Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 27 novembre 2016

Manovra bilancio tra “mancette e marchette”

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

Tasse“Siamo davvero indignati per la totale indisponibilità del Pd ad accogliere almeno parte delle proposte di miglioramento della manovra di bilancio, alcune perfino a costo zero. Renzi continua a gestire le risorse dello Stato come se si trattasse del portafoglio di famiglia, ignorando che le tasse le pagano anche quei cittadini che non lo sostengono. Solo l’arroganza può giustificare la bocciatura di tante proposte di buon senso, in taluni casi addirittura già approvate come mozioni dal Parlamento e bisognose solo di diventare operative.
Ovviamente ‘marchette & mancette’ significa aumentare il deficit e il debito e farlo non al fine di favorire la crescita economica ma per provare a far crescere i Sì nel referendum del 4 dicembre, su cui Renzi sta giocando tutte le sue carte.
Ma la vergogna delle vergogne è rappresentata dai 150 milioni di euro per il contrasto alla povertà reperiti non dal taglio agli sprechi o dai giochi d’azzardo, ma incredibilmente dal fondo per la disoccupazione. Una vera e propria guerra di disperazione. A meno che il governo non preveda che i disoccupati, non trovando lavoro, divengano ancora più poveri…
Anche per queste ragioni abbiamo votato contro la fiducia richiesta da Renzi”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli intervenendo in aula sul voto alla legge di Bilancio.

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Utero in affitto: basta tolleranza

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

senato-della-repubblica[1]Giorni fa nella sala Nassirya di Palazzo Madama si è tenuta una conferenza stampa organizzata da ProVita onlus e dal senatore Lucio Malan, per dare un segnale concreto di azione contro l’utero in affitto.Per l’Associazione ProVita onlus, il presidente, Toni Brandi, ha rilevato che “il tentativo di creare un fronte trasversale contro la barbara pratica dell’utero in affitto è fallito. Solo i Senatori dell’opposizione si sono rivelati concretamente disposti a agire per salvaguardare i diritti fondamentali delle donne e dei bambini”.Del resto – prosegue Brandi – anche al Consiglio Provinciale di Trento ha bocciato una proposta di risoluzione contro l’utero in affitto presentata dai Consiglieri Borga e Civettini perché parlava del diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà».La senatrice Rizzotti si è detta “disgustata dal fatto che un suo collega festeggi la nascita della seconda figlia [acquistata in California, come il primo, attraverso la pratica dell’utero in affitto, n.d.R.] con tracotanza e arroganza”, considerando che un Senatore della Repubblica dovrebbe non dare l’esempio di come si viola la legge penale italiana.Il senatore Giovanardi dopo aver illustrato i “sette miserabili imbrogli del Governo italiano” perpetrati in occasione dell’approvazione della legge Cirinnà, denunciato con forza un vero e proprio scandalo: a seguito delle proteste di un’associazione LGBT è stato censurato dall’UCI Cinema lo spot di ProVita contro l’utero in affitto, che doveva essere trasmesso tra le pubblicità prima dei film. “In tutta Europa e in tutto il mondo si leva la condanna dell’ignominia dell’utero in affitto solo a parole”. Nei fatti la cosa è ipocritamente non solo tollerata, ma promossa.
Innanzi tutto un’interrogazione al Ministro della Giustizia (Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03293, nella seduta n. 722, in cui “si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti illustrati e se non ritenga opportuno attivare i propri poteri ispettivi per verificare il corretto funzionamento del citato ufficio giudiziario, in merito a quella che all’interrogante pare un’evidente inerzia rispetto alle notizie di reato ampiamente documentate»: ha ricordato, infatti, che il 6 ottobre 2015 Toni Brandi ha denunciato alla Procura della Repubblica di Milano l’agenzia Prepara che è venuta qui in Italia a vendere gameti e bambini in palese violazione dell’art.12 comma 6 della legge 40/2004.In secondo luogo un disegno di legge, che verrà presto presentato, specifica in modo chiaro ed inequivocabile il divieto di adozione da parte di coppie omosessuali (anche nella forma della stepchild adoption), il divieto di iscrizione all’anagrafe di “genitori” dello stesso sesso, l’estensione delle pene già previste dal codice penale per la tratta, la riduzione in schiavitù, lo sfruttamento sessuale di donne e bambini a chi pratica promuove o favorisce l’utero in affitto e il commercio dei gameti, nonché la perseguibilità di chi abbia compiuto tali fatti all’estero, ma poi venga a risiedere in Italia. (Lo rende noto l’ufficio stampa di ProVita Onlus) (foto: conferenza utero in affitto)

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Primo convegno internazionale di Medicina Ayurvedica

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

montecitorioRoma Lunedì, 28 novembre alle ore 09.00 per la prima volta la Camera dei Deputati – Aula dei Gruppi Parlamentari (Via Campo Marzio, 78) ospiterà un convegno internazionale di Medicina Ayurvedica, la scienza della longevità tradizionale indiana praticata da un terzo della popolazione mondiale che definisce la salute come uno stato di armonia del corpo, della mente e dello spirito. Il nutrito programma del convegno, organizzato da una delle massime esperte in Italia, la dottoressa indiana Daisy Chacko Chittarackal laureata in botanica e Ayurveda all’Università di Calicut in Kerala, allo scopo di approfondire e far conoscere meglio la millenaria scienza ayurvedica e per promuovere l’accettazione in Italia dei principi ayurvedici come medicina riconosciuta, così come accade oggi in India, prevede la partecipazione e gli interventi di autorevoli esperti e personalità, alla presenza dell’On. Fabrizio Cicchitto, Presidente Commissione Esteri Camera dei Deputati. Tra i relatori: Mr. Amit Verma (Primo Segretario Ambasciata Indiana); Nunzio Lopizzo, referente nazionale del settore olistico C.S.E.N. (Centro Sportivo Educativo Nazionale); Alberto Simone (Regista, psicologo clinico e presidente Associazione Italiana Terapie Energetiche e Complementari); Shri Hari Guru Charan (docente di yoga); Azzurra Caltagirone (Vicepresidente Caltagirone Editore spa); Giancarlo Miggiano (Direttore Yoga Suite); Luigi Cretella (operatore ayurveda); Carmine Gigante (Vicepresidente Escogito); Ernesto Saiano (Consigliere di Stato); Vincenzo Bocciarelli (attore); Marco Scalignini (Botanico specializzato in piante ayurvediche); Milvo Ferrara (Presidente Escogito, ESCo di terza rivoluzione industriale); Roberto Bessi (Produttore cinematografico). Escogito, esco di terza rivoluzione industriale sarà presente per raccontare il proprio progetto di integrazione con la medicina ayurvedica nella prevenzione nella sanità. La Dott.ssa Daisy Chacko chiuderà l’incontro con le note dell’arpa di Guylene Solon, ispirate dai cinque elementi: etere, aria, fuoco, acqua e terra.

