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Quotidiano di informazione – Anno 28 n° 340

Seminario Formulas

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2016

università roma treRoma Mercoledì 16 Novembre 2016, ore 14:30 Dipartimento di Architettura, Ex Mattatoio, Aula Zorzi Largo G.B. Marzi 10 Giuseppina Ferriello, studiosa di Storia della scienza comparata La Meccanica di Erone in lingua persiana: un inaspettato rinvenimento fra le carte dell’Emissario del Re Sole La penuria delle fonti tradotte in lingue europee ha indotto gli studiosi occidentali a rimanere vincolati a giudizi di carattere esclusivamente estetico, mentre restano irrisolte incognite fondamentali quali l’individuazione delle possibili interferenze fra gli scritti e le fonti occidentali, l’identificazione di integrazioni e l’utilizzo dei testi transitati da una lingua all’altra. Il fortunoso ritrovamento di un manoscritto erroneamente classificato da E. Blochet, nel 1912, come “testo di cinematica con figure geometriche”, in realtà versione persiana del II Libro della Meccanica di Erone senza il teorema di Archimede ma con aggiunte di varie macchine composte, ha dato un notevole contributo all’argomento convalidando un legame tra le fonti, ancorché in lingue differenti. Il casuale rinvenimento rimette in discussione il cammino dei testi scritti transitati dal mondo occidentale greco-romano a quello iranico-arabo; ne rimarca l’utilizzo e l’ “integrazione” con nuovi esercizi, come nel caso del codice conservato alla sezione manoscritti orientali della Bibliothèque Nationale de France di Parigi appartenuto a François Pétis de la Croix emissario del Re Sole. Successivi rinvenimenti di manoscritti e di un testo a stampa edito nel 1952 solamente in persiano – attribuito ad Avicenna – ma apocrifo – attesta la diffusione del testo eroniano in un’area vasta e in vari periodi. Le rassomiglianze fra i lavori sono convalidate da similitudini dei disegni, che accomunano le versioni persiane con il testo arabo: Kitâb fi raf‘a al-ašiyâ al-thaqîlah: versione araba di Qustâ Ibn Luqâ al-Ba’albakki (m. 912) tradotta in francese da Carra De Vaux e pubblicata sul Journal Asiatique nel 1893-1894 sulla base dell’OR 51 di Leiden, ritenuto, a fine Ottocento, unico manoscritto della Meccanica di Erone disponibile in Europa.

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