Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 25 novembre 2016

Contratto pubblico impiego: accordo al ribasso

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

sindacato“Il ministro Madia annuncia che oggi, in pompa magna, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil firmeranno un accordo per il rinnovo del contratto dei lavoratori pubblici, prevedendo un aumento di 85 euro medi lordi, che andranno regime non prima del 2018, dopo 9 anni di blocco dei contratti”, dichiara Luigi Romagnoli, dell’Esecutivo nazionale USB Pubblico Impiego. “Una cifra del tutto insufficiente a risarcire, anche solo parzialmente, quanto non erogato ai lavoratori e alle lavoratici nei passati 7 anni, ed inadeguata a coprire anche la sola inflazione”. Prosegue Romagnoli: “La Ministra annuncia anche di voler andare avanti ad oltranza per mettere a punto l’accordo, in modo da poter portare a casa, a fini elettorali, un risultato politico ottenuto con il solito sostegno delle organizzazioni sindacali complici, che non lesinano gli assist al governo a pochi giorni dal referendum costituzionale”. Sottolinea il dirigente USB: “Dunque, ci indigna profondamente, ma certo non ci stupisce, che si sia fatto di tutto, anche attraverso uno spropositato spiegamento di forze dell’ordine, per impedire all’USB di entrare al Ministero ed esercitare il proprio diritto di rappresentanza dei lavoratori”. “Siamo convinti che le lavoratrici ed i lavoratori pubblici non si faranno ingannare da questo accordo truffa e che il 4 dicembre si recheranno in massa ai seggi per votare NO alla controriforma costituzionale”, conclude Romagnoli.

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Dopo la Fontana di Trevi illuminata di rosso, ieri è stata la volta di Westminster

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

westminsterwestminster1“Dopo l’illuminazione di rosso di Fontana di Trevi a Roma e della statua del Cristo Re ad Almada in Portogallo, ieri è stata la volta di Westminster a Londra. L’Abbazia, la Cattedrale e poi la sede del Parlamento sono state illuminate di rosso porpora, per ricordare al mondo il dramma della persecuzione anticristiana e le violazioni della libertà religiosa. È stato un momento indimenticabile!”. Lo ha dichiarato Alessandro Monteduro, Direttore di ACS-Italia, commentando l’iniziativa di Aiuto alla Chiesa che Soffre nel Regno Unito. “Ieri è stato il Red Wednesday, in onore delle donne e degli uomini che, in ogni parte del mondo, soffrono persecuzioni, discriminazioni o atti di intolleranza solo perché vogliono vivere pubblicamente la loro fede”, ha proseguito Monteduro. L’auspicio è che “crolli il muro del silenzio. Non è accettabile che questo tema sia praticamente assente dal dibattito pubblico. Continueremo a sensibilizzare Istituzioni e opinione pubblica, e a sostenere concretamente, con i nostri progetti, i fratelli perseguitati e oppressi. Ieri a Westminster è stata scritta una bella pagina: confidiamo in una vasta eco internazionale”, ha concluso il Direttore della Sezione italiana della Fondazione. (foto: Westminster)

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Città metropolitana Torino: operativo bilancio previsione 2016

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

dallo spazio torino di notteA seguito della definitiva adozione da parte del Consiglio Metropolitano, il Bilancio di previsione 2016 della Città Metropolitana di Torino è operativo e le risorse stanziate per la manutenzione straordinaria della viabilità e dell’edilizia scolastica sono disponibili. Il parere della Conferenza è obbligatorio ma non vincolante e quindi non ha impedito la successiva approvazione del Bilancio in seconda lettura da parte del Consiglio, con sette voti favorevoli dei Consiglieri del Movimento 5Stelle, sei astensioni da parte del gruppo Città di città e la non partecipazione al voto di due Consiglieri della Lista Civica per il territorio.Nella discussione in prima lettura in Consiglio e nel dibattito nella Conferenza dei Sindaci sia la Sindaca metropolitana che il Vice Sindaco avevano sottolineato il carattere tecnico di un Bilancio di previsione approvato nonostante pesanti limitazioni alle risorse disponibili, imposte dal trasferimento allo Stato centrale di oltre la metà del gettito fiscale proprio dell’Ente: 108 milioni sul totale di 200, provenienti dall’addizionale RC auto, dall’IPT e da altre entrate di minore entità.Nell’anno corrente la Città Metropolitana ha già trasferito alle casse statali oltre 52 milioni di Euro. Per questo sono stati effettuati pesanti interventi di contenimento di tutte le spese dell’Ente, dando priorità alla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete viaria e dell’edilizia scolastica. Utilizzando un avanzo di amministrazione dedicato e derivante da alienazioni di beni immobili e partecipazioni azionarie, sono stati recuperati 25 milioni per la manutenzione straordinaria. E’ stato inoltre possibile recuperare le risorse per le funzioni delegate dalla Regione Piemonte e svincolare una quota di 6,5 milioni dell’avanzo di amministrazione del 2015, destinata alla salvaguardia degli equilibri di bilancio.Nei prossimi mesi il Consiglio metropolitano dovrà confrontarsi sulle scelte prioritarie per il 2017, decidendo se privilegiare il rispetto delle regole del Patto di Stabilità o gli investimenti per la salvaguardia della sicurezza degli edifici scolastici e delle strade.

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Decreto fiscale è legge

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

aula senatoVia libera dell’Aula del Senato alla fiducia chiesta dal Governo sul decreto fiscale, collegato alla manovra. Il decreto, ora, è legge. “Occasione perdura. Il nostro giudizio è nel complesso positivo, ma speravamo che il Senato potesse migliorare il testo, ampliando il numero delle rate ed il tempo massimo per poterle pagarle. Per chi non ha pagato i propri debiti con il Fisco perché in difficoltà economica, infatti, è impossibile versare il 70% della somma dovuta entro il 2017. Insomma, per poter incassare subito i soldi e finanziare la manovra, si favoriscono gli evasori ed i furbetti rispetto alle imprese sull’orlo del fallimento e alle famiglie che non arrivano a fine mese. E questo non è per niente equo. Dubbi anche sulla sanatoria a titolo preventivo del 2016” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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1000 Cardiochirurghi in congresso a Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