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L’albero di Natale 2016 di Piazza San Pietro

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

albero-natale-vaticanoRoma Città Vaticano. L’albero di Natale che è stato donato al Vaticano e svetterà in Piazza San Pietro per tutte le festività natalizie viene dalla Valsugana e precisamente dai boschi certificati PEFC dalla Val Campelle nel comune di Scurelle, nella Provincia autonoma di Trento, ai piedi della catena montuosa del Lagorai. Si tratta di un abete rosso alto 25 metri, certificato per la gestione sostenibile della foresta d’origine: la pianta ha circa 85 anni di vita, ha un diametro iniziale alla base della chioma di 8 metri e un diametro del tronco di 70 cm, pesa 60 quintali e nello stesso giorno in cui è stata abbattuta, domenica 13 novembre, una scolaresca della Valsugana ha piantato 49 alberi (larici e abeti rossi). Un atto simbolico, per sensibilizzare anche le giovani generazioni alla gestione attiva e sostenibile in una zona dove lo scorso autunno sono stati abbattuti alcuni alberi colpiti da un parassita. Con l’aiuto dei Vigili del Fuoco volontari della zona e della Protezione Civile di Trento, l’albero è stato trasportato a valle da un elicottero dell’Esercito Italiano – Reggimento Aves «Antares» di Viterbo e poi adagiato sul Tir che lo ha trasportato su gomma nella capitale dove è arrivato giovedì 23 novembre. “Ci eravamo già resi disponibili per donare l’Albero alla Santa Sede già nel 2007” – ha dichiarato il sindaco di Scurelle Fulvio Ropelato – “Quando quest’anno ci è stata concessa questa opportunità ne siamo stati onorati.”La tradizione dell’offrire l’abete natalizio è iniziata nel 1982 con Papa Giovanni Paolo II che, per la prima volta, ebbe in dono da un contadino che lo trasportò fino a Roma sul suo camion un abete proveniente dalle foreste della Polonia. Negli albero natale vaticano1.jpgultimi anni quasi tutti gli abeti sono venuti da foreste certificate PEFC italiane ed europee, cioè che forniscono garanzie per la loro gestione sostenibile e responsabile, dove ad esempio ad ogni pianta abbattuta segue sempre una azione di ripristino delle condizioni ambientali ottimali.Da Piazza San Pietro arriva quindi il miglior esempio di quale sia la scelta ideale per l’albero di Natale, cioè vero e proveniente da boschi ben gestiti. Molto meglio di quelli di cui non si conosce l’origine o addirittura di plastica, che derivano dal petrolio e hanno quindi costi ambientali e di smaltimento molto elevati.“La scelta della Santa Sede – osserva Antonio Brunori, segretario generale del PEFC Italia – è un grande segnale, coerente con le scelte degli anni scorsi, ai fedeli di quale sia la strada migliore per celebrare le festività natalizie rispettando al tempo stesso il nostro patrimonio naturale. Una posizione in linea con gli importanti messaggi contenuti nell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco. L’acquisto dell’albero natalizio infatti è un’azione apparentemente piccola ma che in realtà può trasformarsi in un tassello importante per dare il nostro contributo nella riduzione delle emissioni di gas serra e per orientare il mercato in senso più ecologico”. (foto: albero natale vaticano)

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Studio EGALITY sul British Journal of Dermatology

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

novartis-sedeHolzkirchen. Sandoz, divisione del gruppo Novartis, pioniera e leader globale dei farmaci biosimilari, annuncia in questi giorni la pubblicazione dello studio EGALITY sul British Journal of Dermatology. Lo studio clinico ha dimostrato sicurezza, efficacia ed immunogenicità equivalenti tra il biosimilare Etanercept di Sandoz ed il prodotto di riferimento, Enbrel®. Lo studio è stato condotto in oltre 500 pazienti adulti per 52 settimane1. II disegno innovativo dello studio EGALITY prevedeva 4 bracci di trattamento due di switch (passaggi) e due di trattamento continuo. I pazienti sottoposti allo switch sono passati dal trattamento con biosimilare e prodotto originator 3 volte senza che siano state registrate differenze sostanziali in termini di sicurezza, efficacia ed immunogenicità.“Sandoz riconosce l’importanza per i clinici di avere dati robusti a supporto dello switch per utilizzare in maniera sicura i biosimilari. Nello studio EGALITY gli stessi pazienti sono stati trattati con il biosimilare etanercept alternato con il prodotto originator e questi 3 switch di trattamento non hanno avuto alcun impatto in termini di sicurezza ed efficacia” afferma Malte Peters, Head Global Clinical Development Biopharmaceuticals, Sandoz. “Questo studio innovativo dimostra che Sandoz sta lavorando per costruire fiducia nei farmaci biosimilari in modo tale da garantire un più ampio accesso alle cure per i pazienti di tutto il mondo”, continua Peters.Lo studio EGALITY è un trial randomizzato in doppio-cieco che ha coinvolto 531 pazienti con psoriasi a placche di grado moderato o severo e che è stato condotto in 74 cliniche dermatologiche in 11 nazioni europee e in Sud Africa e consiste in tre diverse fasi di osservazione. Nelle prime 12 settimane i pazienti hanno ricevuto etanercept biosimilare o l’originator. Nella seconda fase i pazienti che avevano mostrato un miglioramento di almeno il 50% dei sintomi della psoriasi sono stati ri-randomizzati in 4 gruppi: i primi 2 gruppi hanno continuato con il trattamento con l’originator o con il biosimilare e gli altri due hanno effettuato switch multipli alternando originator e biosimilare ogni 6 settimane fino alla settimana 301. Nella terza fase di osservazione i pazienti di tutti i quattro gruppi hanno continuato ad essere trattati con l’ultimo trattamento somministrato dalla settimana 30 alla settimana 52.A 52 settimane dall’inizio del trattamento, l’indice di severità PASI (Psoriasis Area Severity Index) è risultato comparabile tra etanercept biosimilare e l’originator.
EGALITY inoltre conferma un profilo di sicurezza paragonabile tra i due trattamenti a 52 settimane, con un simile tasso di incidenza di eventi avversi osservati in tutti i bracci dello studio. L’endpoint primario che consisteva nel raggiungere l’equivalenza nel tasso di risposta PASI 75 sono stati raggiunti alla settimana 122. Questi dati sono stati presentati al congresso Psoriasis International Network (PIN), 2016.L’FDA ha approvato etanercept biosimilare Sandoz nell’agosto 2016, per tutte le indicazioni incluse nel riassunto delle caratteristiche di prodotto dell’originator, per la terapia di diverse condizioni infiammatorie tra cui l’artrite reumatoide, la psoriasi a placche e l’artrite psorisiaca. Etanercept biosimilare Sandoz è sottoposto a revisione regolatoria EMA dopo che la sottomissione è stata accettata nella seconda metà del 2015. L’impegno di Sandoz è volto a incrementare l’accesso dei pazienti a farmaci biologici di alta qualità. Sandoz dispone di una ricca pipeline e ha in programma di lanciare i biosimilari di 5 dei maggiori biologici oncologici e immunologici nelle aree geografiche chiave entro il 2020. Sandoz, divisione del gruppo Novartis, è in un’ottima posizione per guidare il futuro mercato dei biosimilari, grazie alla sua profonda esperienza e competenza nello sviluppo, produzione e commercializzazione di questi farmaci.

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Bellezza: la novità è il Microbotox

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

piersiniPiù diluito, per effetti naturali e per migliorare in modo concreto la qualità della cute. È il Microbotox, una novità nel campo della medicina estetica che consente di avere un aspetto più giovane e rilassato, un nuovo splendore, grazie al botulino. «Oggi i pazienti vogliono avere un aspetto riposato, ma senza stravolgere i lineamenti del volto. “Risultati naturali” è la parola d’ordine, evitando eccessi o visi smaccatamente ritoccati» dice Patrizia Piersini, medico estetico di Torino e docente della Scuola Superiore di Medicina Estetica dell’Agorà di Milano.Secondo l’American Society of Plastic Surgeons, la proteina botulinica è il trattamento estetico più praticato in assoluto con 6.7 milioni di trattamenti effettuati nel 2015, in aumento del 759% rispetto al 2000. «Una crescita esponenziale, che è andata di pari passo con la richiesta dei pazienti di trattare il viso con procedure che diano risultati naturali, in modo da avere un aspetto solo più disteso, meno stanco, raffinato e non finto o, addirittura, volgare. Il Microbotox è la risposta per chi vuole rinfrescare la propria immagine senza stravolgimenti» afferma il medico torinese.Il principio attivo è sempre quello della proteina botulinica, proteina altamente purificata prodotta dal batterio Clostridium botulinum e approvata per l’uso medico-estetico in tutti i paesi del mondo. «Con questa tecnica, la proteina botulinica è presente in micro quantità, risultando comunque efficace: non solo attenua le rughe, ma migliora soprattutto la qualità della pelle, donandole un aspetto più tonico e compatto e restringendo notevolmente i pori dilatati» spiega Piersini.
La tecnica del Microbotox è stata messa a punto da Woffles Wu, chirurgo plastico di Singapore, e pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Plastic & Reconstructive Surgery: «La proteina botulinica è utilizzata in dosi molto ridotte e la tecnica di applicazione risulta estremamente semplice e poco dolorosa: si effettuano piccole punture con un ago sottilissimo a livello dermico, quindi superficiale e non muscolare, come avviene di solito con il botulino» dice Piersini.
Le “punturine” sono fatte a distanza di circa un centimetro l’una dall’altra, iniettando piccole gocce di Microbotox con un ago sottilissimo, lungo solo 4 millimetri. Lo scopo non è bloccare il muscolo, ma intervenire sulle fibre superficiali che sono responsabili delle rughe. Le sedute durano circa 10-15 minuti e dopo il trattamento può verificarsi un lieve rossore che scompare in poche ore e si può ritornare velocemente alle proprie attività sociali e lavorative. I risultati si vedono dopo 2-3 giorni e hanno una durata di circa quattro mesi. Il costo va dai 250 ai 500 euro. (foto: piersini)

