Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Archive for 2 dicembre 2016

A Renzi non interessa l’Italia vuole solo potere

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

Palazzo chigi1“Renzi ha fatto approvare la schiforma costituzionale di notte, da solo. Ha imposto la legge elettorale con 3 fiducie alla Camera. Ha usato la violenza per imporre al Parlamento e al Paese questo suo abominevole disegno di potere. Vuole creare un Senato rosso per bloccare qualsiasi altro governo possa arrivare dopo di lui. Il caos totale. Fuori da ogni logica. A Renzi non interessa dell’Italia, vuole solo potere, a costo di creare un Paese ingovernabile”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo a una manifestazione per il No al referendum, a Marghera (Venezia).“A Renzi non importa nulla della riforma, vuole solo il combinato disposto con l’Italicum per state al governo e rottamare la nostra democrazia. Io non ho mai avuto paura negli ultimi anni, né con Letta, né con Monti, si battagliava ma c’era la democrazia. Adesso non è così. Renzi si comporta come un dittatorello sudamericano. Viene in Parlamento e insulta le opposizioni, una cosa mai accaduta. Sì è preso la Rai, sì è preso tutti i telegiornali, questo è regime.
Renzi non ha mai lavorato in vita sua, ha fatto sempre politica, la casta è lui… Non ha mai fatto nulla e si è fatto assumere dal padre nell’azienda di famiglia prima di diventare presidente della Provincia di Firenze per avere i contributi figurativi.Risparmi? Non si fanno le riforme della Costituzione per risparmiare. Allora, già che ci siamo togliamo la Camera, togliamo la presidenza della Repubblica, togliamo la Corte costituzionale, togliamo Palazzo Chigi, togliamo tutto. E che ci resta? Banca Etruria”.

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Referendum: La scheda di Renzi non è un facsimile, è un falso

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

renzifacsimRenzi in TV a Otto e mezzo è stato (finalmente) incalzato da una giornalista sulla questione della scheda falsa denunciata nel blog di Grillo. Il premier è rimasto senza parole, ha balbettato per un po’ e poi, come un bimbo che non sa cosa dire, l’ha sparata grossa: “La scheda che ho mostrato è un facsimile”. Ancora bugie davanti agli italiani. Quella scheda non é un facsimile. Un facsimile è per definizione è la riproduzione di un documento ufficiale, originale e esistente. Come riporta la definizione Treccani è la “copia esatta di scritto, stampato, disegno, oggetto, ottenuta mediante riproduzione fotografica o con altre tecniche: il f. d’un manoscritto, d’un documento”.Siccome la sua riforma non prevede l’elezione da parte dei cittadini e non esiste una legge elettorale per il senato, quella scheda non esiste. Quindi quello non è un facsimile, è un falso bello e buono per prendere in giro gli elettori. Un comportamento inaccettabile da parte di una persona che ricopre cariche istituzionali. Renzi deve ammettere che quella scheda non esiste. Vogliamo anche sapere chi l’ha materialmente prodotta e lo esortiamo quanto meno a non esporla più in questi ultimi giorni di campagna. Invito anche i giornalisti ad intervistare Renzi sul tema: vuole dirci cosa è quella scheda o no? La sua riforma dimezza il diritto di voto degli italiani, abbia il coraggio di dirlo e la smetta con i sotterfugi.Il presidente del consiglio ha anche detto che la denuncia annunciata da Danilo Toninelli non lo preoccupa, con i tempi a cui ha costretto la giustizia italiana come dargli torto. Fossi in lui mi preoccuperei del voto di domenica. Lì gli italiani voteranno nel merito e pochi saranno disposti a dimezzarsi il diritto di voto ora che le sue balle sono state smascherate. (fonte: movimento cinque stelle)

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Non siamo contro Renzi, siamo contro la sua cultura politica

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

angelo_ceraE’ quella che non ha rispetto del Parlamento e toglie sovranità al popolo. Renzi immagina un Parlamento svuotato di ogni potere, dove poter salutare e abbracciare solo parlamentari emiliani e toscani, mentre io l’unico emiliano che voglio abbracciare è Michele, il presidente della Puglia. Questa la dichiarazione dell’on. Angelo Cera al termine del dibattito sulla riforma costituzionale, organizzato dall’UdC a San Nicandro Garganico (Fg). A Renzi non interessano i regionalismi, ma i ‘sindacismi’, ovvero una parcellizzazione del territorio secondo logiche di non rappresentanza della volontà degli elettori, d’altronde chi non è stato eletto non può avere a cuore il voto popolare. Sia chiaro non ci contrapponiamo al governo Renzi ma all’arroganza del premier che vuole spaccare gli italiani e i territori. Per questo diciamo di fermare tutto e di ragionare su basi condivise, evitando un inutile scontro politico e strumentale. (foto: angelo cera)

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Spettacolo: “Happy Birthday D.U.D.U.”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

happy-birthday-d-u-d-uVilla Selmi a Polesella (RO) sabato 10 dicembre per il compleanno della Dichiarazione universale dei diritti umani è stato allestito lo spettacolo “Happy Birthday D.U.D.U.”. E’ il titolo di questa festa che coinvolge musica, creatività e buon cibo locale.All’interno della splendida location storica, si inizia con un aperitivo di benvenuto e la presentazione del nuovo numero della rivista REM, partner dell’associazione. A seguire la Cena a regola d’Arte preparata con i prodotti del territorio, durante la quale è previsto il Dj set con Goofy.Il clou della serata è il doppio concerto dei Marmaja e dei Do’Storieski, due protagonisti assoluti della musica legata al festival di Amnesty International. I Do’Storieski, capitanati da Alberto Cendron e Leo Miglioranza, presentano in anteprima il loro nuovo videoclip del brano “Tuto a contrari”, brano con cui hanno vinto quest’anno il Premio Amnesty Italia Emergenti a Rosolina Mare.
happy-birthday-d-u-d-u-1Dopo di loro i Marmaja, storica band polesana, vincitori del Premio Giuria Popolare a Voci per la Libertà 2014, presentano durante la serata la campagna di crowdfunding per la realizzazione del loro ultimo album.Durante la serata sarà presente uno spazio di Amnesty International dedicato a Write for Rights, la più grande campagna mondiale sui diritti umani, attiva fino al 22 dicembre. Una vera e propria maratona di lettere e firme, in favore di persone che, in diverse parti del mondo, subiscono violazioni dei diritti umani. A Villa Selmi ci sarà spazio anche per le illustrazioni di Luca Vallese, in arte ZNTQRNT, grafico e illustratore impegnato nel sensibilizzare ai diritti umani con la sua creatività: le sue opere fanno parte del Calendario dei Diritti Umani 2017, presentato in anteprima durante l’evento. Stanno intanto per partire anche le attività extra-didattiche nelle scuole, grazie al progetto “L’Arte per i diritti umani” inserite nel programma “Attivamente” della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. A partire dall’anno nuovo, Voci per la Libertà coinvolge infatti gli studenti in attività di approfondimento sul tema dei diritti umani. Per farlo, ha attivato tre percorsi che coniugano arte e diritti umani (dedicati rispettivamente ad arte contemporanea, cinema o musica), insieme ad alcuni artisti con cui l’associazione collabora da tempo, per stimolare le nuove generazioni a riflettere sui valori di uguaglianza e rispetto. (foto: Happy Birthday D.U.D.U.)

