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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 24 novembre 2016

53° Congresso della Società Italiana di Reumatologia

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

riminiRimini. Si apre a Rimini la 53° edizione del Congresso della Società Italiana di Reumatologia con l’annuncio di importanti approfondimenti scientifici e terapeutici che toccheranno principalmente progetti di ricerca, “l’approccio di precisione” e le small molecules. “Siamo in una fase storica in cui la reumatologia può contare su farmaci innovativi che stanno cambiando la prognosi di molte malattie come l’artrite reumatoide e le spondilo-artriti ma non solo – dichiara il Prof. Mauro Galeazzi, Presidente Eletto SIR – Grazie ai farmaci biologici, anche in reumatologia, oggi possiamo parlare di “medicina di precisione”, che permette di approntare terapie rivolte al singolo malato. Un approccio che ci riserva grandi aspettative per il prossimo futuro e al quale si aggiungono le cosiddette small molecules, una rivoluzione in termini di meccanismo d’azione e di aderenza alla terapia. Ma non finisce qui – conclude Galeazzi – perché avremo modo di presentare numerosi progetti di ricerca finanziati da SIR, grazie anche al supporto del Centro Studi SIR, e un importante focus sulla medicina di genere, al quale abbiamo deciso di dare grande priorità”.La SIR annuncia così la costituzione di un gruppo di Studio sulla Medicina di Genere, coordinato dalla Prof.ssa Angela Tincani, U.O. Reumatologia e Immunologia, Spedali Civili di Brescia, che avrà il compito di indagare le differenze in termini di possibili cause, manifestazioni e risposte alle terapie, tra uomini e donne affetti da malattie reumatiche. “Il Gruppo seguirà principalmente tre filoni di ricerca: il primo riguarda la malattia di per sé con l’intento di valutare la diversa espressione delle malattie reumatiche nei due sessi e la comprensione del ruolo dei farmaci con i possibili effetti diversi sulla popolazione maschile e femminile – precisa Tincani. Il secondo indagherà l’impatto della malattia sulla pianificazione familiare, con particolare focus su quello che riguarda gli aspetti della salute al femminile, come contraccezione, gravidanza e allattamento, sessualità, menopausa; infine, ma non ultimo, si verificherà il benessere a lungo termine dei figli di genitori con malattie reumatiche, in relazione alla possibile particolare genetica ed epigenetica”.
La reumatologia conta oltre 100 tipologie diverse di patologie che, si stima, in Italia riguardino più di 5 milioni di persone, di ogni età, soprattutto donne (circa il 70%) e spesso in età fertile. Tra queste, le malattie autoimmuni hanno in genere una maggiore prevalenza nelle donne rispetto agli uomini e sono considerate tra le principali cause di disabilità per il sesso femminile. In particolare, a tale riguardo, una forte disparità di genere si osserva in alcune malattie come la sindrome di Sjogren, il artrite-reumatoide-grave-linfocitiLupus Eritematoso Sistemico (LES), le malattie autoimmuni della tiroide e la sclerodermia, che presentano una frequenza 7-10 volte più elevata nelle donne rispetto agli uomini. Meno significativa, anche se sempre a svantaggio delle donne, è la prevalenza di malattie quali l’artrite reumatoide e la miastenia grave, che sono 2-3-volte più frequenti nelle donne rispetto agli uomini. Rapporto e differenze tra i due universi, quello maschile e quello femminile, che possono variare anche all’interno della stessa patologia, in base all’età: per l’artrite reumatoide il rapporto donna/uomo è pari a 3 a 1 intorno ai 50 anni, di 2 a 1 dai 55 ai 65 anni e di 1 a 3 per gli over 75.
“Questo non significa, dunque, che gli uomini ne siano esenti, solo che è meno frequente che si ammalino di alcune tipologie specifiche: Morbo di Paget e Spondilite Anchilosante, ad esempio, hanno invece una maggiore prevalenza maschile e quest’ultima in un rapporto addirittura di 9 uomini per ogni donna” precisa Galeazzi.
Ci sono, infine, patologie che non mostrano particolari differenze nella loro manifestazione; è il caso della psoriasi che colpisce uomini e donne senza prevalenze legate al genere. “Molte delle patologie reumatiche, in particolare quelle autoimmuni, non differiscono tra uomini e donne solo in termini di prevalenza ma si registrano significative differenze anche per quanto riguarda la gravità dei sintomi, il decorso della malattia, la risposta alla terapia e la sopravvivenza – afferma Angela Tincani, coordinatrice del Gruppo di Studio SIR sulla Medicina di Genere – Solo in questi ultimi anni, però, è cresciuta l’attenzione verso queste differenze. E’ stato infatti riportato come, finora, la maggior parte dei trial clinici siano stati in prevalenza condotti su una popolazione maschile con un evidente sbilanciamento dei possibili risultati, alla luce di quello di cui la medicina di genere si sta occupando”.
Uno studio multicentrico italiano, condotto su 398 donne con malattie reumatiche (patologie del tessuto connettivo e artrite cronica) in età fertile (18-45 anni) in 24 centri distribuiti su tutto il territorio nazionale, ha indagato il livello di conoscenza e counselling rispetto alle tematiche di salute femminile più importanti come la contraccezione, la programmazione di una maternità, la gravidanza e l’allattamento. Circa il 40% delle pazienti ha dichiarato che la malattia reumatica ne ha influenzato il desiderio di maternità. I risultati hanno inoltre evidenziato un gap informativo da colmare.
“Al 31%-34% delle donne, a seconda della patologia reumatica, in fase di diagnosi e cura, non è mai stato chiesto se avessero intenzione di farsi una famiglia – precisa Angela Tincani – Questo dato è fondamentale perché ci spiega come nel rapporto con il medico ci sia ancora molto da fare, a partire dalla condivisione di informazioni fondamentali che tutti noi dovremmo affrontare fin dal momento in cui formuliamo la diagnosi di malattia reumatica a una donna in età fertile”.

