Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

L’Inps nelle mani di Boeri

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

tito-boeriIeri mattina il direttore generale dell’INPS ha rassegnato le dimissioni nelle mani del Ministro Poletti che le ha accettate. La goccia che ha fatto traboccare il vaso di uno scontro istituzionale al calor bianco tra i vertici dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, dovrebbe essere stata la lettera che nei giorni scorsi Boeri ha indirizzato al Ministro del Lavoro per chiedergli di rimuovere il direttore generale perché indagato sulla vicenda legata all’evasione contributiva di 40 milioni da parte di ENEL, nel periodo in cui l’attuale direttore generale dell’INPS era capo del personale di quell’azienda.“La vicenda ENEL era nota a Boeri almeno dal settembre 2015 – afferma Luigi Romagnoli dell’Esecutivo nazionale USB Pubblico Impiego – quando Cioffi mandò per conoscenza al presidente una mail nella quale lo informava del problema. Strano che la situazione sia precipitata proprio mentre sta emergendo un conflitto d’interessi in capo a Boeri per la vicenda Espresso”.“Tolto di mezzo il direttore generale, l’INPS rimane nelle sole mani del presidente – incalza il dirigente sindacale della USB – nel momento in cui Boeri rimette in discussione tutti gli incarichi della dirigenza apicale e mette mano alla riorganizzazione dell’Istituto”.“Il Governo appare debole e ingessato in attesa del referendum del 4 dicembre – conclude Romagnoli – mentre sarebbe necessario ripristinare immediatamente il Consiglio d’Amministrazione dell’INPS e rimuovere dall’incarico Boeri, per il suo conflitto d’interessi e per le sue idee che mal si coniugano con l’esigenza di rilanciare la previdenza sociale pubblica” (n.r. non ci interessa tanto la questione delle dimissioni quanto la politica previdenziale che Boeri sta portando avanti che con l’appoggio di Renzi e del suo governo intende “tagliare” i costi pensionistici a spese delle pensioni già modeste introducendo in primis l’abolizione della reversibilità della pensione al coniuge superstite e la ricostruzione pensionistica in base ai contributi e non a quello retributivo. Ciò significa che le pensioni saranno ridotte mediamente del 30%. La scusa è quella nota: riequilibrare il monte pensioni per elevare le minime. E’ in pratica una bufala ma che non pochi politici, in specie quelli che appoggiano l’attuale governo dicono di crederci. Perché non cominciamo a recuperare seriamente i 130 miliardi di evasione fiscale, gli 80 miliardi di sprechi e gli svariati miliardi di contributi Inps non versati, tanto per rimanere sulle grandi cifre?)

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