Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 25

Lettera aperta agli Amici che votano Sì

Posted by fidest press agency su domenica, 4 dicembre 2016

Palazzo chigi1Cari Amici, prima di tutto Vi suggeriamo di diffidare del trionfalismo che l’eventuale vittoria del Sì quasi certamente comporterà, morbo di cui – temiamo – Renzi sarà il primo ad essere affetto. Occorre evitare – e abbiamo ragione di credere che una parte importante di Voi elettori del Sì coltiviate questa preoccupazione – che il presidente del Consiglio si svegli il 5 mattina novello Napoleone, come già fece all’esito delle elezioni europee, quando rigonfiando il petto commise l’errore di credere che quel 40,8% preso dal Pd, pur essendo inferiore come numeri di voti assoluti rispetto al precedente risultato conseguito da Bersani alle politiche, significasse l’avere in mano il Paese. Se c’è un prima (incoraggiante) e un dopo (deludente) che divide i mille giorni a palazzo Chigi di Renzi, il confine è situato proprio in quel lunedì 26 maggio 2014, e non è il caso di ripetere l’esperienza due anni e mezzo dopo.In particolare, è opportuno che si allontani dalla testa di Renzi e dei suoi la tentazione di far discendere dall’esito favorevole del referendum l’idea di non più cambiare l’Italicum, nonostante gli impegni assunti, e di andare il più velocemente possibile ad elezioni politiche. Se, come probabile, la Corte Costituzionale di fronte alla vittoria del Sì circoscriverà i suoi rilievi, Renzi sarà tentato lasciare intatta, se non per modifiche marginali, la legge elettorale – sbagliata – che lui stesso ha voluto così proprio dopo l’ubriacatura delle europee. Finendo per spalancare le porte di palazzo Chigi ai populisti (grillini più leghisti, che siamo pronti a scommettere si ritroveranno presto alleati), cioè favorendo proprio quell’esito politico del referendum più nefasto che, siamo sicuri, è stata la prima delle ragioni che Vi hanno indotto a scegliere il Sì.Siccome in questi mesi non abbiamo trovato nessuno che difendesse la qualità intrinseca delle riforme costituzionali (neanche gli autori) e neppure che giustificasse la scelta a favore del Sì per il merito di quei cambiamenti – di cui non si scorge nessun impatto epocale nonostante intervengano su quasi la metà degli articoli della seconda parte della Costituzione – è lecito di conseguenza ritenere che il Vostro sia un voto politico, in nome della stabilità e per la paura del vuoto politico- istituzionale che temete la vittoria del No possa produrre. Ma questo, a maggior ragione, Vi deve indurre a pretendere tre cose, dopo aver generosamente concesso il Vostro Sì. Primo: che nessuno osi dire che a primavera 2017 si vota. Secondo: che l’Italicum va rottamato e che si faccia una legge elettorale che consenta di sbarrare la strada ai populisti (noi proponiamo il modello tedesco, ma l’importante è evitare i pasticci e i velleitarismi). E se questo significa rifare un patto del Nazareno con Berlusconi, ben venga, salvo che questa volta deve essere rigorosamente alla luce del sole. Terzo: che si apra una vera fase costituente. Infatti, consapevoli che le riforme andranno riformate perché malfatte (Senato) e completate perché largamente incompiute (titolo V), si deve finalmente scegliere di convocare un’Assemblea Costituente dove riscrivere – senza furia ma neppure senza tabù e riserve – la Costituzione, prima parte compresa.Se pensate che tutto questo non Vi sarà mai concesso, allora cambiate idea e, se siete ancora in tempo, votate No.(By Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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