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Mostra: Espone Franco Marrocco

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

palazzo-collicolaSpoleto (Perugia) dal 3 dicembre 2016 al 12 febbraio 2017 Palazzo Collicola Piazza Collicola, 1, a cura di Gianluca Marziani e Italo Bergantini. Ascoltare gli echi di un paesaggio intermedio, le linee frequenti di una vibrazione nel vento nordico, il fruscio sonoro di sottili foglie che si distendono verso luci dal respiro polare. Ascoltare la pittura nel suo rumore sotterraneo, nei suoi echi metaforici, nelle sue geometrie organiche. Ascoltare il viaggio di Franco Marrocco nel suo elegante universo in dissolvenza incrociata, tra foreste dei sogni, nature ibride, mappature interiori, richiami spirituali. Marrocco ha sempre tradotto il valore complesso e l’attitudine essenziale del dipingere. Ha cercato di svuotare l’immagine fino allo scheletro portante, ai muscoli significativi, ad una pelle coi colori del cielo: pochissimi elementi per mettere in scena le tracce del suo sistema interiore. Un processo in cui s’intrecciano rarefazioni nebulose, scivolamenti liquidi, fessure solide, sempre alla ricerca di una grammatica autonoma che traduca, con misura e sensatezza, gli alfabeti cromatici dell’autore. L’artista agisce per indizi, dipingendo tracce che sembrano scosse da due destini concentrici: apparire dal vuoto, come una rivelazione in divenire, o scomparire gradualmente, come un’azione accaduta che lascia sedimenti. Due modi che gestiscono l’entropia necessaria del campo pittorico, creando equilibri vibranti ed elettrici, sospesi nella vicenda del singolo colore. Apparire e scomparire con l’obiettivo di imprimersi sulla superficie, dando lucidità agli echi di un passaggio. Apparire e scomparire, inspirare ed espirare: la pittura pulsa per metafore e simboli, trasformando l’idea del corpo nella forma del paesaggio, favorendo la messinscena di un altro reale che nasce per tracce sopra la forma del mondo, a immagine e somiglianza del proprio sistema interiore. Una pittura che respira sul battito del mondo. La struttura del quadro conferma la pulsazione aerobica che governa l’approccio estetico. Ogni opera nasce da telai di forma diversa, accostati per creare un unicum corporeo, dove la superficie maggiore rappresenta la colonna vertebrale con gli franco_marroccoorgani vitali, mentre i telai più piccoli incarnano gli occhi verso l’esterno, le braccia che afferrano, le gambe che camminano. Il percorso di Marrocco è un cammino consapevole nella riduzione del superfluo. Il suo passo ha un profilo orientale, sembra tarato sulla cultura giapponese della ceramica, dove l’evidenza del talento si mostra nel silenzio del passo sospeso. Lunghezza e lentezza danno il tempo e lo spazio all’azione calibratissima del segno, agendo con prassi armoniosa attorno alle cuciture del quasi invisibile. L’opera si rivela con timidezza sensoriale, non usa il timbro marcato delle decisioni nette; al contrario, parla con frasi semplici ma dense, ricordando la letteratura soppesata di Milan Kundera, la prassi metafisica di Peter Handke, le atmosfere nebulose di Yasunari Kawabata. La Natura ci accompagna in questo viaggio sensoriale dentro gli umori dello sguardo. Scorriamo l’occhio emotivo dell’artista, gli stati d’animo, le sensazioni momentanee, un codice dei sentimenti che si declina sul distillato sensuale del paesaggio atmosferico. Quella di Marrocco è una natura senza enfasi, avvolgente col suo suono nascosto, una natura che scorre dal vetro di un treno mentre si attraversano interminabili pianure. Talvolta sembra giungere sui bordi del grande fiume, altre volte rimanda a un torrente tra pietre bianche e canne di bambù, altre ancora lascia intravedere un tramonto sulla laguna, un’alba tra le risaie, una luce tra le colline anche quando immaginiamo un incendio o un sole zenitale, lo sguardo di Marrocco mantiene la giusta distanza e non si lascia “bruciare” dagli eventi, così da poter osservare la trasformazione dei colori atmosferici, la loro inquietudine inestinguibile. E’ sempre il colore a decidere lo stato d’animo dell’opera. Le sfumature, i toni e le gamme mediane, una complessa declinazione delle cromie che dimostra un solido ragionamento attorno all’essenzialità necessaria. Nulla si aggiunge con modi superflui, qui si ragiona con istinto alchemico affinché il colore pulsi con fisicità lieve ma decisa. Il poco è in realtà quanto basta per offrire una vita sentimentale alla geometria: nasce qui il paesaggio intermedio di Franco Marrocco, la sua porzione di interiorità abitabile, la geografia pittorica che il bianco dei muri conduce lontano, molto lontano. (by Christian Flammia) (foto:palazzo collicola, franco_marrocco) OPENING: sabato 3 DICEMBRE 2016 ore 12:00 La mostra prosegue fino a domenica 12 febbraio 2017

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Andrea De Sica “Sto lavorando a un progetto con zio Christian come attore”

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

andrea-de-sica“Mi sarebbe piaciuto averlo già in questo film ma il pubblico se c’è lui non vede più il personaggio ma solo Christian De Sica, è una personalità forte e sarebbe diventato subito il suo film. Io invece avevo bisogno di visi non riconoscibili”. Poi però, aggiunge. “Ho in mente un progetto in cui lui, però, interpreterà se stesso”.Al Torino Film Festival Boris Sollazzo per Giornalettismo, media partner della rassegna, ha intervistato il regista Andrea De Sica. Terza generazione della famiglia più importante del cinema italiano – il nonno era Vittorio, il padre Manuel, lo zio è Christian -, esordisce andando in concorso con l’opera prima I figli della notte (in sala nel 2017) proprio nel capoluogo piemontese. Usa il genere per fare cinema d’autore, come il nonno – “sì, ma lui il suo se l’è inventato: io ho provato a raccontare una storia di adolescenti con le atmosfere dell’horror” – e ha scritto la musica per il suo film, come papà Manuel, a cui ha dedicato il film (è morto nel 2014). Senza rinunciare a una forte metafora politica. “E’ come se fosse la storia dell’infanzia di un capo che non sa di esserlo, in una società in cui la trasgressione non è più rivoluzione ma solo una parte del sistema”. Ma la sorpresa arriva quando si parla di Christian De Sica e sul perché non sia riuscito a trovare spazio per lui nel cast (d’altronde è figlio di una produttrice, Tilde Corsi, ma è la Vivo Film di Paonessa e Donzelli ad aver messo su questo film). “Mi sarebbe piaciuto, ma se lo scegli, magari nella parte del preside, il pubblico non vede più il personaggio ma Christian De Sica, è una personalità forte e sarebbe diventato subito il suo film. Io invece avevo bisogno di visi non riconoscibili”. Poi però, aggiunge. “Ho in mente un progetto in cui lui, però, interpreterà se stesso”. (fonte: redazione giornalettismo)

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Scuola: i diplomati magistrale non dovevano essere esclusi dal Piano straordinario di assunzioni docenti: lo dicono i giudici

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

SCUOLA

Pupils in primary school -ALLIANCE-INFOPHOTO

A distanza di un anno e mezzo dalle quasi 90mila immissioni in ruolo attuate con la Legge 107/15, il Tribunale del Lavoro di Siena ha accolto l’impugnazione “pilota” promossa dall’Anief in favore dei docenti in possesso di diploma magistrale abilitante conseguito prima del 2001/02 a cui era stata negata addirittura la possibilità di candidarsi al concorso con modalità on line: la docente che ha presentato ricorso, inserita per effetto di sentenza nelle Graduatorie a Esaurimento 2014/2017 a far data dalla prima pubblicazione delle stesse, aveva invece pieno diritto di partecipare alle operazioni di stabilizzazione, con conseguente dichiarazione del suo diritto all’immissione in ruolo con decorrenza dal 1° settembre 2015. Il Miur incassa una pesante sconfitta.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il Ministero dell’Istruzione non può ignorare una fetta consistente dei docenti precari, oltre 60 mila, che si ostina a considerare dei ‘fantasmi’ da rinnegare, alla pari di quelli abilitati dopo il 2011. È bene che l’amministrazione cambi registro, chiedendo al Parlamento di normare quanto stabilito in modo ormai inequivocabile nelle aule di tribunale. La possibilità per farlo c’è: basta accogliere i 70 emendamenti alla Legge di Stabilità, da noi presentati alla Commissione Bilancio della Camera, tra cui figura l’inclusione di tutti gli abilitati nelle GaE.

