Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 97

Progetto di Ricerca sui neoantigeni del cancro

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2016

sienaSiena. La Fondazione NIBIT e l’Immunoterapia Oncologica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, dirette da Michele Maio, entrano nella Tumor neoantigEn SeLection Alliance (TESLA), l’importante annuncio arriva oggi dagli Stati Uniti dal Parker Institute for Cancer Immunotherapy e dal Cancer Research Institute.La collaborazione è focalizzata sulla ricerca dei neoantigeni, che gli scienziati ritengono possa contenere la chiave per sviluppare una nuova generazione di immunoterapie personalizzate e mirate contro il cancro. Italia capofila con la Fondazione NIBIT e l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese sarà l’unico Centro in Europa a fornire anche campioni di tessuto per la ricerca.Il Parker Institute, creato ad aprile del 2016 grazie a Sean Parker, co-fondatore di Facebook, riunisce i migliori scienziati e le eccellenze mediche per portare avanti una nuova modalità di ricerca sull’immunoterapia del cancro, grazie anche alle potenzialità della bioinformatica per guidare l’innovazione. Il Cancer Research Institute è guidato da uno Scientific Advisory Council, rinomato in tutto il mondo, che comprende tre premi Nobel e 26 membri della National Academy of Science.
I neoantigeni sono marker presenti sulla superficie delle cellule tumorali ma assenti nel tessuto normale: per questo motivo sono considerati potenziali target per i farmaci. Comunemente derivano da mutazioni che si verificano nel corso della rapida divisione e moltiplicazione delle cellule tumorali. Il sistema immunitario può riconoscere questi marker come “estranei” e di conseguenza colpire la cellula tumorale per distruggerla. Al fine di prevedere quali neoantigeni saranno presenti sul tumore di un determinato paziente, i ricercatori hanno sviluppato dei software che analizzano il DNA del tumore dando come output i marcatori tipici che il sistema immunitario riesce con maggiore probabilità a riconoscere.
I partecipanti ai gruppi di ricerca riceveranno sequenze genetiche provenienti da tessuti sia sani che tumorali. Usando algoritmi propri di ciascun laboratorio, ogni gruppo identificherà una serie di neoantigeni che si prevede saranno presenti nelle cellule tumorali e riconoscibili dal sistema immunitario. Tali previsioni saranno poi verificate attraverso una serie di test, per accertare quali hanno più probabilità di essere corrette e riconoscibili dalle cellule T. In questo modo, ad ogni partecipante saranno forniti gli output per migliorare ulteriormente i propri algoritmi e quindi la potenziale efficacia dei vaccini personalizzati contro il cancro.

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