiasi successo. Quando però è trascurato, il diabete determina danni in tutto l’organismo: occhi, reni, nervi, vasi sanguigni, cuore, cervello ma anche polmoni, ossa, articolazioni, cute, ecc. Le persone con diabete hanno anche più infezioni di quelle senza la malattia e un maggiore rischio di sviluppare tumori. Il diabete è una malattia da prendere seriamente e non un valore di glicemia alterato su un referto di laboratorio. E’ vero che spesso la malattia non dà disturbi, ma se non la si cura bene, le complicanze possono diventare molto importanti”.“I team diabetologici italiani – conclude Sesti – costano circa 1% del totale della spesa sostenuta per curare le persone con diabete e possono contribuire a ridurre in misura assai significativa il restante 99% della spesa, attraverso la prevenzione delle complicanze croniche, accorciando la durata delle degenze con una presa in carico al momento del ricovero in ospedale, ottimizzando l’uso dei farmaci e dei dispositivi per il monitoraggio e la cura, osservando una scrupolosa appropriatezza nelle prescrizioni di esami di laboratorio e strumentali, collaborando nelle scelte sulle strategie di cura operate a livello nazionale, regionale e locale”. L’IDF, un’organizzazione-ombrello che comprende 230 associazioni per il diabete in oltre 170 nazioni del mondo, organizza ogni anno la Giornata Mondiale, da quando IDF e l’OMS decisero di istituirla un quarto di secolo fa (la prima si è celebrata nel 1991). Dal 2006, con l’approvazione della risoluzione 61/225, la giornata Mondiale del Diabete è diventata anche una giornata ufficiale delle Nazioni Unite (ONU).
Durante il prossimo fine settimana, la SID sarà presente in decine di piazze e centri commerciali italiani per offrire informazioni dettagliate sulla malattia ai cittadini.

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