malattie-cardiovascolari1Roma sino al 27 novembre, presso l’Hotel Ergife, circa mille cardiochirurghi parteciperanno al congresso della Sicch, Società Italiana di Chirurgia Cardiaca. Sarà un evento dall’alto valore scientifico per l’autorevolezza internazionale degli ospiti e per i temi trattati.
Venerdì 25 alle ore 16, nell’Aula Magna dell’Hotel Ergife, è in programma la presenza di ospiti istituzionali, tra cui il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, il direttore scientifico Pne Agenas Marina Davoli, il presidente della Commissione Affari Sociali della Camera Mario Marazziti, il presidente della VII commissione Csm Claudio Galoppi.
Si discuteranno le proposte Sicch per limitare il contenzioso medico-legale, anche in considerazione della prossima approvazione del Ddl Gelli sulla responsabilità medica e si affronterà il tema dei consulenti dei giudici nei processi a carico dei medici.
“Le proposte della Sicch potrebbero contribuire a ridurre sensibilmente il contenzioso medico-legale ed a migliorare le tutele per i pazienti e per i chirurghi. Uno dei punti qualificanti del congresso sarà la presentazione di un unico consenso informato, scritto e spiegato in un modo molto chiaro, per favorire la comunicazione tra medico e paziente, fattore essenziale per migliorare qualità e sicurezza delle prestazioni sanitarie. Ultima, ma non per importanza, sarà la proposta di istituire un albo dei consulenti dei giudici approvato dalle società scientifiche, in modo che solo professionisti competenti e di comprovata qualifica possano dare pareri e giudicare l’operato dei colleghi in uno determinato settore specialistico”. Lo affermano in una nota il presidente Roberto Di Bartolomeo ed il consiglio direttivo della Sicch, Società Italiana di Chirurgia Cardiaca.

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Maltempo in Piemonte

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

maltempo-piemonte«I sessantotto morti e gli oltre duemila sfollati dell’alluvione del 1994 non hanno insegnato nulla: la provincia di Cuneo, ancora una volta, è sconvolta da un’ondata di maltempo che ne mette impietosamente in evidenza l’estrema fragilità del tessuto urbanistico e ambientale. Siamo in presenza di territori in cui la dispersione urbana e l’incessante impermeabilizzazione del suolo hanno compromesso considerevolmente la capacità del territorio di assorbire fenomeni meteorologici anche leggermente al di sopra della media. Con grande amarezza, bisogna constatare che ventidue anni sono passati invano: come in tante altre parti del nostro Paese, l’emotività legata al singolo evento non viene mai accompagnata da inequivocabili segnali di discontinuità, da un deciso cambio di direzione a livello di scelte politiche e di pratiche amministrative».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«Di certo nessuno potrà dire che si è trattato di un fenomeno inatteso – spiega Simoncini –. Quella compresa fra le province di Cuneo e Savona è una delle zone dell’Italia settentrionale storicamente più sensibili dal punto di vista idrogeologico: negli ultimi cinquant’anni si possono contare almeno una sessantina di alluvioni di forte intensità e non più tardi del 2009 proprio il fiume Tanaro fu interessato da una piena di portata assai notevole. Sporadici interventi di manutenzione degli argini o di ripulitura dei letti dei corsi d’acqua non possono evidentemente bastare a mettere in sicurezza il mezzo milione di persone che solo in Piemonte vive in zone ad alto rischio di frane e alluvioni. Allargando lo sguardo all’Italia, va sottolineato come un territorio di 23.000 chilometri quadrati, vale a dire l’equivalente dell’intera regione Toscana, sia ormai irrimediabilmente cementificato e impermeabilizzato. Tra l’altro, quasi il 30% del suolo consumato si trova in aree a pericolosità idraulica, il 23% in zone in cui è probabile che possano verificarsi delle frane. Le grandi città, ma anche realtà abitative di dimensioni assai più contenute, non perseguono serie politiche di riqualificazione dell’esistente, ma tendono senza sosta a svilupparsi verso l’esterno, erodendo porzioni sempre più vaste di territorio e creando periferie e frazioni prive dei necessari requisiti di sicurezza come argini per fiumi e torrenti, canali di scolo per la pioggia, impianti idrovori, consolidamento della piantumazione. Così facendo, vittime e danni si continueranno a contare senza sosta». (foto: fonte Corriere della sera)

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L’Economist si schiera senza senza se e senza ma per il No al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

renzi-verdiniLa posizione viene espressa in un editoriale a corredo di un articolo sulla situazione politica italiana nel nuovo numero in uscita. “Questo giornale ritiene che gli italiani dovrebbero votare no” – scrive l’Economist spiegando che “la modifica alla costituzione promossa da Renzi non affronta il problema principale, cioè la riluttanza dell’Italia a fare le riforme”. Inoltre, sottolinea il giornale, “le dimissioni di Renzi non sarebbero la catastrofe che molti in Europa temono” e gli italiani e l’errore principale è stato commesso dal premier che ha “creato la crisi collegando il futuro del governo al test sbagliato”. “Gli italiani – prosegue l’Economist – non avrebbero dovuto essere ricattati” e il presidente del Consiglio “avrebbe fatto meglio a battersi per migliori riforme strutturali”. (fonte – articolo originale dal  The Economist)

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Cambiare la costituzione: Perché?

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

referendum-noRoma 25 novembre ore 9,30 Uffici centrali Agenzia delle Entrate via C. Colombo 426 Prosegue il forte impegno dell’USB per il NO al referendum costituzionale: nell’ambito della giornata di mobilitazione nazionale indetta dal Coordinamento per il NO sociale al referendum, l’USB P.I. Agenzie fiscali organizza un’assemblea/dibattito dal titolo “CAMBIARE LA COSTITUZIONE: PERCHÉ’?” Interverranno:
Gianni Ferrara – Prof. Emerito Diritto Costituzionale Università “la Sapienza”
Carlo Guglielmi – Forum Diritti/Lavoro
Pierpaolo Leonardi – Esecutivo confederale USB
“Mentre il Governo Renzi e l’Unione Europea provano a terrorizzare lavoratori e cittadini dipingendo conseguenze nefaste nell’ipotesi di vittoria del NO, cresce nel paese la consapevolezza che respingere le modifiche costituzionali significa anche rilanciare l’opposizione sociale e sindacale alle politiche antipopolari messe in campo da un’oligarchia finanziaria, autoproclamatasi al governo dell’Europa”, spiega Alessandro Giannelli, dell’Esecutivo nazionale USB P.I. Agenzie Fiscali.
“L’assemblea/dibattito di domani – prosegue il sindacalista – vuol rappresentare le diverse sfaccettature dell’opposizione alla riforma costituzionale e smascherare il vero obiettivo che si nasconde dietro la modifica di ben 47 articoli della Costituzione, ovvero ridurre gli spazi di democrazia attraverso la modifica della seconda parte della Costituzione, per perpetrare più agevolmente l’attacco al mondo del lavoro, pubblico e privato, e più in generale ai diritti sociali contenuti nella prima parte della Carta costituzionale”.
“Un attacco che chiama in causa anche il comparto fiscale, ove al disinvestimento in un settore strategico, si accompagnano politiche fiscali che, mentre strizzano l’occhio ai grandi evasori anche attraverso la vergogna della voluntary disclosure, continuano ad esasperare la tassazione nei confronti del lavoro dipendente e dei pensionati”, conclude Alessandro Giannelli.

