Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 26 novembre 2016

Referendum: Intervento di Luigi Di Maio a Rete 4

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

dimaio“Io stasera le ho portato la scheda elettorale del Senato della Repubblica con cui abbiamo votato nel 2013. Nel 2013 abbiamo avuto il diritto di poter barrare un simbolo e votare al Senato della Repubblica, la scheda gialla. Se dovesse passare il sì noi perderemo questo diritto, questa scheda non esisterebbe più. Questa è già una ragione per votare NO, perché perdiamo un diritto. Se poi a questo aggiungiamo che mentre noi non possiamo più votare, il Senato continua ad esistere con gente che prima non avevo immunità parlamentare e oggi se sbaglia si può salvare anche dalla galera, io credo che il NO sia scontato in questo Paese. Noi non ci possiamo permettere di dare l’immunità parlamentare ad altri politici che si salveranno dalla galera perché magari hanno speculato sulla nostra sanità.Questo è l’aereo di Renzi, quello che c’è sopra, quello che c’è sotto è l’aereo di Donald Trump, l’ottavo aereo più lussuoso al mondo. Renzi è riuscito a spendere più di Donald Trump per il suo nuovo aereo di Stato, spendendo 160 milioni. Trump se l’è pagato lui e l’ha pagato di meno, con l’ottavo aereo più lussuoso al mondo. E ci vengono a dire che devono stravolgere la Costituzione per farci risparmiare 50 milioni di euro? Ma se ne hanno spesi 160 solo per un aereo di Stato!Allora per concludere, visto che a Renzi piacciono le slide, io stasera le ho portato questa. Questa è la nostra legge che dimezza lo stipendio ai parlamentari della Repubblica: ci vogliono due ore di lavoro alla Camera per approvarla e due ore di lavoro al Senato, non due anni e un referendum che ci costano quasi 350 milioni di euro. Inizi il martedì, la domenica è già legge e ti fa risparmiare 90 milioni di euro, facendo guadagnare 3000 euro netti al mese a tutti i parlamentari invece di 10.000 lordi. E siccome lei è toscano, la invito a Firenze lunedì dove noi senza aspettare una legge – i parlamentari del Movimento 5 Stelle, i consiglieri regionali, i sindaci, si tagliano già lo stipendio- abbiamo restituito al popolo italiano 80 milioni di euro di stipendio e rimborsi tagliati, senza fare una legge, perché se la politica veramente vuole tagliare gli stipendi non deve fare una legge, deve fare un bonifico ogni mese e rinuncia a un po’ di soldi che prende sui propri conti correnti.

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Parlamento europeo chiede sospensione dei negoziati con la Turchia

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

ankaraI deputati chiedono una sospensione temporanea dei negoziati per l’adesione della Turchia all’UE. Nella risoluzione votata giovedì, dichiarano che la Turchia deve tuttavia restare “ancorata” all’UE. Si impiegano, inoltre, a rivedere la loro posizione allorché saranno state revocate le “misure sproporzionate” repressive nel contesto dello stato di emergenza in Turchia.I deputati ricordano che la Turchia è “un partner importante per l’UE”. Tuttavia, in un partenariato “la volontà politica di cooperare deve provenire da entrambe le parti” e la Turchia non dimostra “tale volontà politica, dato che le azioni del governo allontanano ulteriormente il Paese dal suo percorso europeo”.Un’interruzione temporanea dei negoziati non permetterebbe l’apertura di nessun nuovo capitolo e nemmeno l’avvio di nuove iniziative in relazione al quadro negoziale dell’UE per la Turchia.La reintroduzione della pena capitale da parte del governo turco porterebbe a una sospensione formale del processo di adesione. I deputati hanno quindi ricordato che “l’opposizione inequivocabile alla pena di morte è un elemento essenziale dell’acquis dell’Unione”.Nel documento si condannano fermamente le misure repressive sproporzionate adottate dal governo turco dopo il mancato colpo di Stato del luglio 2016. Tali misure, inoltre, “violano i diritti e le libertà fondamentali tutela dalla Costituzione turca”.

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Torino capitale del Barocco

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

torino-baroccoTorino Lunedì 28 e martedì 29 Novembre nell’Auditorium Vivaldi della Biblioteca Nazionale Universitaria (Piazza Carlo Alberto, 3) a Torino, grazie alla Fondazione 1563, studiosi e appassionati di Barocco potranno ripercorrere in due giorni un secolo di mostre dedicate a questo movimento culturale ed artistico nelle sue più affascinanti declinazioni: dall’architettura all’arte figurativa alla scultura.
Il convegno, intitolato Fortuna del Barocco in Italia: le grandi mostre del Novecento, riunisce esperti internazionali che presenteranno al pubblico le grandi esposizioni che hanno dato vita a un corpus documentario fra i più ricchi e importanti del settore.Una delle esposizioni protagoniste degli incontri sarà la grande “Mostra del Barocco Piemontese” realizzata a Torino nel 1963 fra Palazzo Reale, Palazzo Madama e la Palazzina di Stupinigi: un evento durato da giugno a ottobre e raccontato in un documentario di 34 minuti a cura di Carlo Casalegno, oggi custodito nelle Teche Rai.Tra gli altri interventi al Convegno, il prof. Joseph Connors, docente di storia dell’arte e dell’architettura alla Harvard University, parlerà dell’Italia vista dall’estero attraverso le mostre di architettura sul Barocco, mentre il prof. Giovanni Romano dell’Università degli studi di Torino approfondirà la grande esposizione del 1989 “Diana trionfatrice”. Il prof. Andrea Zezza, invece si occuperà della mostra “La pittura napoletana dei secolo XVII-XVIII-XIX” tenuta nel 1938 e di “Civiltà del Settecento a Napoli” (1979) e “Civiltà del Seicento a Napoli” (1984-1985).L’iniziativa riassume anni di lavoro della Fondazione 1563 nell’ambito del Programma di studi sull’Età e la Cultura del Barocco e precede alcune pubblicazioni previste tra fine 2016 e il 2017. Fa inoltre parte del progetto “Antico/Moderno: Parigi, Roma, Torino 1680-1750”, curato dalla professoressa Michela di Macco (La Sapienza, Roma) e dal professor Giuseppe Dardanello (Università degli Studi di Torino) che propone un confronto dialettico fra Parigi e Roma come centri di elaborazione e Torino come centro di sperimentazione di modelli.La Fondazione 1563 gestisce e valorizza l’Archivio Storico della Compagnia di San Paolo e sostiene un articolato programma di ricerca sul Barocco, anche attraverso un bando annuale per borse di alti studi rivolto giovani ricercatori umanisti. La pubblicazione digitale dell’imponente materiale storico rappresenta una delle attività più recenti e di ampio richiamo internazionale.