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Referendum: una riforma pastrocchio

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

Fabio_Rampelli_daticamera“Lo svilupparsi di ricerche da parte di istituti e agenzie mette a pochi giorni dal voto sempre più in evidenza le assurdità della proposta di riforma costituzionale avanzata da Renzi.
Le simulazioni sull’orientamento politico delle future Camere dimostrano che al 90% si avranno maggioranze politiche diverse tra Montecitorio e Palazzo Madama. Questo significa che aumenterà la conflittualità tra istituzioni, che tutte le leggi approvate dalla Camera saranno impugnate ed emendate dal Senato e rispedite alla Camera, che non ci sarà alcun superamento del bicameralismo, che il taglio dei costi della politica è ridicolo. Considerando che il nuovo Senato scelto dai partiti e non dai cittadini avrà potere decisivo su Costituzione, legge elettorale, legge di stabilità, politiche regionali e politiche europee si può dire che Renzi ha trovato con questa riforma-imbroglio l’escamotage per governare anche quando perde le elezioni, blindando nel futuro Senato a maggioranza piddina competenze di primaria importanza”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

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Palermo: “Casual Theatre Project”

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

marcello-cariniPalermo. Al teatro di Palermo dal 16 dicembre una rassegna di spettacoli fatto dai giovani per i giovani. Sette spettacoli, oltre cento persone coinvolte – tra danzatori, attori e musicisti – un’intera stagione teatrale da dicembre 2016 a maggio 2017, nella prima rassegna fatta da ragazzi per il giovane pubblico di Palermo. Si intitola “Casual Theatre Project”, ed è il primo nuovo ciclo di spettacoli del teatro Lelio di via Antonio Furitano, 5 a Palermo.Una rassegna di arti sceniche che vede la direzione artistica di Marcello Carini e la coordinazione artistica di Renata Orlando, caratterizzata da una variopinta collana di spettacoli, proposta e rivolta ai giovani, fatta di tematiche e problematiche introspettive e culturali che indagano sull’universo dei ragazzi. Il nome, già nella sua essenza, ci proietta immediatamente nel suo significato tradizionale europeo, dove si enfatizza il comfort e l’originalità personale rispetto all’uniformità delle convenzioni. Un invito a riflettere in un momento storico in cui ci si dirige sempre più verso l’uniformazione delle masse e l’omologazione dello spessore culturale dell’individuo.
Si comincia il 16 dicembre alle 21,30 con “Biancaneve nella battaglia” con la neonata Ensemble Junior Company. L’ideazione, la regia e la coreografia è di Michele Pernice. Un percorso coreografico che abbraccia la fiaba dei fratelli Grimm, il film d’animazione dall’happy ending della Walt Disney e “Biancaneve e il Cacciatore” di Sanders.
Secondo appuntamento il 19 e il 20 gennaio 2017 con “Dorian” di Chiara Giacopelli, coreografie di Marcello Carini, ispirato a “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde.
Il 9 e il 10 febbraio 2017 c’è l’associazione PantArte con “Fimmina”, diretto e coreografato da Luigi Iemma, con la sua compagnia Shameless. Lo spettacolo avrà come tema l’eresia ed è interamente dedicato all’800 e alla stregoneria, terrore pagano dei popoli cristiani, dove anche gli innocenti vengono messi in discussione e dove, attraverso la protagonista, viene affrontato il tema del femminicidio.
Il 24 marzo 2017 l’Ensemble Junior Company porta “Casual”, lo spettacolo che ispira la rassegna, incentrato sell’influenza della moda nella nostra società, diretto e coreografato da Marcello Carini.
Il 7 aprile 2017 c’è “Social dance – Vintage show Retrò”. La filosofia e l’idea base sono quelle della divulgazione della cultura swing alle nuove generazioni. Regia di Daniele Savarino il quale, insieme a Claudia Funaro, cura anche le coreografie.
Il 21 aprile 2017 l’associazione Il Carrozzone porta in scena la grande commedia musicale di Garinei e Giovannini “A che servono gli uomini?”, diretto da Lamberto Cosenza.
Il 26 maggio 2017 è prevista una “serata d’autore”, firmata da due coreografi contemporanei, Marcello Carini e Alex Atzewi, che creeranno un ponte tra Palermo e Modena insieme alle proprie compagnie, l’Ensemble Dance Company, con “Le tre corde”, liberamente ispirato a “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello, e l’Atzewi Dance Company con “Le quattro stagioni di Vivaldi”.
La direzione artistica dell’intera manifestazione è di Marcello Carini e la coordinazione artistica è di Renata Orlando, che sostengono: «Forse, oggi, potrebbe essere “casual” spegnere il televisore, mettere il proprio telefono cellulare in modalità aerea, vestirsi con la prima cosa che capita sotto mano, allontanarsi per qualche ora dai social network, correre a teatro per riassaporare il gusto di una trasfigurata riflessione reale e non virtuale».
I biglietti per lo show del Lelio costano 13 euro a serata e si possono comprare al botteghino del teatro. Per info: 091 681 9122. I ticket si trovano anche online e nei punti vendita del circuito tickettando e ticketone, dove potrebbero subire una maggiorazione a discrezione dello stesso punto vendita. (foto: marcello carini)

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Prestiti: continuano a crescere gli importi medi richiesti