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L’Artigiano in Fiera

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

milanodavedereMilano Sabato 3 dicembre, a Fiera Milano (Rho-Pero), prenderà il via la ventunesima edizione de “L’Artigiano in Fiera”. Fino all’11 dicembre, dalle 10 alle 22.30, la più grande manifestazione internazionale dell’artigianato, a ingresso gratuito, ha in programma tante novità: dalla ristorazione alle musiche e danze popolari, dalle scuole di cucina ai corsi della creatività.L’inaugurazione si terrà sabato, alle ore 12, all’interno del padiglione 3 (Area eventi Umbria) in una delle aree dedicate da Ge.FI. – Gestione Fiere Spa e Fiera Milano alle imprese artigiane di Abruzzo, Umbria, Marche e Lazio colpite dai recenti terremoti. All’evento saranno presenti, tra gli altri, il presidente di Ge.Fi. – Gestione Fiere Spa, Antonio Intiglietta, il presidente di Fiera Milano Spa, Roberto Rettani, l’amministratore delegato di Fiera Milano Spa, Corrado Peraboni, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, il vicepresidente della Regione Umbria, Fabio Paparelli, l’assessore alle risorse agricole e forestali della Regione Friuli Venezia Giulia, Cristiano Shaurli, il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico della Provincia Autonoma di Trento, Alessandro Olivi, il presidente dell’Azienda speciale della Camera di Commercio di Macerata Ex.it, Luciano Ramadori, il console della Repubblica Popolare Cinese, Wang Dong, e altre autorità istituzionali europee e internazionali.La rassegna si conferma, ancora una volta, come la più grande vetrina della genialità delle micro e piccole imprese artigiane, con più di tremila stand espositivi e prodotti provenienti da oltre centro Paesi. Un viaggio multisensoriale in 310mila metri quadrati di superficie espositiva, che coinvolgerà anche olfatto e gusto grazie agli stand enogastronomici e alle proposte della ristorazione da tutto il mondo: basterà sedersi in uno dei 41 ristoranti o nelle 24 “piazze e luoghi del gusto” per percepire profumi, odori e sapori di Paesi esotici o dei vicoli dei borghi più caratteristici dell’Italia.Chi ama la buona tavola, per la prima volta, potrà partecipare alle “Scuole di cucina”. I cuochi dei territori terranno, in nove giorni di rassegna, lezioni dimostrative. Il programma completo è consultabile sul sito http://www.artigianoinfiera.it. I visitatori potranno inoltre ammirare la maestria degli artigiani in performance live e assistere agli spettacoli di danze e canti tradizionali. Tra le aree “speciali” della prossima edizione tornano “Moda & Design”, “Abitare la Casa” e il rinnovato “Salone della Creatività”.
Quest’anno “L’Artigiano in Fiera” sarà raggiungibile da tutta l’Italia e dalla Svizzera. Oltre alle tratte di Trenord, al sistema infrastrutturale del Nord Italia, agli Eurocity di Trenitalia da Ginevra e Basilea e alle metropolitane milanesi, dal 3 all’11 dicembre, anche Italo effettuerà una fermata straordinaria presso la stazione di Milano Rho – Fiera. Saranno otto i collegamenti giornalieri in alta velocità: quattro treni provenienti da Salerno e altrettanti provenienti da Torino.

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Tasse: Le roi est mort, vive le roi! Da Equitalia ad Agenzia delle Entrate

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

EquitaliaCon l’approvazione definitiva del decreto fiscale, diciamo addio ad Equitalia e “benvenuto” al nuovo ente pubblico Agenzia delle Entrate – Riscossione. Cosa cambia per i cittadini? Ci pare cambi poco. Le tasse non pagate saranno comunque riscosse dal nuovo ente, ovviamente resteranno le sanzioni per l’evasione, così come gli interessi dovuti: saranno diminuiti? Aumentati? E l’aggio, cioè il compenso che la società Equitalia riceveva per l’attività di riscossione sarà eliminato? A logica sì, ma per avere le risposte a queste domande dovremo attendere lo Statuto del nuovo ente, che sarà contenuto in un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che sarà emanato fra il 30 aprile e il 1 luglio 2017.Lo stesso decreto fiscale licenzia poi definitivamente la possibilità di rottamare le cartelle esattoriali, con qualche differenza rispetto alle previsioni contenute nel decreto legge. Più nel dettaglio, queste le novità:si estendono temporalmente i crediti rottamabili: saranno incluse le somme iscritte a ruolo fino al 31 dicembre 2016slitta la data di adesione alla rottamazione: la domanda potrà essere presentata entro il 31 marzo 2017; aumenta il numero di rate possibili, che passa da 4 a 5 (luglio, settembre e novembre 2017 – per il 70% dell’importo dovuto) e aprile e settembre 2018);per le somme iscritte a ruolo nel 2016 per le quali il debitore non ha ancora ricevuto la cartella esattoriale, Equitalia o il diverso agente della riscossione invierà – entro il 28 febbraio 2017 – una lettera di posta ordinaria al debitore con l’indicazione dei carichi affidati;
in caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento di una rata, il debitore potrà comunque richiedere un piano di rateizzazione “ordinario” (includente cioè le sanzioni e gli interessi di mora) se al momento della presentazione della domanda di rottamazione non erano ancora trascorsi 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale o dell’avviso di accertamento;
chi presenta domanda di rottamazione e aveva in corso un piano di dilazione, deve continuare a pagare le rate fino a dicembre 2016, ma può (deve?) sospendere i pagamenti dal 1 gennaio 2017 fino al momento in cui Equitalia comunicherà l’ammontare complessivo delle somme dovute;
si potranno rottamare anche le cartelle già oggetto di un procedimento di esdebitazione (sovraindebitamento). Dalla lettura della norma, parrebbe che la rottamazione sia applicabile ai soli piani del consumatore non ancora omologati;
il decreto fiscale riconosce poi la possibilità di una mini-rottamazione anche per le somme riscosse direttamente o tramite altri agenti di riscossione da parte di regioni, province, città metropolitane e comuni. Ognuno di questi enti potrà (non dovrà) stabilire, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, l’esclusione delle sanzioni (e non anche degli interessi), stabilendo numero di rate possibili e relativa scadenza, modalità e termini di presentazione della domanda di rottamazioneL’intenzione parrebbe essere quella dell’inizio di un nuovo corso, con un colpo di spugna al passato.Per l’esito dovremo ovviamente attendere la creazione del nuovo ente di riscossione e i dati relativi alle rottamazioni richieste.A chi guarda alla rottamazione come una via possibile, suggeriamo comunque cautela:
prima di tutto verificare la situazione debitoria relativa alle cartelle già notificate ed informarsi personalmente sulle somme iscritte a ruolo nel 2016 e ancora non notificate;
chi ha già in corso una rateizzazione, dovrà poi valutare con attenzione la liquidità disponibile per garantire il pagamento delle 5 rate, poiché in caso di ritardo nel pagamento si perde il diritto alla rottamazione e non si tornare al piano di rientro già convenuto;
chi ha contenziosi in corso, per accedere alla rottamazione deve rinunciare al giudizio. Sarà quindi indispensabile verificare la fondatezza della propria causa e le possibilità di successo, prima di rinunciarvi;
per i debiti prossimi alla prescrizione, occorre valutare attentamente se aderire o meno alla rottamazione delle cartelle esattoriali (Emmanuela Bertucci, legale Aduc)