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Abu Dhabi: Food Festival

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

abu-dhabi-festivalAbu Dhabi Dal 5 al 23 Dicembre, il festival incorporerà Gourmet Abu Dhabi, Street Feast, e per la prima volta, SIAL, la fiera interamente dedicata al mondo del food e dell’ospitalità dove Abu Dhabi si prepara a celebrare il food con il ritorno dell’Abu Dhabi Food Festival (ADFF).Una kermesse della durata di 19 giorni con 3 week-end di attività ed eventi a tema che animeranno la città e vedranno la partecipazione dei migliori chef internazionali oltre a prevedere la degustazione di street food provenienti da tutto il mondo. “Con Abu Dhabi Food Festival, quest’anno, Abu Dhabi è strategicamente posizionata come la capitale gastronomica globale, attraverso un format completo e di alto livello che celebra il cibo in tutte le sue forme”, ha dichiarato S.E. Saif Saeed Ghobash, Direttore Generale, TCA Abu Dhabi. “Crediamo che i diversi aspetti della gastronomia e dell’intrattenimento combinati al focus business della fiera SIAL potranno fornire un esempio perfetto di cooperazione tra partner governativi e privati. Siamo certi che la collaborazione con l’Abu Dhabi Food Control Authority in questa occasione aggiungerà valore all’esperienza culinaria offerta ai visitatori e ci aiuterà a realizzare un festival di successo”. L’ADFF conterrà anche esperienze gastronomiche tematiche come ‘deserto’, ‘mare’, ‘cielo’, un evento Gourmet Golf, un ‘Fast Cars, Slow Food’ barbeque con musica dal vivo, così come una moltitudine di eventi presso gli shopping mall per la gioia di famiglie e bambini. In concomitanza alla manifestazione, anche tutti gli alberghi e i ristoranti proporranno attività tematiche come show cooking, ‘Kitchen Missions’ con Dora l’Esploratrice, Ninja Turtles e SpongeBob, musica dal vivo, sculture di cioccolato, ricchi barbeque, così come i celebri eventi ‘high tea’. (foto: abu dhabi festival)

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La libre circulation des Européens – État des lieux d’un droit fantasmé

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

schengenLa liberté de circulation des personnes au sein de l’Union européenne se trouve régulièrement au coeur du débat public. Des préjugés ont imprégné les imaginaires collectifs, tels ceux liés au plombier polonais qui détournerait la directive européenne sur les travailleurs détachés ou aux citoyens pauvres abusant de leur liberté de circulation dans l’unique but de bénéficier d’allocations, dans le cadre d’un “tourisme social”.Cette Étude de Martina Menghi, avocate au barreau de Rome et Jérôme Quéré, Président des Jeunes Européens-France, a le grand mérite de dépassionner un débat souvent écartelé entre les fervents défenseurs de la liberté de circulation et ses ennemis jurés. Elle présente et analyse le droit de l’UE afin de distinguer ce qui relève de la réalité et ce qui relève du fantasme, tout en donnant des éléments chiffrés sur la nature et l’ampleur de la liberté de circulation en Europe.Elle revient tout d’abord sur les éléments historiques et contextuels de la liberté de circulation des travailleurs, instaurée dès le Traité de Rome en 1957, mais qui a progressivement évolué et concerne désormais les citoyens en tant que tels. Cette mobilité s’exerce entre les États membres de l’Union européenne, indépendamment de leur appartenance à l’espace Schengen. Les citoyens de l’UE et les membres de leurs familles bénéficient du droit de circuler et de séjourner librement sur le territoire des États membres, mais ce droit n’est ni inconditionnel ni illimité.En termes d’accès à l’emploi, cette Étude précise que les citoyens de l’UE ne doivent pas être discriminés dans l’accès à un poste dans un autre État membre, mais aussi qu’il existe des exceptions pour certains postes de la fonction publique et que les nouveaux États membres peuvent être soumis à des périodes transitoires. Elle consacre une attention particulière au cas des travailleurs détachés.Cette Étude constate enfin qu’il n’y a pas d’égalité de traitement en termes d’accès aux prestations sociales pour les citoyens exerçant leur liberté de circulation. Elle rappelle notamment que le droit européen distingue les travailleurs et les citoyens économiquement inactifs, tout en prévoyant que le citoyen mobile ne puisse devenir une charge déraisonnable pour son État d’accueil. Comme le souligne António Vitorino, membre de notre Conseil des garants, dans sa préface, cette Étude de Martina Menghi et Jérôme Quéré apporte une contribution intellectuelle et politique ô combien salutaire dans le débat crucial relatif à l’une des “4 libertés” proclamées par le Traité de Rome, près de 60 ans après sa signature. (photo: schengen)

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Rinnovo del contratto, per i dipendenti pubblici si va verso 85 euro di aumento-miseria

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

palazzo chigiLa Legge di Stabilità prevede 1,48 miliardi di euro per il 2017 e 1,39 a decorrere dal 2018, mentre di miliardi ne servirebbero ben 11 e, per un incremento equo, servirebbero 170 euro. Questi ultimi da corrispondere dal 1° settembre 2015: esattamente il doppio di quanto propongono ora amministrazione pubblica e sindacati. Se si volessero adeguare, poi, le buste paga dei lavoratori pubblici a quelle dei privati, la somma dovrebbe lievitare del 20 per cento: si tradurrebbe, quindi, in 340 euro di aumento per una copertura di 44 miliardi complessivi. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): si sta chiudendo su un accordo che prevede l’assegnazione di un salario che non copre nemmeno l’inflazione, come certificato nelle scorse settimane dalla Corte dei Conti. E si aggira pure la sentenza della Consulta (sulle pensioni quali retribuzioni differite), di un anno e mezzo fa, che ne impone, per analogia, la perequazione automatica al di là della firma del contratto: come indicato anche dalla Consulta, un anno fa, che ha reputato illegittimo il blocco dei contratti e degli stipendi pubblici.