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

prestitiA fronte di una buona tenuta della domanda di prestiti personali, anche gli importi richiesti confermano l’interesse degli italiani nei confronti di questo strumento per la gestione delle proprie spese: secondo l’Osservatorio sul credito al consumo di Prestiti.it (http://www.prestiti.it) e Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html), le cifre medie richieste sono cresciute dell’1,2% in sei mesi e del 9% in un anno. Siamo tornati, in buona sostanza, ai valori di un anno e mezzo fa: dall’analisi, condotta su oltre 30 mila domande di prestito presentate nel periodo compreso tra maggio e ottobre 2016, è emerso che gli italiani hanno cercato di ottenere mediamente 11.200 euro. Il profilo tipo di chi chiede accesso al credito è piuttosto chiaro: parliamo di un uomo – lo è il 73% del campione esaminato, contro il 27% di donne – ha 40 anni (ne aveva 2 in più sei mesi fa) e vorrebbe ripagare il denaro chiesto a banche e finanziarie contando su uno stipendio mensile di 1.570 euro (+1,3% rispetto alla precedente rilevazione); unica differenza sostanziale rispetto al semestre precedente è relativa alla durata del prestito, che si ferma a 60 rate, contro le 66 mensilità registrate in passato.
Il finanziamento si accorcia, quindi, ma cambiano anche le finalità per cui questo viene sottoscritto: per la prima volta in tre anni la richiesta di liquidità da gestire in autonomia viene superata dalla volontà di comprare un’auto usata, che rappresenta il 21,9% delle motivazioni date. La liquidità è quindi seconda, con la percentuale del 15,3% mentre a seguire troviamo la ristrutturazione di casa, con il 15%: incentivi e bonus offerti dallo Stato piacciono sempre agli italiani.
Che siano quattro o due ruote, ma questo semestre segna un rinnovato interesse per il mondo dei motori: aumentano in percentuale le domande di finanziamento per comprare l’auto nuova (ora al 7,6%, mentre sei mesi fa erano al 5,9%), mentre una motivazione che cresce in maniera significativa è quella dell’acquisto di moto usate, in sei mesi passate dal rappresentare poco più del 2% al 7,2%. Percentuali molto più piccole – ma per questo motivo il salto è ancora più evidente – per le moto nuove, che vedono triplicare le domande di prestito (dallo 0,4% all’1,2% del totale delle finalità indicate in fase di preventivo). Raddoppiati anche i prestiti per le vacanze (dallo 0,7% all’1,5% del totale), ma in questo caso incide particolarmente la stagionalità, visto che nel semestre considerato rientrano i mesi vacanzieri per antonomasia, quelli estivi.
È una costante la differenza di comportamento tra uomini e donne, sia in termini di importo richiesto, sia per lo stipendio con cui restituirlo: non solo le donne ricorrono in misura minore ai finanziamenti, ma puntano a somme più basse (10.600 contro 11.500 euro) da rimborsare contando su uno stipendio di 1.350 euro, contro i 1.650 euro degli uomini. In comune vi è la ricerca di liquidità e di un’auto usata, anche se quest’ultima motivazione è molto più comune tra gli uomini (tra di loro sale al 22,7% del totale).
Per quanto riguarda le differenze regionali, le cifre più cospicue sono state richieste in Valle d’Aosta (con 12.800 euro), Sardegna (12.000) e Calabria (11.600), mentre il Molise è l’unica regione a scendere sotto la richiesta media dei 10mila (9.800 euro). La durata oscilla tra i 55 mesi del Molise e i 65 mesi della Valle d’Aosta; simili in tutta Italia gli stipendi medi con cui si intende ripagare il finanziamento: in tutte le regioni si aggirano tra i 1.450 e i 1.600 euro, con l’eccezione verso l’alto della Valle d’Aosta (1.700 euro). (foto: prestiti)

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Stangata fiscale da 10 miliardi di euro contro i professionisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

fisco2005aDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Con il decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio, scritto in fretta e furia dal premier Renzi nel tentativo di risollevare i disastrosi sondaggi sul referendum del 4 dicembre, è in arrivo un’altra stangata fiscale da 10 miliardi di euro contro i professionisti.Non contento di aver già impoverito a sufficienza un settore che un tempo rappresentava una fonte sicura di guadagno, il governo si appresta ora ad aumentare gli adempimenti burocratici su imprese e professionisti, rendendo obbligatorie le comunicazioni trimestrali e rendendo il calendario delle scadenze fiscali ancora più affollato di quello attuale. Ci uniamo pienamente alla denuncia avanzata da Confprofessioni contro questa nuova tassa occulta, decisa dal governo solo per fare cassa sulla pelle delle imprese.Invece di contrastare la vera evasione fiscale, il Tesoro si rivale ancora una volta contro chi le tasse ha sempre pagato. Appare alquanto ridicola l’amarezza espressa dal capogruppo PD in commissione finanze, Michele Pelillo, che anziché far finta di rammaricarsi dovrebbe convincere il suo partito a togliere questa assurda norma dal decreto nel prossimo passaggio in Senato. Da parte sua, Forza Italia darà battaglia affinché l’obbligo di comunicazione trimestrale venga stralciato dal testo”.

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Verso una teologia delle donne

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

dio-ama-le-donneMilano sabato 3 dicembre 2016 – ore 15.30 Libreria Paoline – Via Francesco Albani, 21 Un incontro con la teologa francese Anne Soupa, a partire dal suo libro.L’Autrice, fondatrice de Le comité de la jupe e della Conferenze catholique des baptisé(e)s francophone, per la difesa della dignità femminile e la promozione di un migliore ascolto delle persone battezzate all’interno del mondo ecclesiastico, propone un’originale lettura del libro della Genesi e di altri testi biblici, per poi addentrarsi nella Storia (della Chiesa e non solo).
La sua analisi, svolta in modo tagliente, provocatorio e con l’usuale stile divulgativo che contraddistingue tutte le sue opere, viaggia tra l’attuale crisi di genere (“è in atto oggi un dibattito a proposito della diversità, quasi una crepa in ciò che si credeva di conoscere della differenza fra uomo e donna, è in atto una crisi di genere, che tocca tutti noi, perché le prese di posizione sull’argomento sono appassionate e spesso eccessive”) e le continue sollecitazioni di papa Francesco per una seria teologia della donna (“Credo che noi non abbiamo fatto ancora una profonda teologia della donna, nella Chiesa. Soltanto può fare questo, può fare quello, adesso fa la chierichetta, adesso legge la Lettura, è la presidentessa della Caritas … Ma, c’è di più! Bisogna fare una profonda teologia della donna. Questo è quello che penso io” Papa Francesco).L’invito, che Anne Soupa rivolge a tutti, uomini e donne, è di ripensare oggi la loro “comune umanità” e i loro rapporti mutati all’interno della Chiesa, non in funzione dei modi, ma alla luce del Vangelo. (foto: dio ama le donne?)