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Regina Elena: Nuove tecniche di diagnostica di laboratorio

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

regina elenaRoma. Siamo nell’era della “medicina di precisione”: analisi di laboratorio complesse consentono di creare percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali personalizzati. Nei laboratori della Patologia Clinica dell’Istituto Regina Elena, diretta da Laura Conti, approdano e si potenziano nuove tecnologie di diagnostica del “profilo molecolare”, quali la “Next Generation Sequencing” e la “Biopsia Liquida”, in grado di eseguire la mappatura ed il monitoraggio delle mutazioni genetiche coinvolte nei diversi tipi di tumore a partire da un semplice prelievo di sangue. E’ perciò possibile predire la gravità, l’evoluzione della malattia e la risposta al trattamento farmacologico grazie a tecniche molecolari innovative. La tecnologia della Next Generation Sequencing, è utilizzata all’IRE da circa 4 anni nella diagnosi molecolare della sindrome ereditaria per il cancro della mammella e dell’ovaio. A questa tecnica, nei primi mesi del 2017, si affiancherà la biopsia liquida, all’insegna di una medicina di precisione sempre più completa.
“Queste tecniche diagnostiche di laboratorio sensibili e specifiche– spiega Laura Conti – si basano sul fatto che i tumori rilasciano nel sangue circolante, ancor prima dell’esordio clinico della malattia, cellule tumorali e molecole di DNA libero alterato, che ci permettono di risalire al profilo molecolare del tumore di origine. Conoscere le alterazioni del DNA tumorale è di fondamentale importanza non solo per la diagnosi precoce ma anche per il monitoraggio dei pazienti in trattamento e per una attenta sorveglianza di ripresa di malattia”
“La Next Generation Sequencing” insieme alla “Biopsia Liquida” – evidenzia Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico IRE – rappresentano un esempio importante di medicina traslazionale, per la capacità di trasferire in tempi rapidi le scoperte di laboratorio in applicazioni cliniche. Abbiamo oggi a disposizione strumenti di grandissima potenzialità. Come ricercatori li consideriamo, però, punti di partenza nella comprensione sempre più dettagliata della biologia dei tumori che potrà consentire diagnosi più rapide, precise e quindi standard di cure personalizzate.”Oggi al Regina Elena gli esperti hanno illustrato questi temi in occasione del corso di formazione della Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica (SIBioC), di cui Laura Conti è delegato regionale. “La SIBioC – sottolinea il Presidente Marcello Ciaccio- intende supportare e diffondere le nuove scoperte scientifiche e la biopsia liquida dimostra come la sperimentazione clinica possa avere delle importanti ricadute assistenziali. Inoltre sono state presentate e distribuite le nuove Linee Guida “Marcatori in Oncologia: guida all’uso clinico appropriato”, monografia “I quaderni di Monitor” a cura dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).La diagnostica di laboratorio è uno strumento prezioso per il clinico, può infatti migliorare l’outcome del paziente, e offrire una analisi dettagliata dei processi biologici, in particolare in campo oncologico.
“Attraverso metodiche di alta precisione come la Next Generation Sequencing e la Digital PCR– spiega Laura Conti – possiamo monitorare l’evoluzione del tumore primitivo o la comparsa di mutazioni che impediscono al paziente di rispondere alle terapie antitumorali. Da un prelievo di sangue periferico è quindi possibile isolare, estrarre e amplificare la frazione di DNA circolante che viene poi sequenziata per ricercare mutazioni genetiche e individuare terapie a bersaglio molecolare.” “L’utilizzo della biopsia liquida per indagini mutazionali – prosegue Ciliberto – rappresenta un settore in rapida espansione sia nell’ambito della ricerca traslazionale sia nell’ambito della diagnostica molecolare oncologica, in particolare per i pazienti affetti da adenocarcinoma polmonare e del colon retto. A tal proposito ricordiamo che il nostro Istituto è coinvolto attualmente nel prestigioso progetto sperimentale Europeo Horizon 2020 detto ULTRAPLACAD per lo sviluppo di apparecchiature nanofotoniche ancor più sensibili per la ricerca e la quantificazione del DNA tumorale circolante.”

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Merck Biofarma Italia: Maria Antonietta Compagnone nominata Regulatory Affairs & Pricing Director

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

compagnoneMerck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico, annuncia la nomina di Maria Antonietta Compagnone a direttore del dipartimento Regulatory Affairs & Pricing. Compagnone avrà la responsabilità di assicurare i processi regolatori a tutela dei prodotti del business biofarmaceutico Merck in Italia e, allo stesso tempo, definire e realizzare le strategie alla base delle politiche di pricing.
Laureata in Scienze Biologiche all’Università La Sapienza di Roma, porta con sé un bagaglio professionale maturato grazie ad una carriera ventennale in grandi realtà farmaceutiche. Dal 2013 al 2016 ha ricoperto il ruolo di Regulatory Affairs & Market Access Manager in AbbVie dove ha gestito tutte le problematiche di natura regolatoria e assicurato la piena integrazione del ruolo strategico del Regulatory Affairs nelle dinamiche del Market Access. In precedenza, ha svolto incarichi nel regulatory con responsabilità crescenti in Janssen, Janssen-Cilag, Organon ed Abbott.“È con grande soddisfazione che diamo il benvenuto a Maria Antonietta Compagnone – ha dichiarato Antonio Messina, a capo del business biofarmaceutico Merck in Italia. Con Maria Antonietta abbiamo rinforzato il nostro team aggiungendo skills di primissimo livello in ambito regolatorio, in un momento di forte crescita e trasformazione per l’azienda. Grazie alla sua grande esperienza ed alla profonda comprensione dei temi di natura regolatoria – ha concluso il Dott. Messina – Maria Antonietta potrà darci un importante contributo, aiutandoci nella realizzazione della nostra mission: sviluppare soluzioni innovative per fare una reale differenza nella vita dei pazienti”.
Merck è un’azienda scientifica e tecnologica leader nei settori Healthcare, Life Science e Performance Materials. Circa 50.000 dipendenti operano per sviluppare tecnologie in grado di migliorare la vita – dalle terapie biofarmaceutiche per il trattamento del cancro e della sclerosi multipla a sistemi all’avanguardia per la ricerca scientifica e la produzione, ai cristalli liquidi per gli smartphone e i televisori LCD. Nel 2015 Merck ha generato vendite per 12,85 miliardi di Euro in 66 Paesi.
Fondata nel 1668, Merck è la società farmaceutica e chimica più antica al mondo. Ancora oggi, la famiglia fondatrice detiene la quota di maggioranza della Società. Merck (Darmstadt, Germania), detiene i diritti globali sul nome e marchio Merck. Le sole eccezioni sono costituite da Stati Uniti e Canada, dove la Società opera con le denominazioni EMD Serono, EMD Millipore e EMD Performance Materials.(foto: compagnone)

