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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Psicofarmaci e oppioidi senza ricetta, cresce abuso. L’esperto: vendita illegale online

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2016

psicofarmaciPsicofarmaci e oppioidi senza ricetta, cresce abuso. L’esperto: vendita illegale online Cresce anche in Italia, come succede ormai da anni negli Usa, l’abuso di psicofarmaci fuori da prescrizione medica, nonché di “painkiller” cioè oppioidi, prescritti in genere ai malati oncologici e a chi patisce dolori cronici o post operatori severi, che vengono invece assunti da giovani a scopo ricreativo. A lanciare l’allarme è Alfio Lucchini, psichiatra e past president di Federserd (Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze) che, intervistato da Farmacista33, conferma i risultati della nuova indagine sul consumo di droga a Milano realizzata dall’Ats, l’Agenzia di Tutela della Salute della Città Metropolitana. Per la sua realizzazione sono stati raccolti tremila questionari anonimi, sottoposti ad altrettanti milanesi tra i 14 e i 65 anni nel 2015, che scattano una fotografia dell’uso e abuso di sostanze psicoattive, soprattutto tra i più giovani. I numeri parlano chiaro: secondo i dati raccolti, gli antidolorifici vengono assunti senza ricetta, dall’1,5% dei milanesi mentre gli antidepressivi dal 4,1%. Vale dire, scrive l’Agenzia, il 3,6% della popolazione assume questi farmaci fuori controllo medico, che a conti fatti significa almeno 30mila persone. «Questa ricerca conferma i dati a livello europeo e nazionale – continua Lucchini – che indicano un aumento, per diverse cause, della tendenza delle persone ad assumere psicofarmaci di varia natura fuori da un protocollo e una prescrizione medica diretta. È un aspetto da tenere sotto osservazione, anche perché un certo numero di psicofarmaci, come gli ansiolitici e gli ipnotici, possono indurre alla dipendenza». Per Lucchini è importante anche evidenziare come determinati fenomeni di abuso siano più massicci nelle aree metropolitane rispetto a quelle più rurali e periferiche. Resta però da capire come vengano reperiti questi farmaci che dovrebbero essere acquistati solo con ricetta medica. Scagionati, per Lucchini, i farmacisti che invece vengono chiamati in causa, nei commenti di Riccardo Gatti, direttore del dipartimento dipendenze dell’Ats: in alcuni casi si rendono “colpevoli” di dispensare questi farmaci anche in assenza di ricetta medica a pazienti abituali che avevano iniziato la terapia presentando regolarmente la prescrizione. «Credo che il canale più utilizzato per l’acquisto sia quello del mercato illegale online», precisa Lucchini. E conclude: «Si tratta di problema di sanità pubblica. L’Italia è un Paese già abbastanza attento alle modalità prescrittive dei farmaci, ma deve comunque intensificare l’attenzione verso queste sostanze da parte di medici e farmacisti non considerando banale l’utilizzo di alcuni psicofarmaci». (Rossella Gemma fonte doctor33) (foto: psicofarmaci)

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