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Teatro: Ci avete rotto il caos

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

rotto-il-caosMilano 24, 25 e 26 novembre 2016 orario spettacolo 21.00 ingresso dalle 20.15 alle 20.45 Casa di Reclusione di Milano – Bollate
Via Cristina Belgioioso 120 drammaturgia e regia collettiva degli attori detenuti del IV reparto del carcere di Milano – Bollate. Ci avete rotto il caos delinea lucidamente i contorni delle realtà più problematiche e discusse che si inseriscono nella quotidianità di tutti, quella difficoltà di vivere che corrode le sicurezze di uomini chiari e forti, spingendoli a mostrare le loro fragilità e a entrare in una dimensione decisamente più autentica e umana, ma difficile da sostenere. Quello che il mondo chiede sono azioni e conferme forti per non assumere la responsabilità del bisogno e delle sue tante declinazioni, ecco perché occorre decidere come rimanere in un equilibrio instabile, cercando di trovare un proprio modo di essere e di percepire quello che c’è tutto attorno.
Ecco allora apparire sulla scena la violenza fin troppo vera di black block in manifestazione, sogni abbandonati negli angoli più remoti della mente di un ladro gentiluomo e di una baby gang: Ci avete rotto il caos non è altro che una storia come tante, tante storie come se fosse una. Ma soprattutto tanto caos che qualcuno dovrà pur rompere. (foto: rotto il caos)

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Referendum: clima avvelenato

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

respect-costituzione“Clima di veleno in questa campagna referendaria? Anche nel 2006 c’è stato un referendum confermativo, e francamente non ricordo nulla di tutto questo. Chi è stato questa volta a produrre questo parossismo? È stato Renzi che ha trasformato questo referendum in una battaglia campale, è stato Renzi che ha personalizzato, che ha detto ‘dopo di me il diluvio’. Dopo che aveva concentrato su queste schiforme tutta l’azione del suo governo”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ai microfoni di Radio Radicale.“Chi ha chiamato il fronte del No ‘accozzaglia’? Chi ha insultato il povero Oscar Giannino? Chi ha insultato il sottoscritto? Renzi. Il premier mi ha insultato ogni volta che è venuto in Parlamento. Io faccio il mio mestiere di opposizione, se non lo faccio in un’Aula parlamentare, dove devo farlo? Eppure Renzi insulta, è nervoso, non accetta le critiche, non fa il presidente del Consiglio. Questo clima è colpa sua”.

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Referendum: I mercati non hanno paura

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

borsa milano“Che il referendum arrivi presto e che sia fatta democrazia. Cari italiani, non dovete temere nulla dal punto di vista economico. Perché nulla succederà. Come non è successo nulla nel 2006, come non è successo nulla in America dopo la vittoria di Trump, come non è successo nulla in Europa dopo la Brexit”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ai microfoni di Radio Radicale.“Sarebbe aberrante pensare che i mercati si preoccupano della democrazia. Io sono un liberale, e penso che mercato e democrazia siano due facce della stessa medaglia. Se c’è mercato c’è democrazia, se c’è democrazia ci deve essere mercato. Nel momento in cui i mercati sono contro la democrazia o la democrazia è contro i mercati, allora c’è qualcosa che non va. I mercati non possono aver paura di elezioni o di referendum. I mercati sono la democrazia, se sono mercati buoni, corretti, non speculativi. E la democrazia è la regola base per il buon funzionamento dei mercati”.

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27 novembre: il fronte del No in piazza

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

piazza-del-popolo-2Roma 27 novembre alle 14 a piazza della Repubblica e la manifestazione si concluderà alle 18 a Piazza de popolo con un concerto presentato da Michele Riondino in cui si esibiranno tanti artisti per il NO: 99 POSSE, THE BLUEBEATERS, PIERPAOLO CAPOVILLA (TEATRO DEGLI ORRORI), ASSALTI FRONTALI.
“È una sfida da Davide contro Golia, da una parte c’è una macchina organizzativa efficientissima e piena di risorse, dall’altra quella parte del paese che sta imparando ad alzare la testa e che non trova spazio in TV e nei sondaggi” – dichiara Stefano, 23 anni, di Avellino – “Il cambiamento non comincia certo con riforme costituzionali pasticciate e accentratrici ma dalla condizioni reali delle persone e dei territori, per questo pensiamo sia fondamentale scendere in piazza. In tempi di democrazia televisiva e telematica non andrà di moda ma noi facciamo la scelta della partecipazione, è il solo modo per non ridurre il referendum a un derby in cui si fa il tifo”.
“Renzi ha definito un accozzaglia il fronte del NO e nei talkshow la battaglia referendaria viene rappresentata solo come una passerella politica. In questi mesi siamo stati nei mercati, nelle scuole, nelle agenzie di riscossione e abbiamo visto che dietro il NO c’è tanto altro” – dichiara Lorenzo, 27 anni, di C’è chi dice NO – “Ci sono i giovani che scappano dall’Italia, c’è il Sud martoriato dalla crisi, ci sono i territori vittime delle grandi opere, lavoratori e disoccupati con l’acqua alla gola”. Il 27 novembre oltre 100 realtà da tutta Italia si ritroveranno in piazza a Roma, i piccoli grandi NO che animano questo paese daranno vita a un grande corteo popolare per dire NO alla riforma costituzionale, ci sarà il Comitato romano per il NO al referendum, i movimenti contro le grandi opere (No tav, no triv, No grandi navi), gli studenti, i movimenti per il diritto all’abitare, i risparmiatori truffati dal Salvabanche.

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La Costituzione secondo i Padri Costituenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