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Nuove linee di consenso per il trattamento dell’ipotiroidismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

tiroide-come-funzionaL’ipotiroidismo colpisce prevalentemente il genere femminile ed è una delle malattie endocrinologiche più comuni colpendo circa 5 milioni di italiani. Una patologia non grave ma con cui fare i conti ogni giorno, ricordando per tutta la vita l’assunzione dell’ormone tiroideo con le limitazioni previste dal trattamento tradizionale e le difficoltà che possono intervenire nel corso degli anni.“Una tiroide che non funziona a dovere o che è stata rimossa chirurgicamente, spiega Enrico Papini, Direttore UOC Endocrinologia e Malattie Metaboliche, Ospedale Regina Apostolorum, Albano Laziale, ha ripercussioni su tutto l’organismo. Infatti, dal buon funzionamento di questa ghiandola dipendono il controllo del metabolismo e le principali funzioni dell’organismo quali il battito cardiaco, lo sviluppo del sistema nervoso centrale, l’accrescimento corporeo, il peso, la forza muscolare, il benessere della cute e dei capelli e tante altre ancora. In ugual modo, se la terapia non è adeguata, si può avere un insidioso peggioramento della qualità della vita”.“Le linee guida e i documenti di consenso hanno un compito arduo: stabilire cosa è corretto per tutti considerando le tante variabili ed eccezioni che la pratica clinica presenta per arrivare a quella medicina personalizzata che ogni paziente chiede. Quando però lo strumento farmacologico è rappresentato da una sola molecola, la levotiroxina, il più importante ormone della tiroide prodotto per sintesi, deve essere prestata la massima attenzione a tutte le condizioni che possono interferire con la terapia, continua Rinaldo Guglielmi, Past President tiroide5AME, Associazione Medici Endocrinologi. Queste linee di indirizzo personalizzano il trattamento non solo secondo parametri fisici, come peso ed età, ma ribadiscono che la gestione della malattia deve essere in accordo anche con lo stile di vita e le preferenze del paziente. Infatti, nella scelta della terapia non deve essere considerato solo il raggiungimento dell’equilibrio ormonale ma anche il benessere del paziente e i fattori che possono influenzare l’aderenza alla terapia. Un benessere che può corrispondere con la semplicità della forma farmaceutica: meno eccipienti meno possibili effetti collaterali”.“Nei casi in cui la terapia sostitutiva presenti delle difficoltà nel raggiungere obiettivi ottimali o quando si ha particolare instabilità dei valori ormonali, spiega Franco Grimaldi Presidente dell’AACE Italian Chapter, la raccomandazione è di non procedere solo alla modifica ripetuta del dosaggio giornaliero ma di considerare anche il trattamento con una differente formulazione, come la formulazione liquida o le capsule molli, che sono in grado di accrescere la non facile aderenza alla terapia. Queste formulazioni devono essere considerate anche nei soggetti a rischio di alterato assorbimento della compressa per condizioni di malassorbimento gastrointestinale, quali la celiachia, l’assunzione di farmaci interferenti di uso comune e nelle non poche persone che non riescono a rispettare i tempi di attesa prima della colazione. Infatti, la formulazione liquida, ad esempio, ha dimostrato scientificamente di poter essere assunta in prossimità del primo pasto della giornata, contrariamente alle compresse che devono essere assunte da 30 a 60 minuti prima. tiroide-ecografiaRicordiamo, inoltre, che le nuove formulazioni possono essere anche assunte dagli intolleranti al lattosio, al contrario delle compresse che contengono questo zucchero, conclude l’esperto”.“Nella pratica clinica, ci troviamo a trattare pazienti che, pur avendo raggiunto valori ormonali normali di TSH, continuano a presentare sintomi di ipotiroidismo. In questi casi, soprattutto per le persone che hanno subito l’asportazione della ghiandola, viene preso in considerazione l’utilizzo di una terapia sostitutiva con la combinazione dei due ormoni tiroidei, per supplire alla mancanza endogena di T3, conclude Enrico Papini. È ovviamente necessario escludere, prima di iniziare la terapia combinata, che la condizione di malessere sia riconducibile a problematiche psicologiche o ad altre patologie non conosciute. Questa opzione riguarda una minoranza dei pazienti e non dovrebbe essere intrapresa come modalità iniziale di trattamento, tuttavia l’associazione T3-T4 può migliorare lo stato di benessere in un numero non trascurabile di persone ipotiroidee. Deve essere sottolineata la necessità di evitare l’utilizzo indiscriminato della T3, escludendo in particolare i pazienti fragili o con problemi cardiovascolari e, tassativamente, le donne in gravidanza o che si preparino al concepimento”.Le linee guida indicano, dopo ogni modifica terapeutica, di eseguire il controllo del TSH ematico dopo 4 settimane (se non vi sono motivi specifici per ripeterlo più frequentemente). Utile, il giorno degli esami del sangue, assumere la levotiroxina dopo il prelievo e non prima. (foto: tiroide)

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“La Federazione Medico Sportiva Italiana presenta un decalogo di procedure per il benessere dell’atleta”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

Sport a Miss Italia nel MondoIn un mondo della medicina che si evolve in continuazione, conoscere e utilizzare “scelte sagge” e “la giusta dose” terapeutica di un farmaco sono punti di partenza per un approccio valido e responsabile nella vita professionale quotidiana di ogni medico, in particolare dello specialista in medicina dello sport. È quanto emerge dalla “Indagine epidemiologica nazionale”, vasto progetto di studio rivolto agli sportivi, agonisti e non, condotto dalla FMSI (Federazione Medico Sportiva Italiana). Lo sportivo, e soprattutto i genitori dei milioni di minorenni praticanti sport agonistico, chiedono allo specialista in medicina dello sport non solo che conceda l’idoneità alla pratica della disciplina sportiva, ma anche che sia accanto all’atleta, grande e piccolo, nella gestione della salute, della nutrizione e dei traumi minori che con grande frequenza capitano nelle attività.Su questa base, la FMSI ha selezionato 50 Medici dello Sport, impegnati nella promozione della salute e attivi sul “campo sportivo” al fianco dell’atleta, con l’obiettivo di stilare una sorta di “consensus conference”, un sintetico “decalogo” di corrette procedure per il benessere dell’atleta, e tra queste suggerimenti da seguire per il trattamento del dolore provocato dai traumi minori nel corso di attività sportiva. In particolare su quest’ultimo aspetto, nel “decalogo” sono presenti l’importanza di saper riconoscere e monitorare il dolore e di considerarlo al pari degli altri parametri vitali. Una volta riconosciuta la causa del dolore, è doveroso scegliere la classe di farmaci analgesici cui fare riferimentoLa “consensus conference”, in sintesi, suggerisce tra l’altro:
– Non prescrivere analgesici al bisogno, ma ad orari e per durata prestabiliti.
– Il dosaggio analgesico del paracetamolo nell’adulto è di 1 grammo assunto 3 volte al giorno, a intervalli non inferiori a 4 ore.
– L’ottimo profilo di efficacia e sicurezza della nimesulide nel dolore infiammatorio è al dosaggio di 100 mg, assunta 2 volte al giorno, in cicli di massimo 15 giorni di trattamento.
– La disponibilità della combinazione paracetamolo 500 mg – ibuprofene 150 mg, assunta in singola o doppia somministrazione a seconda dell’intensità del dolore, è fino a 3 volte al giorno, ad intervalli non inferiori alle 6 ore. La combinazione permette di ridurre il dosaggio dell’antiinfiammatorio, minimizzandone i rischi e garantendone l’efficacia grazie alla sinergia con il paracetamolo.
– Nel bambino, affinché il paracetamolo abbia efficacia analgesica, occorre raggiungere un dosaggio di 15 mg/Kg (senza superare i 60-75 mg/Kg somministrati nell’intera giornata).
“Le “scelte sagge” – puntualizza il presidente della FMSI, Maurizio Casasco – pur non avendo pretese di esaustività, vogliono piuttosto essere un richiamo per stimolare l’attenzione su punti specifici in merito al fatto che nel trattamento del dolore dell’atleta la conoscenza della giusta dose è punto di partenza fondamentale per lo sviluppo di una terapia che abbini efficacia a sicurezza terapeutica”.