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Venerdì 25 novembre esce in digital download l’album d’esordio “Luci e Ombre”

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

giuseppe-ricca“Luci e ombre” è il nuovo album di debutto del cantautore siciliano Giuseppe Ricca, in uscita venerdì 25 novembre in digital download: “Questo progetto – racconta Giuseppe Ricca – è un viaggio attraverso la continua ricerca interiore, tra speranze e paure, tra “luci e ombre”. Immagini, luoghi e pensieri esplorano l’intimità più pura ed aspra e riflettono i disagi e le incongruenze dell’apparente libertà che ci appartiene. Il singolo, ‘Luci e ombre’ ha il compito di introdurre l’album e, rivolgendosi all’ascoltatore, lo guiderà nel suo viaggio partendo dal brano ‘Pagina 1’. L’intento è quello di condividere la propria esperienza attraverso un abbraccio di benvenuto”.
L’album, anticipato dal singolo (attualmente in rotazione radiofonica) e dal videoclip di “Pagina 1”, online su Youtube: https://youtu.be/bw-CZeOSLwM, è composto da 12 tracce, un racconto della “Notte” attraverso il suo silenzio, che richiama alla paura di perdere le verità a cui ci aggrappiamo (Ultima traccia”), ma anche alla speranza di chi si affida ai sentimenti più puri come in “Sarà neve”. Nel “Braccio”, Ricca descrive la gabbia in cui ognuno di noi si rinchiude, l’ombra che ci appartiene, ma anche l’importanza della parola (“Venerdì 13”) che irrompe nell’omertà come unica via possibile per la libertà, la stessa libertà che a volte può renderci prigionieri. La certezza delle esperienze che aiutano a vivere appieno ogni attimo del proprio presente le troviamo nella “Scatola dei ricordi”, pensiero che ricorre anche nella ballata “Tutti i tuoi inverni”. Il viaggio si conclude con la versione acustica di “Sud” volutamente omaggiata per sottolineare, ancora una volta, l’importanza della propria storia. Le immagini descrittive, i luoghi ed il ricordo di tradizioni che vanno lentamente perdendosi, fungono da passaggio del testimone da padre in figlio. La vera essenza della vita.
Ecco la tracklist completa: “Luci e ombre”; “Pagina 1″; “Notte”; “Venerdì 13”; “La scatola dei ricordi”; “Sud”; “L’ultima traccia”; “Sarà neve”; “Braccio”; “Tutti i tuoi inverni”; “Mai più la guerra”; “Sud (acustica)”. “Sarà neve” ha ottenuto la candidatura come brano originale ai David di Donatello per il film “Good as you – Tutti i colori dell’amore” (2012).Giuseppe Ricca nasce a Noto il 9 gennaio del 1981. Dall’età di sei anni studia pianoforte, perfezionandosi al conservatorio Vincenzo Bellini di Catania. La formazione classica non ostacola una precoce vocazione al cantautorato: il desiderio di comporre cresce prepotentemente, fondendo, negli anni, l’attenzione al panorama della musica d’oltreoceano con il senso di appartenenza ad una terra ardente ed insieme contemplativa, quale è quella siciliana. Scrivere musiche e testi volti a una narrazione del quotidiano che non calpesti il senso profondo delle cose, ma, anzi, ne esalti la poeticità, diventa il centro delle sue ricerche artistiche. Tali necessità si manifestano come un filo conduttore anche lì dove il percorso dell’artista può apparire più diversificato, come, ad esempio, nel conseguire una laurea in mediazione linguistico-culturale, scegliendo di dedicare il lavoro di tesi alla “canzone di protesta”, baluardo dei generi folk, folk revival e punk. Si trasferisce a Roma, dove attualmente vive e dove ha sede il suo laboratorio sonoro “Guernica”. Nel 2014 il cantautore partecipa con “Braccio” – al festival “Voci per la libertà”, promosso da Amnesty International. Gli anni universitari trascorsi nell’ambiente musicalmente vivo della capitale sono gli stessi in cui prendono vita le tracce che andranno a costituire il suo primo album, “Luci e ombre”. (foto: giuseppe ricca)

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Teatro: L’amore migliora la vita