padri-costituentiRiprendiamo una conversazione riprodotta dal blog di Grillo per significare l’impegno e la serietà riposta dai nostri costituenti per varare quella che è stata definita la “Costituzione più bella del mondo”. Calamandrei e Foa seduti ad una scrivania alle prese con la scrittura. Calamandrei, ha il viso appoggiato sulla sua mano e sonnecchia, mentre Foa è concentrato sul foglio, con la penna in mano. Foa dà una gomitata a Calamandrei.
F: oh, dai che dobbiamo finire l’articolo 70….
C: Vittorio, si lavora da stamane mattina, s’è fatto notte anche ieri, è notte pure adesso, ora riposiamoci un momento!
F: Piero, non possiamo riposarci, lo sai che importante. Pensa ai nostri fratelli morti per la libertà!
C: allora dai, Dove s’era rimasti?
F: Dunque, ti dicevo che 9 parole sono ancora troppe, e forse così è ancora troppo complesso. Lo sai che Il testo deve essere semplice, chiaro e comprensibile a tutti, anche a un bambino!
C:Ma più comprensibile di cosi! “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”.
F: No,no, più semplice, più semplice e con meno parole. Ascolta: “Le leggi sono fatte dal popolo”.
C: E dai pure tu non esagerare, ti sei proprio fissato! E’ una repubblica parlamentare, ci sono degli eletti che fanno le leggi per conto del popolo, mica puoi portare tutto il popolo italiano in parlamento a fare le leggi, oh son quasi venti milioni…
F:Lo so, ma io vorrei che fosse chiaro il concetto che è il popolo che decide le leggi! Rafforziamo, rafforziamo il concetto!
C: e dai, faranno le leggi che vuole il popolo, sono eletti dal popolo! Noi tocca solo specificare che son fatte da due camere.
F:Si Piero, ma chi lo sa se fra 50, 60, che so, 70 anni, in parlamento saranno eletti ancora tutti galantuomini? Che faranno davvero ciò che vuole il popolo? Chi lo sa?
C:Ma che stai dicendo? L’abbiamo scritto apposta nell’art 1 no? “La sovranità appartiene al popolo”. Ora per quanto possano essere diversi, vuoi che vengano meno proprio al primo articolo della costituzione?
F: Beh effettivamente…
C: E’ compito dello stato rimuovere tutti gli ostacoli che impediscano il pieno sviluppo della persona umana, quindi dare lavoro a tutti, dare la scuola a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti…
F: giusto! Dare dignità, a tutti… Sì Piero, hai ragione, per quanto potranno essere diversi tra 70 anni, è impossibile che trasgrediscano proprio l’art 1 della nostra Costituzione. La sovranità apparterrà sempre al popolo. Certo che… pensa se nel futuro riuscissero addirittura a trovare il modo per far votare le leggi a tutti i cittadini…
C: oh ma stai scherzando? Si va sempre più verso la democrazia! La tecnologia sta facendo cose impossibili, s’è scisso l’atomo, vuoi che non si trovi il modo di far fare le leggi direttamente al popolo? Lo troveranno, lo troveranno, mica faranno di nuovo fare le leggi a uno magari neanche eletto dal popolo! Oh Vittorio, ci si è appena passati!
F: e lo sappiamo bene! Per carità, scherzuma nen!
C: eh?
F: non scherziamo!
C: allora, cosa avevamo scritto? L’ultima era…?
F: ”La funzione…”
C: “..legislativa è esercitata collettivamente dalle due camere”. Più semplice di così!
F: e va bene, va bene.… ma per me son ancora troppe parole, neh… (fonte: blog 5 stelle)

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Manifestazione nazionale delle donne contro la violenza maschile

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

piazza-san-giovanniRoma 26 novembre con corteo da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni manifestazione nazionale delle donne contro la violenza maschile. La manifestazione è promossa da Rete Io Decido, D.i.Re e UDI, l’USB ha aderito con lo slogan “NON SONO UNA DONNA ADDOMESTICABILE!”. Dalle lavoratrici della grande distribuzione alle educatrici precarie dei nidi; dalle impiegate della pubblica amministrazione alle insegnanti; dalle donne impegnate nel territorio nella difesa dei beni comuni alle operatrici dei servizi sociali; dalle licenziate del trasporto aereo alle rappresentanti delle associazioni antiviolenza: negli interventi di tutte si è levata la denuncia di condizioni di lavoro e di vita che rappresentano una vera violenza di genere. È stata anche riaffermata la rivendicazione di politiche di protezione sociale, che garantiscano l’autodeterminazione e l’affrancamento dalla violenza domestica, il diritto a servizi pubblici accessibili, al reddito sociale, alla casa, al lavoro e alla parità salariale, all’educazione scolastica, alle strutture sanitarie, a consultori liberi da obiettori; il riconoscimento e il finanziamento dei centri antiviolenza ed il sostegno economico per le donne che denunciano violenze.Un dato economico e sociale pesa infatti sulla violenza e i femminicidi: la mancanza di lavoro e di reddito, che si traduce in mancanza di autonomia ed indipendenza, esasperata dalla crisi che ha ridisegnato un mercato del lavoro femminile sempre più precario e discriminante con l’obiettivo di ricacciare le donne nei ruoli domestici, per sopperire al progetto di smantellamento del welfare.“NON UNA DI MENO” esprime la determinazione collettiva a non accettare più la mancanza di nessuna e che nessuna resti indietro. La manifestazione del 26 novembre sarà pertanto un momento fondamentale di aggregazione e di unificazione delle lotte, per restituire, attraverso le diversità di ciascuna, visibilità alla rabbia di tutte. Ma sarà anche l’inizio di un percorso che, con la nuova assemblea nazionale articolata per tavoli tematici, organizzati sempre a Roma il 27 novembre, cercherà di dare l’avvio alla costruzione concreta di una proposta comune per la realizzazione dal basso di un vero piano antiviolenza.

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Convegno: in scienza e coscienza

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

medicinadifensivaRoma sabato 26 novembre 2016, dalle ore 8.30 alle 13.30, presso la Sala Conferenze dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri (Via A. Bosio 19/A, angolo Via G.B. De Rossi) si terrà il convegno ““IN SCIENZA E COSCIENZA”, organizzato dallo stesso Ordine.
Nel mondo medico, profondamente cambiato, è necessario che i medici recuperino la conoscenza più diffusa del proprio Codice Deontologico e la sua effettiva applicazione, ridefinendo e rivendicando altresì l’autonomia della professione medica nell’ambito dell’organizzazione in cui essa viene svolta. Il convegno, pertanto, intende fare il punto sul contesto reale e attuale in cui opera tale professione.
Un approfondimento e una riflessione che si rendono fondamentali per poter affrontare le criticità del SSN – rappresentate da un cronico sotto-finanziamento, da un incongruo utilizzo delle risorse e da un assetto organizzativo complessivo da troppi anni condizionato da scelte improprie – e individuare le soluzioni più idonee nel rispetto delle competenze e dei ruoli di tutti gli attori del pianeta Sanità, prima che il Sistema pubblico scivoli in una deriva di privatizzazione totale e non condivisibile. Interverranno, tra gli altri, Eugenio Gaudio (Magnifico Rettore dell’Università di Roma Sapienza), Antonio Spagnolo (Direttore dell’Istituto di Bioetica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore), Ivan Cavicchi (Docente di Sociologia dell’Organizzazione Sanitaria – Facoltà di Medicina di Tor Vergata), Carlo Petrini (Responsabile Unità di Bioetica dell’Istituto Superiore di Sanità e componente Comitato Nazionale per la Bioetica), Girolamo Sirchia (già Ministro della Salute), insieme ai presidenti degli Ordini di Roma, Bologna, Rimini, Parma e Cagliari: Giuseppe Lavra, Giancarlo Pizza, Maurizio Grossi, Pierantonio Muzzetto, Raimondo Ibba. In collegamento dalla Sicilia interverrà il Ministro per la Salute Beatrice Lorenzin.

