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Tasse: Le roi est mort, vive le roi! Da Equitalia ad Agenzia delle Entrate

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

EquitaliaCon l’approvazione definitiva del decreto fiscale, diciamo addio ad Equitalia e “benvenuto” al nuovo ente pubblico Agenzia delle Entrate – Riscossione. Cosa cambia per i cittadini? Ci pare cambi poco. Le tasse non pagate saranno comunque riscosse dal nuovo ente, ovviamente resteranno le sanzioni per l’evasione, così come gli interessi dovuti: saranno diminuiti? Aumentati? E l’aggio, cioè il compenso che la società Equitalia riceveva per l’attività di riscossione sarà eliminato? A logica sì, ma per avere le risposte a queste domande dovremo attendere lo Statuto del nuovo ente, che sarà contenuto in un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che sarà emanato fra il 30 aprile e il 1 luglio 2017.Lo stesso decreto fiscale licenzia poi definitivamente la possibilità di rottamare le cartelle esattoriali, con qualche differenza rispetto alle previsioni contenute nel decreto legge. Più nel dettaglio, queste le novità:si estendono temporalmente i crediti rottamabili: saranno incluse le somme iscritte a ruolo fino al 31 dicembre 2016slitta la data di adesione alla rottamazione: la domanda potrà essere presentata entro il 31 marzo 2017; aumenta il numero di rate possibili, che passa da 4 a 5 (luglio, settembre e novembre 2017 – per il 70% dell’importo dovuto) e aprile e settembre 2018);per le somme iscritte a ruolo nel 2016 per le quali il debitore non ha ancora ricevuto la cartella esattoriale, Equitalia o il diverso agente della riscossione invierà – entro il 28 febbraio 2017 – una lettera di posta ordinaria al debitore con l’indicazione dei carichi affidati;
in caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento di una rata, il debitore potrà comunque richiedere un piano di rateizzazione “ordinario” (includente cioè le sanzioni e gli interessi di mora) se al momento della presentazione della domanda di rottamazione non erano ancora trascorsi 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale o dell’avviso di accertamento;
chi presenta domanda di rottamazione e aveva in corso un piano di dilazione, deve continuare a pagare le rate fino a dicembre 2016, ma può (deve?) sospendere i pagamenti dal 1 gennaio 2017 fino al momento in cui Equitalia comunicherà l’ammontare complessivo delle somme dovute;
si potranno rottamare anche le cartelle già oggetto di un procedimento di esdebitazione (sovraindebitamento). Dalla lettura della norma, parrebbe che la rottamazione sia applicabile ai soli piani del consumatore non ancora omologati;
il decreto fiscale riconosce poi la possibilità di una mini-rottamazione anche per le somme riscosse direttamente o tramite altri agenti di riscossione da parte di regioni, province, città metropolitane e comuni. Ognuno di questi enti potrà (non dovrà) stabilire, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, l’esclusione delle sanzioni (e non anche degli interessi), stabilendo numero di rate possibili e relativa scadenza, modalità e termini di presentazione della domanda di rottamazioneL’intenzione parrebbe essere quella dell’inizio di un nuovo corso, con un colpo di spugna al passato.Per l’esito dovremo ovviamente attendere la creazione del nuovo ente di riscossione e i dati relativi alle rottamazioni richieste.A chi guarda alla rottamazione come una via possibile, suggeriamo comunque cautela:
prima di tutto verificare la situazione debitoria relativa alle cartelle già notificate ed informarsi personalmente sulle somme iscritte a ruolo nel 2016 e ancora non notificate;
chi ha già in corso una rateizzazione, dovrà poi valutare con attenzione la liquidità disponibile per garantire il pagamento delle 5 rate, poiché in caso di ritardo nel pagamento si perde il diritto alla rottamazione e non si tornare al piano di rientro già convenuto;
chi ha contenziosi in corso, per accedere alla rottamazione deve rinunciare al giudizio. Sarà quindi indispensabile verificare la fondatezza della propria causa e le possibilità di successo, prima di rinunciarvi;
per i debiti prossimi alla prescrizione, occorre valutare attentamente se aderire o meno alla rottamazione delle cartelle esattoriali (Emmanuela Bertucci, legale Aduc)

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