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

lamore-migliora-la-vitaRoma dall’1 all’11 dicembre 2016 Teatro Marconi viale Guglielmo Marconi 698 e. Sul palco del Teatro gestito da Felice Della Corte, è in scena L’Amore migliora la vita. Il testo scritto e diretto da Angelo Longoni, vede in scena Ettore Bassi, Edy Angelillo, Giorgio Borghetti ed Eleonora Ivone. Due coppie di genitori molto preoccupati. Una cena inevitabile. Due figli felici. Una tensione incontrollabile. Una parola inaccettabile: omosessualità Quando i giovani hanno tutto da insegnare e niente da imparare dagli adulti
Che l’amore migliori la vita può sembrare un’ovvietà, un’affermazione talmente scontata da sembrare inutile. In realtà la nostra esistenza è invasa da altri sentimenti sempre più predominanti e che fanno parte del corredo del nostro vivere sociale: la rabbia e la paura.
Siamo talmente concentrati sul nostro malessere da dimenticarci ciò che di bello potremmo avere se solo fossimo meno ottusi. L’ottusità è la caratteristica di tutti coloro che, pensando solo nei termini del proprio ambiente ristretto, attribuiscono alle proprie idee un significato universale. Così non ci accorgiamo della ristrettezza mentale che accorcia il nostro campo visivo e che ci rende mediocri, condannandoci alla pratica costante dell’ipocrisia.
Quella scritta da Longoni è una commedia divertente e scorretta sulla necessità di comprendere se stessi e le persone che ci sono vicine e che più amiamo. È una storia morale sulle piccole immoralità quotidiane che ognuno vive e subisce, sulle ottusità che ci pervadono e che facciamo tanta fatica ad abbandonare. “L’amore migliora la vita” è un richiamo alla comprensione di quest’assioma tanto ovvio quanto difficile da interiorizzare. Due coppie di genitori si trovano per discutere di un problema che riguarda i propri figli maschi appena divenuti maggiorenni. All’inizio i quattro sembrano essere molto civili e dimostrano di avere a cuore solo il bene dei propri ragazzi ma, quando si tratta di discutere della loro omosessualità e della loro volontà di vivere apertamente il loro amore, le cose si complicano notevolmente.
Madri e padri mettono in luce tutta la loro fragilità morale e la loro protervia, diventano violenti, paurosi, meschini, facendo emergere anche le loro difficoltà di coppia e le loro frustrazioni. Non importa quale sia la loro provenienza sociale o la loro estrazione culturale, sono tutti inadeguati a mettere mano seriamente al proprio modo di intendere i sentimenti e al loro ruolo genitoriale.
Martedì, Giovedì, Venerdì e Sabato ore 21,00 Mercoledì e Domenica ore 17,30 Biglietto. Intero 24.00 Ridotto 20.00 (foto: l’amore migliora la vita)

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Immigrati: dal 2010 al 2016 affluenza aumentata in misura esponenziale

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

fotogemmigranti-bonifazicorradoSecondo i dati dell’Agenzia Frontex, aggiornati al periodo gennaio-agosto 2016, il numero di migranti “intercettati” per rotte di provenienza è aumentato notevolmente. Per esempio, nella rotta del Mediterraneo centrale (Italia, Malta) si è passati dai 4.450 del 2010 ai 116.705 del 2016; in quella del Mediterraneo orientale (Grecia, Cipro, Bulgaria) si è passati dai 55.688 del 2010 ai 169.152 del 2016; nella rotta dei Balcani si è passati dai 2.371 del 2010 ai 122.078 del 2016. I dati sono stati forniti oggi da Corrado Bonifazi dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le Politiche sociali Cnr, nel corso dell’incontro “Conoscere e governare l’immigrazione”, che si è svolto nel Polo Didattico dell’Università di Palermo, nell’ambito delle Giornate dell’Economia del Mezzogiorno. Sono intervenuti, tra gli altri, Fabio Mazzola, pro rettore dell’Università di Palermo, Antonello Miranda, Università degli Studi di Palermo, Francesca Abate, dirigente Ufficio Territoriale per la Sicilia Istat, e numerosi studenti interessati ad un tema di grandissima attualità.I residenti stranieri in Italia nel 2016 sono poco più di 5 milioni (maschi 2.381.487, femmine 2.644.666), in Sicilia sono complessivamente 183.192 (maschi 95.472, femmine 87.720) e l’Isola, secondo i dati Istat, si attesta in ottava posizione dopo Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Toscana e Campania.Bonifazi, nel suo intervento, ha anche ricordato l’enorme flusso migratorio negli anni Cinquanta che coinvolse centinaia di migliaia di italiani in cerca di lavoro nelle miniere del Belgio, della Germania e della Francia. Secondo le previsioni Onu, ha aggiunto Bonifazi, nel 2050 l’Africa sarà popolata da circa 2 miliardi e mezzo di persone rispetto al miliardo e 100 circa del 2015. Un aumento notevole, mentre in Europa ci saranno tra 700 e 800 milioni di persone. Il numero dell’Africa corrisponde alla metà della crescita mondiale.Dai dati dell’Istat e Ministero dell’Interno, illustrati da Roberto Foderà dell’Ufficio Territoriale Sicilia dell’Istat, invece, emerge che dal 1990 al 2015 sono state registrate oltre 6 milioni di iscrizioni anagrafiche di cittadini stranieri provenienti dall’estero (quasi 236 mila in media all’anno). Negli ultimi 5 anni, nonostante il decremento rispetto al decennio passato, le iscrizioni sono state poco meno di 1,5 milioni (circa 290 mila in media annua). Nello stesso periodo 1990-2015 sono stati quasi 520 mila gli stranieri richiedenti lo status di rifugiato (poco più di 8 richieste ogni 100 iscrizioni anagrafiche dall’estero). Negli ultimi 5 anni quasi 230 mila: oltre il 44% di quelli degli ultimi 26 anni; quasi 16 richieste ogni 100 iscrizioni anagrafiche.
Dal 1997 al 2015 le persone salvate nel Mediterraneo sono state quasi 770 mila (in media 40 mila all’anno), per la gran parte nell’ultimo quinquennio: per l’esattezza oltre 440 mila (58%), circa 30 salvataggi/ sbarchi ogni 100 iscrizioni anagrafiche dall’estero. Evidente è la correlazione tra il numero di stranieri sbarcati e quello dei richiedenti asilo, anche se questi ultimi sono stati quasi sempre meno numerosi dei primi: nel periodo 1997-2015 circa 475 mila richiedenti, meno di 62 ogni 100 persone sbarcate. Nel periodo 1990-2015 sono state esaminate 457 mila domande di asilo, che hanno dato luogo a meno di 180 mila concessioni (al di sotto del 40% delle richieste), in media meno di 7 mila all’anno. Negli ultimi 5 anni sono state esaminate poco meno di 190 mila domande, con quasi 100 mila concessioni (53%), circa 20 mila concessioni in media all’anno. Lo status di rifugiato secondo la Convenzione di Ginevra è stato riconosciuto solo a 41 mila stranieri, negli altri casi favorevoli è stata proposta la protezione umanitaria (quasi 93.000) o la protezione sussidiaria (45 mila). (foto: fotogemmigranti-bonifazicorrado)

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Governo e maggioranza sordi rispetto alle richieste della Scuola

