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Referendum: Gli italiani non si faranno intimidire da Renzi

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 dicembre 2016

referendum-noRenzi In queste ore, in questi ultimi giorni prima della consultazione costituzionale del 4 dicembre, qualcuno, evidentemente interessato, continua a spargere veleno e a prefigurare nubi ricattatorie in caso di vittoria del No, con il chiaro intento di influenzare in qualche modo l’elettorato. In altri termini si prefigura la tempesta perfetta: nei mercati, nella finanza, nel sistema bancario, nella sostenibilità del nostro debito sovrano. Dal governo non arrivano grandi rassicurazioni o smentite degne di nota, quasi che Renzi e Padoan stessero compiaciuti a guardare. Dunque, spieghiamo noi cosa sta per succedere. Si sta per votare, tutto qui, la democrazia sta per vivere un passaggio di popolo, comunque vada saranno i cittadini ad averlo deciso”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Il voto referendario non c’entra niente con lo spread, con la crisi del sistema bancario italiano, con il nostro debito, con i nostri fondamentali economici. Il senso di responsabilità, semmai ci fosse, di Renzi e Padoan dovrebbe consigliar loro di raccontare questo al Paese, prima che sia troppo tardi.Ciò detto, ci facciamo alcune domande e ci diamo le relative risposte.Chi ha voluto questo referendum così divisivo? Chi ha collocato la data del referendum il 4 dicembre, rendendolo concomitante ad alcune scadenze cruciali per nostra economia e per le nostre banche (tra una lettura e l’altra della legge di bilancio, e nel bel mezzo della ricapitalizzazione e del salvataggio di MPS)? Chi non ha risolto la crisi delle quattro banche fallite (Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti)? Chi ha tensioni a non finire con l’Unione europea in ragione dei relativi vincoli di bilancio? Chi ha, fintamente, minacciato il veto sul bilancio Ue? Chi fa trapelare voci di governi tecnici e di elezioni anticipate?
Risposta facile facile …è sempre Renzi. I suoi sono comportamenti spudoratamente opportunistici e inaccettabilmente spericolati. Pur di raccattare qualche consenso, il premier mai eletto finisce per mettere a rischio la tenuta dell’economia italiana. Qualcuno che vigila dal Colle più alto di Roma gli dica di smettere, e al più presto. In ogni caso il 4 dicembre glielo daranno i cittadini elettori che non si faranno intimidire o ricattare. “IoVotoNo”

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