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Spettacolo: Sui gradini del cielo

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

sui-gradini-del-cieloRoma 28 Novembre 2016 Ore 20,30 Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano,8 in occasione della giornata contro la violenza sulle donne sarà presentato, il 28 Novembre al Teatro Palladium, Sui gradini del cielo, incentrato sullo spettacolo, da cui prende il nome, e tratto dal testo originale di Isabel Russinova regia Rodolfo Martinelli Carraresi con Giulia Pedone – flauto – Accademia Santa Cecilia corpo di ballo Scarpette Rosse musica originale Antonio Nasca sul tema del femminicidio, dedicato a Sara di Pietrantonio, la giovane studentessa di Roma Tre uccisa dall’ex fidanzato la scorsa primavera a Roma, in zona Magliana. Lo spettacolo nasce allo scopo di diffondere e far riflettere su tematiche legate alla violenza sulla donna declinata in vari ambiti, con particolate attenzione ai giovani. In Occidente la donna è vittima di efferati femminicidi, con statistiche che parlano di un numero di vittime da bollettino di guerra.
Sui gradini del cielo, il titolo vuole rimandare ad immagine della donna come nuova martire, attraverso due storie diverse, ma identiche nel contenuto di ingiustizia e violenza contro la donna, vuole far conoscere e sensibilizzare sulle violenze che la donna del nostro tempo deve subire. “Ho scelto di raccontare e dedicare a Sara il mio testo – afferma Isabel Russinova – perché la conoscevo, avevamo collaborato insieme in alcuni spettacoli, faceva parte del corpo di ballo diretto dalla mia coreografa. Il dolore per quello che ha travolto Sara e la sua famiglia certo non mi poteva lasciare indifferente”. (foto: sui gradini del cielo)

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Presentazione del libro di Annalisa Bruni

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

copertinaPadova Martedì 29 novembre, ore 18 Libreria Feltrinelli, Via San Francesco 7 presentazione del libro di Annalisa Bruni Tipe da frequentare (ma per quanto?) Dialogheranno con l’autrice Saveria Chemotti, direttrice della collana “Vicoli” e Ambrogio Fassina, presidente CLEUP.
Questo libro si può considerare il seguito di Tipi da non frequentare, pubblicato, sempre da Cleup, nel 2013. Per una sorta di par condicio, per raccontare altrettante storie di incontri non proprio soddisfacenti tra uomo e donna, ma visti attraverso lo sguardo di lui. Venti storie, molto diverse tra loro, nelle quali una relazione viene cercata, oppure troncata, la scintilla non si sviluppa o non riesce a scoccare per diverse ragioni. Uomini, questa volta, di fronte a tipologie di donne “infrequentabili”: la “ex”, la maschietta, l’erinni, la collega, l’amica degli animali, la manager, la delicatina, la bambola, l’invadente, la cara amica, la scrittrice, la buona samaritana, la cretina, la sanguisuga, la rompiballe, la pasionaria, l’allumeuse, la casinista, la donna perfetta, e… quella giusta. Ma sarà davvero, l’ultima, “quella giusta?” Un libro divertente che affronta temi molto attuali e scottanti con ironia e anche, perché no, leggerezza. Potrà essere utile agli uomini, per riconoscere situazioni da evitare, ma anche alle donne per guardarsi allo specchio e mettersi in discussione. Nessuno è perfetto. Annalisa Bruni, scrittrice veneziana, ha pubblicato quattro raccolte di racconti: Storie di libridine (Edizioni della laguna, 2002, finalista al Premio Settembrini-Regione Veneto 2003), Altri squilibri (Helvetia Edizioni, 2005), Della felicità donnesca (Nova Charta, 2008), Tipi da non frequentare (Cleup, 2013). Con Stefano Pittarello ha pubblicato, sempre per Cleup, Langenwang ovvero Il disastro della puntualità (2015). Nel 2015 è uscito anche il suo primo libro di poesie Andando a capo (prima di finire la riga), Cleup editore. Ha curato numerose antologie di racconti, tra cui, nel 2008, M’ama. Mamme, madri, matrigne oppure no, con A. Cilento e S. Chemotti, per Il poligrafo editore. Un suo racconto è inserito nell’antologia Io sono il Nordest, a cura di Francesca Visentin (Apogeo editore, 2016). Laureata in lettere, pubblicista, è funzionaria alla Biblioteca Nazionale Marciana, dove cura la comunicazione e la valorizzazione. Ha scritto sceneggiature radiofoniche e radiodrammi prodotti e messi in onda dalla RAI, dalla Radio Svizzera italiana, dalla Radio Nazionale Croata e dalla Radio Ceca. Tiene corsi e lezioni di scrittura creativa dal 1998, negli ultimi anni ha collaborato a quello de “Il Portolano” a Treviso. (copertina)

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Teatro: “Diritto di recesso”