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

ministero pubblica istruzioneGli emendamenti presentati dal sindacato e dall’opposizione, riportanti la “voce” di chi vive negli istituti scolastici tutti i giorni e ne conosce i problemi, non trovano il consenso della Commissione Bilancio della Camera: bocciate le modifiche su un nuovo piano di assunzioni straordinario e sul rifinanziamento del fondo nazionale per i ricorsi legati ai contratti dei docenti. Sembra che il premier Renzi abbia imposto un diktat: congelare per due settimane qualsiasi decisione su leggi delega alla L. 107/15 e sugli emendamenti alla Legge di Stabilità. Se ne riparla dal 5 dicembre. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il Governo preferisce porsi a muso duro contro centinaia di migliaia di docenti e Ata: non comprende che, così facendo, volta le spalle ad oltre 600mila dipendenti della scuola che scioperano, come è accaduto un anno e mezzo fa, ignorando anche lo sciopero indetto dal sindacato il 14 novembre. L’esecutivo rifiuta, poi, l’esito delle tante sentenze che giungono da tribunali in merito all’assunzione dei precari che hanno svolto oltre 36 mesi di servizio, continuando a rimanere sordo alle indicazioni dell’Europa sulla piena parità di trattamento tra precari e docenti di ruolo, anche per il conferimento degli scatti di anzianità professionale con il pieno riconoscimento del periodo pre-ruolo, ribadito di recente dalla Cassazione. Allo stesso modo, si continua ad ignorare l’esclusione illegittima dei docenti abilitati dalle GaE, a partire dai diplomati magistrale; per non parlare dell’esclusione illegittima dal Concorso a cattedra. È inevitabile che l’imminente referendum rischi di diventare il luogo e lo strumento più immediato per sfogare il proprio malcontento contro lo stesso Governo che sta proponendo un provvedimento di riforma della Costituzione ma che, comunque, lascia la scuola nell’immobilismo, costringendo il personale a rivolgersi ancora una volta al giudice.

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Qualità ambiente urbano

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

ministero-ambiente«Il Rapporto annuale dell’Istat sulla qualità dell’ambiente urbano certifica le carenze strutturali presenti nella stragrande maggioranza delle città italiane, in particolare in tema di efficienza energetica e verde pubblico. Gli enti locali, soprattutto i grandi centri e le realtà del Mezzogiorno, scontano almeno un doppio ordine di problemi: da una parte le crescenti difficoltà nel reperire risorse finanziarie che possono condizionare e limitare anche l’attività di amministratori tutto sommato virtuosi; dall’altra una scarsa sensibilità verso le tematiche legate all’ambiente, spesso vissute come inutili orpelli o, peggio, come veri e propri ostacoli a pratiche politiche improntate alla ricerca del consenso e caratterizzate da opacità e connivenze».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.
«In molti casi – spiega Simoncini – le politiche di miglioramento dell’ambiente urbano rimangono al livello di buone intenzioni, di linee di indirizzo con una scarsa capacità di incidere sulla quotidianità dei cittadini. Paradigmatico, ad esempio, il caso di Roma sul fronte del traffico: la Capitale ha varato da quasi un decennio un Piano strategico per la mobilità sostenibile le cui linee di principio sono state puntualmente disattese, contraddette o rinviate dalla pratica amministrativa. Ma si possono citare anche i casi di Firenze o Napoli, città che non si sono dotate nemmeno di un semplice Piano urbano di mobilità.Non va meglio sul fronte dell’efficienza energetica, visto che in molti casi la mappatura anche solo di parte del patrimonio edilizio cittadino non è stata seguita da iniziative efficaci per un profondo rinnovamento dello stesso. Basti pensare che oltre il 90% degli immobili è stato costruito antecedentemente alla prima legge organica al riguardo (1991) e che appena il 2% degli edifici rientra nella classe con il minore dispendio energetico. Al Sud, poi, solo il 32% delle amministrazioni ha varato un programma di certificazioni energetiche degno di questo nome.Ancora più sconfortante il dato sulla tutela di parchi e giardini: meno di un capoluogo di provincia su dieci si è dotato di un Piano del verde e nel Mezzogiorno solo in un caso, ad Iglesias, si è proceduto a promuovere un rinverdimento di aree di nuova edificazione o soggette a significativi interventi edilizi. In un territorio come quello italiano, assai malmesso dal punto di vista idrogeologico, la scarsa cura delle aree verdi e la quasi totale assenza di politiche di contrasto all’impermeabilizzazione del suolo e in favore della piantumazione costituiscono un errore di prospettiva destinato ad avere risvolti drammatici già nel breve periodo».

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Coperture vaccinali pediatriche

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

vaccinazioniSono in calo anche in Italia e questo è un dato di fatto: secondo quanto diffuso dal Ministero della Salute, la copertura media per le vaccinazioni contro poliomielite, tetano, difterite, epatite B, pertosse ed Haemophilus influenzae si è arrestata al 93,4% (rispetto al 94,7% nel 2014 o al 95,7% nel 2013), mentre quella per morbillo e rosolia è scesa addirittura dal 90,4% nel 2013 all’85,3% nel 2015.
E di vaccinazioni e della loro importanza, si discute oggi a Milano al corso “Vaccinazioni: i miti irrazionali e la realtà scientifica” rivolto a pediatri di famiglia e specialisti in pediatria, igienisti, infettivologi e assistenti sanitari e promosso da WAidid, con l’obiettivo di diffondere una comunicazione efficace per spiegare l’importanza delle vaccinazioni, per superare le resistenze delle famiglie contrarie ai vaccini e per affrontare le problematiche medico-legali legate ad esse e alla gestione dei casi clinici complessi.
Perché si deve continuare a vaccinare?
Perché le vaccinazioni sono il modo più sicuro per non ammalarsi e per non diffondere ad altri una malattia. È importante continuare a vaccinare i propri bambini, seguendo il piano vaccinale proposto nel proprio Paese e all’interno della propria regione e chiedendo consiglio al pediatra per qualsiasi dubbio.
“Non si può più pensare – interviene Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità – “io non vaccino mio figlio, ci pensino pure gli altri”, perché ogni persona non immunizzata può contribuire a diffondere una malattia”.
Come si può comunicare l’importanza delle vaccinazioni rassicurando genitori e famiglie?
Il cosiddetto “triangolo pediatrico”, i cui vertici, distanti ma comunicanti, sono occupati rispettivamente da pediatra, genitori e bambino/adolescente, rappresenta un modello fondamentale per cogliere la complessità della comunicazione e della relazione di cura in questo ambito. I medici e gli operatori sanitari svolgono un ruolo fondamentale nello stabilire e mantenere un impegno costante nella comunicazione sui vaccini, tenendo alta la fiducia nelle vaccinazioni, fornendo ai genitori materiale didattico, mostrandosi a disposizione per rispondere alle loro domande,
“Gli aspetti tecnico-informativi – aggiungono Chiara Fioretti e Paola Arnaboldi, Istituto Europeo di Oncologia, Milano – che rappresentano la base fondante degli interventi sanitari di prevenzione legati alle vaccinazioni vanno necessariamente integrati con strumenti comunicativi efficaci quali l’accoglienza e il rispecchiamento del genitore in quanto persona portatrice di “mappe concettuali” ben definite all’interno delle quali, spesso, gli aspetti emotivi fanno da padrone. L’impiego di tecniche formative di natura esperienziale rappresenta, quindi, la scelta più adeguata in questo contesto proprio perché consente al personale sanitario che opera in quest’area ed in particolare ai pediatri di famiglia di sviluppare modalità comunicative sempre più adeguate e in grado di aderire alle caratteristiche di ogni singola, specifica situazione”.
E il web, che ruolo ha nella comunicazione sulle vaccinazioni?
Oggi Internet ha un ruolo molto importante nella diffusione e nella ricerca di notizie, soprattutto nel campo della medicina e della salute. “Ma in rete circola di tutto – precisa Giorgio Conforti, pediatra e membro della Federazione Italiana Medici Pediatri FIMP – perché la parola del medico sul web è uguale a quella di chiunque. Questa è una nuova sfida anche per noi medici. E’ fondamentale, quindi, che i genitori che si rivolgono alla rete per cercare risposte ai loro dubbi si affidino sempre a fonti ufficiali come siti istituzionali, specializzati o scientifici, altrimenti il rischio è quello di ottenere informazioni non corrette o addirittura fuorvianti e pericolose”.

