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Quotidiano di informazione – Anno 28 n° 340

Legge di bilancio e riforma studi medici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 novembre 2016

medico_di_base“Non c’è dubbio che la legge di Bilancio sia un’occasione formidabile per far passare tra gli emendamenti tutta una serie di questioni che aspettano da tempo una loro risposta, coerente con gli obiettivi che perseguono e con le soluzioni che propongono. Ma proprio per questo lo scoglio più grosso da superare è quello della ammissibilità degli emendamenti, spesso esclusi perché di natura ordinamentale: andrebbero affrontati con una legge ordinaria, o per estraneità di materia, non hanno molto a che vedere con il bilancio di cui si discute. Ma lo sforzo collettivo che tutti, veramente tutti i parlamentari appartenenti a tutti gli schieramenti, pongono nel sollevare questioni che meriterebbero una risposta rapida, concreta per tanti cittadini e su tanti fronti diversi, può aiutare a capire quanto sia urgente rivedere i regolamenti alla Camera. Per esempio sono almeno 4 anni che ho presentato un disegno di legge di riforma della Facoltà di Medicina, per rendere abilitante il corso di laurea e poter fare l’esame di Stato contestualmente alla discussione della tesi, come avviene in tutti gli altri corsi delle lauree sanitarie e a tutt’oggi non se ne è mai potuto discutere nonostante nella comunità accademica ci sia un accordo generale. Tutti gli anni solleviamo l’annosa questione della discordanza tra numeri di studenti iscritti alla facoltà di medicina e numeri di contratti di lavoro disponibili per le scuole di specializzazione, dal momento che il gap tra i due valori è pari ad un terzo e quindi lascia fuori dall’indispensabile completamento dell’iter formativo circa 3000 giovani medici ogni anno. Con un effetto di accumulo che porta attualmente ad almeno 9000 neolaureati il piccolo esetrcito di medici in attesa di specializzazione”.
Lo afferma Paola Binetti, deputata di Area popolare. “Per non parlare della Scuola di Medicina generale che da anni attende di essere trasformata in una Scuola di specializzazione come tute le altre. Potevamo aver affrontato tutte queste questioni in un unico ddl, organico nel suo impianto e coerente nelle sue parti, ma finora non è stato possibile, per cui giace parcheggiato da anni tra i mille e mille ddl presentati in questa legislatura. Ora speriamo solo di porre fine a due vistose ingiustizie, con emendamenti ad hoc: aumentare il numero dei contratti per le scuole di specializzazione, portandoli a 9000 e equiparare almeno sul piano economico i contratti di formazione degli specializzandi con quelli di coloro che frequentano la Scuola di medicina generale. E’ poco, ovviamente, ma potrebbe essere un primo segnale di attenzione oggettiva alla riforma di un sistema che sembra cristallizzato in formule che ad oggi risultano superate”, conclude Binetti.

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