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Polizia locale: parte rotazione agenti secondo Piano anticorruzione

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

vigili-urbaniRoma Campidoglio. È partita la rotazione degli agenti della Polizia locale di Roma Capitale, che sta procedendo secondo le disposizioni del Piano triennale di prevenzione della corruzione e nel rispetto di quanto previsto dalla legge 190/2012. In Campidoglio si è tenuto oggi un incontro tra i rappresentanti sindacali dei vigili e l’amministrazione capitolina, al quale ha partecipato anche il comandante della Polizia Locale Diego Porta. Nel corso della riunione si è ribadita la necessità di procedere all’attuazione del piano di rotazione in adesione a due principi fondamentali: il mantenimento dello standard di servizio e la salvaguardia della professionalità degli agenti.
“Proseguirà l’interlocuzione con le sigle sindacali – assicura il delegato della sindaca al Personale, Antonio De Santis – accanto a un attento monitoraggio delle criticità che dovessero emergere. L’obiettivo è quello di accompagnare l’esecuzione del piano rispondendo alle esigenze di favorire la massima valorizzazione del lavoro degli agenti della Polizia locale e offrire il miglior servizio possibile ai cittadini”.

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Al via fase esecutiva progetto Via Alessandrina

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

foro-traianoRoma Sono ripresi gli scavi della Via Alessandrina, dopo una interruzione di alcuni mesi dovuta allo spostamento di un cavo elettrico di media tensione. Il progetto, diretto dalla Sovrintendenza Capitolina, entra così nella sua fase esecutiva per ricostituire nella sua interezza una delle più importanti aree archeologiche esistenti a livello mondiale. I cittadini romani e i turisti, grazie agli affacci sull’area di scavo, potranno seguire le diverse fasi dei lavori.Verrà rimosso il tratto iniziale di via Alessandrina per una lunghezza di circa 30 metri. Lo scopo è unificare i due settori del Foro di Traiano rimasti separati dalla strada dopo gli scavi del 1998-2000.
Il nuovo grande scavo urbano, reso possibile grazie a una donazione di un milione di euro da parte del Ministero della Cultura e del Turismo dell’Azerbaijan, consentirà di restituire al suo originario contesto una porzione importante del Foro di Traiano.Si prevede di ritrovare parti consistenti delle abitazioni che, nel Medioevo, si sovrapposero al monumento romano oltre al piano di appoggio delle lastre marmoree della piazza che si trova ad alcuni metri di profondità in corrispondenza dell’intera area di scavo. L’attuale tracciato di via Alessandrina unisce la piazza della Colonna di Traiano (Foro Traiano) con il punto di incontro tra via dei Fori Imperiali e largo Corrado Ricci. La strada è uno dei pochissimi elementi superstiti del rinascimentale quartiere Alessandrino scomparso in seguito agli interventi di demolizione condotti dal Governatorato di Roma, tra il 1924 e il 1932, per l’apertura dell’attuale via dei Fori Imperiali. Il tratto interessato, compreso tra il muro di Pio VII e la passerella di Campo Carleo, è costituito da una sezione stradale lunga 30 metri e larga 13 metri che verrà scavata per una profondità di 4,50 metri fino al piano di calpestio romano. Via Alessandrina è il frutto di una complessa stratificazione di interventi antropici e percorsi viari che è stato possibile individuare nel corso delle campagne di scavo condotte dalla Sovrintendenza Capitolina, protrattesi dal 1998 al 2006.Durante quelle indagini alcuni tratti della strada furono scavati per inserirvi dei sottopassi e i contesti stratigrafici rinvenuti, assieme a quelli delle aree adiacenti, consentono di ricostruirne puntualmente le vicende. In antico qui sorgeva il Foro di Traiano, inaugurato dall’omonimo imperatore fra il 112 e il 113 d.C., la cui esistenza in vita come monumento pubblico si protrasse ben oltre l’inizio ufficiale del medioevo tanto che, nella prima metà del IX secolo, si colmavano ancora le lacune del suo lastricato marmoreo con acciottolati ben costipati.Verso la metà di quello stesso secolo, probabilmente durante il pontificato di Leone IV (847-855), ciò che rimaneva del lastricato dell’antica piazza fu rimosso per ricavarne calce e materiale da costruzione, forse per la realizzazione delle mura che cingevano l’area della Civitas Leoniana attorno alla Basilica di S. Pietro. Scomparso il pavimento in marmo bianco fu rimessa in luce la preparazione maltacea su cui poggiavano le lastre e su di essa si accumulò per quasi un secolo uno strato di abbandono spesso alcune decine di cm e composto da fanghi alluvionali.
Intorno al 942 un aristocratico, membro della consorteria di Alberico, signore di Roma, di nome Kaloleus, bonificò l’invaso dell’antica piazza colmo di fanghi con un grande scarico di terra e cocci sminuzzati in modo da drenare l’intera area e trasformarla nella piattaforma di appoggio per un nuovo quartiere che si formò nella seconda metà del X secolo.
Dal suo fondatore l’abitato prese il nome di “Campo Carleo”, che conserva in minima parte ancora oggi. All’interno di tale quartiere si stabilì immediatamente uno schematico reticolato viario nel quale era già presente il tratto settentrionale di via Alessandrina, dalla chiesa di S. Maria in Campo Carleo all’attuale palazzo Roccagiovine.L’abitato sorto sulla piazza dell’antico Foro di Traiano costituì, assieme a un altro agglomerato di case signorili insediate nell’area del Foro di Nerva, il nucleo “storico” del quartiere che il cardinale Michele Bonelli, detto l’”Alessandrino” poiché originario di quella città piemontese, fondò alla fine del secolo XVI e che da lui prese nome.In quella occasione la via Alessandrina (anch’essa denominata dal soprannome del cardinal Bonelli) fu allungata fino alla Basilica di Massenzio andando a coprire gli interri di abbandono che, a partire dal IX-X secolo, avevano via via obliterato i resti dei fori di Nerva e di Augusto e del Templum Pacis.La vita del quartiere Alessandrino proseguì indisturbata per più di tre secoli fino all’intervento del Governatorato che lo cancellò per realizzare l’area archeologica e monumentale tuttora esistente.

