Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 28 n° 340

Qualità ambiente urbano

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

ministero-ambiente«Il Rapporto annuale dell’Istat sulla qualità dell’ambiente urbano certifica le carenze strutturali presenti nella stragrande maggioranza delle città italiane, in particolare in tema di efficienza energetica e verde pubblico. Gli enti locali, soprattutto i grandi centri e le realtà del Mezzogiorno, scontano almeno un doppio ordine di problemi: da una parte le crescenti difficoltà nel reperire risorse finanziarie che possono condizionare e limitare anche l’attività di amministratori tutto sommato virtuosi; dall’altra una scarsa sensibilità verso le tematiche legate all’ambiente, spesso vissute come inutili orpelli o, peggio, come veri e propri ostacoli a pratiche politiche improntate alla ricerca del consenso e caratterizzate da opacità e connivenze».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.
«In molti casi – spiega Simoncini – le politiche di miglioramento dell’ambiente urbano rimangono al livello di buone intenzioni, di linee di indirizzo con una scarsa capacità di incidere sulla quotidianità dei cittadini. Paradigmatico, ad esempio, il caso di Roma sul fronte del traffico: la Capitale ha varato da quasi un decennio un Piano strategico per la mobilità sostenibile le cui linee di principio sono state puntualmente disattese, contraddette o rinviate dalla pratica amministrativa. Ma si possono citare anche i casi di Firenze o Napoli, città che non si sono dotate nemmeno di un semplice Piano urbano di mobilità.Non va meglio sul fronte dell’efficienza energetica, visto che in molti casi la mappatura anche solo di parte del patrimonio edilizio cittadino non è stata seguita da iniziative efficaci per un profondo rinnovamento dello stesso. Basti pensare che oltre il 90% degli immobili è stato costruito antecedentemente alla prima legge organica al riguardo (1991) e che appena il 2% degli edifici rientra nella classe con il minore dispendio energetico. Al Sud, poi, solo il 32% delle amministrazioni ha varato un programma di certificazioni energetiche degno di questo nome.Ancora più sconfortante il dato sulla tutela di parchi e giardini: meno di un capoluogo di provincia su dieci si è dotato di un Piano del verde e nel Mezzogiorno solo in un caso, ad Iglesias, si è proceduto a promuovere un rinverdimento di aree di nuova edificazione o soggette a significativi interventi edilizi. In un territorio come quello italiano, assai malmesso dal punto di vista idrogeologico, la scarsa cura delle aree verdi e la quasi totale assenza di politiche di contrasto all’impermeabilizzazione del suolo e in favore della piantumazione costituiscono un errore di prospettiva destinato ad avere risvolti drammatici già nel breve periodo».

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