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L’Inps nelle mani di Boeri

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

tito-boeriIeri mattina il direttore generale dell’INPS ha rassegnato le dimissioni nelle mani del Ministro Poletti che le ha accettate. La goccia che ha fatto traboccare il vaso di uno scontro istituzionale al calor bianco tra i vertici dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, dovrebbe essere stata la lettera che nei giorni scorsi Boeri ha indirizzato al Ministro del Lavoro per chiedergli di rimuovere il direttore generale perché indagato sulla vicenda legata all’evasione contributiva di 40 milioni da parte di ENEL, nel periodo in cui l’attuale direttore generale dell’INPS era capo del personale di quell’azienda.“La vicenda ENEL era nota a Boeri almeno dal settembre 2015 – afferma Luigi Romagnoli dell’Esecutivo nazionale USB Pubblico Impiego – quando Cioffi mandò per conoscenza al presidente una mail nella quale lo informava del problema. Strano che la situazione sia precipitata proprio mentre sta emergendo un conflitto d’interessi in capo a Boeri per la vicenda Espresso”.“Tolto di mezzo il direttore generale, l’INPS rimane nelle sole mani del presidente – incalza il dirigente sindacale della USB – nel momento in cui Boeri rimette in discussione tutti gli incarichi della dirigenza apicale e mette mano alla riorganizzazione dell’Istituto”.“Il Governo appare debole e ingessato in attesa del referendum del 4 dicembre – conclude Romagnoli – mentre sarebbe necessario ripristinare immediatamente il Consiglio d’Amministrazione dell’INPS e rimuovere dall’incarico Boeri, per il suo conflitto d’interessi e per le sue idee che mal si coniugano con l’esigenza di rilanciare la previdenza sociale pubblica” (n.r. non ci interessa tanto la questione delle dimissioni quanto la politica previdenziale che Boeri sta portando avanti che con l’appoggio di Renzi e del suo governo intende “tagliare” i costi pensionistici a spese delle pensioni già modeste introducendo in primis l’abolizione della reversibilità della pensione al coniuge superstite e la ricostruzione pensionistica in base ai contributi e non a quello retributivo. Ciò significa che le pensioni saranno ridotte mediamente del 30%. La scusa è quella nota: riequilibrare il monte pensioni per elevare le minime. E’ in pratica una bufala ma che non pochi politici, in specie quelli che appoggiano l’attuale governo dicono di crederci. Perché non cominciamo a recuperare seriamente i 130 miliardi di evasione fiscale, gli 80 miliardi di sprechi e gli svariati miliardi di contributi Inps non versati, tanto per rimanere sulle grandi cifre?)

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Premi FESPA 2017: Si accettano candidature

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

londraLONDRA./PRNewswire/ FESPA, la federazione mondiale che raggruppa le associazioni nazionali del settore della stampa, ha annunciato che implementerà un nuovo sistema di valutazione dei lavori presentati dai partecipanti al concorso del 2017, che si terrà in concomitanza con la fiera FESPA di Amburgo nel mese di maggio 2017. I Premi FESPA sono l’unico programma indipendente a livello internazionale che coinvolge i progressi della stampa e celebra i successi e le innovazioni del settore della stampa e della cartellonistica non stampata.
Giunto alla 26a edizione annuale, il concorso è rinomato per la sua capacità di scoprire i talenti che lavorano nei vari rami del settore della stampa. Christian M. Walter, Amministratore delegato di Taller de Serigrafia, azienda vincitrice della scorsa edizione, ha affermato: “Per una tipografia non c’è migliore pubblicità che vincere un riconoscimento così prestigioso come il Premio Gold di FESPA. Chiunque ritenga di aver creato qualcosa di straordinario deve inviare la propria candidatura, infatti questi premi danno ampio risalto al lavoro e alle competenze degli stampatori”.Come negli anni precedenti, le domande di partecipazione alle varie categorie dovranno pervenire entro il 27 gennaio 2017. La selezione dei lavori avverrà dall’1 al 2 marzo e sarà condotta da un gruppo indipendente di esperti del settore. Questa modalità di valutazione si scosta da quella delle edizioni precedenti, che avveniva sempre durante la fiera FESPA. Il motivo di questo cambiamento, come ha spiegato Duncan MacOwan, Responsabile degli eventi di FESPA, è di “consentire ai giudici di avere più tempo per valutare i lavori e per dibattere gli eventuali vincitori di ciascuna categoria, un compito che si rivela ogni anno più difficile in quanto la qualità e il volume delle candidature è in aumento”.Ognuna delle 15 categorie è tecnicamente neutrale, nel senso che il lavoro da presentare potrà essere stato creato attraverso l’utilizzo di uno schermo, oppure attraverso una tecnica di stampa digitale, flessografica o di qualsiasi altro tipo, inclusa la combinazione delle tecniche citate. L’elenco completo delle categorie per il 2017 e le informazioni relative ai criteri di ammissione e alle scadenze sono disponibili sul sito web http://www.fespaawards.com.
Il concorso per i Premi FESPA 2017 è aperto a tutti gli stampatori e i plotteristi che abbiano prodotto dei progetti di qualità, dimostrando di avere competenze tecniche pertinenti ai criteri di ammissione. I lavori saranno valutati in base alla tecnica, all’aspetto del colore, alla definizione dell’immagine, alla complessità del lavoro, all’uso del prodotto e alla creatività.
I nominativi dei selezionati saranno resi noti ai numerosi visitatori delle concomitanti fiere European Sign Expo e FESPA 2017, che si svolgeranno presso l’Hamburg Messe dall’8 al 12 maggio 2017. I vincitori saranno annunciati durante la cena di gala di FESPA 2017, che si terrà l’8 maggio presso l’hotel 5 stelle Grand Elysee di Amburgo.

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Diritto alla cura del dolore