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Roma lancia la rete di città Europee contro la contraffazione

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

campidoglio“Ciò che è autentico è eterno”. Con questo messaggio parte da Roma, “città eterna” per definizione, la campagna europea contro la contraffazione e per la difesa della proprietà intellettuale. Sarà, infatti, l’autenticità il valore-chiave prescelto su cui si richiamerà l’attenzione di romani e turisti con affissioni in oltre 1.500 spazi del circuito pubblico SPQR e all’interno delle stazioni della metropolitana. Roma è la prima città europea a tenere a battesimo la campagna di lancio del network delle Città Europee contro la contraffazione creato da INDICAM, Istituto che si occupa di lotta alla contraffazione. Il network Autenticittà, che inizialmente sarà avviato oltre che in Italia anche in Spagna e Francia, coinvolgerà successivamente tutti i 28 membri dell’UE. La campagna, che ha ricevuto il patrocinio dell’Assessorato allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale, viaggia anche sui social, grazie ai contenuti virali presenti su Facebook e Instagram.
“Sono molto orgoglioso che Roma sia stata scelta per dare il via a questa campagna su scala europea. Come Amministrazione – dichiara l’Assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale Adriano Meloni – abbiamo intrapreso sin dall’insediamento un’azione determinata contro la contraffazione e l’abusivismo commerciale, grazie al costante supporto delle forze dell’ordine, a cominciare dalla Polizia Locale di Roma Capitale. L’industria del falso – continua Meloni – produce danni ingenti per tutti, per i commercianti, per i cittadini e per il turismo, perché offusca l’immagine migliore del Paese e l’eccellenza del Made in Italy. E’ necessario spezzare i fili del racket che alimenta questo mercato e sensibilizzare consumatori e cittadini. Tutti insieme dobbiamo fermare il falso”. Recentemente l’OCSE ha pubblicato il proprio report sul tema degli illeciti, puntando l’attenzione sulle merci importate nell’Unione Europea: il 5% sono prodotti falsi, il doppio della media mondiale. “Roma è stata sin dall’inizio una scelta logica – afferma Mario Peserico, presidente di INDICAM – abbiamo voluto da Italiani creare un network che in Europa vada a responsabilizzare le città nel migliore contrasto agli
abusivismi e ai commerci illeciti. La nostra Capitale ha reagito subito intraprendendo un percorso che ci porta oggi a vederla guida di un nuovo approccio alla tutela della proprietà intellettuale. Le industrie a noi associate hanno grande disponibilità a lavorare insieme alle Istituzioni ed in questo caso sottolineo la particolare efficacia e coesione delle molte forze in campo; abbiamo potuto collaborare con l’Amministrazione di Roma Capitale e con la Direzione Generale Anticontraffazione nel Ministero dello Sviluppo Economico la quale ha permesso, con un protocollo con la Prefettura di Roma, a rendere il risultato finale di grande importanza. Le merci false o di contrabbando impoveriscono tutti e le città che, passivamente, tollerano ciò mai avranno spazio in Autenticittà. Dall’Italia, da Roma, lanciamo un segnale di potente reazione a chi, copiando, opera all’oscuro di ogni regola minando alla base le nostre economie e i nostri stessi tratti distintivi”.

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“Il nuovo regolamento Privacy e la sua applicazione nel settore pubblico e privato”

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

fondazione-bassoRoma 16 Dicembre 2016 ore 9 via Dogana Vecchia 5 Seminario informativo presso la sala conferenze della Fondazione Lelio e Lisli Basso.
Il 24 maggio 2016 è entrato in vigore il nuovo Regolamento europeo (Reg. 2016/679), il quale si propone di disciplinare, sul piano europeo, la protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché la libera circolazione dei dati medesimi. Le nuove disposizioni pongono i cittadini al centro del sistema, riconoscendo loro nuovi diritti e offrendo loro un maggior controllo sull’utilizzo dei dati. Le pubbliche amministrazione e le imprese dovranno adeguarsi alle nuove regole sulla protezione dei dati personali. Il seminario vuole contribuire, dunque, ad avviare una concreta riflessione sui problemi di interpretazione e di applicazione pratica delle nuove disposizioni, coinvolgendo le autorità pubbliche, i professionisti, le imprese. La partecipazione è gratuita. I posti disponibili sono limitati.
PROGRAMMA
9:00 – Apertura dei lavori – Elena Ferrara – Senatrice (da confermare)
9.15 – Stefano Rodotà – Giurista
9:30 – 9:50 Giovanni Buttarelli – Garante europeo della protezione dei dati
La tutela dei dati personali: Dalla direttiva 95 /46 al nuovo Regolamento
9:50 – 10:20 Vanna Palumbo – Dirigente del Servizio relazioni istituzionali dell’Autorità Garante per la Protezione dei dati
Le sfide dell’applicazione del nuovo Regolamento privacy
10:20 – 10:40 Gennaro Vecchione – Comandante delle unità Speciali della Guardia di Finanza
L’attività ispettiva e di controllo del trattamento dei dati personali alla luce del nuovo Regolamento privacy
10:40 – 11:00 Angelo Marcello Cardani – Presidente Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni (da confermare)
Le implicazioni del nuovo Regolamento privacy nel settore delle Telecomunicazioni
11:00 – 11:20 Filomena Albano – Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza (da confermare)
Le implicazioni del nuovo Regolamento privacy per la protezione dei diritti dei bambini e degli adolescenti
11:35 – 11:55 Francesco Modaferri – Dirigente Dipartimento libertà pubbliche e sanità dell’Autorità Garante per la Protezione dei dati*
Il ruolo della pubblica amministrazione nella protezione dei dati personali
11:55 – 12:15 Fabio Di Resta – Presidente del Centro Europeo per la Privacy
Compiti e responsabitlità del “data protection officer” nella tutela dei dati personali nella pubblica amministrazione e nelle imprese
12:15 – 12:35 Emilio De Capitani – Presidente del FREE (Fundamental Rights European Group)
Protezione dei dati nelle sentenze della Corte di Giustizia Europea
12:30-13:00 Dibattito con i partecipanti (foto: fondazione basso)

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BTO, impatto economico di 3,7 milioni su Firenze

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

claudio-bianchiL’’impatto economico generato dall’’ultima edizione di BTO, Buy Tourism Online, sull’’economia fiorentina è stato di 3,7 milioni e nel 2016 tutti gli indicatori lasciano credere che la cifra crescerà, considerando che sono stati battuti i record precedenti in espositori presenti, biglietti venduti, speaker internazionali invitati e metri quadri occupati dall’’evento.A stimare la ricaduta economica dell’’evento è stato l’’Ufficio Statistica della Camera di Commercio di Firenze, che ha elaborato un report dove è stato calcolato che l’’edizione di BTO del 2015 ha generato 2 milioni e 300mila euro di effetti diretti (la spesa sostenuta da organizzatori e visitatori) e un milione e 400mila euro di effetti indiretti (la ricchezza aggiuntiva generata dall’’evento). Le cifre non tengono conto di eventuali partnership e accordi commerciali stipulati durante la manifestazione e dei possibili miglioramenti di redditività aziendale scaturiti dalle innovazioni introdotte dalle aziende dopo la fiera, ma si limita a calcolare il denaro riversato in città durante la manifestazione. «Nel 2008 BTO è stata una scommessa pionieristica, adesso il settore del turismo online è talmente cresciuto da rappresentare una parte imprescindibile per chi lavora nell’’accoglienza. Abbiamo la fiera più grande d’Europa in questo settore, dovremo trovare le strade giuste per farla crescere sempre di più in numeri e qualità, come l’’edizione di quest’’anno dimostra», ha detto Claudio Bianchi, vicepresidente di Camera di Commercio di Firenze e presidente di PromoFirenze. Realizzata da PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana, BTO è di proprietà di Regione Toscana (con Toscana Promozione Turistica) e Camera di Commercio di Firenze. L’’appuntamento, diventato punto di riferimento globale per le connessioni tra turismo, imprenditoria e innovazione, è arrivato alla nona edizione e si svolgerà il 30 novembre e primo dicembre 2016 alla Fortezza da Basso di Firenze. (foto: claudio bianchi)