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

diritto-di-recessoRoma dal 29 novembre al 4 dicembre 2016 orario ore 21 (biglietto 15 euro) al Teatro Petrolini (Testaccio) Via Rubattino, 5, arriva “Diritto di recesso scritto e diretto da Patrizia Palese, uno spettacolo in cui tre personaggi, interpretati da Romano Talevi, Rita Pasqualoni, Andrea Davì, sono alle prese con problematiche forti in una girandola di avvenimenti ed emozioni contrastanti. Il vero protagonista o burattinaio non sarà nessuno dei tre, perché chi deciderà delle loro vite sarà solo un’idea: il razzismo, ma quello più sottile, più elegante, il razzismo mentale. Una storia importante, forte che l’autrice racconta con grande sensibilità e realismo: Enrico, avvocato senza scrupoli, conduce la sua vita dividendo il mondo in vincenti e perdenti e in quest’ultima categoria inserisce anche sua moglie Rossana, avvocato come lui, che subisce l’indifferenza e il disprezzo del marito verso le sue scelte nella vita, in nome di un ricordo d’amore che sembra presente solo per lei. Ad un certo punto la coppia si trova di fronte ad un baratro a causa di sopraggiunte drammaticità legate alla salute di Enrico, che solo la tempestiva presenza di un amico-medico consente di superare. Dopo un anno sembra che non sia successo nulla e tutto sembra ricominciare là dove si era interrotto in realtà tutto cambia: si è al punto finale. Emergono i dubbi ora svelati da un Enrico che non si è mai accontentato di risposte superficiali e lo scontro con sua moglie è tremendo. Ciò che Rossana sarà costretta a confessare trasformerà la rabbia di Enrico in follia e nemmeno il sopraggiungere di Stefano lo farà rinsavire. La follia di Enrico ormai lo possiede e sarà lui stesso a decidere per sé e per gli altri come un burattino in cui a tirare i fili è solo la sua follia. (by Federica Rinaudo) (foto: diritto di recesso)

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EU-US deal on law enforcement data transfers backed by Civil Liberties Committee

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

corte di giustizia europeaThe EU-US data protection framework, known as the “Umbrella Agreement” was backed by a large majority in the Civil Liberties Committee on Thursday morning. The deal will ensure high, binding data protection standards for data exchanged by police and law enforcement authorities across the Atlantic. The Umbrella Agreement covers the transfer of all personal data, such as names, addresses or criminal records, exchanged between the EU and US for the prevention, detection, investigation and prosecution of criminal offences, including terrorism.“This is a big step forward for transatlantic data protection”, said lead MEP Jan Philipp Albrecht (Greens, DE) after the committee approved his recommendation of the agreement by 41 votes to 4, with 6 abstentions. “In future there will be high, binding standards and strong individual rights will apply when it comes to the exchange of data between police and law enforcement authorities”.
“The agreement represents the start of a new way to negotiate high transatlantic standards on fundamental rights instead of the incomplete, fragmented and very low ones seen so far. It was crucial for Parliament’s approval to have a binding clarification that the Umbrella Agreement is not a legal basis for new data transfers, and that data protection authorities can always check compliance”, he added.The agreement ensures that citizens on both sides of the Atlantic will have the right to:
• be informed in the event of data security breaches,
• have inaccurate information corrected and
• seek judicial redress at court.
It also sets limits on onward transfers of data and retention periods.

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Viaggio nel pianeta di una malattia “misconosciuta”

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

porta nuova milanoMilano Lunedì 12 dicembre 2016 10:30 – 12:00 Spazio Open Viale Monte Nero, 6 Centralità del paziente, sostenibilità economica e appropriatezza delle cure sono i punti cardine che hanno guidato questo progetto, ideato e curato da Claudio Barnini, giornalista AGIR, e supportato da Chiesi Farmaceutici. L’idea nasce dalla volontà di coinvolgere tutti gli “attori” che ruotano attorno alla Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), una grave patologia diffusa ma ancora sotto diagnosticata, i cui sintomi sono a tutt’oggi sottostimati o persino poco o per nulla conosciuti.Le voci di pazienti, medici, ricercatori, scienziati, giornalisti, industria, associazioni, istituzioni sono state ascoltate e raccolte per definire un quadro d’insieme funzionale a contrastare la BPCO e le sue complicanze, e per migliorare la qualità della vita dei pazienti e dei loro familiari. Parteciperanno:
– Claudio Barnini, giornalista AGIR (curatore del libro e moderatore)
– Francesco Blasi, Professore ordinario Malattie Respiratorie, Università di Milano
– Claudio Cricelli, Presidente SIMG – Società Italiana di Medicina Generale e Cure Primarie
– Salvatore D’Antonio, Presidente Associazione Italiana Pazienti BPCO
– Marco Zibellini, Direttore Medico di Chiesi Farmaceutici

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Difesa Cocer: Manifestare è un diritto, delinquere è un’altra cosa

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

capo-frascaLe efferate violenze della manifestazione fuori dal Poligono militare di Capo Frasca in Sardegna di ieri 23 novembre non lasciano spazio a nessun ragionamento. Manifestare è una cosa, delinquere deliberatamente è un’altra. Gruppi di delinquenti organizzati provenienti anche da altre parti d’Italia dimostra che la protesta contro i militari in Sardegna viene usata e strumentalizzata dai professionisti del casino e della violenza. I sardi ancora una volta usati a loro insaputa in questo caso con la partecipazione di gruppi provenienti dalla penisola già noti alle forze dell’ordine su casi precedenti legati alle manifestazioni dei NO TAV e NO MUOS. Scandalosa inoltre la partecipazione del senatore Cotti del Movimento 5 stelle su cui nemmeno Grillo prende le distanze e pertanto non mi rimane che pensare che questa sia ormai la linea ufficiale del movimento sul tema dei militari in Sardegna. Agghiaccianti invece le dichiarazioni degli organizzatori e di altri che a vario titolo parlano di modello economico alternativo e di una Sardegna diversa senza però dare nessuna ricetta praticabile e sensata. Per non parlare poi delle ragioni, spesso colorite, della protesta raccontata da questi “esponenti” che organizzano. Finzione e realtà. Il consenso di massa incardinato su informazioni non veritiere o deliberatamente falsate che però vengono considerate vere nonostante la loro dimostrabile infondatezza. Siamo ormai nell’era della post verità.
Screditare con questa violenza il nobile lavoro dei militari al servizio del Paese non rappresenta solo un atto di viltà ma anche un imperdonabile errore nei confronti dei cittadini che invece chiedono sicurezza e servizio. (Antonsergio Belfiori Delegato Cocer Interforze) (foto fonte: La nuova edizione di Oristano)

