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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 20

Patologie del pavimento pelvico

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2016

corpoSono oltre 4 milioni le donne che in Italia, soprattutto in Lombardia e Campania, che soffrono di patologie del pavimento pelvico, anche se molte hanno difficoltà a parlarne, soprattutto per questioni di pudore. Sono però problematiche che non devono essere sottovalutate e che necessitano di un approccio multidisciplinare per garantire la migliore cura alla paziente anche da un punto di vista psicologico, visto che spesso insorgono problemi legati alla perdita di autostima.
A confrontarsi sulle migliori esperienze gli esperti, medici ma non solo, che partecipano al 3° Corso Inter-Regionale SIUCP-Società Italiana Unitaria di Colonproctologia ospitato da Humanitas San Pio X e presieduto dal prof. Jacques Mégevand, responsabile della Chirurgia Generale dell’ospedale.
Le patologie del pavimento pelvico colpiscono prevalentemente le donne subito dopo la gravidanza o tardivamente, con diversi sintomi quali ritenzione urinaria, incontinenza, prolasso di vescica, utero e retto in varia combinazione, e alterazioni della defecazione come stipsi e incontinenza fecale, dolore pelvico.
“E’ chiara l’esigenza di definire un approccio integrato e multidisciplinare a queste patologie che hanno un impatto severo sulla donna e sulla sua socialità – spiega il dott. Leonardo Lenisa, coloproctologo di Humanitas San Pio X e direttore scientifico del convegno. – La multidisciplinarietà è necessaria per perfezionare sia la comprensione dei processi alla base delle patologie, sia l’iter diagnostico e la soluzione terapeutica definitiva. Se infatti, come dimostrato in letteratura sul trattamento del prolasso del retto, per esempio, esistono molti trattamenti ma ancora nessuno ha dimostrato un’efficacia superiore rispetto agli altri, significa che la complessità della patologia richiede un trattamento “su misura” che non sempre dipende dal solo organo colpito”.
“Grazie alle nuove tecnologie chirurgiche mininvasive e robotiche, la chirurgia colorettale è diventata più efficace. L’Italia è tra i Paesi europei con il maggior numero di attrezzature per la chirurgia robotica che non sempre vengono usate alla massima potenzialità – sottolinea il prof. Marco Montorsi, rettore di Humanitas University e presidente SIC-Società Italiana di Chirurgia. – Fondamentale è la formazione dei chirurghi all’uso delle nuove tecnologie, oltre all’identificazione dei criteria per l’accreditamento delle strutture e la verifica della qualità della prestazione per queste patologie”.
Oltre alla chirurgia robotica e ricostruttiva, le altre novità di intervento – di cui esperto in Humanitas San Pio X è il dott. Ezio Ganio, sono:
· la neuromodulazione sacrale, che, grazie all’utilizzo di elettrodi collegati ad un pacemaker sottocutaneo minimamente invasivo, permette un buon recupero della funzionalità agendo sulla coordinazione delle stimolazioni nervose tra colon, retto e ano
· i bulking agents, ovvero sostanze che iniettate nella sottomucosa dell’ano – come il silicone nelle labbra – migliorano la chiusura del canale anale e possono risolvere problemi di incontinenza minore.
“Le disfunzioni del pavimento pelvico sono spesso correlate alla gravidanza e al parto, momento traumatico per la pelvi della donna. Le fasce muscolari e nervose vengono sottoposte ad un intenso “stress” che, nel breve o lungo termine, può portare ai disturbi tipici delle patologie del pavimento pelvico” spiega il dott. Alessandro Bulfoni, responsabile della Ginecologia e Ostetricia e moderatore al convegno. Al Punto Nascita di Humanitas San Pio X, la prevenzione e la riabilitazione delle patologie del pavimento pelvico si effettua con appositi corsi prima e dopo il parto grazie ad ostetriche specializzate e ad un’èquipe multidisciplinare dedicata composta da medici ginecologi, urologi e chirurghi in grado di effettuare eventuali correzioni chirurgiche con tecniche mini invasive.Oltre 1000 esperti pronti al trattamento multidisciplinare delle disfunzioni del pavimento pelvico“A conferma dell’importanza della multidisciplinarietà nelle patologie del pavimento pelvico, i corsi SIUCP organizzati in Campania e Lombardia, le regioni italiane in cui si effettuano il maggior numero di interventi di colo-proctologia, hanno visto la partecipazione di oltre 1000 medici in prevalenza esperti di colo-proctologica, ginecologia, urologi, radiologi, terapisti del dolore, neurofisiologi, gastroenterologi e fisiatri che percepiscono come esigenza crescente il confronto interdisciplinare delle conoscenze e la condivisione delle tecniche e delle strategie chirurgiche – spiega il dott. Adolfo Renzi, presidente SIUCP”.

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