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

dolore-e-curaCrotone. Presso la sala Raimondi di Crotone si è tenuta la seconda tappa di “NienteMale Roadshow”, percorso itinerante di incontri rivolti all’opinione pubblica che ha l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sul loro diritto ad accedere alla terapia del dolore, come stabilito dalla Legge 38 del 15 marzo 2010 “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” e di informarli dell’esistenza di una rete di assistenza a cui si possono rivolgere per avere soluzioni contro il dolore.L’iniziativa è realizzata con il contributo educazionale di Angelini e con il patrocinio del Ministero della Salute.Il format scelto, il dibattito in teatro, moderato da Rosanna Lambertucci, ha tenuta alta l’attenzione della platea e ha favorito il coinvolgimento del pubblico. Hanno preso parte all’evento esponenti del mondo scientifico, sociale e delle istituzioni. Il dibattito si è aperto con il saluto di benvenuto di S.E. Mons. Domenico Graziani Arcivescovo di Crotone e dell’assessore alle politiche sociali del Comune di Crotone Alessia Romano ed è poi proseguito con l’intervento del commissario straordinario ASP Crotone (Azienda Sanitaria Provinciale) Sergio Arena che si è soffermato su quanto è stato già implementato a beneficio della terapia del dolore e su cosa è previsto nel prossimo futuro.Molto sentita la testimonianza di don Rino Le Pera, direttore dell’ufficio Caritas Diocesana di Crotone, che ha ribadito la vicinanza della Chiesa a coloro che sanno alleviare la sofferenza umana dal punto di vista terapeutico, ma anche morale e psicologico.Hanno inoltre partecipato il presidente III commissione consiliare sanità e politiche socio-sanitarie del Comune DI Crotone Vincenzo De Franco; il direttore sanitario del Presidio Ospedaliero di Crotone Angelo Carcea; la responsabile del centro terapia del dolore dell’Ospedale San Giovanni di Dio Marisa Piccirillo; il presidente di Federfarma Crotone Levino Rajani; il responsabile dell’unico Centro Hub Dolore della Regione Calabria Francesco Amato; il direttore sanitario aziendale ASP Agostino Talerico; il presidente dell’ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di dolore-e-cura1Crotone Enrico Ciliberto; il medico sociale della prima squadra del Crotone Calcio Antonio Marullo; il professore ordinario di anestesia, rianimazione e terapia del dolore dell’Università degli Studi di Parma Guido Fanelli; il sociologo e psichiatra Paolo Crepet che si è focalizzato sull’impatto sociologico del dolore. Numerose le associazioni locali coinvolte, come la Lega Italiana per la Lotta Contro i Tumori (Lilt), impegnata in iniziative di educazione e prevenzione contro il cancro; l’associazione Cittadinanza Attiva, che promuove l’attivismo dei cittadini per la tutela dei diritti e il sostegno alle persone in condizioni di debolezza; l’associazione Vivere Sorridendo, dedita ad aiutare i malati affetti da tumore; il Crotone Calcio che ha voluto promuovere e supportare l’iniziativa NienteMale. “Negli ultimi anni si è fortemente rafforzato il messaggio e la pratica della terapia del dolore. Anche in Calabria, sia pur con i vincoli del piano di rientro, è stata attivata la rete degli hospice, che naturalmente è ancora da completare.” – Ha affermato Michele Pacenza, delegato alla salute del presidente della Regione Calabria. – “Il fatto poi che la terapia del dolore faccia parte della valutazione sui livelli essenziali di assistenza (LEA), testimonia la scelta strategica di considerare tale terapia un obiettivo di civiltà.” Durante l’evento sono stati distribuiti questionari sull’autopercezione del dolore cronico e sulla conoscenza della Legge 38/2010. L’indagine, facoltativa, costituirà una fonte preziosa di dati da condividere con il Ministero della Salute alla conclusione del percorso di eventi, previsto a Roma il prossimo ottobre 2017. NienteMale Roadshow prevede una serie di incontri in città di provincia; il prossimo evento si terrà nella città di Brindisi a febbraio 2017. (foto: dolore e cura)

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Raggiunto l’accordo UE sui conflict minerals

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

parlamento europeoL’Unione Europea ha compiuto un timido, ma positivo passo verso una maggiore trasparenza del commercio europeo dei minerali. I parlamentari europei hanno concluso, dopo mesi, i negoziati sulla nuova legge sui cosiddetti “conflict minerals”, un Regolamento che ha lo scopo di garantire che i minerali che entrano nell’Unione Europea non vengano estratti in situazioni di conflitti o violazioni di diritti umani. Alcune imprese europee coinvolte nel commercio dei minerali saranno, per la prima volta, obbligate ad adottare misure per evitare che la propria filiera produttiva sia collegata ai conflict minerals; tuttavia, una serie di concessioni e scappatoie dell’ultimo minuto potrebbero minare l’impatto del Regolamento, permettendo di esonerare un gran numero di imprese dalla normativa.
La coalizione europea delle organizzazioni della società civile impegnate nella Campagna sui conflict minerals, tra cui FOCSIV e CIDSE, chiedono all’Unione Europea e agli Stati membri di agire responsabilmente affinché queste esenzioni non compromettano gli obiettivi dichiarati dal documento approvato. “Questo Regolamento è un passo in avanti” ha dichiarato Michael Gibb di Global Witness “Tuttavia mentre l’Unione Europea ha inviato un segnale forte ad un ristretto gruppo di imprese, in definitiva si fida che molte altre continueranno a regolarsi da sé. Spetta ora a queste imprese dimostrare che questa fiducia è ben spesa e ben meritata; e ci aspettiamo che i nostri legislatori agiscano di conseguenza qualora si verificasse il contrario.”L’Unione Europea è, oggi, uno dei principali mercati di destinazione per i minerali, sia in forma grezza che lavorata utilizzata per prodotti finiti e semifiniti come computer e telefoni cellulari. Il Regolamento, che non entrerà in vigore immediatamente, ma solo dopo un periodo di transizione di tre anni, riguarderà le importazioni europee di stagno, tungsteno, tantalio e oro provenienti da tutti i paesi del mondo.È la prima legge vincolante di questo tipo ad essere veramente globale nel suo campo di applicazione. Tuttavia, mentre gli standard globali sul commercio dei minerali richiedono a tutte le imprese di controllare le proprie catene di approvvigionamento per verificare l’esistenza di conflitti o violazioni di diritti umani, le disposizioni vincolanti dell’Unione Europea riguarderanno solo una piccola parte della filiera. Al termine dei negoziati gli Stati membri dell’Unione Europea hanno anche ottenuto con successo l’inserimento di una serie di soglie di importazione che ridurranno ulteriormente il numero di soggetti economici coinvolti: un ammontare di minerali pari a milioni di euro potrebbe entrare in Europa senza controllo relativo ai conflict minerals.
Anche alle imprese tenute ad assumere un comportamento dettato dal Regolamento sono state offerte delle scorciatoie con il coinvolgimento in piani industriali accreditati che permettono di esternalizzare i propri obblighi di due diligence. In vista delle ultime negoziazioni del Trilogo FOCSIV ha inviato una lettera ad alcuni Parlamentari Europei, sottolineando le lacune del Regolamento che ne inficiano l’efficacia, chiedendo loro di mantenere una posizione responsabile in fase di negoziati non scendendo a compromessi che potrebbero minare il carattere ambizioso della normativa. “Con la previsione dei tre anni di transizione ed i compromessi al ribasso l’Europa volta le spalle a tutte quelle persone che oggi vivono nella Repubblica Democratica del Congo e in molti altri Paesi che non vedranno cambiamenti significativi nelle condizioni di sfruttamento e violazioni di diritti umani in cui versano” ha dichiarato Gianfranco Cattai Presidente FOCSIV “Naturalmente speriamo ci sia piena responsabilità e diligenza da parte di tutti gli attori nell’applicazione del regolamento; anche FOCSIV e altre organizzazioni della società civile ci saranno, ben consapevoli del nostro ruolo fondamentale nel monitoraggio e nel rafforzamento concreto sul campo della normativa.”

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