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1° dicembre Convegno AIDS – Milano

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

Piazzale Carlo Magno milanoMilano Il 1 dicembre 2016, in occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS, COOPI organizza il convegno “L’impegno dell’Italia nella lotta globale contro l’AIDS”, alle ore 10.30 presso la Sala Verdi del Palazzo delle Stelline, a Milano, con la collaborazione dell’Osservatorio Italiano per la Lotta contro l’AIDS e del Fondo Globale per la Lotta contro AIDS, Tubercolosi e Malaria, e con il patrocinio del Comune di Milano.
Dal 1981 l’AIDS ha ucciso oltre 25 milioni di persone, diventando una delle epidemie più distruttive che la storia ricordi. In questi anni grazie ai progressi della medicina le persone sieropositive o affette da AIDS hanno avuto nuove speranze per la loro prospettiva di vita. Purtroppo, invece, nelle zone più povere del nostro pianeta, AIDS, tubercolosi e malaria continuano a essere malattie ancora letali. In queste regioni interviene il Fondo Globale, di cui anche l’Italia è membro. Il Fondo è uno dei principali partenariati internazionali ed è riuscito a unire diverse realtà quali governi, istituzioni e società civile. Riflettere sul ruolo che i governi, in modo particolare quello italiano, possono giocare in questa lotta globale è lo scopo del convegno. L’occasione è giusta per presentare anche a Milano il Policy Paper “Il Fondo Globale: un’opportunità per l’Italia, una risorsa per le future generazioni”. L’evento, moderato da Luca Mattiucci, giornalista del Corriere della Sera e responsabile Corriere Sociale, si apre con i saluti di Pierfrancesco Majorino, Assessore Politiche Sociali del Comune di Milano, e del Presidente di COOPI, Claudio Ceravolo. Una presentazione del rapporto è fornita da Stefania Burbo, Focal Point dell’Osservatorio Italiano sull’Azione Globale contro l’AIDS, Massimo Galli, Prof. Ordinario Malattie Infettive Università di Milano e Vicepresidente ANLAIDS Lombardia e Sara Faroni, Associate Specialist, Global Fund External Relations.Le vite salvate nei paesi in cui il Fondo Globale opera dal 2002 al 2014 sono state più di 17 milioni e fanno ben sperare sulle possibilità di debellare AIDS, tubercolosi e malaria. Tale speranza è viva anche attraverso le buone pratiche portate avanti dalle Ong che hanno realizzato i loro progetti contro l’AIDS e le altre pandemie nelle zone del mondo più povere. Nel corso del convegno, i rappresentanti di COOPI – Cooperazione Internazionale, CUAMM Medici con l’Africa e Comitato Collaborazione Medica (CCM), raccontano le esperienze sul campo in Somalia, Tanzania e Angola . “La lotta contro la tubercolosi è stata una delle prime attività svolte da COOPI nel territorio somalo.” – precisa Claudio Ceravolo, Presidente di COOPI – “La nostra presenza è costante dal 1981 e dal 2003, grazie alla collaborazione con il Fondo Globale, siamo intervenuti in diverse strutture sanitarie.” Chiudono il convegno gli interventi di Lia Quartapelle, Deputata e Membro della Commissione Esteri alla Camera e del Senatore Roberto Cociancich*, sull’impegno che l’Italia sta assumendo nella lotta contro l’AIDS. Il nostro Paese è tornato negli ultimi anni ad investire nel Fondo Globale e nel corso della Quinta Conferenza di Rifinanziamento del Fondo, tenutasi il 16 settembre, a Montréal-Québec in Canada, ha annunciato un impegno di 140 milioni di euro per il triennio 2017-2019. “È una promessa molto importante perché l’Italia ha un ruolo fondamentale da giocare per la sua esperienza e le sue capacità”, conclude Stefania Burbo, focal point dell’Osservatorio Italiano per la lotta all’AIDS. L’ingresso al convegno è gratuito.