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In libreria: “Aveva un volto bianco e tirato”

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

un-volto-bianco-e-tiratoE’ già in vendita nelle librerie il non-fiction novel: Aveva un volto bianco e tirato – il caso Re Cecconi, realizzato dal giornalista Guy Chiappaventi. Un documento prezioso, che segue le vicende della tragica morte del centrocampista laziale, campione d’Italia nell’annata 1973/1974.
Luciano Re Cecconi muore a Roma il 18 gennaio del 1977. Muore per via del colpo di pistola sparato da Bruno Tabocchini, un orafo della capitale. Muore perché – raccontano – stava fingendo un furto proprio in quella gioielleria, e aveva fatto irruzione gridando: «Fermi tutti, questa è una rapina!» Ma il caso non è affatto chiaro, e le testimonianze restano contrastanti.
Il giornalista Guy Chiappaventi, facendo larghissimo riferimento a un immaginario filmico preesistente e un citazionismo che tira in ballo il poliziottesco e il giallo, tipici di quegli anni, si muove tra romanzo e inchiesta. E disegna una storia di testimonianze, ricostruzioni e dubbi, tanti dubbi distesi lungo un racconto efficacissimo nel richiamare l’atmosfera che si respirava allora. (foto: un volto bianco e tirato)

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Presentazione del libro “Playlist – sette canzoni per sette racconti”

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

arianna-acciarinoarianna acciarino1.pngRoma Domenica 27 novembre alle 18.30, presso la sede della Giulio Perrone Editore in via Giovanni da Procida 30 si terrà la prima presentazione del libro “Playlist – sette canzoni per sette racconti” di Arianna Acciarino.
Playlist – sette canzoni per sette racconti è un’antologia edita da L’Erudita composta da 7 racconti brevi ispirati a canzoni rock italiane di band e cantautori molto importanti nella scena contemporanea. Molti di loro, oggi, sono famosi: Elisa è una delle cantanti italiane più amate e più conosciute anche all’estero; i Subsonica riempiono palazzetti e stadi; Manuel Agnelli, cantante degli Afterhours, è quest’anno uno dei giudici di X Factor.Il libro è l’espressione dal desiderio di fermare su un foglio le immagini che queste canzoni costruivano nella testa dell’autrice ad ogni ascolto, consapevole che ciò che ha immaginato lei non è ciò che hanno immaginato gli autori dei brani, perché ogni canzone cambia senso a seconda della vita di chi l’ascolta. Da Elisa ai Subsonica, dai Verdena agli Afterhours da Cristina Donà e gli A Toys Orchestra ai LINEA 77, Arianna Acciarino modella i suoi racconti sulle suggestioni di alcune delle sue canzoni preferite con uno stile preciso e ritmato, attraverso il quale trasporta i personaggi dall’evanescenza musicale alla chiarezza delle parole.
Arianna Acciarino è nata a Roma il 25 gennaio 1985. Ha una laurea triennale in Letterature Europee Moderne e una laurea magistrale in Editoria e Scrittura conseguite entrambe alla Facoltà di Lettere e Filosofia de La Sapienza di Roma. Ha collaborato a diverse antologie con testi sia in prosa che in versi. È giornalista pubblicista dal 2009 e collabora a vario titolo con diverse testate. È una rockettara sotto mentite spoglie. (foto: arianna acciarino)

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Concerto per celebrare i cinquant’anni di attività di Michele Campanella

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

campanellacampanella1Roma alla IUC nell’Aula Magna della Sapienza martedì 29 novembre alle 20.30.In questo mezzo secolo Michele Campanella ha suonato in quattro continenti sia in recital solistici che in concerti con prestigiose orchestre e con direttori quali Riccardo Muti, Claudio Abbado, Zubin Mehta, Georges Prêtre, Wolfgang Sawallisch e Thomas Schippers. Ha eseguito quasi tutte le principali pagine della letteratura pianistica, ma le sue prime affermazioni sono avvenute nel nome di Franz Liszt, di cui è tuttora considerato uno dei migliori interpreti a livello mondiale, tanto da essere stato premiato dal Ministero della Cultura ungherese e dall’American Liszt Society. Attualmente sta incidendo una serie di ben 12 cd dedicati al compositore ungherese. Ma ha inciso musiche di molti altri autori – tra cui Scarlatti, Chopin, Brahms Ciajkovskij e Ravel – per importanti case discografiche, quali Emi e Philips e ha vinto il Premio della Critica Discografica Italiana.La sua poliedrica attività lo ha anche portato in tournée insieme a Javier Girotto con un progetto su musiche di Ravel e Debussy. All’attività di musicista, Campanella affianca quella di scrittore. Nel 2011 Bompiani ha pubblicato il libro “Il mio Liszt. Considerazioni di un interprete”, un omaggio letterario che il pianista ha voluto dedicare al suo autore di riferimento.
Il programma scelto da Campanella per questo concerto va da Schumann a Musorgskij e Prokofiev. Di Robert Schumann eseguirà Papillons op. 2 e la Novelletta op. 21 n. 8, due opere giovanili, scritte a poco più di vent’anni d’età, quando videro la luce i suoi maggiori capolavori pianistici. Di Sergej Prokofiev i Racconti della vecchia nonna op. 31 del 1919, che appartengono al filone delle composizioni ispirate all’infanzia e alla musica popolare e prendono come modelli da un lato proprio Schumann e dall’altro Modest Musorgskj, cui è dedicata tutta l’ultima parte del concerto, con i suoi Quadri di un’esposizione, una delle composizioni pianistiche più famose del secondo Ottocento, ispirata ai quadri di Viktor Hartmann, amico del compositore. Oggi i Quadri si ascoltano più frequentemente nella rutilante orchestrazione di Ravel ma è nella versione originale per pianoforte che meglio risaltano le originali e geniali invenzioni di Musorgskij.
Il concerto fa parte della rassegna “Sapienza in musica” con il sostegno della Regione Lazio. (foto: campanella)