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Contratto dipendenti pubblici: è una “mossa politica”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

Marianna_Madia“L’accordo firmato dal ministro Madia e dalle tre organizzazione sindacali (a proposito, come mai non c’è la firma di Padoan?) è un accordo solo politico che non ha nessuna validità giuridica.Gli 85 euro medi promessi saranno disponibili, eventualmente, solo dal 1° gennaio 2018 (cambiale per un prossimo governo). Attualmente disponibili, sommando la legge di stabilità del 2016 e la legge di bilancio 2017, ci sono circa 1,4 miliardi, che consentirebbero aumenti pari a circa 40 euro lordi, meno di 30 euro netti mensili. Mancano 1,1 miliardi per la parte statale e 2,5 miliardi per le Regioni ed Enti locali, che, forse, arriveranno solo nel 2018.
Peraltro alla firma mancano anche i rappresentanti delle regioni ed autonomie locali (datori di lavoro), che saranno contenti di sborsare 2,5 miliardi nei prossimi anni.Ma la parte migliore riguarda quella normativa che fa tornare indietro la lancetta di 10 anni. Si contratterà su tutto, valutazione, incentivi che saranno dati tutti a pioggia. La perla è comunque l’incentivo dato alla presenza, baluardo della contrattazione degli anni 80: ti pago solo perché sei presente.
Questa è la sedicente riforma della pubblica amministrazione del premier Renzi, far finta di bastonare i furbetti del cartellino con una legge incostituzionale, e dare ampia disponibilità alla contrattazione e ai sindacati. Il merito? Una chimera”.

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Firma del Manifesto Lazio Pulse

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

Frascati, Villa AldobrandiniFrascati (Roma) 7 Dicembre 2016, dalle ore 8:30 alle 13:30, presso l’ESA-ESRIN (via Galileo Galilei n.64) firma del manifesto dell’iniziativa LAZIO PULSE. Istituzioni del territorio, Centri di Ricerca, Imprese e Università si uniscono per sostenere la crescita economica del Paese attraverso lo sviluppo di un ecosistema basato sull’innovazione condivisa e socialmente utile.L’iniziativa segue il grande successo di WIRE16, manifestazione organizzata a giugno da Frascati Scienza, che ha rafforzato il dialogo e il dibattito pubblico tra ricercatori, imprenditori e istituzioni al fine di sostenere l’eccellenza scientifica, creativa e tecnologica. Siamo oggi alla presentazione del manifesto di Lazio Pulse, iniziativa di cui Frascati Scienza è fra i maggiori sostenitori, rispecchiando a pieno la sua mission statutaria. L’idea è di creare nuove opportunità di business riposizionando i sistemi imprenditoriali territoriali tramite la valorizzazione di dati e risorse dell’eScience, generando nuove applicazioni in ambito sociale ed economico.
L’evento sarà inaugurato da Josef Aschbacher, ESA-ESRIN, Roberto Battiston, Presidente dell’ASI e da Lorenzo Lo Cascio, dell’Assessorato allo Sviluppo Economico e Attività Produttive della Regione Lazio. Seguiranno interventi dei maggiori promotori dell’iniziativa (INFN, ENGineering SPA, Comunità Montana, Eurokleis, ISS, BIC Lazio, ASI, e Consorzio Hypatia).
Durante l’incontro verrà presentato il Manifesto di Lazio Pulse con un approfondimento sulle potenzialità e le opportunità dell’eScience, le tendenze di mercato e i servizi futuri che si intendono sviluppare. Saranno, inoltre, discussi interessanti casi di studio e i risultati di incubatori d’impresa regionali, quali LUISS ENLABS ed ESA BIC LAZIO.

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Concorso ‘L’Olio delle Colline a Cori’

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

olio-delle-colline1Cori. La 2° edizione della manifestazione ‘Cori: dell’Olio e delle Olive’ 2016 si aprirà venerdì 2 Dicembre con le fasi preliminari del 4° Concorso ‘L’Olio delle Colline a Cori’, indetto dalla Pro Loco Cori e dall’Associazione CAPOL (Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina) con il patrocinio del Comune di Cori – Assessorato alle Attività Produttive e Delega all’Agricoltura. L’obiettivo principale è la divulgazione della cultura dell’olio, appartenente soprattutto al circolo ristretto degli appassionati, per farla dialogare con il mondo della produzione e farla conoscere al grande pubblico. Il Concorso è riservato all’olio extravergine d’oliva di qualità ottenuto da olive prodotte nel territorio del Comune di Cori e vi partecipano gli olivicoltori, frantoiani e produttori di olio in proprio che si sono iscritti. I campioni di olio ammessi saranno sottoposti a Palazzetto Luciani ad un esame organolettico ufficiale (panel test) da parte del Panel del Capol, costituito da assaggiatori iscritti agli olio-delle-colline2Elenchi Regionali/Nazionale di tecnici ed esperti degli oli di oliva vergini ed extravergini, riconosciuto dal MIPAAF e operante presso la Camera di Commercio di Latina. La cerimonia di premiazione si terrà domenica 4 Dicembre, presso la Sala Conferenze del Museo della Città e del Territorio, con inizio alle ore 10:30, preceduta dal seminario che sarà occasione per fare il punto della situazione e tracciare il futuro dell’olivicoltura. Il Premio “L’Olio delle Colline di Cori” andrà ai primi tre classificati secondo la giuria di Qualità del Panel Capol. Sono inoltre previsti altri tre riconoscimenti per le aziende locali che etichettano, cioè che commercializzano il prodotto a nome proprio, chiudendo la filiera di produzione dell’olio extravergine d’oliva.
Il Premio ‘Consumer Test’ verrà attribuito ai primi tre classificati secondo il giudizio che la giuria dei consumatori esprimerà sulla qualità da essi percepita attraverso una serie di banchi di assaggio alla cieca. Il Premio della ‘Critica’ invece verrà assegnato al primo classificato secondo la giuria dei giornalisti e degli operatori del settore. Debutta quest’anno il Premio ‘Conservazione Olio Evo’ che sarà conferito dalla giuria del Panel Capol all’olio della campagna olearia 2015/16 che presenta i migliori standard di conservazione. Al termine degustazione degli olii classificati e dei prodotti tipici coresi. (foto: olio delle colline)

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Teatro: Andy e Melissa

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

andy-e-melissaRoma dal 9 all’11 dicembre 2016 ore 21.00 – domenica ore 18.00 r.Ma Teatro – ROMA via Ruggero di Lauria 22 sarà in scena, lo spettacolo che vede protagonisti Laura Gallo e Luca Salemmi che ne cura anche la regia. Con una garbatezza ormai desueta, due persone attraversano la loro esistenza tenendosi per mano.
Un uomo e una donna si scrivono per tutta la vita rincorrendosi, amandosi, detestandosi, sfuggendosi, perdendosi di vista ma sempre e comunque conservando un fortissimo bisogno reciproco.
Andy e Melissa custodiscono gelosamente la chiave del loro affetto, coltivandolo come il fiore all’occhiello della loro vita. Tutto in una penna, delicata appendice di ciò che di più intimo gli uomini possiedono; nel suo inchiostro l’inarrivabile valore di un rapporto epistolare, mantenutosi intatto sin dall’infanzia.
Andy, timido, portato alla riflessione; Melissa, di famiglia ricca, vivace, dispettosa e fin troppo disinvolta.
Le loro vite prendono direzioni diverse, ma il carteggio continua a tenere vivo il loro legame. Un legame dal sapore maledettamente ostinato e irriducibile e al contempo straordinariamente tenero e romantico, in quell’oceano di parole, adagiate su missiva, ignare della fatica, a declinare un alfabeto appassionato e grezzo come un diamante, dolce ed intimo come una carezza. Andy e Melissa regala esattamente questo: passione, purezza, tenera Intimità, rendendo pienamente il senso del momenti indimenticabili di una lunga ed inesplicabile storia d’amore. Che durerà per la vita e oltre. (foto: Andy e Melissa)