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Treni AV Milano/Brescia

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

treno“I pendolari della Milano Brescia, sotto l’albero di Natale si troveranno un regalino di almeno 600 euro all’anno in più, rispetto a quello che pagano ora, per spostarsi in treno. E ne avranno da ringraziare l’Assessore regionale di Forza Italia Sorte e il Presidente della Lombardia Maroni per questo capolavoro. E’ una debacle ed è sorprendente che l’Assessore non abbia mosso un dito per difendere chi lavora e che viene a Milano a sgobbare anche per ottocento euro al mese.
Oltre al danno la beffa: è vergognoso che Sorte, oggi in Commissione regionale Infrastrutture, abbia fatto un grande spot a Frecciarossa dichiarando che l’offerta è addirittura interessante e che si farà garante dell’integrazione con i servizi su Milano. Con quali tempi non è dato sapere. Lo spieghi a chi non potrà più permettersi il costoso abbonamento e a chi si troverà un servizio regionale peggiorato in termini di affollamento. Il M5S ha avuto oggi la conferma che le politiche regionali in campo trasporti sono orientate solo ad investire nell’alta velocità e sulle grandi autostrade: saranno tempi bui per il servizio ferroviario regionale che viene progressivamente ridotto. Di questo passo, grazie a questo governo regionale, fare il pendolare sarà un lusso che si potranno concedere in pochi”, così Iolanda Nanni, capogruppo del M5S Lombardia sull’arrivo dei Freccia Rossa sulla tratta Milano-Brescia e sull’ipotesi di rincaro per i pendolari.

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De Luca commissario sanità campana?

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

vincenzo-de-luca«Il Pd ha fatto approvare un emendamento alla manovra con il quale stabilisce che i presidenti di Regione possano essere anche commissari per la sanità. È una norma cucita addosso al governatore della Campania De Luca, che così potrà essere commissario di se stesso. Parliamo della stessa persona che solo qualche giorno fa ha detto pubblicamente che bisogna fare “una clientela organizzata, scientifica, razionale come Cristo comanda” e di concentrarsi sulla sanità privata per fare campagna elettorale per il sì al referendum. Perché in tv Renzi i suoi ministri strumentalizzano le vite dei bambini malati di diabete infantile, ma poi nella pratica usano la sanità per pagare i conti interni al Pd. Renzi ci aveva promesso di portare l’Italia nel futuro ma la verità è che ci sta facendo rivivere le peggiori pagine della Prima Repubblica. Achille Lauro sarebbe orgoglioso di lui». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Università: al Job Day UCBM il consigliere economico del Governo declina il futuro dello Human Technopole

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

UCBM - Vista aerea campus universitarioRoma. Una giornata per focalizzare le criticità, ma anche e soprattutto le potenzialità del mercato del lavoro nell’epoca dei cosiddetti ‘post-Millennials’, la generazione cresciuta tra instabilità globale, insicurezza sul futuro ed enormi prospettive di professionalizzazione rese possibili da creatività, innovazione e sviluppo tecnologico: è stato questo il cuore del Job Day 2016 dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, l’evento che ha fatto incontrare, presso la sede dell’Ateneo, gli studenti di Ingegneria e Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana con oltre 30 aziende nazionali e multinazionali. L’importanza del legame tra università e impresa è stata declinata dal convegno ‘Generazione Z: Università e lavoro globale’, che ha visto una grande partecipazione di studenti, docenti e stakeholder imprenditoriali nell’Aula Magna dell’Università.Innovazione è stata la parola-chiave della mattinata, aperta dal Pro-rettore alla Didattica, Simonetta Filippi. “Cavalcare i cambiamenti – ha sottolineato la docente – vuol dire anche guardare il mondo con occhi più attenti e veloci, in grado di cogliere le richieste e le necessità che provengono dalle aziende per non farsi trovare impreparati. Il nostro Job Day, attraverso il workshop e poi la tavola rotonda, ha l’obiettivo di rispondere agli interrogativi che fanno tremare nel momento di passaggio tra la fine degli studi e l’inizio della ricerca del lavoro: quale sarà l’evoluzione di prodotti e business nei settori che incontrano i nostri Corsi di Studio? Qual è la predisposizione migliore per ricevere un feedback positivo dalle imprese?”.Grande attesa c’è stata per l’intervento che ha chiuso la mattinata, quello di Marco Simoni, consigliere economico di Palazzo Chigi. Simoni ha esordito dicendo che “l’Italia nei 40 anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale era il Paese che cresceva di più in Europa. Poi, dagli anni ’90, è diventato quello che cresce meno. Perché? È crollato il tasso d’innovazione”. Simoni, quindi, ha declinato il destino dei circa 70mila metri quadri, su un totale di 1 milione e 100mila, che hanno ospitato l’EXPO milanese. “Abbiamo chiesto a un gruppo di scienziati di scrivere un progetto per il più grande centro di ricerca sulle scienze della vita. Il progetto è stato valutato anonimamente da un certo numero di direttori di grandi centri di ricerca nel resto del mondo ed è stato approvato qualche mese fa. Martedì ci riuniremo con presidente dell’ISS, del CNR, i rettori delle università milanesi e tre scienziati di fama mondiale per ‘settare’ al meglio il Centro”. Che sarà più di un polo di ricerca. “Sarà – ha chiarito Simoni – una vera e propria infrastruttura scientifica articolata su quattro linee guida maggiori: genetica, nutrizione, analisi dei dati e oncologia. Disporrà di macchine talmente potenti, costose e rare che per poterle utilizzare faranno la ‘fila’ non solo i ricercatori italiani, ma anche quelli a livello europeo e mondiale”. Il piano del Governo Renzi è che lo Human Technopole vada a regime “entro tre anni, con circa 1.500 persone, di cui l’80 per cento ricercatori. Che vuol dire creare un centro di almeno 2mila persone, considerati dottorandi e altri ricercatori attivi con assegni di ricerca europei o internazionali. Sarà la ‘startup’ italiana per eccellenza, un elemento trasformativo profondo anche del carattere industriale del nostro Paese”.Nel salutare i presenti all’inizio dell’evento, il Rettore UCBM, Andrea Onetti Muda, ha citato i dati appena pubblicati da un sondaggio di SWG e Skuola.net in cui emerge come quasi 2 ragazzi italiani su 3 sono pessimisti sulle loro prospettive per l’avvenire, soprattutto per quanto riguarda lavoro, crescita e istruzione, auspicando che l’Università non generi persone che cercano un lavoro, ma creino posti di lavoro. “Le aziende – ha sottolineato Paolo Sormani, DG dell’Ateneo – cercano persone che si sono laureate bene e giovani. In questo senso, ci confortano i dati di Almalaurea sui nostri studenti, secondo i quali l’88 per cento dei nostri studenti si laureano in corso e circa l’80 per cento trovano un lavoro a un anno dalla Tesi. Dati molto positivi, che ci pongono ai vertici dei ranking nazionali delle università”. Un’affermazione confermata dal Rapporto ISTAT su ‘Studenti e Bacini Universitari’, appena reso noto, secondo il quale l’Università Campus Bio-Medico di Roma è al secondo posto nelle preferenze dei migliori studenti italiani per le aree di studio di cui dispone: il 38,7 per cento dei diplomati migliori d’Italia (usciti con un voto pari o superiore a 95/100) scelgono infatti di intraprendere la vita accademica in questo Ateneo.Il dibattito sulla ‘Generazione Z’ è stato aperto da Riccardo Pietrabissa, Docente di Bioingegneria industriale al Politecnico di Milano, che ha parlato dei legami tra formazione, creatività e innovazione. “Che cosa vuole il Paese dalla generazione futura? – ha chiesto – Questa è la domanda a cui un’università come istituzione deve rispondere. Vogliamo sempre più professionisti, avere sempre più avvocati o ingegneri, riempire il mondo di manager che lavorino per le multinazionali straniere? Le famiglie e gli immatricolati ci chiedono una preparazione per aree, specializzata, secondo figure legate alle scale sociali. Quello che invece dovremmo fare e dare una preparazione per competenze: formare chi sa risolvere problemi. Imprenditori, decisori, una classe politica competente. Che poi potrà anche fare l’avvocato o il medico. Ma non come obiettivo”. Quindi, il giurista e counselor Marco Vigini, Executive Career Advisor di Orienta Project Leader, ha citato uno studio della Harvard Business School secondo cui “la capacità di costruire un network di relazioni sempre più ampio sia uno dei tre paradigmi di gestione e produzione di risorse”. “Fatto 100 le opportunità di lavoro – prosegue – mediamente il 70 per cento passano attraverso il canale informale. Quindi, se sappiamo usare bene la nostra rete possiamo arrivare in appena 6 passaggi a proporci anche a interlocutori apparentemente molto distanti da noi, moltiplicando le opportunità di lavoro”. La relazione di Mauro Fontana, AD di Sorematec Italia, azienda del Gruppo Ferrero che fornisce alla ‘casa madre’ idee per il lancio di nuovi prodotti e per il miglioramento di quelli esistenti, è stata incentrata invece sui nuovi approcci per lo sviluppo continuo e concreto dell’innovazione, che passano inesorabilmente per l’Open Innovation, “un approccio mentale che permette di essere efficaci ed efficienti e consente di avere una visione aperta e internazionale sui trend del mercato del lavoro”. Quindi Sabrina Florio, Vice-presidente dell’Unione Industriali di Roma e Lazio e Presidente dell’associazione no-profit ‘Anima per il Sociale nei valori d’impresa’, ha approfondito il tema dei valori aziendali, chiarendo che “in un contesto estremamente globalizzato, internazionale e competitivo, quello che conta è il merito. Il mondo universitario dev’essere prioritario in un sistema-Paese che vuole crescere”.Sulla stessa linea d’onda Nicola Greco, Presidente di SITIE e CDA di Salini Impregilo e Permasteelisa, che ha chiarito il punto di vista delle multinazionali sul lavoro globale. Parlando a studenti e neolaureati ha posto l’accento sui “megatrends, che sono l’indirizzo del futuro: grandi clusters urbani, infrastrutture per connetterli, sharing economy, manifattura avanzata come droni o robot, biotecnologie: le aziende che sapranno coglierli saranno le grandi aziende globali”. Aggiungendo quello che potrebbe diventare un nuovo megatrend del futuro: “La capacità di generare occupazione di qualità. Anche se oggi non se ne preoccupa nessuno”.Nel suo speech Walter Ruffinoni, CEO di NTT Data Italia, leader mondiale nell’innovazione digitale, ha fatto il punto sulle opportunità oggi a disposizione nel proprio settore, concludendo con il duplice paradosso “che vivono la mia e la vostra generazione: noi 50enni siamo sempre stati troppo giovani per prenderci delle responsabilità e all’improvviso siamo diventati troppo vecchi. Per voi, invece, milioni di posti di lavoro nel prossimo futuro scompariranno, perché robot e Intelligenza Artificiale stanno arrivando e per alcuni lavori di routine, in Silicon Valley, ormai si trova un robot al posto dell’uomo. Ma la sfida della maggior incertezza vissuta negli ultimi 50 anni farà nascere altrettanti lavori ad alto contenuto cognitivo. E chi ha la migliore formazione potrà vedere le migliori opportunità lavorative del cinquantennio”. “Siate pionieri, provateci – ha concluso – ma soprattutto metteteci tanto cuore. Perché è quello che fa la differenza”.Gli spunti emersi sono stati approfonditi in una tavola rotonda dal titolo ‘Dall’impresa alla formazione’, moderata dal professor Pietrabissa. Si sono confrontati su ricerca dei giovani talenti, collaborazione pubblico-privato, aspettative aziendali per i profili dei candidati e valore della proprietà intellettuale Marco Ruini, Coordinatore del gruppo Giovani Industriali di Assobiomedica; Gaia Corso, Business Developement Scientific Liaison del gruppo Angelini; Luciano Mirarchi, Specialista di supporto europeo di Siemens; Pier Paolo Caruso, membro del CdA di Datalogic.Il Job Day è stata anche l’occasione per facilitare la comunicazione tra neolaureati e industrie: incontri dedicati tra responsabili di oltre 30 aziende nazionali e multinazionali e universitari si sono tenuti durante tutto il pomeriggio, con lo scopo di fornire agli studenti indicazioni utili sui profili e le competenze, anche diffuse, richieste dalle imprese del loro settore; da parte loro, le realtà aziendali hanno approfondito la conoscenza di potenziali talenti che hanno da poco completato o stanno completando gli studi presso l’UCBM, per seguirli nella fase finale del percorso universitario e poterli inserire fin dai mesi successivi alla laurea nel loro ambito lavorativo.