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Alternanza scuola-lavoro per istituti tecnici

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

Paola-Binetti“L’approvazione di un emendamento sull’alternanza scuola-lavoro, che nel prossimo anno estende anche alle scuole paritarie le risorse disponibili, ha un forte valore in chiave orientativa. Soprattutto per coloro che frequentano istituti tecnici e scuole professionali in contesti di antica tradizione formativa, in cui da sempre si è prestata speciale attenzione all’inserimento lavorativo. Attualmente la disoccupazione giovanile nel nostro Paese è tra i livelli europei più elevati e si attesta sul 41, 4 per cento, solo Spagna e Grecia sono in condizioni peggiori. Ciò nonostante le aziende italiane fanno fatica a trovare personale in grado di rispondere alle esigenze di oltre sessantamila profili professionali. Il mondo del lavoro richiede personale sempre più qualificato e la continua evoluzione informatica esige un’istruzione tecnica che la scuola italiana è in grado di garantire. Serve formazione di alta qualità per rispondere alle esigenze di un mercato sempre più competitivo; troppo spesso però i giovani, una volta terminato l’iter scolastico, non sanno quali percorsi intraprendere per inserirsi stabilmente nel lavoro. Il ministro Giannini, rispondendo oggi a una mia interrogazione, ha ribadito che in Italia esistono molti istituiti tecnici di sicura eccellenza, peccato però che non siano sufficientemente conosciuti dagli studenti al momento della scelta della scuola superiore. Evidentemente abbiamo bisogno di un nuovo modello di orientamento alla scelta della scuola superiore, che restituisca alla formazione tecnica pari dignità anche rispetto ai licei. È di fatto indispensabile supportare l’orientamento degli studenti non solo attraverso percorsi scolastici specifici, ma anche fornendo precise indicazioni sulle necessità delle imprese del territorio”. Lo dichiara l’on. di Area popolare, Paola Binetti. “E’ quanto mai necessario rivedere i piani di studi degli istituti tecnici, facendo dell’alternanza scuola-lavoro un loro particolare punto di forza. Devono fornire competenze di alto profilo anche sui contenuti specifici di ogni singolo indirizzo, perché gli studenti imparino a tradurre in pratica ciò che studiano in teoria. Il saper fare è un valore aggiunto rispetto al semplice sapere, o ad un fare senza sapere perché. Nello stesso tempo – spiega Binetti – i piani di studio devono tener conto della formazione culturale generale, perché i neodiplomati possano accedere facilmente alle facoltà universitarie che considerano più e meglio rispondenti ai loro interessi. La scelta del cosa studiare va quindi accompagnata da un lavoro di orientamento costante che li aiuti a capire come studiare. Le esperienze di alternanza scuola lavoro, previste dalla legge sulla Buona scuola, diventano quindi parte integrante di un più generale progetto di orientamento. Solo così sarà più facile, al termine degli studi, individuare le aziende e i contesti in cui andare a lavorare, possedendone le competenze di base necessarie”.

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Aifa su equivalenza terapeutica: il parere di SIFO

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

psicofarmaciAnche SIFO (Società italiana dei farmacisti ospedalieri e dei servizi territoriali delle aziende sanitarie) ha preso parte al tavolo di discussione organizzato da Cittadinanzattiva–Tribunale per i diritti del malato con l’obiettivo di approfondire gli spazi di riflessione e i nuovi scenari aperti dalla Determina 458.Pur avendo contribuito con spirito costruttivo alla definizione di una position paper condivisa, SIFO ha deciso di non aderire al documento finale prodotto dal tavolo, non riconoscendosi nel suo posizionamento.
LUCI E OMBRE – Se, da un lato, la Determina 458 di AIFA raggiunge l’obiettivo di garantire equità e uniformità nell’accesso alle cure attraverso un parere di equivalenza motivato e documentato cui le Regioni devono attenersi, di contro non chiarisce le modalità per garantire la continuità terapeutica, con particolare riferimento ai pazienti affetti da malattie croniche nei quali il trattamento farmacologico è consolidato, efficace, sicuro e tale da permettere una qualità della vita accettabile, ovvero con un rapporto beneficio/rischio favorevole.
In questo senso sarà importante che le Centrali di Acquisto elaborino capitolati di gara secondo il nuovo codice degli appalti tenendo conto dell’equivalenza terapeutica espressa da AIFA ai fini dell’acquisto dei farmaci in concorrenza vera, ma al contempo consentano di rendere disponibili i farmaci necessari a garantire la continuità terapeutica per le aree di cronicità.
“I farmacisti di SIFO ritengono necessario- afferma il presidente SIFO, Marcello Pani- che AIFA definisca i criteri da utilizzare per stabilire l’equivalenza terapeutica anche attraverso un confronto con le Società Scientifiche e le Associazioni, recependo utili e costruttivi suggerimenti per il raggiungimento degli obiettivi comuni: appropriatezza delle cure e aderenza alle terapie, sostenibilità del SSN, riallocazione dei risparmi ottenuti nelle gare di acquisto per sostenere l’accesso ai farmaci innovativi”.
Il prossimo Congresso Nazionale SIFO (Milano 1-4 dicembre) sarà l’occasione per confrontarsi, discutere e condividere la nostre proposte con tutti gli stakeholder, le Società scientifiche e le associazioni.