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“A Changing Humanity. Fast-paced living as a new model of being”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

a-changing-humanityRoma lunedì 5 dicembre alle 17.30 verrà presentato presso la Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta, 4 il volume “A Changing Humanity. Fast-paced living as a new model of being”, raccolta del lavoro di Scuola Sinderesi del precedente anno accademico, a cura di Mons. Samuele Sangalli.
Saranno presenti Sua Eminenza Card. Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali; il Dr. Hermann Kues, membro del Consiglio Direttivo della Fondazione Konrad Adenauer, già sottosegretario parlamentare presso il Ministero Federale per le Famiglia, gli Anziani, le Donne e la Gioventù; e la senatrice Emma Fattorini, già docente universitario ordinario di storia contemporanea (“Sapienza” Università di Roma) e giornalista. Interverranno anche il Rettore della Pontificia Università Gregoriana P. Nuno da Silva Gonçalves, la dott.ssa Caroline Kanter, Direttrice della Fondazione Konrad Adenauer, e Mons. Samuele Sangalli, Docente coordinatore di “Scuola Sinderesi” e curatore della pubblicazione. Il volume raccoglie due prefazioni (Card. Leonardo Sandri, P. Nuno Gonçalves), tre relazioni (Mons. Sangalli, Prof. John Loughlin, don Alberto Rocca) e i contributi dei partecipanti a “Scuola Sinderesi” elaborati nel corso dell’anno accademico 2015-2016, durante i quali si sono interrogati sulle conseguenze di un’umanità passata a stili di vita segnati dalla velocità e dall’essere costantemente interconnessi. Sono emersi nella ricerca significativi cambiamenti nel rapportarsi allo spazio/tempo, nella formazione delle culture, nell’organizzazione del lavoro e, soprattutto, nel dare un significato all’esistenza umana. (foto: a changing humanity )

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Fondazione Roma Sapienza- giornata disabilità “L’arte di essere”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

antonello-folcorettoreRoma sabato 3 dicembre ore 11 Università La Sapienza presso la Sala Odeon all’interno della Facoltà di Lettere e Filosofia si celebra la giornata disabilità “L’arte di essere”. E’con questo appuntamento che la Fondazione Roma Sapienza aderisce alla Giornata Internazionale dei diritti delle persone con disabilità, indetta dall’ONU, che si propone di sottolineare l’importanza del miglioramento delle condizioni di vita delle persone diversamente abili e la determinazione con cui si possono superare gli ostacoli della vita. Un concetto importante affidato all’estro di numerosi studenti liceali, che con entusiasmo hanno accolto l’invito a realizzare opere pittoriche mostrando una creatività senza limiti e senza barriere ed esposte durante la tavola rotonda indetta per l’occasione, a cui seguirà la presentazione del volume “La Via Crucis della disabilità” a cura della Dott.ssa Germana Lancia, dipendente della Sapienza presso l’Area Offerta Formativa e Diritto allo Studio – Settore relazioni con studenti portatori di Handicap.
All’evento parteciperanno il Presidente della Fondazione Roma Sapienza Antonello Folco Biagini, il Magnifico Rettore della Sapienza Università di Roma Eugenio Gaudio. Interverranno il Delegato per le iniziative in favore degli studenti diversamente abili Anna Paola Mitterhofer, il Direttore del Museo dell’Arte Classica Marcello Barbanera, Corrado Moretti del reparto di Pediatria d’Urgenza e Terapia Intensiva Pediatrica e il Pro Rettore alle Comunicazioni istituzionali della Sapienza Mario Morcellini. L’evento si svolge con il sostegno di ReWalk Robotics e Edizioni Nuova Cultura. (foto: antonello folco, rettore)

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Migration, Integration, and European Values: High-level meeting with religious leaders at European Commission

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

meetingSenior Christian, Muslim, Jewish, Hindu, and Mormon leaders gathered for the 12th annual high-level meeting at the European Commission. Held at the invitation of European Commission First Vice-President Frans Timmermans, this gathering focused on “Migration, Integration, and European Values: Putting values into action.”Participants discussed a range of concerns relating to the global crises resulting in widespread migration to Europe, including the emergence of increasingly divisive public discourse about refugees, hospitality as an expression of faith, and how to best help newcomers make a positive contribution in society. Several speakers discussed the historical religious makeup of Europe, including the longstanding presence of Islam on the continent. The work of the 24 October CEC-COMECE-CCME dialogue seminar with the European Commission fed into preparations for this high-level meeting.On the topic of this gathering Timmermans noted with appreciation the “intensive debate on the challenges we face in trying to make a success of the integrations of newcomers to European society.” He noted that “migration will be an element of our present and our future” and encouraged the religious leaders in their work in sharing values, respecting differences and fostering mutual understanding without looking for assimilation.
Ján Figeľ, European Commission special envoy for the promotion of freedom of religion or belief outside the European Union highlighted the importance of the Middle East as a meeting place for three major world religions, “If there is peace we feel it, if there is genocide or war we all feel it.”
At a press conference following the event, representatives from the churches in Europe urged all to avoid the simplification of complex situations and to cultivate a welcoming culture for refugees following examples from Christian scripture and tradition. In light of the coming of Christmas and celebration of the Word made Flesh, they stressed that it is impossible to worship God without love of neighbour.
High-level meetings and working level discussions are held regularly between the European Commission and churches and religious associations and communities as well as philosophical and non-confessional organisations. Since 2009 the dialogue with churches, religions, philosophical and non-confessional organisations is enshrined in the Lisbon Treaty. (photo: meeting)

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Eventi avversi da farmaci, su Jama i dati Usa aggiornati

