Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 87

Lettera aperta agli Amici che votano No

Posted by fidest press agency su domenica, 4 dicembre 2016

grillo1renato-brunettaCari Amici, prima di tutto Vi suggeriamo di non incoraggiare due tentazioni che, temiamo, avrà il cosiddetto “fronte del No” se dovesse prevalere, specie con un buon margine. Una è quella di maramaldeggiare, invocando “vendette, tremende vendette”. L’altra è quella che qualcuno dell’eterogeneo gruppo di soggetti che hanno sostenuto il No – la “accozzaglia”, come li ha definiti Renzi con la consueta eleganza – tenti di intestarsi la vittoria. Che, se sarà, non potrà con tutta evidenza che essere di nessuno. Non fosse altro perché almeno una di queste forze, il Movimento 5 Stelle, coltiva in segreto la speranza non tanto che vinca il Sì in quanto tale, ma che la conseguenza del Sì sia il mantenimento in vita dell’Italicum, modalità di voto fatta apposta per spianare a Grillo la strada verso la vittoria alle politiche.Dopodiché, si tratta di capire quale sia stata la motivazione principale che Vi ha indotto a scegliere di bocciare le riforme costituzionali. Potreste averlo fatto – com’è il nostro caso – semplicemente perché le riforme non vi piacciono e tantomeno vi piace il “purchessia”, anche se riconoscete che l’intento di ammodernare la Costituzione è sacrosanto e che alcune delle motivazioni di fondo delle riforme renziane – semplificazione delle procedure istituzionali, rafforzamento degli strumenti che garantiscono maggiore governabilità e ricentralizzazione di funzioni ora decentrate – sono corrette d'alemaancorché maldestramente perseguite. In questo caso vale ciò che abbiamo suggerito agli Amici che votano Sì: occorre invocare subito un’Assemblea Costituente. Potreste invece aver votato No, perché non volete nemmeno sentire parlare di modifiche alla Costituzione, che avete elevato a rango di inviolabile tabernacolo. In questo caso non abbiamo alcun suggerimento da darVi: siamo su sponde diverse destinate a non poter trovare alcun punto di mediazione. Perché un conto è voler tutelare la nostra Carta fondamentale da ferite inferte dal dilettantismo riformatore e sostenere che quel tipo di riforme richiedono momenti di condivisione e non di lacerazione, e altro è sostenere che abbiamo la Costituzione migliore del mondo e scagliare anatemi a chi osa soltanto pensare di sfiorarla. Amen.Infine, potreste aver fatto la Vostra scelta per ragioni (anche o solo) di natura più strettamente politiche. In questo caso a spingervi possono essere state due le motivazioni, solo apparentemente simili tra loro. La prima è che abbia prevalso se non l’odio, quantomeno una fortissima valutazione negativa su Renzi e il suo governo, magari accompagnato dal (pre) giudizio circa la sua iniziale ascesa al potere avvenuta senza la benedizione del voto popolare. Insomma, con il No volete cancellare dalla scena politica il giovanotto toscano. Per carità, scelta rispettabile e per alcuni versi comprensibile – d’altra parte Renzi è uno che non prevede il pareggio nel suo approccio alla politica, e dunque è dividente per definizione – ma che rischia, nel suo essersi diffusa e in qualche modo provocata dallo stesso oggetto dei Vostri strali, di portare acqua al mulino della sponda opposta. Inoltre Renzi, per quanto abbia commesso errori – e davvero molti ne ha fatti, di cui alcuni imperdonabili, specie se derivanti dal suo ego espanso e da una fin troppo evidente bramosia di potere – rimane pur sempre un protagonista da cui è difficile pensare di prescindere. Se poi lui reagirà ad un’eventuale sconfitta in modo scomposto o se nel Pd dovesse aprirsi una resa dei conti da cui uscisse perdente tanto da preferire altre strade, allora la sua giubilazione avrà altre cause che non quelle, stupide e sterili, della vendetta.La seconda motivazione è invece “moderata”: avete riserve sulle politiche concretamente messe in atto dal governo Renzi, non vi piacciono le sue riforme costituzionali né il modo con cui ha gestito il referendum, ma non per questo lo volete al patibolo. Anzi, ritenete che la “lezione” non potrà che fargli bene, costringendolo a qualche atto di modestia e spingendolo a fare senza volpi sotto l’ascella quel patto con Berlusconi che è, allo stato, l’unica modalità con cui portare a termine la legislatura. Ecco in questo caso, Vi chiediamo di vigilare perché il No ragionevole prevalga, nelle conseguenze del voto, su quello irragionevole.Se invece pensate che tutto questo non Vi quadra, allora potete sempre restare a casa, e godervi la domenica.Buon “dopo voto” a tutti.(By Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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