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Orari lavoro medici, direttiva Ue elusa. In aumento i ricorsi

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

medicinadifensivaIl 25 novembre 2015 entrava in vigore la direttiva europea sugli orari di lavoro che imponeva all’Italia negli ospedali pubblici i riposi obbligatori di 11 ore tra un turno di lavoro e l’altro. A un anno, gli ospedali sotto organico reggono grazie al lavoro fuori turno e le Asl spendono per gli straordinari. Le segnalazioni di violazioni alla normativa Ue crescono. Il pool di avvocati Consulcesi, che organizza le azioni giudiziarie verso lo stato, ne ha ricevute oltre 7 mila. E anche se per il 2017 il governo afferma che sbloccherà il turnover per stabilizzare i precari e varerà nuove assunzioni, in corsia nulla è cambiato. Un sondaggio di Anaao Lombardia conferma che il 40% dei medici non riposa le 11 ore tra un turno e l’altro nelle 24 ore e il 30% lavora oltre le 48 ore settimanali. «Mi fa piacere che i colleghi si muovano. E’ una situazione indecente», commenta Enrico Reginato, presidente della Fems, Federazione Europea dei Medici Specialisti, che per primo segnalò la questione-Italia alla Commissione di Bruxelles. «E’ chiaro che i ricorsi non avranno risposte definitive in tempi brevi e finiranno in Cassazione: lo vediamo per una situazione analoga, la mancata applicazione della direttiva europea agli ex specializzandi negli anni Ottanta. L’Avvocatura dello Stato, cavillando cavillando, ha allungato processi che dovevano neppure essere fatti, fino a far scattare la Legge Pinto, che impone allo Stato di risarcire il cittadino per l’eccessiva durata dei processi (e dopo i processi, ora partiranno richieste di altri risarcimenti). Ma si tratta di difendere un diritto del medico, e anche del paziente. Del resto, l’Europa non è stata fulminea nell’intervenire; l’Italia poi si è presa un anno per adeguare le piante organiche e non lo ha fatto; ora è passato un altro anno. Io ho inviato un nuovo sollecito alla Commissione Ue segnalando la norma lucana, poi respinta, che non riconosceva la direttiva e l’inerzia del governo».
Le aziende sanitarie affermano di far fatica a pagare anche gli straordinari… «A quanto vedo, gli ospedali sono a un bivio. Il contratto prevede 34 ore settimanali più 4 di formazione che vengono giocoforza sacrificate all’assistenza. La direttiva Ue dice che si può arrivare a 48 ore a settimana. Le dieci ore di differenza vanno retribuite come straordinari. O recuperate, ma se un’azienda non ha organico sufficiente come fa?»
Dottor Reginato, che farebbe se fosse l’Aran per raddrizzare le cose? «L’Aran è un’agenzia negoziale che gioca con le carte che le dà il Governo. Se quest’ultimo non sblocca il turnover e non rivede la distribuzione dei finanziamenti le cose non cambieranno. Oggi si parla tanto di referendum che cambierà la sanità, ma a 20 anni dalla legge Bindi occorrerebbe una nuova riforma, che tra l’altro combattesse la corruzione. Non siamo il paese Ue più spendaccione, la Germania ha 8 letti per mille abitanti e noi stiamo scendendo sotto i 3, diventa difficile ricoverare; però devo anche segnalare che paesi come il Portogallo in tempi grami hanno migliorato la loro sanità, diminuito la mortalità infantile, dando più peso ai medici. In Italia ci sono margini di efficienza se combattiamo certi fattori “ambientali”, non se diamo meno spazi ai sanitari».
Perché se è l’azienda sanitaria a violare la legge il ricorso si promuove contro lo Stato? «Lo Stato dovrebbe dare alle regioni e alle aziende sanitarie i mezzi e le normative per assumere. Ad ogni modo, sempre prendendo ad esempio le sentenze della Cassazione sulla direttiva Ue relativa alle specializzazioni, i Magistrati hanno attribuito allo Stato in senso lato -fosse la Presidenza del Consiglio o il Ministero o l’Università- la responsabilità di rispondere alle istanze dei medici italiani. Sempre di soldi pubblici si tratta. Mettersi in sicurezza prima costerebbe molto meno che risarcire». (Mauro Miserendino fonte doctor33)

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Crimine farmaceutico e pratiche distributive sotto la lente dei Nas

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

nasCrimine farmaceutico e pratiche distributive sotto la lente dei Nas Dodicimila controlli, 88 arresti, 3.900 persone denunciate, 8.000 illeciti penali, un totale di 4.400.000 euro di sanzioni, e ancora 246.128 confezioni di medicinali e 663.262 fiale e compresse sequestrate, per un valore complessivo di 2.596.947 euro. Questi i numeri dell’attività operativa svolta dai Nas da gennaio a ottobre 2016, volta a contrastare le attività illecite nel mondo del farmaco. A illustrare i dati del crimine farmaceutico è il maggiore Pasqualino Clemente, caposezione operazioni comando Carabinieri per la tutela della salute, a Roma in occasione di un incontro organizzato da Assoram, a cui hanno preso parte i vertici delle istituzioni e della distribuzione di settore.
È stato osservato che «le basi strategiche delle organizzazioni criminali sono ubicate nello stesso Paese dove il prodotto finale viene venduto, mentre l’allestimento dei farmaci contraffatti avviene per lo più in Paesi asiatici e dell’est, dove la normativa di settore è maggiormente permeabile, la manodopera è a basso costo e non sono neanche riconosciuti i diritti di proprietà intellettuale – spiega Clemente – I numeri degli interventi sono significativi ed evidenziano come i Nas in collaborazione con Aifa, stiano studiando il settore in modo molto approfondito». Furti, smarrimenti non denunciati e contraffazione sono solo alcuni dei mille volti del crimine farmaceutico, che trova ampio spazio anche nelle distorsioni distributive che si traducono in indisponibilità. «Dopo il 2010, con l’esplosione del numero dei farmacisti che hanno anche una licenza da grossista, i flussi in uscita dall’Italia sono diventati talmente rilevanti da generare una vera e propria crisi di disponibilità di prodotto su una serie di farmaci importanti – afferma il direttore dell’ufficio “Qualità dei prodotti e contraffazione” dell’Aifa Domenico Di Giorgio – si tratta di farmaci presenti in grosse quantità, ma che escono in quantitativi ancora maggiori, come il clexane». Per scongiurare questi fenomeni, le istituzioni e i Nas hanno trovato ampia collaborazione anche nelle aziende private che giocano secondo le regole, i cui interessi sono minacciati da chi opera in modo disonesto. «Per legge, il distributore prima di esportare è obbligato a servire il proprio territorio» afferma Di Giorgio, rimarcando uno dei principi raccolti anche nel documento condiviso dai vertici di tutti gli attori della filiera, che sancisce diritti e doveri dei distributori intermedi. La comunicazione trasparente tra pubblico e privato è uno dei punti chiave della lotta al crimine farmaceutico. Per favorire un’ottimale adesione alle buone pratiche di distribuzione, Assoram ha formulato un compendio che riassume e spiega tutti i passaggi necessari affinché un distributore svolga il proprio lavoro senza intoppi burocratici, garantendo il rispetto delle leggi. Le linee guida, presentate a Roma «rappresentano un vero e proprio aiuto, anche per i piccoli operatori – afferma il segretario generale Assoram, l’avvocato Mila De Iure – è un tentativo di aprire un dibattito con istituzioni e le atre associazioni di categoria, lo abbiamo consegnato ad Aifa, Nas, e Ministero della salute». (fonte: farmacista33) (foto: nas)