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Qualità dell’aria: i deputati sostengono nuovi limiti nazionali sugli inquinanti

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

parlamento europeoIl Parlamento europeo ha approvato in via definitiva i nuovi limiti nazionali sulle emissioni delle principali sostanze inquinanti, tra cui NOx, particolato e biossido di zolfo, da raggiungere entro il 2030. Tali tetti sono già stati informalmente concordati con la Presidenza del Consiglio dei Ministri UE. L’inquinamento atmosferico provoca circa 400 mila morti premature all’anno nell’UE.”L’inquinamento atmosferico è la prima causa ambientale di morte nell’UE”, ha dichiarato la relatrice Julie Girling (ECR, UK). “Il contesto politico è cambiato drasticamente nel corso degli ultimi tre anni, con il problema della qualità dell’aria balzato agli onori della cronaca a livelli senza precedenti, insieme allo scandalo VW e la questione delle emissioni reali di guida. Forse si deve ammettere che abbiamo passato gli ultimi dieci anni concentrandosi sulla CO2, trascurando la qualità dell’aria”, ha aggiunto.”Credo fermamente che questo voto sia un passo nella giusta direzione. Non rappresenta la soluzione ideale, ma rappresenterà un importante miglioramento per la salute dei nostri cittadini”, ha concluso.Nella nuova normativa, approvata con 499 voti a favore, 177 contrari e 28 astensioni, si stabiliscono gli impegni nazionali per la riduzione delle emissioni di biossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx), composti organici volatili non metanici (COVNM), ammoniaca (NH3) e particolato fine (inferiore a un diametro di 2,5 micrometri).Tali proposte potrebbero ridurre l’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute di circa il 50% entro il 2030. Secondo l’Agenzia europea per l’ambiente, gli inquinanti provengono da varie fonti:
il particolato (PM), principalmente dal riscaldamento, dall’industria e dai trasporti,
il NOx, principalmente dai trasporti,
il SOx, per lo più dalla produzione di energia e dai trasporti non stradali,
la quasi totalità delle emissioni di NH3 dall’agricoltura,
le emissioni di CO dal riscaldamento e dai trasporti, e
la maggior parte delle emissioni di metano (CH4) dall’agricoltura, dai rifiuti e dall’energia.
Come sostenuto dai deputati, nel testo si ribadisce l’impegno dell’UE a identificare e rispondere alla normativa di controllo che si è dimostrata inefficace, come dimostrato dalla discrepanza tra i valori delle emissioni in condizioni di guida reale e le emissioni di NOx nei test di prova delle autovetture diesel Euro 6.
Gli Stati membri hanno insistito sull’esclusione del metano dal campo di applicazione della direttiva. La Commissione europea ha tuttavia confermato che potrebbe riesaminare questo punto.

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“Toni Erdmann” vince il 10° Premio LUX per il cinema

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

Martin-schulzLa coproduzione tedesco-austriaca-rumena “Toni Erdmann” ha vinto l’edizione 2016 del Premio LUX del Parlamento europeo. Il vincitore è stato proclamato mercoledì dal Presidente Martin Schulz nel corso di una cerimonia in Plenaria. Nel film si esplora una complessa relazione padre/figlia nella cultura aziendale contemporanea.Schulz, congratulandosi con i tre finalisti e con il regista vincitore del Premio, Maren Ade, e la sua troupe ha dichiarato: “trasmetto le mie sentite congratulazioni al team del film vincitore “Toni Erdmann”. Questo film – che è una combinazione di commedia dark e dramma esilarante – descrive il tenero rapporto a volte assurdo tra una giovane donna che vive da espatriata e suo padre. La pellicola descrive intensamente come le relazioni familiari cambino e ci influenzino in una società competitiva e che invecchia. Questo film non fornisce risposte facili ma, tra onde di ilarità, ci incoraggia a cercare ciò che deve essere protetto e amato. ” La presidente della commissione per la cultura e l’istruzione, Silvia Costa (S&D, IT), ha dichiarato: “Grazie al Premio LUX, che ha dato voce e occhi alla storia europea, in dieci anni sono stati promossi cento film nelle sale cinematografiche in tutta Europa. Con il Premio LUX molti registi indipendenti e i loro giovani autori hanno potuto raggiungere un pubblico in altri Paesi, grazie alla sottotitolazione nelle 24 lingue ufficiali dell’UE. Il Premio ha migliorato le diversità e la ricchezza del cinema europeo, i suoi temi, sensibilità e lingue. Continuare a scommettere e investire nella narrazione cinematografica europea è un passo fondamentale nella costruzione della ‘Europa della cultura’ in cui crediamo. Il nostro impegno per il futuro è quello di sostenere il Premio, portando i film finalisti anche al di fuori dell’Europa, cominciando con i Paesi del Mediterraneo “. Gli altri due film finalisti per il premio 2016 sono “À peine j’ouvre les yeux/As I open my eyes” (Francia, Tunisia, Belgio, Emirati Arabi Uniti) di Leyla Bouzid e “Ma vie de courgette/My life as a courgette “(Svizzera, Francia) di Claude Barras. Il vincitore viene deciso ogni anno da una votazione dei deputati europei.

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LEA: logiche e risposte obsolete per la disabilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