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

farmaciEventi avversi da farmaci, su Jama i dati Usa aggiornati Tra il 2013 e il 2014 la prevalenza negli Stati Uniti di accessi in pronto soccorso (Ps) dovuti a eventi avversi da farmaci è stata stimata in 4 casi su 1.000, e i farmaci più spesso parte in causa sono stati gli anticoagulanti, gli antibiotici, gli antidiabetici e gli analgesici oppioidi, secondo uno studio pubblicato su Jama e coordinato da Nadine Shehab dei Centers for Disease Control and Prevention. Per dipingere in modo accurato un quadro rappresentativo a livello nazionale sugli eventi avversi da farmaci i ricercatori hanno esaminato i dati relativi agli accessi in PS avvenuti nel periodo 2013-2014 confrontandoli con quelli osservati tra il 2005 e il 2006 in 58 dipartimenti di emergenza partecipanti al progetto National Electronic Injury Surveillance System-Cooperative Adverse Drug Event Surveillance.«Dall’analisi di 42.585 casi è emersa una prevalenza di visite in Ps per un evento avverso da farmaci del 4 per 1.000 nel 2013-2014, seguite nel 27% dei casi da un ricovero ospedaliero» scrivono i ricercatori, precisando che circa il 35% delle visite per eventi avversi si è verificato tra gli adulti età di 65 anni o più a fronte di una stima del 26% nel 2005-2006, con un tasso di ospedalizzazione maggiore nei più anziani (44%). Anticoagulanti, antibiotici e antidiabetici sono stati individuati come agenti responsabili dell’evento avverso nel 47% delle visite in Ps, con manifestazioni cliniche diverse: episodi emorragici per gli anticoagulanti, reazioni allergiche da moderate a gravi per gli antibiotici e ipoglicemie da moderate a gravi con sintomi neurologici per gli antidiabetici. «Rispetto al periodo tra il 2005 e il 2006, la percentuale di visite in PS per eventi avversi da anticoagulanti e antidiabetici è aumentata, a fronte di una diminuzione degli eventi avversi da antibiotici» riprende la ricercatrice, spiegando che tra i bambini di 5 anni o meno gli antibiotici sono i farmaci più comunemente implicati con un 56% dei casi. Gli antibatterici sono intesta alla classifica anche nella fascia di età fra 6 e 19 anni con il 32% dei casi, seguiti dagli antipsicotici con il 4,5% delle visite in Ps. «Tra gli adulti di 65 anni e oltre, quattro anticoagulanti ossia warfarin, enoxaparina, rivaroxaban e dabigatran oltre all’insulina e 4 antidiabetici orali erano tra i 15 farmaci più spesso in causa» aggiunge Shebab, sottolineando che la sorveglianza degli eventi avversi da farmaci in specifiche sottopopolazioni di persone, come per esempio i più giovani o i più anziani, può contribuire a migliorare la sicurezza prescrittiva e l’appropriatezza delle cure. E Chad Kessler, del Durham VA Medical Center in North Carolina, scrive in un editoriale di commento: «Serve una collaborazione multidisciplinare tra i vari operatori sanitari nell’ambito delle cure primarie, dell’assistenza farmaceutica e della medicina d’urgenza per costruire modelli di trattamento più sicuri, affrontando il problema delle reazioni avverse da farmaci in modo più sistematico e strutturato». (fonte: farmacista33)

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Vaccino anti Rotavirus raccomandato già dalla 6° settimana di vita

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

vaccinazioniSi stima che ogni anno in Europa le gastroenteriti acute da Rotavirus siano responsabili di 231 decessi, circa 90 mila ospedalizzazioni e quasi 700 mila visite mediche (fonte OMS). Secondo uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Italian Journal of Public Health, in Italia le infezioni da Rotavirus colpiscono oltre 400 mila bambini al di sotto dei 5 anni, con 320 mila casi gestiti a domicilio, 10 mila ospedalizzazioni, 80 mila visite mediche e 11 decessi ogni anno. La vaccinazione rappresenta l’unico strumento efficace nella prevenzione della malattia.Si svolge oggi a Milano un workshop presso la Clinica Mangiagalli per discutere sugli aspetti epidemiologici e clinici dell’infezione da Rotavirus: pediatri e igienisti riuniti in un dibattito con l’obiettivo di arrivare alla stesura di un documento operativo per l’implementazione della vaccinazione nella Regione Lombardia.
“I Rotavirus rappresentano la principale causa di gastroenterite acuta grave in età pediatrica in tutto il mondo – afferma la prof.ssa Susanna Esposito, direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura del Policlinico dell’Università degli Studi di Milano e presidente WAidid, Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici – e la più frequente causa di diarrea grave nei bambini al di sotto dei 5 anni. In Italia, il Nuovo Piano Vaccini ritiene prioritaria la vaccinazione anti Rotavirus nei bambini già a partire dalla 6° settimana di vita e nella Regione Lombardia, sebbene ancora poco implementata, è offerta gratuitamente ai neonati pretermine che nel nostro Paese rappresentano circa il 7% delle nascite complessive, e ai soggetti a rischio. L’obiettivo del workshop di oggi è quello di arrivare ad un documento operativo condiviso che contribuisca ad implementare nella nostra Regione la vaccinazione anti Rotavirus universale raccomandata in primis per i prematuri ricoverati in terapia intensiva e per i neonati con patologie croniche”.
Come emerso da recenti studi, in Italia le infezioni da Rotavirus sono responsabili in una percentuale che varia dal 17% al 69% circa del totale delle ospedalizzazioni per gastroenterite acuta, dell’84% delle ospedalizzazioni per gastroenterite di origine virale così come del 61% delle ammissioni in pronto soccorso e del 33% delle visite dal pediatra di libera scelta o dal medico di medicina generale.
Nelle infezioni del neonato i sintomi in alcuni casi sono relativamente modesti, per un certo grado di immunità acquisita dagli anticorpi materni. Nei bambini, invece, di età compresa tra 6 e 18 mesi l’infezione, che ha solitamente un periodo di incubazione di circa 1-3 giorni, esordisce in modo acuto con febbre e vomito, cui fa seguito dopo 24-48 ore diarrea acquosa, con 10-20 scariche al giorno. Mentre la febbre e il vomito cominciano a diminuire durante il secondo giorno di malattia, la diarrea può continuare per 5-7 giorni portando a forte disidratazione. Le infezioni successive da Rotavirus sono, invece, clinicamente meno gravi.Come emerge dal Calendario per la Vita 2016 si raccomanda di anticipare alla 6° settimana la prima somministrazione del vaccino anti Rotavirus, che è un vaccino somministrato per via orale, al fine di ridurre drasticamente i casi più gravi di ospedalizzazione soprattutto dei lattanti più piccoli per proseguire, poi, con le ulteriori dosi (una seconda o una seconda e una terza a seconda del vaccino in uso) in concomitanza con le sedute vaccinali successive entro la 24-26 settimana di vita. Anche nei nati prematuri va considerata l’età cronologica, non l’età corretta, e la vaccinazione va eseguita o direttamente in neonatologia se il piccolo è ancora ricoverato o nei centri vaccinali o negli ambulatori dei pediatri di famiglia.

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Roma è stata scelta dal programma Cities Changing per il 2017