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I farmaci da non prescrivere nell’anziano fragile sia prima che dopo una prima frattura

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

frattureIndagare la prevalenza di prescrizione di farmaci associati ad aumento del rischio di una seconda frattura in una coorte di pazienti sopravvissuti a una prima frattura da fragilità e valutare se l’evento fratturativo modifica il comportamento prescrittivo dei medici in relazione ai farmaci potenzialmente a rischio: questi gli obiettivi di uno studio da poco pubblicato su “JAMA Internal Medicine”. «I sopravvissuti a una prima frattura da fragilità sono ad alto rischio di andare incontro a una seconda, che più di frequente si verifica nei 6 mesi successivi alla prima» ricorda Gregorio Guabello, dell’Ambulatorio di Patologia Osteo-Metabolica, UO Reumatologia, Istituto Ortopedico Galeazzi IRCCS, Milano. Di qui, prosegue, l’importanza di identificare i potenziali fattori di rischio sui quali intervenire dopo la prima frattura: tra questi è di particolare interesse la prescrizione di farmaci associati a aumento del rischio di frattura, in quanto oggetto di possibile intervento di prevenzione.
I farmaci associati a rischio di frattura (Leipzig RM, et al. J Am Geriatr Soc, 1999; Takkouche B, et al. Drug Saf, 2007) sono stati suddivisi in 3 gruppi: 1) determinanti un aumento del rischio di caduta: benzodiazepine, barbiturici, sedativi/ipnotici, oppiacei antidepressivi (SSRI, triciclici), antiparkinsoniani, antipertensivi ad azione centrale, antianginosi (nitrati e non), diuretici tiazidici; 2) determinanti una perdita di massa ossea: glucocorticoidi, inibitori di pompa protonica, antistaminici H2, glitazoni, antiepilettici; 3) con meccanismo non chiaro: neurolettici atipici, antipsicotici di prima generazione, diuretici dell’ansa. Sono stati valutati anche i farmaci che, al contrario, determinano una riduzione del rischio di frattura (bisfosfonati orali).Lo studio. «La coorte» riferisce Guabello «era costituita da 168.133 pazienti andati incontro a frattura da fragilità prossimale di femore, prossimale di omero o distale di radio: le donne costituivano l’84,2% della popolazione, la cui età media era di 80 anni». Il tasso di ospedalizzazione al momento della frattura era complessivamente del 53,2% (100% per frattura di femore, 8,2% per frattura di polso, 15% per frattura di omero) e la durata media della degenza era simile per tutti i tipi di frattura (circa 28,1 giorni). «La maggior parte dei pazienti (76%) assumeva almeno un farmaco associato a rischio di frattura nei 120 giorni antecedenti la frattura, mentre solo il 7% di questi pazienti cessava l’assunzione del farmaco dopo la frattura (“users” che diventano “non users”)» sottolinea Guabello. «Altrettanti pazienti che non assumevano farmaci a rischio prima della frattura, ne iniziavano l’assunzione dopo la frattura (“new starters”), con la conseguenza che l’esposizione a un farmaco associato a rischio di frattura non cambiava nei 120 giorni dopo l’evento fratturativo». La modalità di prescrizione farmacologica prima e dopo la frattura era omogenea in tutti e tre i gruppi di farmaci associati a rischio di frattura, rileva lo specialista. In particolare «lo studio ha documentato che meno del 25% dei pazienti aveva ricevuto prima della frattura una prescrizione di farmaci con dimostrata capacità di aumentare la massa ossea e ridurre il rischio di frattura (bisfosfonati) e che questa percentuale non aumentava dopo la frattura».
I messaggi. Secondo Guabello, i messaggi che si possono trarre da questo studio per la pratica clinica sono: 1) valutare sempre con attenzione la polifarmacoterapia dei pazienti anziani a rischio di frattura o che hanno già in anamnesi una frattura da fragilità: se ci sono infatti farmaci che difficilmente possono essere sospesi, in quanto appropriati per il trattamento cronico di una specifica patologia (come gli antiepilettici), per altri il rischio supera il potenziale beneficio e possono essere interrotti (per esempio un inibitore di pompa se prescritto senza una reale indicazione); 2) svolgere con costanza attività di prevenzione primaria e secondaria delle fratture in una popolazione, come quella geriatrica, caratterizzata spesso da comorbilità, polifarmacoterapia e problemi psicosociali, che la rendono particolarmente “fragile” sul piano clinico. (fonte endocrinologia33)

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