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Mario Tassone: la Conferenza per il NO al referendum

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

referendum-noLa Conferenza Nazionale per il No al referendum del 4 dicembre, preceduta da una riunione del Consiglio Nazionale, è stato un momento importante per il livello del confronto e per la grande partecipazione. L’iniziativa assunta dal nuovo Cdu, in raccordo con il Comitato Popolare per il No e la Federazione Popolare, ha indicato un percorso riformatore per il futuro con l’abbandono di pratiche che hanno mortificato la politica e chiuso prospettive di crescita civile. Una analisi, quindi, sull’oggi e un perscrutare il futuro all’indomani dell’appuntamento del 4 dicembre dove si spera che la riforma costituzionale venga respinta. Gli interventi degli esponenti delle forze politiche presenti hanno raccolto la sollecitazione con lucidità. Una manifestazione quella del 16 novembre non solo “elettorale” ma possiamo definirla ” programmatica”. Il nuovo Cdu è portatore di storia, di cultura, di sensibilità istituzionali, ingiustamente “accantonate”. Si è inseguito il nuovo distruggendo riferimenti imprescindibili per lo sviluppo della società. Il nuovo Cdu è Impegnato con forza in questa campagna referendaria per costruire una area dove il centro non sia indistinto termine ma una componente che sta nelle alleanze con la pienezza della sua forza di idealità e di valori. Difendere gli spazi di libertà e di democrazia è compito della politica: dialettica, contrapposizione, ricerca di soluzioni condivise. E perché vivano I partiti e vi sia partecipazione bisogna andare verso una legge elettorale proporzionale e una elezione dove l’eletto sia espressione del territorio. Un grazie di cuore va all’ on. Mara Carfagna, al sen. Renato Schifani, al sen. Maurizio Gasparri, all’on. Giarcarlo Giorgetti, all’on. Luciano Ciocchetti, al sindaco di Ascoli Guido Castelli (promotore del Comitato di sindaci per il No), all’avv. Venturini, al sen. Mario Palumbo, al magistrato Gargani, all’ on. Alberto Alessi, ad Antonio Saccone, ad Antonino Ingrosso, a Leo Pellegrino, a Mancini e Franco Mencarelli per il contributo dato. Abbiamo trovato convergenze importanti per il futuro. Grazie anche a Peppino Gargani, Mario Mauro, Giancarlo Travagin, uniti nell’impegno della Federazione Popolare. Ai tanti amici del n. Cdu I sensi di una gratitudine profonda. Essi con il loro sacrificio e disponibilità danno energia per andare avanti. Un grazie al presidente del consiglio Nazionale Iervolino, ai vice segretari e ai dirigenti tutti. La volontà e il sacrificio di molti amici ci convince di andare avanti. Ci convince la generosità di tanti ragazze e ragazzi come Giusi Ferriero, Enzo Marinacci, Angela Giraldi, Luca Corti, Patrizia Pulvirenti, Luigi Di Palma, Maria Stella Petronzi, Simona Schiavoni, Mary Pileggi e Giusi Garofalo. La storia dei cristiani democratici non è finita ma continua. Questo è anche il nostro tempo! (Mario Tassone)

