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Quotidiano di informazione – Anno 28 n° 340

Convenzione in arrivo: aumenti per i medici di famiglia

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2016

medico_famigliaOrmai è ufficiale: in Finanziaria ci sarà un emendamento per consentire ai medici di medicina generale un aumento retributivo nel prossimo accordo nazionale. Lo ha confermato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ma ora resta da capire a quanto ammonta la cifra dello stanziamento. «Tutto dipende dalla legge di Bilancio, noi abbiamo lavorato in questi giorni per evidenziare che i medici convenzionati, essendo assimilati al pubblico impiego per prassi consolidata, ricevano contrattualmente le stesse risorse che sono state impegnate per quest’ultimo nei rinnovi contrattuali», spiega a DoctorNews33 il vicesegretario della Fimmg, Silvestro Scotti, proprio nella giornata di apertura del 73° Congresso Straordinario del sindacato, all’Hotel Sheraton di Roma e che dovrà lavorare per garantire un successore al segretario Giacomo Milillo. «Bisogna dire però che il pubblico impiego – aggiunge Scotti – riceve questi aumenti in termini di anticipi, in parte con l’indennità di vacatio contrattuale e in parte con quello che è il finanziamento, che definisce a quanto ammonta il rinnovo». Ma avverte: «Noi non abbiamo la vacatio contrattuale e quindi il sistema finanziato attraverso questi due meccanismi per il comparto della dipendenza, di solito diventa la base consolidata della discussione economica rispetto ai rinnovi contrattuali». Non solo pubblico impiego, perciò, ma secondo Scotti l’aumento deve riguardare anche la convenzionata. «Ovviamente l’assenza di una chiarezza di finanziamento parificata a quella dei dipendenti, significa una pregiudiziale seria all’andare avanti con il contratto». E in riferimento alle ultime polemiche fra governo e intersindacale medica, Scotti precisa che nonostante le diverse condizioni «è chiaro che c’è una sofferenza riferibile alla precarizzazione del lavoro e alla riduzione notevole del personale che viene utilizzato per le risposte all’assistenza. Si continua a ragionare sui contratti – aggiunge -senza tener conto dell’aumento del personale in funzione all’aumento dei carichi di lavoro. La medicina generale, fino ad oggi, questo problema non lo avverte ma ci si porrà fra qualche anno». Per la medicina generale resta aperta la partita degli investimenti da fare per gli accessi ad un ambito «dove c’è la necessità che le Regioni e il governo investano più risorse. Sembra ci siano spiragli per aprire un tavolo su questo senza tralasciare quello tutto interno al contratto», conclude Scotti. by Rossella Gemma fonte: doctor33)

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