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

dscn2140È Roma la metropoli scelta per il 2017 dal programma Cities Changing Diabetes®. E’ l’iniziativa realizzata in partnership tra University College London (UCL) e il danese Steno Diabetes Center con il contributo di Novo Nordisk che coinvolge Istituzioni nazionali, amministrazioni locali, mondo accademico e terzo settore, con l’obiettivo di evidenziare il legame fra il diabete e le città e promuovere iniziative per salvaguardare la salute dei cittadini e prevenire la malattia.
L’annuncio è stato dato nel corso del convegno “Sustainable cities promoting urban health”, organizzato nella capitale dall’Ambasciata di Danimarca in collaborazione con Ministero della salute, Istituto superiore di sanità, SDU-National Institute of Public Health di Danimarca, ANCI-Associazione nazionale comuni italiani, Health City Institute, Danish Healthy Cities network, sotto l’egida della Presidenza del Consiglio dei ministri. “Nel 1960 un terzo della popolazione mondiale viveva nelle città. Oggi si tratta di più della metà e nel 2050 sarà il 70 per cento. Allo stesso tempo, circa 400 milioni di persone soffrono di diabete e si prevede un aumento fino a 600 milioni nel 2035”, dice Erik Vilstrup Lorenzen, Ambasciatore di Danimarca. Il compito è chiaro: per combattere il diabete è necessario aumentare l’attenzione sulla salute e sullo sviluppo urbano in modo da creare ‘città vivibili’. In breve, dobbiamo creare un ambiente urbano che promuova la salute come una parte fondamentale dell’infrastruttura e delle funzioni delle città. In Danimarca, soprattutto a Copenaghen, abbiamo un’ampia esperienza nel rendere la città più vivibile con una particolare attenzione sulla bicicletta come metodo di trasporto per incoraggiare l’attività fisica. Nella sola città di Copenaghen ci sono oltre 360 chilometri di piste ciclabili. Ma favorire la viabilità ciclistica costituisce solo una parte di un approccio multidisciplinare che coinvolge molti stakeholder: la società civile, l’ente di edilizia residenziale pubblica, la scuola, le associazioni di pazienti e tanti altri. Copenaghen riconosce le sfide della salute urbana e ha investito nella necessità di creare ambienti fisici positivi che incoraggiano attivamente il miglioramento della salute e il benessere. A Copenaghen, la salute pubblica costituisce una responsabilità condivisa dell’intera città, e tutte le amministrazioni lavorano per il sostegno della salute e la riduzione dell’ineguaglianza salutare. Tutto ciò coinvolge la pianificazione urbana, ma anche gli asili nido, i programmi doposcuola e le aree sociali e dell’occupazione. Le politiche e le pianificazioni locali e nazionali (educazione, lavoro e settore residenziale inclusi), sono riconosciuti come elementi prioritari nella promozione della salute”. Oltre 3 miliardi di persone nel mondo vivono oggi in città metropolitane e megalopoli: Tokyo ha 37 milioni di abitanti, Nuova Delhi 22 milioni, Città del Messico 20 milioni. 10 anni fa, per la prima volta nella storia dell’Umanità, la popolazione mondiale residente in aree urbane ha superato la soglia del 50% e questa percentuale è in crescita, come indicano le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità. Nel 2030, 6 persone su 10 vivranno nei grandi agglomerati urbani, nel 2050 7 su 10. “Questa è una tendenza che, di fatto, negli ultimi 50 anni sta cambiando il volto del nostro Pianeta e che va valutata in tutta la sua complessità. Grandi masse di persone si concentrano nelle grandi città, attratte dal miraggio del benessere, dell’occupazione e di una qualità di vita differente, e la popolazione urbana mondiale, soprattutto nei Paesi medio-piccoli cresce anno dopo anno”, spiega Andrea Lenzi, coordinatore di Health City Institute, gruppo di esperti che ha recentemente messo a punto il manifesto “La Salute nelle città: bene comune”, per offrire a istituzioni e amministrazioni locali spunti di riflessione per guidarle nello studio dei determinanti della salute nei contesti urbani. Che aspetto avrà dunque il pianeta Terra nel 2050? Come si evolveranno le nostre città? Saranno in grado i governi di rispondere alla crescente domanda di salute? Dobbiamo, infatti, prendere atto che si tratta di un fenomeno sociale inarrestabile e una tendenza irreversibile, che va amministrata ed anche studiata sotto numerosi punti di vista quali l’assetto urbanistico, i trasporti, il contesto industriale e occupazionale e soprattutto la salute. “Le città stesse ed il loro modello di sviluppo sono oggi in prima linea nella lotta contro le criticità connesse al crescente inurbamento e, ovviamente, la salute pubblica occupa fra queste un posto di primaria importanza”, afferma Enzo Bianco, Presidente del Consiglio Nazionale dell’ANCI e Sindaco di Catania. Un filo sottile ma evidente lega il fenomeno dell’inurbamento alla crescita di malattie come il diabete. Esiste infatti una suscettibilità genetica a sviluppare questa malattia, a cui si associano fattori ambientali legati allo stile di vita.Oggi sappiamo che vive nelle città il 64% delle persone con diabete, l’equivalente di circa 246 milioni di abitanti, e anche questo numero è destinato a crescere. Inoltre, la maggior parte di loro – l’80% circa – vive in Paesi a basso-medio reddito, dove gli agglomerati urbani si espandono più rapidamente. Il vivere in città è associato ad un peggioramento dello stile di vita: questo rappresenta un fattore chiave dell’aumento di questa e delle altre malattie non trasmissibili – cardiovascolari, obesità, disturbi broncopolmonari, tumori – e studi internazionali evidenziano la connessione fra stile di vita degli abitanti delle aree urbane e prevalenza del diabete.“Ciò significa che nel definire le politiche di lotta a questa malattia si deve tenere conto del contesto urbano in cui essa si manifesta: risulta fondamentale pianificare lo sviluppo e l’espansione delle città in ottica di prevenzione delle malattie croniche, per incoraggiare stili di vita salutari. I dati evidenziano come città che non considerano questi aspetti nell’urbanizzazione finiscano per contribuire alla crescita di patologie croniche, e questa situazione può diventare esplosiva dal punto di vista sanitario soprattutto nelle megalopoli. Vivere in città aumenta da 2 a 5 volte il rischio di sviluppare il diabete”, aggiunge Lenzi.
“L’inurbamento e la configurazione attuale delle città offrono per la salute pubblica e individuale tanti rischi, ma anche opportunità da sfruttare con un’amministrazione cosciente e oculata”, osserva Roberto Pella, Vicepresidente Anci e Presidente Confederazione Città e Municipalità UE. “Ciò può avvenire attraverso un’analisi preventiva dei determinanti sociali, economici e ambientali e dei fattori di rischio che hanno un impatto sulla salute”, prosegue.La principale arma di prevenzione a nostra disposizione, dunque, è eliminare o comunque modificare questi fattori. Per questo motivo Steno Diabetes Center, University College London (UCL) e Novo Nordisk hanno dato vita nel 2014 a Cities Changing Diabetes®.“Il programma non nasce con lo scopo di sostituirsi o di soppiantare il considerevole lavoro già in atto, in tutto il mondo, per affrontare il tema del diabete nelle città. Specialisti, accademici, istituzioni e comunità conoscono molto bene il problema”, chiarisce Federico Serra, Government Affairs and External Relations Director di Novo Nordisk Italia. “L’obiettivo è di dar vita a un movimento di collaborazione internazionale in grado di unire le forze per proporre e trovare attraverso l’analisi delle best practice soluzioni per affrontare il crescente numero di persone con diabete e obesità nel mondo, e il conseguente onere economico e sociale, partendo dal tessuto e dal vissuto urbano che tanta parte sembra avere in questo fenomeno”, dice ancora.Il programma Cities Changing Diabetes® ha visto in questi primi anni il coinvolgimento di sette grandi città: Houston, Copenhagen, Tianjin, Shanghai, Vancouver, Johannesbourg e Città del Messico. Nel 2017 sarà la volta di Roma. “In queste città i ricercatori elaborano dati e svolgono ricerche per identificare chiaramente lo scenario e capire le aree di vulnerabilità. Inoltre, si cerca di comprendere i bisogni insoddisfatti delle persone con diabete, di identificare le politiche di prevenzione, oltre a comprendere come migliorare la rete di assistenza. In ultima analisi, si vuole individuare e comprendere, tramite case studies, come certi ambienti urbani favoriscano l’insorgenza del diabete di tipo 2 e le sue complicanze”, conclude Serra.

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