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La pasticceria Cucchi nella tradizione milanese

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

panettone-cucchipanettone-cucchi1Milano Corso Genova, 1 pasticceria Cucchi Tutti i giorni dalle 7 alle 22 Lunedi chiuso. Oggi 27 novembre torna a Milano per la sua nona edizione “Re Panettone” (Spazio MegaWatt, via Giacomo Watt, 15). Si tratta della spettacolare kermesse dei panettoni artigianali d’eccellenza, realizzati senza ingredienti che ne prolunghino artificialmente la “vita”, né semilavorati che ne facilitino la produzione omogeneizzandone i sapori. Il dolce che ha accompagnato nel mondo i Natali della più golosa tradizione meneghina, a Milano ha un nome dal 1936: Cucchi. Una bottega storica luogo di incontro di intere generazioni pronte a gustare una prelibatezza unica, miscela di un’arte sopraffina lavorata da sapienti mani di maestri pasticceri che si tramandano nel tempo. Un panettone prodotto rigorosamente con lievito madre e doppio impasto in tempi che variano dalle 60 alle 72 ore. Pasticceria Cucchi sarà presente a “Re Panettone” con le sue 5 stelle: il panettone tipico della tradizione artigiana milanese e le sfiziose versioni “Perle di cioccolato Valrhona”, “Perle di cioccolato Valrhona e arancia candita Giuso”, “Solo uvetta 5 corone”, “Cecca all’amarena”.
Da tempo entrata a far parte dei Locali Storici d’Italia e recentemente delle Botteghe Storiche di Milano, la Pasticceria Cucchi si trova da sempre allo stesso indirizzo, all’angolo tra Corso Genova e Piazza Resistenza Partigiana, nel cuore di Milano. Fondata nel 1936 come “caffè concerto” da Luigi Cucchi e dalla moglie Vittorina, la Pasticceria Cucchi diventò presto uno dei ritrovi alla moda di Milano, offrendo ai suoi avventori serate animate da un’orchestrina spagnola che suonava fino a tardi balli appena arrivati dagli Stati Uniti con servizio di cucina. Raso al suolo da un bombardamento delle forze alleate nell’agosto del 1943, il locale venne ricostruito in poco tempo assumendo la sua definitiva identità di pasticceria, pur conservando nella sua essenza tracce del suo passato. Gli arredi, rinnovati completamente nel 1945 e poi un’ultima volta nel 1954, conferiscono al locale quell’atmosfera così particolare che, unitamente alla genuinità della pasticceria dolce e salata e alla qualità del servizio, ha permesso alla Pasticceria Cucchi di attraversare sostanzialmente immutata decenni di storia milanese, silenziosa testimone di un’evoluzione sociale e culturale che negli anni ha visto avvicendarsi panettone-cucchi2ai tavolini della sua piccola e accogliente sala da tè artisti di varia fortuna (citarne solo alcuni sarebbe ingiusto nei confronti degli altri), ma anche manager, professionisti e artigiani, nonni con i nipotini. Nell’estate del 2013 la Pasticceria si è ampliata acquistando spazio su corso Genova e ripensando l’esposizione del banco del bar in modo da renderlo visibile dalle due vetrine che si affacciano sul corso, conservando in tutto e per tutto i motivi di arredo e lo stile caratteristico del negozio, condizione essenziale per la decisione presa. Il locale ne ha guadagnato in spazio e luminosità, non cedendo nulla in fascino e tradizione. La proprietà del locale è tuttora della stessa famiglia che, giunta alla terza generazione, prosegue con passione il lavoro avviato dai nonni paterni, caratteristica sempre più rara tra gli altri locali della stessa città e che, unita ad una costante ricerca e attenzione alle esigenze della clientela, è testimonianza concreta del valore che esperienza e arte, gelosamente custodite, hanno nel campo artigianale. Cesare, Vittoria e Laura Cucchi pensano che la valorizzazione della tradizione dolciaria milanese è il principale obiettivo. Tutte le materie prime sono selezionate attentamente dal team di pasticceria, i prodotti sono privi di conservanti affinché i sapori giungano inalterati. E’ il lievito madre a donare a tutti in grandi lievitati della Pasticceria Cucchi una caratteristica inconfondibile e irripetibile. (foto: panettone cucchi)

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Promuovere la ricerca in reumatologia

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

ricercatoreRimini 53° Congresso Nazionale reumatologia. Lo si può fare proponendo, supportando, eseguendo e diffondendo progetti di ricerca no-profit di interesse nazionale e internazionale sulla base delle priorità scientifiche identificate dal Consiglio Direttivo SIR. Questo il ruolo del Centro Studi della Società Italiana di Reumatologia, nato nel 2011, che sarà ampliato e potenziato.
Le principali attività includono: sviluppo di studi di popolazione (studi di prevalenza, incidenza, mortalità); conduzione di studi osservazionali multicentrici e di farmaco-epidemiologia; assistenza metodologica ai Soci (disegno dello studio, gestione e analisi dei dati); formazione in metodologia della ricerca; assistenza nello sviluppo di raccomandazioni evidence-based.
Il Dr. Carlo Alberto Sciré, reumatologo con formazione in biostatistica ed epidemiologia, coordinatore del Centro, ne ripercorre la storia: “Inizialmente si è trattato di un piccolo gruppo pilota che operava all’interno di SIR supportandone la ricerca, in linea con le tematiche prioritarie per la Società. Nel corso degli anni c’è stata una notevole crescita dell’attività e al momento il Centro gestisce più di 10 studi in contemporanea, che coinvolgono mediamente dai 30 ai 50 centri sul territorio italiano. Inoltre, sono all’attivo collaborazioni internazionali importanti nell’ambito della ricerca in reumatologia”.
In particolare, il Centro segue anche i Progetti Strategici SIR 2015-2019 – studi multicentrici finalizzati alla diagnosi e trattamento precoce delle malattie reumatiche, guidati da sperimentatori di riferimento del panorama reumatologico nazionale (studi ATTACk, ESORT, MITRA, LIRE, SPRING) , attraverso un supporto tecnico (definizione protocollo, monitoraggio dei dati, sintesi dei risultati), oltre che sviluppare direttamente studi di tipo epidemiologico (es. Studio RECORD e studio KING), o dare supporto a Gruppi di Studio (es. Studio STARTER, studio UPSTREAM e studio Early LES). “C’è inoltre un nuovo studio, lo Studio RAFTING, per il quale SIR ha ricevuto un significativo finanziamento da AIFA. Un grande segnale per la ricerca in ambito reumatologico in Italia, che segna così un importante riconoscimento della rilevanza istituzionale di questi lavori, oltre che una sfida per la Società stessa – prosegue Sciré – Si tratta di uno studio clinico randomizzato, controllato in aperto, promosso in collaborazione con l’Istituto Mario Negri di Milano e che sarà coordinato dal centro di reumatologia del Policlinico di Siena. Lo studio ha l’intento di valutare l’efficacia della terapia biologica di seconda linea, in pazienti con artrite reumatoide che abbiano avuto una risposta inadeguata al trattamento con anti-TNF”.
Tra gli obiettivi futuri del Centro Studi c’è dunque quello di ampliamento e potenziamento, con un maggiore coinvolgimento che possa dare sempre più supporto sia in termini di studi clinici sia in termini di elaborazione di raccomandazioni e linee guida. Un ruolo di supporto strategico e statistico-epidemiologico di grande rilevanza. “Il Centro rappresenta un fiore all’occhiello per il panorama della ricerca Italiana in reumatologia – afferma il Prof. Mauro Galeazzi, Presidente Eletto SIR – Un ampliamento e potenziamento del Centro sono dunque previsti nell’ottica di poter fornire evidenze, in modo scientificamente rilevante, non solo a SIR ma anche a enti regolatori o al Ministero, che sempre più richiedono la collaborazione delle Società Scientifiche come partner strategici nella definizione delle best practice.”