Ministero salute“Non potevamo aspettarci nulla di diverso: quando un testo di questa portata viene redatto ignorando la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, l’esito non può che essere quello che abbiamo sotto gli occhi! Un testo obsoleto, inadeguato, ampiamente irricevibile.”Questo il primo commento del Presidente FISH, Vincenzo Falabella, all’uscita dall’audizione in Commissione Affari Sociali della Camera dove è all’esame il Decreto sui nuovi LEA.La FISH, depositando agli atti una memoria, esprime forti riserve sull’intero impianto del decreto elaborato dal Ministero. E le puntuali critiche riguardano sia le modalità di elaborazione che il merito delle disposizioni.“Il Ministero della Salute ha di fatto rifiutato uno strutturato confronto con le associazioni delle persone con disabilità e di molte altre organizzazioni dell’impegno civile, di operatori e tecnici, perdendo un’occasione straordinaria di costruire una norma davvero efficace, moderna, condivisa. Ha invece concentrato l’attenzione al mantenimento di linguaggi e modelli vetusti e obsoleti, al contenimento dei costi in un’ottica meramente di cassa.” Ma una nota dolente è anche riservata al mancato confronto con l’Osservatorio nazionale sulla disabilità che opera all’interno del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e che in tema di LEA aveva prodotto proprie osservazioni, totalmente ignorate.Le stesse apparenti novità rimangono incardinate in logiche che hanno già dimostrato il fallimento. Poco conta l’apprezzabile intento di ampliare l’elenco, ad esempio, delle malattie rare, quando le modalità di modificazione di quell’elenco rimangono le stesse. Poco conta prevedere ausili nuovi o tecnologicamente avanzati se poi i percorsi di erogazione mantengono criteri amministrativi e sanitarizzanti che producono più costi che risparmi e che limitano fortemente la libertà di scelta delle persone e relegano l’abilitazione e la riabilitazione lontane dal ruolo che dovrebbero avere. No: i nuovi LEA perpetuano il concetto di “compensazione della menomazione” nell’erogazione degli ausili e delle protesi, al contrario di quanto prevede la CRPD in termini di diritto alla salute, alla mobilità, alla comunicazione.Siamo lontanissimi dai principi di inclusione previsti dalla Convenzione ONU e dalle stesse prescrizioni dell’OMS: l’adozione di un linguaggio obsoleto, inadeguato e incongruente ne rappresentano l’evidenza.Ma non è tutto: il regime sociosanitario, così come inteso nel testo proposto, esclude il progetto individuale ed esperienze rispettose dei diritti umani, ripropone lo schema che produce segregazione in palese violazione persino della recente norma sul “dopo di noi” (legge 112/2016). Il sociosanitario si presenta ancora una volta come una congerie di servizi per nulla raccordati e con l’individuazione di rispettive categorie di beneficiari del tutto indecifrabili e sovrapponibili (si parla ora di “disabilità complessa”, ora di “invalidità civile”, ora ancora di “non autosufficienza”) in cui la stessa persona potrebbe rientrare, con l’inevitabile esito di non promuovere il benessere della persona, ma di renderla meramente destinataria di assistenza frammentata ed inefficace.Desolante è l’assenza di attenzione alle menomazioni di natura sensoriale e alle esigenze delle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale relativamente all’informazione, alla comunicazione, all’accessibilità alle campagne di prevenzione, alle relazioni con gli operatori sanitari e sociosanitari.E veniamo alla reale concretezza dei nuovi LEA, aspetto su cui finora è prevalso il silenzio: quando verranno applicati? Garantiranno realmente una parità di trattamento in tutto il Paese?La reale applicazione dei LEA, e quindi la concreta ricaduta sui Cittadini, è rinviata sine die, in particolare per le prestazioni più innovative e l’assistenza protesica. Ciò traspare dall’Intesa Stato-Regioni del 9 settembre scorso: vi si prevede una generica graduale applicazione nel tempo. È giustificata l’ipotesi che tale dilazione non sia connessa a motivi organizzativi ma ad una non adeguata copertura finanziaria.Il testo proposto lascia margini decisionali eccessivi su aspetti anche delicati, delegando alle Regioni la disciplina successiva su ambiti tutt’altro che organizzativi; l’effetto rischia di riproporre profonde disparità territoriali che ben conosciamo.E infine “il re è nudo”: prima ancora che i nuovi LEA vengano approvati viene predisposta (Intesa Stato-Regioni del 9 settembre 2016) una Commissione per l’aggiornamento dei LEA che dovrebbe entrare immediatamente in funzione. Un implicito riconoscimento dell’inadeguatezza dello strumento regolamentare non ancora adottato. E da questa Commissione sono esclusi i Cittadini, gli operatori e i loro rappresentanti.“Oltre al tempo, si è persa un’occasione per ripensare le politiche, i sistemi, i servizi in modo più civile, efficace, moderno e rispettoso dei diritti umani. Non possiamo che prenderne – ancora una volta – recisamente le distanze.”, conclude Vincenzo Falabella, ripetendo l’affermazione espressa in Commissione Affari Sociali.

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Did comets kick-start life on Earth?

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

pianeta terraThe origins of life on Earth are still shrouded in mystery. One compelling possibility may be that comets delivered the building blocks for life billions of years ago. This week, Speaking of Chemistry explains the chemistry behind how these icy, lumpy space rocks might have seeded life on Earth.
Speaking of Chemistry is a production of Chemical & Engineering News, a weekly magazine of the American Chemical Society. It’s the series that keeps you up to date with the important and fascinating chemistry shaping the world around you. Subscribe to the series at http://bit.ly/ACSReactions, and follow us on Twitter @CENMag. The American Chemical Society is a nonprofit organization chartered by the U.S. Congress. With nearly 157,000 members, ACS is the world’s largest scientific society and a global leader in providing access to chemistry-related research through its multiple databases, peer-reviewed journals and scientific conferences. Its main offices are in Washington, D.C., and Columbus, Ohio. Check out the video here: https://youtu.be/FnuldVd99x8.

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International police cooperation: MEPs back Europol-Ukraine deal to fight organised crime

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

ucrainaAn agreement establishing police cooperation between Europol and Ukraine, aimed at strengthening the mutual fight against organised crime such as drug related crimes and human trafficking, was backed by the European Parliament on Tuesday.The “operational and strategic” agreement allow for the exchange of information, including personal data. Such information could come in the form of specialist knowledge, general situation reports, results of strategic analysis and information on criminal investigation procedures and crime-prevention methods. It could also include participation in training activities and advice and support during individual criminal investigations.”We are living in trying times, both for the European Union and our Eastern Neighbourhood,” said rapporteur Mariya Gabriel (EPP, BG) ahead of the vote. “We have to face major common challenges such as terrorism, war, migration, economic downturn, or energy security. Stability is our most important goal and this agreement will help make us, EU citizens, safer”. “Strategic and operational cooperation between Ukraine and Europol is essential to reinforce cooperation in the area of security, information exchange and the fight against crime. Reinforced security cooperation between the EU, its member states and Ukraine is consistent and complementary with the rapprochement taking place in other areas such as the mobility of European and Ukrainian citizens,” she added.
According to Europol, Ukraine is increasingly relevant in the fight against organised crime, more specific drug-related and economic crimes, human trafficking, smuggling and mobile (itinerant) organised crime groups. Information exchange will enable the EU, member states and Ukraine to more effectively prevent and combat organised crime, terrorism and other forms of international crime.Under the current rules established in the Europol Council Decision (2009/371/JHA), Parliament must only be consulted before the Council establishes police cooperation agreements with third countries. However, the rapporteur underlines that with new Europol regulation entering into force from 11 May 2016 and applying from 1 May 2017, the Commission will have to check all existing cooperation agreements to see if they comply with data protection standards and inform Parliament of the outcome of the assessment. Once this new Europol regulation applies, Parliament will get an equal say with the Council on future police cooperation agreements and its approval will be required in order for new agreements to get the green light.

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