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Dal fronte del No: Il centro-destra per il futuro dell’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

referendumDopo il referendum del 4 dicembre, dopo la vittoria del No, il centrodestra ha l’obbligo di trovare una sintesi, ha l’obbligo di sedersi intorno a un tavolo, ha l’obbligo di lavorare a un soggetto politico unitario per presentarsi alle prossime politiche come forza di governo. Il documento sottoscritto il 28 settembre a Milano da Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni è un accordo per il futuro del Paese, per il rilancio del centrodestra unito di governo, per una prospettiva che rappresenti un’alternativa reale e credibile al Partito democratico e a Matteo Renzi”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Un accordo, quello del 28 settembre, così riassumibile:
Un forte impegno del centrodestra unito nella battaglia contro la falsa riforma costituzionale. La vittoria del No creerà le condizioni perché si possa parlare di riforme vere: presidenzialismo; vincolo di mandato; dimezzamento costi e numero dei parlamentari. Dopo la vittoria del No nessun sostegno parlamentare ad un esecutivo che non abbia la fiducia dei cittadini. Le tre forze politiche del centro-destra, si impegnavano infine, a intensificare il lavoro di elaborazione del programma, mettendo al centro: la diminuzione delle imposte sulla famiglia e altre politiche di sostegno al nucleo fondante della nostra società; una grande riforma fiscale basata sulla flat-tax, con un limite in Costituzione alla pressione fiscale in rapporto al Pil; un impegno rigoroso per la sicurezza che risponda alle legittime paure dei cittadini; una più forte e più organica politica di contrasto all’immigrazione clandestina e ai rischi di infiltrazioni terroristiche.
Adesso a questi contenuti si è aggiunta una nuova necessità. Quella di lavorare, a partire dal 5 dicembre, ad un nuovo soggetto politico unitario del centrodestra di governo, che nasca dal basso, attraverso il coinvolgimento dei territori e con una costituente, e che abbia come obiettivo ultimo quello di proporsi alla guida del Paese. Un soggetto unitario nel quale far convergere, oltre a Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, tutte le anime e tutte le sensibilità che si riconoscono nel No al referendum e che condividono valori e ideali della nostra area politica”, conclude Brunetta.

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Influenza in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

img_0319L’influenza stagionale colpirà quest’anno 5 milioni di italiani. Da metà ottobre 260.000 italiani hanno contratto la malattia e altri 850.000 da sindromi respiratorie acute. Se non ci saranno variazioni significative il picco dell’infezione è previsto per la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. C’è ancora tempo: i medici di famiglia lanciano un appello perché tutti i cittadini si vaccinino contro una patologia che ogni anno provoca una media di 8.000 decessi. E lo fanno in apertura dal 33° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) che comincia oggi a Firenze. L’evento, dal titolo “Ritorno al Futuro: nuove generazioni, nuove idee e nuove cure per le Cure Primarie del nostro Paese”, vede quest’anno la partecipazione di oltre 3.000 camici bianchi da tutta la Penisola. “La vaccinazione deve essere rivolta a tutti perché più i cittadini si vaccinano maggiore è la protezione generale – afferma il dott. Claudio Cricelli Presidente Nazionale SIMG -. Questo si chiama “effetto gregge” che ci consente di contenere la diffusione del virus, di salvaguardare la salute, soprattutto delle categorie a rischio, e ridurre i costi indiretti, quantificabili in 1,6 miliardi ogni stagione influenzale. Ovviamente, devono immunizzarsi i cittadini affetti da patologie croniche, cardiovascolari e respiratorie, anziani, bambini, donne in gravidanza. Per queste persone il vaccino è gratuito e basta recarsi al più presto dal proprio medico di famiglia. Tutti gli altri possono acquistarlo in farmacia”. “Purtroppo i tassi di vaccinazione nel nostro Paese sono in costante diminuzione – aggiunge il dott. Ovidio Brignoli Vice Presidente Nazionale SIMG -. E’ un dato preoccupante che deve far riflettere tutti. Noi medici di famiglia siamo quelli più a stretto contatto con i cittadini e quindi dobbiamo incentivare il più possibile il ricorso all’immunizzazione. E dobbiamo dare per primi il buon esempio vaccinandoci. Tuttavia solo il 7% dei medici si protegge, un dato decisamente troppo basso. Ci auguriamo che quest’anno ci sia un incremento delle vaccinazioni anche per gli operatori sanitari”. In Italia funziona la rete nazionale Influnet composta da oltre 1.000 medici di medicina generale e pediatri coordinati dall’Istituto Superiore di Sanità – conclude il dott. Aurelio Sessa responsabile SIMG del settore -. Questi operatori effettuano una sorveglianza epidemiologica e virologica settimanale che monitorizza in tempo reale l’andamento dell’influenza su tutto il territorio nazionale. Da metà ottobre a fine aprile di ogni anno. Questa rete è coordinata anche a livello europeo con altri 24mila medici sentinella perché l’influenza, insieme a AIDS e tubercolosi, è fra le patologie che devono essere costantemente sorvegliate come suggerito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

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I deputati chiedono il divieto di commercio di avorio e sanzioni contro il traffico di fauna selvatica

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

strasburgoStrasburgo parlamento europeo. In una risoluzione votata giovedì, i deputati sostengono un divieto comunitario totale e immediato per il commercio di avorio e di corno di rinoceronte e chiedono sanzioni comuni a livello UE contro la il traffico illegale della fauna selvatica. Il traffico di fauna selvatica ha un valore stimato di 20 miliardi di euro all’anno e recentemente è cresciuto, diventando una delle più grandi e redditizie forme di criminalità organizzata transfrontaliera.La relatrice Catherine Bearder (ALDE, UK) ha dichiarato: “Il traffico di fauna selvatica è la quarta maggiore attività criminale organizzata sul pianeta. E’ davvero giunto il momento di agire seriamente”.”Le sanzioni contro il traffico della fauna selvatica devono essere molto severe per riflettere la gravità di questo reato e devono essere uguali in tutta l’UE”, ha aggiunto. La sua relazione illustra la risposta del Parlamento al piano d’azione UE presentato dalla Commissione europea. I deputati chiedono il divieto totale e immediato a livello europeo del commercio, dell’esportazione o della riesportazione dell’avorio e delle corna di rinoceronte. Esortano, quindi, gli Stati membri a definire gli opportuni livelli di sanzioni per i reati contro le specie selvatiche e invitano la Commissione ad attivarsi per l’adozione di norme comuni relative alla definizione dei reati e delle sanzioni riguardanti il traffico di specie selvatiche.L’UE dovrebbe inoltre riesaminare il quadro normativo vigente per integrarlo con il divieto di mettere a disposizione, immettere sul mercato, trasportare, acquisire e possedere specie selvatiche ottenute o scambiate illegalmente in Paesi terzi Poiché la caccia da trofeo ha contribuito a un declino di numerosi specie, i deputati chiedono all’UE di definire un approccio precauzionale all’importazione di trofei di caccia ottenuti da specie protette, ai sensi del regolamento sul commercio di animali selvatici.
Nel documento si osservano i nessi tra i reati contro le specie selvatiche e altre forme di criminalità organizzata, ivi compresi il riciclaggio di denaro e il finanziamento di milizie e gruppi terroristici. Si chiede quindi con insistenza all’UE e ai suoi Stati membri di utilizzare tutti gli strumenti pertinenti, compresa la cooperazione con il settore finanziario, per rilevare tali legami.I deputati chiedono ai leader dell’UE a dialogare con gli operatori delle piattaforme dei media sociali, i motori di ricerca e le piattaforme di commercio elettronico e di intensificare i controlli per fermare il commercio illegale di fauna selvatica su internet.
La risoluzione è stata approvata con 567 voti in favore, 5 voti contrari e 39 astensioni.

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